RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 3 MARZO 2022

RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI  3 MARZO 2022

A cura di Manlio Lo Presti

Esergo

l’arte nel cuore
si scopre solo ascoltando
uno spazio presente
che profuma ancora di bianco
cercando un suono
l’unico
a volte un rumore rimasto in fondo
altre un colore che affiora

Luciana Caiffa, https://www.facebook.com/1657283696/posts/10223839393366903/

 

 

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SOMMARIO

QUANDO LA NATO BOMBARDAVA  BELGRADO O BAGHDAD NON CI HANNO FATTO VEDERE I MORTI!
L’UNIVERSITA’ BICOCCA CANCELLA IL CORSO DI PAOLO NORI SU DOSTOEVSKIJ
TIZIANO FERRO DIVENTA PAPÀ
C’è chi grida alla guerra in Ucraina, ma la guerra nella regione c’è da 8 anni sospinta dall’occidente
WEF del NWO o GREAT RESET,  CIOE’ LO 0,00001% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE
RYŪNOSUKE AKUTAGAWA
LA BICOCCA PRIMA CENSURA IL CORSO DI OSTOEVSKIJ POI CI RIPENSA
Valery Gergiev licenziato dalla Filarmonica di Monaco, anche La Scala sospende ‘La dama di picche’
OPERATO POLITICO DI DRAGHI
La Cia predilige la comicità
ASSASSINIO DI GHEDDAFI
ED ORA LA CINA
PRESENZA DELLA NATO IN EUROPA CENTRALE  E ORIENTALE
SANZIONI CHE DANNEGGIANO CHI LE FA

 

 

IN EVIDENZA

QUANDO LA NATO BOMBARDAVA  BELGRADO O BAGHDAD NON CI HANNO FATTO VEDERE I MORTI!

Thomas Fazi – 2 0. 2022

 

Lo storico Franco Cardini: “Gli incidenti sono cominciati nel 1994, quando la NATO, sotto il comando degli Stati Uniti, ha cominciato ad attaccare la Bosnia. Non ci sono bambini che si stringono ai loro peluche o vecchiette che attraversavano la strada soltanto a Kiev. Quando bombardavamo Belgrado o Baghdad non ce li hanno fatti vedere”.

FONTE: https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/4845865515506548

 

 

 

ARTE MUSICA TEATRO CINEMA

L’UNIVERSITA’ BICOCCA CANCELLA IL CORSO DI PAOLO NORI SU DOSTOEVSKIJ

Thomas Fazi – 2 03 2022

Fonte: https://www.lastampa.it/cronaca/2022/03/02/news/l_universita_bicocca_cancella_il_corso_di_paolo_nori_su_dostoevskij_evitiamo_le_polemiche_lo_scrittore_in_lacrime_e_ce-2866014/

Ma cosa cazzo siamo diventati?
(Il bello è che questi sono gli stessi che vorrebbero trascinarci in una guerra nucleare in nome della libertà e della democrazia).
FONTE: https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/4844378848988548

ATTUALITÀ SOCIETÀ COSTUME

TIZIANO FERO DIVENTA PAPÀ
Rita Lazzaro – 3 03 2022
Che meraviglia far crescere un bambino togliendogli il diritto di dire la parola “mamma”.
Peccato che, anche e soprattutto la difesa dell’essere madre è difesa della donna ma ahimè, in un mondo che lotta gli stereotipi se ne sono creati ben altri, come quello di vedere la difesa della donna in modo ben scisso e avulso dalla difesa dell’essere madre e di dire la parola “MAMMA”.
Una società di ipocriti, dove la tutela della figura materna subentra solo quando c’è di mezzo un figlicidio per mano del “padre” e il tutto ovviamente accompagnato dal classico disco rotto sul patriarcato e l’ormai nota mascolinità tossica.
Per il resto, tutti zitti e muti su una società “civile ed emancipata” dove essere madre e lavoratrice è un successo mentre dovrebbe essere prassi ex art 37 cost docet.
Tutti zitti e muti su una società in cui le madri lottano per essere semplicemente madri, perché si ritrovano con figli strappati ingiustamente e messi in case famiglia, come fossero pacchi senza cuore e senza anima.
Già, la stessa società emancipata che invita le donne a denunciare la violenza ma che poi una volta denunciata si ritrovano senza figli.
Che dire….
Un po’ di coerenza non guasterebbe ma dopotutto si sa:
Lovvi isss lovvi.
FONTE: https://www.facebook.com/100012280962259/posts/1469833573435994/

 

 

 

CONFLITTI GEOPOLITICI

C’è chi grida alla guerra in Ucraina, ma la guerra nella regione c’è da 8 anni sospinta dall’occidente

