La Cooptazione dall’alto come scienza del Potere

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La Cooptazione dall’alto come scienza del Potere

Finché le nomine dei vertici seguono il criterio della COOPTAZIONE DALL’ALTO, non c’è via d’uscita.

Il reclutamento (selezione del personale) è un’attività molto complessa e rischiosa.

Richiede doti psicologiche, di percezione empatica, di leggere ciò che non è visibile ed infine, la capacità di valutare se le competenze della persona selezionata sono quelle richieste dall’organizzazione committente.

Quanto appena elencato in sintesi, può essere valido per la ricerca di personale con istruzione e professionalità, da destinare nei ranghi degli esperti, dei tecnici di medio-alto livello, ma MAI ai vertici della piramide organizzativa.

Per posizionarsi nella parte più stretta del vertice della piramide, nel luogo dove di DECIDE, la modalità selettiva cambia repentinamente!

Poiché la nomina di un alto esponente è una faccenda importante, i rischi di sbagliare bersaglio sono elevatissimi, primo fra tutti quello di avere all’interno della “sala comandi” una persona che può tradire e defezionare verso lidi avversi con documenti delicati al seguito.

La eliminazione – quasi totale – di questi rischi è l’adozione della COOPTAZIONE dall’alto.

I cooptati che hanno buone possibilità di entrare nel SANCTA SANTORUM presentano requisiti totalmente diversi rispetto alle competenze richieste nel “mondo di sotto”: devono essere RICATTABILI direttamente, esclusivamente, frontalmente e fisicamente, infine, devono avere un comportamento ed uno stile di vita somiglianti a quelli dei cooptatori.

Il ricatto (sessuale, di danaro, di rivalsa per una ingiustizia ricevuta, di odio etnico, per reati non ancora scoperti) costituisce un deterrente al tradimento, alla defezione in genere. Non viene nemmeno presa in considerazione la fedeltà perché è considerata un requisito troppo volatile ed instabile.

È richiesta SEMPRE obbedienza assoluta, cioè la affidabilità.

Indimenticabile la vicenda Duisenberg che osò eccepire blandamente una decisione del Consiglio e per questo fu brutalmente assassinato.

COROLLARIO

Il nominato non tradisce finché percepisce che il danno riveniente dalla defezione è superiore ai vantaggi del nuovo incarico.

 

Che speranza di mutamento può esserci con vertici bloccati dal ricatto?

Il problema di tutti i rapporti umani sta qui

 

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