RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 8 SETTEMBRE 2021

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RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 8 SETTEMBRE 2021

A cura di Manlio Lo Presti

Esergo

Non vorrei sentire la predica di un vincitore al vinto.

KHALIL GIBRAN,, Sabbia e schiuma, Mondadori, 1993, pag. 95

 

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SOMMARIO

I finti francescani, i fucilieri muratori, i piumati, i filosofi, gli occhi di lince …
Vaccini, perché obbligare? Ecco i veri motivi della legge Lorenzin
Se il covid uccidesse i bambini
Oltre 300 professori universitari si schierano contro il Green Pass
QUESTA TARANTA HA VERAMENTE ROTTO I COGLIONI
UN TEMPO SUL RED CARPET SFILAVANO LE STAR DEL CINEMA. ADESSO SFILANO I VIROLOGI!
Mascherina eterna. Non si sa mai
No vax diversamente informati
Ipocondriaci
Da sano a immune
L’Innominato
CHIAMATEMI OTELMA
Come affrontare un autunno di resistenza: 18 imperativi
A proposito di Benigni 
Obbligo vaccinale, Sileri: “Ultima spiaggia, ma no vax idioti hanno fatto danni”
Il cinismo degli USA: anche dopo l’ultima ‘Sconfitta’ nei guai sono i civili
Natura e numero fra Rinascimento ed Età Moderna
Il Comitato dei 300 e il Nuovo Ordine Mondiale
MATTARELLA: IL PRESIDENTE EMERITO DELLA DITTATURA SDOGANA IL TSO
Il covid fa crollare la speranza di vita, passo indietro di 10 anni
Il crollo dell’aspettativa di vita
Due giuristi hanno diffuso la notizia di aver querelato il presidente della Repubblica
Considerazioni etiche e giuridiche sull’obbligatorietà dei vaccini anti Covid-19
IL GENERALE IMBROGLIO
L’EUROPA POLITICA NEGLI SCENARI ECONOMICI DELLA CONTEMPORANEITÀ
L’8 settembre e l’osceno concepimento
Tutte le trame che hanno portato all’8 settembre
25 luglio – 8 settembre 1943: ecco perché noi non possiamo credere né fidarci della classe dirigente
Chi tradì e chi fu tradito, nell’estate del 1943?

 

 

EDITORIALE

 

 

 

IN EVIDENZA

Vaccini, perché obbligare? Ecco i veri motivi della legge Lorenzin

Ivan Cavicchi

Ivan Cavicchi

Docente all’Università Tor Vergata di Roma, esperto di politiche sanitarie

SOCIETÀ– 18 SETTEMBRE 2017

Fermo restando il mio – più volte ribadito (anche su questo blog) – favore scontato per la profilassi delle malattie, ho sempre pensato e continuo a pensare che la legge fatta dal governo sui vaccini sia brutta, sbagliata, incivile e per certi versi assurda. Ma perché? A parte le ragioni di merito su cui abbiamo discusso tanto, quali sono le motivazioni vere che spiegano questa apparente assurdità?

Continuo a credere, considerando tutto, che al governo non interessava fare una buona legge per gli italiani ma solo ottemperare a degli accordi internazionali in ragione dei quali l’Italia è diventata paese capofila per la vaccinazione del mondo. Mi riferisco all’accordo di Washington del 29 settembre 2014 raggiunto tra il nostro paese, l’industria farmaceutica e il Global health security agenda.

Nessuno si è mai chiesto ma perché proprio l’Italia? E la risposta più plausibile non è perché abbiamo degli igienisti e degli epidemiologi famosi nel mondo, o perché l’Istituto superiore di sanità è davvero superiore, o perché noi siamo più bravi degli altri, ma è ragionevolmente geopolitica: noi siamo al centro del Mediterraneo e quindi siamo la porta di ingresso per l’Europa degli immigrati.

Per comprendere certe forzature quindi dovremmo vedere la nostra legge come qualcosa di straordinario cioè quasi come una misura eccezionale che va ben oltre il calo della copertura vaccinale e ben oltre l’ambito strettamente nazionale. Vediamo le forzature, quelle più importanti.