Patrizia Ricci – 24 02 2022

Ripropongo la precisa disamina di Enrico Vigna sul Donbass e sulla guerra vera e di disinformazione in corso da 8 anni, completamente sottaciuta dai media.
La maggior parte dei dati ve li ho comunicati a mano a mano, negli anni; ma qui il giudizio è condensato in unico testo. Mi sembra chiaro con il gioco delle parti che si ripete senza mutare minimamente alcunché da parte occidentale, la Russia potrebbe essere costretta ad entrare in territorio ucraino per far interrompere gli attacchi sul Donbass (e forse anche proseguire fino al Dniepr). L’alternativa potrebbe essere quella di inserire truppe di pace russe in Donbass, cosicché la situazione decanti e si passi all’attuazione dell’accordo di Minsk. Questo però non eviterebbe all’Ucraina di entrare nella Nato (Kiev ha messo questo fine in Costituzione) oppure di esserne inserita de Facto.
Certo è che lasciando le cose come stanno, la dirigenza Ucraina non tratterà. Lo abbiamo visto: Zelensky  vuol dotarsi addirittura dell’atomica.
In definitiva, l’argomento è complesso soprattutto perché -come evidenzia Vigna – intorno ad esso, avviene una specie di “nebbia informativa” ove le notizie vengono date ma atte a complicare la percezione ovvero a uniformarla a quella di schieramento. A mio avviso tutto si semplificherebbe ragionando non in termini di schieramento ‘est ovest’ ma in termini di umanità, ed in questo bisognerebbe focalizzare l’attenzione soprattutto al benessere dei popoli. Ma forse oggi è proprio questo il giudizio di valore più difficile a reperire. (VP News)

Ucraina, rischi di guerra? Donbass: la guerra c’è già da otto anni, nell’indifferenza generale dell’occidente

di Enrico Vigna,

19 febbraio 2022

Gli ululati di guerra occidentali, da mesi hanno decretato che Putin intende invadere l’Ucraina. Ma per quale motivo dovrebbe farlo, nessuno sa dirlo. L’ex ufficiale dell’intelligence statunitense e membro di un’associazione di ex professionisti dell’intelligence e dell’utilizzazione dell’intelligence USA (VIP), Raymond Mcgovern, considera un’invasione russa dell’Ucraina, tanto probabile quanto l’arrivo tanto annunciato del sinistro “Godot” nell’opera teatrale di Beckett “Aspettando Godot ”.

In ogni caso…nella dichiarazione congiunta all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali del 2022, i presidenti Xi Jin-ping e VladimirPutin hanno sottolineato che “Russia e Cina si opporranno a qualsiasi tentativo di forze esterne, di minare la sicurezza e la stabilità in regioni confinanti e “un ulteriore espansione della NATO “!

FONTE: https://www.vietatoparlare.it/ce-chi-grida-alla-guerra-in-ucraina-ma-la-guerra-nella-regione-ce-da-8-anni-sospinta-dalloccidente/amp/

 

 

WEF del NWO o GREAT RESET,  CIOE’ LO 0,00001% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE

Lisa Stanton – 28 02 2022

Dall’inizio dell’attacco, la portata e la rapidità dei cambiamenti geopolitici sono state sorprendenti.
Hanno scritto che la Russia è già un chiaro pericolo per i suoi vicini e ha minacciato direttamente altri paesi europei, i cui governi non hanno fiducia o tolleranza per Putin.
Le principali economie mondiali, tranne la Cina, si sono unite per fomentare una crisi finanziaria in Russia, mettendo da parte le precedenti preoccupazioni sul rischio sistemico. Ciò, a sua volta, provocherà disordini interni con implicazioni sconosciute.
La Germania è passata da pacifista ad annunciare un enorme aumento della spesa militare, oltre il 2% del PIL. “Dobbiamo porre fine ai guerrafondai come Putin”, ha detto il Cancelliere. “Ciò richiede la nostra forza”. Tra qualche anno il riarmo tedesco verrà usato contro gli USA.
L’Italia invia in Ucraina mitragliatrici, munizioni, lanciarazzi e 1.350 militari che, giunti al confine, entreranno tramite mezzi della Nato.
Finlandia e Svezia si sono allineate all’Occidente contro Mosca, e dopo l’invasione potrebbero diventare membri della NATO: persino la neutrale Svizzera ha congelato i beni russi a seguito dell’azione di guerra!
La UE, che da due decenni voleva assumere un ruolo militare, finalmente ha avuto l’occasione per dimostrarlo e, dopo i 20mld di forniture militari all’Ucraina, oggi sta fornendo aerei da combattimento per 450mln.
Ma la risposta alle sanzioni è globale: Giappone, Corea del Sud, Australia, Singapore e altri unitisi al blocco fanno la voce grossa a favore di un mondo unipolare. Le implicazioni economiche e geopolitiche si estendono ben oltre l’Europa, ormai direttamente coinvolta nel conflitto.
La Cina è gravemente esposta, dopo l’amicizia “senza limiti” con la Russia oggi non si schiera apertamente coi paesi ricchi e potenti, ma neppure con un paese che rimarrà isolato e impoverito.
Il mondo sta disconnettendo la Russia dai “vantaggi della globalizzazione”: commercio, viaggi, finanza, tecnologia. Col risultato di una Russia più povera, più isolata e più debole: una scommessa sulla diminuzione delle capacità russe piuttosto che sul cambiamento.
Si stanno delineando nuovi contorni geopolitici ma abbiamo già il nome del vincitore: il WEF del NWO o GreatReset, cioè lo 0,00001% della popolazione mondiale. Per gli altri sarà miseria e disperazione: “Non possiederai niente e sarai felice”, “Sistema di credito sociale”, “Scarsità di moneta, petrolio, cibo”, “Assegno universale”, “Bonus psicologo e psicofarmaci”, “Droga legale”, “Eutanasia”, etc…
Sarà un susseguirsi di emergenze liberalglobaliste: “Virus, Cambiamenti climatici, Inflazioni, Guerre, Default nazionali, Carestie” finchè al mondo resteranno 500mln di fortunati e 1000 potenti, come avevate letto 30 anni fa: non ne farete parte, ma potrete dire che uniti avete sconfitto l’ultimo nemico del Nuovo Ordine!
FONTE: https://www.facebook.com/100000248554468/posts/5191431110875123/

