NOTIZIARIO STAMPA DETTI E SCRITTI 13 MAGGIO 2019

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NOTIZIARIO STAMPA DETTI E SCRITTI

13 MAGGIO 2019

A cura di Manlio Lo Presti

Esergo

Ci fidiamo del nostro corpo?

Ci sentiamo a nostro agio dentro una continua e incessante

Manipolazione e intensificazione del nostro sentire?

Oppure avvertiamo il sospetto terribile e inconfessabile

che dietro questo teatro rumoroso do operazioni,

tese alla glorificazione e all’idolatria del corpo

si celi l’intervento

di un potere muto e sottratto alla critica?

IGINO DOMANIN, Grand hotel abisso. Bompiani, 2014, pag. 78

 

http://www.dettiescritti.com/

https://www.facebook.com/Detti-e-Scritti-958631984255522/

 

Le opinioni degli autori citati possono non coincidere con la posizione del curatore della presente Rassegna.

 

Tutti i numeri dell’anno 2018 della Rassegna sono disponibili sul sito www.dettiescritti.com 

 

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SOMMARIO

 

UBUNTU E INVIDIA. 1

L’errore tragico delle élites italiane 1

Mimmo Lucano sale in cattedra: i due pesi e le due misure sulla libertà di espressione 1

Giulietto Chiesa: ”Così andiamo verso una guerra di sterminio mondiale” 1

Giulietto Chiesa: ”Globalizzazione devastante. La tecnologia prende il comando su di noi” 1

Crisi demografica, Bonino: invece di fare figli organizziamo il travaso di migranti 1

Da una Tv araba, Emma Bonino: servono 1,6 milioni di immigrati 1

Blitz dell’elemosiniere del Papa: sblocca il contatore agli abusivi 1

Elemosiniere di Bergoglio infrange la legge e riattiva corrente nel palazzo occupato 1

Il trasloco dei rom di Casal Bruciato? Col furgone Cgil 1

Il trasloco dei rom “griffato” Cgil 1

ESPERTO USA: LA CIA E IL MOSSAD STANNO METTENDO INSIEME L’INTELLIGENCE PER SPINGERE GLI STATI UNITI IN UN CONFLITTO MILITARE CON L’IRAN. 1

Leggere Pasolini contro il fascismo “antifascista” 1

È stato ritrovato il seguito del romanzo da cui è tratto “Arancia meccanica” 1

Cybersecurity, pronto il piano nazionale per difendere i servizi “essenziali” 1

Avaaz, l’ong legata a Soros che segnala a Facebook le pagine fake 1

MULTE A ONG: CI DOVREBBERO DARE 1,5 MILIARDI DI EURO. 1

Gli Usa denunciano 20 case farmaceutiche per prezzi gonfiati 1

“Non voglio essere ricco in un Paese povero” 1

Enrico Mattei e la rinascita industriale italiana 1

Conti correnti, Unicredit dice stop alla carta. L’ad Mustier: «Dal 2020 tutte le operazioni solo digitali». 1

Decreto sicurezza bis: maximulte a chi soccorre i profughi e il Viminale limita i poteri di Toninelli 1

Guerra dei dazi, l’arma della Cina è la fuga dai bon americani

Matteo Salvini, mina sul governo: verso la crisi. 1

Zingaretti Indagato per finanziamento illecito ai partitit

Il leader islamico Piccardo: “I musulmani voteranno Cinque Stelle” 1

Casta, l’assicurazione sulla vita gliela paghiamo noi 1

Instagram inizierà a bloccare tutti i post di un determinato argomento. 1

 

 

IN EVIDENZA

UBUNTU E INVIDIA

Maurizio Blondet  12 Maggio 2019

Un amico mi gira questo racconto pescato sul web.

E  mi dice che secondo lui è una storiella falsa. In realtà può essere più o meno autentica,  ma avere un senso opposto  a  quello che gli attribuiscono i progressisti dai buoni sentimenti, per i quali il mito del Buon Selvaggio non è ancora scaduto (e  anche questa è una bella arretratezza culturale).

Tanto per cominciare, “Ubuntu” non è una tribù, ma una “ un’etica o un’ideologia dell’Africa sub-Sahariana che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone”  (wikipedia) che  “ esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace”, reclamizzata propagandisticamente da Nelson Mandela e da altri propagandisti della negritudine.

Significa «Io sono perché noi siamo», «Io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”, e  ciò spiega la mancanza di competitività dei ragazzini descritti nella storiella: se uno si avvantaggiasse, sa che il gruppo gli sarebbe contro,  lo isolerebbe, discriminerebbe  e ciò  è concretamente pericoloso  per lui.

Il tema dell’invidia sociale dominante in Africa è ampiamente studiato e documentato dall’antropologia culturale – a cominciare dalla segnalazioni dei missionari,   che vi vedono la causa profonda del proliferare invincibile della stregoneria nell’Africa nera.

https://www.jstor.org/topic/witches/?searchType=facetSearch&sd=&ed=&disc_africanstudies-discipline_facet=YWZyaWNhbnN0dWRpZXMtZGlzY2lwbGluZQ%3D%3D&topic=witches&refreqid=excelsior%3A4428eb145a2e25b02d562582ca864d86&allow_empty_query=True

https://www.jstor.org/stable/41377571?seq=1#page_scan_tab_contents

Si leggano le  pagine dedicate all’Africa nel classico “L’Invidia e la Società” del sociologo H. Schoeck.

Gli etnologi additano l’invidia come uno dei motivi determinanti  del sottosviluppo: se un africano è un bravo coltivatore e il suo campo ha un buon raccolto,  tutti gli altri pensano che  gli abbia fatto il malocchio.  E si rivolgono allo stregone perché lanci il malocchio sul fortunato. Sono documentate persino malattie da invidia, come la “star-sickness, descritta come “una forza che  s’impadronisce di  un gruppo di persone e provoca gelosia, rabbia e liti e   mancanze nello scambio  di doni [un obbligo essenziale nel galateo tribale].  Queste forze,  sono sentire come cose che   dividono  le persone e  danneggiano l’unità del gruppo.  Speciali guaritori la curano con la danze e la trance del gruppo, che ripara il tessuto sociale mentre libera l’ostilità”.

https://en.wikipedia.org/wiki/San_healing_practices

Perché  tutto avviene nell’ambito dei rapporti familiari  molto stretti, solidali e  affettivamente “caldi”,   a cui gli africani attribuiscono (giustamente) la massima importanza e  il fondamento stesso nel suo essere nel mondo. “Io sono perché noi siamo”, appunto.

Vivere alle spalle del parente

Il che ha un effetto collaterale interessante.  Quando un membro della famiglia si afferma in una professione,   tutto il  parentado  dal villaggio va a trovarlo  in città  e si piazza in casa sua, per  godere insieme della sua fortuna.  Una famiglia allargata di quaranta persone e più si accampa e vive alle sue spalle,  perché secondo la famiglia ha il dovere di farlo, consumandone le sostanze.  Il professionista di successo non può rifiutarsi, senza rompere l’ubuntu ed essere  malvisto dal gruppo familiare allargato, suscitandone la pericolosa invidia (con relativo  lancio di malocchio  ad opera di uno stregone pagato dai parenti).  E’ questo uno dei motivi per cui i pochi medici e tecnici veramente evoluti e professionali, appena possono emigrano e continuano la professione  in Europa, Usa o paesi del Golfo, depauperando l’Africa della classe dirigente.

