RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 18 NOVEMBRE 2021

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RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI

18 NOVEMBRE 2021

A cura di Manlio Lo Presti

Esergo

Voi ignari!

MARTIN HEIDEGGER, Riflessioni XI– XV. Quaderni neri 1939-1941, Bompiani, 2016, pag. 297

 

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SOMMARIO

BENVENUTI NELLE TABELLE A PUNTI E NELL’INFERNO DEL CUBO!
LE DISCRIMINAZIONI DEL POLITICAMENTE CORRETTO
«LA DITTATURA DEL PROGRETARIATO»
IL DECALOGO POLITICAMENTE CORRETTO: UN NEO-PROGRESSISMO MORALISTA
PARLA TAORMINA: L’AUTOCRATE DRAGHI E IL POLITICO RENZI (VIDEO)
LA “PANDAEMMIA” E LA FABBRICA DEGLI INSULTI DI SINISTRA
La Svezia è pronta a inviare militari in Ucraina
“LE COSTITUZIONI”: LA REPUBBLICA CECA (VIDEO)
Il vero scopo di tutto ciò
L’eccesso di mortalità è la prova che vogliono il depopolamento
Tutto quadra quando ci si rende conto che vogliono ucciderci
La psicologia dell’ipnosi di massa e il totalitarismo
Rudimenti di guerra mediatica: il segreto (di Pulcinella)
L’INGIUSTIZIA SOCIALE DEL REDDITO DI CITTADINANZA
PERCHÉ LA PERDITA DI VALORE DEGLI IMMOBILI FA PERDERE L’ITALIA (VIDEO)
Europa in saldo: i titoli europei mai così scontati. Perchè?
Il diritto comunitario è solo indicativo non impositivo!
Migranti e “morsa di Putin”
BIOPOLITICA. L’ORGANIZZAZIONE DEL DISORDINE
Prof. Carlo RUBBIA sull’inesistente ‘Global Warming’
La bufala dei cambiamenti climatici spiegata dal Nobel Carlo Rubbia
METAVERSO, DA FACEBOOK IL GUANTO PER “TOCCARE” GLI OGGETTI
“FDA chiede al giudice federale di segretare fino 2076 i dati sul VACClNO Pfizer.

 

 

EDITORIALE

BENVENUTI NELLE TABELLE A PUNTI E NELL’INFERNO DEL CUBO!

Manlio Lo Presti – 19 novembre 2021

L’articolo del “Corriere della sera” di oggi segna l’inizio di una strategia manipolatoria per il progressivo scivolamento verso il totalitarismo sanitario costruito su regole volutamente complicate e numerose in modo che sia facile cadere in una punizione per infrazione.  L’impianto di controllo non è più realizzato con forze militari distribuite nelle strade. Il controllo ha cambiato struttura. Esso si fonda sui COMPORTAMENTI adottati dalla attuale gleba elettronica precarizzata in stato di emergenza permanente.

Per ora, tali comportamenti sono “suggeriti” ed “esortati” grazie ad un impianto normativo che presenta ancora delle tutele a sostegno della volontarietà del cittadino che sta diventando sempre più un SOGGETTO, come spesso viene definito nella redazione di relazioni e rapporti dai componenti delle forze dell’ordine. Il cittadino è un SOGGETTO! La semantica non scherza. La scelta delle parole è un segnale che ci mostra come i vertici vedono la popolazione: un insieme indistinto da sfruttare fino allo stremo (CIBO) per poi essere gettato via come spazzatura quando diventa un costo (malati, handicappati, anziani, pensionati, disoccupati). Molto significativo la ignobile metafora utilizzata dall’attuale presidente del consiglio mandato dai poteri comunitari e USA quando propose il cosiddetto HELICOPTER MONEY cioè banconote gettate dagli elicotteri fra le strade di città sempre più ghetto immaginando la gente stracciona e inferocita sottostante che si sbrana per raccattare un biglietto in più.

Il passaggio all’obbligatorietà di qualsiasi cosa sarà realizzato con la imposizione per legge della misurazione dei COMPORTAMENTI A PUNTI. La tecnica è nota: per ora, lanciano il messaggio per vedere le reazioni, poi sarà ripetuto all’infinito da diversi canali di comunicazione attraverso una serie interminabile di finti dibattiti e di fasulle ricerche commissionate a misteriose società di statistica di cui non sappiamo nulla né, tantomeno, se ne può controllare direttamente il loro livello di affidabilità nella elaborazione dei dati forniti. Dopo una sequenza infernale di atti propagandistici tutta l’impalcatura diventa VERITA’ & NORMALITA’.

State pur certi che – dietro le quinte – i pagatissimi tecnologi della sovversione e della eversione sociosanitaria-psichiatrica hanno da tempo predisposto tabelle con la determinazione dei punti associati a ciascun “comportamento errato”.  La Cina è da tempo un’ottima caposcuola, ma anche le strutture di Tavistock e di Guantanamo non scherzano.

Punti, da detrarre per ciascun comportamento difforme, saranno tolti dal totale di una dotazione iniziale uguale per ogni SOGGETTO (e non CITTADINO). Toccata una soglia minima individuale di punti residuali, scattano sanzioni proporzionali all’entità della DEVIANZA DEL SOGGETTO. Alcune di queste saranno certamente l’assegnazione coatta a centri di rieducazione e di ricondizionamento prendendo a prestito i modelli gestionali ampiamente sperimentati dal pentagono a Guantanamo e in centri di ricerca allocati in luoghi inaccessibili nel deserto, e in Cina che fa da esempio!

Avremo quindi la misurazione ossessiva della vita quotidiana mediante una docimologia associata al sistema integrato totale blockchain (che alcuni ritengono, illusoriamente, che sia una struttura indipendente, occultando la vexata quaestio di CHI CONTROLLA IL CONTROLLORE), al controllo facciale, alla domotica, al protocollo 5G, ai microchip sottopelle, ecc. ecc. ecc.

Cari amici e vittime tech-gleba (*), benvenuti all’inferno previsto dal film CUBE!

 

(*) Felice espressione coniata dal giornalista Paolo Barnard

 

TEMI TRATTATI

totalitarismo sanitario, COMPORTAMENTI, SOGGETTO, CIBO, SPAZZATURA, docimologia,
HELICOPTER MONEY, COMPORTAMENTI A PUNTI, VERITA’ & NORMALITA’, DEVIANZA, TABELLE A PUNTI,
COMPORTAMENTO ERRATO, SANZIONI PROPORZIONALI ALLA DEVIANZA,  CHI CONTROLLA IL CONTROLLORE,
controllo facciale, DOMOTICA, 5G, microchip sottopelle, Cubo, tech-gleba, inferno

 

 

 

IN EVIDENZA

LE DISCRIMINAZIONI DEL POLITICAMENTE CORRETTO

Le discriminazioni del politicamente correttoNell’ultimo anno si è acuito il dibattito sui diritti delle persone Lbgtq+ a tal punto che, all’interno dello stesso, in tutto il mondo occidentale si stanno creando due fazioni contrapposte soprattutto per quanto riguarda le persone transgender.

Basti pensare al boicottaggio della celebrazione del ventennale dell’uscita di Harry Potter al cinema: boicottaggio nato non contro il libro poi diventato film, ma contro la sua autrice, J.K. Rowling, accusata di transfobia. Oppure al pandemonio in atto in tutto il mondo dello sport, soprattutto femminile.

La tutela dei diritti, l’inclusione, la non discriminazione sono fini nobili. Trovare la formula giuridica per rendere possibile la non discriminazione però è molto più difficile. E la spada di Damocle del politicamente corretto non aiuta ad affrontare questioni complesse come queste.

Se dico che biologicamente un uomo ed una donna sono diversi, non è per discriminare qualcuno, sto solo constatando un dato di fatto (sì, i cromosomi X e Y sono dati di fatto, non sono opinioni).

Se dico che un/una atleta transgender deve poter gareggiare ma vanno identificati dei parametri che non discriminino tutti gli altri, non è per sminuire le persone trans. Ma per difendere le loro ragioni non si possono discriminare le persone non binarie o le persone intersessuali (termine ombrello usato per descrivere quelle persone che hanno i caratteri sessuali primari e/o secondari che non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili) o le donne.

Perché, e questo è veramente parossistico, nella società dell’inclusione giusta, buona e politicamente corretta rimane una prediletta vittima sacrificale: la persona nata biologicamente donna.

Mercoledì 17 novembre è uscita la notizia (poco divulgata dal mainstream) che il Comitato Olimpico Internazionale ha aggiornato le proprie linee guida sulla partecipazione di atleti e atlete transgender alle competizioni sportive agonistiche, incluse le Olimpiadi. Le nuove indicazioni, che dovrebbero entrare in vigore dopo le Olimpiadi invernali del 2022, sono molto più inclusive delle precedenti diffuse nel 2015 e non prevedono più, tra l’altro, un limite massimo alla quantità di testosterone affinché le atlete donne possano partecipare alle competizioni femminili: limite che comportava spiacevoli esami a cui sottoporsi periodicamente o, nei casi più gravi, a cure ormonali per poter gareggiare ufficialmente. Prima del 2015 le linee guida erano ancora più stringenti e permettevano agli atleti e alle atlete transgender di gareggiare nella categoria del genere in cui si riconoscono soltanto dopo un’operazione chirurgica di modifica del sesso biologico.

Le nuove linee guida non sono vincolanti per le federazioni dei vari sport, ma hanno come obiettivo quello di “promuovere un ambiente sicuro e accogliente per tutti, in linea con i principi esposti nella Carta Olimpica” e si basano su otto principi fondamentali, fra cui inclusione, non discriminazione, equità e rigore scientifico.

Un’atleta che gioca per la nazionale femminile di calcio del Canada e che è transgender, Quinn (si fa chiamare con il cognome da quando ha indicato il suo primo nome come “deadname”), ha commentato: “Le nuove linee guida del CIO sono pionieristiche perché riflettono qualcosa che sappiamo da tempo: che gli atleti e le atlete come me partecipano alle competizioni sportive senza alcun vantaggio competitivo, e che la nostra umanità merita di essere rispettata”.

Ma non tutti condividono il suo entusiasmo. Per esempio Joanna Harper, studiosa e atleta transgender, spiega che “le donne transgender sono in media più alte, grosse e forti delle donne cisgender, e in molti sport queste caratteristiche rappresentano dei vantaggi”.

Al di là delle rispettabili opinioni personali, queste indicazioni lasciano dei vuoti giuridici difficili da superare e, soprattutto, rischiano di creare maggiori discriminazioni, invece di combatterle.

Basti ricordare il caso dell’atleta sudafricana Caster Semenya, impossibilitata a gareggiare tra le professioniste tra i 400 e i 1500 metri piani senza abbassare il proprio tasso di testosterone, in quanto soggetta ad iperandrogenismo (condizione che si verifica quando il corpo di una donna produce naturalmente alti livelli di ormoni maschili). L’atleta è stata costretta ad abbandonare la sua disciplina prediletta ed ora, per non abbandonare del tutto il mondo dello sport, può gareggiare solamente nelle competizioni del mezzofondo prolungato (5000 metri) perché si è sempre rifiutata di prendere farmaci per far diminuire i suoi naturali livelli di testosterone. E, sia chiaro, nonostante le nuove indicazioni del Cio non potrà comunque competere nella sua disciplina preferita.

E come comportarsi con le persone non binarie?

Secondo la Treccani, non binario è “detto di persona che rifiuta lo schema binario maschile-femminile nel genere sessuale e, a prescindere dal sesso attribuito alla nascita, non riconosce di appartenere al genere maschile né a quello femminile”. E viene specificato ulteriormente che “una persona con identità non binaria non si riconosce e non riconosce la costruzione binaria del genere, ovvero l’idea che esistano solo due generi, uomo e donna. In maniera più opportuna, sarebbe meglio riferirsi a una pluralità di identità non binarie e non a una sola”.

Ribadiamo provocatoriamente la domanda: per non discriminare persone non binarie le facciamo competere sia con gli uomini che con le donne a seconda di come si sentono quel giorno?

Se non fossimo immersi in una società che predilige la polarizzazione di ogni opinione personale, proprio per creare quel “tifo da stadio” volto ad identificare il nemico, avremmo da tempo avviato un confronto ed un dibattito scevro da pregiudizi con la consapevolezza che ogni differenza è davvero una ricchezza da valorizzare. Ma avendo anche bene a mente che ogni teoria deve trovare la giusta formula per essere messa in pratica.

FONTE: http://opinione.it/societa/2021/11/19/claudia-diaconale_cio-donne-transgender-sport-politicamente-corretto-norme-giuridiche-diritti-discriminazione/

«LA DITTATURA DEL PROGRETARIATO»

La differenza rispetto al marxismo è che dominatori e dominati non sono più identificati rispetto alla posizione economica ma dall’ identità etnica e di genere

Abbiamo l’abitudine di conversare amabilmente, al bar o in piazza, con un colto professore dal ferrigno passato di militante di estrema sinistra. Uniti dalla fede calcistica e divisi su tutto il resto, amiamo punzecchiarci discutere di massimi (e minimi) sistemi. Parlando con tristezza della morte sul lavoro – l’ennesima – di un operaio nella nostra città, abbiamo notato una certa indifferenza dissimulata dalla cortesia. Lì vicino, uno degli sfruttati del capitalismo assoluto – un ragazzo straniero – caricava il borsone di una piattaforma di consegna di cibo spazzatura in sella a una vecchia bicicletta: sguardo distratto del professore. Come provocazione, abbiamo allora commentato il recente “coming out” di un ex ministro sulla sua omosessualità, utilizzando volutamente il termine invertito. Repentino cambio di umore e di tono, dito indice alzato in segno di riprovazione: siamo stati investiti dalle rampogne per aver usato un linguaggio che “non rispetta l’orientamento sessuale”.

Il nostro amico ha completato una conversione comune a molti: è passato dalla dittatura del proletariato alla dittatura del “progretariato”. Inventiamo il neologismo per descrivere il transito di molti da comunisti a progressisti. Gran parte della sinistra, senza abbandonare l’albagia della superiorità morale e il sovrano disprezzo per le idee altrui, si è ridefinita in senso individualista, liberal libertario e perfino mercatista. Marx e Engels interpretavano la storia come lotta eterna tra padroni sfruttatori e servi sfruttati, a cui avrebbe posto fine la dittatura del proletariato finalmente liberato dalle sue catene. Archiviata la lotta di classe per manifesta inferiorità nei confronti dell’ex nemico vittorioso, il neo-marxismo culturale, da buon serpente ha cambiato pelle per l’influsso di varie correnti di pensiero post-moderno e ha capovolto i suoi fondamenti teorici, sostituendo la lotta di classe con la guerra tra identità nemiche, nuovi motori della storia. Sfruttatori e sfruttati, dominatori e dominati non sono più identificati rispetto alla posizione economica ma in base all’identità etnica, di genere e all’“orientamento sessuale”.

Politicamente corretto, le cinque varianti delle parole Luca Ricolfi

Solo pochi comunisti all’antica restano fedeli alle vecchie convinzioni: uno è Marco Rizzo, che considera i nuovi diritti civili individuali un’arma di distrazione delle masse a favore dei ceti dominanti. Ha ragione perfino quando ricorda che il problema non sono i diritti dei gay, ma la distanza incolmabile tra il gay povero e il gay ricco. Ciò che non cambia, nell’immaginario e nella concreta prassi progressista, è la volontà di ridurre al silenzio il dissenziente, rifiutando di ascoltarne le ragioni, screditate e demonizzate pregiudizialmente secondo un codice morale di nuovo conio, diffuso e imposto da loro stessi. Un’altra dittatura, quella del “progretariato”. Ne ha parlato con preoccupazione un intellettuale di sinistra che non ha portato il cervello all’ammasso e per questo sopporta attacchi velenosi, Luca Ricolfi. In uno splendido intervento su Repubblica – oggetto di dure rampogne da parte di “duri e puri” alla Gad Lerner – ha parlato di questa singolare mutazione.

I dissidenti della cancel culture fondano ad Austin una università «ferocemente libera»

Una delle caratteristiche è la discriminazione nei confronti dei non allineati: l’album di famiglia non lascia scampo. “Professori, scrittori, attori, dipendenti di aziende, comuni cittadini perdono il lavoro, o vengono sospesi, o vengono sanzionati, non perché abbiano commesso scorrettezze nell’esercizio della loro professione, ma perché in altri contesti, o in passato, hanno espresso idee non conformi al pensiero dell’élite dominante. Non solo: nella politica delle assunzioni, in particolare nelle facoltà umanistiche, vengono esclusi gli studiosi non allineati all’ortodossia politica dominante.” In Texas è nata l’Università di Austin, il cui obiettivo è sbarrare la strada a tali derive, ripristinando un insegnamento libero, alieno da ogni imposizione. Nel nuovo ateneo non sarà permessa la censura mascherata da argomenti deliranti del tipo mi offendi/mi opprimi/, sei maschilista/ sei razzista e simili. L’iniziativa si propone di generare conoscenza attraverso la libera espressione. Sembrerebbe un’ovvietà: non è quella la missione dell’istituzione universitaria?

Il fatto è che la dittatura del progretariato è figlia della cultura della cancellazione, il fenomeno che vuol farla finita con tutto ciò che sostiene la nostra civiltà e convivenza: libertà di espressione, di insegnamento e di parola, rispetto del passato e del pensiero critico. Perfino la presunzione di innocenza frutto del diritto romano è attaccata dal femminismo radicale per gli atti definiti “violenza di genere”; la libertà individuale è ristretta da prescrizioni sempre più stringenti. Per Ricolfi sta avanzando dall’America una variante ideologica neoprogressista, la cultura delle mille identità contrapposte, “un complesso di teorie, filosofie, rivendicazioni, secondo cui quel che conta veramente non è che persona sei ma a quale minoranza oppressa appartieni. Da qui derivano le idee più strampalate, ad esempio che per tradurre un romanzo di una autrice nera tu debba essere nera (è successo).(P.I.) Che per parlare di donne tu debba essere donna; per parlare di omosessualità essere omosessuale; per parlare dell’Islam essere islamico; per palare dell’Africa essere africano. Se osi parlare di qualcosa senza essere la cosa stessa sei accusato di appropriazione culturale.”

La conseguenza è che non contano più “il talento, la preparazione, la competenza, le abilità, l’esperienza, ma che cosa hanno fatto i tuoi antenati. Se sono maschi bianchi eterosessuali devi lasciare il passo a chi ha antenati più in linea con l’ideologia dominante. Perché i discendenti delle minoranze doc hanno diritto a un risarcimento, e i discendenti dell’uomo bianco (anche se non hanno alcuna colpa) devono pagare per le colpe, vere o presunte, dei loro progenitori colonialisti, oppressori, schiavisti, in ogni caso privilegiati.” L’ideale dell’uguaglianza – bandiera secolare delle sinistre – è sostituita dall’idea folle che contino le differenze di razza, etnia, genere. La società, quindi, non deve più “promuovere la conoscenza e ricercare la verità, ma combattere le ingiustizie sociali, riequilibrando le diseguaglianze con azioni positive che privilegiano determinate minoranze e penalizzano maggioranza e minoranze non protette, prescindendo dai meriti e dalle capacità di ogni individuo.”

L’esito paradossale della dittatura del progretariato è l’instaurazione di una pseudo eguaglianza – da cui sono esclusi i diritti sociali – attraverso discriminazioni di segno contrario a quelle che afferma di combattere. Razzismo rovesciato: la più reazionaria e aggressiva fra le ideologie contemporanee. Come sempre, per combattere un male, occorre risalire alla sua radice. L’origine remota di questa cultura – che in America chiamano “risvegliata” –woke – sta nelle paure e nelle ossessioni successive alla Seconda guerra mondiale e alla guerra fredda. Le idee “forti” avevano generato conflitti terribili: meglio il disincanto, il politeismo dei valori alla Max Weber. I sistemi morali e le appartenenze comunitarie vennero espulse o ristrette nella sfera privata. Lo Stato si incaricava di proteggere i diritti individuali limitandosi ad accompagnare lo sviluppo economico ed evitare la collisione delle opposte credenze. Nasceva il mondo liquido, si diffondeva la convinzione che i valori essenziali dovessero restare fuori dalla sfera politica. Lo affermavano personalità diversissime tra loro, sociologici e giuristi come John Rawls, economisti ultraliberisti alla Milton Friedman, scrittori come Albert Camus. Lo strutturalismo francese e la filosofia postmoderna promuovevano l’idea di mondi deboli o liquidi.

Destra e sinistra di sistema raggiunsero un tacito accordo: agli uni la rivendicazione della libertà di mercato e della prosperità economica, agli altri il potere intellettuale e culturale, che alla fine condiziona l’intera società e la stessa economia, come sapeva bene Antonio Gramsci. Da decenni si diffondono le ideologie del mondo liquido, ossia cangiante, senza bussola e ancoraggio, e le nuove coppie oppositive, i binomi che definiscono come prima, ma al contrario, l’asse del bene e del male. L’ aporia, il nonsenso irrisolto del relativismo è che l’uomo resta un essere morale, nel contempo ansioso di assoluto e di potere. Dunque, il relativismo iniziale si volge inevitabilmente nel suo contrario per diventare paradigma obbligato, ideologia, senso comune.

In tempi di benessere – pur declinante – uomo/donna, bianchi/resto delle razze, eterosessuali/LGBTQI+, passato/presente, sono antagonismi più facili da far penetrare nell’immaginario delle masse rispetto alla polarità marxista padrone-operaio. Ebbe la vista lunga la Scuola di Francoforte,(P.I.) la prima a capire che i ceti subalterni hanno sentimenti “conservatori” in quanto orientati a consolidare la loro condizione socioeconomica. Per cambiare il mondo, bisognava puntare su altri gruppi sociali, i ceti urbani semicolti, gli insegnanti, i dirigenti cosmopoliti, gli esercenti professioni intellettuali, le minoranze sessuali, etniche, gli stranieri richiamati dal benessere. In fretta tornò in auge in salsa progressista il tic comune dei comunisti e dei totalitaristi: la mancanza di rispetto per le opinioni altrui. Il relativismo di chi si è liberato di ogni convinzione, fede, appartenenza comune, si trasforma in odio della verità, negazione programmatica.

Il “progretariato” finisce per prestare fede a autentici spropositi: non si nasce uomini o donne, lo si diventa; i sessi non sono due, ma decine; gli “orientamenti sessuali” sono mutevoli ed equivalenti; la maternità non è assegnata alla donna dalla natura – declassata a “biologia”– bensì dal dominio del patriarcato eterosessuale; non esiste il latte materno, ma il “latte umano”; la madre , “genitore uno”, è declassata a “genitore alla nascita”; il clima cambia esclusivamente per colpa dell’uomo (bianco occidentale); il maschio è strutturalmente violento contro la femmina e così via.