1. La prima è stata quando il governo, sui vaccini, decide di “scippare” l’iniziativa legislativa al Parlamento e di giocarsela tutta di corsa per conto suo attraverso un incomprensibile decreto d’urgenza obbligando il parlamento con la fiducia a chinare la testa;

2. la seconda è stata quando i vaccini da atti consensuali, come consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono diventati in modo ingiustificato trattamenti sanitari obbligatori;

3. la terza: la flagrante anti-costituzionalità delle norme;

4. infine, la quarta sul piano scientifico dove la mistificazione è massima. Vi sono vaccini nei quali prevale il vantaggio del singolo su quello collettivo per i quali non ha senso imporre l’obbligatorietà e invocare l’interesse collettivo (almeno sei su dieci).

Pochi giorni fa, la ministra Beatrice Lorenzin molto compiaciuta dei complimenti ricevuti dall’Europa sulla legge vaccini, alludendo a Romania e Francia, ha dichiarato “anche altri paesi stanno seguendo la rotta tracciata dal nostro Paese” fino a auspicare che “in tutta Europa siano resi uniformi i calendari vaccinali in modo da poter rendere omogenea la copertura dei bambini di tutta l’Unione europea” (Quotidiano Sanità, 13 settembre 2017).

Questa dichiarazione me ne ha fatto ricordare un’altra, sempre del ministro Lorenzin, fatta in occasione di quell’accordo internazionale che ho citato prima. Essa mi colpì non poco perché, a parte essere difforme da quella tecnica dell’allora presidente Aifa che si limitava a parlare di calo della copertura vaccinale e di ostilità crescente dell’Occidente verso i vaccini, sembrava preoccupata prevalentemente proprio di questioni geopolitiche. Eccola, giudicate voi:

“Sul tema della salute dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale (….) Il nostro Paese si trova al centro dell’area mediterranea e le molte crisi internazionali hanno portato a nuovi imponenti flussi migratori. È necessario rafforzare i controlli nei confronti di malattie endemiche riemergenti come polio, tubercolosi, meningite o morbillo. Se vogliamo evitare il collasso dei sistemi sanitari del Vecchio Continente dobbiamo rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa (…) Abbiamo già sufficiente esperienza per coordinare campagne di prevenzione contro nuove possibili epidemie”.

Questa dichiarazione avvalora i nostri sospetti, i nostri dubbi, e ci consente di gettare una nuova luce su una legge che non a caso ha finito con il dividere il nostro paese creando così tanto scompiglio.

Le dichiarazioni del ministro Lorenzin ci fanno comprendere che il calo della copertura vaccinale, fenomeno che non mi sogno di negare, è usato in realtà dal governo italiano, come giustificazione per mettere in campo una politica di difesa dell’Europa e per esportare un modello di profilassi coercitivo da rendere omogeneo in tutti i paesi d’Europa contro i pericoli di epidemie relativi agli immigrati.

La Lorenzin, ministro della Salute, parla di “malattie endemiche riemergenti” che rischiano di “collassare” i sistemi sanitari e propone di “rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa” rendendo “uniformi i calendari vaccinali in tutta Europa”. Il problema è che, tanto la Lorenzin quanto la Global health security agenda, vedono al momento solo fantasmi dal momento che oggettivamente non esistono epidemie e meno che mai epidemie causate dagli immigrati.

Mi si obietterà, immagino, che le autorità sanitarie internazionali hanno il dovere di prevedere i problemi. D’accordo, ma qualsiasi previsione comunque deve basarsi su dei dati, su dei fatti e non essere strampalata e implausibile.

Di cappellate fino ad ora queste autorità ne hanno fatte parecchie gridando a epidemie inesistenti, obbligandoci a comprare enormi quantità di vaccini per poi buttarli nel cesso, e solo per pararsi le terga dalle responsabilità. Resta il fatto che, anche prevedendo epidemie improbabili, non ha senso approvare una legge tanto irrazionale sulla base delle angosce dell’Europa e degli interessi dell’industria farmaceutica.

