Il piagnisteo degli evasori

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Il piagnisteo degli evasori

Manlio Lo Presti – 2 maggio 2020

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L’epidemia, dai numerosi contorni oscuri che presto saranno scoperti, sta creando problemi alle economie nazionali di tutto il mondo. Ha alterato gli equilibri mondiali, sta rafforzando le nazioni più forti, sta eliminando i diritti sociali faticosamente conquistati e infine lo stato assistenziale.

Il successo e la diffusione del telelavoro, che fa lavorare di più a parità di bassissima retribuzione, sta soppiantando il lavoro reale dove avremo – solo in Italia – milioni di espulsioni dalle aziende italiane e decine di milioni in Europa dove già ci sono 80 milioni di disoccupati.

Sarà la premessa per la creazione di un caporalato tecnotronico diffuso pagato a cottimo, assolutamente precario, impersonale, liquido, volatile, in gran parte infedele. Una regolamentazione di questo mondo selvaggio sarà l’immediato obiettivo dei sindacati, pena la loro estinzione in favore – forse – di altri possibili modelli di rappresentanza.

Il caos epidemico ha evidenziato la fragilità e le debolezze produttive del sistema economico italiano. Si tratta di inefficienze che hanno radici antiche e certificate dalle Relazioni finali dei governatori della Banca d’Italia dal dopoguerra ad oggi.

La musica dei governatori è sempre la stessa:

  • Investimenti in infrastrutture – strade, trasporti;
  • Investimenti di parte degli utili nell’ammodernamento tecnico delle aziende perché SIANO CAPACI DI COMPETERE CON TECNOLOGIE ADEGUATE;
  • Semplificazione delle strutture statali con fusione di comuni molto piccoli contigui, eliminazione delle amministrazioni provinciali, fusione di regioni, eliminazione del parastato, cioè di oltre novemila enti inutili che costa 12 miliardi di euro l’anno. Un punto quest’ultimo che nessuno, ripeto NESSUNO dei partiti affronta seriamente perché costituisce un ricco paracadute per i politici trombati e per i loro sodali;
  • Sfoltimento dell’intero corpus normativo comprendente oltre 300.000 leggi e regolamenti. L’utilizzo di un linguaggio giuridico lineare e privo di ambiguità. La produzione di norme dirette e senza le “eccezioni” che ne limitano l’applicazione o le rendono dubbie ingigantendo un contenzioso legale ormai fuori controllo. Importante la eliminazione di neologismi pseudo-anglosassoni che aumentano le ambiguità, oltre che essere un segno di servilismo e provincialismo culturale miserabile. L’invasione di termini esteri, spesso errati, ha assunto proporzioni tali da interessare sempre più i servizi segreti come area di emergenza nazionale;
  • Unificazione delle sette forze di polizia centrali e periferiche aventi ciascuna proprie gerarchie, bilanci, strutture territoriali sovrapposte, servizi segreti propri spesso in conflitto con gli altri, in un’unica forza nazionale, con eliminazione di immensi costi di struttura moltiplicati per sette;
  • Diminuzione della percussione fiscale che sta oltrepassando il 55% del reddito annuale guadagnato. Cioè ogni cittadino lavora almeno 5 mesi l’anno per pagare le imposte!!! L’alleggerimento fiscale sarebbe possibile con lo snellimento della struttura burocratica dello Stato centrale e periferica. Strutture più agili con un personale orientato alla cultura del SERVIZIO, con cittadini che non sono più dei nemici giurati, ma sono quelli che pagano questi servizi e i loro stipendi con le proprie tasse. LA CULTURA DEL “SERVIZIO” E NON DEL PRIVILEGIO FEUDALE, APPUNTO! E POI, SI SMETTA UNA VOLTA PER TUTTE DI CHIAMARE I CITTADINI “SOGGETTI” ENFATIZZANDONE LA SOTTOMISSIONE E NON IL LORO LIBERO CONTRIBUTO LAVORATIVO, SOCIALE E CULTURALE;
  • Recupero sistematico della gigantesca evasione fiscale di oltre 100 miliardi di euro (1) di cui solo la metà risolverebbe molti problemi senza dire grazie a nessuno! Per un recupero di gran parte della somma si potrebbero utilizzare i nostri servizi segreti e l’esercito che i politici non hanno esitato ad usare contro la popolazione italiana con droni, braccialetti, dispositivi RFID sottopelle, e ora anche la app di tracciamento sui cellulari personali. Tutte diavolerie che avrebbero fatto meglio ad impiegare contro la immigrazione selvaggia delle RISORSE-INPS controllando le nostre coste anche dalle postazioni satellitari della NATO, della NSA, di ECHELON ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.