Teoria critica della razza. Cos’è l’arma repubblicana per riprendersi gli Usa

La più recente acquisizione del progressismo è la cosiddetta “teoria critica della razza” (CRT, critical race theory, nell’acronimo anglofono), un’altra creazione uscita dalla cornucopia delle università americane. La CRT negli ultimi dieci anni è diventata negli Usa la nuova ortodossia istituzionale. L’idea centrale è che il razzismo non è il prodotto di pregiudizi o convinzioni individuali, ma un concetto incorporato nei sistemi legali e nelle politiche. La razza non è una caratteristica naturale biologicamente fondata di gruppi di esseri umani fisicamente distinti, ma una categoria socialmente costruita (inventata culturalmente) che viene utilizzata per opprimere e sfruttare le persone di colore. I teorici critici della razza sostengono che la legge e le istituzioni legali negli Stati Uniti sono intrinsecamente razziste nella misura in cui funzionano per creare e mantenere disuguaglianze sociali, economiche e politiche tra bianchi e non bianchi, in particolare afroamericani.

In quest’ottica, chi scrive è un privilegiato oppressore nonostante non sia né ricco né potente, in quanto maschio bianco eterosessuale. La differenza rispetto al marxismo è che dominatori e dominati non sono più identificati rispetto alla posizione economica ma dall’ identità etnica e di genere. Alla base della piramide ci sono, a vari livelli di vittimismo, i “buoni”: afroamericani, donne, Lgbt e minoranze in generale, quasi tutta l’umanità divisa in segmenti identitari opposti, tranne uno, quello degli oppressori, i maschi bianchi eterosessuali, i cattivi. Le minoranze etniche e sessuali, le persone Lgbt e le donne femministe sono categorie orientate a sinistra. I cattivi stanno dall’altra parte. Fin troppo ovvio da che lato posizionarsi, nella lotta tra il Bene e il Male. Appiccicare etichette è assai conveniente: mette sotto accusa gli avversari perché malvagi e consente ai Buoni, l’arcobaleno progressista, risvegliato e “razzializzato”, di diventare vittime da risarcire indefinitamente e insieme neo-vendicatori, giustizieri senza tempo e senza limiti. Da oppressi e vittime presunte a veri oppressori: la dittatura del progretariato.

L’ultimissima scoperta è il concetto di razzializzazione, ovvero, “il processo attraverso cui un gruppo dominante attribuisce caratteristiche razziali, disumanizzanti e inferiorizzanti, a un gruppo dominato, attraverso forme di violenza diretta e/o istituzionale che producono una condizione di sfruttamento ed esclusione materiale e simbolica. La parola razzializzata/o ci consente di vedere come la razza, che non esiste biologicamente, serva a mantenere rapporti di potere.” (da razzismobruttastoria.net). Bingo! Le razze non esistono “biologicamente” – le differenze tra le varie etnie umane sono evidentemente accidenti del destino – ma tutto gira intorno alla razza, l’isola che non c’è. Il razzismo è una brutta storia, ma anche le menzogne.

Un altro settore della dittatura del progretariato riguarda il genere: per evitare di offendere – la nostra è l’era della suscettibilità organizzata – dovremmo chiedere a chiunque, prima di esprimerci, se preferisce che gli/le/l* rivolgiamo la parola al maschile, al femminile o al neutro (!!!). È di gran moda l’asterisco finale nella comunicazione scritta (car* collegh*): meraviglie del linguaggio inclusivo, Babele di neologismi e codici da utilizzare per non incorrere nei reati di sessismo, razzismo, discriminazione. Non si può più dire “donne con le mestruazioni”: meglio “persone con le mestruazioni”. Amleto, pallido principe danese, è interpretato da attori neri, nell’opera omonima Carmen non viene più uccisa da Don Josè: imperdonabile apologia del femminicidio.

Sarebbe tutto ridicolo se non fosse terribilmente serio, il meccanismo folle di chi ha deciso di cambiare le parole, i pensieri, gli uomini, naturalmente senza contraddittorio. Ogni eccezione rimossa, se non ci decidiamo a reagire.

Roberto Pecchioli

FONTE: https://www.inchiostronero.it/la-dittatura-del-progretariato/

 

 

ARTE MUSICA TEATRO CINEMA

 

ATTUALITÀ SOCIETÀ COSTUME

IL DECALOGO POLITICAMENTE CORRETTO: UN NEO-PROGRESSISMO MORALISTA

Il decalogo politicamente corretto: un neo-progressismo moralistaIl “politicamente corretto” è cambiato. Da quello che era solo un galateo linguistico e una semantica dell’eufemismo ne è nata una super-ideologia, un neo-progressismo moralista anti-occidentale, un codice etico-politico intriso di prescrizioni e proibizioni, un pensiero unico dotato di una capacità sanzionatoria ai danni dei reprobi dissidenti e conservatori che non si allineano.

Cosa afferma in sintesi l’ideologia politicamente corretta? Andando alla sostanza e all’osso, si manifesta in concreto nelle seguenti asserzioni fondamentali, che costituiscono il decalogo del pensiero unico politicamente corretto:

1) “tutte le etiche e le culture (come tutte le verità) hanno un eguale valore e sono degne di un eguale rispetto” (relativismo culturale);

2) “questo rispetto implica che le società occidentali devono smettere di essere monoculturali e devono includere su un piano di parità le culture diverse che devono essere conservate e riconosciute compresi i loro costumi e le loro norme giuridiche anche quando fossero in conflitto con i costumi locali e le norme giuridiche derivate dai sistemi liberali occidentali”. Ciò implica la concessione di diritti speciali ed esenzioni da concedere alle comunità diverse e ai loro membri in quanto appartenenti a quelle comunità” (multiculturalismo e culto dell’altro);

3) “quel che è rilevante sul piano giuridico non sono tanto gli individui e i diritti individuali, come afferma il liberalismo, ma le comunità e i loro diritti collettivi, non l’eguaglianza e universalità dei diritti umani degli individui, ma le differenze delle comunità e in particolare di quelle delle minoranze discriminate e svantaggiate” (identity policy e utopia diversitaria);

4) “tutti gli esseri umani del mondo devono godere non solo dei diritti umani universali, come prevede il liberalismo, ma anche di tutti i diritti connessi alla cittadinanza, tra cui quello di entrare nel territorio occidentale violando i divieti e i confini e di stabilirsi”. Ciò comporta il dovere assoluto degli Stati di accoglienza illimitata e incondizionata (teoria del globalismo e dell’abolizione dei confini e degli Stati nazionali);

5) “la discriminazione e il razzismo sono insiti, impliciti e mascherati negli ordinamenti liberali delle società occidentali che sono democrazie liberali solo “di facciata” e albergano nel loro seno una rete di discriminazioni e di razzismi impliciti” (Razzismo sistemico).

6) “il nazifascismo è una tendenza incarnata nella civiltà occidentale e costituisce il male radicale assoluto che è una tendenza latente in permanenza nelle società liberali occidentali”. Ne deriva che “il totalitarismo comunista è stato un male relativo in gran parte giustificato dalle sue buone intenzioni universaliste di giustizia sociale” (teoria del “fascismo eterno” e del “male assoluto nazi-fascista”);

7) “l’egemonia della cultura occidentale, non è effetto di un suo valore unico e tendenzialmente universale, ma del dominio eurocentrico e imperialista dell’uomo bianco, maschio e cristiano sugli altri gruppi umani e sulle altre culture”.

“I personaggi, le opere e gli eventi della storia, della cultura e delle arti occidentali, giudicati (anacronisticamente) con criteri etico-politici contemporanei, come il rispetto dei diritti umani, mostrano il sempiterno volto razzista, colonialista ed imperialista della civiltà occidentale” (cancel culture);

8) “maschio e femmina, i loro orientamenti sessuali e le identità di genere sono costruzioni socio-culturali occidentali e non dipendono da fattori biologici determinanti, per cui possono e devono essere oggetto di scelta individuale”.

“La bipartizione dell’umanità in maschio e femmina è perciò un artificio per discriminare le varie identità di genere e di orientamento sessuale delle minoranze Lgbtqi”. Ne deriva che la famiglia naturale è un artificio e che le coppie omosessuali hanno il “diritto” di formare una famiglia e di adottare i bambini (teoria del gender);

9) “tutti gli individui hanno diritto a vedersi riconosciuti tutti i loro desideri” (teoria dei diritti illimitati e della proliferazione illimitata dei diritti);

10) “il mondo è alla vigilia di una catastrofe climatica di cui sono responsabili le emissioni umane di anidride carbonica dovute alle attività umane e in particolare al modello industriale occidentale di sviluppo, che deve essere sostituito da un nuovo modello verde e sostenibile basato esclusivamente sulle fonti rinnovabili come il solare e l’eolico per salvare il pianeta e ricostituire l’Eden naturale primigenio” (Ecologismo catastrofista e utopismo verde).

Tutte queste asserzioni politicamente corrette portano a un’unica conclusiva macro-asserzione: “La civiltà occidentale è la fonte del Male radicale globale, perché infetta dai germi e dai geni del colonialismo, dell’imperialismo, del razzismo, del fascismo, dello schiavismo, del sessismo patriarcale, della distruzione del pianeta e delle discriminazioni verso ogni minoranza. Queste discriminazioni sarebbero mascherate dal liberalismo, e cioè da un formale (e non “sostanziale”) rispetto per i diritti umani e da una eguaglianza e una tolleranza solo formali e, quindi, solo “di facciata”. Su queste basi il movimento dei fautori del politicamente corretto conduce una lotta anti-occidentale su tutti i fronti collegati tra loro, che definisce per questo “intersezionale”, confermando che l’obbiettivo che unifica tutte le sue diverse istanze è la decostruzione della civiltà occidentale.

Emotivismo e moralismo

Si tratta evidentemente di asserzioni di carattere strettamente ideologico che manifestano soprattutto opzioni di valore molto discutibili (ne abbiamo discusso in altri articoli su L’Opinione) e a nostro avviso del tutto false, perché rappresentano una contestazione delle basi stesse del liberalismo e dello Stato liberale. Esse esprimono mere opzioni e preferenze emotive di carattere etico-politico e per questo non verificabili, e si sottraggono perciò, per la loro stessa natura, a una valutazione oggettiva di vero/falso. Esse sono letteralmente delle post-verità, in quanto hanno l’apparenza di “verità” plausibili e desiderabili solo perché sembrano rispondere non a criteri euristici, ma a esigenze etiche edificanti e universaliste di promozione “sostanziale” dell’eguaglianza, della tolleranza e del rispetto e della solidarietà verso gli “altri” e i “diversi”. In questo senso, quelle asserzioni sono quelle che si chiamano “post-verità” emotiviste.

L’ “emotivismo” è infatti il fondamento etico del politicamente corretto e afferma: “Non è vero quel che è vero, ma quel che è politicamente corretto in quanto sembra promettere una società “più inclusiva” e costituisce, in questo senso, un “progresso” etico-politico. L’emotivismo afferma, in sostanza, che “poiché ogni asserzione ha un eguale valore (relativismo assoluto) vale meglio sostenere e promuovere verità apparenti che almeno promuovano un fine edificante come la solidarietà, la pace e l’eguaglianza universali”.

Il politicamente corretto conduce perciò a una moralizzazione emotivista del discorso pubblico in base ad un’etica delle intenzioni (di ascendenza religiosa) e dei principi, che prescinde dalla valutazione delle conseguenze, come esigerebbe l’etica laica della responsabilità. Secondo quel punto di vista religioso, l’intenzione etica buona (o meglio “buonista”) è tutto, le conseguenze e le verità fattuali sono nulla. Invece per una valutazione laica, in linea di principio e di massima, per un laico è vero il contrario.

FONTE: http://www.opinione.it/editoriali/2021/11/19/lucio-leante_decalogo-politicamente-corretto-progressismo-moralista-occidente/

 

 

BELPAESE DA SALVARE

PARLA TAORMINA: L’AUTOCRATE DRAGHI E IL POLITICO RENZI (VIDEO)

Carlo Taormina (avvocato, giurista, docente universitario) è nuovamente ospite di “Buona parola a tutti”. E risponde sul tema dell’assenza dei corpi intermedi (partiti e sindacati) dai tavoli decisionali del Governo. Assenza o poca considerazione? Il professor Taormina spiega che Mario Draghi tratta da autocrate i sindacati perché c’è un Parlamento assente, quindi il Governo non accetta confronti. Un periodo delicato in cui la polizia si sente protetta anche negli abusi di potere. Il rischio è una frattura insanabile nei rapporti tra Stato e cittadino. Carlo Taormina anticipa che sabato 20 novembre presenterà il libro di Alessandro Maiorano, “Il bandito di Firenze”, presso l’Hotel Napoleon di Roma (alle 17 in piazza Vittorio Emanuele). Occasione per meglio descrivere il caso Renzi, che per Taormina è l’ultimo vero politico nell’accezione italiana del termine.

VIDEO QUI: https://youtu.be/7AiJqOfDGTY

FONTE: http://opinione.it/politica/2021/11/18/ruggiero-capone_buona-parola-a-tutti-intervista-avvocato-carlo-taormina-governo-draghi-autocrate-renzi/

 

 

LA “PANDAEMMIA” E LA FABRICA DEGLI INSULTI DI SINISTRA

Federica Francesconi 18 11 2021

“Fate le cavie e non rompete le pa**e” (Capua).
“A Natale non invitate a casa i no vax e non andiamo a casa loro” (Lopalco).
“Contro i No Vax ormai ci restano solo il lanciafiamme e il napalm” (De Luca).
In tanti mi avete chiesto com’è possibile che una pan*emia possa aver fatto uscire il peggio dall’essere umano. Non ne saremo dovuti uscire tutti migliori? Ma la domanda giusta da farsi è: come può una pan*enia strumentalizzata per scopi politici non far uscire lo schifo dall’essere umano? E si badi bene: quello schifo è preesistente alla pan*emia, c’è sempre stato. Semmai la pan*emia ha fatto da detonatore, da miccia che ha fatto esplodere l’oscurità che in tanti si portano dentro credendo per di più che sia luce. Prima prevaleva un certo pudore nel manifestare lo schifo che in tanti si tenevano dentro per paura della critica e del giudizio sociale. Nel momento in cui sono venuti a cadere i freni inibitori, le persone hanno iniziato a proiettare sull’altro, il No Vax, l’untore, il fanatico, l’odio viscerale per il mondo e per se stessi.
È da millenni che la gente sta male. Ogni tanto il potere costruisce eventi catastrofici ad hoc per permettere all’umanità di far defluire verso una nazione, un popolo, una categoria sociale specifici tutto l’odio accumulato da secoli di sfruttamento, di mercificazione, di soprusi e ingiustizie.
È un meccanismo di proiezione: spostando l’odio per chi ci ha ridotti a bestiame da macello verso una determinata categoria, la pellaccia di chi esercita il potere è salva. Il No Vax, così, diventa il cataro del XXI secolo.
FONTE: https://www.facebook.com/1165264657/posts/10223143516794024/

 

 

 

CONFLITTI GEOPOLITICI

La Svezia è pronta a inviare militari in Ucraina

I soldati svedesi potrebbero essere schierati in Ucraina come parte di una missione di addestramento dell’UE, ha affermato il ministro della Difesa svedese. Secondo dpa, la possibilità di schierare la missione è stata discussa dai capi dei dipartimenti della difesa dei paesi dell’UE.

Il ministro della Difesa svedese Peter Hultkvist è pronto a inviare truppe svedesi in Ucraina come parte di una missione di addestramento guidata dall’UE. Lo ha annunciato martedì 16 novembre, in onda sul servizio di notizie Ekot della radio svedese Sveriges Radio (SR).

“Vediamo questo come una parte molto importante della designazione degli obiettivi dell’UE per promuovere la sicurezza e la sovranità dell’Ucraina”, ha affermato il capo del dipartimento della difesa.

Come specificato da SR, una proposta per tale missione è arrivata dagli Stati baltici. Il motivo, secondo la radio, è stato l’aumento delle tensioni vicino al confine con l’Ucraina , accanto al quale, secondo la rivista Politico, è stata aumentata la concentrazione di unità dell’esercito russo.

Ministro della Difesa svedese: l’Ucraina è un po’ passata in secondo piano

fIl ministro della Diesa svedese non è entrato nei dettagli di come sarà la missione di addestramento e di quanto Stoccolma contribuirà ad essa. “Naturalmente, dobbiamo essere aperti per” fare la nostra parte, “se portiamo avanti questo problema e crediamo di doverlo sostenere”, ha detto Hultqvist.

“Al momento, tutta l’attenzione è concentrata sulla Polonia” e su ciò che sta accadendo al confine con la Bielorussia , e “questo potrebbe significare che l’Ucraina è un po’ passata in secondo piano”, ha affermato il ministro. Allo stesso tempo, è necessario dimostrare “solidarietà molto chiara” con Kiev in qualsiasi momento, ha aggiunto.

Agenzia: la missione è stata discussa alla riunione dei ministri della difesa dell’UE

Intanto, come riporta l’agenzia dpa, in una riunione dei ministri della difesa dei Paesi Ue si è discusso di una possibile missione Ue in Ucraina.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg a Bruxelles, dopo un incontro con il ministro degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba il 15 novembre, ha affermato che l’alleanza vede una “grande e insolita” concentrazione di truppe russe vicino ai confini dell’Ucraina.

Dichiarazione congiunta di Parigi e Berlino

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas e il suo omologo francese Jean-Yves Le Drian hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si sono dichiarati preoccupati per l’attività militare russa vicino ai confini dell’Ucraina.

“Alla luce delle recenti preoccupazioni sul movimento delle truppe russe e degli oggetti materiali vicino all’Ucraina, chiediamo alla Russia di mostrare moderazione e fornire informazioni trasparenti sulla sua attività militare”, ha sottolineato la dichiarazione. “Qualsiasi nuovo tentativo di minare l’integrità territoriale dell’Ucraina avrà gravi conseguenze».

Ue “pronta a esplorare ulteriori passi”

Il 12 novembre, l’Unione europea ha espresso preoccupazione per i rapporti sui movimenti delle truppe russe nelle regioni confinanti con l’Ucraina. “Continuiamo a monitorare la situazione e le informazioni che abbiamo raccolto finora sono allarmanti”, ha affermato il portavoce per la politica estera dell’UE Peter Stano, aggiungendo che l’Unione europea è “pronta a esplorare ulteriori passi” con partner tra cui Stati Uniti e Regno Unito.

Messaggi sui movimenti delle truppe russe

Informazioni sull’attività dell’esercito russo vicino al confine con l’Ucraina sono apparse il 30 ottobre sul quotidiano americano The Washington Post. La pubblicazione ha affermato che recentemente sono stati pubblicati video sui social network che mostrano il movimento di attrezzature militari russe nelle aree di confine.

Successivamente, il 1° novembre, la rivista Politico ha pubblicato immagini satellitari dell’area vicino al villaggio di Yelnya nella regione di Smolensk, confermando forse le informazioni sulla concentrazione di unità dell’esercito russo lì. La regione di Smolensk confina con la Bielorussia, ma non confina con l’Ucraina.

Il Cremlino, commentando queste pubblicazioni, ha affermato che il movimento di equipaggiamento militare russo attraverso il territorio della Russia è un affare esclusivamente interno della Federazione Russa.

I leader della difesa del Regno Unito e della Polonia visitano l’esercitazione a fuoco vivo della NATO

Gruppo tattico di presenza avanzato Polonia

Il ministro della difesa nazionale polacco Mariusz Błaszczak e il segretario di Stato per la difesa del Regno Unito Ben Wallace hanno visitato l’area di addestramento di Bemowo Piskie, in Polonia, per assistere a un’esercitazione a fuoco vivo della NATO, TUMAK-21, 18 novembre 2021. TUMAK-21 incorpora il polacco La 16a Divisione meccanizzata della Forza di terra e i contingenti polacchi degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Romania si addestrano insieme per migliorare le capacità multinazionali e l’interoperabilità all’interno dell’alleanza NATO. (Video dell’esercito americano di Pfc. Jacob Bradford)

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/la-svezia-e-pronta-a-inviare-militari-in-ucraina/

 

 

 

CULTURA

“LE COSTITUZIONI”: LA REPUBBLICA CECA (VIDEO)

Nella nuova puntata de “Le Costituzioni” parliamo della Repubblica Ceca. L’articolo 1 della Costituzione cita: “La Repubblica Ceca è uno Stato di diritto sovrano, unitario e democratico fondato sul rispetto dei diritti e delle libertà dell’uomo e del cittadino”.

FONTE: http://opinione.it/cultura/2021/11/19/manlio-lo-presti_le-costituzioni-articolo-uno-repubblica-ceca-stato-di-diritto-sovrano-democratico/

 

 

 

CYBERWAR SPIONAGGIO INFORMAZIONE DISINFORMAZIONE

Il vero scopo di tutto ciò

A suo tempo avevamo già postato questa affermazione di Austin Fitts. Ma poiché si dimentica, e io stesso avevo dimenticato, la pubblico di nuovo:

«I passaporti VACClNALl non riguarderanno la salute. Faranno parte di una griglia di controllo delle transazioni finanziarie che metterà definitivamente fine alla libertà in Occidente».

 

Catherine Austin Fitts, banchiera e ministro dell’edilizia di Bush.

Governati da algoritmi
Fallibili e mentitori

algoritmo-omsalgoritmo-miurChiediamo che siano sventate le loro macchinazioni!

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/il-vero-scopo-di-tutto-cio/

 

 

La psicologia dell’ipnosi di massa e il totalitarismo

 

Quella che segue è una presentazione perspicace e in gran parte accurata di come la psicologia della folla sostituisca il pensiero indipendente, obiettivo e critico. Abbassa l’ansia e dà un senso di connessione con gli altri a scapito della razionalità, del buon senso e dell’obiettività individuale. Quello che stiamo vedendo oggi è una forma di ipnosi di massa, una metodologia psicologica per aiutare a ridurre l’ansia fomentata dai media e dai tiranni del governo in primo luogo. È la versione del 21° secolo dell’isteria di massa. Se sta funzionando così bene con la Covid-19, quanto bene potrebbe funzionare con le campagne di indottrinamento e sottomissione ancora più devastanti che seguiranno?

Qui sotto c’è un riassunto del Prof. Mattias Desmet, il principale esperto psicologico di tirannia e totalitarismo e di come si forma l’ipnosi della folla.

“I genitori che stanno vaccinando i loro figli così avidamente stanno entrando nella coscienza della folla chiamata “formazione della massa”. Questo cambiamento sociale si verifica quando c’è, o c’è stato, un periodo di ansia fluttuante, ed è un passo sulla strada verso uno stato totalitario.

Il totalitarismo inizia sempre con la formazione di una massa all’interno della popolazione, non è la stessa cosa della dittatura: in una dittatura la gente obbedisce per la paura di base del dittatore al vertice. Il totalitarismo è l’opposto…, la gente è ipnotizzata nell’obbedienza “per il bene del collettivo”.