Penserete che stia esagerando. Ma il fenomeno era così preoccupante da essere citato da Julius Nyerere (1922-1999),  il padre della patria della Tanzania e socialista, nella storica Dichiarazione di Arusha (1967) , considerata giustamente la Costituzione ideale dell’Africa, l’equivalente del solenne preambolo della Costituzione americana, We the People….

https://en.wikipedia.org/wiki/Arusha_Declaration

Dopo aver sancito l’eguaglianza di tutti gli uomini, la lotta allo sfruttamento e alla povertà,   nella sezione “Good Policies”, la Dichiarazione spiega:

“Nessuno dovrebbe andare nella casa di un parente e starci a lungo, senza fare alcun lavoro, perché così facendo sfrutta il suo parente. Parimenti, a nessuno deve essere permesso di bighellonare (loiter) nelle città o villaggi senza fare un lavoro che lo renda autosufficiente, a  sfruttare i parenti…”.

Che  ve ne pare? Guardate il giovane africano ben vestito da discoteca che bighellona con le cuffie in testa attorno ai supermercati, e riconoscerete il tipo umano condannato dolorosamente da Nyerere.

“Nella nostra società africana tradizionale”, tuona il padre della patria, “eravamo individui dentro una comunità. Avevano cura della comunità e la comunità aveva cura di noi, Non avevamo né bisogno né volontà di sfruttare i nostri simili”: qui Nyerere esalta appunto l’aspetto caldo, affettivo  e positivo dell’Ubuntu. “Ma poi vennero i capitalisti esteri. Erano ricchi. Erano potenti.  E l’Africano naturalmente cominciò a desiderare di essere anche lui ricco”.

Un gruppo  di neri   evoluti e sinceri sta  denunciando “le male culture” dell’Africa: denunciano cose sconosciute perché tenute segrete nella società dell’Ubuntu.

Per esempio:

Gli  Intoccabili

In tutta l’Africa sub-sahariana, non solo in Nigeria e in Camerun, esiste una categoria di “Intoccabili” impuri, senza diritti, che non possono  sposarsi con i “liberi” (Nwadiala), e nemmeno danzare con loro, nemmeno pregare per un libro.  Subiscono ogni genere di vessazioni. Si chiamano OSU e sono certamente discendenti da prigionieri di guerra nelle infinite guerre tribali,  quando erano dedicati come “sacrifici viventi  agli spiriti”  

 

Continua qui: https://www.maurizioblondet.it/ubuntu-e-invidia/

 

 

 

 

 

L’errore tragico delle élites italiane

Monti dice che “se i sovranisti vincono torneranno i conflitti e l’Europa finirà distrutta e rasa al suolo”. Ma nulla dice su un’Europa ridotta a protettorato tedesco.

13 maggio 2019 di Giuseppe Masala.

 

Il Tempo di Roma dà conto della presentazione tenutasi qualche giorno fa a Roma del libro di David Parenzo (“I falsari. Come l’Unione europea è diventata il nemico perfetto per la politica italiana”) alla quale hanno partecipato Emma Bonino e Mario Monti. Come è facile intuire il discorso è scivolato sull’Europa, sui nazionalismi risorgenti e sui suoi rischi.

 

Emblematico quanto detto da Mario Monti che traggo testualmente dal pezzo del giornale: «Se i sovranisti vincono torneranno i conflitti e l’Europa finirà distrutta e rasa al suolo». Questo è ciò che vede l’eminente economista della Bocconi.

 

Non è di per sé un discorso sbagliato: una frattura dell’Unione Europea creerebbe senza dubbio forti tensioni politiche in Europa, recriminazioni, traumi e crisi rabbiose soprattutto da parte di chi ha più da perdere dalla fine della Cuccagna Europoide. E’ chiaro ed evidente che c’è un rischio di guerra se si verificasse questa eventualità.

 

L’errore previsionale di Monti non sta però in ciò che ha detto ma in ciò che non ha detto, probabilmente perché non riesce a vedere oltre la sua visione ideologizzata dell’Europa.

 

Questa Europa è chiaramente egemonizzata dalla Germania, di gran lunga il paese maggior beneficiario della moneta unica e dell’unificazione del mercato finanziario e dei beni. Questa è un’Europa germanizzata. Oserei dire un’Europa sottomessa ai voleri di Berlino. Un’Europa dove ora l’ultimo baluardo è stato definitivamente fatto cadere. Mi riferisco alla Francia di fatto costretta a firmare un Trattato di Aquisgrana dove la Germania ha tutto da guadagnare e la Francia ha tutto da perdere: copertura diplomatica per l’ottenimento di un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu e esercito unico europeo dove la Francia metterà a disposizione il suo deterrente nucleare.

 

In cambio la Francia cosa ottiene? Tempo, nulla più che tempo per mettere a posto i suoi conti con l’estero chiaramente sostenuti dai capitali dei paesi in surplus e dunque dalla Germania stessa.

 

Inutile dire che anche l’uscita della Gran Bretagna toglie l’unico altro appiglio che

 

Continua qui: https://megachip.globalist.it/politica-e-beni-comuni/2019/05/13/l-errore-tragico-delle-elites-italiane-2041313.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mimmo Lucano sale in cattedra: i due pesi e le due misure sulla libertà di espressione

 di Federica Celestini Campanari – 11 Maggio 2019

 

Mimmo Lucano, ex Sindaco di Riace, il 13 maggio salirà in cattedra. Ad ospitarlo, con “onore”, come precisato dal Prof. Gaetano Lettieri, a nome del Dipartimento di Storia, sarà l’Università Sapienza di Roma, la più grande e tra le più importanti d’Italia.

Quella stessa università che nel 2007, a seguito delle proteste di docenti e studenti, negò al Santo Padre, Benedetto XVI, di poter tenere il discorso inaugurale di inizio anno accademico, oggi apre le porte a chi è sotto processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina oltre che per i reati di truffa e falso ideologico, sempre in relazione alla gestione dei migranti.

Del resto, siamo ormai abituati a leggere ciò che accade con la lente dei due pesi e delle due misure.  

 

Assistiamo, infatti, ad un processo continuo, alla gogna mediatica di coloro che decidono di non uniformarsi al pensiero radical chic di una certa parte politica di questo Paese ed allo stesso tempo vediamo incensare ed osannare i paladini

del pensiero globalista, immigrazionista, antinazionale.

 

È di questi giorni la notizia che il Salone del Libro, che ospitò brigatisti e terroristi, quest’anno ha deciso di negare la partecipazione alla casa editrice Altaforte perché vicina ad ambienti di destra non graditi a taluni benpensanti “illuminati”.

E allora che vada pure Mimmo Lucano a parlare alla Sapienza del suo modello Riace, già così tanto promosso in giro per il mondo come sistema eccellente di integrazione, prima della vicenda giudiziaria. 

Ci racconti anche però, il signor Lucano, dei matrimoni combinati, delle irregolarità, di un sistema che si è arricchito sulla pelle delle migliaia di persone arrivate qui dal mare. 

Ci racconti, il signor Lucano, secondo quale principio è possibile violare le leggi dello Stato, a proprio piacimento, chiamando “romanticamente” tale violazione disobbedienza civile.

È davvero questo ciò che vogliamo insegnare ai nostri giovani? Sono questi gli esempi dai quali vogliamo che la nostra migliore gioventù possa trarre ispirazione? I nostri futuri legislatori, magistrati, medici, ingegneri davvero dovrebbero prendere lezioni da chi è accusato di non aver rispettato la legge? Su questo, l’Università Sapienza forse dovrebbe interrogarsi. 

 

E se è vero che la libertà di espressione va sempre salvaguardata,

a patto che ci siano spazi per tutti,

allora chiediamo rispetto anche per un’altra parte di questa Nazione.

