La strategia del Caos permanente in Europa

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La strategia del Caos permanente in Europa

Manlio Lo Presti – 24 gennaio 2019

La dottrina Bolton sull’uso metodico del terrorismo e della guerra civile come arma di dominio planetario finora utilizzata per l’area africana, in Sudamerica e intorno alla Russia, viene sempre più attuata per devastare l’Europa.

Prima di estendere le operazioni di disordine – congiunta alla creazione di crisi economiche artificiosamente prolungate per un pianificato impoverimento delle masse europee così più ricattabili – gli Stati Uniti hanno avvertito il loro sgherro fidato inglese. L’avvertimento dovrebbe essere stato all’incirca del seguente tenore: “ti consigliamo di uscire al più presto dall’Unione Europea perché in Europa allestiremo scenari da Ottava Guerra Mondiale”.

Il caos nel vecchio continente ha più o meno i seguenti scopi:

  • impedire la creazione di un vero e proprio Stato federale d’Europa. Sarebbe una entità geopolitica che si trasformerebbe in un concorrente troppo forte di cui gli USA non hanno bisogno, anzi! Da tempo assistiamo alla deflagrazione programmata di una marea di conflitti regionali, nazionalismi, movimenti di piazza causati da una popolazione con livelli bassissimi di reddito e indebitata sempre più con le banche (il distruttivo CREDITO AL CONSUMO di cui non parla nessuno);
  • indebolimento con l’adozione ossessiva di politiche economiche ultraliberiste depressive coperte dalla scusa della tutela della stabilità dell’euro, anche a costo di creare decine di milioni di disoccupati ed espulsioni dai processi produttivi robotizzati;
  • Nell’ambito degli accordi non troppo sotterranei con la Russia per stritolare la Cina troppo ingombrante in Africa e titolare di enormi crediti nei confronti degli USA, l’attuale presidenza Trump darebbe l’Europa alla Russia come contropartita per il contenimento dell’Impero Giallo. Meglio quindi truffare l’alleato-nemico russo consegnandogli un continente azzoppato e in pieno caos:

 

  1. con oltre 50.000.000 di disoccupati più altri 25.000.000 in arrivo con le robotizzazioni dei processi produttivi;
  2. con una recessione economica troppo prolungata figlia di ricette ultraliberiste;
  3. con una conflittuale gestione francotedesca della cosiddetta UE sancita dal Trattato di Aquisgrana che affossa definitivamente la ragione d’essere dei pretoriani-non-eletti-da-nessuno di Bruxelles;
  4. con il sostegno – mediante l’utilizzo crescente della secessione – alla creazione di staterelli europei piccoli più manovrabili e ricattabili sovragestiti dal Fondo Monetario Internazionale;
  5. con l’invasione non programmata di prossimi 50.000.000 di nordafricani: un’arma fortemente destabilizzante che aggiunge caos al caos.

 

TUTTO CIÒ PREMESSO

 

è possibile avere una chiave di lettura più omogenea di quanto sta accadendo in Europa e dell’utilizzo dell’Africa. Un continente usato:

  1. a) come terreno di scontro per sfrattare la Cina, annullare la presenza francese e scoraggiare le mire della Germania;
  2. b) come arma di devastazione mediante migrazioni pilotate lanciate contro l’Europa. Un flusso forzato che deve passare sull’Italia che deve morire, dopo gli esperimenti umani di genocidio sulla Grecia, e poi pilotare l’ondata verso l’interno del vecchio continente attuando operazioni di sterminio e di disordini su vasta scala seguendo il ben riuscito modello di disastro svedese.

Fra non molto, vedremo in quale misura questo piano egemonico USA sarà realizzato e con quali conseguenze in termini di vite umane, di territorio, di violazione dei diritti umani, di assetti economici e finanziari mondiali.

Viva la maestosa dissoluzione dell’Europa!