Vediamo questa massa in formazione trovare insieme una nuova solidarietà come un collettivo – porta loro una soluzione alla propria ansia – la narrazione e l’ideologia intorno alla pandemia e ai vaccini sono diventati “l’oggetto di ansia”, dove l’ansia liberamente fluttuante ha trovato un bersaglio – un oggetto.
Tutto quello che sanno è che la loro ansia è sparita e ora hanno una risposta alla loro ansia e hanno un nuovo significato e un nuovo senso di solidarietà – quando questo accade, sono cambiati.

Non sono più razionali e non pensano più in modo critico come una volta. Questo è il motivo per cui tutti noi conosciamo amici, una volta molto intelligenti e compassionevoli, che ora sono ottusi e non vogliono ascoltare nessuna voce diversa – sono intolleranti e persino meschini o crudeli.
Nell’ipnotismo l’attenzione si restringe sempre di più, finché il soggetto non riesce a vedere al di fuori della sua visione molto ristretta di ciò che è reale.
Perché si verifichi la formazione della massa sono necessarie 4 condizioni contemporaneamente.

Questo è successo ora. L’ansia e l’isolamento solitario che molti provavano prima della pandemia, e poi durante la pandemia, hanno trovato il loro perfetto “oggetto d’ansia” e sono solidamente bloccati nella narrazione della pandemia e dei vaccini…, non possono essere tolleranti o permettere il dissenso, o voci diverse, e non vogliono nemmeno sentire alcun dubbio. Se si svegliano, la loro “terribile ansia” ritornerà e i leader che hanno creato le condizioni per la formazione della massa non possono permettere alla massa di svegliarsi, perché quando la massa si sveglia e vede il vero danno e la perdita, sarà arrabbiata con coloro che hanno fatto il danno e probabilmente ucciderà quei leader – nella storia gli organizzatori della formazione di una massa sono sempre stati uccisi da coloro che, una volta ipnotizzati, si svegliano poi e vedono di nuovo il mondo reale.”

– attualmente, questa è una crisi sociale
– e noi abbiamo un ruolo da svolgere.

Il Professor Desmet spiega…

“il 30% delle persone è profondamente ipnotizzato

il 40% non lo è, ma segue la folla – se questo 40% smette di sentire le voci dissenzienti della ragione si unirà agli ipnotizzati per seguirle
Noi siamo l’ultima frazione:

il 30% che non può essere ipnotizzato; dobbiamo continuare a parlare.

Nel totalitarismo, quando le ultime voci di dissenso si arrendono e tacciono, la massa comincia a commettere atrocità; per il bene della solidarietà e della collettività.

Il 30% non ipnotizzato è una banda mista di gruppi diversi e di varia religione e politica. Se non troviamo un terreno comune per unirci, perdiamo, e senza le voci coraggiose e continue del dissenso, quel 40% cade…”

Il Professor Desmet dice che l’ipnotismo e la formazione della massa che ora vede è una condizione che porta chiaramente al totalitarismo.

“In uno stato totalitario, persone che una volta erano normali, commettono atrocità pensando di essere nel giusto.

Se uniamo il 30% che non si è fatto ipnotizzare e stiamo insieme, parlando ogni giorno a tutti quelli che incontriamo contro la formazione della massa, contro la narrazione, la massa si sgretola e la crisi è finita.

Non è necessario dire molto, solo piccole cose come:
“niente di tutto questo ha senso”
“i dati dicono qualcosa di diverso”
ditelo al cassiere del negozio
ditelo alla stazione di servizio
ditelo all’artigiano
fate di tutto per dirlo.

Questa è l’arte della resistenza; spargere semi di dubbio, parole di dissenso.”

Link: https://drhurd.com/2021/11/11/the-psychology-of-group-hypnosis-and-american-totalitarianism/

Traduzione di Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

FONTE: https://comedonchisciotte.org/la-psicologia-dellipnosi-di-massa-e-il-totalitarismo/

 

 

 

Rudimenti di guerra mediatica: il segreto (di Pulcinella)

 Topic starter    

No, non centrano le TV, la terminologia “guerra mediatica” la estendo a tutti i media e in particolare a come viene gestita l’opinione pubblica, sia dai media tradizionali che nei social e in internet.

Ciò che vanno combattuti sono gli “opinion maker“, veri fautori della non-informazione che non è disinformazione e non è nemmeno informazione: è l’arte di lasciare l’interlocutore ignorante e incapace di valutare, cioè portare avanti una serie di azioni (verbali) che hanno lo scopo di deprivare l’interlocutore anche del falso, perché il falso contiene comunque una briciola di verità che è pericolosa.

Come si ottiene la non-informazione, come si può negare ciò che si trasmette mentre lo si trasmette o in altre parole come si ottiene una “NO-NEWS“?

Semplice, si sostituisce alla stessa il “nero di seppia” o “rumore bianco” o “disturbo” anche descrivibile soggettivamente come un generico “stato confusionale“. Per esempio si riempie ogni canale di “roba” a caso (virtuale) al fine di dire tutto e il contrario di tutto (ad es. con la guerra delle opinioni). Così, come in una stanza dove tutti parlano contemporaneamente, se voglio dire la mia almeno a chi mi sta vicino devo alzare la voce, cioè rendere il segnale più marcato, evidente, anche se alla fine è chi ha la voce più grossa a prevalere, cioè chi ha i mezzi e la forza per imporsi, per esempio facendo tacere tutti gli altri, banalmente perché è l’unica “presenza” certa, sicura, che si riesce ad ascoltare bene e non necessariamente perché quello che dice ha un senso o perché la sua azione sia “un bene” in generale.

In una guerra il rumore di fondo è costante. Per esempio quello delle cannonate o degli aerei. L’unica cosa che possiamo desiderare in quel frangente e che questo CAOS finisca.

Ecco, questa è la prima arma in mano al Governo, il CAOS, e dobbiamo saperlo. Perché sta gente non sta governando un paese e non sta facendo politica e lo sa benissimo.

Siamo noi a non averlo ancora capito.

Per esempio non abbiamo ancora capito che questi Signori del CAOS dalla natura pavida, hanno tutto l’interesse a mantenere e alimentarle una situazione il più possibile confusa. Per questo non fanno mai niente di chiaro e definito, cioè aggredibile.

Il loro scudo principale è il CAOS, perché permette a un sacco di evidenze di non emergere come tali. Esattamente come dentro il nero di seppia poi non so se a muoversi è un predatore o una preda essenziale per la mia sopravvivenza, a meno che non disponga di mezzi diversi dagli occhi per orientarmi, come ad esempio un senso che “veda” campi elettromagnetici o il suono.

Bene, procediamo. Nel titolo parlavo di un “segreto“, uno strumento per controbattere la politica della seppia. Quale segreto?

Lo svelo subito a scanso di equivoci: il primo passo (più complesso) è “non essere mai contro“, il successivo è lasciare nel mio interlocutore la traccia del dubbio.

Contro chi (o cosa) e perché?

Quando mi confronto con un mio simile, uno magari che si oppone a una certa fazione, quello che ho davanti è una “fazioso” e a prescindere da quale è la sua “parte“, egli sarà di parte.

Con il linguaggio politicamente corretto potremmo dire che la sua è una “presa di posizione“, apparentemente dovuta a qualcosa di solido, eppure come ogni presa di posizione sottolinea che a reggere le sorti del confronto c’è una credenza, cioè una qualche certezza basata sul niente ed è quella che deve essere “minata” con il seme del dubbio.

Ogni certezza è infatti una debolezza per l’interlocutore e noi dobbiamo prima di tutto metterci in una posizione di forza per poter agire, quindi evitare a ogni costo di “essere contro” di lui. Dove magari le posizioni sono più discordanti possiamo sceglierne una neutrale, non dargli ragione ne torto, dove sono più vicine possiamo concordare aggiungendo la nota di dubbio.

La prima azione da parte nostra è per ciò “rimanere centrati“. Non schierarsi in modo deciso. Non esprimersi a favore o contro, ma rimanere moderati. Non tirare fuori il nostro “parere“, ma difendere ad ogni costo la nostra neutralità da ogni tentativo di “forzare” una nostra “esternazione” a favore o contro.

Non essere contro” significa per ciò non essere contro ne una fazione ne l’altra e per farlo bisogna al solito agire seguendo le regole emotive, perché a dettare legge in uno scambio di questo tipo (dove domina il CAOS) è la forza emotiva che sta spingendo, non il contenuto del dialogo!!! Spinge il credo che cerca di “tenere divise” le fazioni. Come allo stadio per il tifo.

Quindi bisogna agire in modo controintuitivo e indiretto o se preferite in modo “creativo“, per sciogliere l’oscurità che rende diviso ciò che è nato unito.

Ora, se la tecnica è la stessa che usa il CAOS, ed è la stessa perché il CAOS serve a creare il terreno di scontro (della guerra) delle emozioni, cosa ci differenzia dall’atto malvagio ed eticamente immorale?

Se infatti il governo emotivo non può che (razionalmente) seguire regole emotive, la guerra è una guerra verbale condotta per il governo emotivo della situazione, quindi avremo da una parte la fazione dei Malvagi che spingeranno per emotività distruttive da alimentare continuamente (come la rabbia o la paura) e dall’altro quanti invece dovranno lottare per difendere e rinforzare emotività positive innate, come il coraggio, l’abnegazione, la gioia e l’affetto reciproco.

Per chi lotta quindi per “il Bene“, contro Moloch, qualsiasi sia la vostra idea di Bene, è essenziale amare il prossimo, tutto, anche quello che ci è ostile. Perché questa è la differenza etica nell’applicazione della tecnica: “le energie” (emotive) a cui si sta attingendo quando si agisce. Quelle (a meno che non vogliamo fare i vampiri) sono soltanto “le nostre” e non si scappa!

Se quelle energie sono “odio“, “vendetta“, “condanna“, etc., noi non avremo modo di fare altro se non alimentare il CAOS a favore di Moloch e quindi a favore di quello che ci apparirà come il più forte che avrà ragione di noi. Consegneremo di fatto “le chiavi del nostro futuro” in mano a Moloch, come un bimbo che si consegna “spontaneamente” semplicemente perché quella fiducia gli è stata estorta con l’inganno.

Quindi (dicevamo) il primo passo è rimanere centrati, non dare ragione ne palesarsi contro e mantenere ovviamente la calma, ben sapendo che a prescindere da quello che farà il mio interlocutore, non sarò ne “contro” ne con la sua emotività ma contro il CAOS che alimenta la divisione e che in parte lo possiede.

Di fatto vesto i panni dell’esorcista e devo praticare una sorta di esorcismo.

Un esorcismo dal Male emotivo, dalla degenerazione, dalla distruzione dell’affetto che è innato nell’Uomo e ci lega a prescindere e che di fatto fisicamente sottende la Vita e l’elevazione. Senza è Morte e degradazione per soffocamento, cioè asfissia affettiva.

Moloch lo sa benissimo, punta a risucchiare la Vita dall’Uomo e in particolare dai bambini perché ingenui e quindi facili da ingannare. Un predatore agisce sempre cercando la preda più facile, è la sua natura, inutile condannarlo, sensato è invece comprenderlo per combatterlo.

Va bene @GioCo, guadagnata la forza d’animo per non esternare la mia “rabbia” contro chi mi aggredisce e mi insulta senza alcun fondato motivo solo perché pieno di merda (di suo) cosa dovrei fare dopo?

Primum non nocere“. Se vogliamo sanificare il prossimo dal virus del timore sparso da Moloch, per il banale motivo che ci conviene a prescindere, dobbiamo rinunciare a volergli del Male solo perché lui invece arde dal desiderio di sfogarsi con chi lo osteggia (nelle sue fantasie malate) a causa della merda di cui è stato riempito.

Per ciò gli daremo modo di tirarla fuori senza esserne sfiorati, tanto è roba sua. Per ciò bisogna stare in posizione tale da non essere toccati dalla merda, sapendo che “non è roba nostra“, ma di Moloch e gli va restituita. Semplicemente.

Guadagnata la posizione di media, diverremo per questo mediatori della “energia” del nostro interlocutore ed è allora che possiamo decidere cosa farne. Posso aggredire (e quindi svelarmi traditore della fiducia accordata) oppure posso limitarmi a “somministrare/alimentare la cura“. Il seme del dubbio.

Avremo modo per ciò di seminare/alimentare il dubbio (=facendo il meno possibile del danno) e per la bontà di ciò che sarà deposto/fertilizzato/innaffiato basterà attendere e avere fede che ci sono poi altre forze che agiranno, forze sommamente superiori che sottendono la Vita e non sono in mano nostra.

Non fare per ciò altro.

Perché ogni pianta cresce seguendo il suo proprio codice: se pianteremo un pero avremo un pero non un melo.

Quindi se pianteremo buoni propositi avremo buoni propositi, non altro.

Allora un seme del dubbio può essere ad oggi quanto riorienta verso il “nemico” comune e giurato dalla notte dei tempi l’attenzione: non più il mio fratello ma Moloch, colui che dietro la schiena delle persone bisbiglia il Male. Colui che si nasconde dietro le sue stesse bravate, chidedendo fiducia e confondendo la Mente (che per ciò mente). Quindi vanno cercate “leve” creative, che puntino a fare emergere le “altre pietre dello scandalo nascoste“. Quelle di cui si tace e che rimangono orfane di “spiegazioni“. Mettere il dito sulla piaga…

Ad esempio, perché ad oggi se ho un effetto avverso non mi viene riconosciuto? Perché non posso chiedere i danni ed essere tutelato in caso mi succede qualcosa? Perché dopo due anni non sappiamo bene quali sono i parametri per valutare chi va esentato?

Seguite la regola creativa, state centrati, tenete sempre bene a mente che stiamo lottando per difendere l’affetto Umano contro un ente terzo, molto fetido, non per mettere in ulteriore difficoltà il nostro prossimo, già provato (spiritualmente) dai demoni che lo attanagliano.

Oppure, tenetevi lontano dal confronto e cercate prima di tutto di far uscire da Voi ciò che vi riempie di merda.

State lontani dalla Disgrazia, cioè dalle trappole di Moloch. Rimanete in Grazia, cioè consapevoli e grati di avere resistito/combattuto/vinto le possessioni (emotive) per il bene comune, quello si di tutti, ma per davvero!

Qui metto un piccolo estratto di esperienza quotidiana per capire meglio “la teoria” sopra esposta. Oggi dal mio barbiere discutevo. La prima domanda che mi ha fatto era se mi ero “vaccinato”. Sono stato sincero, il siero non l’ho accettato ma ho evitato con cura di farmi trascinare in un diverbio sull’efficacia del prodotto e sulla bontà delle intenzioni delle case farmaceutiche che a lui premeva perché stava aspettando che dicessi che non c’era da fidarsi (=trappola emotiva) e la domanda successiva divenne “come facevo” a lavorare. Messo in chiaro che la mia posizione non era contro nessuno, difendevo le mie ragioni e basta, senza essere “arrabbiato” contro nessuno, tanto meno contro di lui, il dialogo è subito scivolato sulla “rabbia” che c’è in giro e sulla brutta piega che questo comporta. Mi ha raccontato di un suo cliente che la mattina era arrivato sbraitando contro quanti si erano “vaccinati”, perché aveva accettato il siero e il mio barbiere si chiedeva “se ti sei vaccinato allora perché te la prendi, poi vivi male” e ovviamente spargi Male (questo era sottointeso). Ecco, era dove volevo arrivare e ho ignorato volutamente l’incoerenza evidente (=trappola emotiva) tra una scelta e un evidentissimo (da lui stesso sottolineato all’inizio) obbligo surrettizio nell’accettare una cura che non è una cura e un termine che non la descrive, “vaccino”, palesemente finto. Perché è quello che vuole Moloch, potarci sempre allo scontro diretto (=emotivo). Se voglio del bene devo sapere come evitare la trappola che non è del mio barbiere ma di Moloch. Lui ne è solo l’artefice inconsapevole. Come un bimbo che è stato ingannato e crede sinceramente che l’inganno sia il metro corretto con cui rapportarsi “per il bene”. L’ultima trappola, la più insidiosa, è quella della volontà: vuoi o non vuoi il siero? Se lo vuoi, lo accetti, devi poi stare al @GioCo, non puoi accettarlo e poi fare finta che non lo volevi. Ma questa è una trappola e so già che in voi a leggere si scatena il putiferio (dentro). Questo è ciò a cui mira Moloch. Se ci riesce ha vinto e Voi avete perso. E’ chiaro che la maggioranza non ha fatto questo passo perché voleva, anche il mio barbiere “non voleva” ma (ha detto) per combattere questo virus ho dovuto. Ecco, non voleva ma ha dovuto. Gli ho lasciato il dubbio inesprimibile che forse c’era dell’altro che per me era evidente fosse fiducia cieca malriposta alimentata da una debolezza (emotiva). Allora ha iniziato a parlarmi concitato, mentre mi preparavo a uscire, di un suo amico del circolo sportivo che è di estrema destra e di come sostenesse che Mussolini aveva inventato la tredicesima, ma lui si era informato e non era vero. In questo caso la trappola emotiva dove era? Che lui è informato e poco importa se avevamo appena convenuto che a dominare è solo il CAOS delle informazioni. Ciò che importava era evitare l’ennesima trappola. Ecco, per ciò l’ho ascoltato con interesse e abbiamo concluso insieme che “nei regimi la propaganda agisce così”. Senza specificare altro. L’ho salutato e sono stato grato che rimanesse mio amico per quello che era possibile e a prescindere da tutto.

Bene, questa battaglia (minuscola e senza pretese) si è conclusa 1-0 per me contro Moloch.

FONTE: https://comedonchisciotte.org/forum/opinioni/rudimenti-di-guerra-mediatica-il-segreto-di-pulcinella/

 

 

 

DIRITTI UMANI

L’eccesso di mortalità è la prova che vogliono il depopolamento

Mike Whitney
unz.com

“Penso sia molto probabile che la prossima fase comporterà un numero di decessi tale da far impallidire le statistiche delle ‘morti da Covid-19’ viste fino ad oggi.” Dr. Mike Yeadon, ex vicepresidente di Pfizer

Domanda – Perché la mortalità in Scozia è più alta nel 2021 che nel 2020?

Risposta – Perché sta morendo più gente. E la ragione per cui sta morendo più gente è perché più gente è stata vaccinata. In altre parole, c’è un legame tra l’aumento della mortalità e il vaccino Covid-19.

Domanda – Non può provarlo.

Risposta – Ha ragione, non posso. Le prove sono tutte circostanziali. Ma sono comunque convincenti. Per esempio, l’aumento della mortalità non sta avvenendo solo in Scozia. Sta accadendo in molti Paesi che avevano lanciato campagne di vaccinazione di massa all’inizio dell’anno. Stanno tutti vedendo un significativo aumento della mortalità per tutte le cause. Perché? Cosa c’è di diverso nel 2021 rispetto agli anni precedenti?

Domanda – Capisco dove vuole arrivare, ma ancora non credo che lei abbia abbastanza prove per sostenere la sua tesi.

Risposta – Ok, allora me lo dica lei: perché nel 2021 sono morte più persone che nel 2020? E, tenga a mente, la mortalità per tutte le cause non è solo un po’ più alta; sta sfondando la media degli ultimi cinque anni. Guardi questo recente post di Alex Berenson su Substack:

“In Scozia è vaccinato l’87% degli adulti; i decessi settimanali sono ora il 30% sopra la norma

14 ottobre, questo è tratto dal rapporto quotiano sulla Covid-19 di Public Health Scotland:

I 315 decessi in eccesso registrati la scorsa settimana rappresentano un aumento del 30% rispetto alla media quinquennale pre-pandemica per lo stesso periodo dell’anno. Questa è la 20esima settimana consecutiva con un eccesso di mortalità sopra la media quinquennale e [quella con più decessi] dalla settimana che terminava il 10 gennaio 2021.”

Anche escludendo le morti da Covid, nell’ultima settimana, i decessi erano quasi il 20% sopra la norma e la tendenza è in aumento.” (“Scotland is 87% adult vaccinated; weekly deaths are now 30% above normal”, Alex Berenson Substack)

Domanda – Ma come si può costruire un caso sui dati di un solo Paese? È ridicolo.

Risposta – Non è solo la Scozia. La stessa regola vale per molti dei Paesi che avevano lanciato campagne di vaccinazione all’inizio dell’anno. Qui c’è di più da Berenson:

“Aggiungete la Germania – la nazione più popolosa d’Europa – ai Paesi che vedono una mortalità insolitamente alta per tutte le cause NON legata alla Covid.

A settembre, la Germania ha riportato quasi 78.000 morti, oltre il 10% in più rispetto alla cifra prevista, hanno detto i demografi del governo tedesco all’inizio di questa settimana.

Gli organi di stampa: “Dati di mortalità (in Germania) a settembre, 2021: 10% sopra la media degli anni precedenti”.  (“It’s not just the UK; all-cause deaths are also now running well above normal in Germany (80% adults fully vaccinated)”, Alex Berenson Substack)

E poi c’è questo dall’account Twitter di Data Analyst (guardate i grafici):

Analisi dei dati @Data_is_Louder
26 ottobre
Mistero COVID, Danimarca, Finlandia e Norvegia: [in questi Paesi] le morti in eccesso sono più numerose di quelle verificatesi durante i peggiori focolai di Covid. Queste misteriose morti in eccesso sono iniziate in concomitanza con il lancio della vaccinazione.

La Danimarca – “nel 2021, per 5 mesi di fila ha superato il record decennale dei decessi per tutte le cause…..i morti di Covid-19 sono quasi a zero nello stesso periodo.”

Lo stesso vale per Irlanda, Regno Unito e Israele. Date un’occhiata all’Inghilterra (età da 10 a 59 anni).

La cosa che più disturba in questo grafico è che mostra come i vaccini prendano di mira i giovani. “Mentre il tributo di morte della COVID era stato in gran parte limitato agli anziani… ora sono i giovani a dover subire il grosso delle lesioni da vaccino. Secondo VigiAccess, il database degli eventi avversi per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 41% degli oltre 2,4 milioni di lesioni da vaccino segnalate finora sono in persone con meno di 44 anni, e solo il 6% riguarda gli ultrasettantacinquenni.” (“The real pandemic has just begun, and it’s COVID shot-induced heart attacks in the young”, Lifesite News)

Questo è qualcosa che non leggerete nei media, e per una buona ragione. Perché scardinerebbe il loro nefasto obiettivo, che è quello di continuare a spingere il vaccino.

Ecco di più dall’analista quantitativo Joel Smalley:

Joel@RealJoelSmalley

Aggiornamento settimanale sulle morti segnalate dal CDC. “Nonostante” oltre l’80% [della popolazione] sia completamente vaccinata, dal 24 luglio, le morti degli over 65 in Florida sono il 14% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Nonostante” un 50% almeno di vaccinazione completa nei minori di 65 anni, i decessi sono aumentati del 46% e aumenteranno ancora, man mano che i rapporti verranno aggiornati.

Gli esempi sono ovunque su Internet. Non c’è bisogno di guardare molto lontano. Ovunque ci siano state vaccinazioni di massa, la mortalità è aumentata. E, lo ribadiamo, queste non sono morti da Covid. Si tratta principalmente di infarti, ictus, trombosi, malattie circolatorie e problemi neurologici; gli stessi disturbi indotti dai vaccini su cui ci avevano messo in guardia i medici e gli scienziati che ci avevano detto la verità fin dall’inizio. A quanto pare, avevano ragione.

