RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 9 LUGLIO 2019

http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/poesia/7716-amare-e-trascendersi

RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI

9 LUGLIO 2019

A cura di Manlio Lo Presti

Esergo

Evitate di cadere in preda della strategia del nemico

(Nabeshima Naoschige, daymio giapponese, 1537-1619)

In: LEONARDO V. ARENA, Samurai, Mondadori, 2002, pag. 90

 

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Le opinioni degli autori citati possono non coincidere con la posizione del curatore della presente Rassegna.

 

Tutti i numeri dell’anno 2018 della Rassegna sono disponibili sul sito www.dettiescritti.com 

 

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SOMMARIO

 

Sicurezza nazionale italiana. 1

Perché sto con la trucibalda tedesca”. 1

Nuova nave, nuova missione: Mediterranea ora sfida Salvini 1

È morto il disegnatore argentino Guillermo Mordillo. 1  

I nipotini di Mengele

Pasolini vero simbolo di sinistra e difensore della polizia non come Carola  1  

O Capitana, mia capiatana

NEL LAGER ARCOBALENO.. 1      

COLONNELLO DEGLI STATI UNITI IN PENSIONE: ISRAELE STA TRASCINANDO GLI STATI UNITI NELLA TERZA GUERRA MONDIALE.. 1

GLI STATI UNITI SONO GIÀ IN GUERRA CON L’IRAN: ANALISTA   1   

Amare è imparare a trascendersi  

Il caso enigma: la storia – 1   

Porti sicuri

Gli “umanitari”

Aridaje

SME- Sistema monetario Europeo

MES – Meccanismo Europeo di Stabilità  

La battaglia di El Alamein

 

 

 

 

 

EDITORIALE

Sicurezza nazionale italiana

Manlio lo Presti 26 06 2019

 

La montagna di danaro ricavato dai crescenti flussi provocati dalla “migrazione forzata di massa” viene destinato ad operazioni di terrorismo mondiale.

 

Lo sbarco di navi e di migliaia di barchette con 4/5 a bordo sono materia di SICUREZZA NAZIONALE. Molti sbarcati sono terroristi, ex detenuti, tecnici della sovversione militare pronti ad agire sul territorio italiano ad un preciso ordine che arriverà inaspettatamente e molto presto: ad esempio, d’estate quando le città sono più indifese.

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Il buonismo neomaccartista, che, ci ricava la quasi totalità degli incassi titanici, continua a coprire i veri motivi di questa immigrazione forzata ed eversiva il cui scopo è la rapida e, se necessario, VIOLENTA SOSTITUZIONE ETNICA DELLA POPOLAZIONE ITALIANA CON 15.000.000 DI C.D. IMMIGRATI A 2 EURO AL GIORNO.

 

Tutto quadra se seguite il danaro!

 

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219564872862012&id=1520773895

 

Quando le truppe buoniste neomaccartiste si accorgeranno di aver fatto entrare il cavallo di troia, sarà veramente tardi!

 

Bisogna fermarli prima che arrivino a fare danni ulteriori!!!

 

 

 

 

 

 

IN EVIDENZA

Perché sto con la trucibalda tedesca”

Prof. Augusto Sinagra – 1, luglio, 2019

Sto con la trucibalda tedesca per molte ragioni delle quali indico solo alcune.

  1. Ha fatto capire che il problema non è di questa fine calcolatrice, nipote di un Comandante nazista, figlia di uno che si occupa di armi e infine priva, a quanto pare, di licenza nautica.
    2. Il problema è capire chi realmente comandasse la nave.
    3. La ragazzotta tedesca, bianca e ricca, al di là dei delitti commessi onde è giustamente detenuta, ha fatto capire che era teleguidata da traditori interni e nemici esterni che vanno individuati nelle varie ONG.
    4. Ha fatto capire che è in corso, con la scusa dei poveri africani, una guerra non dichiarata contro l’Italia e promossa da chi vuole destabilizzarla.
    5. Ha reso chiaro che dei clandestini africani che non fuggono da niente e che non sono mai stati naufraghi, ma merce consegnata dagli scafisti alle varie Carole, con destinazione predefinita altrimenti la Carola di turno non riceve la sua mercede, non gliene frega niente a nessuno.
    6. Ha fatto capire quale feccia sia la cosiddetta sinistra italiana che conferma e rinnova il suo tradimento in danno dei lavoratori e dei poveri strumentalizzando una vicenda che nulla ha di umano ma molto ha di criminale, solo per colpire il Governo e in particolare il Ministro Matteo Salvini.
    7. Carola ha il merito di avere reso evidente quanti imbecilli e disonesti allignino nel Popolo italiano.
    8. Ha mostrato come la Germania mai cambierà il suo spirito nazista, criminale e sopraffattorio.
    9. A lei va il merito della lettera inviata dalla Segretario di Stato olandese per le migrazioni Ankie Groekers-Knol al Ministro Matteo Salvini con la quale riconosce che questi ha ragione, che la beneamata Carola ha commesso delitti gravissimi, che la Sea Watch agisce in complicità con gli scafisti, che considera le sue azioni illegali e ne prende le distanze.
    10. Sempre per merito della pasionaria bianca, ricca e tedesca, il figlio di Bernardo Mattarella e il Fico tacciono; la velletrana Trenta si è rintanata in un buco e ha aperto bocca solo ad arresto avvenuto della Carola

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https://www.imolaoggi.it/2019/07/01/prof-sinagra-perche-sto-con-la-trucibalda-tedesca/

 

 

 

 

 

 

Nuova nave, nuova missione: Mediterranea ora sfida Salvini

Casarini, capo missione di Mediterranea, annuncia il ritorno in mare con una nuova imbarcazione battente bandiera italiana

Angelo Scarano – Lun, 01/07/201

Mediterranea torna a sfidare Salvini. Questa volta l’ong prepara un’altra missione in quel tratto di mare che separa la Libia dal nostro Paese usando però una nuova nave battente sempre bandiera italiana.