 

Quella che avrebbe voluto ascoltare il discorso di Ratzinger in quel gennaio di 12 anni fa, quella che ha letto e continuerà a leggere Brasillach, Heidegger, Prezzolini, Borges, Céline, Drieu La Rochelle, Jünger, Pound. Quella che non ha mai dato fuoco a nessun libro, e che, anzi, nelle proprie librerie ha fatto spazio anche a Marx e Gramsci. Perché la libertà è conoscenza e

 

Continua qui: https://www.lavocedelpatriota.it/mimmo-lucano-sale-in-cattedra-i-due-pesi-e-le-due-misure-sulla-liberta-di-espressione/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giulietto Chiesa: ”Così andiamo verso una guerra di sterminio mondiale”

 

Pubblicato: 11 Maggio 2019

VIDEO QUI: i Giorgio Bongiovanni – Prima Parte


Dalla lettura dei documenti prodotti dal Pentagono già lo scorso novembre è sempre più evidente il rischio di uno scontro mondiale, anche con utilizzo di armi atomiche, che vede il contrapporsi degli Stati Uniti d’America contro Russia e Cina. 

È possibile fermare la deriva? Di questo abbiamo parlato con Giulietto Chiesa,

Continua qui:

http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/74462-giulietto-chiesa-cosi-andiamo-verso-una-guerra-di-sterminio-mondiale.html

 

 

 

 

 

 

 

Giulietto Chiesa: ”Globalizzazione devastante. La tecnologia prende il comando su di noi”

 

12 Maggio 2019

 

VIDEO QUI: https://youtu.be/54BzBuQ391U

 

di Giorgio Bongiovanni – Seconda Parte


“La Globalizzazione ha abbassato la potenza intellettuale dell’uomo con la tecnologia che ha preso il comando su di noi. Un semplice cellulare ha cambiato il nostro tempo e non l’ha aumentato ma ridotto, abbassando la nostra capacità di controllo”.

E’ questo uno degli aspetti che vengono affrontati dal giornalista e

Continua qui:

http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/74475-giulietto-chiesa-globalizzazione-devastante-la-tecnologia-prende-il-comando-su-di-noi.html

 

 

 

 

 

 

 

 

ATTUALITÀ SOCIETÀ COSTUME

Crisi demografica, Bonino: invece di fare figli organizziamo il travaso di migranti

 

2, aprile, 2019

VIDEO QUI: https://corrieredirieti.corr.it/upload/20190402_video_14410312.mp4?_=2

L’Italia è in crisi demografica, ma cosa significa fare più figli in un mondo dove siamo già molti miliardi? Per Emma Bonino, intervistata a margine del convegno “Le Contemporanee”, la soluzione ai problemi di sostenibilità del nostro welfare dovrebbe venire piuttosto da un ‘travaso’ di persone; la leader di Più Europa ricorda che solo la Nigeria nel 2050 avrà più abitanti di tutta l’Eurozona:

“Noi avremmo di giovani, quindi o facciamo una politica seria di integrazione degli immigrati, oppure non saremo in grado di mantenere l’equilibrio del nostro welfare. Ma è chiaro che anche spingere sulla natalità, stiamo parlando di generazioni

 

Continua qui: http://www.imolaoggi.it/2019/04/02/crisi-demografica-bonino-organizziamo-il-travaso-di-migranti/

 

 

 

 

 

Da una Tv araba, Emma Bonino: servono 1,6 milioni di immigrati

8, febbraio, 2017   RILETTURA

VIDEO QUI: https://www.facebook.com/omar.bassani.7/videos/10210729854674739/

Queste sono le voci riportate all’estero, mentre a noi fanno credere che vogliono fermare l’immigrazione. Emma Bonino: Gli immigrati hanno contribuito al pil italiano con 100 miliardi di euro. Ci pagano 640mila pensioni.

Abbiamo un problema demografico, servono 1,6 milioni di immigrati

Continua qui: http://www.imolaoggi.it/2017/02/08/da-una-tv-araba-emma-bonino-servono-16-milioni-di-immigrati/

 

 

 

 

Blitz dell’elemosiniere del Papa: sblocca il contatore agli abusivi

Il palazzo occupato ha 300mila euro di debiti e rimane al buio. Ma il cardinale si cala nella centralina e stacca i sigilli al contatore per riportare la luce

Sergio Rame –  12/05/2019

In anni di occupazione hanno accumulato oltre 300mila euro di debiti con la società che gli fornisce la corrente elettrica. Così, dopo un interminabile braccio di ferro, lunedì 6 maggio sono arrivati i tecnici a mettere i sigilli al contatore e il palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme 55, a Roma, di cui ilGiornale.it si era già occupato in passato, è rimasto completamente al buio.

Fino a ieri sera quando è intervenuto l’elemosiniere di papa Francesco, Konrad Krajewski, che, come hanno raccontato gli attivisti dello Spin Time a Repubblica“si è calato nel pozzo, ha staccato i sigilli e ha riacceso la luce”.

Nell’ex sede dell’Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme, occupata abusivamente nel 2013 da Action

 

Continua qui: http://www.ilgiornale.it/news/roma/blitz-dellelemosiniere-papa-sblocca-contatore-agli-abusivi-1693309.html

 

 

 

 

 

Elemosiniere di Bergoglio infrange la legge e riattiva corrente nel palazzo occupato

12, maggio, 2019 di Armando Manocchia 

«Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Secondo il Vangelo di Luca, fu questa la risposta che dette Gesù agli emissari dei sacerdoti, i quali gli chiedevano se fosse lecito pagare il tributo a Cesare. La loro segreta speranza era che Gesù rispondesse negativamente per denunciarlo ai Romani. Cristo, però, non si fece ingannare ed anzi, colse l’occasione per insegnare che bisogna rispettare le leggi degli uomini, come i doveri verso Dio.

Ultimamente il Vangelo è stato spesso calpestato da

 

Continua qui: https://www.imolaoggi.it/2019/05/12/elemosiniere-di-bergoglio-infrange-la-legge-e-riattiva-corrente-nel-palazzo-occupato/

 

 

 

 

 

BELPAESE DA SALVARE

Il trasloco dei rom di Casal Bruciato? Col furgone Cgil

Il quartiere sbotta: il sindacato non si occupa più dei lavoratori italiani

di Grazia Maria Coletti – 11 maggio 2019

g.coletti@iltempo.it

 

Furgone della Cgil fa il trasloco della famiglia rom di Casal Bruciato e il quartiere sbotta: “Vi ricordate di quando i sindacati davano l’anima per la dignità e i diritti dei lavoratori italiani? Oggi spendono tempo e risorse

 

Continua qui: https://www.iltempo.it/roma-capitale/2019/05/11/news/roma-casal-bruciato-zingari-casa-rom-trasloco-cgil-1151593/

 

 

 

 

 

 

Il trasloco dei rom “griffato” Cgil

Un furgone con il logo del sindacato per la famiglia contestata

Elena Barlozzari – Dom, 12/05/2019

Roma – Cosa ci fa un furgone della Cgil in via Sebastiano Satta, a due passi da quell’alloggio popolare che è diventato ombelico del mondo e trincea?

I maligni diranno che a speculare sulla miseria degli ultimi

non è solo l’estrema destra,

non è solo un sindaco a cui la città è sfuggita di mano,

ma anche un sindacato in caduta libera.