In poche parole, i vaccini aumentano i decessi, non li riducono. Peggiorando la situazione, non la migliorano. Perpetuano la crisi, non pongono fine ad essa. Ed è per questo che la linea rossa nel grafico punta verso l’alto. È un’indicazione che il tasso di mortalità continuerà ad aumentare finché continueremo a fare quello che stiamo facendo ora, inoculando milioni di persone con un agente patogeno citotossico che provoca coaguli di sangue, infiammazione e autoimmunità. Ecco un altro grafico della Scozia con un breve commento da The Daily Skeptic:

“…. gli effetti di un’epidemia di Covid non si erano visti nell’estate 2020, bensì nell’estate 2021. Cosa c’è di diverso tra i due anni? La risposta più evidente è l’inizio della vaccinazione COVID-19. Non c’era stato nessun programma di vaccinazione COVID-19 nel 2020, ma, nel 2021, era iniziato il lancio sequenziale della campagna di vaccinazione, che aveva interessato gruppi di età sempre minore, un modello che vediamo ripetersi nella segnalazione delle morti in eccesso. …. Il sistema di segnalazione degli eventi avversi Yellow Card,…. nella popolazione del Regno Unito ha già registrato oltre 1.700 decessi associati ai vaccini COVID-19. C’è quindi la prova diretta che la vaccinazione COVID-19 è un fattore che ha contribuito al drammatico aumento dei decessi in Scozia nell’estate del 2021.”
(“Are Vaccines Driving Excess Deaths in Scotland, a Professor of Biology Asks”, The Daily Skeptic)

Avete notato come i media stiano cercando di coprire l’improvviso aumento della mortalità? Ecco un esempio da un articolo del Telegraph inglese:

“Mentre l’attenzione rimane saldamente fissa sulla Covid-19, una seconda crisi sanitaria sta silenziosamente emergendo in Gran Bretagna. Dall’inizio di luglio, ci sono state migliaia di morti in eccesso non causate dal coronavirus. Secondo gli esperti sanitari, questo è assai insolito per l’estate. Anche se un eccesso di mortalità può essere normale durante i mesi invernali, quando il freddo e le infezioni stagionali si combinano per mettere sotto pressione il servizio sanitario nazionale, l’estate segna generalmente una tregua.

Quest’anno rappresenta una preoccupante anomalia.

Secondo l’Office for National Statistics (ONS), dal 2 luglio, in Inghilterra e nel Galles si sono verificati 9.619 decessi extra , di cui il 48% (4.635) non dovuto alla Covid-19.

Quindi, se tutte queste morti in più non sono dovute al coronavirus, quali sono le cause?

I dati di Public Health England (PHE) mostrano che, durante quel periodo, ci sono state 2.103 registrazioni decessi in più per ischemia cardiaca, 1.552 per insufficienza cardiaca, così come un extra 760 morti per malattie cerebrovascolari, come ictus e aneurisma e 3.915 per altre malattie circolatorie”. (“Thousands more people than usual are dying … but it’s not from Covid“, Telegraph)

Quindi, secondo l’articolo, ci sono stati:

il 24% in più di morti per insufficienza cardiaca rispetto alla media,
il 19% in più di malattie cardiache ischemiche,
il 16% in più di malattie cerebrovascolari (ictus)
il 18% in più di altre patologie circolatorie.

Nel 2021, tutti questi disturbi cerebrovascolari, cardiaci e circolatori non sono caduti improvvisamente dal cielo. Sono disturbi provocati dai vaccini. Riuscite a capirlo?

E sono tutti legati alla proteina spike, il “meccanismo biologico d’azione” che “danneggia i vasi sanguigni, gli organi, provoca coaguli ematici e può uccidere un essere umano.” (Citazione: Dr Peter McCullough)

Vi siete chiesti perché quest’anno sono morte più persone a causa della Covid che in tutto il 2020? Secondo la Johns Hopkins, la Covid, nel 2020, negli Stati Uniti aveva ucciso 353.000 persone. Ma, in soli 10 mesi nel 2021, ne sono morte 390.000. Come può essere? Dopo tutto:

1. Molti degli più vulnerabili sono già morti
2. Gli esperti dicono che la variante Delta non è così letale come l’infezione originale di Wuhan
3. 100 milioni di persone (secondo il CDC) sono già sopravvissute alla Covid ed ora hanno un’immunità naturale
4. 190 milioni di persone sono state sottoposte a doppia vaccinazione

Queste sono quattro ragioni per cui le morti dovrebbero diminuire. Ma non stanno diminuendo, stanno aumentando.

Perché?

Il vaccino, ecco perché.

E perché i Paesi con i più alti tassi di mortalità da Covid-19 sono anche quelli più vaccinati?

È perché “c’è una massiccia correlazione positiva tra la percentuale di vaccinazione e i decessi?”

Ma non credetemi sulla parola. Controllate voi stessi. Fate le vostre ricerche.

Recentemente, il professor Norman Fenton della Queen Mary London University ha passato al setaccio le statistiche del governo (ONS) nel tentativo di “determinare il rischio-beneficio complessivo dei vaccini Covid-19” confrontando “i tassi di mortalità per tutte le cause tra vaccinati e non vaccinati in ogni categoria di età.”

La sua ipotesi al riguardo era semplice:

“Se la Covid è così pericolosa come sostenuto – e se il vaccino è così efficace come sostenuto – dovremmo ormai vedere molte più morti correlate alla Covid tra i non vaccinati che tra i vaccinati…. Se il vaccino è così sicuro come dicono, allora ci dovrebbero essere meno morti in eccesso per cause non correlate alla Covid tra i vaccinati che tra i non vaccinati (in ogni gruppo di età). Quindi, il conteggio delle morti per tutte le cause dovrebbe essere più alto tra i non vaccinati che tra i vaccinati (in ogni gruppo di età), confermando che i benefici della vaccinazione superano i rischi.” (Discrepancies and inconsistencies in UK Government datasets compromise accuracy of mortality rate comparisons between vaccinated and unvaccinated”)

Semplice, no? In altre parole, se il vaccino è così valido, allora dovrebbe risultare dai dati. Ma questo non è ciò che aveva trovato Fenton. Esattamente il contrario. Aveva trovato che la mortalità per tutte le cause è più alta tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati. (E, a seconda di come si interpretano i dati, potrebbe essere significativamente più alta.) Fenton sperava che la sua analisi avrebbe avuto una qualche influenza sul dibattito attualmente in corso riguardante il programma di vaccinazione. Si sbagliava, era stato ferocemente denunciato come un estremista di destra, che è quello che succede a chiunque osi sfidare la narrativa ufficiale. Ecco di più da NPR:

“All’interno del dipartimento di emergenza dello Sparrow Hospital di Lansing, Michigan, il personale sta lottando per curare i pazienti che arrivano nelle condizioni peggiori mai viste. Tiffani Dusang, la direttrice del reparto di emergenza, praticamente freme di ansia repressa mentre guarda i pazienti che giacciono su lunghe lunga file di barelle accostate alle pareti beige dei corridoi dell’ospedale. “È difficile da guardare,” dice nel suo caldo accento texano.

Ma non c’è niente che lei possa fare. Le 72 stanze del pronto soccorso sono già piene.

“Mi sento sempre molto, molto male quando cammino lungo i corridoi e vedo persone che soffrono o hanno bisogno di riposo o di tranquillità.”

Anche in quelle regioni del Paese dove la COVID-19 non sta travolgendo il sistema sanitario, i pazienti si presentano al pronto soccorso più malati di quanto non capitasse prima della pandemia, le loro patologie sono più avanzate e hanno bisogno di cure più complesse.

Mesi di ritardo nei trattamenti hanno esacerbato le condizioni croniche e peggiorato i sintomi. Medici e infermieri dicono che la gravità delle patologie è molto varia e che queste comprendono dolori addominali, problemi respiratori, coaguli ematici, problemi cardiaci, oltre a tentativi di suicidio.” (“ERs are now swamped with seriously ill patients — but many don’t even have COVID”, NPR)

Ripeto: “dolori addominali, problemi respiratori, coaguli ematici, problemi cardiaci.” In altre parole, il sovraffollamento dei reparti di pronto soccorso potrebbe essere legato sia alle lesioni indotte dai vaccini quanto ai “trattamenti ritardati.” Notate poi che l’autrice sembra sinceramente preoccupata per l’affollamento nei reparti di emergenza, ma non menziona mai, neanche una volta, l’elefante nella stanza: il vaccino. È solo un lapsus o la sua vera intenzione è quella di ingannare i lettori fin dall’inizio?

Poi, c’è questa perla del New York Post che cerca di preparare il pubblico all’avvento dei disturbi “tromboembolici” che dovremo affrontare in un futuro molto prossimo.

L’articolo è giustamente intitolato “The little-known heart attack that’s striking ‘fit and healthy’ women as young as 22.” Ecco un estratto dall’articolo:

“Quando si pensa ad un attacco di cuore, si immagina immediatamente qualche anziano con possibili comorbidità. Ma gli esperti avvertono che anche donne di 22 anni potrebbero essere colpite da una patologia assai poco conosciuta.

La dissezione coronarica spontanea (SCAD), secondo il New York Post, si verifica quando una coagulo si forma in un vaso sanguigno cardiaco. Può rallentare o bloccare il flusso ematico al cuore, causando infarto, anomalie del ritmo cardiaco o morte improvvisa, dicono gli esperti della Mayo Clinic.

Di solito, è una condizione non comune, ma i medici stanno esortando le donne a farsi diagnosticare e curare all’apparire dei primi sintomi. Questa patologia è più comune nelle donne da 30 a 60 anni – ma gli esperti hanno avvertito che sta colpendo donne in forma e sane, anche ventiduenni.” (The little-known heart attack that’s striking ‘fit and healthy’ women as young as 22, New York Post)

Capito? Così, secondo il Post, è perfettamente normale che una ventiduenne in forma muoia d’infarto. Pensate forse che l’autrice stia cercando di addolcire la gravità percepita delle lesioni indotte dai vaccini prima che ci colpiscano come una vagonata di mattoni? In effetti, è così, proprio come l’articolo del Times of India sulla superstar e fanatico del fitness, Puneeth Rajkumar, morto pochi giorni fa per arresto cardiaco. Aveva 46 anni. Secondo il Times of India:

“La morte improvvisa di Rajkumar ha evidenziato ancora una volta i pericoli che molti trentenni e quarantenni stanno affrontando oggi, ovvero il rischio crescente di disturbi e arresti cardiaci….(Rajkumar) ha sofferto di un grave disturbo cardiaco mentre si stava allenando in palestra. Noto per essere palesemente in forma e sano, Rajkumar era solito allenarsi spesso…

C’è stato un aumento scioccante nel numero di arresti cardiaci osservati tra i giovani, anche tra i ventenni. Anche se i disturbi cardiaci e gli infarti vengono generalmente considerati una “patologia tipica degli anziani,” ora non è più così, sono un segnale di avvertimento ed i medici esortano le persone ad essere criticamente consapevoli. …

I medici hanno anche sottolineato che, a causa della pandemia, la preoccupazione per i problemi correlati alle patologie cardiache era passata in secondo piano e che ora sono aumentate, rispetto a prima della pandemia, le probabilità che le persone soffrano di infarti e di attacchi cardiaci silenti.” (“Kannada actor Puneeth Rajkumar dies at 46, suffered from a serious cardiac arrest while working out”, Times of India)

Sembra che i media abbiano accettato di ricoprire il ruolo di complici dello sterminio di massa o è un’esagerazione?

In ogni caso, possiamo aspettarci di vedere un diluvio di articoli simili spuntare ovunque nel prossimo futuro. Articoli come questo:

“Physical activity may increase heart attack risk, study suggests– New findings do not outweigh health benefits of exercise, researchers emphasize”, The Irish Times

O questo:

“Heart attacks among youngsters on the rise” The Hindu

O questo:

“Heart attack instances rose in 2021 with age no bar; here’s what led to it“, cnbctv18

Riuscite a capire cosa sta succedendo? Questi articoli “fatti in serie” sono stati tutti concepiti pensando allo stesso obiettivo: ingannare il pubblico e fargli credere che la straordinaria ondata di morti tra i giovani sani sia completamente normale. (“Non c’è niente da vedere qui. Circolare”) Ma, naturalmente, niente di tutto questo è normale. È tutto spaventosamente strano e scioccante, ed è per questo che siamo così concentrati sulle morti in eccesso e sulla mortalità per tutte le cause. Perché, pensiamo, saranno questi i dati che forniranno le prove di cui abbiamo bisogno per dimostrare che il vaccino è una parte critica dell’agenda di depolamento dell’élite, che mira a ridurre la popolazione globale di qualche miliardo di persone. Continuiamo a credere che questo è ciò che sta realmente accadendo. I pezzi grossi hanno deciso di eliminare qualche miliardo di noi scarafaggi per avere più spazio per parcheggiare i loro Learjet. Si dà il caso che abbiano optato per il vaccino come alternativa “meno disordinata” al falciarci nelle strade con le mitragliatrici. Non che ci perdano il sonno.

Allora, vi chiederete, come sta andando il piano? Guardate qui:

“Secondo le statistiche sulla mortalità per tutte le cause, il numero di Americani morti tra gennaio 2021 e agosto 2021 è superiore del 18% al tasso medio di mortalità tra il 2015 e il 2019.”

Ed ecco uno spezzone di un articolo con dati ricavati da diversi ricercatori. Date un’occhiata:

“È la vaccinazione COVID la responsabile dell’eccesso di mortalità?

Matthew Crawford, del Rounding the Earth Newsletter, ha esaminato le statistiche di mortalità prima e dopo il lancio dei vaccini COVID… Crawford ha continuato esaminando i dati dei Paesi con una alta percentuale di vaccinati che, allo stesso tempo, avevano tassi molto bassi di COVID-19. In questo modo, diventerebbe ancor più evidente che sono i vaccini COVID i responsabili delle morti extra, non l’infezione.

Aveva identificato 23 Paesi con queste caratteristiche, con circa 1,88 miliardi di individui in totale, quasi un quarto della popolazione mondiale….. Crawford aveva poi operato una serie di aggiustamenti per eliminare le eccezioni che avrebbero potuto distorcere i dati. Dopo la rimozione delle nazioni che avevano più di 100 morti COVID per milione prima dell’inizio della campagna di vaccinazione, erano rimasti 13 Paesi con una popolazione combinata di 354 milioni….

Incredibilmente, il numero di morti per COVID in questi 13 Paesi era 11,61 volte più alto dopo l’inizio della campagna di vaccinazione, rispetto a prima che venissero distribuiti i vaccini. In cinque dei 13 Paesi, un’enorme percentuale di decessi per COVID-19 (il 90%) era stata registrata dopo l’inizio della campagna di vaccinazione.

“È evidente, questi risultati rafforzano la tesi che questi vaccini sperimentali stanno uccidendo le persone,” scrive Crawford. “Come minimo, questo è un altro drammatico segnale della loro pericolosità, che dovrebbe spronare le autorità che dovrebbero avere a cuore la nostra salute a discutere su come utilizzare dati che, a quanto pare, non stanno analizzando…” (“Are The COVID Jabs Responsible For Rising Mortality Trends?” Mercola.com)

Interessante, eh? Quindi, se si prendono i Paesi dove non c’è una grossa presenza del virus e si inocula comunque una buona parte della popolazione, allora si può davvero vedere quante persone vengono uccise dal vaccino. Almeno 10 volte tanto!

Al contrario, nei Paesi dove c’è molta diffusione virale, gli effetti dannosi del vaccino sono molto meno visibili. Ma non importa da che parte lo si guardi, la proteina spike erode l’infrastruttura vitale dell’organismo indebolendo il sistema vascolare, uccidendo le cellule sane e i mitocondri, esaurendo i linfociti killer e mandando in corto circuito il sistema immunitario. Gli effetti a catena di questo feroce attacco possono essere una qualsiasi della miriade di disturbi che, inevitabilmente, derivano da un sistema circolatorio devastato da questo agente patogeno, compreso l’arresto cardiaco, l’ictus, l’embolia polmonare, l’autoimmunità e numerosissimi altri. Al momento, gli infarti sembrano essere i primi della lista.

Leggete questo breve post del dottor Peter McCullough:

Il mondo è ora testimone di una pandemia di attacchi di cuore N-STEMI [Infarto miocardico acuto senza sopraslivellamento del tratto ST] causati da coaguli ematici

In tutto il mondo è in aumento un particolare tipo di attacco cardiaco. In Scozia, gli operatori sanitari hanno visto un forte aumento di un tipo potenzialmente fatale di attacco di cuore, chiamato attacco N-STEMI. Questa condizione è il risultato di arterie parzialmente bloccate che tagliano l’apporto di sangue al cuore. Presenta meno danni ai tessuti di un normale attacco STEMI ma può essere altrettanto fatale…. I casi di attacchi STEMI sono rimasti stabili per anni, (ma) sono recentemente aumentati… Durante l’estate, l’ospedale aveva dovuto potenziare del 44% il numero dei letti di degenza cardiologica, visti i numerosi pazienti con attacchi cardiaci che si presentavano in pronto soccorso.

Una pandemia di infarti provocata da un’iniezione citotossica che arreca danni alle sue vittime, indipendentemente dal fatto che muoiano. È un riassunto accurato del vaccino Covid-19?

Lo è. Ecco di più da The Expose:

“I dati diffusi dal Centro per il Controllo delle Malattie degli Stati Uniti mostrano che, dagli inizi del programma di vaccinazione Covid-19, negli Stati Uniti i decessi dovuti a ‘risultati clinici anomali non altrimenti classificati’ sono aumentati esponenzialmente rispetto ai livelli pre-Covid-19…

I decessi in questa categoria includono casi per i quali non era stato possibile fare una diagnosi più specifica… o dove i sintomi erano difficili da determinare… o dove i casi erano stati riportati altrove).

“…il numero di decessi dovuti a risultati clinici anomali… ha mantenuto una media costante di poco più di 1.000 a settimana dal febbraio 2020, ed era a questi livelli anche prima che la presunta pandemia colpisse gli USA. Tuttavia, intorno alla fine di marzo/inizio aprile 2021 c’è stato un improvviso aumento nel numero delle morti anomale settimanali, che è improvvisamente salito … ad oltre 7.000 a settimana entro la metà di settembre, un aumento del 600% sulla media settimanale antecedente al lancio della vaccinazione Covid-19.

La domanda, ovviamente, è: perché?

…L’unica cosa che, da quando le morti anomale hanno cominciato ad aumentare contro la media prevista, milioni di persone hanno in comune è che a milioni di persone è stata fatta un’iniezione sperimentale, per la quale non ci sono dati di sicurezza a lungo termine che ci mettano in guardia su quali potrebbero essere le conseguenze.

I dati ufficiali del CDC suggeriscono che la conseguenza di questa vaccinazione sperimentale di massa è un aumento scioccante del numero di morti per cause anomale non identificate…” (“Investigation: Official CDC data shows a shockingly large increase of deaths due to abnormal mystery causes since Covid-19 Vaccinations began”, The Expose)

L’articolo è coerente con le molte storie che abbiamo sentito da infermieri che riferiscono di pazienti che si presentano con sintomi insoliti e ‘strani’ che sfuggono alla diagnosi tradizionale.

Questo non dovrebbe sorprendere, viste le caratteristiche proprietà della proteina spike, il cui attacco furtivo al sistema vascolare ha già scatenato uno tsunami di malattie cardiovascolari, neurologiche e immunologiche diverso da qualsiasi cosa mai vista prima. Tutte queste morti possono essere ricondotte ad una “somministrazione di un veleno mortale” che sta inesorabilmente aumentando la mortalità per tutte le cause, uccidendo persone sempre più giovani. Se ne dubitate ancora, allora date un’occhiata a quanti atleti stanno morendo subito dopo essere stati inoculati. È una storia che è destinata a deprimere a morte qualsiasi essere umano normale.

Guardate qui:

“SURGE OF SPORTS PEOPLE WORLDWIDE SUFFERING UNEXPECTED ILL HEALTH”, Not The Beeb.com

Guardate anche questo illuminante video di 2 minuti che riguarda l’arresto cardiaco e il nostro falso sistema di segnalazione delle lesioni da vaccino. (VAERS)

Il dottor Mike Yeadon ha riassunto questi recenti sviluppi in un commento che ha postato sul Morningstar Channel proprio la settimana scorsa. Ha detto:

“Non c’è un fine gioco logico … solo una tirannia totalitaria … e lo spopolamento di massa … Alcuni colleghi sono d’accordo con la parte della tirannia, ma non con quella dello spopolamento. L’evidenza punta decisamente in quella direzione.”

Proprio così.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/excess-deaths-point-to-depopulation-agenda/
05.11.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

FONTE: https://comedonchisciotte.org/leccesso-di-mortalita-e-la-prova-che-vogliono-il-depopolamento/

 

 

Tutto quadra quando ci si rende conto che vogliono ucciderci

Mike Whitney
unz.com

“È ora evidente che questi prodotti nel flusso sanguigno sono tossici per gli esseri umani. È necessaria una sospensione immediata del programma di vaccinazione e, allo stesso tempo, un’analisi di sicurezza indipendente per indagare la piena portata dei danni, che, secondo i dati dello Yellow Card del Regno Unito comprendono tromboembolia, malattia infiammatoria multisistemica, soppressione immunitaria, autoimmunità e anafilassi, così come il potenziamento anticorpo-dipendente (ADE).”  Tess Lawrie, Consulenza sulla medicina basata sulle evidenze.

“La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.”  Efesini 6:12

Domanda – I vaccini mRNA sono stati testati sugli animali?

Risposta – Sì.

Domanda – Le prove sugli animali hanno avuto successo?

Risposta – Sì e no.

Sì, gli esperimenti sui topi hanno mostrato che una bassa dose di vaccino induce una robusta risposta anticorpale nei confronti dell’infezione.

Ma, no, gli anticorpi non sono stati in grado di attaccare la proteina spike di un diverso ceppo virale.

Domanda: non sono sicuro di cosa significhi? Vuol dire che il vaccino fornisce una protezione limitata dal virus originale (Wuhan), ma non necessariamente dalle varianti?

Risposta: è vero, ma è un po’ più complicato di così perché, quando il virus muta, gli anticorpi che hanno aiutato a combattere il virus originale possono effettivamente aumentare l’”infettività” della variante. In altre parole, gli anticorpi generati dal vaccino possono cambiare schieramento e aumentare la gravità della malattia. In poche parole, possono farti ammalare di più o ucciderti. Gli scienziati lo sanno da molto tempo. Leggete questo estratto da un documento di ricerca del 2005:

“Un vaccino contro un ceppo potrebbe peggiorare l’infezione con altri ceppi ….

