RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 19 NOVEMBRE 2020

FONTE: https://www.facebook.com/FrancescaSifolaScrittrice/posts/2645403605730403

RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI

19 NOVEMBRE 2020

A cura di Manlio Lo Presti

Esergo

Se lo Stato rivendica a sé il monopolio della violenza legittima, il terrorismo rivendica invece il monopolio della negazione.

DANIELE GILIOLI, All’ordine del giorno è il terrore, Bompiani, 2007, pag. 16

 

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SOMMARIO

Qualche domanda (circa 200) sulla Calabria…
Presentazione di “Connessioni” l’ultimo romanzo della scrittrice Francesca Sifola
Nessuno ci regala la Democrazia. Non dobbiamo vivacchiare, ma vivere
Quando Walter Ricciardi era Negazionista
Coronavirus, Ricciardi (Oms): ”Per le persone sane le mascherine sono inutili”
La minaccia principale del Covid-19 non è la malattia
“La persona sulla sinistra è protetta dalle braccia incrociate”
I RISTORI AL POPOLO IVA: ARMA A DOPPIO TAGLIO PER CONTE
Greta Thunberg Is UNABLE To Answer A Simple Question Without A Script
RISIGNIFICARE IL VUOTO: LA FILOSOFIA DELL’ASSENZA NEL CASO ELENA FERRANTE
Nuovo Messale romano
La verità su virus e Cina in Italia: ora si indaga alla Camera
Paesi con il debito pubblico più alto. Dov’è l’Italia?
Riciclaggio e presa di beneficio nel traffico del debito pubblico
Abbasso il dollaro: la Cina scoraggia l’uso della valuta americana
Cosa spinge la Cina alla digitalizzazione dello yuan?
Legittima difesa
DAL DIRITTO DI MANTENERE L’ANONIMATO AL DIRITTO DI CONOSCERE LE PROPRIE ORIGINI
IL GRANDE BLUFF
Bill Gates Hired BLM ‘Students’ To Count Ballots In Battleground States
DUE PERSONE ACCUSATE IN CALIFORNIA DI AVER FALSATO MIGLIAIA DI VOTI
CALABRIA SENZA GAUDIO: SE NE VA UN ALTRO COMMISSARIO, ARRIVERA’ IL SUPER POLITICO (ed inadatto) STRADA, PER FALLIRE MISERAMENTE
Il Caimano ti dà una mano
Consiglio UE: tra sistemi di cifratura end-to-end e attività di prevenzione del crimine
Telefonate indesiderate, Vodafone sanzionata dal Garante privacy per 12 milioni 250 mila euro

 

 

 

EDITORIALE

Qualche domanda (circa 200) sulla Calabria…

Manlio Lo Presti – 18 novembre 2020

C’è una strana aria che si respira nella ex-italia. Non è una bella atmosfera.

Tutti siamo in attesa che accada qualcosa, anche se in molti cercano di non darlo a vedere.

http://www.lavocedellevoci.it/2017/02/19/ossigeno-il-ddl-diffamazione-verso-il-binario-morto-in-senato/non-in-mio-nome/

Il nostro meraviglioso Paese è martoriato dalla brutalità e dalla ferocia anti-italiana di questa classe politica totalmente esautorata perché affogata letteralmente di miliardi, con ricatto individuale frontale diretto e individuale del 90% dei parlamentari. I cosiddetti immigrati non si tocccano perché sarebbe razzismo, secondo il vangelo antifa quadrisex neomaccartista immigrazionista!

Un terzo di costoro ricoprono cariche dirette o indirette in Francia (cattedre, incarichi governativi, Consigli di amministrazione di banche francesi che controllano banche e assicurazioni italiane, motoristica italiana, acque minerali italiane, distribuzione italiana, porti italiani, aree di pesca al nord della Sardegna in forza di trattati votati nella generale indifferenza dell’opinione pubblica impegnata nel tentativo di sterminare e far divorare dalle cavallette i c.d populisti demmerda che hanno la sfacciataggine di non allinearsi proni al buonismo quadrisex antifa neomaccartista globalista immigrazionista. Forse gli oppositori avrebbero il diritto di dissentire, di dire NOT IN MY NAME (1) al pensiero unico degli ONUSTI DELLA VERITA’.

Il resto delle ricchezze italiane sarà venduto a due soldi quando l’Italia sarà stremata, distrutta e incapace di reagire tramite l’arma del cosiddetto covid1984 e la depressione economica ultradecennale a TASSO ZERO propugnata dai pretoriani della UE. Un rigorismo a marchio franco-germanico giustificato dalla salvaguardia dei conti pubblici dei Paesi membri, anche a costo di provocare oltre duecento milioni di disoccupati!

L’emblema della totale impotenza della nostra cricca politica corrotta e ricattata ce lo rivela il caso Calabria.

Questa bellissima regione dalla natura, ancora bella e selvaggia nonostante gli scempi di una velleitaria politica industriale a marce forzate, ha gli stessi problemi sorti dalla unità d’Italia ad oggi. Non è cambiato niente. Il territorio è più o meno controllato da centinaia di jeep dei Carabinieri che ogni mattina si spargono nel territorio con gli effettivi attrezzati con equipaggiamenti utilizzati nelle zone di guerra della ex Jugoslavia, in Nordafrica, nei Balcani, in Afghanistan, ecc.

Perché la Calabria ha questo strano destino?

Perché in Calabria non attecchisce alcuna iniziativa economica?

Perché le attività economiche attuali stanno morendo una dietro l’altra? Strano perché nessun parassita arriva ad uccidere l’organismo ospite, la ‘nfìdrangheta non reagisce più silente che prìa …

Forse i proventi crinimali, da lungo tempo, non sono quelli classici rivenienti da estorsione, dal pizzo, dalle tangenti, dall’usura, dagli appalti, dal traffico da organi umani, dagli stupefacenti, dalla distribuzione di farmaci contraffatti, dalla prostituzione, dalla immigrazione clandestina-ONG?

E allora, domanda da un miliardo di dollari:

Come continua a guadagnare la ‘ndrangheta senza la prevalenza di questi canali classici?

Questa domanda ha il grandissimo rischio di  suscitare una risposta inquietante! Una risposta di cui nessun fornitore di informazione di terra, di mare, di aria ha voluto fare cenno:

COME CONTINUA A GUADAGNARE  LA ‘NDRANGHETA SE QUESTI “CANALI” SONO IN RIBASSO?

È stato detto da più parti e, soprattutto dal procuratore generale Gratteri, che qualcuno dovrebbe domandarsi perché questa regione sia stata sottoposta a ben dieci anni di comissariamento!

Perché??? Nessuno tocca le questioni VERE. Nessuno.

Centinaia di dibattiti, di discussioni televisive, di articoli di fondo, qualche libro, una menzione svogliata del governo centrale, una battuta esangue dell’effervescente inquilino del colle.

TUTTO QUI …

TUTTO CIÒ PREMESSO

A qualcuno è venuto in mente che questa regione, proprio questa, non debba essere destinata a rimanere in eterno nello stato comatoso in cui si trova da oltre un secolo???

A qualcuno  è venuto in mente che vanno individuati i responsabili di questo immobilismo quasi secolare anche e soprattutto all’esterno del territorio italiano?

A qualcuno, e più di uno, è venuto in mente che tali “condizionamenti” provengono dai diktat di una potenza militare e guerrafondaia di oltre atlantico? Soprattutto, perché questi diktat durissimi?

Andiamo per ordine.

In molti fanno finta di dimenticare e di insabbiare il ricordo che ci riporta alle vicende della denuclearizzazione delle armi requisite alla Siria, SOTTO LA PRESIDENZA DI BUSH E POI DEL NOBEL DELLA PACE OBAMA, e trasportate in Calabria, nello specifico nella città postindustriale di Gioia Tauro. In questa città allignano strutture operative della NATO e della NSA… (2) E’ utile visionare i numerosi link da me citati per ulteriori chiarimenti.

Che compiti hanno la NATO e la NSA in Calabria?

In passato hanno denuclearizzato scorie e armamenti degli Stati canaglia. (3)

NESSUNO SA – UFFICIALMENTE – COSA STANNO FACENDO ADESSO.

I costi titanici della denuclearizzazione per numerosi miliardi dove sono finiti? Chi se li è spartiti?

Nessuno vuole fare domande alle strutture USA e NSA o ha tentato di indagare sulla ‘ndrangheta.

Si tratta di somme che non sono sfuggite a NESSUNO: ex banca centrale, strutture ispettive della borsa, dell’antiriciclaggio, varie Authority, procure varie, servizi segreti nazionali, USA, arabi, russi, israeliani, francesi, Guardia di finanza, ex Ufficio I dei Carabinieri.

Perché una omissione così endemica? A quali ordini obbediscono tutti questi personaggi, queste autorità nazionali?

P.Q.M.

Per ordini superiori esogeni, la Calabria deve rimanere una landa deserta.

La copertura del commissariamento ultradecennale era perfetta.

Perché questa copertura è saltata PROPRIO ADESSO?  Le risposte esistono, ma vanno cercate ai livelli “giusti” e poi diffuse.

La Calabria deve somigliare ad una AREA 51, DA UTILIZZARE COME RAMPA DI LANCIO DI SCARAMUCCE ELETTRONICHE CONTRO la Russia e i Balcani.

Quindi, questa area

  • non deve avere sviluppo economico: troppo traffico di persone e cose da controllare;
  • non deve avere troppo turismo: troppa gente da controllare,
  • non deve avere troppi transiti di mezzi commerciali: troppi mezzi da ispezionare,
  • non deve avere università di spicco: troppi dibattiti da censurare,
  • non deve avere magistrati troppo intraprendenti: possono alterare equilibri non negoziabili.

Nessuna commissione parlamentare si è posta la domanda di cosa accade dentro queste basi americane a Gioia Tauro.  Molti di costoro sanno benissimo tutto, ma preferiscono accusare la ‘ndrangheta: è più facile e credibile!!!

Forse le ridette “strutture” hanno lo scopo di far partire in tempi record e, alla diramazione di un certo comando, la guerra HAARP ed elettronica contro la Russia?

In questo caso la Calabria ha preso il posto del Friuli per le pressioni di Austria e Germania che non volevano rogne sotto casa!

Infine, va trovata una risposta: quali sono i nuovi canali di guadagno della ‘ndrangheta che non può – per ora – fare conto sui vecchi proventi sopra elencati per difetto?  

Questa potente organizzazione criminale sembra non aver sentito il contraccolpo della caduta di proventi. Forse ne aveva altri VERI e questi classici erano solo una copertura?

Possibile che NON CI SIA QUALCUNO CHE VOGLIA OCCUPARSI SERIAMENTE DEL RIRICLAGGIO DI IMMENSE SOMME DI DANARO CONTANTE, alla faccia degli antiriciclaggi farsa che sono utilizzati per massacrare i cittadini italiani che producono ricchezza con il proprio lavoro che ora non c’è nemmeno più!

Il nodo resta la destinazione di somme riciclate sotto la copertura di attività criminali “classiche”, ora in caduta libera.

Dove vanno a finire queste somme ciclopiche?

Chi devono finanziare?

Forse mercenari e conflitti regionali per sterminare e sfiancare Stati canaglia che si oppongono alla installazione di sussidiarie Rothschild, Sachs, Warburg nel loro territorio?

Sono destinate al sostegno di nuove “rivoluzioni colorate” per destabilizzare il pianeta in misura maggiore?

Il crocevia di tutto questo è l’area semideserta delle calabrie.

Per questo TUTTO DEVE RIMANERE COME E’.

Ufficialmente, ricorre ancora la vulgata deviata della “questione meridionale”, delle colpe della ‘ndrangheta, con qualche squarcio sulla storia della annessione della penisola allo staterello sabaudo che nessuna cancelleria europea voleva riconoscere!

Le risposte a questi numerosi interrogativi che dovrebbero occupare le indagini

della magistratura,

delle 7 polizie italiane,

dei servizi segreti (che sanno tutto in ottuplice copia),

delle Autorità di vigilanza dei flussi finanziari come GDPR, antiriciclaggio, antimafia, ecc. ecc. ecc.

TUTTI ZITTI …

ADESSO C’E’ L’ORDINE DI PARLARE A MARTELLO DI COVID1984

PER 75 ORE AL GIORNO…

 

Forse ho scritto il copione di un “corto” di fantascienza …. forse!

Ne riparleremo, sperando (vanamente) che ci sia qualcuno che si prenda da briga di trovare risposte plausibili a queste domande!

 

NOTE

  • 1) https://grafemi.wordpress.com/2010/05/18/non-nel-mio-nome/
  • 2) NSA A GIOIA TAURO

https://www.quicosenza.it/news/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza/rende/14915-porto-di-gioia-tauro-progetto-occulto-per-farlo-diventare-base-militare
https://italdronacademy.com/sedi/base-gioia-tauro-calabria/
https://www.repubblica.it/cronaca/2020/11/05/news/gioia_tauro_una_tonnellata_di_cocaina_nascosta_in_un_carico_di_cozze-273180735/
http://www.servizisegreti.com/2010/09/servizi-attivi-segnalato-traffico-di-esplosivo-t4-a-gioia-tauro/647
https://www.laprovinciadilecco.it/stories/ansa/datagate-media-nsa-rastrella-sms_1041632_11/
http://www2.comune.venezia.it/ionas/press/abstract.pdf CONNESSIONI FRA GIOIA TAURO E SALONICCO
https://www.ilmetropolitano.it/2013/06/07/amministrazione-obama-nelle-bufera/

  • 3) DENUCLEARIZZAZIONE DELLE ARMI SIRIANE

http://gatti.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/01/24/chemical-arms-seismic-alert-in-gioia-tauro/
https://espresso.repubblica.it/attualita/2014/01/16/news/armi-chimiche-siriane-a-gioia-tauro-i-cablo-di-wikileaks-spiegano-perche-1.149003
https://www.corriere.it/cronache/14_luglio_02/armi-chimiche-siriane-gioia-tauro-iniziato-trasbordo-container-15d6d4ec-01b1-11e4-b194-79c20406c0ad.shtml
http://www.cn24tv.it/news/81895/gioia-tauro-caligiuri-idv-sette-domande-attendono-risposte-chiare-e-convincenti.html
https://www.ambienteambienti.com/distruzione-armi-chimiche-siriane-lappello-di-v-a-s/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/26/armi-chimiche-siriane-salpa-dalla-spagna-per-gioia-tauro-la-nave-usa-per-smaltirle/1040951/
https://corrieredelweb.blogspot.com/2014/01/distruzione-armi-chimiche-siriane.html
https://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/wp-content/uploads/2015/12/relazione-2007.pdf
https://davi-luciano.myblog.it/tag/trump/
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:C:2014:294:FULL&from=HU
https://www.difesa.it/SMD_/CASD/IM/CeMiSS/DocumentiVis/Osservatorio_Strategico_2017/02_2017/OS_02_2017_IT_.pdf
http://gnosis.aisi.gov.it/gnosis/RivistaRelSem.nsf/vallegati/relsem55.pdf/$File/relsem55.pdf?OpenElement
http://www.uonna.it/sicilia-armata-basi-missili-strategie-isola-porta-aerei-nato.htm
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/090q01.pdf
https://www.geopolitica.info/tag/cina/page/15/ Un oceano per due, la rivalità geopolitica di Cina e India
http://italian.irib.ir/analisi/commenti/item/152517-basi-usa-pagano-gli-italiani

TEMI TRATTATI

#noninmionome #calabria #’ndrangheta #riciclaggio #onustidellaverità #denuclearizzazione #NSA #NATO #giogiatauro #calabriadepressa #calabriarepressa #finanziamentomercenari #armisirianedepotenziate #giatauroesalonicco #salonicco #servizisegretiitaliani #servizisegretiUSA #servizsegretiisraeliani #servizisegretirussi #servizisegretigermanici #servisisegretifrancesi #sicurezzanazionale#calabriaarea51 #area51 #calabriadesertificata #centraleatlanticaingioiatauro #portogioiatauro #haarp #guerraelettronica #usavs/russia #calabriapiattaformaguerraelettronica

 

 

EVENTO CULTURALE

Presentazione di “Connessioni” l’ultimo romanzo della scrittrice Francesca Sifola

VIDEO E FONTE QUI: https://www.facebook.com/FrancescaSifolaScrittrice/posts/2645403605730403

 

 

 

IN EVIDENZA

Nessuno ci regala la Democrazia. Non dobbiamo vivacchiare, ma vivere

 posted by 

di Davide Gionco

La nostra povera Italia, quante cose che non vanno…
I politici che rubano (piove, governo ladro!), la mafia, il degrado ambientale, la disoccupazione, la povertà, le troppe tasse…
Eppure le cose continuano a non cambiare, nonostante le molte lamentele, nonostante tutti gli italiani sia convinti che sia facile fare meglio di chi ci governa. Lo pensavano anche quelli del Movimento 5 Stelle: mandiamo in Parlamento delle persone normali, per bene, e tutto cambierà in meglio.