 

 

CULTURA

RYŪNOSUKE AKUTAGAWA

Tu che passi e vai: “Non ti scordar di me” – 1 03 2022

Nel suo anniversario di nascita parliamo di RYŪNOSUKE AKUTAGAWA (Tokyo, 1º marzo 1892 – Tokyo, 24 luglio 1927) è stato uno scrittore e poeta giapponese, autore del racconto *Rashōmon* da cui è stato tratto l’omonimo film di Akira Kurosawa. La critica ha sempre cercato di classificare le opere di Akutagawa ma, a causa dell’eterogeneità dei temi trattati e dei generi utilizzati, ogni categorizzazione risulta limitante. L’unica cosa evidente è che mentre nella prima fase della sua produzione l’autore aveva preso le distanze dal genere “confessionale” preferendo dedicarsi alla fiction e al genere fantastico, negli ultimi due anni della sua vita, ad eccezione di *Kappa* pubblicato nel 1927, egli si dedica alla stesura di opere tendenti all’autobiografismo. La sua inquietudine prende il sopravvento, e le sue opere appaiono senza trama ma ricche di emozioni.

FONTE: https://www.facebook.com/172111457770492/posts/452332009748434/

 

 

CYBERWAR SPIONAGGIO INFORMAZIONE DISINFORMAZIONE

LA BICOCCA PRIMA CENSURA IL CORSO DI OSTOEVSKIJ POI CI RIPENSA

Alla fine il corso su Dostoevskij si farà: l’università milanese Bicocca ha deciso in mattinata di fare dietrofront sulla decisione presa e comunicata nelle scorse ore allo scrittore Paolo Nori di cancellare il suo corso sullo scrittore russo. Una decisione che lo stesso Nori, trattenendo le lacrime a stento, aveva comunicato in diretta nella sera del primo marzo leggendo la mail ricevuta nelle ore scorse da parte dell’università Bicocca di Milano, dove dal prossimo mercoledì avrebbe dovuto tenere un corso in quattro lezioni – «gratuite e aperte a tutti» – sullo scrittore russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij, su cui Nori ha pubblicato nel 2021 l’ultimo suo libro, “Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostoevskij”. «Sono arrivato a casa e ho aperto il pc e ho visto una mail che arrivava dalla Bicocca. Diceva “Caro professore, stamattina il prorettore alla didattica mi ha comunicato la decisione presa con la rettrice dì rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo è quello dì evitare ogni forma dì polemica soprattutto interna in quanto momento dì forte tensione”», annuncia Nori in una diretta video su Instagram.

Ora l’ateneo comunica che ci ha ripensato: «L’Università di Milano-Bicocca è aperta al dialogo e all’ascolto anche in questo periodo molto difficile che ci vede sgomenti di fronte all’escalation del conflitto. Il corso dello scrittore Paolo Nori si inserisce all’interno dei percorsi “Between writing”, percorsi rivolti a studenti e alla cittadinanza che mirano a sviluppare competenze trasversali attraverso forme di scrittura. L’ateneo conferma che tale corso si terrà nei giorni stabiliti e tratterà i contenuti già concordati con lo scrittore. Inoltre, la rettrice dell’Ateneo incontrerà Paolo Nori la prossima settimana per un momento di riflessione».

Soddisfatta della retromarcia anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, che questa mattina ha contattato lo scrittore Paolo Nori e la rettrice dell’Università Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, per avere chiarimenti: «Bene che l’Università Milano-Bicocca abbia rivisto la propria decisione. È molto importante che si tengano le lezioni di Paolo Nori, con l’appoggio dell’ateneo – ha sostenuto Messa – Dostoevskij è patrimonio dal valore inestimabile e la cultura resta libero terreno di scambio e arricchimento. Il ministero  promuove il fondamentale ruolo delle università come luogo di confronto e di crescita comune, ancora di più in una situazione cosi’ delicata».