Nello studio, Gary Nabel del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, aveva iniettato nei topi la proteina spike di un virus della SARS isolato da un paziente umano infettato all’inizio del 2003. Avevano poi raccolto gli anticorpi prodotti dagli animali. In esperimenti di laboratorio, avevano dimostrato che questi anticorpi non erano in grado di attaccare la proteina spike di un ceppo diverso di SARS, isolato da un paziente infettato alla fine del 2003….Il team aveva poi verificato se gli anticorpi avrebbero attaccato le proteine spike di due ceppi di SARS isolati dagli zibetti, gli animali che avrebbero originariamente trasmesso il virus all’uomo. In questo caso, avevano trovato indizi sul fatto che gli anticorpi erano effettivamente in grado di incrementare la capacità del virus di infettare le cellule….

I risultati mostrano che il virus cambia nel tempo, così che il ceppo dell’epidemia originale potrebbe essere molto diverso da quello di un’epidemia successiva. “Questo è un virus che non sta fermo e dobbiamo tenerne conto,” dice Nabel.

Ciò solleva la possibilità che un vaccino contro un ceppo del virus della SARS potrebbe rivelarsi inefficace contro altri ceppi. Peggio ancora, un vaccino contro un ceppo potrebbe addirittura aggravare un’infezione con il virus della SARS degli zibetti o di un’altra specie. “È chiaramente una preoccupazione,” afferma Nabel.

Questo non sarebbe il primo caso in cui l’esposizione ad un ceppo di un virus può peggiorare l’infezione di un altro.” (“Caution raised over SARS vaccine”, Nature)

Domanda: sono ancora confuso. Può riassumere quello che stanno dicendo?

Risposta – Certo. Stanno dicendo che gli scienziati sanno da quasi due decenni che i vaccini mirati esclusivamente ad un’unica proteina sono destinati a fallire. Stanno dicendo che la proteina spike è altamente adattabile ed è capace di cambiare la sua forma per sopravvivere. Dicono che i vaccini mirati alla proteina spike produrranno inevitabilmente varianti che eluderanno gli anticorpi generati dal vaccino. Dicono che focalizzando l’attenzione del vaccino alla sola proteina spike, le aziende farmaceutiche hanno fatto in modo che anticorpi precedentemente utili facessero dietrofront, permettendo al virus di entrare nelle cellule sane, replicarsi a volontà e provocare malattia o morte. Stanno dicendo che l’attuale messe di vaccini sta, di fatto, perpetuando la pandemia. E, dato che, negli ultimi 16 anni, la scienza è stata chiara, possiamo aggiungere un’altra osservazione, cioè che l’attuale approccio alla vaccinazione di massa non è né casuale, né raffazzonato né inaspettato. È intenzionale. I responsabili della campagna di vaccinazione stanno deliberatamente ignorando la scienza per sostenere uno stato di crisi permanente. La scienza viene manipolata per raggiungere un obiettivo politico.

Domanda – Penso che lei stia esagerando, ma vorrei tornare alle prove sugli animali invece di discutere di politica. Come probabilmente sa, i resoconti dei media non coincidono con la sua analisi, infatti, tutti gli articoli dei media mainstream dicono che gli esperimenti sugli animali erano stati un grande successo. Ecco un breve trafiletto che ho trovato oggi a conferma di quello che dico:

“…la vaccinazione di primati non umani con il vaccino mRNA ha indotto una robusta attività neutralizzante del SARS-CoV-2 e, in particolare, una rapida protezione nelle vie aeree superiori e inferiori….” (Covid-19, NIH.gov)

Domanda – Vuole forse dire che gli autori stanno mentendo?

Risposta – No, non stanno mentendo. È solo che non stanno dicendo tutta la verità e bisogna conoscere tutta la verità per poter prendere una decisione informata. I vaccini forniscono una certa protezione (temporanea). Questo non lo mettiamo in dubbio. Scatenano anche una forte risposta immunitaria. Non mettiamo in dubbio neanche questo. Ma che differenza fa? Lasciatemi spiegare: Diciamo che hai un brutto raffreddore e prendi un nuovo farmaco che pensi possa alleviare il fastidio. E, effettivamente un’ora dopo aver preso la pillola, miracolo, la congestione e il mal di testa sono completamente spariti. È fantastico, vero? Sbagliato, perché quello che non sai è che il farmaco contiene stricnina ad effetto retard che ti uccide tre giorni dopo. È ancora del parere che sia stata una buona idea assumere quel farmaco?

Naturalmente no. E la stessa regola si applica a questi vaccini che, in effetti, aumentano gli anticorpi e forniscono una certa “immunità” fugace. Ma possono anche uccidere. Non pensa che questo dovrebbe essere preso in considerazione nella sua decisione? Tenga presente che la gente muore 3, 4, 5 settimane dopo l’inoculazione, senza alcun preavviso. Molti di loro avrebbero potuto anche essere pieni di anticorpi, ma sono comunque morti. Riesce a vedere il problema?

Domanda – Ok, ma c’è ancora la questione degli esperimenti sugli animali. I media dicono che le aziende farmaceutiche hanno eseguito gli esperimenti sugli animali e che hanno avuto successo. Lei non è d’accordo?

Risposta – Non hanno avuto successo e i “fact checkers” che sono stati assunti per screditare i critici dei vaccini, come me, hanno deliberatamente distorto i risultati dei test. Per esempio, ecco un tipico articolo da “fact checker” intitolato “COVID-19 vaccines did not skip animal trials because of animal deaths pubblicato da Reuters. Eccone un estratto:

“I post che affermano che i produttori del vaccino COVID-19 avrebbero saltato i test sugli animali a causa della morte degli animali in quegli stessi test sono falsi. Pfizer-BioNTech, Moderna e Johnson & Johnson, che hanno ottenuto l’autorizzazione all’uso di emergenza dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti, hanno tutti condotto prove sugli animali e non hanno avuto problemi di sicurezza significativi da segnalare.”

Sembra rassicurante, vero? Ma poi dicono:

“A causa dei vincoli temporali e dell’urgenza di trovare un vaccino per la COVID-19, Moderna e Pfizer hanno ricevuto l’approvazione per condurre contemporaneamente test sugli animali e le prove iniziali sugli esseri umani, invece di completare del tutto le prove sugli animali prima di passare ai test sugli esseri umani. Questo, tuttavia, non significa che i test sugli animali siano stati saltati o che la sicurezza dei vaccini sia stata compromessa.”

Vediamo se ho capito bene: Le aziende farmaceutiche avevano così tanta fretta che avevano condotto i loro esperimenti minimalisti sugli animali contemporaneamente a quelli sull’uomo (cosa senza precedenti) e poi avevano velocemente recapitato risultati alla FDA, in modo che [i loro vaccini] potessero essere omologati e approvati con un’autorizzazione per l’uso d’emergenza?

È così che è andata? Certo che è così.

Ma se [i test] erano stati fatti in fretta e furia in un paio di mesi, allora i “fact checkers” stanno tacitamente ammettendo che non ci sono dati di sicurezza a lungo termine.

E non ci sono dati di sicurezza a lungo termine, né c’è alcun tentativo di confutare i risultati dei precedenti esperimenti in cui i furetti, i topi e altri animali erano morti dopo la somministrazione di vaccini mRNA. Non lo negano, semplicemente lo ignorano, come se nasconderlo sotto il tappeto facesse sparire tutto. Ecco un estratto del documento di ricerca a cui Reuters fa riferimento nel suo articolo:

“Abbiamo dimostrato che i vaccini candidati… rispettivamente, inducono forti risposte immunitarie antigene-specifiche nei topi e nei macachi….Entrambi (i vaccini) hanno protetto i macachi di 2-4 anni dalla minaccia di infezione con il SARS-CoV-2 e c’è stata una ridotta rilevazione di RNA virale nei macachi immunizzati rispetto a quelli che avevano ricevuto la soluzione salina.” (Nota: abbiamo già riconosciuto che i vaccini producono una forte risposta immunitaria. Qui c’è di più:)

“I titoli GMT (Geometric Mean Titer) degli anticorpi neutralizzanti erano diminuiti entro il giorno 56 (35 giorni dopo la dose 2), coerentemente con la fase di contrazione; tuttavia, erano rimasti ben al di sopra del GMT del quadro serico umano. La durata dello studio non era stata abbastanza lunga per valutare il tasso di declino durante la fase di plateau della risposta anticorpale”. (“BNT162b vaccines protect rhesus macaques from SARS-CoV-2”, Nature)

Riesce a capire cos’era successo? Il test era durato solo 56 giorni, infatti nessuna delle prove sugli animali aveva superato i 56 giorni. Ci pensi un attimo. La ragione per cui nelle prove predenti gli animali erano morti è perché erano stati esposti ad una versione mutata del virus (selvaggio) che, alla fine, li aveva uccisi. Ecco come funziona l’ADE (antibody-dependent enhancement). Non succede da un giorno all’altro e non succede in 56 giorni. Ci vuole molto più tempo perché una versione mutata del virus emerga e reinfetti l’ospite. Le aziende farmaceutiche lo sanno. Non sono stupide. Quindi, il fatto che gli animali avessero espresso una forte risposta immunitaria è completamente irrilevante. Lo sappiamo che avevano espresso una forte risposta immunitaria. Sappiamo anche che erano morti alcuni mesi, dopo quando era emerso un ceppo diverso del virus. In conclusione: La produzione di anticorpi non significa che un farmaco sia sicuro.

Lo scopo ovvio di questi test [affrettati] era quello di portare i vaccini al traguardo prima che qualcuno capisse cosa stava succedendo. È la stessa ragione per cui le aziende farmaceutiche hanno eliminato il gruppo di controllo dai loro studi sull’uomo dopo che i vaccini avevano ottenuto il via libera dalla FDA. Subito dopo la conclusione degli studi [a breve termine], le persone nel braccio placebo [degli stuti a lungo termine] erano state autorizzate a farsi vaccinare.

Perché avrebbero fatto una cosa del genere? Perché avrebbero dovuto vaccinare persone che, volontariamente, avevano acconsentito a fare da cavie per il bene della salute pubblica, solo per essere vaccinate immediatamente dopo, eliminando così ogni possibilità di scoprire quali avrebbero potuto essere i problemi di sicurezza a lungo termine? Non ha senso, vero?

Date un’occhiata a questo breve estratto dal British Medical Journal, dove i ricercatori sono altrettanto sconcertati:

“Le aziende (farmaceutiche) dicono di avere l’obbligo etico di uscire dalla sperimentazione in doppio cieco, in modo che [anche i volontari del gruppo di controllo] possano ricevere il vaccino. Ma alcuni esperti temono una “disastrosa” perdita di informazioni critiche se anche ai volontari del braccio placebo di una sperimentazione venisse somministrato il farmaco…

Anche se la FDA ha concesso ai vaccini l’autorizzazione per l’uso di emergenza, per ottenere l’approvazione completa sono necessari due anni di dati di follow-up. I dati sono ora probabilmente scarsi e meno affidabili, visto che attualmente i test vengono, a tutti gli effetti, condotti non in cieco.

Il rappresentante dei consumatori Sheldon Toubman, avvocato e membro del comitato consultivo della FDA, ha detto che Pfizer e BioNTech non hanno dimostrato che il loro vaccino previene la Covid-19 grave. “La FDA dice che tutto ciò che possiamo fare è ipotizzare una protezione dalla forma grave della Covid; abbiamo bisogno di sapere che [il vaccino] è in grado di fare una cosa del genere,” ha detto.

Ha respinto le affermazioni secondo cui, sulla base dell’esperienza con altri vaccini, sei settimane di follow-up sarebbero sufficienti per accertare la sicurezza [di un farmaco]. ‘Sei settimane potrebbero non essere sufficienti per questo nuovo tipo di vaccino [mRNA] completamente nuovo e non testato,’ ha detto Toubman.

Toubman vorrebbe che tutte le aziende fossero obbligate a seguire gli stessi standard e dice che non dovrebbe essere permesso loro di inventarsi le proprie regole su come e quando far uscire uno studio dal doppio cieco. Ha detto a The BMJ che, anche se era “molto ottimista” sui vaccini, “mandare all’aria la sperimentazione” eliminando il gruppo di controllo “stabilirà, di fatto, uno standard per tutte le sperimentazioni future sui vaccini.” E questo, ha concluso, “è pericoloso.” (“Covid-19: Should vaccine trials be unblinded?” The British Medical Journal)

Le piace la frase: “mandare all’aria la sperimentazione”? Pensa che sia una descrizione corretta di ciò che le aziende farmaceutiche hanno fatto?

Sì, lo è.

E quale possibile motivo avrebbero avuto le aziende farmaceutiche per far saltare le prove? Vedo solo due possibilità:

  1. Pensano che il loro vaccino sia così fantastico che salverà la vita di molte delle persone nel gruppo placebo.

2. Si aspettano che un’alta percentuale di persone nel gruppo vaccino si ammali gravemente o muoia, quindi vogliono nascondere l’evidenza del danno legato al vaccino.

Quale delle due?

Conosce la risposta. Tutti quelli che assistono a questa farsa conoscono la risposta.

Domanda – Ok, andiamo al sodo: I vaccini sono sicuri o no?

Risposta – No, non sono sicuri. Il modo in cui decidiamo se un farmaco è sicuro o meno è quello di sottoporlo ad una rigorosa sequenza di test e prove cliniche. Dopo i test, i dati vengono passati a medici, statistici, chimici, farmacologi e altri scienziati che esaminano i dati e fanno le loro raccomandazioni o critiche. Questo non è successo con i vaccini Covid, infatti, tutti i normali standard e protocolli sono stati sospesi in nome dell’”urgenza.” Molti però credono che l’”urgenza” sia stata creata per far passare vaccini che non sarebbero mai stati approvati per i loro propri meriti. Tutto quello che dovete fare è guardare i dati sulle lesioni da vaccino (VAERS) e vedrete che questo è l’intervento medico più letale di tutti i tempi e, nonostante questo, gli esperti di salute pubblica, i media e il governo continuano a vantare che sono “sicuri ed efficaci.” È un’assurdità e le aziende farmaceutiche sanno che è un’assurdità ed è per questo che rifiutano ogni responsabilità per le persone che verranno uccise da queste “iniezioni di un veleno-mortale.”

Sapete cosa succede nel vostro organismo dopo che vi è stato iniettato uno di questi vaccini “basati sui geni”?

Una volta che il vaccino entra nel flusso sanguigno, penetra nelle cellule che rivestono i vasi sanguigni, costringendole a produrre le proteine spike, che sporgono nel flusso sanguigno come milioni di microscopiche punte. Queste spike attivano le piastrine del sangue che, a loro volta, innescano la coagulazione ematica, seguita subito dopo da una risposta immunitaria che distrugge le cellule infette, indebolendo così il sistema vascolare ed esaurendo la produzione di linfociti killer. In questo modo, il vaccino lancia un duplice attacco ad un’infrastruttura critica dell’organismo, causando danni diffusi ai tessuti in tutto il sistema circolatorio e lasciando il sistema immunitario meno capace di respingere future infezioni.

Ora, se pensate di poter vivere a lungo e felicemente senza un sistema circolatorio funzionante, allora niente di tutto questo importa. Ma se siete abbastanza intelligenti da capire che devastare il proprio sistema vascolare è la corsia preferenziale per il cimitero, allora probabilmente capirete che iniettarsi queste “iniezioni di un veleno mortale” è veramente una pessima un’idea.

A proposito, è una vera forzatura definire “vaccini” queste ibride iniezioni. Hanno tanto in comune con un vaccino tradizionale quanto un pitone con un tavolino da caffè.

Niente. L’appellativo “vaccino” è stato scelto per rafforzare la fiducia del pubblico, tutto qui. Fa parte di una strategia di marketing. Non c’è nessuna reale somiglianza [con un vero vaccino]. La maggior parte della gente ha fiducia nei vaccini e li vede come un fulgido esempio di successo medico. Le aziende farmaceutiche volevano sfruttare questa fiducia e usarla per i loro scopi. Ecco perché l’hanno chiamato “vaccino” invece di “terapia genica,” un termine che descrive più accuratamente ‘cosa fa’. Ma, come abbiamo detto, è solo una strategia di marketing.

Vi siete mai chiesti come mai le aziede farmaceutiche siano state in grado di lanciare i loro vaccini a poche settimane di distanza l’una dall’altra? Un’impresa notevole, non credete? Soprattutto considerando che lo sviluppo di un vaccino richiede tipicamente dai 10 ai 15 anni. Come pensate che ci siano riusciti? Ecco un estratto da un articolo che fornisce qualche informazione sull’argomento:

“Il virus responsabile dell’epidemia iniziata a Wuhan, in Cina, era stato identificato il 7 gennaio. Meno di una settimana dopo, il 13 gennaio, i ricercatori di Moderna e del NIH disponevano di una possibile sequenza [genica] per un vaccino mRNA contro di esso, e, come la società aveva scritto nei documenti inviati al governo, “c’eravamo mobilitati per la produzione clinica.” Il 24 febbraio, il team aveva inviato le fiale da uno stabilimento a Norwood, Mass, al National Institute of Allergy and Infectious Diseases, a Bethesda, Md, per una sperimentazione clinica pianificata volta a testare la sua sicurezza”. (“Researchers rush to test coronavirus vaccine in people without knowing how well it works in animals”, Stat)

Capito? “Il virus si era diffuso a Wuhan… il 7 gennaio e, meno di una settimana dopo, Moderna aveva già una possibile sequenza genica per un vaccino mRNA contro di esso?

Davvero? È la stessa Moderna che aveva giocato con la tecnologia mRNA per oltre un decennio senza essere mai riuscita portare con successo un vaccino sul mercato?

Sì, proprio la stessa azienda. Qui c’è di più:

“Il 24 febbraio, il team aveva inviato le fiale da uno stabilimento a Norwood, Mass.”
Caspita! Un altro miracolo Covid! C’è da rimanaere sbalorditi a guardare queste aziende che sfornano i loro “farmaci delle meraviglie” a velocità da record.

Tenete a mente che c’è un’alta probabilità che il virus sia stato creato dall’uomo (in altre parole, è un’arma biologica) e che le persone implicate nel finanziamento e nella creazione di quest’arma biologica siano anche strettamente allineate con le grandi aziende farmaceutiche che hanno prodotto l’antidoto a tempo di record, con decine di miliardi di dollari di profitti per un farmaco sul quale non sono stati eseguiti test affidabili sugli animali, di cui non si hanno dati sulla sicurezza a lungo termine e che non ha un’approvazione normativa formale.

Quindi lo chiederò di nuovo: Non suona tutto un po’ sospetto?

È davvero così difficile vedere i contorni di un’agenda politica? Dopo tutto, le aziende farmaceutiche non stanno forse lavorando con le agenzie di regolamentazione, che stanno lavorando con i funzionari della sanità pubblica, che stanno lavorando con i media, che stanno lavorando con i politici corrotti, che stanno lavorando con le agenzie di intelligence, che stanno lavorando con i miliardari globalisti impiccioni, che stanno lavorando con le gigantesche società di private equity che supervisionano l’intera operazione tirando i fili giusti quando occorre?

Sembra proprio di sì.

E gli sconvolgenti cambiamenti sociali che abbiamo visto nell’ultimo anno non hanno più a che fare con una più ampia campagna tipo terra bruciata lanciata dalla “classe dei parassiti” contro il resto dell’umanità che con un virus abbastanza blando da uccidere soprattutto persone anziane e fragili con molteplici condizioni di salute sottostanti?

Giusto, di nuovo. In effetti, molti, fin dall’inizio, hanno notato le crepe nell’artificio pandemico, così come molti hanno sottolineato che il virus-meme è solo la maschera dietro la quale i parassiti continuano a portare avanti il loro progetto di ristrutturazione globale. In breve, è tutta una questione politica; una nuda e cruda politica da Nuovo Ordine Mondiale, che non fa prigionieri.

Lei ha sollevato un certo numero di questioni sugli esperimenti sugli animali, ma nessuna sulla biodistribuzione e gli studi di farmacocinetica che erano stati fatti allo stesso tempo. Come mai?

Domanda: non sapevo ce ne fossero. I media ne hanno parlato?

Risposta – No, non l’hanno fatto. Li hanno completamente ignorati, anche se gli studi sono stati realizzati da Pfizer e forniscono informazioni essenziali su come il contenuto del vaccino si distribuisce nell’organismo, in quali quantità e per quanto tempo. Sapendo come il farmaco è distribuito, è possibile fare ipotesi ragionevoli sul suo effetto sugli organi e sui vari tessuti. In altre parole, questi studi hanno un valore inestimabile. I Doctors for Covid Ethics hanno fatto una ricerca approfondita su questi studi e hanno scritto un rapporto intitolato “Il vaccino mRNA della Pfizer: farmacocinetica e tossicità.” Ecco alcuni estratti che aiutano a capire i pericoli dei vaccini:

“Come per qualsiasi farmaco, una considerazione chiave per la tossicità dei vaccini COVID mRNA è dove esattamente si distribuiscono nell’organismo e per quanto tempo vi rimangono. Tali questioni, l’oggetto di studio della farmacocinetica, vengono di solito analizzate a fondo durante lo sviluppo del farmaco. Gli studi iniziali sulla farmacocinetica e anche sulla tossicità sono condotti sugli animali… questo documento ha implicazioni di vasta portata: dimostra che Pfizer – così come le autorità che erano state informate di questi dati – doveva essere  a conoscenza dei gravi rischi di eventi avversi post vaccinazione anche prima dell’inizio degli studi clinici. Ciononostante, gli stessi studi clinici di Pfizer non sono riusciti a monitorare nessuno dei rischi clinici chiaramente evidenziati da questi dati e le autorità di regolamentazione non sono riuscite a far rispettare standard adeguati di supervisione. Questo doppio fallimento ha causato il danno più grave nei confronti del pubblico….

Cosa fanno presagire i dati di Pfizer sugli animali per gli effetti biologici negli esseri umani?

Rapida comparsa della proteina spike nella circolazione ematica.

Tossicità per gli organi con alti tassi di assorbimento previsti, in particolare la placenta e le ghiandole mammarie durante l’allattamento

La penetrazione in alcuni organi potrebbe essere più alta con il vaccino reale che con questo modello a luciferasi….

Il rapido ingresso del modello di vaccino nella circolazione significa che dobbiamo aspettarci che la proteina spike venga espressa nel torrente ematico, in particolare dalle cellule endoteliali. Abbiamo visto prima che questo innescherà la coagulazione del sangue attraverso l’attivazione diretta delle piastrine e, cosa più importante, anche attraverso l’attacco immunitario alle cellule endoteliali ….

Riassunto

I dati di Pfizer sugli animali presagivano chiaramente i seguenti rischi e pericoli:

coagulazione ematica post vaccinazione, potenzialmente in grado di causare attacchi cardiaci, ictus e trombosi venosa

grave danno alla fertilità femminile

grave danno agli infanti allattati al seno

tossicità cumulativa dopo iniezioni multiple.