La realtà ci dimostra che non è andata così.

Il fatto è che la Democrazia non ce la regala nessuno. La grandissima parte degli italiani si lamenta, ma poi non muove un dito per tentare di cambiare le cose.
Alcuni non vanno nemmeno a votare. E’ certamente vero che la scelta non è un gran che, ma l’espressione di un voto chiaro dei cittadini può lanciare dei segnali chiari alla classe politica. Se neppure si vota, non riceveranno neppure quei segnali.
E poi, quando si vota, molti italiani non fanno nemmeno la fatica di informarsi sulle possibili alternative. Se oggi si candidassero, al di fuori dei partiti “famosi”, degli statisti del calibro di Alcide De Gasperi e Aldo Moro, molto probabilmente non verrebbero neppure eletti. Proprio loro che avrebbero le capacità per davvero salvare il nostro povero paese.
Anzi: probabilmente personaggi del genere non troverebbero neppure posto nelle liste dei candidati. Sì, perché neppure chi ha il potere di decidere le candidature ha interesse a sapere se quelle persone hanno delle competenze oppure no. A loro interessa molto di più avere degli yes-men o persone che sappiano docilmente obbedire al capo di partito.

Molti italiani di quelli che si lamentano neppure si occupano di politica. Frequentano i social mettendo i LIKE su foto di gattini o sul video musicale del momento. Meglio non parlare di politica, perché se no si finisce a litigare…

E poi: perché fare fatica a tentare di cambiare le cose? Tanto è inutile, nulla mai cambierà…

Il beato Pier Giorgio Frassati scriveva “non dobbiamo vivacchiare, ma vivere”.
La Democrazia non ce la regala nessuno, non è cosa per persone pigre o paurose, che hanno paura di stancarsi o di rischiare per ottenere dei diritti fondamentali.
Quel poco di Democrazia che l’Italia aveva ottenuto nei decenni del dopoguerra era stato conquistato a duro prezzo, con le lotte dei partigiani, con l’esilio o il confino di quelli che sarebbero poi stati i leader politici.

Se oggi l’Italia va così male non è soprattutto “per colpa” di una classe politica inetta e corrotta, ma soprattutto “per colpa” di troppi cittadini che hanno preferito restare comodi a curarsi degli affari propri, perché impegnarsi per contrastare i soprusi dei vari poteri forti (partiti, massoneria, mafia, multinazionali, ecc.) era troppo faticoso, perché è rischioso mettersi contro chi detiene il potere, mentre è più semplice adeguarsi al potere, cercando di trarne dei piccoli vantaggi personali. O, addirittura, di entrarne a fare parte. E chi se ne frega di quello che accadrà agli altri, che non sono stati abbastanza furbi per accordarsi con chi detiene il potere.

Se molti di noi non si interessano di politica, certamente la politica si interessa di noi.

Se in questi mesi abbiamo registrato decine di migliaia di morti causa carenza delle strutture sanitarie è perché anni fa, quando qualcuno ha deciso di tagliare la spesa sanitaria per decine di miliardi, quando qualcuno ha deciso di mettere il numero chiuso alle facoltà di medicina (formare un medico costa…), quando qualcuno ha firmato accordi con le multinazionali del farmaco, troppi pochi cittadini hanno protestato.

Se ogni anno di più aumenta il numero dei poveri
1) prima causati dalla chiusura delle fabbriche che si delocalizzavano all’estero
2) poi causati dal sistema “Amazon” e della grande distribuzione, che fa concorrenza sleale ai piccoli commercianti
3) quindi causati da un aumento insostenibile della tassazione, per rispettare i “parametri” delle politiche di austerità imposte dall’Unione Europea
4) e infine causati dalla chiusura forzata di interi settori produttivi, senza adeguate compensazioni economiche governative, a motivo della crisi sanitaria del covid-19

se tutto questo è avvenuto è perché la “politica” si è interessata a noi, imponendo regole che garantivano gli interessi di pochi, ai danni di molti, quelli che non avevano tempo di occuparsi della politica.

La società Blackrock, che raccoglie fondi di investimento a livello globale, ha un portafoglio di quasi 8’000 miliardi di dollari, pari a 5 volte la ricchezza prodotta in un anno in Italia.

BlackRock's $7 trillion in AUM built on passive and ETFs

Questi fondi vengono investiti per assicurare delle rendite agli investitori. E, ovviamente, le massime rendite sono garantite quando si convincono i governi a impoverire la popolazione, trasferendo le ricchezze raccolte agli “investitori”.

Tu che leggi questo articolo, non restare con le mani in mano, non accontentarti di mettere un inutile “like” sui social.
Dobbiamo vivere, combattendo come leoni per liberarci. Non possiamo limitarci a vivacchiare sperando che, per chissà quale fortuna, le cose vadano meglio senza che noi ci impegniamo per cambiarle.

Chi intende fare qualcosa di concreto per salvare se stesso, i propri figli ed il proprio paese, si metta a disposizione e ci contatti: segreteria@sovranitapopolare.it

FONTE: https://scenarieconomici.it/nessuno-ci-regala-la-democrazia-non-dobbiamo-vivacchiare-ma-vivere/

 

 

Quando Walter Ricciardi era Negazionista

Ascoltate le parole di Walter Ricciardi a inizio pandemia, 10 marzo 2020. “Le mascherine non hanno nessuna protezione nei confronti del virus, che passa attraverso la mascherina, è soltanto una paranoia della gente”!

VIDEO QUI:  https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2020/11/ricciardi-negaz.mp4?_=1
Ricciardi è l’ex presidente dell’Istituto superiore di Sanità, ed oggi è consigliere scientifico del ministro della Salute per i rapporti con le istituzioni sanitarie per l’emergenza Covid.Dunque Ricciardi era un negazionistaE se passa la legge Costanzo, può essere perseguito penalmente per il REATO di “istigazione alla rinuncia e al rifiuto dei trattamenti sanitari”.Ricordiamoci di denunciarlo alla psico-polizia, con opportuna delazione, quando la legge sarà approvata. Ma sappiamo già come finirà: farà “autocritica” e sarà reintegrato nel Politburo. Queste leggi che preparano solo solo per incarcerare noi, i non-iscritti al Partito. Lui, come sapete, lo è:

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/quando-walter-ricciardi-era-negazionista/

 

 

 

Coronavirus, Ricciardi (Oms): ”Per le persone sane le mascherine sono inutili”

75.529 visualizzazioni
25 feb 2020
“Le mascherine alla persona sana non servono a niente, servono alla persona malata e al personale sanitario”. Lo ha sottolineato ripetutamente Walter Ricciardi, membro dell’Oms e consulente del ministro Speranza, nel corso della conferenza stampa con il commissario Borrelli alla protezione Civile. “Le mascherine di garza – ha ribadito – non servono a proteggere i sani, servono come misura di precauzione” per chi è malato e per i medici.
VIDEO QUI: https://youtu.be/r0jEa7xjfGw
FONTE: https://www.youtube.com/watch?v=MoGuH3JbMPw

 

 

 

La minaccia principale del Covid-19 non è la malattia

Paul Craig Roberts
paulcraigroberts.org

Negli Stati Uniti il Grande Inganno del Covid-19 è stato utilizzato per giustificare un fraudolento voto postale volto ad impedire la rielezione del presidente Trump. Il prossimo utilizzo del Covid-19 sarà quello di attaccare le libertà civili. Se lo scippo elettorale dei Democratici sarà coronato da successo, avremo probabilmente quel lockdown nazionale che tanto piace ai consulenti di Biden sul coronavirus. Ci sono pochi dubbi sul fatto che la vaccinazione obbligatoria sarà presentata come l’unico mezzo per uscire dal lockdown.

In Gran Bretagna e in gran parte dell’Europa ci sono state grandi manifestazioni contro i blocchi e le restrizioni alle libertà civili imposte in nome della salute pubblica. Il giornalista britannico Chris Sweeney afferma di non riconoscere più la sua Gran Bretagna. Il film “V per Vendetta” si era rivelato predittivo. Nel film, che era stato l’ispiratore delle famose maschere di Guy Fawkes, viene progettata una pandemia per facilitare l’instaurazione di una dittatura. Sembra che un maggiore controllo sulle persone, sulle loro possibilità lavorative e sui loro movimenti sia il futuro verso cui ci stiamo indirizzando.

Soren Korsgaard considera la presunta pandemia di Covid-19 un altro assalto alle libertà civili, proprio come le misure da stato di polizia introdotte dopo l’11 settembre:

“Con il pretesto del coronavirus e tramite un’operazione terroristica/propagandistica senza precedenti, i governi stanno conducendo con successo il più grande esperimento umano della storia. Le conseguenze sono incredibili e diventeranno ancora più tangibili nel corso dei prossimi mesi ed anni. Finora, con un tratto di penna, i governi (non il virus) hanno ridotto gli esseri umani al rango di ovini e bovini: miliardi di persone sono state costrette agli arresti domiciliari o al confino, le attività non essenziali sono state chiuse e milioni di individui hanno perso di colpo le loro possibilità di sostentamento, la capacità di muoversi e di viaggiare liberamente è stata eliminata e l’economia globale è andata in picchiata, provocando indicibili sofferenze nei paesi del primo e, sopratutto, del terzo mondo. Come se non bastasse, sono stati lanciati spyware distopici ed estremamente intrusivi per tracciare e monitorare la popolazione (ma non i funzionari governativi). Lo stress derivante dal blocco globale, dalla disoccupazione e dalla propaganda ha scatenato una vera e propria pandemia di suicidi e di overdose. In Inghilterra e nel Galles, il tasso dei suicidi ha toccato il massimo degli ultimi vent’anni, nel frattempo si stima che oltre 75.000 Americani potrebbero morire per suicidio e overdose a causa del peggioramento delle loro condizioni di vita.”

“Le leggi antiterrorismo approvate dopo l’11 settembre erano state considerate da molti come estreme, incostituzionali e lesive dei diritti umani fondamentali; tuttavia, i provvedimenti atttualmente in fase di attuazione in numerosi paesi le fanno letteralmente impallidire. I cittadini australiani sono stati completamente privati dei loro diritti civili. Nello stato di Victoria è stato imposto uno lockdown di tipo 4, il che significa che, al di fuori della propria abitazione, si deve sempre indossare la mascherina (in caso di inadempienza è prevista una multa di circa $ 1.000). I cittadini possono fare attività fisica all’esterno solo per un’ora al giorno, non possono allontanarsi da casa per più di 5 km, devono uscire da soli per fare la spesa o per motivi medici ed è previsto il coprifuoco dalle 8 di sera alle 5 del mattino. Chi lo infrange è sanzionato con una multa di circa $ 5000. Se questa non è una prigione, allora vuol dire che non ne è mai esistita una.”

“In Danimarca è pronto per essere approvato un disegno di legge di 227 pagine molto dettagliato e complesso. Secondo il documento, lo scopo della legge è quello di ‘proteggere la società e gli individui contro le malattie di cui al § 2 eradicandole o riducendole, prevenendole e limitandone la diffusione.’ Il documento specifica poi che il provvedimento riguarda ‘malattie infettive, malattie generalmente pericolose e malattie socialmente critiche…. Per malattia socialmente critica si intende una malattia generalmente pericolosa, la cui diffusione causa o rischia di causare gravi disturbi a importanti funzioni della società.’

“Lo stesso documento specifica inoltre che ‘una malattia socialmente critica è, a differenza di una malattia esclusivamente contagiosa o generalmente pericolosa, più difficile da classificare in anticipo, perché la categorizzazione non dipende unicamente dalle valutazioni degli operatori sanitari sulla mortalità o sulle possibili conseguenze individuali, ma anche dalle valutazioni politiche sugli aspetti sociali di detta malattia.’ Traduzione: tutti quelli che contesteranno le spiegazioni ufficiali o andranno contro la versione degli eventi dell’establishment saranno considerati malati e ridotti al silenzio. La definizione estremamente ampia di ‘malattia socialmente critica‘ significa che l’élite può definire qualsiasi comportamento problematico come una malattia di cui occorre immediatamente arrestare la diffusione.”

“Per anni, una delle massime priorità dell’élite è stata quella di vietare le versioni dei fatti contrarie alla narrativa ufficiale, etichettandole come ‘fake news’ e ‘teorie del complotto.’ Il concetto orwelliano di fake news comprende tutto ciò che minaccia gli interessi del potere centrale, ma non, ad esempio, le bugie sulle guerre di Washington, come le ‘armi di distruzione di massa [di Saddam],’ la ‘bomba atomica iraniana, ‘l’utilizzo delle armi chimiche da parte di Assad,’ ecc. Sfruttando la crisi del coronavirus, in tutto il mondo sono state rapidamente proposte e promulgate leggi totalitarie con un alto grado di coordinamento e con pochissime varianti. In diversi paesi, ora è un crimine diffondere informazioni contrarie alle torie ufficiali. Nello Zimbabwe, le persone che spacciano informazioni ritenute false dal governo rischiano fino a 20 anni di carcere, una multa salata o entrambe le cose. In Thailandia, il governo ha avvertito che ‘chiunque farà battute sul virus potrebbe rischiare fino a cinque anni di prigione.’ Negli Stati Uniti, i social media e gli organi di informazione censurano le notizie che mettono in dubbio l’utilità delle mascherine e i dati secondo cui il test per il Covid-19 produrrebbe un alto tasso di falsi positivi e che la maggior parte dei nuovi casi sarebbero in realtà dei falsi positivi.”