La realtà, almeno stando a quello che denuncia il quartiere, ancora sul piede di guerra dopo la vexata assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia rom, è che la sigla sindacale abbia messo a disposizione il mezzo per aiutare gli assegnatari a trasportare il mobilio. La presenza del furgone bianco con le insegne del primo sindacato italiano non è passata inosservata. Gli abitanti di Casal

 

Continua qui: http://www.ilgiornale.it/news/politica/trasloco-dei-rom-griffato-cgil-1693063.html

 

 

 

 

 

 

CONFLITTI GEOPOLITICI

ESPERTO USA: LA CIA E IL MOSSAD STANNO METTENDO INSIEME L’INTELLIGENCE PER SPINGERE GLI STATI UNITI IN UN CONFLITTO MILITARE CON L’IRAN

11 Maggio 2019

La CIA e il Mossad di Israele stanno confondendo e distorcendo l’intelligence per spingere gli Stati Uniti in un conflitto militare con l’Iran, secondo Scott Bennett, un ex ufficiale militare statunitense, esperto di guerra psicologica e commentatore politico.

Bennett ha espresso questa valutazione nel corso di un’intervista alla Press TV giovedì, mentre commentava una dichiarazione del rappresentante al Congresso USA, la musulmana americana Ilhan Omar, che ha accusato l’amministrazione Donald Trump di preparare il terreno per uno scontro diretto con l’Iran usando dati di intelligence gonfiati.

La legislatrice ha detto oggi che la comunità dell’intelligence americana sta inventando scuse per giustificare politiche ostili contro l’Iran, proprio come avvenne prima dell’invasione dell’Iraq nel 2003.

La rappresentante musulmano americana, Ilhan Omar, ha accusato l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di preparare il terreno per uno scontro diretto con l’Iran usando dati di intelligence gonfiati.

Bennett ha dichiarato a Press TV che “i recenti sviluppi tra Iran e Stati Uniti e Israele stanno purtroppo arrivando a un potenziale punto di ebollizione ed è problematico, e ironicamente una delle poche persone che hanno sottolineato la verità su questo è stata la rappresentante Ilhan Omar”.

“E penso che lei abbia ragione ed è precisa quando afferma che certe persone producono false informazioni e manipolano il presidente in uno scontro errato e frainteso con l’Iran”, ha affermato.

“E penso che lei parli alla stragrande maggioranza degli americani che condividono gli stessi sentimenti, che potrebbero non essere d’accordo con lei politicamente, filosoficamente o religiosamente, tuttavia, gli americani sentono nel loro cuore che ciò che Ilhan Omar sta dicendo è assolutamente vero, e cioè che certe persone, alcune industrie, in particolare il complesso militare-industriale e alcuni sionisti guerrafondai, e altri partiti inclusi Benjamin Netanyahu, membri della comunità di intelligence [USA] e del Mossad, e Israele e Gran Bretagna, MI6,e la CIA degli Stati Uniti hanno confuso e distorto l’intelligence e hanno manipolato le informazioni per confondere la mente del Presidente Trump.

Il loro obiettivo sfortunatamente è quello di spingere il presidente in un potenziale conflitto con reazioni eccessive e altre misure di contrasto provocatorie alla risposta molto comprensibile e giustificabile dell’Iran alle sanzioni economiche sulle sue risorse naturali che vogliono strangolare economicamente il paese, fino a uno scenario molto simile a quello avvenuto tra Stati Uniti e Giappone nel 1940 “, ha sottolineato.

“Ricordiamo che il conflitto giapponese della Seconda guerra mondiale è scoppiato dopo che gli Stati Uniti hanno tagliato le forniture di petrolio e di gomma dal Giappone e che hanno fatto reagire il Giappone ad una situazione di vita e di morte, rispondendo con un contrattacco a Pearl Harbor. E penso che le stesse mentalità militari stiano cercando di creare uno scenario simile nello Stretto di Hormuz,

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CULTURA

Leggere Pasolini contro il fascismo “antifascista”

Nicola Porro – Dom, 12/05/2019 

«I giovani fascisti di oggi non li conosco e spero di non aver occasione di conoscerli».

Quando Italo Calvino scrive queste parole sul Messaggero del 18 giugno 1974, Pier Paolo Pasolini s’infuria e risponde con una lettera aperta su Paese Sera: «Augurarsi di non incontrare mai dei giovani fascisti è una bestemmia, perché, al contrario, noi dovremmo far di tutto per individuarli e per incontrarli. Essi non sono i fatali e predestinati rappresentanti del Male».

«Pasolini non c’è più. Però – ha rassicurato Michela Murgia, in un servizio andato in onda su Quarta Repubblica – ci siamo noi». Cioè, loro: i nuovi intellettuali della sinistra impegnata. Che, come Calvino, non hanno nessuna voglia di

Continua qui: http://www.ilgiornale.it/news/leggere-pasolini-contro-fascismo-antifascista-1693092.html

 

 

 

 

È stato ritrovato il seguito del romanzo da cui è tratto “Arancia meccanica”

Fra i beni dello scrittore Anthony Burgess è stato trovato un manoscritto che funge da continuazione ideale al romanzo che ha ispirato il film di Stanley Kubrick

di Paolo Armelli – 29 APR, 2019

 

Molti ricorderanno Arancia meccanica come il film del 1971 diretto da Stanley Kubrick che racconta la spirale di violenza e follia di un gruppo di giovani, i drughi, e in particolare del loro leader Alex (Malcolm McDowell). La storia però è tratta in origine da un romanzo scritto dall’autore britannico Anthony Burgess nel 1962 con il titolo di A Clockwork Orange (e pubblicato da noi in Italia nel 1969 inizialmente come Un’arancia a orologeria). Di recente è stato rinvenuto un manoscritto proprio dello scrittore morto nel 1993, finora ritenuto perduto, che conterrebbe proprio una specie di seguito a quella vicenda estrema.

Intitolato A Clockwork Condition, il manoscritto di circa 200 pagine è stato rinvenuto quando è stata venduta la villa che lo scrittore, vissuto a lungo in Italia, possedeva sul lago di Bracciano e i beni in essa contenuti sono

Continua qui: https://www.wired.it/play/libri/2019/04/29/arancia-meccanica-seguito-romanzo/

 

 

 

 

CYBERWAR SPIONAGGIO INFORMAZIONE DISINFORMAZIONE

Cybersecurity, pronto il piano nazionale per difendere i servizi “essenziali”

di Luca Zorloni 10 MAY, 2019

 

A fine maggio parte la strategia per le aziende che offrono servizi necessari alla vita quotidiana di famiglie e imprese, come banche, mezzi pubblici, ospedali, energia e telecomunicazioni

Il piano italiano sulla cybersecurity entra nel vivo. Entro la fine di maggio il Dipartimento per le informazioni sicurezza (Dis), che vigila sullo spazio cibernetico nazionale, spedirà le prime istruzioni per rinsaldare le difese dei servizi essenziali per la vita quotidiana di cittadini e imprese, come centrali energetiche, mezzi pubblici, banche, acquedotti e ospedali.

L’ufficio, guidato dal direttore Gennaro Vecchione e dal vice, Roberto Baldoni, sta ultimando le prime linee guida per attivare le protezioni previste dalla direttiva Nis (network and information security), che punta a rafforzare le risposte degli stati dell’Unione europea a un attacco cibernetico.

Servizi essenziali sotto protezione

Tra le varie prescrizioni, la Nis prevede che gli operatori che offrono servizi essenziali (i cosiddetti ose), come trasporti pubblici, acqua, servizi finanziaria, energia, riscaldamento, telecomunicazioni e assistenza sanitaria, adottino alti standard di cybersecurity. In Italia ne sono stati individuati 465, tra aziende pubbliche e private, i cui nomi sono top secret per questioni di sicurezza nazionale.

Ora tocca al Dis fissare l’asticella. I documenti del dipartimento degli 007 saranno recapitati alle cinque autorità che il governo italiano responsabili della partita: sono i ministeri dello sviluppo economico, ambiente, salute, trasporti e finanze. E questi a loro volta dovranno assicurarsi che le aziende dei settori di propria competenza rispettino le nuove regole. Il piano non partirà tutto insieme. Il Dis inizierà con alcuni ministeri, e quindi con alcune aziende.