Con l’eccezione della fertilità femminile, che, ovviamente, non può essere valutata nel breve periodo di tempo in cui i vaccini sono in uso, tutti i rischi di cui sopra hanno avuto una tragica conferma dopo il lancio di questi prodotti; sono tutti riportati nelle segnalazioni ai vari registri degli eventi avversi. Questi registri contengono anche un numero considerevole di rapporti su aborti e feti nati morti dopo la vaccinazione, rapporti che avrebbe dovuto richiedere un’indagine urgente.
….
Di particolare preoccupazione è l’eliminazione molto lenta dei lipidi cationici tossici. In persone iniettate ripetutamente con vaccini mRNA contenenti questi lipidi… questo potrebbe dar luogo ad una tossicità cumulativa. C’è una reale possibilità che i lipidi cationici si accumulino nelle ovaie. Il grave rischio implicito per la fertilità femminile richiede la più urgente attenzione da parte del pubblico e delle autorità sanitarie.

Poiché i cosiddetti studi clinici sono stati condotti con tale negligenza, i veri studi si stanno verificando solo ora, su vasta scala e con risultati devastanti. … L’interruzione di questo esperimento fallito è attesa da tempo. Continuare o addirittura rendere obbligatorio l’uso di questo velenoso vaccino e l’imminente concessione della piena approvazione sono crimini contro l’umanità.” (“The Pfizer mRNA vaccine: pharmacokinetics and toxicity”, The Doctors for Covid Ethics)

Non pensa che le persone abbiano il diritto di sapere cosa il governo vuole iniettare nei loro corpi? Non pensa che abbiano il diritto di sapere come questo influenzerà il loro sistema immunitario, i loro organi vitali e la loro salute in generale? Non pensa che abbiano il diritto di decidere in piena autonomia quali farmaci prendere e quali rifiutare?

Costringere qualcuno ad assumere un farmaco contro la sua volontà, non è solo sbagliato. È anti-americano. Questo è il motivo per cui la gente dovrebbe considerare il rifiuto dell’obbligatorietà vaccinale come una questione di principio. È un attacco alla libertà personale, al fondamento del nostro sistema costituzionale. È un principio per cui vale la pena morire.

Per quanto riguarda la campagna di vaccinazione di massa, è il progetto più maniacalmente genocida mai concepito dall’uomo. Semplicemente, non c’è modo di calcolare le sofferenze e le morti a cui stiamo andando incontro per aver dato fiducia a persone le cui politiche sono ovviamente plasmate unicamente dal loro odio per l’umanità. Come ha detto il microbiologo tedesco Dr. Sucharit Bhakdi:

“Alla fine, vedremo malattie e decessi generalizzati in persone che, normalmente, avrebbero avuto una vita meravigliosa davanti a loro.”

È una grande tragedia.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/it-all-makes-sense-once-you-realize-they-want-to-kill-us/
17.10.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

FONTE: https://comedonchisciotte.org/tutto-quadra-quando-ci-si-rende-conto-che-vogliono-ucciderci/

 

 

 

ECONOMIA

L’INGIUSTIZIA SOCIALE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

L’ingiustizia sociale del reddito di cittadinanzaIl significante “sociale” viene vilificato, compromettendone ogni possibile accezione, quando è associato come attributo alla nefasta, quanto insignificante, espressione “giustizia sociale”, ossia una frode semantica dai risvolti demagogici illimitati. La diffusione di questa anfibola e fideistica concezione pseudo progressista della cosiddetta “giustizia sociale” rappresenta la minaccia più perniciosa per la maggior parte dei valori fondanti di una civiltà libera.

Non vi è alcun dubbio che in una società civile e liberale, lo Stato debba proteggere ciascun cittadino dalla miseria, tramite un sostentamento sotto forma di reddito minimo garantito. Questo perché la suddetta protezione non solo non inficia in alcun modo la libertà e la certezza del diritto, ma rappresenta soprattutto un interesse per tutta la cittadinanza affinché si possa assicurare a coloro che cadono per svariati motivi in miseria, non potendo di conseguenza più provvedere a se stessi, una dignitosa e umana assistenza economica e quindi esistenziale. Però quando il termine “giustizia sociale” diventa surrettiziamente inteso come “giustizia distributiva”, allora si realizza compiutamente la demagogia politica di coloro che vorrebbero che la società si trasformasse in un sistema economico gestito da un potere centrale che comprometta il libero mercato e le libertà individuali, in quanto impedirebbe agli individui di raggiungere ciò a cui potrebbero aspirare con le proprie capacità, perché privati di ogni mezzo per ottenere ulteriori investimenti.

Una politica socio-economica con questa impostazione distributiva si scontrerebbe con la nostra civiltà economicamente progredita in cui i redditi sono divisi in modo diseguale e quindi l’uso delle scarse risorse è diretto e limitato a dove producono il massimo profitto. In una economia competitiva di mercato, proprio grazie a una distribuzione diseguale delle risorse, lo stesso povero otterrebbe più di quanto ricaverebbe in un sistema a direzione centralizzata. In realtà, “la giustizia sociale” nasconde l’intento di ottenere la protezione a favore di interessi acquisiti o la creazione di nuovi privilegi. Tutto ciò che essa rappresenta è non soltanto socialmente ingiusto, ma è anche soprattutto antisociale, perché significa semplicemente la creazione e la protezione di interessi illegittimi a favore di una parte della cittadinanza, che diventa privilegiata. Il concetto è intellettualmente squalificato e demagogico perché con esso si vogliono eristicamente attirare le attenzioni e il favore, nonché il consenso elettorale, della massa abbacinata. La responsabilità morale e individuale per i propri comportamenti e le proprie scelte è decisamente antitetica a qualsiasi modello globale di distribuzione economica.

Il cosiddetto “reddito cittadinanza” istituito in Italia è la testimonianza più chiara delle conseguenze perniciose che genera la “giustizia distributiva”. Secondo i dati ufficiali dell’Inps (Istituto nazionale per la previdenza sociale) ammontano a 3,5 milioni gli italiani che fruiscono di un sussidio sociale, di cui 1,2 milioni nuclei familiari ricevono il reddito di cittadinanza e altri 128mila nuclei ricevono la pensione di cittadinanza, di cui 753mila sono minorenni. Per quanto riguarda l’importo medio di erogazione, il reddito di cittadinanza si assesta sui 581 euro, mentre la pensione di cittadinanza sui 226 euro. Il totale del costo di questo misura di sussidio sociale ammonta intorno ai 7 miliardi di euro annui.

Il vizio di fondo di questo provvedimento legislativo a favore degli indigenti consiste nel fatto che si è confuso il concetto del sussidio di povertà con quello di una politica attiva a favore del lavoro per ridurre la disoccupazione. Questo sconcertante errore ha creato solo caotici problemi, senza risolvere quello per cui il reddito di cittadinanza sarebbe stato istituito, ossia l’assistenza economica e sociale per 5,6 milioni di bisognosi, che vivono in uno stato di indigenza assoluta, tra cui ci sono 1,2 milioni di minorenni, secondo i dati ufficiali Istat.

Un esempio apodittico del fallimento che il “reddito di cittadinanza” sta manifestando nella sua intera struttura, è la parte che riguarda i “centri dell’impiego”, i quali oltre a sostituire i precedenti “uffici di collegamento” da un punto di vista nominale, nella sostanza non hanno determinato alcun miglioramento a favore delle politiche per il lavoro, confermando lo spreco di denaro dei precedenti uffici che hanno sostituito. In questi cosiddetti “centri per l’impiego” lavorano circa 11.600 persone, un numero peraltro alquanto esiguo in rapporto alle loro funzioni da svolgere (sarebbero dovute essere almeno 20mila) e il personale di questi centri scarseggia proprio nelle regioni in cui si concentra il maggior numero di disoccupati.

Inoltre, i 2.486 “navigator” previsti dalla normativa vigente, che avrebbero dovuto assistere coloro che percepiscono il “reddito di cittadinanza” a trovare un lavoro, non hanno ottenuto alcun risultato rilevante. Infatti, solamente un terzo dei percettori del suddetto reddito di coloro che possono lavorare hanno sottoscritto un “patto per il lavoro”, che nei fatti non si è mai realmente concretizzato, salvo esigue eccezioni. Dulcis in fundo, merita citare l’aspetto più fallimentare e aberrante di questo sussidio sociale, quello rappresentato dalla crescita esponenziale dei cosiddetti “furbetti del reddito di cittadinanza” ovvero coloro che pur non possedendo alcun titolo per percepirlo, ne fruiscono, molto spesso vantandosene anche sui social, con insolente protervia. All’interno di questa categoria (tipicamente italiana) annoveriamo, nel loro esecrabile flagiziogenerici criminali, mafiosi, camorristi o esponenti della ’ndrangheta, anche se detenuti in carcere o in libertà vigilata e la loro variegata manovalanza.

Inoltre, in questa categoria, emergono anche i furbetti che lavorano in nero, i quali determinano un doppio danno per lo Stato per la loro ingluvie, infatti da un lato percepiscono un sussidio per cui non vantano alcun diritto, locupletando le proprie finanze e dall’altro non pagano alcuna tassa, perché svolgono in modo occulto la propria attività lavorativa, danneggiando ulteriormente l’erario. Come si evince da questa mio impressivo regesto, la concezione del “reddito di cittadinanza”, nella sua accezione distributiva e non emergenziale, oltre a penalizzare il sistema produttivo del libero mercato, mortifica la dignità individuale, riducendo il cittadino, nelle migliori delle ipotesi a essere incapace di emanciparsi economicamente e a realizzare il proprio merito e le proprie qualità, invece nella prassi ad agire in modo illegittimo e illegale per ottenere un sussidio che non gli spetta, privando la collettività delle risorse economiche per assistere coloro che realmente non possono lavorare o che vivono in uno stato economico di indigenza assoluta.

Secondo voi è uno Stato giusto, quello, che invece di abbassare il costo del lavoro riducendo il cuneo fiscale, si presta a sperperare ingenti risorse finanziare, a spesa dei parossistici contribuenti, per finanziare malavitosi ed evasori, anziché assurgere alla sua funzione di proteggere chi non può lavorare e rilanciare economicamente coloro che si trovano in uno stato di emergenza socio-economica?

“Quisque faber fortunae suae” (Appio Claudio Cieco)

FONTE: http://www.opinione.it/politica/2021/11/16/fabrizio-valerio-bonanni-saraceno_ingiustizia-sociale-reddito-cittadinanza-cuneo-fiscale/

 

 

 

PERCHÉ LA PERDITA DI VALORE DEGLI IMMOBILI FA PERDERE L’ITALIA (VIDEO)

Perché la perdita di valore degli immobili fa perdere l’Italia (video)Il Rapporto sulla ricchezza immobiliare e il suo ruolo per l’economia italiana di Gualtiero Tamburini – presentato a Roma da Confedilizia e Aspesi – approfondisce, sulla base dei dati statistici ufficiali, lo stato della ricchezza immobiliare del Paese e come questa influisce sull’economia italiana.

A fronte di una produzione diretta complessiva di 424,121 miliardi di euro nel 2020, le due branche Costruzioni-Immobiliare hanno generato assieme, sull’intera economia, un impatto diretto e indiretto complessivo di 708,936 miliardi di euro di produzione, ai quali si possono aggiungere altri 211,083 miliardi di euro di indotto, per un ammontare finale di produzione di 920 miliardi di euro. Esso costituisce il 30,2% del valore di tutta la produzione italiana ai prezzi base; analoga percentuale di impatto delle due branche assieme la possiamo osservare anche con riferimento alle altre variabili misurate, ovvero: occupazione con il 29,7%, valore aggiunto con il 30 per cento e Pil con il 27,09%. Si può concludere che il 30 per cento è l’ordine di grandezza della dimensione delle attività immobiliari nell’economia del Paese.

Il dato, però, che emerge ora come più rilevante è che questa ricchezza patrimoniale ed economica è drasticamente calata nel periodo 2011-2020. A ciò hanno concorso una serie di fattori che, principalmente, vanno dall’aumento della tassazione, alla riduzione degli investimenti, alla diminuzione dei prezzi degli immobili.

La perdita, per il solo patrimonio abitativo, è di oltre 530 miliardi di euro nominali che, in moneta 2020, equivalgono a 980 miliardi di euro. La cifra sale a 1.137 miliardi di euro considerando anche gli immobili diversi dalle abitazioni (ma la perdita arriverebbe addirittura a raddoppiarsi qualora si prendessero a riferimento le sole variazioni dei prezzi).

Questo dato negativo incide sia sul valore aggiunto, per via del minor reddito locativo che gli immobili producono, sia sulla minore propensione al consumo delle famiglie. Inoltre, poiché il patrimonio immobiliare d’ogni tipo costituisce l’infrastruttura fisica che ospita le attività delle famiglie e delle imprese, se questo non viene continuamente gestito, rinnovato e mantenuto, le conseguenze si vedono poi in termini di minore produttività e benessere generale (si pensi all’impronta ecologica determinata dai consumi energetici degli edifici).

Si pone così il tema di rilanciare l’investimento immobiliare e in particolare quello delle famiglie dato chestoricamente, i tre quarti degli investimenti in costruzioni sono effettuati da privati, la maggioranza dei quali direttamente dalle famiglie. Questo non può che avvenire restituendo alle stesse famiglie la fiducia (spesso incrinata da scelte contrarie) così che esse possano essere indotte a tornare ad investire in immobili l’ingente liquidità accumulata anche durante l’attuale fase.

Nel video che segue gli interventi di: Giorgio Spaziani Testa (presidente Confedilizia), Federico Filippo Oriana (presidente Aspesi), Gualtiero Tamburini (autore del Rapporto).

FONTE: http://www.opinione.it/economia/2021/11/19/redazione_gualtiero-tamburini-confedilizia-aspesi-attivit%C3%A0-immobiliari-ricchezza-patrimoniale/

 

 

 

FINANZA BANCHE ASSICURAZIONI

Europa in saldo: i titoli europei mai così scontati. Perchè?

Novembre 17, 2021 posted by Leoniero Dertona

Se apprezzate i titoli azionari del Vecchio Continente sono il saldo, soprattutto se confrontati agli USA, come osserva Michael Msika, commentatore di Bloomberg. Attualmente i titoli europei sono offerti con uno sconto del 25% rispetto ai pari grado statunitensi, e non è detto che la cosa non peggiori.

L’Europa non è mai stata così economica rispetto agli Stati Uniti L’indice MSCI Europe questo mese ha raggiunto un record di circa il 30% di sconto rispetto alla controparte statunitense, sulla base di rapporti P/E forward, dopo che l’ultima stagione degli utili ha alimentato ulteriori aggiornamenti delle stime per le società europee

Indice MSCI Europe comparato all’equivalente USA, dove 100 è la parità

Le valutazioni europee sembrano molto più ragionevoli di quelle USA, almeno in termini assoluti e di redditività: infatti mentre il P/E forward (Sugli utili dell’anno a venire)  sugli USA si aggira intorno a un record di circa 22 volte, il P/E dell’Europa è pari a 15, con uno spazio per una crescita, almeno teorica, anche  perché in passato il valore del P/E europeo è stato anche a valori superiori.

Quindi, almeno in teoria, ci sarebbero delle ragioni sostanziali per preferire le azioni del vecchio continenti in vista del 2022, con aspettative di crescita sostenuta nel corso dell’anno.

Lo stesso ottimismo dovrebbe estendersi al Regno Unito, secondo Morgan Stanley, dato che anche le azioni inglesi hanno avuto performance inferiori a quelle USA

Le azioni del Regno Unito vengono scambiate con uno sconto record rispetto alle controparti globali, offrendo allo stesso tempo i rendimenti da dividendi più elevati.

Possiamo ora farci però qualche domanda: quanto questo quadro può essere realistico e realizzarsi?

Le azioni europee hanno diverse incognite:

  • prima di tutto il sistema economico europeo è potenzialmente ancora più esposto a shock stagflazionisti ed energetici che possono segnare la crescita delle aziende europee nel 2022;
  • l’economia europea nel suo complesso appare avere una tendenza depressiva;
  • ci sarebbe da chiedersi, in caso di scoppio della bolla sui titoli USA, quanto la loro controparte europea sarebbe immune da ricadute negative.

Quindi se le prospettive di una migliore performance dei titoli europei è fondata, restano comunque le necessità di fare ragionamenti  “Cum grano salis”.

Quindi, almeno in teoria, ci sarebbero delle ragioni sostanziali per preferire le azioni del vecchio continenti in vista del 2022, con aspettative di crescita sostenuta nel corso dell’anno.

Lo stesso ottimismo dovrebbe estendersi al Regno Unito, secondo Morgan Stanley, dato che anche le azioni inglesi hanno avuto performance inferiori a quelle USA

Le azioni del Regno Unito vengono scambiate con uno sconto record rispetto alle controparti globali, offrendo allo stesso tempo i rendimenti da dividendi più elevati.

Possiamo ora farci però qualche domanda: quanto questo quadro può essere realistico e realizzarsi?

Le azioni europee hanno diverse incognite:

  • prima di tutto il sistema economico europeo è potenzialmente ancora più esposto a shock stagflazionisti ed energetici che possono segnare la crescita delle aziende europee nel 2022;
  • l’economia europea nel suo complesso appare avere una tendenza depressiva;
  • ci sarebbe da chiedersi, in caso di scoppio della bolla sui titoli USA, quanto la loro controparte europea sarebbe immune da ricadute negative.

Quindi se le prospettive di una migliore performance dei titoli europei è fondata, restano comunque le necessità di fare ragionamenti  “Cum grano salis”.

FONTE: https://scenarieconomici.it/europa-in-saldo-i-titoli-europei-mai-cosi-scontati-perche/

 

 

 

GIUSTIZIA E NORME

Il diritto comunitario è solo indicativo non impositivo!

Novembre 12th, 2021 Prof. Giovanni Carlini

Il diritto comunitario vuole essere impositivo anzichè indicativo e lo si dimostra nel caso con la Polonia che esprime tutto il disagio di cui soffre la Ue. La crisi della Ue si conferma (non comincia perchè il suo inizio è datato, ma ora si evidenzia in forme sempre più importanti).

Come già spiegato in altro spunto di riflessione qui pubblicato, l’Unione Europea pretende che il “suo” diritto sia superiore rispetto a quelli nazionali.
La discussione potrebbe apparire oziosa e di poco conto, quando invece è sostanziale.

Un esempio: la legge votata dal Parlamento italiano è per gli italiani e non gli austriaci. E’ chiaro. Quelle norme riguardano il nostro sistema culturale e di relazione sociale. Imporre agli italiani un provvedimento comunitario diventa arduo, ma anche contro-producente per la stessa credibilità del sistema giuridico. Di fatto è quanto l’Unione pretende di fare.

Che forse l’effettività del progetto comunitario si raggiunga imponendo una regola astratta alla diverse nazionalità?
Cosa c’è sotto? come al solito il ragionamento non è mai così limpido, ma c’è sempre una sorta d’inganno o di prerogativa non detta. Nel caso specifico c’è di mezzo un’interpretazione cara alla sinistra politica europea sugli omosessuali. Per la sinistra l’omosessualità non è una patologia comportamentale con effetti sessuali, ma una normale opzione tra le tante possibili. Non solo, ma addirittura si confondono devianze con diritti civili e qui la forzatura diventa anche falsificazione. Chi non si riconosce affatto in questa voluta invenzione oltre a prendersi una serie d’insulti e l’accusa d’omofobia (tutti atteggiamenti che confermano quanto falsa sia l’impostazione di partenza) deve anche subirsi il sermone della superiorità del diritto comunitario su quello nazionale.

Peccato che il diritto della Ue abbia scelto uno dei peggiori argomenti possibili per affermare la sua soprannazionalità e superiorità.
In tutta franchezza si poteva trovare qualcosa di più appassionate. La conclusione è semplice; la crisi della Ue.

FONTE: https://www.giovannicarlini.com/il-diritto-comunitario-e-solo-indicativo-non-impositivo/

 

 

 

IMMIGRAZIONI

Migranti e “morsa di Putin”

Maria Zhakarova asfalta il povero Molinari.

da l’AntiDiplomatico del 17 novembre 2021

 

Ho letto con entusiasmo il Suo articolo, dottor Maurizio Molinari, su Repubblica. Era da molto tempo che non vedevo un’assurdità così deliziosa.
Capisco perché nessuno della Sua redazione lo abbia firmato e Lei si sia assunto in prima persona la responsabilità di questa vergognosa missione. Nessun giornalista che si rispetti vorrebbe il suo nome sotto il titolo “Carri armati e migranti: la morsa di Putin sull’Europa”.

Andiamo per ordine.

L’articolo dice: “…abbiamo visto l’arrivo di unità militari russe al confine con l’Ucraina: stiamo parlando di almeno 90.000 uomini con relativi mezzi blindati ed artiglieria… l’esercito ha stabilito una base a Yelnya, 260 km a nord del confine ucraino”.

Probabilmente, dottor Molinari, Lei ha ascoltato le affermazioni statunitensi secondo cui la Russia starebbe concentrando truppe al confine con l’Ucraina, ma non ha letto il comunicato ufficiale del Ministero della difesa ucraino, che smentisce le fobie statunitensi. Lei per definizione chiaramente ignora la posizione di Mosca. E perché dovrebbe, quando può scrivere della “creazione di una base con mezzi blindati ed artiglieria a Yelnya” senza alcun fact-checking. Non c’è nessuna base. Nel nostro Paese non esistono affatto basi militari. Esiste la dislocazione di unità delle forze armate russe sul nostro territorio nazionale. E questo è assolutamente un nostro diritto sovrano, che non viola gli impegni internazionali assunti e appartiene, come, tra gli altri, ama dire la NATO, alle “attività di routine”.

Ma il Suo sproloquio sulla realtà russa non finisce qui. Lei scrive che Yelnya si trova a km. 260 dal confine ucraino. E dunque i nostri carri armati sono sul confine o a km. 260 da esso? Se il direttore di Repubblica ha un’idea confusa di dove sia Yelnya (anche se non lo credo, visto che le ha dedicato un intero articolo) forse sarà più informato sulla collocazione della Svizzera tra Francia e Italia. E la distanza è addirittura inferiore ai 260 km. Ma non è che domani la Repubblica scriverà che Berna è a un passo dall’attaccare Italia e Francia contemporaneamente, visto che tutte le truppe svizzere sono più vicine ai confini di questi Paesi di quanto non sia Yelnya all’Ucraina?

Il difetto di tale logica non sembra ovvio ai lettori del Suo giornale Repubblica? Quello che Lei si permette di fare non è consentito a un giornalista perbene.

“… Nel 2014 la Russia intervenne dopo la sconfitta nelle presidenziali ucraine del candidato da lei sostenuto…. Ora la minaccia di invasione punta a tenere sotto scacco il nuovo presidente ucraino Volodymyr Zelensky” – prosegue l’articolo.