[Guardate anche “Sta succedendo qualcosa di estremamente dubbioso” – Musk dice di essere contemporaneamente positivo e negativo per il Covid-19, dopo aver fatto 4 test nello stesso giorno].

“Se osserviamo attentamente le tecniche usate dagli organi di stampa e dai funzionari addetti alla sanità pubblica durante la crisi del Covid-19, sembra che, attraverso l’uso segreto delle stesse tecniche di condizionamento psicologico usate dai militari, [i governi] abbiano condizionato le masse ad accettare il totalitarismo come unica soluzione al problema. Nell’esercito, una parte dell’addestramento delle nuove reclute viene condotto con l’utilizzo di metodiche fisiche e psicologiche assai intrusive. L’addestramento militare prevede reclusione e soppressione, controllo e conformità, spersonalizzazione, stress, punizione ed altro ancora. Con queste procedure, la personalità e il carattere delle reclute vengono rimodellati per far sì che, ad esempio, obbediscano sempre agli ordini dei superiori. Per quanto riguarda il coronavirus, le masse sono state terrorizzate, represse, isolate, sottomesse, impoverite e demoralizzate. Il Covid-19 viene forse utilizzato per rimodellare e risocializzare le masse, allo scopo di prepararle a cambiamenti massicci, come una dittatura digitale transnazionale?”

I media occidentali non ammettono discussioni su questi argomenti.

Questa presunta pandemia viene utilizzata anche dal World Economic Forum, un’organizzazione dell’élite, per assumere il controllo dell’agricoltura e della produzione alimentare globale. L’agenda è quella di promuovere le colture geneticamente modificate e gli alimenti prodotti in laboratorio e di completare la trasformazione delle agricolture diversificate dei vari paesi in monocolture da esportazione. Le nazioni ora autosufficienti dal punto di vista alimentare dovranno dipendere dalle importazioni. Il controllo dei generi alementari da parte delle multinazionali aumenterà il potere centrale sulle persone ed eliminerà la biodiversità geografica. Potete leggerlo qui.

La paura è un mezzo efficace per distruggere la libertà e trasformare la società. L’11 settembre e il Covid-19 sono entrambi serviti a ridurre la libertà, comprometterne la difesa e ampliare i poteri del governo e delle multinazionali sulle popolazioni. Di conseguenza, sta scomparendo la possibilità di obbligare i governi a rispondere del loro operato e, con essa, la democrazia.

Paul Craig Roberts

Fonte: paulcraigroberts.org
Link: https://www.paulcraigroberts.org/2020/11/13/the-main-threat-from-covid-is-not-the-disease/
13.11.2020

FONTE: https://comedonchisciotte.org/la-minaccia-principale-del-covid-19-non-e-la-malattia/

 

 

 

ATTUALITÁ SOCIETÀ COSTUME

“La persona sulla sinistra è protetta dalle braccia incrociate”

Scoperta una nuova difesa contro la pandemia

https://twitter.com/Antonel15773761/status/1328636130338758661

https://twitter.com/Antonel15773761/status/1328636130338758661

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/la-persona-sulla-sinistra-e-protetta-dalle-braccia-incrociate/

 

 

 

I RISTORI AL POPOLO IVA: ARMA A DOPPIO TAGLIO PER CONTE

I ristori al popolo Iva: arma a doppio taglio per ConteEra prevedibile molto tempo prima dell’emergenza Covid che, prima o poi, la coperta dovesse rivelarsi corta. Corta fiscalmente, previdenzialmente e bancariamente… perché in economia (come in fisica ed in chimica) tutto si trasforma e nulla si crea per miracolo.

Nella tanto vituperata Prima Repubblica s’evitava di spingere la gente ad aprirsi la partita Iva, ad emergere. Perché i politici (e con loro amministratori, burocrati, dirigenti di Stato, economisti…) ben sapevano che quando le aziende sono in regola possono presentare il conto dopo ogni calamità naturale (pestilenza come terremoti ed alluvioni). Andare a risarcire milioni d’attività unipersonali equivarrebbe oggi a mettere definitivamente in ginocchio l’economia italiana.

Certamente agli albori della Seconda Repubblica nessuno avrebbe mai previsto la pandemia del 2020: oggi emerge che è stato un danno costringere milioni d’italiani, ed in quasi trent’anni, a diventare aziende. Queste ultime prima d’emergere (partita Iva ed iscrizione camerale) non è che fossero totalmente sconosciute al fisco, di queste strutture (perlopiù familiari) c’era memoria sin dai tempi dell’Ige (imposta generale sull’entrata), soltanto che la dirigenza di stato consigliava di colpire chi s’ingrandiva assurgendo ad impresa con evidenti entrate di cassa a nero. Valga l’esempio di Antonio Mombelli, “il maestro di Vigevano”, raccontato da Lucio Mastronardi come esempio dell’Italia che tollerava ed apriva calzaturifici abusivi. O delle Marche con fiorenti attività artigianali abusive, dove solo in pochi si mettevano in regola ed assurgevano alla dimensione dei Della Valle. Era l’Italia dell’imposta generale sulle entrate (o Ige), che veniva poi sostituita dall’Imposta sul valore aggiunto (Iva): in applicazione della direttiva 67/227/Cee, per consentire l’armonizzazione delle legislazioni d’imposta negli stati membri dell’allora Comunità economica europea (sono passati più di cinquant’anni dalla fine dell’Ige). A sua volta l’Ige era stata introdotta nel 1940, pensionando la storica imposta unica sugli scambi commerciali: riforma che recava la firma dell’allora titolare del Tesoro Paolo Thaon di Revel, un nobile piemontese, figlio di quella scuola che nel subito dopo unità d’Italia andava velocemente a pensionare (ed omogeneizzare) il sistema preunitario dei dazi (storia affascinante, ma non mettiamo troppa carne a fuoco). Il problema è che la pandemia ha dimostrato come i sistemi economici europei non siano omologabili, che l’economia italiana non potrebbe mai strutturarsi come quella olandese o tedesca. Soprattutto che la globalizzazione (con regole, contratti e delocalizzazioni) ha pian pianino desertificato il lavoro in Italia. Va detto che, se un italiano riesce a stabilirsi a Berlino come imprenditore, naturalmente apre attività a norma Ue, e questo lo si deve alla veloce circolazione delle risorse ed alla rodata macchina fiscale ed amministrativa (è così da metà Ottocento, dalla Germania guglielmina). Allo stesso imprenditore non si dovrebbe consigliare l’emersione d’opifici nel Nord Italia con un “cash flow” inferiore a sessantamila euro annui (e per tre anni), inferiore a quarantamila euro nel Centro Italia (sempre dopo un bilancio triennale), e nel Sud Italia ed Isole evitare di far aprire partite Iva ed iscrizioni camerali a chi in un arco di tre anni non ha superato i trentamila euro annui d’incasso.

Il chiudere un occhio sulle attività a nero, che era tipico della Prima Repubblica, permetteva la lenta e ponderata emersione delle attività, consentendo minor indebitamento familiare. Infatti chi lavorava abusivamente usava solo il contante, e questo permetteva che solo in rarissimi casi vi fosse insolvenza sugli acquisti di materie: queste ultime venivano comunque reperite sul mercato emerso, basti pensare a vernici, cemento, ferro, pesticidi per l’agricoltura, ricambi per macchine.

L’Italia di oggi è un popolo di partite Iva indebitate per pagare macchinari e strutture a norma Ue, per pagare costi previdenziali ed assicurativi vari, per leasing di vetture e mutui vari, per far fronte a storici rateizzi di tasse e contenziosi fiscali e bancari: un groviglio d’indebitamento personale e familiare che oggi spera di sanare i vari buchi grazie ai ristori di Giuseppe Conte e compagnia cantante. A conti fatti, la vecchia circolazione del contante senza limiti abbinata allo storico pulviscolo di lavoro sommerso, consentiva entrasse nelle famiglie quanto sufficiente ad un decoroso costo della vita: siccome era tutto ben poco dimostrabile, in caso di calamità naturale non venivano presentati conti salati ai bilanci pubblici.

Del resto, non possiamo dimenticare quanto sia costato allo Stato il piano risarcimenti per i terremoti (Belice, Friuli, Irpinia…), per le alluvioni (Firenze, Polesine…) o per le epidemie (Asiatica, Colera…): un sistema che, con le sue tante disfunzioni, ha dimostrato i troppi limiti nella gestione delle casse dello Stato.

Oggi, causa l’esplosione delle microattività in regola (con partita Iva ed iscrizione a Camera di Commercio) lo Stato è costretto a dichiarare che la coperta è cortissima: come nella scelta di chi curare e chi no, altrettanto i ministeri economici saranno costretti a scegliere chi ristorare e chi no. E non illudiamo la gente con la storiella che i “Recovery fund”, il Mes o i vari fondi europei (compreso il Fondo sociale) possano essere irrorati a pioggia (ed a fondo perduto) sul popolo delle partite Iva: in questo ragionamento s’anniderebbe il dolo, il danno erariale, la distrazione di fondi Ue, la turbativa del mercato. Finita la pandemia, i responsabili dei ristori verrebbero chiamati a risponderne civilmente e penalmente in base alle segnalazioni che partirebbero anche da Bruxelles. Se ne deduce che Conte eviterà il lockdown per evitare i ristori a pioggia, per evitare i processi.

FONTE: http://www.opinione.it/economia/2020/11/13/ruggiero-capone_partite-iva-governo-conte-decreto-ristori-debiti-mes-recovery-fund-ue/

Greta Thunberg Is UNABLE To Answer A Simple Question Without A Script

Observers were shocked at a now viral video that shows environmental activist Greta Thunberg being unable to answer a basic question without a script.

Thunberg has been lauded by the media establishment for her thunderous speeches denouncing world leaders who don’t take climate change seriously enough.

However, when the teenage campaigner was asked a question on that very subject, her response, or lack thereof, was remarkable.

Greta Thunberg Is Unable To Answer A Simple Question Without A Script

“Could you please tell us what kind of message what you are doing here today – what kind of message would you send by doing this to world leaders and also can I ask you, do you think it’s about time President Trump would respond to what you have said today?” Thunberg was asked.

After a long pause, Thunberg said:

“Erm, I think… I’m sorry what was the first question?”

VIDEO QUI: https://youtu.be/0bwLt_5t73g

And this probably explains her activity on social media: Facebook Glitch Reveals Greta Thunberg’s Father And A UN Delegate Are Posting As Teenage Climate Activist

After the journalist repeated the question, Thunberg responded:

“I think what we want to send… the message we want to send is to say that we have had enough and erm…”

Thunberg then looks to the woman sitting to her left before stating:

“Anyone else want to answer that question? I can’t speak on behalf of everyone.”

The journalist then asks Thunberg the same basic question again, to which she responds:

“I think maybe you should give some questions to the others as well.”

Thunberg’s performance was a complete 180 from the forcefulness of her usual scripted remarks.

Below, I will include screenshots of the top comments from YouTube, just in case the videos is taken down:

Greta Thunberg Comments YouTube screenshotGreta Thunberg Comments YouTube screenshotGreta Thunberg Comments YouTube screenshotGreta Thunberg Comments YouTube screenshot

As the Daily Mail previously reported, Thunberg’s rise to popularity was a carefully orchestrated public relations campaign, with many suspecting that her mother, also an environmental activist, is the real brains behind the operation.

“She’s a little kid, what do you expect? If what they have doing with Biden is elder abuse, this must be child abuse,” writes Dave Blount. “Everything leftists present to us is a sham.”

Source: Summit.news

FONTE: https://humansarefree.com/2020/11/greta-thunberg-is-unable-to-answer-a-simple-question-without-a-script.html

 

 

 

 

CULTURA

RISIGNIFICARE IL VUOTO: LA FILOSOFIA DELL’ASSENZA NEL CASO ELENA FERRANTE

Quando nel 1992 L’Amore molesto compare sugli scaffali, Elena Ferrante è semplicemente un nome qualunque su una prima di copertina. Quando vent’anni dopo ad approdare sugli stessi è L’Amica geniale – volume d’esordio della quadrilogia che farà breccia nel cuore della narrativa mondiale consacrandone la penna all’Olimpo dei casi editoriali – Elena Ferrante è oramai un giallo con tanto di indiziati e processi alle intenzioni.

«Voglio chiederle questo: un libro è, dal punto di vista mediatico, innanzitutto il nome di chi lo scrive? La risonanza dell’autore, o per dire meglio del personaggio d’autore che va in scena grazie ai media, è un supporto fondamentale per il libro? Non fa notizia, per le pagine culturali che sia uscito un buon libro? Fa notizia piuttosto che un nome in grado di dire qualcosa abbia firmato un qualsiasi libro?» [1]

Lei, che attraverso lo spettro ingannevole del proprio pseudonimo ci restituisce un anonimato che ne fagocita il nome e la carne nel buio di un’impeccabile performance autoriale dell’assenza [2], nel battezzare come Elena Greco la voce narrante costringe ora i propri lettori ad una revisione necessaria dei capisaldi delle proprie congetture, nonché a fronteggiare nuovi punti di domanda che abbracciano ed interrogano lo statuto stesso della narrazione: si tratta di un romanzo autobiografico? L’Elena scrivente e l’Elena narrante coincidono?

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Mario Martone aveva scoperto Elena Ferrante più di vent’anni fa

Il dilemma Elena Ferrante

Da quell’affresco della Napoli rionale del dopoguerra che è L’Amica genialeil dilemma Ferrante attinge così nuove risorse per una sua ulteriore complessificazione; un dilemma che la carta assorbe assieme al proprio inchiostro, e le cui risposte, in quello stesso inchiostro, si diluiscono, confondono, dissolvono, sovvertendo le gerarchie di verità della pagina e affinando al limite del discernibile la linea di demarcazione tra realtà e finzione.

elena ferrante

E mentre c’è chi tira in ballo i nomi della traduttrice Anita Raja, della normalista Marcella Mamo, del critico Goffredo Fofi, o tiene ancora in considerazione l’ipotesi che dietro l’autrice da milioni di copie si nascondano i volti dei suoi editori (Sandro Ferri e Sandra Ossola di e/o Edizioni), l’incedere di Ferrante nell’universo inquisitorio che ruota attorno all’enigma della propria identità suggerisce che in questo giallo niente che non abbia il colore della pece possa realmente imporsi come istanza probatoria: che se una verità esiste, va ricercata in quel gorgo ipnotico di velamento e svelamento che è il suo raccontareo in quei rari momenti in cui, abbandonando temporaneamente la veste di narratrice, concede che sia qualcun altro a prendere il suo posto.