Ma secondo voi, ha senso per proteggere l’Europa da rischi inesistenti, obbligare i paesi sviluppati a profilassi discutibili come se fossero paesi sottosviluppati e per di più minacciati da epidemie che non esistono? Questa legge sui vaccini è un ballon d’essai dietro il quale vedo tanta imbecillità nazionale e internazionale, tanti affari e poco amore per i cittadini.

Se volete approfondire il tema, in edicola trovate Fq Millennium, “Il vaccino dell’obbligo”

FONTE: https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/18/vaccini-perche-obbligare-ecco-i-veri-motivi-della-legge-lorenzin/3861613/

 

Se il covid uccidesse i bambini

Daniele Scalea 4 09 2021

Ho la sensazione che molti sarebbero segretamente soddisfatti se la covid uccidesse pure i bambini, così da poter giustificare mascherine e vaccini appena usciti dal grembo della madre.
Parecchie persone sono ormai preda di un culto paranoico, in cui la ritualità (distanziamento, mascheramento, vaccinazione) è divenuta fine a sé stessa, slegata dalla malattia che dovrebbe combattere. Un culto che non tollera eresia o miscredenza, perché tra i suoi dogmi c’è questo: finché anche uno solo non sarà convertito, nessuno potrà ottenere la vita eterna che i sacerdoti “virologi” promettono agli accoliti.

 

 

 

“Viva la libertà”, docente anti green pass si dimette dall’università

Il prof. Andrea Camperio Ciani è docente di Evolutionary psycology, Genes mind and social behavior, e Animal and human behavior all’Università degli Studi di Padova. Il docente è regolarmente vaccinato con doppia dose ma non accetta l’idea che un docente o uno studente che abbia scelto di non vaccinarsi non possa più insegnare all’università o seguire le lezioni. Per ha scritto una lettera al suo rettore, al ministro dell’Università, Maria Cristina Messa, e al Ministro della Sanità, Roberto Speranza. Il prof. Camperio Ciani ha annunciato che se ci sarà l’obbligo di green pass lui rassegnerà le dimissioni.

FONTE:  https://www.iltempo.it/attualita/2021/08/26/news/andrea-camperio-ciani-contro-green-pass-si-dimette-universita-padova-28449204/

 

 

 

Oltre 300 professori universitari si schierano contro il Green Pass

È stata creata una raccolta firme da parte del personale universitario, col fine di opporsi all’obbligatorietà del Green Pass. L’appello è stato pubblicato il 3 settembre e si concentra sulla natura discriminatoria del certificato vaccinale. Perché dal primo settembre, per potere frequentare le università italiane è infatti necessario essersi sottoposti a due dosi di vaccino – come si sottolinea nell’appello –  e questo rappresenta, per chi ha avviato la raccolta firme, una «ingiusta e illegittima discriminazione introdotta ai danni di una minoranza». Nell’appello, si rende palese quanto l’introduzione del Green Pass come requisito obbligatorio abbia diviso e stia ingiustamente dividendo i cittadini in due categorie: «La “tessera verde” suddivide la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione)».

Le firme raccolte erano 150 fino a due giorni fa; oggi, i nomi di chi ha scelto di firmare la petizione sono raddoppiati e vedono anche nomi di spicco quali quello dello storico Alessandro Barbero. Quest’ultimo è recentemente intervenuto sul tema del Green Pass, sottolineando quanto, a suo parere, mettere l’obbligo del certificato sia dimostrazione di una grande ipocrisia, perché appunto le cose non vengono dette chiaramente. Così, Alessandro Barbero ha fatto un parallelismo citando la Divina Commedia, affermando che Dante avrebbe messo volentieri i suddetti politici nel girone degli ipocriti. L’intervento di Barbero è avvenuto il 4 settembre, durante l’evento organizzato dalla Fiom Cgil di Firenze in compagnia del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini.

