PERCHÉ L’ISLANDA VUOLE RESTARE FUORI DALL’UNIONE EUROPEA

https://www.islanda.it/articoli/reykjavik-la-capitale-dell-islanda

PERCHÉ L’ISLANDA VUOLE RESTARE FUORI DALL’UNIONE EUROPEA

Manlio Lo Presti

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Fonte immagine: https://www.islanda.it/articoli/reykjavik-la-capitale-dell-islanda

 

Come diligentemente comunicato dai media, l’Islanda non vuole entrare nell’UE con voto contrario di stretta misura (il 52,8%). Questo diniego sarà per sempre?

L’evento rappresenta simbolicamente uno schiaffo ai pretoriani del carrozzone di Bruxelles. Un gruppetto di non eletti direttamente dagli europei che pensa a tutto tranne che al benessere dei cittadini della ex-europa.

Alcuni articoli fanno attentamente notare che solo nella capitale l’adesione all’UE ha avuto una maggioranza favorevole.  La popolazione fuori di Reykjavík ha valutato questa decisione come lesiva degli interessi di pesca. Nell’isola, esiste la forza armata nordamericana e nessun soldato islandese! Si tratta di una dipendenza che probabilmente ha condizionato pesantemente la scelta negativa: https://europeancorrespondent.com/it/r/lislanda-rifiuta-di-nuovo-lue . La vicinanza con la Groenlandia, che gli USA confondono sovente con l’Islanda, è un ulteriore fattore condizionante sapendo che nulla potrebbe fermare gli USA nella eventuale intenzione di accorpare anche l’isola al suo impero. Non sfugge agli americani la posizione strategica islandese di decisivo punto di controllo e di osservazione sui movimenti in corso nell’oceano Atlantico sia dal punto di vista militare che commerciale sulle rotte della pesca.

Nonostante le considerazioni appena illustrate, emerge comunque il sospetto che sia stata allestita una sceneggiata per far vedere che, dentro la ex-europa, sussiste un dibattito “democratico” fra diverse visioni e sensibilità. Ma questa è la facciata per i creduloni seguaci del Pifferaio di Hamelin.

Tempo un anno e mezzo, casualmente, il governo attuale islandese cadrà sotto i colpi di uno scandalo finanziario, sessuale, militare, ecc. Se l’opposizione continua ad essere prevalente, si possono allestire formazioni politiche favorevoli all’adesione con ingenti finanziamenti di Soros & suoi sodali. Insomma, una ulteriore edizione di “cambio di regime” adottato da sempre in Nordafrica, in Asia, in Sudamerica.

Se il rifiuto persiste anche con focolai di ribellione popolare pilotata, si può far sempre ricorso all’assassinio per incidente stradale o con caduta di aereo in “casuale” avaria. Infine, esiste la possibilità di un terremoto ad hoc, come sta accadendo da tempo dappertutto, in particolare negli Stati con politiche che non sono allineate con gli USA.

Strapazzata a dovere con l’adozione di una o più opzioni operative appena elencate, fra un anno la ridetta Islanda accetterà un trionfale ingresso nell’Unione Europea!

Tutto come da copione. Ne riparleremo!

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