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Liberato è Elena Ferrante ed Elena Ferrante è Bansky

Si tratta di lembi circostanziali, di interviste mai condotte di presenza, distillate con parsimonia per via epistolare a pochi fortunati giornalisti interessati ad indagare Ferrante in qualità di scrittrice e non di fenomeno mediatico. Da questo punto di vista, l’autrice si espone molto chiaramente, definendo la «curiosità morbosa» che si rifrange sull’enigma della propria identità come filiazione triste e ineluttabile degli ingranaggi dell’odierna macchina mediatica [3]; la stessa curiosità che, quasi per una sorta di deformazione professionale, costringe i giornalisti a riempire la voragine scavata dalle lettere del proprio pseudonimo con la spasmodica ricerca di un volto. Un vuoto che, al contrario, i suoi lettori riempiono semplicemente  e saggiamente – leggendo [4].

Filosofia di un anonimato

È così dunque che l’anonimato di Ferrante sembrerebbe rispondere ad un’esigenza duplice: da un lato c’è la volontà di porre una cesura tra sé e il narrato, di modo da rendere la propria scrittura impermeabile alla tendenza che hanno certi autori di adeguare il frutto della propria penna all’immagine che vorrebbero dare di sé: «i libri veri sono scritti solo per essere letti [5]», non per assecondare le velleità narcisistiche di chi li compone, né per divenire sepolcri vuoti che celebrino unicamente la grandezza di chi li firma; dall’altro troviamo una critica serrata al panorama dell’editoria presente e alle vigenti logiche di mercificazione del lavoro letterario, le stesse che costringono il mecenatismo degli editori ad obbedire a standard più di natura economica che culturale.

Mi permetta: non ho scelto l’anonimato, i libri sono firmati. Ho scelto piuttosto l’assenza. Sentivo il peso di espormi in pubblico, volevo staccarmi dal racconto compiuto, desideravo che i libri si affermassero senza il mio patrocinio. Su questa scelta si è innestata presto una piccola polemica con i media, con la loro logica che punta a inventare protagonisti ignorando la qualità delle opere, tanto che pare naturale che i libri brutti o mediocri di chi ha una sua fama mediatica meritino assai più attenzione dei libri casomai di qualità di chi non è nessuno [6].

A fronte di ciò, forse varrebbe la pena di rassegnarsi all’unica, incontrovertibile verità che il caso Ferrante ci consegna: solo leggendone le opere la necessità di sostituire al suo fantasma la certezza di una configurazione anatomica decade, almeno fintantoché a supplirne l’anemica inconsistenza sarà l’impeto di quel fiume d’inchiostro, storie, volti e intrecci che è la sua scrittura.

Pensare Elena Ferrante, dunque, è pensare i suoi libri, e non viceversa. E voi? Di quanti – e quali – altri autori della scena editoriale contemporanea affermereste lo stesso?

Note

[1] Elena Ferrante, La Frantumaglia (e/o Edizioni, 2016 – edizione ampliata), cit. p. 64
[2] L’espressione è coniata da Isabella Pinto in Elena Ferrante: Poetiche e politiche della soggettività (Mimesis, 2020).
[3] Elena Ferrante, La frantumaglia, cit. p. 425
[4] Cfr. ivi, pp. 423-424.
[5] Ivi, cit. p. 137.
[6] Ivi, cit. p. 441.

FONTE: https://www.frammentirivista.it/filosofia-assenza-elena-ferrante/

 

 

 

Nuovo Messale romano

Avv. Francesco Anzalone (*) – 18 novembre 2020

come molti già sanno il prossimo anno e precisamente il 4 aprile prossimo, Domenica di Pasqua, verrà ufficialmente introdotto il nuovo Messale Romano ma i vescovi hanno la facoltà di anticipare il suo uso, nella mia parrocchia e quindi penso in tutta Roma sarà introdotto dal prossimo ventinove novembre.

Molti hanno appreso e sentito durante la messa che qualche fedele già declama il Padre Nostro nella nuova versione dove sono stati aggiunti un “anche” «Come anche noi li rimettiamo» e introdotta la nuova versione al posto di “Non ci indurre in tentazione” è stata sostituita da «Non abbandonarci alla tentazione».

Altre variazioni sono state introdotte che scriverò dopo ma vorrei soffermarmi sul Padre Nostro per riprendere la spiegazione di un grande Santo, Sant’Agostino, quando nella lettera a Proba (Lett. 130, 11, 21 – 12, 22; CSEL 44, 63-64) spiega che quando diciamo: «E non ci indurre in tentazione», siamo esortati a chiedere l’aiuto indispensabile per non cedere alle tentazioni e per non rimanere vinti dall’inganno o dal dolore. Mi guardo bene dal criticare chi ha proposto e inserito il nuovo testo ma sorge una domanda può nostro Signore Misericordioso “Abbandonare un solo figlio alla tentazione?”

Altre modifiche sono state introdotte, alcune per la parità di genere di cui mi astengo da ogni commento e sono le seguenti:
Nei riti di introduzione, il verbo di «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti noi» è stato volto al plurale: «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi»;
Nell’atto penitenziale, accanto a “fratelli” c’è “sorelle”, come già detto: «Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle» e «E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle»;
Le invocazioni in greco «Kýrie, eléison» e «Christe, eléison» sono da prediligere rispetto a quelle in italiano «Signore, pietà» e «Cristo, pietà»;
Nel Gloria, «pace in terra agli uomini, amati dal Signore» sostituisce «pace in terra agli uomini di buona volontà», per una maggiore fedeltà all’originale greco del Vangelo;
Nel racconto sull’istituzione dell’Eucaristia, «Offrendosi liberamente alla sua passione» diventa «Consegnandosi volontariamente alla passione»;
Nella consacrazione si ha «Consegnandosi volontariamente alla passione» e nell’intercessione «tutto l’ordine sacerdotale» è sostituito con «i presbiteri e i diaconi»;
Nella Preghiera eucaristica della Riconciliazione I si legge «Prese il calice colmo del frutto della vite» al posto di «Prese il calice del vino e di nuovo rese grazie»;
Nella Preghiera eucaristica II, dopo il “Santo” il prete dice «Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità» e prosegue con «Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito», sostituendo così la formulazione: «Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito»;
Il rito della pace viene enunciato con «Scambiatevi il dono della pace», non più con «Scambiatevi un segno di pace» (per quando si potrà di nuovo fare);
Quando il sacerdote mostra il pane e il vino consacrati, dice «Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello», quindi “beati gli invitati” non apre ma chiude la formula e non c’è più «cena del Signore»;
Dopo l’orazione sulle offerte, mentre si lava le mani il sacerdote pronuncia «Lavami, o Signore, dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro» invece di «Lavami, Signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato» (questa formula difficilmente la si sente perchè detta sottovoce;
Nell’invito a pregare, c’è «Pregate, fratelli e sorelle, perché questa nostra famiglia, radunata dallo Spirito Santo nel nome di Cristo, possa offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente»;
Il congedo della messa prevede l’uso della formula «Andate e annunciate il Vangelo del Signore», con la possibilità di optare per «Ite, missa est»;
Altre novità sono relative ai prefazi, con sei nuovi testi riguardanti i martiri, i santi pastori, i santi dottori (ora utilizzabili anche in riferimento alle donne dottore delle Chiesa) e la festa di Maria Maddalena.

  • Avvocato in Roma. Studioso di cultura del mondo tardo antico

 

 

 

CYBERWAR SPIONAGGIO INFORMAZIONE DISINFORMAZIONE

La verità su virus e Cina in Italia: ora si indaga alla Camera

È possibile che dopo 11 mesi di pandemia non si conosca ancora la verità su quanto accaduto a Wuhan? «Il Covid viene dalla Cina, ma ciò che si sa del Covid è solo quello che la Cina ha deciso di farci sapere. E quel che è peggio, l’Oms, fortemente influenzata dal regime di Pechino, si è dimostrata compiacente». Non è soltanto un disastro epidemiologico, scrive Federico Ferraù sul “Sussuidiario“: è anche un caso politico di proporzioni planetarie. È per questo che la Lega ha chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta “sulle cause dello scoppio della pandemia di Sars-Cov-2 e sulla congruità delle misure adottate dagli Stati e dall’Oms per evitarne la propagazione nel mondo”. Nella commissione esteri della Camera è stata eppena incardinata la proposta di legge che istituisce la commissione. Primo firmatario il deputato leghista Paolo Formentini, intervistato dallo stesso Ferraù. Prima domanda: perché una commissione d’inchiesta? «Tanti virologi in tutto il mondo hanno denunciato l’inefficienza dell’Organizzazione mondiale della sanità, e questo punto pare acclarato», dice Formentini. «Non intendo trarre conclusioni affrettate, ma le voci che si levano in questa direzione sono tante, e per questo vanno valutate con estrema attenzione».

Quali sono gli elementi che non tornano? «Il grande ritardo nella comunicazione della pandemia all’Oms da parte della Cina, e poi dell’Oms al mondo. Come è stato ampiamente osservato, l’Oms si è dimostrata indulgente nei confronti della Cina. Fattori Paolo Formentini, deputato leghistageopolitici inducono a mettere in relazione questo elemento con la penetrazione della Cina in Africa, compreso il paese – l’Etiopia – di provenienza del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus». Sulla pandemia, sottolinea Formentini, non esiste ancora un’indagine dipendente. Era stata «richiesta a gran voce da più di un centinaio di paesi», ma ancora oggi «tutto procede a rilento». Motivo? «Per coordinarla sono state scelte figure pregiudizialmente favorevoli alla Cina, come l’ex presidente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf. E i panel di lavoro risultano composti da scienziati graditi alla Cina o scelti direttamente da Pechino. Passano i mesi – aggiunge Formentini – e su ciò che è accaduto a Wuhan si continua a non sapere niente di più di quanto Pechino ha concesso di sapere».

Formentini ricorda che la Lega ha chiesto inutilmente al governo Conte se l’Italia volesse imitare gli Usa, che dall’Oms si sono ritirati. Durante un’audizione alla Camera, lo stesso Formentini ha chiesto a Ranieri Guerra (Oms) se potesse escludere al 100% che il virus possa avere una origine artificiale. «Guerra, dopo mille premesse e cautele, mi ha detto che no, in modo assoluto non poteva escluderlo». La situazione è confusa: la virologa cinese Li-Meng Yan ha parlato di produzione del virus in laboratorio, mentre altri autorevoli virologi come Giorgio Palù non lo escludono, ma sospendono il giudizio in attesa di verifiche. Formentini insiste sull’aspetto geopolitico del problema: «È solo dopo ripetuti richiami, da ultimo quello di Mike Pompeo, che il nostro governo sembra essersi ricollocato in un’ottica filo-atlantica, malgrado la presenza del M5S». Un nodo La scienziata cinese Li-Meng Yanspinoso, a quanto pare: «Il rapporto dei 5 Stelle con la Cina è sicuramente un elemento da mettere sul tavolo. In ogni ufficio di presidenza della commissione esteri chiedo ormai da mesi che il ministro Di Maio venga in audizione e illustri lo stato attuale delle relazioni bilaterali Italia-Cina». Con quali risultati? «Zero. Non è mai venuto, e questo sta creando imbarazzo».

Paolo Formentini sostiene che la Lega abbia accolto con scetticismo, nel marzo 2019, l’accelerazione politica che ci fu sul “memorandum of understanding” sulla Nuova Via della Seta. Colpa del governo gialloverde, che «non funzionava». Ovvero: «Ognuno dei due partiti cercava di dettare l’agenda politica e si procedeva a scatti con grande difficoltà, tanto è vero che poi è finita come sappiamo. Però Salvini disse subito: commerciamo con tutti, ma senza mettere in pericolo la sicurezza nazionale, questo è il punto di caduta». Quanto al 5G, aggiunge Formentini, «fino a prova contraria siamo tra quelli che si sono spesi più di tutti gli altri contro il 5G di Huawei e Zte: chiedere a Raffaele Volpi, presidente del Copasir». La mancanza di trasparenza sul virus da parte di Cina e Oms – domanda Ferraù – è l’unico aspetto che attende chiarezza? No, assicura Formentini. «Nella primavera scorsa c’è stata una vera e propria infodemia: la Cina ha scatenato una guerra dell’informazione Ranieri Guerrae invaso i social con commenti pro-Pechino. Lo ha dichiarato anche l’Unione Europea, con un report uscito il 24 aprile scorso, di cui diede notizia a suo tempo un servizio di “Formiche”».

«A me interessa segnalare il pericolo di una deriva geopolitica del nostro paese verso la Cina», aggiunge il deputato leghista. «In marzo-aprile scorso, il governo e i principali media raccontavano che la Cina stava aiutando e salvando l’Italia. Non è esattamente così», dice Formentini. «Il Copasir ha approvato una relazione in cui documenta che la penetrazione commerciale e finanziaria della Cina in Italia è aumentata in conseguenza del coronavirus». Intanto, rimarca Ferraù, nella scorsa primavera «abbiamo assistito a un’overdose informativa, sul Covid». Nei mesi precedenti può aver inciso una “zona grigia” sotto il profilo dell’informazione, anche istituzionale? «Se “zona grigia” c’è stata, e il condizionale è d’obbligo perché la commissione d’inchiesta dovrà valutarlo in modo rigoroso – dice Formentini – il pensiero che sorge spontaneo è che sia stata dettata dall’enorme fiducia che il nostro governo aveva nei confronti della Cina, la stessa fiducia che dimostrava verso l’Oms». Lo dimostra anche l’esito dell’interrogazione leghista per valutare la sospensione dei contributi italiani all’Oms: «La risposta è stata un elogio a tutto campo dell’Oms».

FONTE: https://www.libreidee.org/2020/11/la-verita-su-virus-e-cina-in-italia-ora-si-indaga-alla-camera/

 

 

 

ECONOMIA

Paesi con il debito pubblico più alto. Dov’è l’Italia?

Quali Paesi hanno il debito pubblico più alto del mondo?

Diversi analisti, tra cui quelli del Fondo Monetario Internazionale, hanno cercato di stilare una vera e propria classifica degli Stati più e meno virtuosi del globo.

Il 2020, inoltre, con la pandemia che ha sconvolto il mondo, ha visto le nazioni ampliare il loro indebitamento per far fronte all’emergenza economica.

Certo è che ciascuna lista dei Paesi con il debito pubblico più alto deve sempre essere letta con la dovuta cautela, visto che gli Stati citati sono molto diversi soprattutto dal punto di vista delle dimensioni e di conseguenza delle spese sostenute.

Paesi con il debito pubblico più alto sul PIL nel 2020

IL 2020 sarà ricordato come un anno particolarmente difficile per i conti pubblici degli Stati nel mondo. La pandemia ha sconvolto ogni attesa e ridisegnato le priorità di spesa per i Governi.