E chi sarebbe il “candidato della Russia” che avrebbe perso le elezioni nel 2014? Si riferisce a Yanukovych? Candidato non della Russia, ma delle regioni sud-orientali dell’Ucraina. E non ha perso, ha vinto, e non nel 2014, ma nel 2010. Inoltre, aveva vinto le elezioni precedenti, nel 2004. Ma per impedirgli di andare al potere allora, l’opposizione ucraina, sostenuta dai protettori occidentali, ha escogitato una procedura inconcepibile, una parodia della democrazia – un “terzo turno” di elezioni, e ha fomentato una “rivoluzione arancione”, trascinando Victor Yushchenko alla presidenza dell’Ucraina. E nel 2010 Viktor Yanukovych ha vinto di nuovo, con un ampio sostegno dalle regioni del sud-est dell’Ucraina, ma l’Occidente non ha avuto alcuna possibilità di ribaltare di nuovo la scelta del popolo ucraino. Gli USA e l’UE hanno deciso di rimandare il putsch a un momento più favorevole. Momento che si è presentato nel 2013, quando Viktor Yanukovych è diventato improvvisamente immeritevole, rimandando la firma dell’accordo di associazione con l’Unione europea. Nel giro di un paio di mesi, in Ucraina si è tenuta un’altra “Maidan” sotto la guida degli Stati Uniti, con la sottosegretaria di Stato americano Nuland che distribuiva soldi, panini e promesse di sostegno incondizionato ai “rivoluzionari”. E nel 2014, caro Direttore, Viktor Yanukovych non si è candidato. Ha lasciato l’Ucraina perché se fosse rimasto lì, sarebbe stato ucciso dai radicali ucraini che hanno sparato, picchiato a morte e bruciato centinaia di loro connazionali

La Sua non conoscenza della sostanza della questione è sorprendente.

Anche se mi è piaciuta molto l’espressione “tenerlo sotto scacco” che Lei usa in riferimento alla politica russa in Ucraina e personalmente a Vladimir Zelensky. Prima di tutto è un’espressione bellissima. In secondo luogo, non mi pare che gli scacchi siano vietati, vero? O solo se i russi non vincono?

L’unico problema è che in Ucraina ora non c’è un re, infatti i pedoni possono trasformarsi solo in regine.

La politica della Russia nei confronti della sovranità dell’Ucraina fin dalla sua indipendenza ha avuto come unico obiettivo la costruzione di relazioni di buon vicinato. Quello che è successo nel 2014 in Crimea è qualcosa che spieghiamo di continuo, ma che in Occidente viene costantemente ignorato. Ogni tentativo di esporre i fatti si scontra con “articoli”, simili al Suo, che distorcono la percezione della realtà.

Ma lo ripeterò ancora una volta. Nel 2014, dopo il colpo di stato incostituzionale in Ucraina, ennesimo risultato dell’ingerenza occidentale negli affari di uno stato sovrano, il popolo che vive in Crimea ha fatto la sua scelta storica, è sfuggito al dilagante estremismo nazionalista e illegale tenendo un referendum che in precedenza aveva molte volte cercato di organizzare, ma che gli era sempre stato vietato.

La prossima volta che sulle pagine del Suo giornale apparirà qualcosa sulla “volontà illegittima del popolo di Crimea”, siate così gentili da ricordare ai lettori che in Kosovo non c’è stato assolutamente alcun referendum, ma i Paesi occidentali, compresa l’Italia, ne hanno riconosciuto la “sovranità”. E questo nonostante la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che indica esplicitamente l’integrità territoriale della Serbia, intendendo il Kosovo come parte di essa.

Veniamo ora ai migranti: “Putin crea parallelamente un’altra situazione di crisi sostenendo il dittatore bielorusso Alexander Lukashenko nella decisione di far arrivare migliaia di migranti da Asia e Medio Oriente fino alla frontiera polacca per creare un nuovo, esplosivo, fronte di attrito con l’Unione europea”.

Signor Molinari, pare che Lei abbia letto molti “rapporti dal campo” polacchi visto che ripete come un mantra tutte queste infinite accuse contro Alexander Lukashenko e per qualche motivo contro il presidente russo per aver “creato un esplosivo fronte di attrito” e una “situazione di crisi”. Ma dice sul serio?

Viene voglia di rimandarla al sito del Ministero dell’Interno italiano, in particolare alla sezione “Statistiche dell’immigrazione”. Bene, questo meraviglioso sito web italiano è stato recentemente aggiornato e scrive nero su bianco che il numero di migranti che vengono maltrattati attraverso il confine dalle forze dell’ordine polacche non è niente in confronto al numero di clandestini dall’Africa lasciati entrare nell’UE attraverso il suo territorio dalla sola Italia. In soli tre giorni di novembre: più di duemila persone. Dall’inizio dell’anno – quasi 60 mila (e molti di loro attraverso la Libia devastata dall’occidente, di cui parleremo in seguito). Gli attuali eventi sul Bug sono solo una vivida immagine (che però dimostra chiaramente fino a che livello di disumanità possono arrivare le guardie di frontiera di uno stato membro dell’UE).

Ora la domanda è: quando Repubblica scriverà che gli Stati Uniti e i paesi della NATO hanno “creato un esplosivo fronte di attrito e una situazione di crisi in Europa” con le loro azioni folli?

Bruxelles dovrebbe cercare le vere cause della crisi migratoria dell’UE nelle vecchie dichiarazioni dei leader della coalizione anti-Iraq, anti-Libia, dei capi di stato e di governo di quei paesi che hanno istigato la “primavera araba” e per 20 anni in Afghanistan hanno fatto non si sa cosa.

L’articolo prosegue così: “è interessante come tutto ciò coincida con l’imminente inaugurazione del Nord Stream 2, che aumenterà la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di gas russo, e con l’ostilità di Mosca a raggiungere accordi sul clima…”

Qualche parola sul gas, sulla “dipendenza dell’Europa” e sull’ecologia, visto che ha deciso di mettere insieme più o meno tutti i temi all’ordine del giorno (in quello che chiama “editoriale”). L’Italia da sola riceve fino a 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia. Mosca non ha mai tradito o ingannato Roma sulle consegne di gas. Come può in coscienza un giornalista italiano parlare con un tono così becero dei fornitori russi di idrocarburi?

Lei personalmente, dottor Molinari, non ama il gas russo? Molto bene. Ho una grande idea: Maurizio per protesta riscaldi la sua casa con copie de “La Repubblica”.

Chi Le dà il diritto di insultare il nostro Paese con calunnie nauseanti? È alla ricerca dello scoop? Ho una super esclusiva per Lei. Pubblichi una frase di verità sul Suo giornale: “Non c’è fornitore di gas all’Europa più affidabile della Russia”.

Ora parliamo della “dipendenza”, una parola di cui chiaramente non capisce il significato. La vita di tutti noi dipende da un numero enorme di cose, senza le quali cesseremmo di esistere: acqua, sole, ossigeno, ecc. Questo La fa impazzire? Per quanto riguarda il gas russo, la situazione è molto più certa dei terremoti in Sicilia o dell’acqua alta a Venezia : il gas c’è, c’era e ci sarà. La smetta di confondere i lettori e di farsi prendere dal panico.

Gioisca per ogni nuovo giorno, anche se tutto in questo mondo è interdipendente: le persone dipendono l’una dall’altra, la vita dipende dal sole, le piante dall’acqua.

Fondamentalmente non ha senso commentare i Suoi giudizi sulle politiche ambientali della Russia: le nostre priorità in questo settore (molto avanzate anche per gli standard europei) sono state enunciate dal presidente russo nell’ambito degli eventi multilaterali ad alto livello conclusisi di recente. Per favore, dottor Molinari, quando si occupa dell’agenda russa, segua almeno le dichiarazioni che vengono fatte nel Suo Paese. Nel suo videomessaggio al vertice del G20 (tenutosi a Roma, Maurizio!) il presidente Putin ha detto senza mezzi termini: “La Russia sta sviluppando a ritmo spedito il settore energetico a basso contenuto di carbonio. Oggi, la quota di energia proveniente da fonti praticamente senza carbonio – e questo include, come sappiamo, il nucleare, l’energia idroelettrica, l’eolico e il solare – supera il 40% e, se aggiungiamo il gas naturale – il combustibile a più basso contenuto di carbonio tra gli idrocarburi – la quota raggiunge l’86%. Questo è uno dei migliori indicatori del mondo. Secondo gli esperti internazionali, la Russia è tra i leader nel processo di decarbonizzazione globale”.

E infine la Libia “…nella tela europea del presidente Putin c’è anche la Turchia … soprattutto per la convergenza di interessi in Libia nel riuscire a scongiurare le elezioni in programma il 24 dicembre per eleggere un governo”.

Qui Le voglio ricordare che la firma del rappresentante russo si trova sotto il documento finale della seconda conferenza di Berlino sulla Libia, e la Russia è una di quelle (poche, a dire il vero) parti che, anche nelle attuali difficili circostanze, hanno promosso la normalizzazione e il dialogo politico nel Paese distrutto dall’Occidente. La Russia ha partecipato ad alto livello (ministro degli esteri Lavrov) alla recente conferenza internazionale sulla Libia a Parigi, e ha concordato la dichiarazione finale. Il ministro ha sottolineato più volte, anche durante discorsi pubblici, che la cosa principale ora è rispettare il calendario che i libici stessi hanno concordato un anno fa, soprattutto per quanto riguarda lo svolgimento delle elezioni generali, sia presidenziali che parlamentari. Lo vede, spero, che questo contraddice completamente quello che Lei scrive?

Se vogliamo parlare della tela in cui l’Europa è caduta, dovrebbe ricordare come l’Occidente abbia alterato la risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Libia. Le ricordo che nel 2011 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva dichiarato una no-fly zone sulla Libia, che è stata utilizzata da alcuni paesi della NATO, non per proteggere i civili, ma per bombardarli, con la conseguente distruzione dello stato libico, il barbaro assassinio di Gheddafi e la pluriennale crisi migratoria in Europa, di cui l’Italia è prima vittima. Non lo sa? Mi contatti, sono sempre disponibile a raccontarLe molte cose interessanti, compreso a quale link corrisponde il sito dell’ONU.

A parte mi soffermo su qualcosa che non balza agli occhi a prima vista. Lei pone la domanda ” come reagirà l’Ue di Macron, Scholz e Draghi alla sfida ibrida russa in pieno svolgimento”.

La risposta è breve: in nessun modo. Non reagiranno in alcun modo, perché non c’è “nessuna sfida ibrida russa”. È un’invenzione, come tutto il Suo articolo. La smetta di alimentare questo mito per entrare nelle grazie di politici russofobi. Rispetti i Suoi lettori. Gli italiani non meritano bugie così sfacciate.

(Ambasciata della Federazione Russa in Italia e San Marino)

FONTE: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-migranti_e_morsa_di_putin_maria_zhakarova_asfalta_il_povero_molinari/82_43946/

 

 

 

POLITICA

BIOPOLITICA. L’ORGANIZZAZIONE DEL DISORDINE.

Il biopotere è un “efficientissimo apparato” il cui obiettivo è la regressione dell’umanità allo “stato animale”. Da creatura di Dio a codice a barre, con cartellino contenente i nostri dati della filiera: “animali d’allevamento” 

Esiste un’intercapedine, uno scomodo frammezzo in cui vivono scomodamente coloro che, da posizioni di destra politica, combattono la destra economica neoliberale trionfante. Sul filo di quella lama, in quel passaggio angusto si può esprimere, da parte del pensiero identitario, un giudizio non ostile su taluni aspetti dei concetti di biopolitica e biopotere introdotti da pensatori di ultrasinistra.

Non c’è dubbio che il potere sia radicalmente cambiato nell’ultimo mezzo secolo e che siamo passati da una società “disciplinare” a un mondo nel quale si è allargata l’idea e la pratica del controllo. Lo comprese per primo Michel Foucault(1)agli albori del fenomeno, negli anni ‘70 del Novecento. Foucault aprì la strada alla rappresentazione del potere postmoderno tentata successivamente da Gilles Deleuze(2) e Félix Guattari(3)con la teoria dei “mille piani”, di cui è debitore anche il tortuoso percorso intrapreso con esiti incerti da Toni Negri e Michael Hardt(4)in Impero.

Il biopotere è un “efficientissimo apparato” il cui obiettivo è la regressione dell’umanità allo “stato animale”. Da creatura di Dio a codice a barre, con cartellino contenente i nostri dati della filiera: “animali d’allevamento”!

Interessanti furono gli studi sulla sessualità del filosofo francese, con la scoperta che essa non ha mai avuto le caratteristiche con le quali la conosciamo oggi. Solo a partire dalla modernità, la sessualità appare come un elemento “intrinseco al sé” tanto da sentire il bisogno di istituire e poi dichiarare una identità sessuale individuale. Secondo Foucault, si tratterebbe di una volontà inedita di potere e sapere indotta dall’alto, giacché la conoscenza, in tutti i suoi aspetti, è il mezzo privilegiato per sorvegliare la gente e controllarla. La fase del potere disciplinare e repressivo ha lasciato spazio a un sistema più funzionale, pervasivo, maggiormente adatto alla società di mercato.

Potere globale piramidale.

Dopo il Sessantotto, il potere si fa biopotere, ovvero modella corpi, desideri, modalità fondamentali della vita per appropriarsene. Le relazioni di potere non sono mai state tanto verticali, apicali, nonostante la modalità reticolare prodotta della tecnica informatica, instrumentum regni privilegiato del potere globale piramidale. Secondo Gilles Deleuze, la vittoria della società “di controllo”, epifenomeno del dominio neocapitalista, spiega il declino della società civile (nel significato di civis, membro attivo di una comunità), caratterizzata da strutture forti, armatura e spina dorsale della realtà, portatrici di istituzioni e identità solide. Tutte sono entrate in crisi, dalla classe alla Chiesa, dalla famiglia allo Stato. Il crollo di quei muri – per noi, a differenza dei neomarxisti dianzi citati, pilastri fondativi di ogni ordinata comunità – ha determinato la generalizzazione di meccanismi che si diffondono come virus. La logica antica della produzione investe ogni ambito sociale, con movimenti che somigliano all’incedere ondulatorio di un serpente. Come rettili, fanno poco rumore e avvelenano con morsi sottili, oppure avvolgono e soffocano la preda.

Interessante, al proposito, è una riflessione del filosofo Giorgio Agamben, autore di Homo sacer: la sicurezza, come concetto guida della società, si contrappone progressivamente alla legge e alla disciplina come strumento di governo. Fin dai tempi dei fisiocratici (Quesnay(5), Turgot(6)) non si trattava di prevenire le carestie o di regolamentare la produzione, ma di lasciare che avvenissero per poi governarle e assicurarne gli esiti. È lo stesso principio del potere finanziario, che produce crisi periodiche per liberarsi delle scorie e prendere il controllo di nuovi pezzi di economia. I dispositivi della sicurezza (parola mai tanto usata come negli ultimi vent’anni) tendono ad aprire e globalizzare per guidare i processi, a differenza della legge, orientata a prevenire e regolamentare.

Dopo il Sessantotto, il potere si fa biopotere, ovvero modella corpi, desideri, modalità fondamentali della vita per appropriarsene. Lo stesso principio del potere finanziario, che produce crisi periodiche per liberarsi delle scorie e prendere il controllo di nuovi pezzi di economia.

La legge fattasi disciplina vuole instaurare un ordine, la sicurezza si limita a governare il disordine. Non è un caso che il termine ordine sia caduto in disuso, abbandonato al lessico di qualche attardato nostalgico. Un’amministrazione controllata del disordine può funzionare se sussiste una certa libertà di circolazione, commercio e iniziativa, dunque entro il perimetro della narrazione liberal liberista. È per garantire “sicurezza”, ovvero il caos organizzato e per niente calmo in cui il sistema prospera, che ovunque installano telecamere e sensori. Non possiamo oltrepassare i nuovi muri, i santuari del potere, banche, centri commerciali, stazioni, supermercati di quartiere, senza trovarci di fronte alle nuove dogane. Addetti alla sicurezza, richiesta di documenti, perquisizioni personali da parte di entità private, l’esibizione di infiniti “passi” o card, in attesa dei microchip che faranno alzare miracolosamente la barriera o la terranno definitivamente chiusa.

Ad un potere fintamente plurale, reticolare nella prassi ma verticale nella sostanza, non si possono opporre che forme di resistenza e ribellione plurale. Dinanzi a un dominio sfuggente, “tecnico”, senza luoghi, occorre ripensare due intuizioni di Carl Schmitt. La prima riguarda la definizione del politico come fenomeno polemico e quindi, guerra, sia pure a intensità variabile e non necessariamente armata, con la conseguente distinzione di amico e nemico. Il passo successivo è prendere atto che lo schema diseguale, la differenza immensa di risorse, la sfuggente mobilità degli scenari, porta a una contrapposizione simile a quella descritta nella Teoria del Partigiano. I fronti sono mille, mobilissimi e sempre nuovi; non vi si possono opporre idee, ma anche meccanismi reattivi del passato. Ci vuole un ribelle di tipo nuovo, il partigiano antimondialista del terzo millennio. Anche il centro deve essere mobile, capace di raggiungere una somma cangiante di raccordi e nodi integrabili su capisaldi comuni.

Frankenstein Junior, Marty Feldman: Igor. 
Oggi siamo all’homunculus realizzato della forma di vita sognata dagli alchimisti. Dove avevano fallito i maghi e si era spinta l’immaginazione letteraria di Goethe e di Mary Shelley sta riuscendo il biopotere tecno scientifico neoliberale.

Michael Hardt utilizza una metafora azzeccata: bisogna diventare carovana. La carovana attrae nel suo movimento gente di ogni sorta, nei momenti decisivi può diventare folla, massa critica. Sconcertante, nell’analisi del teorico altermondialista è l’esortazione “a un pellegrinaggio senza meta, in un viaggio di scoperta collettivo e perpetuo.” A noi sembra che questo sia proprio ciò che desidera l’avversario globalista e neoliberale, confrontarsi con un magma senza capo né coda, privo di una direzione, che corre a perdifiato privo di meta. È il concetto di moltitudine che Hardt e Negri contrappongono all’impero, ma si tratta della massa di manovra desiderante, materialista sino all’animalizzazione, funzionale al potere degli iperpadroni. Il marxismo, anche nelle sue componenti più dinamiche, mostra sempre il suo limite costitutivo di fratello spurio del liberalismo di cui condivide gli orizzonti. Va tuttavia utilizzato metodologicamente per la sua capacità di individuare le contraddizioni e le finalità di dominio liberalcapitaliste.

Abbiamo il diritto di chiederci se siano in corso operazioni di ingegneria antropologica sul nostro corpo, a quali mutamenti eventualmente conducano, a quali logiche rispondano, quale disordine celino.
DNA umano.

Dietro il concetto di biopolitica sta l’intero arsenale del nuovo vocabolario politico; pensiamo alle parole con cui Bill Clinton, verso la fine del secolo XX secolo, salutò la decodifica della struttura del DNA umano. Il presidente democratico, progressista e liberal parlò di una nuova frontiera biopolitica. Al netto della tradizione americana, in cui frontiera è il termine utilizzato per giustificare il millenarismo messianico degli USA, era evidente che intendesse segnare il territorio, definire un nuovo orizzonte della politica come volontà di potenza sulla vita. Stava oltrepassando la zona grigia che separa la dimensione pubblica dalla privata, intima di ciascuno.

Corpo biologico e corpo politico iniziavano un processo di fusione destinato a eliminare il confine tra zoé(7), la materia viva bruta, e bios(7), la vita consapevole. Il potere, in alleanza con il livello apicale della scienza e della finanza che investe nella ricerca, si appropriava del corpo fisico per farlo oggetto di dominio e rivendicare su di esso diritti di accesso, addirittura di proprietà.

È in atto una potente campagna di spossessamento della vita, nascosta da formule consolatorie, luoghi comuni allettanti ma palesemente infondati, un mondo in cui sembra che non si possa vivere senza seguire i consigli di un esperto ed attenersi a manuali di istruzioni.

La vicenda delle vaccinazioni ne è un episodio. Premesso che alcune sono indispensabili, perché le ricerche sono segrete, perché non sappiamo che cosa ci viene iniettato, obbligatoriamente e sotto pena di sanzioni? Non è soltanto questione dei pur immensi interessi economici di Big Pharma. Abbiamo il diritto di chiederci se siano in corso operazioni di ingegneria antropologica sul nostro corpo, a quali mutamenti eventualmente conducano, a quali logiche rispondano, quale disordine celino. La menzogna troppe volte ha coperto operazioni indicibili. Se i sospetti di molti sono stupide anticaglie o resistenze di complottisti, basta aprire i cassetti e dire la verità.

È in atto una potente campagna di spossessamento della vita, nascosta da formule consolatorie, luoghi comuni allettanti ma palesemente infondati, un mondo in cui sembra che non si possa vivere senza seguire i consigli di un esperto ed attenersi a manuali di istruzioni. Hanno scavato tra noi un abisso di estraneità da colmare con apparati sempre nuovi di ingegneria sociale. Ivan Illich(8) usò la felice espressione “istituzionalizzazione del prossimo”, la base operativa per governi (o meglio governance) occhiuti e assertivi quanto asserviti, la vita amministrata da remoto, dall’alto, ma anche accerchiata da ogni lato. Il senso della vita viene fatto coincidere con le modalità del controllo biologico, tecnologico, tecnoscientifico delle popolazioni penetrato nel lavoro, nel linguaggio, nei corpi, nei desideri, nella sessualità.

La vita, zoé bios, è stata catturata da un’armata di competenti, operatori, tecnici, supervisori, consulenti, intenti a un’opera di omogeneizzazione e confezionamento delle nostre esistenze concrete secondo i dettami dei detentori del biopotere. Carl Schmitt non poteva immaginare che la sua definizione di sovrano (colui che decide nello stato d’eccezione) sarebbe stata superata per spostamento, allargamento progressivo degli stati d’eccezione. Spiega Agamben: “[la linea] si sposta in zone via via sempre più ampie della vita sociale, in cui il sovrano entra in simbiosi sempre più intima non solo col giurista, ma anche col medico, con lo scienziato, con l’esperto, col prete”.

Tamagochi.

Di volta in volta, nei ruoli liquidi e intercambiabili di una società in perenne movimento, diventiamo bisognosi, e poi, paradossalmente, bisognosi dei bisognosi da pedagogizzare, a cui prodigare cure per soddisfare la necessità di occuparci di qualcuno. Non certo per altruismo, ma nell’ambito di un solipsismo radicale che ci rende incuranti dei veri bisogni altrui. Alcuni anni fa, l’industria giapponese inventò il Tamagochi,  l’animaletto virtuale che emette suoni e rumori. Il suo proprietario guarda lo schermo, processa la richiesta e agisce di conseguenza. Il tamagochiassolve a due compiti assai importanti per il biopotere: ci permette di “prenderci cura” di qualcosa, acquietando i sensi di colpa dell’individuo-monade, ma soprattutto si lascia possedere! Questo è il livello dell’interesse per il prossimo dell’era biopolitica.