Anche il famoso storico ha dunque deciso di appoggiare la raccolta firme, nella quale si specifica quanto la decisione di mettere il Green Pass come obbligatorio per docenti, personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e studenti sia in contrasto con «I dettami della Costituzione (art.32 Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti)» ma anche contro quanto stabilito dal Regolamento UE 953/2021 («è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate» per diversi motivi o «che hanno scelto di non essere vaccinate»). Per i docenti che hanno scelto di firmare – tra cui anche molti vaccinati – è dunque essenziale preservare la libertà di scelta, cercando di mantenere l’università come luogo di inclusione paritaria. Non può assolutamente essere impedito di accedere a dei diritti fondamentali come lo studio e il lavoro per delle scelte che sono libere e personali.

[di Francesca Naima]

FONTE: https://www.lindipendente.online/2021/09/06/oltre-300-professori-universitari-si-schierano-contro-il-green-pass/

 

 

 

ARTE MUSICA TEATRO CINEMA

QUESTA TARANTA HA VERAMENTE ROTTO I COGLIONI
RIDATEMI UCCIO ALOISI
Tonio de Pascali 6 09 2021
Una volta il Salento non era così.
Eravamo lontani da Dio e dal Mondo e per arrivare a Roma ci volevano 12 ore di treno, la notte. Solo venti anni fa. Ti addormentavi a Brindisi e ti svegliavi con l’Espresso  che attraversava la Prenestina ed entrava nella Termini.
Un altro mondo.
Poi arrivò la Taranta e, contemporaneamente, la scoperta turistica del Salento.
Un Salento provincialissimo e lontano da Dio, si scoprì uber alles.
Alfiere di quest’orgoglio era la Notte della Taranta.
Fiumi di vino fluivano per Melpignano al ritmo dei tamburelli.
Centinaia di migliaia di persone correvano nel cuore della provincia per ubriarcarsi e ballare.
Decine tra docenti universitari, psudo operatori culturali, comunicatori di questa ceppa si sono costruita la carriera parlando di antropologia.
Le peggiore cazzate e castronerie si sono scritte ed udite riguardo la Taranta.
Prima le dirette con le tv private poi la Rai con le reti minori in diretta.
Quest’anno la differita su Rai uno. Come tutti gli eventi per i parenti poveri. Differita ed in terza serata.
Ma quest’anno, dall’anno scorso in verità, è cambiato tutto.
Non sono più i comunisti a monopolizzare l’evento.
A dominare è la stessa elite politico-culturale che guida la politica e la cultura.
Vedere la Notte della Taranta ieri sera in tv era come vedere Sanremo. C’era Albano, con tutta la potenza misteriosa di Celentano, c’era il Volo, ovvero i tre figli canori di Tony Renis, con tutta la potenza mondiale e misteriosa di questo ex artista italiano, c’era Madame, 19 anni, che giocava a fare la diva navigata e colta con dietro tutta la potenza misteriosa della Sugar.
Non c’erano più i 200mila “poppeti” ubriachi,
C’erano solo mille signori della elite.
Come i comunisti, che sono passati dalle masse alle elite e alle banche.
Ecco: la ve:a natura antropologica della Taranta è il passaggio di direzione dalla politica culturale comunista al mistero massonico del nuovo potere. Anche quello canoro.
Ma io rivoglio Uccio Aloisi.

 

 

 

UN TEMPO SUL RED CARPET SFILAVANO LE STAR DEL CINEMA. ADESSO SFILANO I VIROLOGI! 
Emanuela Corda 2 09 2021
Ma vi sembra normale che a fianco alle star del cinema e attori, sfilino sul red carpet i virologi?
Roberto Burioni, virologo ormai reso famoso dalle comparsate televisive, ha sfilato sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia come un attore.
Questa cosa, mi spiace, non è normale. Se un virologo è impegnato a costruirsi un personaggio mediatico, allo scopo di aumentare la propria popolarità, non deve poi lamentarsi se il pubblico prende sotto gamba o sminuisce, i richiami e gli appelli della scienza.
Gli scienziati dovrebbero essere discreti e razionali. Specialmente in un momento drammatico come questo dove l’informazione dovrebbe essere curata con attenzione per non fomentare caos e disordine sociale. Nessuna uscita dovrebbe essere pensata per stupire, provocare o divertire magari per far salire gli ascolti e le vendite dei libri.
Ci sono mestieri che richiedono sobrietà. Chi rappresenta certe categorie chiamate a guidare le scelte politiche che influenzano una nazione, dovrebbe accettare di mantenere un basso profilo, lavorando per la scienza e dunque per il bene comune. Non per il proprio successo.
Ormai viviamo nella confusione totale, bombardati da messaggi continui e da una mediatizzazione esasperata su qualunque argomento.
Siamo ridotti al punto tale che se ci vogliamo rilassare e guardare un po’ di tv, magari sognare immergendoci nel mondo del cinema, ci ritroviamo davanti le stesse facce di quelli che a tutte le ore del giorno e della notte ci parlano del virus in tutte le salse e in tutti i contenitori televisivi. Persino dalla D’Urso a parlare dei loro fatti personali, perché si sa, la pubblicità è l’anima del commercio e tutto fa brodo. Ma basta!