Così, a settembre di quest’anno, una ricerca Buy Shares ha riformulato il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo (in percentuale) delle potenze mondiali, mettendo in evidenza tutte le sofferenze. A uscire piuttosto malconcia è stata proprio l’Europa, ben rappresentata nella seguente top ten:

  1. Giappone: 268,21%
  2. Grecia: 214,29%
  3. Italia: 156,92%
  4. Portogallo: 150%
  5. USA: 136,69%
  6. Belgio: 121,15%
  7. Spagna: 117,16%
  8. Francia: 113,16%
  9. Canada: 106,86%
  10. Regno Unito: 100,87%

Per quanto riguarda il solo debito pubblico nazionale, invece, lo studio ha messo in evidenza nei dati di settembre questo triste quintetto:

  • Stati Uniti: 26.710 miliardi di dollari;
  • Giappone: 12.150 miliardi di dollari;
  • Cina: 7.320 miliardi di dollari;
  • Regno Unito: 3.490 miliardi di dollari;
  • Italia: 3.060 miliardi di dollari

La classifica del FMI

La classifica seguente è l’ultima redatta dal Fondo Monetario Internazionale che ha riportato le percentuali di debito pubblico lordo in relazione al PIL. La top 20 è così composta per il 2020:

  1. Giappone: 266,2%
  2. Sudan: 259,4%
  3. Grecia: 205,2%
  4. Eritrea: 185,8%
  5. Libano: 171,7%
  6. Italia: 161,8%
  7. Portogallo: 137,2%
  8. Capo Verde: 136,8%
  9. Barbados: 134,1,%
  10. Singapore: 131,2%
  11. Stati Uniti: 131,2%
  12. Bahrain: 128,3%
  13. Spagna: 123%
  14. Mozambico: 121,3%
  15. Bhutan: 121,3%
  16. Belgio: 117,7%
  17. Fancia: 118,7%
  18. Cipro: 118,4%
  19. Angola: 120,3%
  20. Giordania: 88,4%

La lista dei Paesi più indebitati del FMI è stata altresì redatta tramite mappa, dove i Paesi con colore più scuro (arancione) sono quelli con maggiore debito/PIL:

La spirale del debito pubblico

Qualche tempo fa un’indagine del sito HowMuch ha cercato di far luce sull’argomento e ha stilato a modo suo la classifica dei Paesi con il debito pubblico più alto al mondo.

Nello specifico, le varie economie sono state inserite in una vera e propria spirale, nella quale al rosso intenso corrispondono gli Stati meno virtuosi, mentre al verde quelli con i conti pubblici più in regola.


Fonte: HowMuch.net. L’immagine è stata sviluppata sulla base dei dati del World Economic Outlook.

Debito pubblico Italia: a quanto ammonta?

Il debito pubblico nostrano ha evidenziato un nuovo record a settembre su quota 2.582,6 miliardi di euro. A comunicare l’andamento del dato è stato come sempre l’ultimo bollettino di Bankitalia.

Negli ultimi mesi l’indebitamento è salito vertiginosamente a seguito delle misure eccezionali per arginare la crisi da Covid. Anche l’UE ha richiamato l’attenzione dell’Italia sugli squilibri legati al debito. Non ha stupito sapere, quindi, che il Belpaese si colloca nelle prime posizioni della classifica delle nazioni con debito pubblico più alto al mondo.

FONTE: https://www.money.it/debito-pubblico-piu-alto-classifica-paesi-Italia-FMI

 

 

 

Riciclaggio e presa di beneficio nel traffico del debito pubblico

 

Novembre 17, 2020 posted by Nicoletta Forcheri

un caso di studio, di Marco Saba, 16 novembre 2020, 80 EA (ottantesimo dell’Era Atomica).

Per finanziare i redditieri, togliere ai poveri per dare ai ricchi, lo stato usa il meccanismo del debito pubblico. Rinunciando a legiferare l’emissione diretta di denaro [previsto in Costituzione all’Art. 117, par. “e”: Lo Stato ha legislazione esclusiva… moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie; – L’articolo è utilizzato in forma negativa per impedire alle Regioni di provvedere direttamente] lo stato organizza aste mensili dove vende, ad una platea selezionata [“Specialisti in titoli di stato”: 16 banche tra le più grandi e plurisanzionate per attività criminali], dei titoli di stato, in pratica delle “cambiali-tratte atipiche” con cui lo stato indebita la popolazione, senza la sua esplicita approvazione. 

 

 

Fonte: MEF http://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/elenco/Elenco_degli_Specialisti_in_titoli_di_Stato_-_Dal_9_novembre_2020.pdf

Il mercato primario

Questo procedimento non ha una spiegazione razionale perché lo stato potrebbe provvedere direttamente a creare la moneta fiat necessaria e a contabilizzarla come afflusso di cassa – è un potere sovrano (nel passato lo faceva emettendo biglietti di stato che contabilizzava, però, come falsa passività flottante, nascondendo così il signoraggio alle stesse finanze pubbliche…).

Quando la banca commerciale “specialista” si aggiudica all’asta il lotto dei titoli, crea a fine asta un deposito bancario dal nulla a nome del Tesoro per il prezzo scontato a cui li ha acquistati. (Il saldo preciso viene stabilito ex post prendendo come riferimento il prezzo di sconto più svantaggioso per lo stato raggiunto nell’asta.)

Questa creazione di denaro bancario, necessario all’acquisto dei titoli, viene registrata come un esborso di cassa della banca, un flusso negativo finanziario, falsificando lo stato patrimoniale: la quantità dei titoli comprati è “pareggiata” dalla passività del deposito, a saldo zero, senza tenere conto della creazione dal nulla del mezzo monetario utilizzatoIn pratica, una banca che comprasse tutto il debito pubblico, 2500 miliardi, avrebbe il bilancio in pareggio: i 2500 miliardi creati dal nulla non compaiono. A questo punto la banca ha riciclato la creazione di denaro dal nulla comprando l’asset “debito pubblico”. La banca è in pari, lo stato ha un debito equivalente al valore nominale del denaro bancario “comprato” a prezzo pieno più gli interessi passivi sul debito.

 

La presa di beneficio: la vendita sul mercato secondario

La banca a questo punto deve “riciclare” i titoli per ottenere gratis il denaro corrispondente e “ripulito”. Prendiamo un esempio emblematico: l’acquisto di titoli di stato da parte della società SOGIN (https://www.sogin.it/it )La SOGIN è finanziata dalla bolletta elettrica, di cui il 40% dell’importo è costituito dal costo dell’energia e il 60% da marchette:

 

Fonte: https://www.qualenergia.it/articoli/199440dal-primo-aprile-la-bolletta-cala-ma-cosa-paghiamo/

 

“In Italia, ad esempio, il fondo separato esterno CCSE (La Cassa conguaglio per il settore elettrico) paga tutti i costi di disattivazione dell’ente pubblico Sogin responsabile della disattivazione e della gestione dei rifiuti. Ma i fondi sono stati in parte utilizzati per altri scopi di interesse pubblico diversi dalla disattivazione, in quanto lo Stato è libero di utilizzare il denaro per qualsiasi scopo.” – Fonte: Rapporto mondiale sui rifiuti nucleari, 2019. Pag. 77 https://worldnuclearwastereport.org/wp-content/themes/wnwr_theme/content/World_Nuclear_Waste_Report_2019_Focus_Europe.pdf

La cifra corrispondente ad ARIMprima A2compresa nella “Spesa per oneri di sistema”è presa all’utente elettrico “per smantellare le centrali nucleari” da CCSE, che ne gira parte a SOGIN parte allo stato che ne farà quello che vuoleDa notare che l’utente non sa esattamente quanto è perché non è segnalato disaggregato in bolletta.

 

 Fonte: ARERA https://bolletta.arera.it/bolletta20/index.php/guida-voci-di-spesa/elettricita

La SOGIN decide di investire il 75% del bilancio in titoli di stato (perché in realtà non sa come fare per mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi, nessuno nel mondo lo sa, ma nonostante ciò se ne producono almeno dieci milioni di tonnellate all’anno). A questo punto, la SOGIN, con i vostri soldi della bolletta elettrica, compra titoli di stato dalla banca che li aveva comprati all’asta. La banca ottiene indietro il capitale che aveva creato dal nulla, ma non contabilizzato, e, contabilmente, è sempre in pari: non ha più i titoli ma ha i soldi. In realtà i soldi che sembrano scomparsi dal bilancio, sono arrivati nel conto accentrato della banca e possono essere rilevati con un accertamento giudiziario o un accertamento contabile forense del conto dei flussi di cassa (che, regolarmente, non viene mai fatto). I più arditi tentano di giustificare questo fenomeno al popolo superfluo sostenendo che le banche creano e distruggono i soldi

Questo semplice esempio mostra come la banca ricicla il denaro creato in nero, comprando i titoli di stato, e poi lo ottiene ripulito, come refurtiva, con una operazione apparentemente legittima.

Infatti, la SOGIN si era semplicemente preoccupata di parcheggiare il denaro in modo redditizio. Ma, come ormai avrete capito, chi paga siete sempre voi, e chi non paga mai è il sistema.

La demenza del sistema: causata dalle radiazioni ?

Per chi volesse indagare le origini della demenza degli attori del sistema, ovvero il fatto che nessuno se ne lamenti o prenda provvedimenti radicali in merito, potrebbe essere utile studiare questo documento:

Un coefficiente di rischio per la demenza da radiazioni [2018]

https://stop-u238.blogspot.com/2020/11/un-coefficiente-di-rischio-per-la.html

FONTE: https://scenarieconomici.it/riciclaggio-e-presa-di-beneficio-nel-traffico-del-debito-pubblico/

La pandemia ha indotto i principali Paesi nel mondo a creare una valuta digitale. In Cina l’unità valutaria digitale concorre già con le tradizionali banconote.

Con l’ausilio di questo nuovo strumento i cinesi sperano di disincentivare il ricorso al dollaro statunitense, valuta leader nelle transazioni internazionali. Sputnik in questo articolo cerca di capire se riusciranno a realizzare quanto sperano.

Lo Yuan: dalla carta al digitale

I pagamenti elettronici diventano ogni anno sempre più popolari e il coronavirus non ha fatto altro che rafforzare questo trend. A mettere a punto un analogo virtuale del denaro contante sono intenzionati Europa, USA e Giappone. Tuttavia, il pioniere in tal senso è la Cina che ha già dato vita allo yuan digitale.

A partire da aprile è stato dato il via ai rispettivi progetti sperimentali in 4 città cinesi: Shenzhen, Suzhou, Chengdu e la nuova area dello Xiong’an, la provincia dello Hebei. Qui lo yuan digitale viene utilizzato non soltanto dagli enti pubblici, ma anche dai comuni cittadini: si estinguono debiti, si effettuano bonifici e si ricaricano carte.

Il governo cinese ha anche proposto di testare lo yuan digitale in 19 catene quali Starbucks, McDonald’s, Subway e lo store online di JD.

Come in precedenza comunicato dal direttore del dipartimento di politica creditizia presso la Banca popolare cinese (PBOC) Sun Guofeng, la valuta nazionale cinese sarà promossa in maniera significativa a Pechino durante le Olimpiadi invernali previste per il 2022.

Ma per la completa diffusione di questa soluzione innovativa serve il riconoscimento giuridico. Pertanto, la PBOC ha avanzato una proposta di legge che conferisce allo yuan digitale lo status giuridico necessario. Di conseguenza, la nuova valuta è ora integrata completamente all’interno del sistema monetario cinese.
Le autorità lasciano intendere che si attiveranno per controllare questa unità monetaria digitale così come avviene con gli altri mezzi di pagamento online.

“La PBOC segue da vicino il mercato in quanto i fondi delle maggiori società fintech sono conservati in appositi conti dell’ente regolatore. E lo yuan digitale, la cui emissione è effettuata dall’organo centrale, non farà che rafforzare le attività di controllo”, sostiene Pavel Utkin, avvocato dello Studio associato moscovita Parthenon.

Un dollaro in meno

Inoltre, per la Cina lo yuan digitale è uno strumento per contrastare il primato che gli USA hanno per lunghi decenni detenuto nel settore finanziario.

“Uno degli obiettivi è scoraggiare l’uso del dollaro statunitense nelle transazioni internazionali, in particolare quelle di compravendita di risorse energetiche”, osserva Aleksey Kirchevsky, esperto dell’Accademia di gestione finanziaria e degli investimenti.

Si indeboliscono anche le posizioni del dollaro in qualità di valuta di riserva. “Anzitutto per via della maggiore influenza della Cina e per la guerra commerciale tra le due maggiori economie mondiali, quella cinese e quella statunitense. Anche se dopo l’elezione di Biden è probabile che questa contrapposizione si riduca in maniera significativa”, continua l’esperto.

Lo yuan digitale è del tutto in grado di concorrere con il dollaro in quanto consente di effettuare transazioni in maniera più efficiente rispetto agli ormai obsoleti sistemi di pagamento SWIFT e CHIPS (proprio tramite questi gli americani riescono a controllare le transazioni internazionali).

In tal senso alla nuova moneta cinese viene in aiuto il progetto della Nuova via della seta. “Le transazioni in yuan digitale tutelano i Paesi che le adottano da eventuali sanzioni finanziarie imposte da Washington. Pechino teme che le pressioni esercitate dagli USA aumentino. Per questo, la Cina cerca di portare la sua soluzione innovativa sul mercato interno. Dopo il 2022, quando si terranno le Olimpiadi invernali, si prevede l’inaugurazione ufficiale della valuta digitale e la sua entrata sul mercato internazionale”, ritiene Pavel Utkin.

Tuttavia, non si riuscirà a spodestare il dollaro così rapidamente. “Accadrà alla fine del decennio. Lo yuan digitale è soltanto in fase di test ora e a seconda degli esiti le prospettive di utilizzo si faranno più chiare”, precisa Krichevsky.

Ad ogni modo, l’interesse nei confronti dello yuan cresce anche senza considerare il suo alter ego digitale. “La moneta cinese viene sempre più spesso utilizzata in transazioni dirette, per la conservazione della quota di capitale di banche e grandi fondi”, afferma Petr Pushkarev, analista di una grande società di investimenti.

Inoltre, la Cina dispone di titoli di debito statunitensi per oltre 1.000 miliardi di dollari e alcuni senatori statunitensi hanno più volte invitato la Cina a non onorare questi debiti. I cinesi in risposta hanno minacciato di svendere in massa i titoli sul mercato facendo crollare così il dollaro. Ad ogni modo, secondo gli analisti, si tratta di uno scenario inverosimile.

Raggiungere la Cina

Anche le autorità cinesi hanno cominciato a pensare a una valuta digitale. A metà ottobre la Banca centrale russa ha annunciato il lancio del rublo digitale. Entro fine anno l’ente regolatore raccoglierà il feedback e deciderà in base a questo la fattibilità del progetto. Ma, come preannunciato dalla governatrice della Banca centrale russa Elvira Nabullina, i test potrebbero cominciare già nel 2021.