La Mare Jonio, l’imbarcazione con cui nelle scorse settimane l’ong ha salvato i migranti in mare, in questo momento si trova sotto sequestro. I sigilli sul natante sono scattati dopo l’ultimo sbarco di 50 migranti. E così la ong si è subito riorganizzata trovando un’altra imbarcazione. Ad annunciare il ritorno in mare è stato il capo missione, Luca Casarini che in una conferenza stampa a bordo della Rainbow Warrior a Palermo ha affermato: “A brevissimo, questione di ore, massimo un giorno, torneremo in mare con una imbarcazione battente bandiera italiana. Credo sia la migliore risposta a chi ha fatto una guerra contro chi salva le persone“. Poi lo stesso Casarini ha aggiunto: “E’ incredibile che siamo arrivati a questo punto – aggiunge – chi fa affogare le persone è un criminale, chi li costringe nei lager è un criminale,

 

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http://www.ilgiornale.it/news/cronache/nuova-nave-nuova-missione-mediterranea-ora-sfida-salvini-1719325.html

 

 

 

 

 

 

ARTE MUSICA TEATRO CINEMA

È morto il disegnatore argentino Guillermo Mordillo

30 giugno 2019

 

È morto a 86 anni il disegnatore argentino Guillermo Mordillo, uno dei più noti illustratori degli anni Settanta e Ottanta. Mordillo è morto domenica nella sua casa di Mallorca, in Spagna. Era nato a Buenos Aires nel 1932 da una famiglia di immigrati spagnoli.

 

https://www.pinterest.ch/pin/329536897711633793/

 

 

Iniziò a lavorare come illustratore di libri per l’infanzia appena finiti gli studi e per i primi anni ebbe impieghi tra l’Argentina e il Perù. Negli anni Sessanta ottenne un lavoro alla Paramount di New York, dove

 

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https://www.ilpost.it/2019/06/30/guillermo-mordillo-morto/

 

 

 

 

 

ATTUALITÀ SOCIETÀ COSTUME

I NIPOTINI DI MENGELE 

Federica Francesconi 28 06 2019

 

I nipotini di Mengele oggi ricoprono ruoli nelle amministrazioni pubbliche, nella magistratura, nelle strutture sanitarie e nel mondo della cooperazione. Sono animati tutti da buone intenzioni, almeno così appaiono all’esterno, le stesse intenzioni che lastricano le vie dell’Inferno.

 

Sono quelli che sulle loro bacheche pubblicano post “Io sto con Carola Rackete”, “porti aperti” e altre amenità pseudoumanitarie. Come una certa responsabile dei servizi sociali del paese di B., il paese degli orchi, che nella sua bacheca, quando non era impegnata a strappare ingiustamente i bambini dalle loro famiglie, si trastullava a pubblicare post pro-immigrazione clandestina e inneggianti odio contro Salvini.

 

I nipotini di Mengele hanno a cuore la salvezza degli africani, ma la loro coscienza non è scossa nell’apprendere che dei bambini innocenti sono venduti al mercato della carne umana, dove tutti i soggetti citati sopra si cibano. Sì, perché il sistema marcio che ha permesso di vendere dei bambini al miglior offerente con la complicità delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerli si può chiamare

 

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https://www.facebook.com/1165264657/posts/10216488521223294/

 

 

 

Pasolini vero simbolo di sinistra e difensore della polizia non come Carola

Meglio Pasolini che difese i poliziotti proletari. Meglio seguire lui, che coloro contro i quali egli lottò

di Diego Fusaro – 1 luglio 2019

Seguita l’epopea della capitana Carola, emblema della sinistra fucsia guardiana della globalizzazione della miseria. V’è una foto che la raffigura mentre sta accanto a un uomo della guardia di finanza. A sinistra, un rappresentante dello Stato italiano, che si guadagna onestamente da vivere e serve la Patria.

 

A destra, una figlia di papà annoiata, con rasta e casetta a Londra, amica del padronato

 

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http://www.affaritaliani.it/blog/lampi-del-pensiero/pasolini-vero-simbolo-di-sinistra-e-difensore-della-polizia-non-come-carola-613325.html

 

 

 

O capitana, mia capitana…

Federica Francesconi 26 06 2019

 

Triplice laurea teutonica, ricca e con doppio passaporto olandese e tedesco, chi te l’ha fatto fare di metterti a capo di un peschereccio sgangherato su cui imbarcare ragazzotti infoiati come cinghiali con 40 chili per gamba?

 

Tu dici che è stato un “obbligo morale” verso chi non ha avuto le tue opportunità di vita e la fortuna di nascere al momento giusto nel paese giusto.

 

O capitana, mia capitana, sentiamo: a quanto ammonta lo stipendio mensile tuo e del tuo commando di marinai “salvavite”?

 

O capitana, mia capitana, perché se avevi tanto a cuore la vita di chi è meno fortunato di te non hai ripiegato verso un porto sicuro più vicino rispetto al punto del mare dove hai raccattato il tuo prezioso carico umano anziché invadere le acque territoriali di uno Stato sovrano? E se un peschereccio battente bandiera italiana avesse invaso le acque territoriali olandesi, pensi che il capitano sarebbe ancora a bordo della nave a cianciare di diritti umani e solidarietà a 5-10 mila eurini al mese?

 

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https://www.facebook.com/1165264657/posts/10216476051751565/

 

 

 

 

BELPAESE DA SALVARE

NEL LAGER ARCOBALENO

Maurizio Blondet  2 Luglio 2019

La testimonianza qui raccolta da Il Giornale è rivelatrice.  Ascoltatela.  Il signor  “Michele”, accusato di maltrattamento dall’ex moglie (accusa archiviata) si vede portar via i figli piccoli dalle due assistenti  lesbiche della Val d’Enza, Federica Anghinolfi e Beatrice Benati

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/storia-michele-mi-hanno-tolto-i-figli-accusandomi-essere-1719444.html

“Lei non vedrà più i bambini. Li potrà vedere solo in forma protetta, una volta ogni 21 giorni. Perché è omofobo. Deve abituarsi ad accettare le relazioni di genere, perché la legislazione sta andando in questa direzione e lei se ne deve fare una ragione”.

