L’Aperto. Il rapporto uomini-animale

L’Aperto. Il rapporto uomini-animale

Manlio Lo Presti – 16 novembre 2021

L’Autore analizza il rapporto degli umani con l’universo degli animali e che nel suo svolgimento storico non è stato lineare. Il testo pone attenzione agli aspetti antropologici e zoologici. Non si tratta di un manuale per la cura di animali domestici. Agamben articola venti temi all’interno di novantatre pagine dove sono riportate numerose citazioni da testi filosofici, scientifici, sociologici per evidenziare il connubio della specie umana con la sfera animale. Il legame è complesso e da sempre è condizionato dalle correnti culturali che si sono avvicendate nei secoli. La convivenza con il bios si articola sulla acquisizione di schemi scientifici e filosofici conseguenti ad un pensiero religioso che li precede e li accompagna dalle origini ad oggi.  Le mutazioni antropologiche dell’uomo nel suo essere-nel-mondo si sono realizzate di pari passo con un cambiamento delle scale di valori e del valore dato all’animale. La crescente sensibilità verso il bios induce i ricercatori e i filosofi a riconsiderare la posizione degli animali nell’antropocene. Interessanti a tale proposito gli studi dello scienziato Jakob Johann von Uexküll biologo, zoologo e filosofo estone e pioniere dell’etologia. Ricerche focalizzate sulla modalità di percezione del mondo da parte di animali come le pulci, i ragni e gli insetti, ma anche di varie specie di volatili, nel tentativo di comprenderne la percezione dell’esterno di fatto totalmente differente dalla visione umana, fino ad oggi il metro del mondo. Il gigante filosofico Martin Heidegger è citato con ampi testi nel confronto con il filosofo francese Alexandre Kojève che dedica al tema del mondo animale una vasta attenzione.

 

La visione di Ezechiele – Biblioteca Ambrosiana

 

Lo stile espositivo è chiaro nonostante la complessità delle argomentazioni in campo filosofico, antropologico, religioso e scientifico. Il libro ci fa scoprire la vastità del lavorio mentale e di ricerca che si muove dietro ad una riflessione che può sembrare particolare o, quantomeno, di secondaria importanza rispetto alle prevalenti dispute sui temi sociologici, economici, politici, militari. Questioni che hanno attraversato l’intero Secolo breve e tuttora sono dominanti.

L’Autore procede a grandi passi alla realizzazione di una visione più articolata del rapporto Uomo-Bios evitando di toccare le questioni sollevate dal movimento del Transumanesimo che preconizza una transizione dell’intelligenza verso un suo stoccaggio nelle memorie di una Megamacchina delocalizzata mondiale e, in una fase più estrema, dell’Intraspecismo che sostiene la totale uguaglianza degli umani con tutte le specie animali rompendo una visione antropocentrica tuttora in piedi.

Parlare oggi di un libro di quasi venti anni fa significa segnalare una impostazione che possa riportare il tema dell’animalismo ad una dimensione equilibrata rispetto agli estremismi che spesso caratterizzano questo rapporto che accompagna gli umani sin dalla loro presenza sulla terra.

Va detto che questo piccolo libro non è per tutti e può interessare coloro che si pongono domande profonde e originali che esigono risposte non comuni. Un bellissimo ed insolito testo dedicato ai cercatori di verità nascoste dallo sciame sismico delle apparenze e dei pregiudizi!

Giorgio Agamben, L’aperto. L’uomo e l’animale, Boringhieri, 2002, pag. 93. €13,50

 

TEMI TRATTATI

Giorgio Agamben, l’universo degli animali, convivenza con il bios, Jakob Johann von Uexküll, mutazioni antropologiche dell’uomo, essere-nel-mondo, etologia, percezione del mondo, Martin Heidegger, Alexandre Kojève, Ezechiele, Biblioteca Ambrosiana, Secolo breve, Megamacchina delocalizzata mondiale, animalismo, Boringhieri, L’aperto, L’uomo e l’animale

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