FONTE: https://www.facebook.com/455252821212027/posts/5946707618733159/

 

 

ATTUALITÀ SOCIETÀ COSTUME

Mascherina eterna. Non si sa mai

Due mie amiche incontrate per strada ieri mezzogiorno.
Imbavagliate con mascherine mp3000 🙂 in damascato spesso 5 centimetri. Nessuno per strada.
Come stai? Come non stai? Convenevoli vari.
una delle due – “Ah…. perchè tu non sei vaccinato?”
3 passi indietro con distanziamento di almeno 2 metri
io – “no, scusa ma se sei vaccinata qual è il problema? perchè ti allontani?”
lei – sorride – “vero, ma non si sa mai”
io – “mi spieghi allora perchè ti sei vaccinata?”
lei – “perchè è giusto farlo per tutelare gli altri che non si possono vaccinare”
io – “ma lo sai che anche tu ti puoi contagiare e trasmettere il contagio quanto me?”
lei – “sì ma non si sa mai”
io – “non si sa mai, cosa vuol dire?”
lei – “Insomma io non mi volevo vaccinare ma mia madre è anziana ed ho paura che possa prendere a causa mia il covid”
io – “ma sai benissimo che puoi contagiarla anche se ti vaccini. “
lei – “Vero”.
io – “tua madre è vaccinata?”
lei – “certo, ovviamente”
io – “insomma non credi al vaccino ma ti sei vaccinata per proteggere tua madre che pure è vaccinata e cammini per strada con mascherine di mezzo chilo, spesse 5 centimetri, pur non essendoci bisogno perchè siamo per strada senza assembramento. E ti allontani da me che non sono vaccinato”.
l’amica – “sì, anch’io ho dubbi notevoli ma intanto ci siamo vaccinate e possiamo entrare nei ristoranti e sedere, tra poco che farà freddo”
io – “e ti sei vaccinata per questo?”
lei e l’altra – “ciao, andiamo, abbiamo da fare”.
Tonio de Pascali
FONTE: https://www.facebook.com/100015824534248/posts/105603253493422

 

 

No vax diversamente informati

Andrea Zhok 1 09 2021

L’altro giorno, in un cosiddetto “approfondimento” su una rete nazionale una giornalista (la conduttrice) è intervenuta in modo correttivo verso un ospite, dicendo che (parole più o meno testuali, cito a memoria):
“Non è che i Novax siano necessariamente disinformati, anzi sembra che ci sia un livello medio-alto dei titoli di studio. Diciamo che sono ‘diversamente informati’. Solo che non essendo esperti, ma magari sociologi, avvocati, ingegneri leggono i dati e non li capiscono, e così prendono cantonate!”
Ecco, questa storia degli esperti più esperti tra gli esperti che avrebbero l’ultima parola, e tu muto, deve finire.
Semplicemente basta.
Alla giornalista vorrei replicare semplicemente così:
“Ma lei, esattamente, come fa a dire qual è la ‘lettura dei dati’ corretta? 
Dice che si affida agli esperti? 
Bene, quali esperti?
Come fa a dire che quegli esperti sono affidabili, e specificamente che lo sono in quei giudizi? 
Lo fa sulla base delle proprie conoscenze scientifiche? 
No, eh? 
E allora su cosa si basa?
Non può certo appellarsi all’unanimità del mondo scientifico (ci sono un sacco di esperti a livello mondiale che hanno mosso severe critiche alle attuali campagne vaccinali – e, incidentalmente, per questo sono stati bersagliati da voi giornalisti, sempre sulla base della vostra expertise scientifica…).
E dunque i suoi giudizi si basano su cosa?
Visto che lei non ha le competenze per valutare il livello scientifico né dei dati, né delle interpretazioni, né degli esperti che le pronunciano, su cosa fonda i suoi giudizi, formulati con caratteristico tono di sufficienza e scherno? 
Sugli umori della folla? 
Sulle opinioni del capo?”