Si vorrebbe credere che tutto si riduca a due malate psichiche chiuse nel loro mondo aberrante, in una lotta allucinata ma personale contro “l’omofobia”. Invece, diventa sempre più chiaro che le due persecutrici sono parte  di una organizzazione che si dà come  missione preparare il  mondo “ad accettare le relazioni di genere”  secondo “la direzione che la legislazione sta prendendo”.

Qui sotto si vede il programma stilato dal gruppo, molto ufficialmente: la creazione di un “tavolo permanente” fra le istituzioni “per il contrasto all’omotransnegatività e per l’inclusione delle persone LGBT”.

Guardate la lista delle “istituzioni” e capite che questi stanno creando una specie di campo di concentramento psichico in cui chiudere “gli omofobi” e i bambini di famiglie etero.

 

La Anghinolfi, lungi dall’essere  ritenuta pazza, è stata  ascoltata come “esperta”   alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza il  14 luglio 2016, insieme a Maria Stella D’Andrea, medico legale e criminologa della AUSL di Reggio Emilia, il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti,  mentre riferiva  –  ad un gruppo di deputati PD –  che  di minorenni “ne abbiamo  in carico  circa 900, di questi circa 90 sono vittime di abusi sessuali, gravi maltrattamenti, violenza assistita e violenza psicologica.”

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/36/indag/c36_fuori/2016/07/14/indice_stenografico.0028.html

Una bambina, Katia (nome inventato) viene strappata ai genitori che si stanno separando e affidata a due lesbiche, Daniela BedogniFadja Bassmaji.  La prima è stata intercettata mentre urla alla bambina: “Pensi che? Katia pensa che? Dai dillo! Porca puttana vai da sola a piedi”.  Daniela “sbatte la bambina fuori dall’auto sotto la pioggia battente”. Viene così accusata di abbandono di minore.

Fadia, la convivente, alla piccola: “Vuoi fare come i tuoi genitori che hanno fatto delle scelte che hanno fatto tanto male a te? Devi essere diversa”. Poi, dopo aver insultato i genitori della bambina, chiamandoli idioti, alza il tono della voce e minaccia: “Puoi andare a vivere sotto i ponti se vuoi fare quello che ti pare”.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/inchiesta-angeli-e-demoni-ecco-cosa-facevano-katia-bambina-1718677.html?fbclid=IwAR1BOLMM1Ea4HNKgNKzsbp7K6pwJcrwEtszMAwUD2M3tn-b_Uf1Ozup06lMù

Troppo facile pensare a due altre squilibrate.  Invece sono attiviste militanti dell’ideologia che vuole imporre il gender al mondo.  Ecco qui che Fadia partecipa con la Anghinolfi a un convegno, durante il Mantova Pride, dal titolo

“Uno sguardo accogliente verso l’affido LGBT”.

Ancora una volta: non stiamo parlando di pochi disturbati psicosessuali confinati nella zona di Reggio Emilia.

Qui sotto è il manifesto di Baby Pride che si è tenuto a Catania   – con “fiabe contro gli stereotipi”  per bimbi raccontate da due drag queen, ossia due trans:

Qui sotto una lezione.

Come si vede, organizzata dalla CGIL

Dunque, la CGIL è cointeressata al grande progetto di imposizione dell’omosessualità ai bambini?  Perché?  È il compito di un sindacato dei lavoratori?

Ma non solo la CGIL. Qui la dichiarazione di solidarietà al sindaco Carletti, tributatagli dall’ANPI:

 

Qui trovate un’intervista del 2015 a Stefano Mugnai, consigliere regionale di Forza Italia, è stato il presidente della commissione regionale d’inchiesta sul Forteto: ossia il precedente psico-lager pedofilo.

Mi dissero: chi tocca il caso Forteto muore”

https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/forteto-mugnai-1.1072471

Cosa la colpì? gli chiede l’intervistatore.

Mugnai risponde

L’enormità della questione, i tanti anni in cui si era sviluppata e i molti livelli istituzionali coinvolti.

E che il Forteto era organico al sistema di potere del @pdnetwork in Toscana.”

Era successo ancora una volta nel ’98 nella Bassa Modenese.

Quando furono  sottratti una ventina di bambini da 0 a 11 anni (alcuni in maternità immediatamente dopo il parto),  con l’accusa ai genitori di far parte di una banda di pedofili e assassini satanisti.

Alcuni di loro furono condannati in via definitiva e scontarono anni di carcere, altri morirono di dolore o si tolsero la vita di fronte alle accuse, altri ancora, come Lorena e suo marito Delfino Covezzi, dopo anni di processi furono totalmente assolti… Ma anche per loro, come per tutti, il vero ergastolo restò quello di non vedersi mai più restituire i “figli.

Lorena Morselli, una mamma di quella storia da incubo, intervistata da Avvenire: “Si vedono i bambini durante le audizioni protette a Modena, mentre devono rispondere alle domande del gip Alberto Ziroldi, che aveva nominato come periti proprio le psicologhe Cristina Roccia, allora moglie di Claudio Foti, Sabrina Farci e Alessandra Pagliuca, tutti di Hansel&Gretel. Uno dei miei figli parla come un automa, «in cimitero squartavamo i bambini e bevevamo il sangue», a domanda risponde che lui stesso ne ha uccisi cinque, per tre volte a settimana”.