A quanto ha appreso Wired, queste avranno indicativamente 3-4 mesi per mettersi in regola. Quando i primi 465 ose saranno a regime, entro fine anno, il dipartimento punta ad allargare l’ombrello della Nis, coinvolgendo altre imprese. L’obiettivo è di alzare le difese più diffusamente, riducendo il rischio di contagio e di intrusione in caso di attacco.

Indennità per i tecnici cyber

In parallelo si muove il programma del governo. La presidenza del Consiglio sta studiando una riorganizzazione degli uffici pubblici per aumentare i dipendenti destinati alla sicurezza informatica e per facilitare la condivisione delle

 

Continua qui: https://www.wired.it/internet/regole/2019/05/10/cybersecurity-servizi-essenziali-italia/

 

 

Avaaz, l’ong legata a Soros che segnala a Facebook le pagine fake

L’oscuramento delle pagine fake in Italia voluto da Facebook è arrivato dopo le segnalazioni di Avaaz, l’ong con sede a New York che ha profondi legami con il tutto il mondo progressista internazionale, Soros compreso

Roberto Vivaldelli – 12/05/2019 

 “Qualcosa si muove, finalmente. Qualche anno fa denunciai pubblicamente le pagine Facebook che rilanciavano fake news. Oggi, dopo mesi, dopo il referendum e le elezioni, finalmente pagine con milioni di visualizzazioni per notizie false e diffamanti sono state chiuse”.

Il primo ad esultare sui social è l’ex premier Matteo Renzi: nella giornata di oggi, infatti, come riporta l’Ansa,

 

 Facebook ha chiuso 23 pagine italiane con oltre 2,46 mln di follower che “condividevano informazioni false e contenuti divisivi contro i migranti, antivaccini e antisemiti, a ridosso delle elezioni europee: tra queste, oltre la metà erano a sostegno di Lega o Movimento Cinque Stelle”.

 

La decisione è giunta grazie alle segnalazioni di Avaaz. “Ringraziamo Avaaz – afferma un portavoce di Fb – per aver condiviso le ricerche affinché potessimo indagare. Siamo impegnati nel proteggere l’integrità delle elezioni nell’Ue e in tutto il mondo”. Le 23 pagine chiuse, afferma Avaaz, “avevano in totale più follower delle pagine ufficiali di Lega (506mila follower) e Movimento 5 Stelle (1,4 milioni follower) messe insieme. Avevano inoltre generato oltre 2,44 milioni di interazioni negli ultimi 3 mesi”.

La pagina più attiva, rende noto l’organizzazione non governativa con sede a New York, era “Vogliamo il movimento 5 stelle al governo”, una pagina non ufficiale a sostegno del Movimento 5 Stelle: quella a sostegno della Lega, invece, è ‘Lega Salvini Premier Santa Teresa di riva’. Come spiega l’ong che collabora con Facebook “è stata quella che di recente ha maggiormente condiviso un video che mostrava migranti intenti a distruggere una macchina dei carabinieri”.

Fin qui, nulla di strano. La disinformazione sui social network esiste e sono numerose le pagine, che pubblicano contenuti che violano le regole della piattaforma.

Tuttavia,

non si può ignorare il fatto che Avaaz non sia un organo imparziale ed è facilmente dimostrabile che le segnalazioni della ong fondata da Ricken Patel nel 2007 siano politicamente orientate e tutt’altro che super partes. Lo dimostrano le battaglie politiche dell’organizzazioni e i finanziamenti di cui ha beneficiato.

avaaz.org, infatti è stata co-fondata da Res Publica e dal gruppo progressista MoveOn.org. Quest’ultimo, vicino al partito democratico americano, ha ricevuto nel 2004, secondo il Washington Post, “1,6 milioni di dollari da “George Soros e sua moglie“. Come conferma anche Asra Q. Nomani sul Wall Street Journal, parlando delle proteste progressiste contro il giudice conservatore Kavanaugh “MoveOn.org l’organizzazione vicina ai democratici e fondata grazie al denaro di Soros, ha inviato al suo esercito di seguaci un modulo dove poter richiedere i biglietti del treno per arrivare a Capitol Hill”.

Come riporta quest’inchiesta, il primo nome associato all’organizzazione no-profit che, secondo il Guardian, “si fonda totalmente sulla generosità dei singoli membri, che hanno consentito di raccogliere oltre 20 milioni di

destra nel tuo collegio. Il quattro marzo vota con la testa”.

 

Continua qui: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/avaaz-long-legata-soros-che-segnala-facebook-pagine-fake-1693414.html

 

 

 

 

DIRITTI UMANI – IMMIGRAZIONI

MULTE A ONG: CI DOVREBBERO DARE 1,5 MILIARDI DI EURO

MAGGIO 12, 2019 

Le Ong stanno facendo i conti. Con l’approvazione del decreto sicurezza bis, osteggiato dai grillini, la loro attività diventerebbe favoreggiamento all’ingresso illegale nel territorio italiano. Con, tra le altre sanzioni, multe dai 3.500 ai 5.500 euro per ogni clandestino traghettano.

 

Se fosse retroattivo, il decreto affonderebbe i trafficanti umanitari.

Medici Senza Frontiere dovrebbe all’Italia 440 milioni di Euro per gli ottantamila clandestini traghettati sulle nostre coste. raccolti in mare negli ultimi tre anni. Mediterranea Saving Humans, l’ultima in ordine di tempo al centro delle attenzioni per via del sequestro della propria nave, la Mare Jonio, nel 2019 ha già portato nei nostri porti 200 migranti e pagherebbe dunque oltre un milione di Euro

Continua qui: https://voxnews.info/2019/05/12/multe-a-ong-ci-dovrebbero-dare-15-miliardi-di-euro/

 

 

 

ECONOMIA

Gli Usa denunciano 20 case farmaceutiche per prezzi gonfiati

Oltre 40 Stati accusano le aziende di aver cospirato per alzare i costi del 1000%. L’attorney general del Connecticut: «Abbiamo prove forti».

12 maggio 2019

Un’enorme truffa ai danni di pazienti e cittadini americani, soprattutto di quelli più deboli e bisognosi di cure. È quella che secondo oltre 40 Stati Usa sarebbe stata portata avanti da almeno 20 case nel periodo di tempo che va tra il 2013 e il 2015.

Una sorta di cartello che avrebbe cospirato per aumentare artificialmente il costo di più di 100 medicine generiche, inclusi trattamenti per cancro e diabete, in alcuni casi di oltre il 1000%.

Una delle società accusate è la Teva Pharmaceuticals, il più grande

 

Continua qui: https://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2019/05/12/prezzi-farmaci-usa/231996/

 

 

 

 

 

“Non voglio essere ricco in un Paese povero”

Enrico Mattei e la rinascita industriale italiana

Michelangelo Morelli – 29 aprile 2019

«Noi italiani dobbiamo toglierci di dosso questo complesso di inferiorità che ci avevano insegnato, che gli italiani sono bravi letterati, bravi poeti, bravi cantanti, bravi suonatori di chitarra, brava gente, ma non hanno le capacità della grande organizzazione industriale. Ricordatevi, amici di altri Paesi: sono cose che hanno fatto credere a noi e che ora insegnano anche a voi. Tutto ciò è falso e noi ne siamo un esempio. Dovete avere fiducia in voi stessi, nelle vostre possibilità, nel vostro domani; dovete formarvelo da soli questo domani».