Nel corso della diretta su Instagram la commozione dell’autore originario di Parma era stata evidente, così come l’incredulità e la rabbia. «Il corso sui romanzi dell’autore russo – spiega Nori – doveva cominciare il prossimo mercoledì un corso di quattro lezioni. Mi avevano invitato loro, si trattava di un’ora e mezza ciascuna, era gratuito e aperto a tutti. Io – continua – trovo che quello che sta succedendo in Ucraina sia una cosa orribile e mi viene da piangere solo a pensarci. Ma quello che sta succedendo in Italia oggi, queste cose qua, sono cose ridicole: censurare un corso è ridicolo». E aggiunge: «Non solo essere un russo vivente è una colpa oggi in Italia. Ma anche essere un russo morto, che quando era vivo nel 1849 è stato condannato a morte perché aveva letto una cosa proibita lo è. Che una università italiana proibisca una corso su un autore come Dostoevskij è una cosa che io non posso credere, quando ho letto questa mail non ci credevo».

Secondo Nori, proprio ora che c’è la guerra in Ucraina bisognerebbe «parlare dì più di Dostoevskij: l’altro giorno ho presentato “Sanguina ancora” a Firenze alla Leopolda e l’interesse intorno a questo libro era altissimo». Moltissime sono state le manifestazioni di solidarietà da parte dei follower di Nori sia nel corso della diretta del pomeriggio di martedì primo marzo che nei commenti al post.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha detto che «la rettrice della Bicocca, Giovanna Iannantuoni, che ho sentito al telefono, mi ha detto che le cose non stanno così, che non è stato cancellato nessun corso. Ma certamente qualcuno lì ha sbagliato. Ritengo sia un errore cancellare un corso del genere».

A commento della decisione dell’ateneo milanese sono intervenuti i “Sentinelli di Milano”, associazione che si occupa di diritti civili: «La decisione della Bicocca è stupida e provinciale. Una cosa da Minculpop. Combattere Putin, comportandosi da Putin, squalifica senza appello questa decisione».

Per Giulio Cavalli, drammaturgo e regista teatrale, «la pericolosa abitudine di confondere i popoli con i loro governi è utile per infiammare il tifo ma diseduca alla complessità. Solidarietà a Paolo Nori (e a #Dostoevskij)».

VIDEO QUI: https://twitter.com/i/status/1498925059142045697

Immediate le reazioni anche della politica. L’ex leader del Pd Pierluigi Bersani si domanda stupito, su Twitter, se «non stiamo scherzando: Ma davvero è stato annullato a Paolo Nori un percorso didattico su Dostoevskij in ragione della “delicatezza” del momento? Ma stiamo scherzando?».

Mentre il leader di Italia Viva Matteo Renzi parla di «burocrati incapaci», anche lui in un cinguettio: «L’Università Bicocca di Milano avrebbe bloccato una serie di lezioni su Dostoevskij di Paolo Nori. Proibire di studiare Dostoevskij contro Putin significa essere folli. In questo tempo bisogna studiare di più, non di meno: in Università servono maestri, non burocrati incapaci». Renzi annuncia un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Università Maria Cristina Messa sulla vicenda

Per Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, «la cultura è l’antidoto più potente contro la guerra e la violenza. Fermare la cultura è una scelta stupida e violenta. Fermate subito questa giostra infernale!». Fratoianni che è vicepresidente della commissione cultura di Montecitorio presenterà nelle prossime ore un’interrogazione parlamentare al governo su questo surreale episodio.

Sul caso è intervenuto anche il direttore del Festival dei Diritti Umani Danilo De Biasio: «Se confermata sarebbe una decisione non solo sbagliata ma pericolosa: in un momento come questo occorre dare al contrario la massima visibilità a tutte le forme intellettuali che contestano le radici della guerra. E i grandi scrittori russi hanno scritto su questo pagine illuminanti». E ha aggiunto: «Come Festival dei Diritti Umani facciamo appello non solo a rivedere la decisione dell’Università Milano Bicocca, ma a costruire occasioni di confronto fra intellettuali, artisti, associazioni delle nazioni in guerra. Subito».

Un appello al ripensamento arriva anche da Helena Janeczek, premio Strega per “La ragazza con la Leica”, che su Twitter scrive: «Cara Bicocca, fate fare a Paolo Nori la lezione su Dostoevskij! Aggiungete altre perché proprio ora bisognerebbe conoscere la Russia, l’Ucraina, la Bielorussia attraverso la sua cultura che è stata spesso dissidente o comunque specchio di una realtà non soggetta al potere».

