Il presepe nella storia, arte e cultura

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Il presepe nella storia, arte e cultura

La rappresentazione sacra come ponte per il dialogo interreligioso fra i cristiani e il mondo islamico

Manlio Lo Presti – 13 gennaio 2020

Presso la sala del Senato si è tenuto il 10 gennaio un convegno sul presepe come veicolo di cultura, di espressione artistica e soprattutto di dialogo fra fedi diverse intenzionate ad aprire, mantenere e sviluppare un interscambio costruttivo nel segno positivo del rispetto reciproco.

Il presepe nasce per iniziativa del fondatore dell’ordine francescano Francesco d’Assisi nel 1223 (1).

Gli interventi dei relatori hanno evidenziato che il presepe ha una valenza fortemente simbolica. Per la sua realizzazione è richiesta la partecipazione della comunità residente e include anche e soprattutto le figure di visitatori stranieri in un’epoca in cui viaggiare era difficile e pericoloso. Si inserisce in un quadro naturale e quindi risulta immediatamente intuitivo a coloro che lo recepiscono poiché raffigura gesti quotidiani della fatica umana dei singoli e della comunità intera.

Il primo contatto visivo induce il fruitore laico, il fedele cristiano ma anche gli appartenenti ad altre confessioni a riflettere sulla figura centrale del presepe. Parliamo di Maria.

Il presepe evidenzia l’importanza capitale della figura di Maria come ponte tra Dio e gli umani e come figura rispettata – come ha mirabilmente trattato un relatore – dalla fede islamica che la vede citata nel Corano moltissime volte. Il professore ha infatti elencato con estrema precisione tutti i passi dove è presente la figura di Maria madre di Cristo anche egli ripetutamente citato dal Corano come uomo di profonda sapienza.

Come accade fra persone seriamente determinate a capirsi e a scambiarsi informazioni con il dialogo, è stato possibile trovare punti di contatto, una area comune di riflessione del Sacro e per il sacro come cammino di perfezione a cui deve tendere colui che vuole dare un senso religioso alla propria esistenza.

Il convegno sul presepe è stato quindi una interessante occasione di scambio culturale, antropologico e sociologico fra religioni che recano ciascuna un immenso carico di cultura filosofica, storica e religiosa che non va perduto ma piuttosto posto sul tavolo dello scambio e del confronto partendo da aree comuni di riflessione pur in presenza di differenze da non trasformare in trincee di pregiudizio.

Infine, vorrei evidenziare il clima di tranquillità e di assenza totale di tensioni fra gli alti rappresentanti delle due confessioni religiose.

Contrariamente a quanto si possa pensare in prima approssimazione, il convegno sul presepe e sulla importante figura condivisa di Maria che ne è il fulcro e la motivazione, non è stato il segno di un ulteriore cedimento dell’Occidente verso l’Islam.

L’Europa è stato il luogo di infiniti passaggi migratori e di successive sintesi in termini culturali, antropologici, economici, ecc. Non va dimenticato che tali trasformazioni sono state spesso la risultante di azioni violente e di sopraffazioni militari. Per evitare oggi una simile infausta eventualità, occorre il dialogo rispettoso fra pari, nella consapevolezza che il conflitto divide ancora di più e non ha vincitori ma solo macerie.

Lo spirito del convegno, dalle premesse intellettuali complesse e nondimeno rischiose, è stato tutto questo: semplicità di esposizione dei rispettivi punti di vista, ricerca ed allargamento, ove possibile, di un’area di scambio che appartiene a tutti coloro che sapranno farne un uso intelligente (cioè di incessante ricerca del contatto costruttivo e condiviso).

Condivisione, rispetto, ascolto, dialogo: alcune condizioni fondamentali per continuare un interessante esperimento!

 

NOTE

1)https://it.wikipedia.org/wiki/Presepe

https://artepresepe.it/storia-presepe/

http://www.fraticappuccini.it/new_site/index.php/eventi-di-rilievo/1549-il-presepe-oggi-san-francesco-e-la-storia-di-una-tradizione-natalizia.html

http://www.treccani.it/enciclopedia/presepe/

2) Guido Calogero, Logo e Dialogo, Edizioni di Comunità, 1950;

Id, Filosofia del Dialogo, Morcelliana, 215.

Anche il cinema ha dedicato film al dialogo come scambio non facile ma utile. Fra loro è interessante la visione del      film IL MIO    NEMICO del 1985 a regia di Wolfgang Petersen:            https://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=14965  che narra la possibilità di contatto persino

fra specie diverse

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