Il senso di orgoglio e di riscatto che traspaiono da questa frase, di un’identità che si afferma attraverso l’emancipazione da un passato di povertà – proprio e altrui -, l’idea che questa condizione di povertà non sia un destino ma possa essere mutata attraverso il lavoro e l’ingegno: queste convinzioni attraversarono l’intera esistenza di Enrico Mattei, simbolo della rinascita postbellica italiana e protagonista della cultura industriale repubblicana.

Antifascista bianco, abilissimo comunicatore, capitano d’impresa dalle doti di prima grandezza, si dimostrò in grado di intuire straordinarie potenzialità di un settore che nell’opinione prevalente era destinato ad un rapida fine. Mattei riuscì a dotare l’Italia di un’azienda forte, che sotto la sua energica guida venne messa nelle condizioni di trattare alla pari con i grandi del mondo, costruendo al contempo rapporti inediti con gli stati emergenti del terzo mondo, della cui indipendenza fu sempre strenuo difensore.

Enrico Mattei nacque il 29 aprile 1906 ad Acqualagna, in provincia di Pesaro-Urbino, da Angela Galvani e Antonio Mattei, sottufficiale dei Carabinieri originario di Civitella Roveto (L’Aquila). Conseguita la licenza elementare a Casalbordino, dove alloggiò presso la nonna materna Ester, Mattei entrò nella Regia Scuola Tecnica di Vasto e poi in quella Superiore dell’Aquila per ottenere il diploma, conseguendo però risultati scolastici deludenti. Data la scarsa propensione agli studi il padre Antonio lo fece assumere in qualità di apprendista in una fabbrica di letti metallici a Matelica (Macerata), dove la famiglia si era trasferita nel 1919: qui Enrico entrò per la prima volta in contatto con il settore dei prodotti chimici.

L’impiego presto si rivelò duro e mal stipendiato, portando così Mattei a farsi assumere come fattorino presso la conceria Fiore, la più importante fabbrica di Matelica. Qui instaurò un forte rapporto di amicizia con gli operai, da cui apprese i segreti delle operazioni chimiche della conceria, scalando rapidamente posizioni all’interno della fabbrica fino a diventare direttore tecnico nel 1926. L’anno seguente Mattei fu costretto a lasciare per sei mesi Matelica per prestare servizio militare nei Granatieri di Sardegna; al suo ritorno, date le difficoltà economiche in cui versava la conceria, decise di lasciare Matelica alla volta di Milano, dove si trasferì nel 1929.

Le conoscenze acquisite a Matelica negli anni in conceria, soprattutto riguardo alle innovazioni che in quel periodo avevano investito l’industria, fornirono a Mattei, assieme alle referenze del precedente datore di lavoro, un ottimo curriculum. Egli esordì a Milano dapprima come venditore per la Max Mayer, ditta di colori a smalto e solventi per conceria, ottenendo dopo un anno la rappresentanza italiana per la Löwenthal, un’impresa tedesca di prodotti e servizi per la medesima industria.

Parallelamente al lavoro di rappresentante, Mattei portò avanti il progetto di avviare una propria impresa, servendosi dell’esperienza maturata a Matelica e durante il soggiorno milanese. Assieme al fratello Umberto, giunto nel capoluogo lombardo nel 1930, Mattei inaugurò nell’estate dell’anno successivo una sua prima fabbrica con solo due operai, un macchinario usato e un piccolo laboratorio di emulsioni. Il tentativo di creare in Italia un nuovo mercato per quei prodotti tedeschi introvabili nel Paese ma di facile produzione riscosse un grande successo, e abbandonato il lavoro presso la Lowenthal Mattei fondò nel 1935 l’Industria chimica lombarda grassi e saponi, produttrice di vernici per concerie e composti sulfonati.

Sposatosi a Vienna nel 1936 con la ballerina Margherita Paulas, Mattei in quell’anno si trasferì assieme alla moglie e alla famiglia in un palazzetto nobiliare a Milano. Nello stesso stabile viveva Marcello Boldrini, professore universitario di statistica e in passato vicino di casa a Matelica dello stesso Mattei, che introdusse quest’ultimo negli ambienti del cattolicesimo progressista

 

Continua qui: https://www.pandorarivista.it/articoli/enrico-mattei-rinascita-industriale/

 

 

 

 

 

 

FINANZA BANCHE ASSICURAZIONI

Conti correnti, Unicredit dice stop alla carta. L’ad Mustier: «Dal 2020 tutte le operazioni solo digitali»

di Nicola Saldutti – 11 maggio 2019

i questi tempi il mestiere delle banche è diventato molto complicato, le nuove tecnologie cambiano continuamente, oramai per un gruppo come Unicredit quasi il 96% delle operazioni sono selfservice. Risultato: «Dobbiamo essere una banca credibile, per la clientela e per le persone che ci lavorano. Il piano Transform era mirato a questo, e ora possiamo dire che gli obiettivi sono stati raggiunti. Siamo già al lavoro per il nuovo piano che presenteremo a dicembre…». Jean Pierre Mustier, 58 anni, amministratore delegato dell’istituto di Piazza Gae Aulenti, in questi giorni farà il giro degli investitori, per raccontare i risultati ma soprattutto per dire cosa vuole diventare l’Unicredit.

Si era parlato di un vostro interesse per Commerzbank. 
«Non ho mai commentato queste voci. Dico solo che le fusioni in Europa sono molto complicate e che noi puntiamo a una crescita su base organica. Unicredit è una banca paneuropea, in grado di offrire servizi alla clientela e alle imprese. Affiancarle nel loro sviluppo e nella loro crescita anche internazionale».

Lei è stato scelto come presidente della Federazione Bancaria Europea. Ma l’Europa è ancora fatta di 28 Paesi. 28 authority… 
«Questo è il punto. L’Europa, per diventare più attrattiva per i capitali internazionali, deve essere percepita come un sistema più integrato. Negli Stati Uniti nessuno fa differenza tra la Pennsylvania e la California quando decide di investire nell’area del dollaro. Bene, nel Vecchio Continente bisogna fare lo sforzo di arrivare a questo livello di integrazione. Solo così potremo aumentare la capacità di attirare capitali. Sempre più necessari per alimentare la crescita delle imprese. Soprattutto per il tessuto fatto di aziende piccole e medie, che generano il 70% dei posti di lavoro in Europa».

Servirà a questo il vostro progetto sui nuovi capitali pazienti?
«Insieme ad alcuni importanti gestori abbiamo creato una piattaforma per un valore fino a 2 miliardi per partecipazioni di minoranza a lungo termine nelle Pmi. La trasformazione ci ha reso una banca molto più solida di prima, come ci viene ormai riconosciuto a partire dagli analisti».

C’è stata una fase di grande incertezza sulle scelte del management?
«Non direi, comunque la squadra che ho scelto è quella che ora sta lavorando per mettere a punto il nuovo piano strategico e che poi avrà il compito di realizzarlo. Ho fatto ruotare tutti, dal commerciale al corporate. Un modo per avere punti di vista nuovi e non incappare nella trappola della routine. Serviva una visione più fresca di strategie e rischi, ora ce l’abbiamo».

Per le banche sono tempi complicati, la concorrenza delle non banche è sempre più forte e i clienti non sono più disposti a sopportare servizi scadenti e costosi… 
«Le racconto cosa abbiamo fatto in Turchia, dove siamo al cento per cento paperless, senza carta. In Italia entro il 2020 renderemo tutte le operazioni retail paperless, un servizio migliore e più sostenibile anche per il pianeta. Semplificare i processi significherà poter dedicare più tempo ai clienti. In Germania ci volevano 80 minuti per aprire un conto, siamo scesi a 14 minuti. Questi standard li porteremo in tutto il gruppo».