TUTTO CIO PREMESSO

Purtroppo, va detto, senza infingimenti, che la cultura del piagnisteo italico (chiagne e fotte) costituisce un endemico e ignobile costume di molti imprenditori, commercianti e professionisti che in questi anni hanno alacremente evaso il fisco spostando i soldi nei paradisi di oltremare, in Svizzera, in Olanda, a San Marino, Liechtenstein, Wallis e Futuna, Tonga ecc. ecc. ecc. Guai ad investirli opportunamente nella propria azienda o attività per rafforzarla! Meglio dichiarare profitti inferiori al proprio impiegato di più basso livello. Il problema dei profitti dei puffi sorge in sede di richiesta di linee di credito che sono determinate in proporzione ai proventi dell’azienda, come ben sanno i cosiddetti esperti finanziari aziendali o consulenti o commercialisti. Allora scatta puntuale da parte delle associazioni di categoria e dei consumatori la ricorsiva campagna d’odio contro le banche che hanno la sfacciataggine di chiedere garanzie a fronte di una società con capitali versati al minimo di legge e dichiaranti profitti lillipuziani: se all’azienda non ci crede l’imprenditore, ci deve credere la banca?

Ecco sul piatto la titanica e pervasiva ipocrisia degli operatori economici e finanziari del nostro Paese. Tutti sono a conoscenza della ciclopica evasione di oltre 100.000.000.000 di euro riciclati, spezzettati, lavati, inviati mediante centinaia di bonifici su rete Swift e perfino via bitcoin e/o blockchain…

Intanto, i CITTADINI italiani, che vivono di lavoro dipendente, sono taglieggiati fino all’ultimo centesimo della tassazione che li colpisce! Loro non possono evadere!

Tale disparità di trattamento da tempo ha creato conflitti sociali, risse politiche.

Ma abbiamo tanto fumo e nessuna soluzione perché in questo sistema ci stanno bene tutti, soprattutto quelli che piangono miseria. Sarebbe da smascherare questo atteggiamento che con abilità rapidissima e felina riesce ad intercettare ogni occasione per spillare danaro altrove, meglio se statale, pensando erroneamente che sia una operazione gratuita. Il rimborso? Ci si pensa poi in attesa di sfangarla con l’ennesimo condono-ravvedimento-operoso-con-sconto.

In caso di insorgenti difficoltà, nel frattempo, si può anche pensare alla opzione “FALLIMENTO PILOTATO” dopo aver nominato un amministratore di oltre 70 anni di età non carcerabile!

I segnali di una sana amministrazione aziendale, imprenditoriale, artigianale, sono:

  1. Reinvestimento di buona parte degli utili nel capitale aziendale e nell’aggiornamento tecnologico;
  2. Accantonamento di utili per affrontare senza grandi difficoltà né il rischio di fallire, i periodi negativi.

Non è onestamente credibile la narrazione prevalente secondo la quale

  • da una parte, l’Italia è il 4° o 5° Paese più industrializzato del mondo e
  • dall’altra, che abbia il 90% di produttori marginali che crollano al primo scossone congiunturale, stante una crisi economica mondiale presente da oltre dodici anni!!!

 

QUALCOSA NON QUADRA. ANZI, TUTTO!

Non è inoltre credibile che una economia concorrenziale con forti quote di export non abbia preventivamente creato opportuni accantonamenti, mostrando di essere una struttura di cartone e questa “epidemia” ne ha mostrato gli aspetti più deleteri risultanti da atteggiamenti poco imprenditoriali basati sull’assistenza parassitaria di turno piuttosto che su una programmazione operativa di medio e lungo periodo.

P.Q.M.

Sono cosciente di aver scritto cose spiacevoli di cui pochi parlano.

Bisogna fare i conti con la realtà, anche con riflessioni antipatiche e senza nascondersi dietro le solite ipocrisie e le geremiadi.

Moltissime aziende oggi sono nei guai perché prive di una programmazione e prive di investimenti innovativi con utili non esportati all’etero! L’Italia potrebbe farcela da sola senza consentire a questa gang di politici serial killers di consegnare per tre soldi l’Italia all’asse infernale anglo-franco-tedesca!

E se un giorno ci svegliassimo con una mentalità meno ipocrita, cinica ed egoistica, con un recupero di dignità più operativa e costruttiva?

Non dovrebbe essere un sogno ma “solida realtà” (cit.)

NOTE

1) https://quifinanza.it/fisco-tasse/evasione-fiscale-100-miliardi-tasse-italiani-non-pagano/304819/