FONTE: https://www.lastampa.it/cronaca/2022/03/02/news/l_universita_bicocca_cancella_il_corso_di_paolo_nori_su_dostoevskij_evitiamo_le_polemiche_lo_scrittore_in_lacrime_e_ce-2866014/

 

 

 

 

Il direttore d’orchestra russo vicino a Putin

Valery Gergiev licenziato dalla Filarmonica di Monaco, anche La Scala sospende ‘La dama di picche’

Il Maestro estromesso da festival e teatri per non aver preso posizione contro la guerra in Ucraina. Un effetto domino che investe la lirica anche con la soprano russa Anna Netrebko, che non calcherà il palco del Piermarini

Il direttore d’orchesta Valery Gergiev – fonte: La Stampa

 

Le sanzioni alla Russia scattate a seguito dell’aggressione in Ucraina non scuotono solo il mondo politico ed economico. Dopo il mondo del calcio e degli scacchianche nelle arti e nello spettacolo si vede applicata la linea della fermezza per quanto riguarda la solidarietà e la condivisione dei valori di Pace europei. Oggi è il sindaco di Monaco, Dieter Reiter, a estromettere il direttore della Filarmonica di Monaco Valery Gergiev, che non ha preso le distanze dalla guerra di Putin entro la giornata di ieri, come gli era stato richiesto. Gergiev celebre direttore d’orchestra russo, fedelissimo di Putin, non avrebbe voluto firmare una nota contenente una presa di distanza dopo l’aggressione russa nel conflitto in Ucraina e per questo è stato licenziato.

Amico di lunga data del leader russo, Gergiev per i medesimi motivi, ha già rinunciato o ha dovuto rinunciare di recente a tutta una serie di impegni già previsti fra Italia, Francia e Stati Uniti a causa delle reazioni suscitate dall’offensiva di Mosca in Ucraina.

E infatti, sarà escluso anche dal Teatro alla Scala di Milano, dove il 5 marzo avrebbe dovuto dirigere la Dama di Picche di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Lo rende noto il sindaco Giuseppe Sala: “Non credo che ci sarà, credo che a questo punto lo possiamo escludere”. Anche il board del prestigioso teatro italiano aveva chiesto una presa di distanza dalla guerra, dopo l’aggressione all’Ucraina. Effetto domino senza precedenti nello spettacolo per che in poche ore il musicista russo si è dimesso anche dalla carica di presidente onorario del Festival musicale di Edimburgo. A renderlo noto è stata la stessa istituzione scozzese, precisando in un comunicato che le dimissioni “erano state chieste e sono state accettate”. Nel comunicato si ribadisce poi la solidarietà dell’organizzazione del festival e di tutta Edimburgo, “gemellata con la città di Kiev”, nei confronti del popolo ucraino.

Eppure Gergiev fu acclamato negli anni scorsi, alla direzione di un concerto simbolico avvenuto nell’anfiteatro della storica città siriana di Palmira, subito dopo che essa era stata liberata dall’Isis dalle forze dell’esercito di Damasco spalleggiate da militari russi.

In controtendenza ha fatto notizia anche la decisione coraggiosa, presa autonomamente, dalla direttrice del Meyerhold Center, il teatro statale di Mosca Elena Kovalskaya che il giorno dopo l’attacco in Ucraina ha presentato le sue dimissioni affermando che “È impossibile lavorare per un assassino e riscuotere uno stipendio da lui”.

Il Soprano russo Anna Netrebko: "prendo una pausa di riflessione"CHRISTOPH DE BARRY/AFP via Getty Images
Il Soprano russo Anna Netrebko: “prendo una pausa di riflessione”

Ma Gergiev non è l’unico musicista russo a essere messo da parte, è a tutta la lirica che viene chiesta un’assunzione di solidarietà contro la guerra in Ucraina. Anche la soprano russa Anna Netrebko, protagonista del Macbeth alla Prima della Scala e attesa al teatro milanese il 9 marzo per l’Adriana Lecouvrer, non tornerà a calcare i palchi del Piermarini. Lo spiega la stessa cantante dal suo profilo Facebook, definendo ‘fake news’ le notizie sulla sua assenza legata a motivi di salute. “Non verrò”, scrive in una seconda stories, precisando in un post di aver deciso perché “non è giusto costringere un’artista a dare voce alle proprie opinioni politiche e a denunciare la sua patria”.

“Mi sono presa del tempo per riflettere”, scrive la soprano. “In primo luogo sono contro questa guerra. Sono russa e amo il mio Paese ma ho molto amici in Ucraina e le sofferenze mi spezzano il cuore. Voglio che questa guerra finisca e che le persone possano vivere in pace. Questo è quello in cui spero e per cui prego”. “Voglio però aggiungere una cosa: forzare gli artisti o qualsiasi personaggio pubblico a fare sentire le proprie opinioni politiche e a denunciare la sua terra natale non è giusto. Dovrebbe essere una scelta libera”, aggiunge Netrebko ricordando di “non essere una politica” “ma un’artista il cui scopo è unire le persone dove la politcie le divide”.