E l’Italia? 
«L’Italia per noi resta centrale, siamo una banca paneuropea quotata a Milano, con il suo quartier generale a Milano. Nelle nuove tecnologie investiremo un miliardo all’anno per sviluppare nuove soluzioni. E molto riguarderà l’Italia. Personalmente continuo a visitare filiali e sedi, giro con la mia 500 rossa. Per sentire che cosa pensa la banca, vale molto di più della lettura di un report di 50 pagine».

A proposito del nostro Paese, lei resta ottimista come quando è arrivato… 
«Sono convinto che l’Italia abbia molti asset. È la seconda manifattura d’Europa, non è solo lusso e food, ma industria tecnologica. È un Paese con una ricchezza finanziaria delle famiglie superiore a quella dei tedeschi. Non ha subito fratture sociali, come quelle che si stanno verificando in Francia con i gilet gialli. E ha una struttura sociale più coesa. Certo, la crescita del Pil allo 0,1-0,2% resta lenta. Ma non è un problema solo di questo Paese. Il rischio che intravedo è il rallentamento degli Stati Uniti quando si esaurirà l’impatto dei tagli fiscali, e questo avrà conseguenze sulle altre economie. Vedo uno o due clienti al giorno, e quello che percepisco è la richiesta di una banca in grado di affiancarli, su cui poter contare. Molti, nonostante tutto, continuano a investire e a puntare sullo sviluppo di nuovi mercati. Lo spirito imprenditoriale italiano resta tra i più forti nel mondo».

Questione Carige… 
«Ribadisco che il nostro piano, anche in Italia, prevede una crescita su base organica. Se ci dovesse essere una necessità per il sistema bancario italiano, siamo pronti a dare il nostro supporto, con tutti gli altri operatori, su base equa e proporzionale».

Il voto europeo: ci sono molti timori di frammentazione dopo Brexit? 
«Non avremo molte sorprese. Una cosa mi pare certa, però: quello che non è positivo per l’Europa non lo è neppure per l’Italia. È necessario che più capitali, in forma di prestiti o di equity, affluiscano verso le imprese. Noi vogliamo fare questo mestiere e una maggiore integrazione europea aiuterebbe molto».

Ci sono però tanti vincoli, anche burocratici… 
«Bisogna far diventare l’Europa un mercato davvero domestico se vogliamo aiutare la

Continua qui:

https://www.corriere.it/economia/finanza/19_maggio_11/mustier-unicredit-dal-2020-stop-carta-conti-correnti-italia-a9ea1e54-73b3-11e9-a46f-84c039eb72db.shtml

 

 

 

 

GIUSTIZIA E NORME

Decreto sicurezza bis: maximulte a chi soccorre i profughi e il Viminale limita i poteri di Toninelli

L’ipotesi di giro di vite: il ministero dell’Interno potrà proibire il transito di navi per ordine pubblico. Stretta per i reati commessi durante le manifestazioni. C’è anche lo spazza clan: 800 assunti per notificare le condanne

MARIA ROSA TOMASELLO – 11 05 2019

ROMA

Non è solo l’ultimo e definitivo affondo di Matteo Salvini contro le (ormai rare) Ong rimaste a pattugliare con le loro navi il Mediterraneo, ma è anche un’incursione del Viminale nelle competenze del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli in materia di navigazione, quasi a suggellare con una norma quella che negli ultimi mesi era diventata prassi. Sette mesi dopo il primo decreto sicurezza, che aveva limitato le possibilità di accoglienza degli immigrati e rafforzato i poteri di sindaci, prefetti e questori in materia di ordine pubblico, il decreto bis con i suoi 12 articoli chiude quel cerchio, con una ulteriore stretta securitaria e innescando una nuova polemica con gli alleati del Movimento 5 Stelle che non lascia immaginare un passaggio agevole del testo in Consiglio dei ministri. «Oggi è una bellissima giornata per due motivi – ha detto Salvini a Napoli annunciando il varo delle nuove norme – in primis perché Noemi sta meglio e sta lottando e poi per il fatto che sono stati arrestati gli autori della sparatoria. Ci sarà il decreto sicurezza 2 che ci darà ulteriore forza».

Sanzioni stellari

Evocando una «straordinaria necessità e urgenza», il provvedimento dispone all’articolo 1 sanzioni pesantissime per le navi, da pesca o da diporto, che effettuino soccorsi in acque internazionali disattendendo le convenzioni e le istruzioni operative «emanate dalle autorità responsabili dell’area in cui ha avuto luogo l’operazione di soccorso» (quindi nella stragrande maggioranza dei casi la Marina libica relativamente alla sua area Sar), o dalle autorità dello Stato di bandiera.

La multa prevista va da 3.500 a 5.500 euro «per ciascuno degli stranieri trasportati», una ipotesi che, per esempio, nel caso di 30 persone tratte in salvo, farebbe oscillare da 105mila a 165mila la sanzione a carico dei soccorritori, cifre stellari per qualsiasi organizzazione non governativa. Non solo: nei casi «più gravi e reiterati» e laddove la violazione sia commessa da navi battenti bandiera italiana, è disposta la sospensione dell’attività da uno a 12 mesi, o la revoca della licenza.

Più poteri sugli sbarchi

Il passo successivo è la modifica del Codice della Navigazione dove, all’articolo 83, viene inserito un nuovo comma che mette nelle mani del Viminale il potere di «limitare o vietare il transito e la sosta» di navi mercantili, da diporto o da pesca nel mare territoriale «per motivi di ordine e sicurezza pubblica» o comunque nel caso in cui l’imbarcazione violi le disposizioni della Convenzione sul diritto del mare di Montego Bay relativamente al «passaggio inoffensivo» di una nave. Viene solo «informato» il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, le cui competenze, quindi, vengono limitate alle sole finalità di sicurezza della navigazione e di protezione dell’ambiente marino.

Il testo prevede anche norme meno urticanti sul piano politico. Per contrastare il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina vengono stanziati tre milioni di euro in tre anni per potenziare le operazioni di polizia sotto copertura

Continua qui:

https://www.lastampa.it/2019/05/11/italia/decreto-sicurezza-bis-maxi-multe-a-chi-soccorre-i-profughi-e-il-viminale-limita-i-poteri-di-toninelli-nbg3aYMW68XlLnKnsbMJpO/pagina.html

 

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE

Guerra dei dazi, l’arma della Cina è la fuga dai Bond americani

–di Alessandro Plateroti – 12 maggio 2019

Lo scontro commerciale tra Cina e Stati Uniti è salito di livello. Dopo il via libera di Trump ai nuovi dazi contro i prodotti cinesi, la possibilità di una guerra commerciale a tutto campo sembra diventata più concreta. Ma a differenza del passato, la vera partita tra Washington e Pechino non riguarda solo le tasse sul commercio: più della soia, delle auto o dei computer, è il ruolo della Cina nel finanziamento del deficit americano ad essere entrato prepotentemente in gioco. Un’analisi del Sole 24 Ore dei dati sulla consistenza del portafoglio di T-bond americani in mano cinese conferma infatti non solo il ruolo giocato da Pechino (e dai governi alleati) nel fallimento tecnico di due aste di Titoli di Stato la scorsa settimana, ma l’esistenza di una manovra ben più vasta e insidiosa sul debito (e sui tassi) degli Stati Uniti.

Nella settimana appena conclusa, infatti, il conto di Tesoreria dei governi stranieri presso la Federal Reserve è sceso inaspettatamente di 670 milioni di dollari a 3,06 miliardi, provocando più di un nervosismo alla leadership americana: su quel conto, la parte del leone la fa la Cina, primo creditore degli Usa e primo finanziatore della politica del deficit spending di Donald Trump. Per i mercati (ma non solo), quei saldi non sono affatto occasionali: più la Casa Bianca alza la posta nello scontro commerciale e valutario con Pechino, più il governo cinese toglie il denaro dal banco. Senza proclami, e senza che nessuno se ne accorga. Salvo la Fed e il Tesoro, ovviamente.

