LA NATO E’ UNA MACCHINA DA GUERRA INCONTROLLABILE

di Manlio Lo Presti (Scrittore ed esperto di banche e finanza)

La pressione contenitiva sulle manifestazioni di dissenso nella ex-italia sta tentando di fare un salto di qualità, agendo sempre più apertamente e con il sistema della progressione dei messaggi. L’operazione intimidatoria si manifesta iniziando con le minacce ai diretti interessati fino ad arrivare all’assassinio. Noi siamo considerati pecore da massacrare. Siamo spazzatura, quando non produciamo più, da eliminare con l’eutanasia – per ora assistita – di massa: è la logica delle “bocche inutili” ereditata dalla dottrina nazista di Wannsee, mai passata di moda. Il fenomeno esiste in tutto il vecchio continente, oramai messo all’impotenza da martellanti crisi economiche usando il coltello dell’energia e incapace di reagire con un minimo di dignità.
In questa ottica è possibile comprendere l’aggressività israeliana che sta raggiungendo livelli intollerabili. L’atteggiamento frontale è possibile perché esiste un accordo con gli Usa. Si tratta di un gioco delle parti costruito sul vecchio schema del poliziotto buono (UK-USA) e il poliziotto cattivo (Israele). Il copione, che prevede un trascurabile DANNO COLLATERALE DI PROBABILI 50.000 MORTI A GAZA, serve per consentire ad Israele di attaccare l’Iran nel tentativo di farlo intervenire direttamente nel conflitto. L’obiettivo di colpire ed eliminare la compagine politica di Hamas è una copertura di cui sapremo i particolari veri fra qualche anno. In questo caso, i giustizieri messianici USA hanno il via libera per lanciare 300 bombardieri di lungo raggio sull’Iran per saccheggiare i 23 miliardi di petrolio del Paese bersaglio. Gaza, il Mar Rosso e l’Iran cono il TRIDENTE DELLA AGGRESSIVA GEOPOLITICA ANGLOAMERICANA. Green con le treccine sostenibile inclusiva, ecc. è una copertura di cartone. L’obiettivo vero è depredare l’oceano di petrolio iraniano dopo aver prosciugato gratis i giacimenti siriani. Tutta questa macchinazione del TRIDENTE non fa i conti con un potentissimo vicino che continua a stare calmo e a parlare poco. Mi riferisco alla Russia che non consentirà l’operazione predatoria anglo-israelo-Usa e sta tenendo calmo l’Iran perché non sia il detonatore. Finché l’Iran non interviene, il conflitto a Gaza continuerà. Non aspettiamoci che ci sia una chiusura a breve. Nulla vieta di pensare che tale orchestrazione bellica sia la premessa teorica che apre alla proposta di inserire Israele dentro la Nato.
Altra azione di copertura è l’operazione Mar Rosso contro i pirati che da decenni depredano e attaccano i cargo commerciali difesi sempre più da truppe mercenarie pagate dalle società aggredite. Perché quindi se ne è parlato con tanta enfasi, ora gradualmente in diminuzione? Perché tale operazione congiunta, condotta e coordinata dalla ex-italia, vorrebbe dimostrare che il contingente alleato ha lo scopo di fare pulizia nel quadrante marino. Si tratta di un’operazione dai risultati incerti se non inesistenti, e rischia di provocare la sollevazione di altri popoli arabi sostenuti logisticamente da Russia e Cina, ovviamente.
L’intenzione della Russia è quella di prolungare la durata dei conflitti a Gaza e nel Mar Rosso, come avviene con l’operazione speciale ucraina. Le guerre di logoramento non fanno bene agli equilibri politici interni degli Usa. Per evitare il collasso politico, la classe dirigente americana ha delegato sempre più la Nato a compiere le operazioni sporche, con l’ignobile silenzio e l’inerzia dell’Onu, dell’Oms, della Fao e di altre agenzie internazionali che hanno definitivamente manifestato la loro totale inefficacia ed inutilità. Le normative pacifiste ed egualitarie continuamente citate sono una copertura teorica ad un’azione di aggressione continua che gli Usa invocano, arrogandosi il diritto di colpire altre nazioni che infrangono quelle regole che lo stesso asse angloamericano calpesta continuamente.
La delega alla Nato ha reso questa macchina da guerra una struttura aggressiva che ha dimenticato la sua vocazione difensiva contemplata nei suoi statuti di fondazione. A seguito di questa estensione funzionale, la Nato si è allargata e potenziata grazie ai finanziamenti delle maggiori multinazionali angloamericane. Da un certo tempo, la Nato agisce contro popoli, filiere commerciali, lingue, territori che costituiscono un freno alla fluidità dei commerci delle multinazionali che la finanziano.
In questa sua funzione demolitrice la Nato si sta muovendo anche contro gli Usa, oramai sempre più una variabile costosa e incontrollabile in guerra civile da quasi venti anni.
All’interno dei colossi aziendali planetari committenti della Nato abbiamo la nutrita presenza di strutture finanziarie, di speculatori, di riciclatori di denaro e di armi, di fondi pensione e previdenziali privati. I loro piani strategici sono condizionati dalla progressiva sparizione delle tradizionali filiere finanziarie che sono le banche e le finanziarie che attualmente svolgono il ruolo passivo di strumento di diffusione della emissione di moneta infinita, teorizzata e poi applicata con successo dai Chicago Boys guidati dal Milton Friedman.
La Nato sarà arginata dall’alleanza Russia-Cina e dai Paesi alleati: un fronte che si allarga continuamente. L’asse anglo-USA-Nato sarebbe tentato alluso dell’opzione nucleare che non avrebbe alcun vincitore.
Il mancato contenimento della Nato certificherebbe ufficialmente la sottoscrizione di un accordo mondiale sotterraneo per la realizzazione di una aggressione finale della Russia, ricchissima di risorse naturali non ancora sfruttate, dopo la distruzione ambientale dell’Africa, del Sudamerica, delle Filippine, dell’Indonesia e di altro. La Russia e la Cina assieme all’India si opporranno a questo nuovo piano di saccheggio dell’Asia, sia per ragioni di legittima difesa sia per fermare una devastazione che non ha alcuna giustificazione se non quella di arricchire l’aristocrazia venale mondiale composta da sole seimila famiglie.
La teologia green con le treccine, inclusiva, genderista, sostenibile risulta essere sempre più una immensa orchestrazione coreografica di distrazione intorno alla quale si sono scontrati fazioni favorevoli e contrarie. Un polverone veicolato da canali di comunicazione che operano come enormi acquari dove la gente si accapiglia. Con il sostegno della Nato e delle finte Organizzazioni mondiali, la teologia ambientalista è un copione che cerca di coprire le malefatte compiute da questi imperi economici e finanziari. Ogni strategia è mirata ad addossare le colpe dei danni “ambientali” alla popolazione che, secondo la narrazione in malafede dominante, finisce per essere l’unica autrice del disastro. Nessuno dice con chiarezza che l’inquinamento è in gran parte proveniente dalle aree più devastate dalla colonizzazione, e da Cina e India che giustamente non accettano le regole imposte in corsa e unilateralmente dalle élite angloamericane. L’Europa non sale oltre il 7% della emissione di C02, ma è la più torturata da regole assurde e vessatorie per far collassare l’economia del continente.
Parlano di “ambiente” e non della “natura”. Il motivo è evidente.
Siamo vicini ad una resa dei conti, oppure essi stanno lavorando ad un accordo di spartizione del pianeta che tali conflitti indotti fanno rendere necessario? Ai “poster” l’ardua sentenza.