Il rublo digitale è un codice univoco all’interno di un apposito portafoglio digitale aperto all’interno del sistema di pagamenti della Banca centrale.

I cittadini e le imprese potranno acquistarlo con le tradizionali banconote oppure utilizzando i fondi sul loro conto corrente.

“Il rublo digitale ha gli stessi obiettivi dello yuan. Ma ha un ventaglio di possibilità di utilizzo meno ampio. La valuta cinese ha maggiori prospettive poiché la Cina è in grado di creare una infrastruttura di maggiore qualità e di attirare più utenti”, ritiene Utkin.

Un punto che crea perplessità nell’analista è la reale richiesta di un prodotto come il rublo digitale.

Si tratta di una soluzione che diventa popolare solo se comoda, ad esempio, per i pagamenti nei negozi. Le possibilità che le valute digitali si diffondano aumentano se i costi ad esse associati siano molto inferiori a quelli delle transazioni tradizionali. Ma ad ogni modo non è una questione che riguarda il prossimo futuro.

FONTE: https://it.sputniknews.com/economia/202011189798033-abbasso-il-dollaro-la-cina-scoraggia-luso-della-valuta-americana/

 

 

 

FINANZA BANCHE ASSICURAZIONI

Secondo i media cinesi, i test dello yuan digitale saranno al momento limitati a quattro regioni e al territorio dei Giochi Olimpici invernali.

La Cina ha iniziato a sviluppare la valuta digitale sei anni fa, ma nessun dettaglio è stato reso noto pubblicamente fino allo scorso anno. Coincidenza o no, dopo che Facebook ha annunciato lo sviluppo della criptovaluta internazionale Libra, le autorità cinesi si sono mostrate più attive nel parlare pubblicamente dello yuan digitale. Si è saputo che sarà una valuta digitale con tutta la sovranità dello yuan tradizionale.

Allo stesso tempo non è ancora noto quando la moneta digitale cinese sarà completamente messa in circolo. Jia Jinjing, vicedirettore del Centro di Ricerche Finanziarie Chongyang presso l’Università popolare cinese, ha spiegato in un’intervista a Sputnik perché serve un approccio così prudente nell’introduzione della moneta digitale.

“Rispetto alle attività finanziarie tradizionali detenute nei conti, la valuta digitale e le relative transazioni sono crittografate e registrate. Pertanto serve una potente infrastruttura di elaborazione che soddisfi gli standard più elevati. Questa è la base per il normale funzionamento dello yuan digitale. Ora occorre eseguire dei test per vedere se tutto funziona correttamente. Se tutto andrà senza intoppi, l’introduzione dello yuan digitale avverrà rapidamente. Se vengono individuati problemi, è necessario eliminare tutti i difetti”.

Inizialmente i funzionari cinesi hanno affermato che lo yuan digitale è rivolto principalmente al mercato interno per rendere ai propri cittadini le transazioni più convenienti e reattive alle moderne realtà. Tuttavia, sullo sfondo del peggioramento delle relazioni tra Cina e Stati Uniti, a Pechino cercano sempre più spesso di trovare un’alternativa al sistema dei pagamenti internazionali incentrato sul dollaro americano.

“Lo yuan digitale è il risultato inevitabile dell’intero processo di digitalizzazione. È improbabile che sia fortemente correlato alla situazione esterna. Secondo il documento programmatico del Consiglio di Stato sui principi di mercato per l’allocazione dei fattori di produzione, pubblicato quest’anno, gli asset digitali, anch’essi classificati tra questi fattori, stanno crescendo molto rapidamente. I tassi di crescita possono ammontare nell’ordine di diverse decine di punti percentuali all’anno. Inoltre, sotto l’influenza dell’epidemia, una parte significativa del lavoro e delle transazioni delle persone si è spostata online. Quindi le risorse digitali cresceranno ancora più velocemente. Il denaro tradizionale non può più soddisfare i requisiti moderni. Quindi l’introduzione del denaro digitale è inevitabile”.

Mentre il dollaro continua il suo declino in un’economia martoriata dalla pandemia, la Federal Reserve statunitense spinge per un allentamento quantitativo e tassi di interesse prossimi allo zero per compensare l’impatto della crisi sanitaria: tutto questo porta a mettere in dubbio ora più che in passato il ruolo della valuta americana come riserva universale. In questo contesto emerge una nuova ‘alleanza finanziaria’ tra Russia e Cina, rivali geopolitici principali degli Stati Uniti.

FONTE: https://it.sputniknews.com/economia/202008249456628-cosa-spinge-la-cina-alla-digitalizzazione-dello-yuan/

 

 

 

GIUSTIZIA E NORME

Legittima difesa

(CptHook)

Come ho avuto modo di ribadire spesso, rispondendo ad altri commentatori di CDC, io non sono un avvocato, anche se questa era la professione cui i miei genitori avrebbero voluto indirizzarmi. In alternativa, dato che in giovane età scrivevo benino, pensavano che avrei potuto dedicarmi al giornalismo. Di fatto non sono diventato avvocato, e men che meno giornalista; sarei stato un vaso di coccio tra vasi di ferro.

Pure, per uno di quegli strani casi della vita, adesso mi trovo a scrivere questa sottospecie di articolo a contenuto legale, con la pretesa di aiutare le persone a difendersi, sia pure in minima parte, dai piccoli e grandi soprusi che la tirannia attuale ci impone quotidianamente, non ultimo il “coprifuoco”.

Dobbiamo opporre a tutto ciò una ferma disobbedienza civile, esercitare cioè i nostri diritti costituzionali, che sono quanto distingue il cittadino dal suddito, se non vogliamo che, tosto o tardi, ci vengano tolti.

La legge discende dalla consuetudine: se non ci rifiuteremo di sottostare al sopruso, domani qualcuno potrà dire che, accettandolo tacitamente lo abbiamo, di fatto, giustificato.

Devo però avvisare che non è tutta farina del mio sacco: ho preso spunto dalla eccellente sentenza dell’Avvocato Manganiello, Giudice di Pace in quel di Frosinone, che nello scorso luglio ha accolto il ricorso presentato da un cittadino contro una contestazione per violazione del divieto di spostarsi in conseguenza dell’emergenza sanitaria ai sensi di un DPCM. Faccio notare, a questo riguardo, che non mi risulta che, ad oggi, questa sentenza sia stata annullata o riformata da un tribunale di livello superiore.

Devo inoltre ringraziare, tra gli altri, l’Avvocato Polacco, l’Avvocato Mori e l’Avvocato Palma (senza dimenticare i Proff. Cassese, Baldassare e Maddalena), le cui trasmissioni mi hanno aiutato a comprendere più chiaramente il concetto di gerarchia delle fonti del diritto“…la norma di fonte inferiore non può porsi in contrasto con la norma di fonte superiore…”

L’idea dell’autodichiarazione che espongo di seguito mi è stata data dall’art. 49 del DPR 445/2000 (quello che istituisce l’autocertificazione), in cui si stabilisce (semplifico) che non è consentito al cittadino di certificare la propria condizione medico-sanitaria.

Mi sembra logico ma, non essendo espressamente vietato, ho la facoltà di certificare il possesso di una certificazione medica, nel caso specifico quella in cui il mio medico, visti i referti degli esami clinici cui mi sono sottoposto per una mia patologia, mi raccomanda di evitare per quanto possibile l’uso di dispositivi che limitino la mia capacità respiratoria.

Ho quindi sviluppato una prima autodichiarazione in questo senso (sottoposta alla verifica del mio legale, che ne ha confermato la validità) ma, si sa, l’appetito vien mangiando e così mi sono chiesto se potevo, visti gli importi delle multe che tanti hanno pagato, anche precostituirmi le basi per una opposizione ad un’eventuale contestazione per non aver ottemperato ad un eventuale divieto di spostamento.

Penso di esserci riuscito, almeno stando all’entusiastica approvazione ricevuta dall’Avvocato Edoardo Polacco, cui rinnovo i miei ringraziamenti, e passo quindi ad illustrarvela. Per evitare confusione e complicazioni per chi volesse utilizzarla, provvederemo ad inserire il testo completo scaricabile, senza le note con le quali spiego i singoli punti.

***

 AUTODICHIARAZIONE AI SENSI DEGLI ARTT. 46, 47 E 48 (comma 2) D.P.R. N. 445/2000

(ho inserito anche l’art. 48, comma 2: “Le singole amministrazioni predispongono i moduli necessari per la redazione delle dichiarazioni sostitutive, che gli interessati hanno facoltà di utilizzare.” Hanno facoltà, non obbligo.)

Il sottoscritto Nome e Cognome, nato il ………. a …………………….., residente e domiciliato in …………………….., via …………………., identificato a mezzo documento n. …………… rilasciata da ………………………………… in data …………. (attergato alla presente),

(sull’intestazione c’è poco da direè una formula standard; per quanto riguarda il documento, conviene a mio parere fotocopiarlo nella parte posteriore della dichiarazione, cioè “attergarlo”, quella da far allegare all’eventuale verbale, trattenendo una copia della dichiarazione senza “attergato”)

premesso in diritto

(questo è il punto nodale: ci richiamiamo alla fonte prima delle nostre leggi, la Costituzione)

1. che l’Art. 13 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “<omissisNon è ammessa forma alcuna <omissis>, né qualsiasi altra forma di restrizione della libertà personale se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria [1116, 7] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [253] <omissis>”;

Come ben spiegato dall’Avvocato Manganiello, l’obbligo di permanenza domiciliare … consiste in una sanzione penale restrittiva della libertà personale che viene irrogata dal Giudice di pace penale per alcuni reati. Sicuramente nella giurisprudenza è indiscusso che l’obbligo di permanenza domiciliare costituisca una misura restrittiva della libertà personale.”

 

  1. che l’Art. 16 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza <omissis>”;

Attingo ancora a piene mani dall’Avvocato Manganiello, “come ha chiarito la Corte Costituzionale, la libertà di circolazione riguarda i limiti di accesso a determinati luoghi, come ad esempio, l’affermato divieto di accedere ad alcune zone circoscritte che sarebbero infette, ma giammai può comportare un obbligo di permanenza domiciliare (Corte Cost., n. 68 del 1964). In sostanza la libertà di circolazione non può essere confusa con la libertà personale: i limiti della libertà di circolazione attengono a luoghi specifici il cui accesso può essere precluso, perché ad esempio pericolosi; quando invece il divieto di spostamento non riguarda i luoghi, ma le persone allora la limitazione si configura come limitazione della libertà personale.”

 

  1. che l’Art. 24, comma 2, della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”;

Relativamente a questo punto vi starete domandando “che c’azzecca adesso il diritto alla difesa?” C’azzecca, e come: significa che l’eventuale agente di polizia che redige il verbale di contestazione ha l’obbligo di allegare la vostra autodichiarazione; in caso contrario viene leso il vostro diritto alla difesa e, conseguentemente, si costituisce una pregiudiziale che può rivelarsi fondamentale in sede di ricorso.

 

  1. che l’Art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo <omissis> Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”;

Anche questo richiamo ha la sua motivazione: secondo molti legali, la mascherina è, di fatto, un trattamento sanitario e, conseguentemente, può essere imposto solo in forza di legge ma, come leggiamo sotto, ringraziando sempre l’Avvocato Manganiello:

 

  1. che “solo un decreto legislativo, emanato in stretta osservanza di una legge delega può contenere norme aventi forza di legge, ma mai un atto amministrativo di qualsivoglia natura, ancorché emanato sulla base di una delega concessa da un decreto legge tempestivamente convertito in legge,” da cui discende l’illegittimità del DPCM del 3/11/2020, in G.U. del 4/11/2020 n. 275, e delle misure di sanità pubblica in esso contenute (cfr. sentenza n. 516 del G.d.P. di Frosinone, luglio 2020);

Cioè, come ormai sappiamo tutti, un DPCM NON HA forza di legge e, conseguentemente, l’eventuale sanzione è illegittima, per cui:

tutto quanto sopra premesso

(questa è un’altra formula di rito)

consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci (art.495 C.P.), ed unicamente “ad litem vitandam

Ecco: ad litem vitandam, cioè, nonostante si affermi preventivamente di non ritenersi obbligati ad ottemperare ad una norma illegittima, proprio per evitare che si apra un contenzioso legale, acconsentiamo a dichiarare

 

DICHIARA SOTTO LA PROPRIA PERSONALE RESPONSABILITÀ

(formula di rito)

  •  per quanto attiene le limitazioni agli spostamenti di cui al sopra menzionato DPCM, di non essere sottoposto ad alcuna misura restrittiva della libertà personale disposta dall’autorità giudiziaria.
  • per quanto attiene le limitazioni agli spostamenti di cui al sopra menzionato D.P.C.M., di non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al COVID-19;
  • per quanto attiene gli obblighi relativi ai dispositivi di protezione delle vie respiratorie, di essere in possesso di certificazione che attesta il sussistere delle condizioni di esclusione di cui al punto c) – art. 1 – del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020

 

(o dell’eventuale decreto del momento. Questo, ovviamente, nel caso in cui si sia in possesso di tale certificazione che, peraltro, a mio parere non si è tenuti ad esibire all’agente accertatore, in quanto questi non è un medico ed in quanto i dati contenuti nella certificazione sono dati personali, privati, riservati. Al riguardo la Circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre accenna anche alla riservatezza delle informazioni).

Di fatto, l’agente non ha la capacità di giudicare l’effettiva validità della certificazione né titolo a farlo. L’agente può solo decidere se accettare l’autocertificazione tout-court oppure non accettarla e, in tal caso, contestare la violazione redigendo il relativo verbale).

Ritengo anche che il vostro medico curante non possa rifiutarsi, a fronte di vostra richiesta opportunamente motivata (anche in assenza di risultanze cliniche) di rilasciarvi un certificato idoneo. Per esempio perché la mascherina vi fa respirare male, vi fa venire mal di testa o appannare la vista o quel che sia.

Se proprio si ostina, potete sempre provare ad inviargli una richiesta formale, tramite raccomandata a.r. in cui gli specificate i disturbi che vi provoca; a questo punto è lui che deve prendersi la responsabilità del vostro malessere.

 

Data, ora e luogo del controllo:

Firma del dichiarante                                                                                                   L’Operatore di Polizia

 

Da allegare come parte integrante di eventuale verbale; al riguardo si veda sopra il punto 3).

***

È bene comunque precisare che, molto probabilmente, l’eventuale agente potrebbe non voler accettare questa autodichiarazione; in questo caso è necessario far inserire la dicitura: l’accertatore non ha accettato l’inserimento della dichiarazione presentata che il verbalizzato si riserva di produrre in sede di ricorso.

Il tutto sempre con modi pacati e tono di voce tranquillo e conciliante.