Per rendersene conto, basta prendere le tabelle del Tesoro Usa sulla distribuzione del debito americano per Paese straniero: in 12 mesi (febbraio 2018-febbraio 2019), la Cina ha ridotto da 1.176 miliardi a 1.130 miliardi di dollari il portafoglio di T-Bond americani, con una progressione a dir poco impressionante. I dati sull’evoluzione del portafoglio straniero di bond Usa in marzo e

Continua qui:

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2019-05-12/guerra-dazi-l-arma-cina-e-fuga-bond-americani-100050.shtml?uuid=ACTfrqB

 

 

 

 

POLITICA

Matteo Salvini, mina sul governo: verso la crisi.

Giuseppe Conte sconvolto, il ruolo di Sergio Mattarella

12 maggio 2019

Ad agitare il governo ora ci si mette il decreto sicurezza-bis presentato dalla Lega e da Matteo Salvini. “Una mina”, secondo Giuseppe Conte e grillini sulla quale potrebbe davvero cadere l’esecutivo. Luigi Di Maio infatti considera il provvedimento – con cui verrebbe neutralizzato Danilo Toninelli in tema di sbarchi e immigrazione – una sorta di

Continua qui:

https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13461230/matteo-salvini-decreto-sicurezza-bis-giuseppe-conte-sconvolto-ruolo-sergio-mattarella-crisi-di-governo.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Zingaretti indagato per finanziamento illecito

Indagine delle Procure di Roma e Messina

19 marzo 2019

Nicola Zingaretti, proclamato appena domenica scorsa dall’assemblea nazionale del Pd segretario del partito dopo aver vinto con il 66% dei voti le primarie del 3 marzo scorso, sarebbe indagato dalle procure di Roma e di Messina per finanziamento illecito. Secondo quanto riportato dall’Espresso on line il nome di Zingaretti emerge dagli interrogatori degli avvocati siciliano Piero Amara e Giuseppe Calafiore: arrestati nel febbraio 2018 per corruzione in atti giudiziari, hanno poi patteggiato 3 e 2,9 anni a testa.

Sotto inchiesta anche Berlusconi

Sotto inchiesta ci sarebbe anche Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari su una sentenza del Consiglio di Stato che, secondo l’accusa, gli consentì di non cedere parte del pacchetto azionario di Mediolanum così come aveva invece stabilito la Banca d’Italia. Per quanto riguarda invece il neo segretario del Pd l’inchiesta è invece portata avanti dai pm Paolo Ielo e Stefano Fava e prende spunto dalle dichiarazioni di Calafiore in un interrogatorio del luglio scorso. Tra l’altro Calafiore si sarebbe detto sicuro di non essere arrestato grazie a erogazioni fatte per favorire l’attività politica di Zingaretti. Ma finora, precisa l’articolo dell’Espresso, prove di tali presunte erogazioni non sarebbero state trovate.

GUARDA IL VIDEO – Zingaretti: no correnti, Pd cambi tutto e non sia partito dell’io

Zingaretti fiducioso

Immediata la reazione di Zingaretti, che si dice estraneo ai fatti e fiducioso: «In merito all’articolo dell’Espresso sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio

Continua qui:

https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-03-19/zingaretti-indagato-finanziamento-illecito-193543.shtml?uuid=ABEm4yfB

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il leader islamico Piccardo: “I musulmani voteranno Cinque Stelle”

Il leader islamico alla Zanzara: “La poligamia è una battaglia giusta. Credo che i musulmani voteranno per i grillini”

Luca Romano – 01/02/2018

I musulmani d’Italia voteranno per il MoVimento Cinque Stelle. Ad assicurarlo è un esponente di primo piano della comunità islamica come Davide Piccardo, a lungo portavoce delle associazioni milanesi che fanno capo all’islam.

 

“Finora la maggior parte degli islamici votava la sinistra, adesso vedo che si orientano sui 5 Stelle. Anch’io voterò il Movimento”, ha dichiarato pochi giorni fa ai microfoni della Zanzarasu Radio 24.

 

Fra i temi del dibattito, anche una questione ormai parecchio dibattuta: la poligamia. Fra chi vorrebbe reintrodurla e chi pensa che bisognerebbe continuare a proibirla, il tema rappresenta una costante nella discussione fra ascoltatori e conduttori.

Conversando con Giuseppe Cruciani e David Parenzo, Piccardo ha tessuto un vero e proprio elogio

 

Continua qui: http://www.ilgiornale.it/news/politica/islamici-piccardo-ora-puntano-tutto-sui-cinque-stelle-1489485.html

 

 

 

 

 

 

 

Casta, l’assicurazione sulla vita gliela paghiamo noi

Polizza, la Camera spende 2,3 milioni l’anno, il Senato 2,9. Pronto un nuovo bando da 6,3. Il 50% è a carico dei contribuenti

AP APRILE 2019 – Franco Bechis

 

Ostentano tranquillità, nonostante il vento non proprio favorevole. E adesso si capisce pure il perché il Palazzo non traballa sotto la tempesta dell’antipolitica che sta contagiando gran parte degli elettori italiani: deputati e senatori hanno l’assicurazione sulla vita. Mentre non pochi italiani la vita se la stanno togliendo paralizzati dalle disgrazie economiche attuali e dalle incertezze sul futuro, gli onorevoli la vita se la sono assicurata dal primo giorno di legislatura.

Grazie a una superpolizza che al 50% viene pagata dalle amministrazioni di appartenenza (Camera e Senato) e quindi da tutti gli italiani, e per la restante metà è a carico dei diretti interessati grazie a un piccolo contributo versato a un fondo di solidarietà.

Proprio in questi giorni il Senato sta aspettando offerte per una polizza che assicuri infortuni e danni per tutti gli eletti e i dipendenti. Sul proprio sito ha pubblicato un bando rivolto a imprese assicurative di primissimo piano (la raccolta danni minima richiesta è di 450 milioni nell’ultimo triennio) pronte a partire su una base d’asta triennale da 6,3 milioni di euro. Cifre un po’ ribassate rispetto a un

 

Continua qui: https://www.liberoquotidiano.it/dossier/dossier–casta/983637/Casta–l-assicurazione-sulla-vita-gliela-paghiamo-noi.html

 

 

 

 

 

 

SCIENZE TECNOLOGIE

Instagram inizierà a bloccare tutti i post di un determinato argomento

Il social network Instagram ha deciso, da qui a breve, che inizierà a bloccare tutti i post che riguardano un determinato argomento, ecco quale

Veronica Boschi – 11 maggio 2019

 

La piattaforma Instagram ha deciso di prendere provvedimenti, come stanno facendo anche altri social network, per combattere la disinformazione. Inizierà con il nascondere dai risultati di ricerca tutti gli hashtag e i post che hanno come argomento informazioni false sui vaccini.

La storia dei vaccini va avanti da molti anni, quasi metà della popolazione è a favore e il resto è contro. Si tratta di un pensiero personale di ogni persona in Italia, però la piattaforma vuole oscurare tutte le informazioni false che li riguardano. Scopriamo i dettagli.

Instagram bloccherà i post sui vaccini

A partire da ieri 9 maggio 2019, la piattaforma ha iniziato a bloccare l’accesso agli hashtag che fanno risultare informazioni sbagliate, progettate proprio per cercare di dissuadere le persone dal vaccinarsi o dal vaccinare i propri figli

Continua qui: https://www.tecnoandroid.it/2019/05/11/instagram-iniziera-a-bloccare-tutti-i-post-di-un-determinato-argomento-522107

 

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