

Manlio Lo Presti
Fonte immagine e post: https://www.facebook.com/riccardo.architetto/posts/pfbid02ru8hTA735mPHq8AFZjYdnPPswfzsZDXLF5t452ZAAYrnPUTcEmpJ2qDRnUBAXSaxl
La dichiarazione attribuita alla premier giapponese qui lanciata senza data, senza luogo, senza citazione del momento istituzionale in cui è stata rilasciata, senza una fonte certificata riduce notevolmente la credibilità del contenuto e fa pensare che sia diffusa per creare allarme senza accrescere l’informazione. Vediamo la foto di un africano superpalestrato e nudo con gli occhi stralunati e minacciosi incastrata dentro un riquadro più ampio con il ritratto della attuale responsabile del governo giapponese. Sotto all’immagine dentro l’immagine viene riportata un’affermazione che pone in primo piano lo stile di vita rispetto alla importazione di stranieri. Viene subdolamente attribuita al capo di governo, ma senza metterlo per iscritto!
L’articolo riportato da Il Giornale d’Italia qui: https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/786704/giappone-premier-takaichi-contro-immigrazione-di-massa-meglio-popolazione-ridotta-che-stranieri-incompatibili-e-poco-qualificati.html non riporta foto di aitanti africani ignudi con piglio aggressivo. Si afferma “non hai più un Paese quando si diventa minoranza”.
É piuttosto singolare che si parli di importazione di lavoratori per crisi demografica in Giappone. Ci riferiamo al Paese più robotizzato del mondo. Il deficit di manodopera bassa e qualificata sarà tranquillamente, rapidamente, totalmente colmato con l’estensione della robotica per la produzione di beni e di servizi.
Da un lato, siamo tutti bombardati da centinaia di servizi televisivi, di rete e sui quotidiani da notizie che magnificano trionfalmente gli utilizzi poliedrici della robotica con pupazzetti con le sopracciglia mobili, simil-cani, umanoidi e poi si grida all’allarme demografico. Qualcosa non funziona.
Nulla vieta che gli umani saranno in gran parte sostituiti non la cosiddetta immigrazione ma dalle macchine che funzionano indefinitamente, non si ammalano, si autoaggiornano, si autoprogrammano, si autoriparano. Da sempre, le persone sono strumenti di lavoro e vengono eliminate quando diventano inutili con molteplici metodi diretti e/o rituali.
Anche oggi il sistema è lo stesso. Grazie per l’attenzione
TEMI
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