Chiede la giornalista Lucia Bellaspiga: Che cosa l’ha più impressionata in questa nuova inchiesta?
“Di nuovo le stesse situazioni, ma anche gli stessi nomi, gli stessi personaggi. Quando ho letto che tra gli arrestati c’erano anche gli psicologi della stessa onlus che aveva interrogato i nostri figli, e cioè la Hansel&Gretel, ero incredula. I bambini di oggi e i nostri dunque erano stati trattati allo stesso modo, nessuno aveva fermato il cosiddetto “metodo del disvelamento progressivo”

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https://www.maurizioblondet.it/nel-lager-arcobaleno/

 

 

 

 

CONFLITTI GEOPOLITICI

COLONNELLO DEGLI STATI UNITI IN PENSIONE: ISRAELE STA TRASCINANDO GLI STATI UNITI NELLA TERZA GUERRA MONDIALE

8 Luglio 2019 da Redazione

 

Israele sta gettando l’America in una guerra con l’Iran che potrebbe distruggere ciò che è rimasto del Medio Oriente e innescare una terza guerra mondiale, il Col. Lawrence Wilkerson, ex capo dello staff del Segretario di Stato Colin Powell, ha avvertito a Washington circa un settimana fa .

Wilkerson, un colonnello dell’esercito in pensione che ora insegna nelle università della zona di Washington, non ha frenato la sua critica su dove lo status quo sta guidando gli Stati Uniti attraverso il suo stato cliente, Israele.

Alla conferenza annuale della lobby israeliana presso il National Press Club, sponsorizzato dal Rapporto di Washington sugli affari mediorientali e l’Istituto per la ricerca: Politica mediorientale, Wilkerson ha spiegato che Israele è decisa a innestare “un massiccio confronto con i vari poteri schierati contro di essa, un confronto che risucchierà l’America e forse finirà l’esperimento che è la stessa Israele e danneggerà irreparabilmente l’impero che l’America è diventata “.

Uno dei principali antagonisti che chiedevano una guerra con l’Iran, che poi Wilkerson aveva identificato, non era altri che Avigdor Lieberman, il ministro della difesa di origine russa di Israele. Wilkerson ha dichiarato:

Lieberman parlerà ad aprile a New York alla conferenza annuale del Jerusalem Post. Il titolo è “La nuova guerra con l’Iran”. È chiaro che è in prima linea nel promuovere questa guerra.

E da nessuna parte la mia preoccupazione per una guerra del genere si concentra più acutamente al momento nella Siria. Come [il] presidente della Francia Emmanuel Macron lo ha descritto recentemente, “L’attuale retorica di Stati Uniti, Arabia Saudita e Israele sta spingendo la regione verso il conflitto con l’Iran.”

Nonostante le incessanti denigrazioni dell’Iran del primo ministro Benjamin Netanyahu, inclusa la rivendicazione del più grande pericolo per lo stato ebraico è la repubblica islamica – un paese che accusa di sventagliare le fiamme dell’antisemitismo – Wilkerson ha fatto saltare queste accuse fuori dal parco usando una logica semplice. Egli ha detto:

Questo po di antisemitismo, ovviamente, come abbiamo sentito oggi, è quasi sempre un’arma di scelta per i politici israeliani sotto stress che lanciano, in questo caso, sul paese in cui risiede la popolazione ebraica – a proposito, la più grande in Medio Oriente al di fuori di Turchia e Israele – che vive in Iran in pace ragionevole.

Lui ha continuato:

 

E non dimenticare che queste parole sono state pronunciate dall’uomo che, come abbiamo sentito oggi, sta facendo tutto il possibile per espellere i profughi africani dalla pelle scura in gran parte dall’Eritrea e dal Sudan, da Israele, dove la maggior parte è arrivata come rifugiati legittimi.

 

Wilkerson ha evidenziato l’ipocrisia di Netanyahu e delle sue coorti in più di un modo. Ad esempio, Wilkerson ha fatto riferimento al discorso grandioso di Netanyahu alla Conferenza di sicurezza di Monaco, in cui ha direttamente sfidato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif mentre teneva in disparte i resti di un drone abbattuto presumibilmente sullo spazio aereo israeliano. Israele ha affermato che il drone era fabbricato in Iran. Wilkerson ha osservato che in risposta, l’Iran si è trovato salvato dal ministro della Difesa libanese, il quale ha affermato di avere un drone israeliano sopra la sua testa praticamente 24 ore al giorno.

Inoltre, i media mainstream e i governi che traggono beneficio dalle loro narrazioni prestano poca attenzione al fatto che Israele regolarmente viola lo spazio aereo libanese con i suoi sofisticati velivoli. Piuttosto, l’Iran è costantemente dipinto come la principale minaccia e violazione del diritto internazionale.

“Di recente, naturalmente,” continuò Wilkerson, “Tel Aviv usa sempre più la presenza iraniana in Siria, il suo sostegno a Bashar al-Assad e la sua presunta unità – e io amo questo, ei miei compagni militari lo adorano anche – per un corridoio sciita da Teheran ad Aden, come la bestia canaglia che non deve esistere ad ogni costo, incluso naturalmente il sacrificio delle risorse e delle vite dell’America, come la sua probabile causa e la sua richiesta esistenziale di azione “.

Ma perché c’è il pericolo che gli Stati Uniti vengano trascinati in questa guerra, e perché Israele ha bisogno dell’aiuto dell’America? Come spiega Wilkerson:

Credo che la risposta sia abbastanza chiara quando si mettono da parte le ragnatele che la circondano. La legittimità di un grande potere è ciò che io chiamo. E questo è esattamente ciò che desiderano Netanyahu e Lieberman.

È anche ciò che desidera Riyadh, in particolare con il nuovo re ragazzo Mohammed bin

 

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https://www.controinformazione.info/colonnello-degli-stati-uniti-in-pensione-israele-sta-trascinando-gli-stati-uniti-nella-terza-guerra-mondiale/

 

 

 

 

 

 

 

GLI STATI UNITI SONO GIÀ IN GUERRA CON L’IRAN: ANALISTA

 1 Luglio 2019 da Redazione

 

Gli Stati Uniti sono “in molti modi” già in guerra con l’Iran attraverso i loro atti di terrore economico che hanno come obiettivo strangolare il paese, afferma un autore americano e analista politico.