Reagisce anche il mondo accademico, alcune università europee stanno espellendo gli studenti russi come reazione all’invasione russa dell’Ucraina. Lo ha denunciato il commissario russo per i diritti umani Tatyana Moskalkova, dopo un incontro con il ministro russo della Scienza e dell’istruzione superiore Valery Falkov. “Il ministero -ha spiegato- sta adottando misure senza precedenti per proteggere i diritti degli studenti russi che sono stati espulsi dalle università in Francia, Repubblica Ceca, Belgio e altri Stati europei in relazione alla situazione in Ucraina. Abbiamo deciso di condurre questo importante lavoro congiuntamente”, ha spiegato Moskalkova sulla sua pagina Instagram. Il ministero ha fatto anche sapere di aver offerto posti nelle università russe agli studenti provenienti dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk.

 

FONTE: https://www.rainews.it/articoli/2022/03/valery-gergiev-b5095143-33e7-484e-bab4-74e7fa76d75d.html

 

 

 

 

NOTIZIE DAI SOCIAL WEB

I COMUNISTI ITALIANI

Tonio De Pascali – 1 03 2022

Si sono battuto il petto ed hanno alzato il pugno per il pacifismo per 70 anni.
Oggi i comunisti italiani spingono per l’intervento militare.
Ucraina libera.
Come Vietnam libero.
Non più Usa go home.
Oggi Russia go home.
Il pacifismo non ha senso, dicono.
Chi non ha etica trova giusto oggi quel che era sbagliato ieri.
E chi non ha etica è il Male.
I comunisti sono il Male.
SAPEVATELO
FONTE: https://www.facebook.com/100015824534248/posts/1164079207462886/

 

 

OPERATO POLITICO DI DRAGHI

Rosanna Ruscito – 1 03 2022

Stavo per scrivere un pensiero, una considerazione a proposito dell’operato politico di draghi in questo frangente
Benché non vi fossero ingiurie o offese o altro di penalmente rilevante, ma solo l’espressione di un’opinione sebbene confliggente col pensiero unico che di volta in volta ci impongono, ho intuito che mi avrebbe comportato al 99% un blocco qui per 1 oppure 2 mesi senza motivo e, sapete cosa? Per ora l’ho espresso altrove, su twitter
Ma siamo in un paese democratico
Abbiamo libertà di espressione di un normale pensiero
Ed i cattivi sono quelli che dicono la verità
FONTE: https://www.facebook.com/1017751441/posts/10221847426707665/

La Cia predilige la comicità

Tonio De Pascali – 27 02 2022

L’agenzia s’invento’ Beppe Grillo quale leader spirituale dei 5stelle. Col comico ucraino Zelensky ha fatto lo stesso.

 

FONTE: https://www.facebook.com/100015824534248/posts/1162486887622118/

 

 

ASSASSINIO DI GHEDDAFI

Rosanna Ruscito 26 02 2022

 

Raccontatemi di nuovo la barzelletta della non ingerenza negli affari interni di uno stato sovrano

FONTE: https://www.facebook.com/1017751441/posts/10221831024257614/

 

 

ED ORA LA CINA
Tonio De Pascali – 26 02 2022
E mentre Putin si becca gli sputi indignati di tuto l’Occidente cinque aerei cinesi sorvolano Taiwan.
C’è odore di guerra anche da quelle parti.
Un odore più acre. Che già puzza di morto.
La storia. La Cina non ha mai rinunciato a quella che ha sempre chiamato una provincia ribelle, Taiwan, mentre l’America ha sempre dichiarato di reagire con la forza contro chiunque pensi solo a toccare l’isola.
Non solo: c’è la Nato orientale, formata da Usa, Giappone, Corea del Sud, Filippine, Taiwan appunto. Con gli stessi impegni della Nato. Chi ci tocca è guerra, dicono.
Solo che la Cina stuzzica sempre di più Taiwan e gli Usa non accennano mai ad una reazione.
Perchè ovviamente l’America ha paura.
Perchè facile minacciare con la bomba nucleare se poi arriva il momento che la devi lanciare e non ce la fai per tanti motivi.
Con un problema in più: la Cina in occasione del covid ha fatto vedere al mondo un’organizzazione micidiale.
La società cinese è organizzata come un orologio svizzero. Precisa e incisiva.
Combatterono il covid e lo sconfissero con coprifuoco e con azioni mai viste: costruire due ospedali enormi in una settimana. Manco nei film di fantascienza.
Con una spina dolorosa in più per l’Occidente: la Cina non ha problemi di gestione di consenso. E’ una dittatura pazzesca. Il Governo fa quello che vuole tenendo il popolo in una mano.
Dittatura mostruosa.
Una dittatura che non si pone minimanente il problema del consenso, si diceva, perchè alle elezioni non ci va mai,
Una dittatura che si può permettere di dichiarare guerra agli Usa per prendersi Taiwan ben sapendo che gli Usa il missile nucleare non lo lanceranno mai e ben sapendo pure che qualora qualche bomba cadesse in Cina questa si puà permettere di gestirne le conseguenze con l’organizzazione prima mostrata e con il pugno di ferro ben noto. Anche a fronte di milioni di morti.
Ecco: manco la bomba nucleare basterà.
Tempi duri per Biden.
FONTE: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1161546897716117&id=100015824534248

