ALLUVIONE: MENTIRE PER COPRIRE LA VALANGA DI FANGO

ALLUVIONE: MENTIRE PER COPRIRE LA VALANGA DI FANGO

di Manlio Lo Presti (scrittore esperto di sistemi finanziari)

Nella mattinata del 19 maggio 2023 vengono diffuse varie trasmissioni da diversi canali televisivi e nella stessa fascia oraria. Il tema? La constatazione che la causa dei danni al territorio è frutto di una numerosa e annosa sequenza di eventi ambientali distruttivi. Il tutto è illustrato da una batteria di climatologi prontissimi a spiegare, dibattere, argomentare che di fronte ad eventi simili, gli umani possono fare poco. Questa sera la musica è diversa. Un esperto ci dice che è la prima volta che irrompe una tale devastazione. Sia pure con diverse conclusioni, il metodo è ricalcato dal modello della propaganda del virus: drappelli di virologi, dibattiti, statistiche ma, soprattutto, ciascuno dei convenuti afferma teorie diverse da quelle degli altri colleghi. Nessuno deve capirci qualcosa. Nessuno deve risultare colpevole, se teniamo conto che le aree colpite sono quelle da sempre dichiarate modello di sana amministrazione locale assicurato da storiche amministrazioni di sinistra. Se tutto questo fosse accaduto nelle regioni del sud, avremmo ascoltato una valanga di critiche, tavole rotonde, interrogazioni parlamentari, girotondi, articoli di fuoco degli “onusti della verità”, dei pasdaran del politicamente corretto, critiche dalla Francia, dall’Inghilterra, dai soliti olandesi e, per finire dagli immancabili germanici accompagnati da severi moniti delle solite Organizzazioni mondiali…
Le centrali del sinedrio comunicativo politicamente corretto non hanno potuto evitare di trasmettere ma – attenzione – lo hanno fatto nel modo più asettico possibile. Seguono le solite coreografiche lodi alle forze di soccorso, come se queste facessero il favore di agire in un contesto di disastro ambientale. Seguono scene commoventi di miracolati salvati, con la ripresa dei soliti bambini e animali domestici in braccio. Vediamo persone in lacrime e gioiose torme di ragazzi coperti di fango e felicissimi di cantare canzoni tradizionali locali. La letizia che rende sopportabile il disastro è assicurata da ragazzotti che sembrano non sapere dove si trovino.
Nessuno ha condotto un’inchiesta sulla gestione del territorio da parte di queste amministrazioni locali. Gli stessi che ci hanno da sempre sbattuto in faccia che erano i migliori. I proconsoli di un certo gruppo politico ci vengono a dire a microfono aperto che tali disastri sono l’effetto dei cambiamenti climatici, senza chiarire che tali danni sono la risultante di decenni di mancata gestione del territorio, della mancata gestione delle acque da far affluire in apposite cisterne secondo il modello dell’impero romano di cui si vedono ancora oggi i prestigiosi resti monumentali in tutta Europa. Stanno facendo quadrato, e con ampio ricorso di squadroni di climatologi. Di fronte alla contestazione del modello regionale del centro Italia, abbiamo stasera reazioni scomposte dei corifei dem che urlano alla demagogia. Se i danni fossero accaduti con amministrazioni di destra, i padroni del discorso buonista green elettrico avrebbero invocato l’arrivo di divisioni dell’ONU nella ex-italia.
Ho speranza che, dopo questi ingenti danni, le incolpevoli popolazioni di quei territori smettano di votare certi gruppi politici che non hanno adempiuto al loro dovere se non a parole, peraltro urlate perché essi possono farlo essendo eternamente dalla parte giusta. Che la finiscano di votare gruppi che hanno agito nello stesso identico modo di altre regioni considerate reiette. È il sistema, bellezza!
Il dramma si concluderà all’italiana, nominando commissario alla ricostruzione proprio quell’esponente che dovrebbe rispondere dei propri mancati atti per il principio della “responsabilità oggettiva”.
Aspetto pazientemente che si apra la stagione degli arresti dei responsabili di danni, non importa di quale colore essi siano in quanto appartenenti ad una stessa catena di comando. Qualsiasi riforma istituzionale, presidenziale, quirinalizia, costituzionale sarà totalmente vana se continueranno a circolare gli stessi uomini e le stesse donne che sono stati i responsabili dei disastri passati.
Un antico proverbio narra che “il pesce puzza dalla testa” …

FONTE: https://www.lapekoranera.it/2023/05/20/alluvione-mentire-per-coprire-la-valanga-di-fango/