L’organizzazione del disordine è pervenuta a tutto ciò attraverso il controllo individualizzato e ilmantra della sicurezza separata dall’ordine civile, etico, spirituale. La tecnica sta afferrando ciò che non sembrava alla sua portata, il metafisico, le emozioni, il senso di identità, il libero arbitrio. Ne è prova l’omiciattolo contemporaneo, l’homunculusrealizzato della forma di vita sognata dagli alchimisti. Dove avevano fallito i maghi e si era spinta l’immaginazione letteraria di Goethe e di Mary Shelley sta riuscendo il biopotere tecno scientifico neoliberale: un neo uomo espropriato di sé, insensibile e funzionale, pronto a scambiare la propria umanità con il consumo, la competizione insensata, prono alla volontà di superiori dei quali nemmeno immagina l’esistenza. Per i loro interessi, muove guerre “umanitarie”; per difendere un ridicolo stile di vita da animale domestico si fa forte dei “diritti dell’uomo” di cui è circondato, il disordine organizzato in forma di legge.

Il biopotere e la biopolitica, sistema di dominio privato, ci impongono di interrogarci su un’educazione strumentalizzata e ridotta a addestramento, sull’onnipotente sistema di intrattenimento e condizionamento sovraccarico di immagini, parole, emozioni banalizzate. Il biopotere, infine, è un efficientissimo apparato antropotecnico il cui obiettivo è la regressione dell’umanità allo stato animale. Da creatura di Dio a individuo, da soggetto a oggetto, infine codice a barre più un cartellino contenente i nostri dati nella filiera post umana: animali d’allevamento. Rinchiusi in stalle igienizzate, sottoposti a un regime alimentare e sanitario deciso da un’equipe di esperti al servizio del mercato, senza una normale vita sessuale. Anche la riproduzione è tecnica, asettica, con provette e siringhe, in tutta sicurezza.

Sicurezza, il surrogato dell’ordine nell’era del biopotere.

NOTE

  •  (1) Paul-Michel Foucault(1926-1984). È stato un filosofo francese, storico delle idee, teorico sociale e letteraria critico. Le teorie di Foucault riguardano principalmente la relazione tra potere e conoscenza e come sono usate come forma di controllo sociale attraverso le istituzioni della società. Sebbene spesso citato come post-strutturalista e postmoderno , Foucault ha respinto queste etichette, preferendo presentare il suo pensiero come una storia critica della modernità . Il suo pensiero ha influenzato gli studiosi, in particolare quelli che lavorano in studi di comunicazione , sociologia , studi culturali , teoria letteraria , femminismo e teoria critica. I gruppi di attivisti hanno anche trovato convincenti le sue teorie.
  • (2) Gilles Deleuze(1925-1995). È stato un filosofo francese. In ragione dei suoi lavori Differenza e ripetizione (1968) e Logica del senso (1969), Michel Foucault scrisse la celebre frase: «un giorno, forse, il secolo sarà deleuziano». Benché ascritto all’ambito dei filosofi post-strutturalisti, il pensiero di Deleuze risulta in realtà di difficile classificazione.
  • (3) Pierre-Félix Guattari(1930-1992). È stato un psicanalista, filosofo, semiologo e politico francese. È noto soprattutto per le sue collaborazioni intellettuali con Gilles Deleuze, che diedero luogo a celebri opere a quattro mani, quali L’Anti-Edipo (1972) e Millepiani (1980).
  • (4) Michael Hardt(nato nel 1960). È un filosofo politico e teorico letterario americano. Meglio conosciuto per il suo libro Empire, che è stato co-scritto con Antonio Negri. È stato elogiato da Slavoj Žižek come il “Manifesto comunista del XXI secolo”. Hardt e Negri suggeriscono che diverse forze che vedono come dominanti nella vita contemporanea, come l’oppressione di classe, la globalizzazione e la mercificazione dei servizi (o produzione di affetti), hanno il potenziale per innescare un cambiamento sociale di dimensioni senza precedenti. Un sequel, Multitude: War and Democracy in the Age of Empire è stato pubblicato nell’agosto del 2004. Descrive un’idea inizialmente proposta in Empire, che è quella della moltitudine come possibile luogo di un movimento democratico di proporzioni globali. La terza e ultima parte della trilogia, Commonwealth, è stata pubblicata nel 2009.
  • (5) François Quesnay(1694-1774). È stato un economista, medico e naturalista francese. Fu il maggior rappresentante della fisiocrazia, la dottrina secondo la quale l’agricoltura è il solo settore che consente un aumento reale della ricchezza e quindi la Francia, grazie all’ampia disponibilità di terreni coltivabili, avrebbe dovuto privilegiare l’agricoltura piuttosto che le attività manifatturiere.
  • (6) Anne-Robert-Jacques Turgot(1727-1781). È stato un economista e filosofo francese di orientamento fisiocratico; Luigi XVI gli affidò il controllo delle finanze e lui diede così vita al più organico tentativo di riforma conosciuto dalla Francia settecentesca. «Non vi è modo di sapere quanti professori abbiano tenuto lezioni e quanti studenti abbiano dovuto ascoltarli nel corso della storia, ma soltanto poche di queste lezioni hanno costruito la storia. Jacques Turgot, insegnante di storia alla Sorbona, fa parte di coloro che si sono guadagnati un posto in questo elenco abbastanza ristretto. Nel 1750, entrò in un’aula di Parigi, prese i suoi appunti e iniziò una lezione, in latino, in due parti su un nuovo concetto di storia del mondo. Turgot contestò PlatoneAristotele, San Paolo, Sant’Agostino e tutti i grandi intellettuali del mondo antico e medioevale. Nel momento in cui concluse l’ultima frase e ripose i suoi appunti, aveva già cambiato l’intero ordinamento della storia del mondo. Queste lezioni […] diedero origine a una nuova concezione della storia del mondo dall’antichità più remota ai tempi attuali e costituirono la prima importante traduzione nei tempi moderni dell’ideologia del progresso.» (Jeremy Rifkin, Entropia. La fondamentale legge della natura da cui dipende la qualità della vita, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1982, p.25)
  • (7) Zoé. Nel pensiero greco antico vengono usati invece tre termini a seconda del loro specifico significato: ζωή (zoé): il principio, l’essenza della vita che appartiene in comune, indistintamente, all’universalità di tutti gli esseri viventi e che ha come concetto contrario la non-vita e non, come si potrebbe pensare, la morte poiché questa riguarda il singolo essere che cessa, lui e soltanto lui, di vivere;
  • βίος (bíos): indica le condizioni, i modi in cui si svolge la nostra vita. Zoé è dunque la vita che è in noi e per mezzo della quale viviamo (qua vivimus), bios allude al modo in cui viviamo (quam vivimus), cioè le modalità che caratterizzano ad esempio la vita contemplativa, la vita politica ecc. per le quali la lingua greca usa appunto il termine bios accompagnato da un aggettivo qualificante.
  • (8)  Ivan Illich (1926-2002). È stato uno scrittore, storico, pedagogista e filosofo austriaco. Personaggio di vasta cultura, libero pensatore, capace di uscire da qualsiasi schema preconcetto e di anticipare riflessioni affini a quelle altermondiste. Estraneo a qualsiasi inquadramento precostituito, la sua visione è strettamente affine all’anarchismo cristiano. Il suo essenziale interesse fu rivolto all’analisi critica delle forme istituzionali in cui si esprime la società contemporanea, nei più diversi settori (dalla scuola all’economia e alla medicina), ispirandosi a criteri di umanizzazione e convivialità, derivati anche dalla fede cristiana, così da poter essere riconosciuto come uno dei maggiori sociologi dei nostri tempi.
  • Fonte: Wikipedia

FONTE: https://www.inchiostronero.it/biopolitica-lorganizzazione-del-disordine/

 

SCIENZE TECNOLOGIE

Prof. Carlo RUBBIA sull’inesistente ‘Global Warming’
Carlo Cordiano – 17 11 2021
“Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita”.
Prof. Carlo Rubbia è un fisico e accademico italiano, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984.
“Sono una persona che ha lavorato almeno un quarto di secolo sulla questione dell’energia nei vari aspetti e, quindi, conosco le cose con grande chiarezza.
Vorrei esprimere alcuni concetti rapidamente anche perché i tempi sono brevi.
La prima osservazione é che il clima della Terra é sempre cambiato. Oggi noi pensiamo (in un certo senso, probabilmente, in maniera falsa) che, se teniamo la CO2 (Anidride Carbonica) sotto controllo, il clima della Terra resterà invariato. Questo non è assolutamente vero.
Vorrei ricordare che durante il periodo dell’ultimo milione di anni la Terra è stata dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura media era di meno 10 gradi, tranne brevissimi periodi, in cui c’è stata la temperatura che è quella di oggi. L’ultimo è stato 10.000 anni fa, quando è cominciato il cambiamento con l’agricoltura, lo sviluppo eccetera, che è la base di tutta la nostra civilizzazione di oggi.
Negli ultimi 2.000 anni, ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei Romani, Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti per venire in Italia. Oggi non ci potrebbe venire, perché la temperatura della terra è inferiore a quella che era ai tempi dei Romani. Quindi, oggi gli elefanti non potrebbero attraversare la zona dove sono passati allora.
C’è stato un periodo, nel Medioevo, in cui si è verificata una piccola glaciazione. Poi, intorno all’anno 1000 c’è stato un aumento di temperatura simile a quello dei tempi dei Romani. Ricordiamo che ai tempi dei Romani la temperatura era più alta di quella di oggi. Poi c’è stata una mini-glaciazione, durante il periodo del 1500-1600. Ad esempio, i Vichinghi hanno avuto degli enormi problemi di sopravvivenza a causa di questa mini-glaciazione, che si è sviluppata con cambiamenti di temperatura sostanziali.
Se restiamo nel periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati dei cambiamenti climatici notevoli, che sono avvenuti ben prima dell’effetto antropogenico, dell’effetto serra e così via. Per esempio, negli anni Quaranta c’è stato un cambiamento sostanziale.
La presenza dell’uomo ha probabilmente introdotto ulteriori cambiamenti. Non dimentichiamo che quando sono nato io, la popolazione della Terra era 3,7 volte inferiore a quella di oggi. Nella mia vita il consumo energetico primario è aumentato 11 volte.
Per quanto riguarda il comportamento del pianeta, questo ha avuto effetti molto strani e contraddittori.
Vorrei ricordare ad esempio che dal 2000 al 2014, la temperatura della Terra non è aumentata: essa è diminuita di 0,2 gradi e noi non abbiamo osservato negli ultimi 15 anni alcun cambiamento climatico di una certa dimensione. Questo è un fatto di cui tutti voi dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un’esplosione della temperatura: la temperatura è aumentata fino al 2000: da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 gradi.
FONTE: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=3777049872519510&id=100006436041436

 

La bufala dei cambiamenti climatici spiegata dal Nobel Carlo Rubbia

Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, smonta la bufala dei cambiamenti climatici
VIDEO QUI: https://youtu.be/4_T1QNRtToc

Cambiamenti climatici: l’intervento del premio Nobel per la fisica e senatore a vita Carlo Rubbia, dinanzi alle commissioni riunite Affari esteri e Ambiente-territorio di Camera e Senato il 26 novembre 2014.

Sono una persona che ha lavorato almeno un quarto di secolo sulla questione dell’energia nei vari aspetti e, quindi, conosco le cose con grande chiarezza. Vorrei esprimere alcuni concetti rapidamente anche perché i tempi sono brevi. La prima osservazione è che il clima della Terra è sempre cambiato. Oggi noi pensiamo (in un certo senso, probabilmente, in maniera falsa) che se non facciamo nulla e se teniamo la CO2 sotto controllo, il clima della Terra resterebbe invariato. Questo non è assolutamente vero.

Vorrei ricordare che durante l’ultimo milione di anni la Terra era dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura era di meno 10 gradi, tranne brevissimi periodi in cui c’ è stata la temperatura che è quella di oggi. L’ ultimo è stato 10.000 anni fa, quando è cominciato il cambiamento climatico che conosciamo con l’agricoltura, lo sviluppo, che è la base di tutta la nostra civilizzazione di oggi. Negli ultimi 2.000 anni, ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei Romani, ad esempio, Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti per venire in Italia. Oggi non ci potrebbe venire, perché la temperatura della Terra è inferiore a quella che era ai tempi dei Romani. Quindi, oggi gli elefanti non potrebbero attraversare la zona dove sono passati. C’è stato un periodo, nel Medioevo, in cui si è verificata una piccola glaciazione; intorno all’ anno 1000 c’ è stato un aumento di temperatura simile a quello dei tempi dei Romani (ricordiamo che ai tempi dei Romani la temperatura era un grado e mezzo più alta di quella di oggi). Poi c’è stata una mini-glaciazione durante il periodo 1500-1600 che riguardo il Nord con i vichinghi hanno avuto degli enormi problemi di sopravvivenza a causa di questa mini-glaciazione, che si è sviluppata con cambiamenti di temperatura sostanziali.

Se restiamo nel periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati dei cambiamenti climatici sostanziali, che sono avvenuti ben prima dell’effetto antropogenico, dell’effetto serra e così via. Per esempio, negli anni Quaranta c’è stato un cambiamento sostanziale. Poi c’è stato un cambiamento di temperatura che si collega all’uomo (non dimentichiamo che quando sono nato io, la popolazione della Terra era 3,7 volte inferiore a quella di oggi e che il consumo energetico primario è aumentato 11 volte). Questi cambiamenti hanno avuto effetti molto strani e contraddittori sul comportamento del pianeta. Vorrei ricordare che dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra non è aumentata: essa è diminuita di 0,2 gradi e noi non abbiamo osservato negli ultimi 15 anni alcun cambiamento climatico di una certa dimensione. Questo è un fatto di cui tutti voi dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un’esplosione della temperatura.

La temperatura è aumentata fino al 2000: da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 gradi. Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita.

Nonostante questo, ci troviamo di fronte ad una situazione assolutamente drammatica: le emissioni di CO2 stanno aumentando in maniera esponenziale. Tra le varie soluzioni dell’IPCC prevale la soluzione del business as usual. Essa è la soluzione più alta di tutte: indica che, effettivamente, anche grazie allo sviluppo della Cina e degli altri Paesi in via di sviluppo, l’aumento delle emissioni di CO2 sta avvenendo con estrema rapidità. Le emissioni stanno aumentando in maniera tale che, a mio parere, tutte le speranze che abbiamo di ridurre il consumo energetico facendo azioni politiche ed altro, sono contraddette dal fatto che oggi il cambiamento climatico del CO2 ha un aumento esponenziale senza mostrare una inversione di tendenza; sta crescendo liberamente.

Vorrei ricordare che l’unico Paese nel mondo riuscito a mantenere e ridurre le emissioni di CO2 sono gli Stati Uniti: non l’Europa, non la Cina, ma gli Stati Uniti. Per quale motivo? C’è stato lo sviluppo del gas naturale, che adesso sta rimpiazzando fondamentalmente le emissioni di CO2 dovute al carbone. Ricordiamo anche che il costo dell’energia elettrica in America è due volte il costo dell’Europa. Perché? Il consumo della chimica fine in Europa è deficitario e in crollo fisso, perché fondamentalmente in America si stanno sviluppando delle tecnologie grazie ad uno sviluppo tecnologico ambientale importantissimo, che ha permesso veramente di cambiare le cose. Questo dà un messaggio chiaro: soltanto attraverso lo sviluppo tecnologico possiamo cercare di entrare in competizione con gli altri Paesi e non attraverso misure come quelle dell’Unione europea, che sono sempre state misure di coercizione e di impegno politico formale, senza una soluzione.

Guardiamo la situazione americana (dove c’ è un progresso effettivo nel vantaggio tecnologico che crea business, posti di lavoro) e guardiamo la situazione europea. Secondo me, c’ è una grandissima differenza: anche le soluzioni provenienti dalle energie rinnovabili con gli sviluppi tecnologici nel campo del gas naturale si trovano in situazione estremamente difficile perché oggi il costo del gas naturale in America è un quinto di quello in Europa. In Europa il costo delle energie rinnovabili è superiore a quello del gas naturale. Pertanto, dobbiamo renderci conto che la soluzione tecnologica dipende da quello che vogliamo fare.

Sto portando avanti un programma che, a mio parere, potrebbe essere studiato con molta più attenzione anche dal nostro Paese: trasformare il gas naturale ed emetterlo senza emissioni di CO2. Il gas naturale è fatto di CH4, cioè quattro idrogeni e un carbonio. È possibile trasformare questo gas naturale, spontaneamente, in black carbon (grafite) ed idrogeno. Questa grafite, essendo un materiale solido, non rappresenta produzione di CO2. Quindi è oggi possibile utilizzare il gas naturale, di cui ci sono risorse assolutamente incredibili. Non mi riferisco tanto allo shale gas che, a mio parere, è una soluzione discutibile, ma soprattutto a quelli che si chiamano clatrati. Onorevoli, vorrei chiedere quanti di voi sanno cosa è un clatrato. Nessuno? Questo è il problema. È un problema molto serio.

Il mio parere personale è che si può portare avanti il programma attraverso l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di idee nuove. Il programma è quello di evitare le CO2 emission utilizzando il gas naturale senza emissioni di CO2. Stiamo facendo degli esperimenti che dimostrano che effettivamente la cosa si può fare. Perché nessuno se ne occupa ancora? Mi piacerebbe saperlo.

FONTE: https://www.nicolaporro.it/la-bufala-dei-cambiamenti-climatici-spiegata-dal-nobel-carlo-rubbia/

 

 

METAVERSO, DA FACEBOOK IL GUANTO PER “TOCCARE” GLI OGGETTI

Metaverso, da Facebook il guanto per “toccare” gli oggetti Un guanto speciale permette di toccare e muovere gli oggetti nel Metaverso di Facebook. I Meta Reality Labs, già noti come Facebook Reality Labs, hanno svelato la novità. Mark Zuckerberg, in occasione dell’annuncio della nascita di Meta, la compagnia che ingloba le attività di Facebook e delle altre aziende correlate, aveva condiviso la sua visione di una piattaforma di realtà virtuale e aumentata, dove le persone potranno incontrarsi per lavorare, studiare e divertirsi. Il guanto, attualmente in una fase di sperimentale e di sviluppo, si porrà come accessorio fondamentale per avvicinare le esperienze digitali a quelle della vita reale. Progettato per essere abbinato ai visori VR, come gli Oculus Quest 2, il guanto è dotato di decine di sensori, che i Labs definiscono “attuatori”, utili a sentire la presenza di oggetti negli ambienti 3D e distinguere tra pesi e consistenze differenti.

Tutto avviene attraverso un motorino interno al centro della mano che gonfia gli attuatori attraverso un semplice flusso d’aria. In questo modo, si creano dei dossi tra le dita che restituiscono la sensazione di presa di vari elementi. Toccando una penna, ad esempio, si gonfieranno solo i sensori sulle estremità di pollice ed indice mentre, in caso di un pallone, saranno coinvolti entrambi i guanti e molti più attuatori. Il Reality Labs hanno inoltre aggiunto specifici suoni, che danno l’illusione del tocco fisico. Come spiegano i ricercatori, non vi è una data di uscita ufficiale sul mercato e probabilmente ci vorranno anni prima che il dispositivo finale sia realmente disponibile.

FONTE: http://opinione.it/hi-tech/2021/11/19/guglielmo-eckert_metaverso-facebook-reality-labs-guanto-oggetti-meta-reality-labs-oculus-quest-2-mark-zuckerberg/

 

 

“FDA chiede al giudice federale di segretare fino 2076 i dati sul VACClNO Pfizer.

La FDA è  la Food and Drug Administration, ente federale USA:

il governo federale protegge Pfizer dalle responsabilità. Gli dà miliardi di dollari. Fa sì che gli americani prendano il suo prodotto. Ma non ti consente di vedere i dati a supporto della sua sicurezza/efficacia. Per chi lavora il governo?

La FDA ha chiesto a un giudice federale di far aspettare il pubblico fino all’anno 2076 per divulgare tutti i dati e le informazioni su cui si è basata per autorizzare il vaccino COVID-19 di Pfizer. Non è un errore di battitura. Vuole 55 anni per produrre queste informazioni al pubblico.

Come spiegato in un precedente articolo , la FDA ha ripetutamente promesso ” piena trasparenza ” per quanto riguarda i vaccini Covid-19, incluso riaffermando ” l’impegno della FDA per la trasparenza ” quando ha concesso la licenza per il vaccino COVID-19 di Pfizer.

Con questa promessa in mente, ad agosto e subito dopo l’approvazione del vaccino, più di 30 accademici, professori e scienziati delle università più prestigiose di questo paese hanno richiesto i dati e le informazioni presentate alla FDA da Pfizer per autorizzare il suo vaccino COVID-19.

La risposta della FDA? Non ha prodotto nulla. Quindi, a settembre, la mia azienda ha intentato una causa contro la FDA per conto di questo gruppo per richiedere queste informazioni. Ad oggi, quasi tre mesi dopo aver autorizzato il vaccino di Pfizer, la FDA non ha ancora rilasciato una sola pagina. Non uno.

Invece, due giorni fa, la FDA ha chiesto a un giudice federale di dare tempo fino al 2076 per produrre completamente queste informazioni. La FDA ha chiesto al giudice di consentire la produzione delle oltre 329.000 pagine di documenti che Pfizer ha fornito alla FDA per autorizzare il suo vaccino al ritmo di 500 pagine al mese, il che significa che la sua produzione non sarebbe stata completata prima del 2076. La promessa di trasparenza della FDA è, per usare un eufemismo, un mucchio di illusioni.

La FDA ha impiegato esattamente 108 giorni da quando Pfizer ha iniziato a produrre i record per la licenza (il 7 maggio 2021) a quando la FDA ha autorizzato il vaccino Pfizer (il 23 agosto 2021). Prendendo in parola la FDA, ha condotto una revisione e un’analisi intensa, solida, approfondita e completa di tali documenti al fine di garantire che il vaccino Pfizer fosse sicuro ed efficace per la concessione di licenze. Sebbene possa condurre quell’intensa revisione dei documenti di Pfizer in 108 giorni, ora richiede oltre 20.000 giorni per rendere questi documenti disponibili al pubblico.

Quindi, mettiamolo in chiaro. Il governo federale protegge Pfizer dalla responsabilità . Gli dà miliardi di dollari . Fa sì che gli americani prendano il suo prodotto . Ma non ti permetterà di vedere i dati che supportano la sicurezza e l’efficacia del suo prodotto. Per chi lavora il governo?

La lezione ancora una volta è che i diritti civili e individuali non dovrebbero mai essere subordinati a una procedura medica.   Tutti coloro che vogliono essere vaccinati e potenziati dovrebbero essere liberi di farlo. Ma nessuno dovrebbe essere costretto dal governo a partecipare a qualsiasi procedura medica. Certamente non uno in cui il governo vuole nascondere le informazioni complete su cui si basa la sua licenza fino all’anno 2076!

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/fda-chiede-al-giudice-federale-di-segretare-fino-2076-i-dati-sul-vacclno-pfizer/

 

 

STORIA

 

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