Daniel Kovalikun, un esperto anche in diritti umani e attivista per la pace, ha parlato alla Press TV domenica scorsa, ha detto che la guerra degli Stati Uniti contro l’Iran si è sviluppata “soltanto in una forma diversa” rispetto all’azione militare vera e propria.

“Gli Stati Uniti stanno imponendo sanzioni draconiane all’Iran … sono davvero impegnati nel terrorismo economico cercando di impedire all’Iran di vendere il suo petrolio, che è davvero la linfa vitale dell’economia iraniana”, ha aggiunto.

Gli Stati Uniti hanno iniziato a intensificare le tensioni con l’Iran lo scorso anno abbandonando un accordo nucleare multilaterale con la Repubblica islamica dell’Iran, sottoscritto da altri paesi e restituendo le sanzioni che erano state abolite dall’accordo. Le sanzioni includono un divieto di tolleranza zero destinato alle esportazioni di petrolio dell’Iran.

Nell’affrontare il “terrorismo economico”, Kovalik stava ripetendo un termine usato dalle autorità iraniane, incluso il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, che ha sottolineato che le sanzioni non sono l’alternativa americana per la guerra, ma costituiscono esse stesse una vera e propria guerra.
Washington si è anche impegnata in allarmanti crescite di tensioni militari nella

 

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CULTURA

Amare è imparare a trascendersi

 

Di Francesco Lamendola – 03 Luglio 2019

 

Amare non è da tutti; amare di amore vero non è un istinto, quello semmai è l’attrazione, ma è un processo che mobilita tutte le energie spirituali di una persona e il cui esito non è affatto scontato: nella maggior parte dei casi la tensione si esaurisce e ricade su se stessa; in pochi casi essa si realizza pienamente nel trascendimento di sé. Quando ciò avviene, la vecchia persona muore e scompare e al suo posto emerge una persona del tutto nuova, raffinata e nobilitata dall’amore ma anche temprata dalla sofferenza: perché trascendersi significa soffrire. In altre parole, chi fa l’esperienza di amare compie un salto esistenziale e sposta la propria esistenza su un livello superiore, nel quale nulla è più come appariva prima, e l’anima è ormai capace di affrontare la vita da una prospettiva totalmente diversa, più libera e sicura, più comprensiva e rasserenante. La cosa in apparenza paradossale è che, per giungere a tanto, di solito l’oggetto dell’amore, cioè la persona amata, deve uscire dalla relazione fisica, non appartiene più al mondo delle passioni carnali; vale a dire che è intervenuta una definitiva separazione fisica, oppure la separazione della morte. Chi ha letto la Vita nuova di Dante comprende di cosa stiamo parlando: né la distanza, né la morte possono spezzare un vero amore, ma al contrario lo assolutizzano e lo spostano in una regione spirituale così rarefatta, ma anche così autentica, che nulla e nessuno lo potranno mai più incrinare. D’altra parte, il possesso fisico della persona amata non è l’essenziale; se esso viene meno, o se pure non c’è mai stato, ciò contribuisce a far cadere il velo delle apparenze e permette alle due anime di vedersi interamente per ciò che sono, nella loro essenza, senza più alcuna deformazione dovuta alla dimensione carnale. Troppe cose ostacolano il godimento totale di due anime che si amano, finché permane la dimensione carnale: la salute, l’età, la disponibilità economica, tutto il lato materiale dell’esistenza, anche nei suoi aspetti più impietosi e grossolani. Non vogliamo con ciò dire che il vero amore non possa comprendere anche il lato materiale; se così fosse, il matrimonio e la formazione di una famiglia escluderebbero la possibilità del vero amore, il che non è vero. Diciamo piuttosto che quando cadono i veli della dimensione terrena, l’anima si mostra nella sua essenza e chi ne è innamorato trova in essa tutto ciò che può desiderare, senza alcun elemento di distrazione: l’età, le rughe, un difetto fisico, una menomazione, o semplicemente la povertà e quindi un aspetto poco curato o poco attraente.

 

