
CAMBIARE LE BANCONOTE EURO PER COMBATTERE IL RICICLAGGIO
Manlio Lo Presti

Con toni trionfali, per dimostrare che si sta impegnando tantissimo, la Banca Centrale Europea ha comunicato che ha chiesto ai cittadini europei di presentare i disegni delle banconote: https://www.ecb.europa.eu/euro/banknotes/future_banknotes/html/design-proposals.it.html . Una genuina prova di democrazia diretta e dal basso, ovviamente su un tema di nessuna importanza, con votazione fino al 21 settembre 2026.
Esplorando la rete non ho trovato alcun riferimento al fatto che tale decisione sia stata adottata per costringere ad uscire alo scoperto i detentori di montagne di banconote occultate in cassette di sicurezza delle banche, delle poste e presso le cassette degli aeroporti, stazioni, luoghi di transito veloce, presso banche cinesi, banche-ombra operanti in Oceania, in isolette sperdute ex colonie britanniche, e di altri Stati votati al sistematico riciclaggio di miliardi di euro ogni giorno, ecc. Questo motivo reale è nascosto da una motivazione estetica, di identità europea, di maggiore durabilità del materiale cartaceo la cui diradata sostituzione per consunzione salva il pianeta, di accresciuta (?) partecipazione dei cittadini europei al processo di ridisegno estetico.
Per la tutela dei cittadini contribuenti europei, non v’è alcun cenno ai costi reali del rifacimento materiale del denaro: un costo che è a carico dei ridetti ed impotenti cittadini il cui compito è solamente quello di subire e di pagare puntualmente.
Cosa è veramente accaduto nelle segrete stanze anecoiche della “Junta” di Bruxelles per arrivare a tale decisione dopo ben ventisei anni? Le motivazioni estetiche di cui abbiamo fatto cenno sopra non ci dicono nulla di importante. Più concretamente, la diretta “Junta” della ex-europa, sotto ricatto diretto e frontale della élite finanziaria bancaria, militare USA, i pretoriani di Bruxelles hanno dovuto far buon viso a cattivo gioco ed agire con nuove emissioni. Tale sospetto si fonda sul fatto che tutti i Paesi membri modificavano la propria moneta cartacea in maniera ricorsiva per i veri motivi del logoramento del mezzo di pagamento. Dopo ventisei anni, appare del tutto fasulla la motivazione ecologica ed estetica.
Nessun mezzo di comunicazione di terra, di mare, di aria, ha minimamente accennato ad una ipotesi di guerra valutaria, con la scusa del rifacimento finto-ecologico. È più comodo e senza pensieri limitarsi al mero fattarello estetico-ecologico-che-coinvolge-democraticamente-i-cittadini-UE!
Nessuno ha scritto sulla incidenza di tale provvedimento in concomitanza della emissione di euro digitale da parte della Banca Centrale Europea, senza l’intervento di struttura private o di algoritmi. I vertici di BCE affermano che l’euro digitale non andrà a sostituire le banconote. Allora perché montare una iniziativa di vasta portata per poi lasciare in vita le banconote?
L’andamento ondivago delle autorità monetarie europee non fa comprendere nulla ai cittadini della strada tuti presi a sopravvivere al collasso economico, alla perdita del lavoro, all’espulsione dai cicli produttivi causata dall’espansione della robotica, dalla inesistente coordinazione delle politiche di ogni Paese membro con la direzione di Bruxelles. Insomma, un carrozzone privo di timone che sbanda dappertutto causando danni alla popolazione, ai sistemi economici di ciascun Paese, senza la delineazione di un piano comune.
Mentre la ex-europa è sull’orlo di una guerra ibrida civile, con una economia distrutta a causa delle ostilità antirusse, ma i commissari UE si concentrano sulle nuove banconote. Nessuno parla della vastità della disoccupazione presente attualmente in Europa. Quasi tutti i siti riportano percentuali, non riportano cifre assolute, forse per evitare troppi allarmismi? Ci parla di tassi percentuali senza citare con chiarezza quali sono i dati di riferimento e perché sono stati scelti. Un link fra tutti: https://bdl.sviluppolavoroitalia.it/ricerca-schede/dettaglio/id/25241943. Si naviga nel porto delle nebbie, con il susseguente calo verticale di credibilità delle fonti.
La elefantiaca macchina comunitaria non fornisce dati assiomatici su cui riflettere.
Nella confusione generale, ci raccontano la favoletta del cambio grafico delle banconote come prova di democrazia… dopo 26 anni! Essi si stanno dando un minimo di decoro comunicando alla rete internet della titanica decisione di eliminare la banconota da cinquecento euro. Motivo? Combattere il riciclaggio. Sarebbe stato interessante sapere il parere di Esopo, Fedro, Trilussa, Andersen, i fratelli Grimm, Petrolini, Totò. Dobbiamo solo ipotizzare le loro riflessioni!
L’impero del P.P.C. guidato dall’abilissimo e convincente Pifferaio di Hamelin, estende il suo dominio!
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