PANORAMA INTERNAZIONALE

PRESENZA DELLA NATO IN EUROPA CENTRALE  E ORIENTALE

Thomas Fazi –   1 03 2022
Fonte: NATO
Allora, mettiamo le cose in chiaro: in politica, e soprattutto nelle relazioni internazionali, esistono rapporti di causa-effetto nella maggior parte dei casi facilmente prevedibili, visto che le logiche in base alle quali operano gli Stati nazionali (e soprattutto le grandi potenze regionali) sono più o meno le stesse da qualche secolo a questa parte.
Ergo, se per anni (anzi, decenni) alcune delle menti più brillanti delle classi dirigenti euroatlantiche – nessuna delle quali può essere neanche lontanamente tacciata di filoputinismo – non fanno che ripetere «se l’Occidente fa A, guardate che la Russia farà B» – laddove A sta per “espansione della NATO ad Est” e in particolare “arruolamento dell’Ucraina, paese di fondamentale importanza geostrategica per la Russia, nella sfera d’influenza occidentale”, e B sta per “sbroccare”, e non perché sia giusto o sbagliato ma semplicemente perché è così che va il mondo – e l’Occidente continua bellamente a fare A, ha poco da sorprendersi che oggi, dopo vent’anni di provocazioni, la Russia reagisca facendo B, come era chiarissimo sarebbe accaduto a chiunque viva nel mondo reale e non nel film hollywoodiano di serie B raccontato dai media occidentali. Anzi, era la cosa era tanto chiara che sorge spontaneo il sospetto che provocare la reazione B fosse esattamente ciò che voleva l’Occidente.
Quali sono alcune delle menti brillanti in questione? Personaggetti da due soldi come:
– G͟e͟o͟r͟g͟e͟ ͟F͟.͟ ͟K͟e͟n͟n͟a͟n͟, il leggendario diplomatico statunitense che era presente al momento della nascita della NATO e che ispirò la dottrina Truman e la strategia di “contenimento” dell’Unione Sovietica durante la guerra fredda (non proprio uno di primo pelo, insomma, e di certo non un russofilo), che nel 1998, in seguito all’approvazione da parte del Senato americano dell’ingresso dei primi tre nuovi membri nella NATO – Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca -, dichiarò al “New York Times”:
«Penso che sia l’inizio di una nuova guerra fredda. Penso che i russi reagiranno gradualmente in modo piuttosto negativo e ciò influenzerà le loro politiche. Penso che sia un tragico errore. Non c’era alcun motivo per questo. Nessuno stava minacciando nessun altro. Questa espansione farebbe rivoltare nelle loro tombe i Padri Fondatori di questo paese. […] Quello che mi infastidisce è quanto sia stato superficiale e mal informato l’intero dibattito al Senato. Sono stato particolarmente infastidito dai riferimenti alla Russia come un paese che muore dalla voglia di attaccare l’Europa occidentale. Ma non capite che le nostre differenze durante la guerra fredda erano con il regime comunista sovietico, con “la Russia”? E ora stiamo voltando le spalle alle stesse persone che hanno organizzato la più grande rivoluzione incruenta della storia per rimuovere quel regime? Senza considerare che la democrazia russa è avanzata quanto se non più di quella dei paesi che abbiamo appena fatto entrare nella NATO. Si tratta di una decisione che mostra una mancanza totale di comprensione della storia russa e della storia sovietica. Ovviamente ci sarà una brutta reazione da parte della Russia, e a quel punto [gli espansionisti della NATO] diranno “Vedete, ve l’abbiamo sempre detto che i russi sono cattivi” – ma questo è semplicemente sbagliato».
– H͟e͟n͟r͟y͟ ͟K͟i͟s͟s͟i͟n͟g͟e͟r͟ (che non richiede presentazioni; se non sapete chi è allora forse dovreste tornare a guardare “L’isola dei famosi” invece di parlare del conflitto ucraino), che nel 2014, in seguito al colpo di Stato antirusso orchestrato dai servizi americani in Ucraina, dichiaro al “Washington Post”:
«Nell’attuale congiuntura, sono comunque gli ucraini a restare l’elemento decisivo. Essi appartengono a una terra dalla storia complessa, teatro di barriere di conflitti dovuti all’esistenza di barriere linguistiche e religiose. Qualsiasi tentativo dell’Ucraina cattolica e di lingua ucraina di dominare l’altra Ucraina ortodossa e russofona condurrà necessariamente alla guerra civile e alla fine dell’unità nazionale. Considerare l’Ucraina come parte del confronto Est-Ovest, spingerla a far parte della NATO, equivarrebbe ad affossare per decenni ogni prospettiva di integrare la Russia e l’Occidente – e in particolare la Russia e l’Europa – in un sistema di cooperazione internazionale. Una saggia politica statunitense verso l’Ucraina avrebbe dovuto cercare il modo di favorire l’intesa tra le due parti del Paese. L’America avrebbe dovuto favorire la riconciliazione e non, come ha fatto, il dominio e la sopraffazione di una fazione sull’altra».
– S͟e͟r͟g͟i͟o͟ ͟R͟o͟m͟a͟n͟o͟, ambasciatore italiano presso la NATO e poi a Mosca tra il 1985 e il 1989: «In Occidente si è fatto finta di non sapere quali fossero gli obiettivi di Putin, che erano anche, in un’ottica russa, abbastanza comprensibili. […] lo credo che se avessimo in qualche modo voluto aiutare Putin [a restituire autorevolezza alla Russia], per esempio senza insistere per l’allargamento della NATO fino ai confini della Russia e lasciare che l’Ucraina chiedesse di far parte della NATO, mettendola, per così dire, in una lunga sala d’aspetto piuttosto che lasciarla sperare, beh tutto sarebbe stato probabilmente diverso e meno imbrogliato. Le ripeto oggi quanto ho avuto modo di affermare in tempi non sospetti: che la collocazione che intravedevo come desiderabile per l’Ucraina era quella della neutralità, il paese doveva diventare neutrale. È stato completamente irragionevole prospettare la possibilità dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO. Perché la NATO è un’organizzazione politico-militare congegnata per fare la guerra. Farla quando in gioco sono gli interessi del dominus dell’Alleanza atlantica: gli Stati Uniti. Ora, se Washington punta all’ingresso dell’Ucraina nella NATO vuol dire che la guerra può essere portata alle frontiere della Russia. Questa è comunque la percezione di Mosca di cui non si può non tener conto. Ritengo che si tratti di una preoccupazione in qualche modo fondata e non l'”ossessione” di Putin».
– R͟o͟m͟a͟n͟o͟ ͟P͟r͟o͟d͟i͟ (che vabbè non è una mente brillante ma un po’ di esperienza ce l’ha), che nel 2015 affermò: «Isolare la Russia è un danno. Il problema è avere chiara l’idea di dove devi arrivare. Se vuoi che l’Ucraina non sia membro della NATO e dell’UE, ma sia un paese amico dell’Europa e un ponte con la Russia, devi avere una politica coerente con questo obiettivo. Se l’obiettivo è portare l’Ucraina nella NATO, allora crei tensioni irreversibili».
Di esempi così potremmo farne all’infinito ma insomma il senso dovrebbe esservi chiaro, mi auguro: chi semina vento raccoglie tempesta. Se quello che sta accadendo vi preoccupa, avete solo da prendervela con i vostri leader. Anzi, con voi stessi, che in questi anni vi siete bevuti così tante stronzate che oggi siete talmente ubriachi di propaganda da invocare la terza guerra mondiale.
(Stendiamo infine un velo pietoso su quelli che fino a ieri non avevano nulla da ridire sul fatto che Bruxelles e Francoforte decidessero anche il colore delle nostre mutande, ma oggi si riscoprono difensori a oltranza della sovranità e della democrazia dell’Ucraina – popolazione (nota di colore) perlopiù “no-vax”, cioè gli stessi a cui fino a ieri auguravate la morte. Gli scienziati ce n’avranno per decenni nello studiare il vostro cervello).
FONTE: https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/4841777225915377 