L’amore profondo e assoluto è piuttosto raro, anche perché richiede l’incontro di due anime di pari valore, entrambe capaci della più alta generosità reciproca ed entrambe disposte e desiderose di perfezionarsi spiritualmente, quindi di accettare i più grandi sacrifici pur di affinarsi e innalzarsi; mentre tutto, nella cultura moderna, spinge le persone a porre le loro reciproche relazioni su di un piano grossolano, utilitaristico e finalizzato al raggiungimento del massimo piacere fisico nel più breve tempo possibile, per poi passare alla ricerca di altri piaceri e altre esperienze gratificanti, ma sempre in modo egoistico e superficiale. A fare l’esperienza dell’amore assoluto è stato il giovane poeta Friedrich Hölderlin (1770-1843), la più alta voce lirica del romanticismo tedesco, allorché il destino lo condusse a far la conoscenza di una donna che possedeva i requisiti per fare, con lui, la medesima esperienza, scevra di qualsiasi elemento volgare e grossolano. Orfano di padre, coltissimo, geniale, ombroso e solitario, si è laureato in teologia ed è divenuto pastore, ma non ha mai assunto tale incarico, per il quale non si sente portato; avrebbe meritato una cattedra universitaria, che gli consentisse uno stipendio regolare e un impegno di poche ore d’insegnamento, lasciandogli del tempo libero per la poesia. Tuttavia nessuno sembra accorgersi del suo enorme talento, neanche Hegel, né Schiller, né Goethe, o forse sì, ma la gelosia lo rinchiude in un recinto d’incomprensione, e per guadagnarsi da vivere deve adattarsi a una professione che non gli è affatto congeniale, quella del precettore privato. I nobili e i ricchi borghesi che assumono un precettore lo considerato alla stregua di tutta l’altra servitù, dato che gli passano uno stipendio (ne sa qualcosa il nostro Parini) e perciò non ritengono necessario usare alcun particolare riguardo nei suoi confronti. L’amor proprio del giovane poeta, già di per sé intimamente instabile e lacerato, sognatore e distratto, cioè perso continuamente nei suoi pensieri di bellezza assoluta (Essere uno con il tutto, questo è il vivere degli dei; questo è il cielo per l’uomo), ne avrebbe sofferto terribilmente. Eppure, proprio in una di queste case, quella del banchiere J. F. Gontard, incontra la sola persona al mondo che avrebbe potuto dargli ciò che cercava, la pace dello spirito e una profonda gioia di vivere (sono parole sue). Quando Hölderlin entra in casa Gontard, la madre dei suoi due alunni è nel pieno del suo fragile splendore: minata dalla tisi, le restano pochissimi anni di vita, e a lui restano pochissimi anni di coscienza prima che le tenebre della follia calino per sempre sul suo animo troppo sensibile, inadatto alla vita nella sua dimensione pratica e quotidiana. Suzette è una donna giovane, delicata, sensibile, molto bella e molto intelligente, che resta affascinata dal poeta malinconico e introverso, come lui di lei, nella quale vede l’incarnazione del suo ideale di bellezza greca, e fra i due divampa l’amore. L’idillio dura dall’estate del 1796 all’inizio del 1798; poi il marito si accorge dell’intimità che esiste fra loro, diventa geloso e il giovane precettore, offeso da un’ennesima espressione irriguardosa del suo datore di lavoro, con la morte nel cuore deve allontanarsi. Per qualche mese resta nei pressi, e i due innamorati si vedranno ancora qualche volta, scambiandosi, soprattutto, una quantità di lettere struggenti; poi Hölderlin dovrà andarsene definitivamente, troverà un altro posto di precettore, nella lontana Bordeaux, da cui si staccherà bruscamente, e rientrando in Germania, a piedi, affaticato, stravolto, verrà a sapere della morte di lei, precipitando poco dopo nel pozzo di una quieta e irreparabile follia, dalla quale, come più tardi Nietzsche, non sarebbe più uscito sino alla fine dei suoi giorni.

 

Busto di Suzette Gontard nata Borkenstein 1793-94

 

Un ritratto di Suzette Borkenstein, che nelle poesie di Hölderlin diverrà la greca Diotima, è stato tracciato dal germanista Vincenzo Errante (1890-1951) nella sua biografica di Hölderlin (La lirica di Hölderlin, Firenze, Sansoni, 1943, vol. 1, pp. 32-34):

 

Diotima scrive nascostamente al suo poeta. Nascostamente, riceve lettere da lui. Nascostamente i due innamorati riescono qualche volta a vedersi…

Poi, a poco a poco, in entrambi, avviene come una catarsi lirica di questa separazione.

Nelle mirabili lettere di Suzette Gontard all’amato (quelle di lui sono andate quasi tutte smarrite), l’eterno rapimento d’amore, soffocato all’esterno, ribolle da prima, dentro, in fiamme di umana fremente passionalità, che sembrerebbero travolgere la donna a occhi chiusi, soggetta soltanto ai turbini del cuore. Più tardi, sotto l’azione di una lente, acetica ed eroica, magnifica riconquista di se stessa, Diotima si converte invece a un nuovo imperativo categorico. Non tanto a quello che le imporrebbero i suoi doveri di madre e di sposa. Quanto a quello, che le comanda di sacrificarsi alla potenza di perfezionamento etico e d’ispirazione poetica di questo amore immortale: “Se deve essere che noi si divenga vittime del destino, promettimi di liberarti di me, e di vivere in modo che possa renderti ancora felice: nel miglior modo, per compiere il tuo dovere nel mondo. E che l’immagine mia non ti sia d’ostacolo! Solo questa promessa può darmi la pace. Amarti come t’amo,

 

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http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/poesia/7716-amare-e-trascendersi

 

 

 

 

CYBERWAR SPIONAGGIO INFORMAZIONE DISINFORMAZIONE

IL CASO ENIGMA- LA STORIA – 1

La storia di Enigma, la macchina cifrante impiegata dalle armate dell’asse durante la Seconda guerra mondiale, è diventata paradigmatica dei miti e delle sfide intriganti che pervadono l’universo dei sistemi di sicurezza. Oggi la crittografia è un’arma indispensabile negli enormi conflitti d’interesse politici, finanziari, militari ed economici che stanno scuotendo gli equilibri planetari. Ormai Enigma è un oggetto lontano, tuttavia le narrazioni delle vicende che la coinvolsero sono avvolte dal pathos di avvincenti racconti romantici in cui la morte, le sconfitte e le vittorie si mescolano come in un feuilleton ottocentesco. In questa breve esposizione si cercherà di raccontare, ancora una volta, gli eventi salienti e di porre in risalto i ruoli dei personaggi principali, ma in una forma che si vorrebbe, insieme, appassionante e aderente alla realtà dei fatti

MASSIMILIANO SALA – MICHELE ELIA – GNOSIS, 1/2018

Una buona decisione è basata sulla conoscenza e non sui numeri. Platone (428-348 a.C.)

La storia della crittografia è permeata d’intriganti episodi che colpiscono la fantasia collettiva, forse perché alla base del mistero vi era la sopravvivenza delle nazioni. Gli eventi motivo del suo fascino, veri o presunti, hanno portato la crittografia a dominare quella parte del mondo mediatico popolato di agenti segreti e d’investigatori geniali. Nei racconti fantastici confezionati per colpire l’immaginario popolare risulta molto difficile comprendere dove finisca il reale e cominci l’invenzione. Così, per decenni, le vicende di Enigma sono state narrate in pretenziosi racconti storici, talvolta contraddittori, ingenerando una confusione che ha fatto della macchina cifrante un mito. Tuttavia, dopo più di mezzo secolo, come da un torbido stagno, stanno emergendo brandelli di verità sia sugli impieghi della crittografia nella Seconda guerra mondiale sia sui fatti rimasti sconosciuti a tutti quelli che non li vissero in prima persona