Esaminiamo adesso il caso in cui l’agente non abbia accettato l’autodichiarazione ed abbia redatto un verbale contestando la violazione ed applicando la relativa (più o meno gravosa) sanzione. Come procediamo?

In prima analisi, sempre “ad litem vitandam”, a mio parere vale la pena di inoltrare subito al Comando di appartenenza del verbalizzante una “istanza di riesame per eventuale annullamento in autotutela”, per la quale è sufficiente una raccomandata a.r. o un messaggio di posta elettronica certificata.

Che cos’è un’istanza di riesame per annullamento in autotutela? È una comunicazione che si invia all’amministrazione che ha emesso il provvedimento, invitandola a riconsiderare le motivazioni del provvedimento e, ove l’amministrazione ravvisi gli estremi di un proprio errore, a procedere ad annullare il provvedimento, “tutelando” se stessa dalle eventuali conseguenze (morali e materiali) di tale errore. Nel caso specifico, è sufficiente riassumere il contenuto dell’autodichiarazione o semplicemente richiamarsi ad essa, specificando che è allegata (oppure no) al verbale di contestazione in loro possesso.

Se annullano, bene, è fatta; se non annullano, poco male: bisognerà procedere con un ricorso al Giudice di Pace, nel quale si specificherà che è stata tentata una specie di “conciliazione” proprio mediante tale istanza ma che l’ente non l’ha accettata.

Chiaro che, a questo punto, per il ricorso è consigliabile farsi assistere o almeno consigliare da un legale o da persona abbastanza preparata in materia, se non altro per adottare le forme corrette e per tenere il tutto limiti di brevità sufficienti ad esporre chiaramente le proprie argomentazioni.

Nota: in occasione di un ricorso presentato contro una multa per eccesso di velocità (di un’amica) in cui, per imporre il limite imposto l’amministrazione non aveva rispettato determinate norme specifiche e non aveva richiesto all’ANAS (azienda proprietaria della strada) la relativa autorizzazione, il Giudice di Pace, nell’accoglierlo in quanto giustamente motivato, mi invitò comunque a sforzarmi di essere quanto più breve possibile perché, testuali parole “dopo la seconda pagina il giudice si annoia e potrebbe irritarsi…

Quella volta mi andò bene, ma non è detto che argomentazioni pur legalmente valide ottengano accoglimento. Il mio primo ricorso, per la stessa infrazione (avevo superato di poco il limite in autostrada davanti ad un autovelox), pur abbondantemente motivato, non fu accolto. La motivazione? Il giudice decide “secondo coscienza” e, in quel caso fui costretto a pagare…, per questo la Giustizia, come d’altronde la Fortuna, viene sempre raffigurata bendata…

Per concludere: provate ad immaginare cosa potrebbe succedere nel momento in cui centinaia o migliaia di cittadini, dopo essersi fatti precedere dall’istanza per autotutela, ricorrono, nei termini che vi ho esposto, contro i verbali ricevuti… e ricordatevi che “chi pecora si fa, il lupo se lo mangia”. Provate ad immaginare la mole di carta che le amministrazioni dovranno gestire…

Per chi volesse scaricare questa autodichiarazione: $Autodich

FONTE: https://comedonchisciotte.org/legittima-difesa/

 

DAL DIRITTO DI MANTENERE L’ANONIMATO AL DIRITTO DI CONOSCERE LE PROPRIE ORIGINI

La Corte di Cassazione – con sentenza n. 19824/2020 – ha chiarito quando il figlio ha diritto a far riconoscere il proprio status filiationis.

Dibattuta è stata, per molti anni, la questione riguardante il bilanciamento di due contrapposti interessi: da un lato quello del figlio di accedere alle informazioni sulle proprie origini, dall’altro quello della madre a mantenere l’anonimato.

Diritto della madre a mantenere l’anonimato. Dettagliatamente, il diritto della madre a mantenere l’anonimato al momento del parto trova il proprio riconoscimento, nel nostro ordinamento, in una pluralità di norme (art. 30, comma 1, d.P.R. 3 novembre 2000 n. 396; art. 93, comma 1, d.lgs. 196/2003; art. 28, comma 7, l. 4 maggio 1983, n. 184; l’allegato del d.m. 16 luglio 2001, n. 349) che – integrandosi tra loro – ne consentono un’ampia tutela.

Altresì, il diritto della madre a mantenere l’anonimato ha trovato riconoscimento in un intervento della Consulta che, con Sentenza n. 278/2013, ha evidenziato sia l’esigenza di salvaguardare la madre ed il neonato da qualsiasi perturbamento da cui possa discendere pericolo per la salute psico-fisica o l’incolumità di entrambi, sia l’esigenza di creare le premesse perché la nascita possa avvenire nelle migliori condizioni possibili.

Diritto del figlio a conoscere le proprie origini. Parallelamente, si è cercato di conciliare il suddetto diritto all’anonimato della madre con il diritto del figlio a conoscere le proprie origini ex art. 8 CEDU.

In particolare – con Sentenze Cass. 24292/ 2016; Cass. 11887/2015; Cass. 4020/2017 – è stato statuito che “il diritto del figlio ad uno status filiale corrispondente alla verità biologica costituisce una delle componenti più rilevanti del diritto all’identità personale che accompagna senza soluzione di continuità la vita individuale e relazionale non soltanto nella minore età, ma in tutto il suo svolgersi. L’incertezza su tale status può determinare una condizione di disagio ed un vulnus allo sviluppo adeguato ed alla formazione della personalità riferibile ad ogni stadio della vita. La sfera all’interno della quale si colloca il diritto al riconoscimento di uno status filiale corrispondente a verità attiene al nucleo dei diritti inviolabili della persona (artt. 2 Cost. e 8 CEDU) intesi nella dimensione individuale e relazionale”.

La tutela del diritto all’accertamento dello status filiationis trova ulteriore conferma nella previsione della imprescrittibilità dell’azione di accertamento giudiziale sia della paternità che della maternità, nonché nel disposto dell’art. 269, comma 2, cod. civ., laddove recita “la prova della paternità e della maternità può essere data con ogni mezzo”.

Bilanciamento dei diritti. Tuttavia – nel bilanciamento dei suddetti, contrapposti, diritti – quello della madre a mantenere l’anonimato si pone in posizione preminente e non può essere in alcun modo sacrificato o compromesso per tutta la durata della vita della madre stessa.

Tale regola può, al limite, essere derogata solo ove fosse stata proprio la madre – in modo inequivocabile – ad aver manifestato la volontà di revocare nei fatti la scelta, a suo tempo presa, di rinuncia alla genitorialità giuridica.

Ancora, con Sent. Cass. 15024/2016 e Cass. 22838/2016 si è statuito che la tutela dell’anonimato non si esaurisce con la morte della madre, non dovendosi escludere la protezione dell’identità “sociale” costruita in vita da quest’ultima, in relazione al nucleo familiare e/o relazionale eventualmente costituito dopo aver esercitato il diritto all’anonimato.

Novità alla luce della Sentenza n. 19824/2020. A diverse conclusioni si deve addivenire – alla luce della Sent. Cass. 22 settembre 2020, n. 19824 – con riferimento al periodo successivo alla morte della madre, in relazione al quale il diritto all’anonimato è suscettibile di essere compromesso, o indebolito, in considerazione della necessità di fornire piena tutela al diritto all’accertamento dello status filiazione.

Con tale pronuncia, la Cassazione ha affermato che – venendo meno per effetto della morte della madre, l’esigenza di tutela dei diritti alla vita ed alla salute, che era stata fondamentale nella scelta dell’anonimato – non vi sono più elementi ostativi non soltanto per la conoscenza del rapporto di filiazione, ma anche per la proposizione dell’azione volta all’accertamento dello status di figlio naturale, ex art. 269 cod. civ.

FONTE: http://www.salvisjuribus.it/dal-diritto-di-mantenere-lanonimato-al-diritto-di-conoscere-le-proprie-origini/

 

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE

IL GRANDE BLUFF

Donald Trump esce, al termine dei 4 anni della sua presidenza, aumentando i consensi (è passato dai 62 milioni di voti delle precedenti elezioni a 71 milioni nel 2020). Ma qual è la sua strategia? Perché raccoglie ancora, pure dopo una controversa presidenza, tale affetto?

I presunti brogli

I fatti anzitutto. Il 3 novembre si sono tenute le elezioni presidenziali negli USA e l’aspro scontro tra Biden e Trump ha visto come vincitore Joe Biden per, bisogna dirlo, una manciata di voti (5 milioni su un bottino di 147). Il presidente uscente Donald Trump ha già annunciato di avere intenzione di procedere per vie legali contro non meglio chiariti brogli che, a suo dire, gli “hanno strappato la vittoria”. Aldilà del ritratto di un’America spaccata, da questo risultato esce un altro dato. Trump non è affatto morto politicamente, o meglio non è così morto come lo si credeva o voleva. Il fenomeno del “trumpismo” che ha avuto imitazioni anche all’estero, da Farage a Salvini, non sembra quindi essere del tutto finito. Viene da chiedersi quindi come può Donald Trump essere ancora, dopo i 4 discussissimi anni di presidenza, così popolare.

Biden e i dem attaccano Trump sulle tasse,'vergogna' - Nord America - ANSA
Donald Trump in uno scatto di Chris Kleponis/EPA

Un giocatore d’azzardo

Trump ha giocato per 4 anni a poker con l’informazione mondiale, bluffando. Per 4 anni ha diffuso notizie ora false, ora semi-vere ma mistificate, consapevole che la sua strategia l’avrebbe portato alla vittoria. A lui interessava e interessa solo essere preso sul serio, perché è in quel momento che, come il giocatore, vince. Dal virus di laboratorio al certificato di nascita di Obama, ai messicani delinquenti al riscaldamento globale al disinfettante contro il coronavirus fino all’accusa di brogli, tutto ci parla di un uomo che ha sapientemente legittimato notizie palesemente false facendo sì che queste arrivassero alle orecchie di chi voleva sentire esattamente questo.

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Senza un soldo in tasca, polarizzando e creando baraonda nel panorama mediatico, è riuscito a costruire un impero. Ha individuato un diffuso disagio economico-sociale di buona parte degli americani, che affonda radici in tutti i campi della cultura occidentale. Da buon venditore l’ha compreso e ha dato loro, attraverso occhiolini per gli estremisti e polarizzazioni per i moderati, esattamente quello che volevano: capri espiatori, soluzioni grossolane, teorie del complotto. In poche parole sogni, fuffa, la cui veridicità perde importanza.

Trump e la post-verità

Il suo gioco politico sul filo del rasoio, tra vero e finto, si fa disvelatore di uno dei più grandi fenomeni del nostro secolo: la post-verità. Siamo nell’epoca della post-verità, e ciò vuol dire che, per via di stili di vita sempre più frenetici, di un sistema scolastico approssimativo e a causa del sempre più largo, superficiale e libero uso di internet e dei social networkdi una notizia non interessa più la veridicità, ma il modo in cui viene accolta. Se viene accolta come vera è vera, anche se non lo è, o è come se lo fosse. Ed è su questo sofisticato meccanismo che si basa il bluff del giocatore Trump.

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Una volta che annuncia una cosa e viene preso sul serio, la notizia giunge a una determinata audience e quella notizia, pur non essendola, viene considerata come vera. E il banco vince. “The Donald” ha giocato a poker con la morte puntando sempre di più, con proseliti non solo a destra. Finora ha danzato su un campo minato, ma quest’ultimo azzardo, questo all in, potrebbe essere l’ultimo.

{1}
Reuters

Un fenomeno diffuso

Quello che è sicuro, è che dietro i voti di Trump c’è qualcosa di più. Il tycoon ne è il massimo esponente, ma la post-verità è un fenomeno che rimane indipendentemente da lui e che influenza e ha influenzato quasi tutta la comunicazione politica degli ultimi anni. È bene tenerlo d’occhio perché le sue manifestazioni possono essere ridicole (sullo stile delle bufale alla Pappalardo) o subdole: ogni audience, ogni target, è settorializzato e coperto. La politica, che ragiona sempre più in termini commerciali, crea appositi “sistemi” di pensiero, vere e proprie bolle nelle quali ci muoviamo e che ci portano a cadere in continui bias di conferma. La vera sfida che l’informazione e la politica, rapportandosi coi socialè proprio quella di sfuggire a tutto ciò. Perché è questo, insieme ad un’informazione e ad una politica non all’altezza, ad aver portato a momenti impensabili, come la presidenza di Trump.

FONTE: https://www.frammentirivista.it/trump-grande-bluff/

 

 

 

Bill Gates Hired BLM ‘Students’ To Count Ballots In Battleground States

To ensure that Joe Biden “won” most of the key battleground states, Bill Gates and others in positions of influence replaced veteran poll workers with “young black students,” also known as Black Lives Matter (BLM) terrorists, who committed election fraud for pay.

by Ethan Huff

According to reports, Gates and his cohorts scared the veteran poll workers into fearing infection with the Wuhan coronavirus (Covid-19), opening the door for young black activists to swoop in and thieve votes for Biden, securing his media-declared “victory.”

Bill Gates Hired Black Lives Matter

“The excuse of COVID-19 was used to scare some elderly poll workers into bowing out and being replaced by these ringers,” writes Shane Trejo for Big League Politics.

The Campus Vote Project, a wing of the Fair Elections Center, received funding from the New Venture Fund to hire on these “young black students” as poll workers.

The New Venture Fund, in case you are unfamiliar with it, received more than $94 million from the Bill & Melinda Gates Foundation, as well as from other globalist special interest groups such as the Ford Foundation and the Hewlett Foundation.

NBC News first spilled the beans about the “young black students,” indicating that this “diverse group of thousands of younger Americans, ranging from 16-year-old high schoolers to college students” had been tasked with “stepping in as poll workers across the country during early voting and on Election Day.”

Once installed, these “young black students,” with the help of the Poll Workers Project and The Poll Hero Project, engaged in what now appears to be a widespread vote fraud campaign that is trying to steal the election for Biden.

Basketball player Lebron James was also involved in the sham, having worked with both the NAACP Legal Defense Fund and Power the Polls to recruit more young black people to work the polling places in nearly every urban enclave where the vote counts appear to be rigged.

Bill Gates Should Be Charged With Treason

Gates, by the way, has thus far gotten what he wanted with the declared Biden “win.” The billionaire eugenicist was quick to celebrate the results being reported by the media, which has already installed Biden as the “president-elect.”

What this means, of course, is that Gates is complicit in committing treason against our nation.

His money and involvement resulted in multiple states being declared for Biden, handing him a “victory,” even though obvious election fraud took place that necessitates further investigation.

In Nevada, for instance, whistleblowers who have signed sworn affidavits say they observed Gates’ “young black students” telling people who were trying to vote without proper identification to simply apply for whatever they needed from the DMV and bring along the paperwork, even though this is legally unacceptable advice.