 

 

 

 

POLITICA

SANZIONI CHE DANNEGGIANO CHI LE FA

Thoma Fazi – 26 02 2022

 

Luciano Canfora: «Credo che la logica imperiale di immediata evidenza sia quella degli Stati Uniti d’America, che sono lontani decine di migliaia di chilometri da questa area e ritengono invece di doverci essere in prima persona.
Mi viene in mente quando, nel 1954, la Francia lasciò l’Indocina, subentrarono gli Stati Uniti dicendo che in Indocina si giocava la libertà degli Stati Uniti. Quindi evidentemente gli Stati Uniti sono un paese a fisarmonica in cui gli interessi vitali coincidono con quelli dell’intero pianeta. Come facevano i romani, che quando aggredivano un paese dicevano che andavano a difendere la libertà del popolo romano.
Noi siamo in una posizione scomodissima perchè abbiamo basi in Sardegna, a Verona, in Puglia [e in Sicilia], e quindi se qualche mentecatto generale americano decide di far decollare aerei da Verona verso l’Ucraina possiamo aspettarci una risposta sul nostro territorio. E noi siamo contenti. Si chiama masochismo.
Mi auguro che non si faccia l’errore, come ha detto Macron, di instaurare sanzioni che danneggiano più coloro che le emettono che quelli che le subiscono».
FONTE: https://www.facebook.com/100002494419255/posts/4834693363290430/

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