Sicuramente, la reale lotta dei servizi crittografici alleati contro i sistemi di cifratura tedeschi, aspra e incerta, appare più affascinante che nelle stesse invenzioni letterarie. Questo il dispiegamento delle forze in campo. La Wehrmacht era composta dalla Marina militare (Kriegsmarine), dall’Aeronautica militare (Luftwaffe) e dall’Esercito (Heer). Le varie Armi impiegarono diversi sistemi di cifratura; mentre la Kriegsmarine e la Heer utilizzavano quasi esclusivamente Enigma, in molteplici versioni di crescente sicurezza, la Luftwaffe usava la stessa cifrante principalmente nella realizzazione base. Infine, gli alti comandi della Wehrmacht si scambiavano i messaggi crittografati con la cifrante Lorenz. La crittoanalisi dei cifrati tedeschi, intercettati da un poderoso sistema di ascolto, fu gestita con un’organizzazione complessa data l’esigenza, in primis, di distinguere tra le diverse cifrature di differente difficoltà (crittoanalisi blackbox) e, secundum, di trattare e valorizzare le informazioni così acquisite. La crittoanalisi blackbox è tuttora molto ardua, essendo veramente laborioso riconoscere il sistema di cifratura dal solo cifrato. E ancora oggi molte di queste attività sottaciute sono probabilmente coperte dal segreto di stato, se mai una qualche documentazione sia sopravvissuta a vari mascheramenti e a distruzioni fortuite o deliberate. Nella mitica letteratura dedicata ai Servizi segreti alleati, Bletchley Park, un paesino nella campagna a circa 75 chilometri a nord di Londra, è diventato un cult. È un fatto che in molteplici monografie, rapporti storici e racconti agiografici dedicati a quella località è sempre stato dato rilievo alla decrittazione dei messaggi della Kriegsmarine, cifrati con macchine Enigma identificate in quest’utilizzo col nome «Shark», sebbene questa versione fosse propriamente riservata agli U-Boot. Anche se il caso Enigma paia intenzionalmente enfatizzato, è incontrovertibile che la cifrante campeggi sullo sfondo dello scenario crittologico dell’ultima guerra. Era una macchina elettro meccanica, il cui principio di cifratura base consisteva di tre rotori in cascata, come tre cifrature successive fatte col disco di Alberti 1 . Inventata dall’ingegnere elettrotecnico tedesco Arthur Scherbius, fu brevettata nell’aprile del 1918 e adottata dalle Poste tedesche per la cifratura dei telegrammi. Nella sua struttura originaria non offriva una grande protezione e per questo fu giudicata non idonea per impieghi militari. Tuttavia, gli errori commessi nella cifratura dei messaggi nella Grande Guerra avevano insegnato ai Comandi tedeschi che era necessario tutelare adeguatamente le comunicazioni, garantendo nel contempo la protezione e la certezza della consegna del messaggio; con il vincolo aggiuntivo che questi obiettivi dovevano essere raggiunti impiegando operatori che non erano necessariamente esperti crittografi. Probabilmente fu la relativa semplicità d’uso di Enigma ad attrarre l’attenzione degli ambienti militari sicché, dopo sostanziali miglioramenti, nel 1926 fu adottata dalla Kriegsmarine.

Questa prima versione fu scelta anche dalla Luftwaffe. Ulteriormente rafforzata (con l’aggiunta di rotori e altri accorgimenti) al fine di avere un rassicurante grado di resistenza contro robusti attacchi crittoanalitici, a essa fece infine ricorso anche l’esercito. Va ricordato che anche in Italia nacque una variante di Enigma che – sviluppata dall’azienda romana2 Ottico Meccanica Italiana (Omi) e prodotta in pochi esemplari con l’aggiunta di un rullo per la scrittura automatica del testo cifrato o decifrato – fu usata dall’Esercito, dall’Aeronautica e dalla Marina durante la Seconda guerra mondiale. Enigma rappresentava l’apice dell’evoluzione dei sistemi cifranti elettromeccanici basati su

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http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista54.nsf/ServNavig/54-29.pdf/$File/54-29.pdf?openElement

 

 

 

 

DIRITTI UMANI – IMMIGRAZIONI

Porti sicuri

Axel White -25 giugno 2019

 

Escludendo Libia come porto sicuro, ecco altri porti inequivocabilmente sicuri e

 

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Gli “umanitari”

Cesare Sacchetti 25 06 2019

 

Don Ciotti: “questo Paese è alla deriva umana, facciamo scendere i migranti della Sea Watch.”

 

È strano.

 

Gli “umanitari” continuano a scaricare sull’Italia la

 

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Ariadje,

 

Sisto Ceci 25 06 2019

 

una volta, sui più importanti teatri d’avanspettacolo e in TV si esibivano i Fratelli De Rege, Carlo Campanini e Walter Chiari. Divertivano le platee con i loro sketch demenziali che iniziavano sempre con la frase famosa ” Vieni avanti cretino”.

 

E ora ci sono i coniugi Regeni, assonanze casuali ma non troppo, che, con le loro demenziali dichiarazioni, vogliono dettare le linee di politica estera al Governo e di nuovo, ieri, come una giaculatoria ” Ritirare l’ambasciatore italiano dall’Egitto, non è un posto sicuro “non è bastato una volta e ci riprovano ancora, ma non c’è Gentiloni al governo che li prende sul serio.

 

L’Egitto è un paese dove, ogni anno, ci vanno decine di migliaia di turisti italiani e tornano a casa soddisfatti e riposati e con l’intenzione di ritornarci più volte.

 

Chi invece ci va, per motivi inconfessati e inconfessabili, teleguidato da centri di informazione stranieri di dubbia natura, trova , come troverebbe in ogni paese, parecchie difficoltà  e anche qualcosa di peggio, e loro, i coniugi Regeni, continuano a chiedere all’Egitto le spiegazioni che, con molte probabilità, troverebbero invece in  Inghilterra , ma non hanno il coraggio di farlo perché gli inglesi, nonostante i contorcimenti infiniti sulla Brexit, sono persone serie e gli risponderebbero a tono e chiederebbero loro – ai genitori Regeni – cosa cappio fosse andato a fare in Egitto il loro figliolo  e non si lascerebbero certo condizionare, pur comprendendo il dolore per la perdita.