“We were told by (my team leader) and two other assistants to advise people who wanted to register to vote and did not have the proper Nevada ID/Driver’s License, that they could go out in the parking lot and make an appointment with the DMV to get a Nevada ID/Driver’s License, and then bring in proof of their appointment confirmation (either a paper copy or shoot it on their phone to us) and then they could be registered,” one of the whistleblowers indicated in a deposition.

“They were then permitted to vote with a provisional ballot, even though their appointments were not until January of 2021. We were told this was being allowed all over the Valley, at all polling places.”

In another instance, a whistleblower witnessed two people opening up mail-in ballot envelopes, filling them out and signing them, and putting them back into official pink and white envelopes as if they were being mailed in from legitimate voters.

“I regularly saw people walking in with multiple ballots,” this whistleblower contends. “We were not allowed to talk to the monitors or observers. We were not supposed to say anything ever to the observers.”

FONTE: https://humansarefree.com/2020/11/bill-gates-hired-blm-students-to-count-ballots.html

 

 

 

 

DUE PERSONE ACCUSATE IN CALIFORNIA DI AVER FALSATO MIGLIAIA DI VOTI

Il sistema elettorale USA non funziona

Novembre 18, 2020 posted by Guido da Landriano

 

Secondo la NBC di Los Angeles, due californiani sono stati incriminati per 41 accuse di frode elettorale dopo aver presentato migliaia di richieste di registrazione fraudolenta di elettori per conto di persone senza fissa dimora, secondo la NBC di Los Angeles.

Carlos Antonio De Bourbon Montenegro, 53 anni, e Marcos Raul Raul Arevalo, 34 anni, sono accusati di cospirazione per frode elettorale, otto capi d’accusa per frode elettorale, quattro capi d’accusa per aver procurato e offerto uno documento falso o contraffatto e quattro capi d’accusa per aver interferito con il rapido trasferimento di una dichiarazione giurata completata, secondo l’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Los Angeles.

Il Montenegro deve inoltre affrontare altri 10 capi d’accusa per frode elettorale, sette capi d’accusa per aver procurato e offerto uno strumento falso o contraffatto, due capi d’accusa per falsa testimonianza e cinque capi d’accusa per aver interferito con il rapido trasferimento di una dichiarazione giurata compilata.

L’ufficio del procuratore distrettuale dice che il Montenegro ha presentato più di 8.000 richieste di registrazione fraudolenta degli elettori tra luglio e ottobre 2020. È anche accusato di “aver falsificato nomi, indirizzi e firme sui documenti di nomina sotto pena di spergiuro per la candidatura a sindaco della città di Hawthorne”.

Montenegro rischia una pena massima di 15 anni e otto mesi nel carcere di Stato, mentre Arevalo rischia un massimo di sette anni.

C’è da chiedersi per chi lavoravano gli uomini, e quanti altri agenti del partito democratico stessero facendo la stessa cosa? Si stima che in California ci siano 151.000 senzatetto – il che significa che il Montenegro e Arevalo avrebbero coperto oltre il 5% della popolazione senza fissa dimora dello Stato.

A febbraio, nove persone erano state accusate di aver pagato i senzatetto per utilizzarne i voti.

Il gruppo è stato accusato di aver offerto pochi dollari o  sigarette per ogni firma, secondo la NBC4.

FONTE: https://scenarieconomici.it/due-persone-accusate-in-california-di-aver-falsato-migliaia-di-voti-il-sistema-elettorale-usa-non-finziona/

 

 

 

POLITICA

CALABRIA SENZA GAUDIO: SE NE VA UN ALTRO COMMISSARIO, ARRIVERA’ IL SUPER POLITICO (ed inadatto) STRADA, PER FALLIRE MISERAMENTE

 posted by 

Ormai sul caso della Sanità calabrese il governo si è mosso in un modo così disastroso che ormai non  ci sono più parole per poterlo descrivere. Anche l’ultimo commissario scelto dal ministro Speranza , L’ex rettore Gaudio, ha rinunciato per “Consorte infuriata sopravvenuta”.In realtà il problema è semplice: l’incapacità di Speranza (ed un pochino anche del suo predecessore  Grillo per la verità, dato che fu lei a nominare Cotticelli) ha fatto si che l’attenzione generale si concentrasse su una carica puramente tecnica e la cui qualità principale dovrebbe essere la buona amministrazione. Un avvicendamento di routine è diventato un elemento di lotta politica e proprio la proposta di Gino Strada è un elemento di questa battaglia. Però anche Strada è destinato a fallire clamorosamente, perchè parte da una situazione devastata amministrativamente  e verrà messo sotto i riflettori dell’attenzione pubblica. Aggiungiamo Strada ed i suoi accoliti non hanno nessun idea di quali siano i problemi della sanità calabrese ed avrete un mix esplosivo. Un tocco di questa ignoranza della situazione lo si è avuto ieri a Otto e Mezzo quando il super sponsor di Strada, Travaglio, è stato raso al suolo a Otto e Mezzo dal procuratore Gratteri. quando Travaglio ha proclamato che “Strada porterà quattro spedali da campo in Calabria” Gratteri lo ha subito fermato affermando , giustamente, che è inutile perchè ci sono già 18 ospedali appena chiusi che, con minimi aggiustamenti, potrebbero tornare  operativi domani. Travaglio ha provato a ribattere che al Nord lo hanno fatto, al che Gratteri ha fatto notare che non c’erano ospedali da riaprire. Quindi già l’ignoranza della situazione sarebbe devastante, ma c’è anche un altro problema: potrebbe il commissario alla Sanità dare un appalto, praticamente senza gara, ad una associazione che presiede e pensare di non andare nelle Grane?.Cosa succederà ? La sinistra estrema, o potremmo dire l sinistra improvvida, continuerà a spingere per Strada che però appare ben poco entusiasta di immergersi nel caos calabrese.: meglio fornire ben pagati ospedali da campo (inutili) e Covid-Hotel, nuova forma di turismo. Speranza troveràò una qualche mezza figura che si schianterà sulla sanità calabrese. Invece sarebe necessario restituire la responsabilità ai calabresi e lavorare per lunghi anni nella ricostruzione di un sistema di gestione e controlli efficiente. Lavoro lungo e poco premiante, ma essenziale per gestire qualsiasi sistema complesso. Strada farà i soldi, i calabresi resteranno in mutande…FONTE: https://scenarieconomici.it/calabria-senza-gaudio-se-ne-va-un-altro-commissario-arrivera-il-super-politico-ed-inadatto-strada-per-fallire-miseramente/

 

Il Caimano ti dà una mano

(un capolavoro)

di Ugo Magri

Casomai provasse a fare il furbo, niente più scudo contro Vivendi e Silvio sarebbe rovinato. Ma non ce ne sarà bisogno. Lo volevano morto, ma adesso lo preferiscono vivo.

Casomai provasse a fare il furbo, niente più scudo contro Vivendi e Silvio sarebbe rovinato. Ma non ci sarà nemmeno bisogno delle minacce, perché Berlusconi è impaziente di farsi apprezzare. Da Zingaretti, da Conte, perfino dagli odiati grillini. Convinto che da cosa possa nascere cosa, s’è messo in testa di diventare tra un anno e mezzo il prossimo presidente della Repubblica.
Prevede di diventare l’ago della bilancia tra gli schieramenti grazie ai delegati regionali di Forza Italia, che saranno una quantità. Invece di riportarlo coi piedi per terra, c’è chi sciaguratamente lo spinge a tentare. Su consiglio del solito inarrivabile Gianni Letta, sta adottando un tono sempre più istituzionale, saggio e responsabile. Condanna Trump per i toni “impropri” come se lui non avesse mai fatto le corna. Da qualche tempo ha rinunciato a prendersela coi “comunisti”. Né va dicendo in giro, come faceva prima, che Di Maio è un buono a nulla, uno scappato di casa. A loro volta, Pd e Cinque stelle hanno smesso di dargli del corruttore, del pregiudicato, dello stragista, del mafioso. Lo volevano morto, ma adesso lo preferiscono vivo.

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/il-caimano-ti-da-una-mano/

 

 

 

SCIENZE TECNOLOGIE

Consiglio UE: tra sistemi di cifratura end-to-end e attività di prevenzione del crimine

È riemersa alcuni giorni fa l’annosa questione del bilanciamento tra tutela della riservatezza da una parte e attività d’indagine nella prevenzione del crimine dall’altra, quando il Consiglio UE ha pubblicato una bozza di risoluzione sui sistemi di cifratura forte (E2EE). La dichiarazione di intenti – il testo finale dovrebbe esser presentato il prossimo 19 novembre – ha preoccupato giornalisti investigativi, dissidenti e semplici paladini della privacy.

Sebbene il documento affermi che l’Unione Europea continui a sostenere i sistemi di crittografia forte, ancora di fiducia nell’era della digitalizzazione, riconosce che per gli Stati i sistemi di crittografia rappresentano dei limiti nelle attività di prevenzione e repressione del terrorismo, della criminalità organizzata e dei crimini online. È una richiesta che già alcuni mesi fa era stata formulata dai membri del FiveEyes – Stati Uniti d’America, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda – con l’aggiunta del Giappone e dell’India.

Nella bozza si legge che vere e proprie soluzioni tecniche ancora non sono state stabilite, e che dipenderanno molto dal dialogo che si instaurerà con le aziende di messaggistica, ma le ipotesi più gettonate sono una backdoor, o “terza chiave”, che le aziende dovrebbero produrre e mettere a disposizione delle autorità ogni qualvolta vi sia una richiesta ufficiale.

Questo scenario finora è stato scongiurato dai produttori di dispositivi e dalle app di messaggistica, come nel caso Apple vs FBI per la strage di San Bernardino; ma dalla bozza sembra che si prospetti una pressione legale degli Stati nei confronti dei Big Tech non appena verrà adottata una normativa univoca a livello comunitario che vada a far pendere l’ago della bilancia verso le attività di indagine, seppure il testo prevede l’adozione di  “soluzioni tecniche e operative ancorate in un quadro giuridico fondato sui principi di legalità, necessità e proporzionalità dovrebbero essere sviluppate in stretta collaborazione con i fornitori di servizi e le autorità competenti, anche se non dovrebbe esistere un’unica soluzione tecnica prescritta per fornire l’accesso ai dati criptati”.

Le preoccupazioni riguardano specialmente chi andrà a possedere la backdoor, a chi verrà consentito l’utilizzo e a quali condizioni.  Il campanello d’allarme riguarda l’eventuale utilizzo da parte di agenzie di intelligence che potrebbero operare in maniera poco chiara e coperta dal Segreto di Stato, come nel caso di Echelon utilizzato dall’UKUSA, PRISM utilizzato dall’NSA su larga scala e svelato da Snowden nel 2013 o, per restare prettamente in ambito europeo, il caso dei servizi segreti tedeschi, la cui Corte costituzionale federale ha riconosciuto, nel 2019, l l’intercettazione pluriennale di persone all’estero in maniera incostituzionale.

Qualcuno è arrivato a dire che “sarebbe come ordinare alle persone di smettere di scrivere lettere con una grafia troppo decorata in modo da poterle intercettare e leggere meglio”.

Non sono mancate opinioni contrastanti volte a sminuire l’esatta portata del progetto del Consiglio dell’UE, ritenendolo più un manifesto politico che un progetto di legge, la cui competenza è del Parlamento e della Commissione, sostenendo che la risoluzione inviti a discutere su come garantire che i poteri delle autorità competenti in materia di sicurezza e di giustizia penale possano essere mantenuti, nel rispetto delle procedure legali, sottolineando come “Il principio della sicurezza attraverso la cifratura e della sicurezza nonostante la cifratura deve essere sostenuto nella sua interezza”.

In effetti la Commissione Europea è più cauta sul tema, sostenendo che gli Stati vogliano sì delle soluzioni per accedere in maniera legale alle prove digitali, ma senza andare a indebolire i sistemi di cifratura, nel pieno rispetto della privacy e della normativa in generale.
Non resta che attendere la diffusione del testo definitivo.

FONTE: https://www.infosec.news/2020/11/17/news/videosorveglianza-intercettazione/consiglio-ue-tra-sistemi-di-cifratura-end-to-end-e-attivita-di-prevenzione-del-crimine/

Telefonate indesiderate, Vodafone sanzionata dal Garante privacy per 12 milioni 250 mila euro

Da dicembre 2018 a giugno 2019, l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha aperto ben 438 fascicoli nei confronti di Vodafone, per telemarketing aggressivo.

Numerosissime sono state le segnalazioni di utenti che non ne potevano più di ricevere continue telefonate effettuate da Vodafone per promuovere servizi di telefonia e internet.

Il Garante ha, così, avviato un’importante istruttoria che ha portato all’irrogazione della sanzione milionaria.

Dall’istruttoria, è emerso che, in molti casi, Vodafone non teneva conto della revoca del consenso da parte degli utenti a ricevere messaggi promozionali o dell’iscrizione delle utenze telefoniche fisse nel Registro pubblico delle opposizioni e continuava a bersagliarli di sms e telefonate.

In altri casi, gli utenti, dopo aver semplicemente segnalato un malfunzionamento della rete alla compagnia, venivano contattati da sedicenti tecnici che richiedevano loro l’invio di un documento di identità tramite whatsapp, per programmare un intervento presso l’abitazione. Dopo poco, tuttavia, interveniva la telefonata di un call center, apparentemente riconducibile ad altra compagnia telefonica, che, chiedendo se il guasto fosse stato risolto, proponeva la migrazione dell’utenza ad altro gestore.

Dal canto suo, Vodafone ha dichiarato di aver provveduto a sporgere denunce presso diverse Procure, e ad effettuare verifiche sulle credenziali di accesso ai database aziendali utilizzati per fornire assistenza tecnica ai clienti.

La difesa della società, tuttavia, non è stata sufficiente ad evitare la contestazione da parte dell’Autorità di diverse violazioni alle norme contenute nel GDPR ed ad applicare così la sanzione di 12 milioni 250 mila euro.

Il Garante ha evidenziato che “in linea generale deve premettersi che le condotte sopra illustrate in materia di telemarketing rappresentano la riprova e la conferma dell’allarmante contesto in cui deve inquadrarsi il fenomeno dei contatti illeciti e delle chiamate indesiderate con finalità promozionali. Tale fenomeno è oggetto, da oltre quindici anni, di allarme sociale da parte dei cittadini e di attenzione da parte del legislatore e del Garante […] I numerosi provvedimenti adottati in materia, adottati prima dell’entrata in vigore del Regolamento, sono stati tutti pubblicati e ripresi con attenzione dai media, senza che ciò abbia comportato un sensibile miglioramento del fenomeno, tanto da indurre l’Autorità, nell’aprile 2019, ad inviare una informativa generale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma volta ad evidenziare le ricadute penali delle attività di telemarketing poste in essere in violazione delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali.”

FONTE: https://www.infosec.news/2020/11/18/news/cittadini-e-utenti/telefonate-indesiderate-vodafone-sanzionata-dal-garante-privacy-per-12-milioni-250-mila-euro/

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