 

Ora in Italia siamo arrivati al punto che i coniugi Regeni sembrano diventati i fratelli De Rege, sempre con tutto il rispetto.

 

SistoCeci – Facebook

 

 

 

ECONOMIA

SME – Sistema Monetario Europeo

Lisa Stanton 25 06 2019

 

“Il principale argomento di discussione non sono le esportazioni, ma la partecipazione italiana al Sistema Monetario Europeo (EMS). Prodi e Ossola si sono trattenuti a Roma per la riunione del Consiglio dei ministri, quando Prodi è finalmente salito sul podio a mezzogiorno ed ha annunciato la decisione del Governo di unirsi allo SME largo, l’intera sala ha risposto con un applauso entusiastico.

Prodi ha detto che “la decisione è stata difficile perché si sarebbe rivolta alla direzione da prendere per la politica economica italiana. E guadagnarsi l’approvazione del Parlamento avrebbe richiesto un’intensa opera di Lobbismo.

Ma l’alternativa sarebbe stata un’Italia maggiormente ingestibile a causa delle

 

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MES – Meccanismo Europeo di Stabilità

Francesco Amodeo 25 06 2019

 

Era il 2012 il Governo Monti sottoscriveva il Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) destinando miliardi e miliardi di euro alla finanza speculativa per salvare gli interessi franco tedeschi.

 

Il popolo era ignaro di tutto, preoccupato del costo delle auto blu e degli scontrini dei parlamentari. In effetti erano quelle le armi usate dalla disinformazione mediatica per creare una cortina fumogena capace di nascondere quei crimini finanziari.

 

Io e l’amico Carluccio Alessandro eravamo isolati nella nostra opera di denuncia. Non c’erano ancora neanche i sovranisti.

Provammo a rivolgerci ai paladini della TV d’inchiesta. Nulla.

 

Alla politica. Nulla. Tutti concentrati sui ladri di polli e sulle loro spese.

 

Gli italiani che guardarono il video capirono l’urgenza di diffonderlo: oltre 5 milioni di

 

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STORIA

La battaglia di El Alamein

a cura di Roberto Biagioni

Quello che spesso viene ignorato dalla gente è che nel deserto sahariano presso la località conosciuta come El Alamein, in arabo “Due Bandiere”, non si consumò una singola battaglia ma una serie di azioni che si dipanarono dal 30 Giugno 1942 al 4 Novembre dello stesso anno. Quattro mesi di furibondi combattimenti che capovolsero le sorti del secondo conflitto mondiale causando la fine del sogno di Rommel e del suo Fuhrer di raggiungere l’Egitto e impadronirsi dei preziosi pozzi di petrolio che si trovavano in Iraq, Iran e Siria.

La scelta di questa luogo non fu però casuale: già nel 1941 l’esercito inglese decise di erigere in questo luogo l’ estremo baluardo difensivo contro gli eventuali attacchi rivolti verso Est e il Delta del Nilo. Tutto ciò, come vedremo, per evidenti regioni territoriali e logistiche:

          Il Sahara egiziano in questo punto si restringe formando un passaggio di soli 60 Km. delimitato da un lato dal mare e dall’altro dalla inospitale depressione di el Qattara formata da paludi e sabbie mobili che impedivano azioni di aggiramento a largo raggio.

          Una linea ferroviaria e una strada costiera la univano ad Alessandria, la principale base logistica distante poco più di 100 Km. Oltre a ciò un acquedotto portava acqua dolce direttamente sulla linea dei combattimenti facilitando in maniera sensibile lo svolgimento delle operazioni.

Per comprendere la caotica evoluzione degli avvenimenti è fondamentale conoscere i due schieramenti che in quel torrido deserto si contrapposero nell’estate del 1942. Le forze italo – tedesche schierarono da nord a sud i seguenti reparti:

          XXI Corpo d’Armata: Divisione di Fanteria Trento, Bologna e la 164.a ID germanica. A supporto due battaglioni di Fallschirmjager della Brigata Ramcke.

          X Corpo d’Armata: Divisione di Fanteria Brescia, due battaglioni della Brigata Ramcke, la Divisione Paracadutisti Folgore e la Divisione di Fanteria Pavia.

          Divisioni Corazzate erano arretrate in modo da poter intervenire nei punti in cui la linea del fronte fosse ceduta. Anche in questo caso da Nord a Sud troviamo la 15.a Panzerdivision, la Divisione Corazzata Littorio, la 21.a Panzerdivision e la Divisione Corazzata Ariete.

          Divisioni Motorizzate Leichtdivision e Trieste erano schierate lungo la costa per prevenire un eventuale sbarco britannico alle spalle delle forze dell’Asse.

In tutto 100 mila uomini supportati da circa 600 pezzi  d’artiglieria e 500 anticarro. Altrettanti furono i carri armati, in particolare i tedeschi PzKpfw III e IV e i nostri M13. Oltre a ciò 340 aerei da combattimento completavano il quadro delle truppe italo – tedesche.

L’Esercito britannico schierò invece il 30° Corpo d’Armata e il 13° appoggiati nelle retrovie dal 10° per un totale di oltre 200 mila uomini a cui si assommarono 1000 pezzi d’artiglieria, 1500 controcarro, 1200 carri medi di cui 400 Grant e i nuovissimi Sherman. Oltre a questo sostanziale vantaggio numerico le truppe inglesi poterono contare su altri due fattori che le avvantaggiarono:

          L’avanzata sostenuta da Rommel aveva ridotto notevolmente la forza e l’entità dei suoi reparti che

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http://www.storiaxxisecolo.it/secondaguerra/sgmcampagnaafrica1.htm

 

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