Ipocondriaci

Antropologia da bar 3 09 2021

Ci hanno ridotti a milioni di ipocondriaci, non facciamo che parlare di farmaci, di vitamine, di integratori.
– Baudelaire scriveva sotto eroina,
– Modigliani fumava sopra la tubercolosi,
– Balzac beveva otto litri di caffè al giorno,
– Drake a ottant’anni andava per mare senza un’occhio, senza una gamba, un uncino al posto della mano, la boccia di rum nell’altra e lo schioppo a tracolla,
– Leonardo esumava e sezionava cadaveri a mani nude senza amuchina,
– Santa Teresa baciava le piaghe dei lebbrosi e si librava in estasi erotico-mistica,
– Jan Palach si è dato fuoco,
– Lorca ha recitato una poesia d’amore davanti al plotone di esecuzione,
– Giordano Bruno sorrideva tra le fiamme,
– Mishima si è sventrato davanti alle telecamere… 
Ho visto gente suonare il piano coi guanti di lattice.
Finita questa ipno-psicosi che cazzo ne sarà di noi?
Parliamo d’altro, facciamo altro, armiamoci, menamose.
Muoriamo umani.
FONTE: https://www.facebook.com/100071133677220/posts/122433033471152/

 

 

Da sano a immune

Animo Bar 4 07 2021

I NAZISTI SANITARI STANNO CERCANDO DI CAMBIARE IL PARADIGMA DELLA SALUTE.
PER AVERE LA SCUSA PER METTERVI IL NANO-CHIP.
VOGLIONO TRASFORMARE IL CONCETTO DI “SANO” NEL CONCETTO DI IMMUNE.
VOGLIONO FAR SÌ CHE UNA PERSONA NON SI POSSA DEFINIRE “SANO/A”
SE NON VIENE TESTATA CONTINUAMENTE NELLA SUA IMMUNITÀ A DETERMINATE MALATTIE, COVID IN TESTA.
QUINDI PER ESSERE “SANI” NON BASTERÀ PIÙ SEMPLICEMENTE NON ESSERE MALATI,
MA BISOGNERÀ PROVARE DI ESSERE  “IMMUNI”, E QUINDI TESTATI COME TALI, CAPITE IL MECCANISMO?
QUESTO SARÀ IL GRANDE INGANNO CREATO COME SCUSANTE ALL’IMPOSIZIONE DI UN CHIP CHE TESTERÀ CONTINUAMENTE L’IMMUNITÀ.
TALE MACCHINAZIONE COMPLETERÀ IL SOGNO NAZISTA CHE IMMAGINAVA
LO STATO COME POSSESSORE, E PADRONE DEL CORPO DEL SUO POPOLO.
SCHIAVI SOTTO IL VOLERE CENTRALE DI COLORO CHE POSSONO DECIDERE DI VITA E DI MORTE SU TUTTI TRASFORMANDO PROGRESSIVAMENTE L’UOMO IN UN AUTONOMA PRIVO DI QUALSIVOGLIA DIRITTO.
GUARDATE COME IL SISTEMA (RAPPRESENTATO DA GOOGLE) COMINCI AD AFFERMARE IL CONCETTO
ALL’INTERNO DELLA DEFINIZIONE DI “SANO” E LEGGETEVI INVECE QUELLA VERA E ORIGINALE DELLA TRECCANI.
DEFINIZIONI GOOGLE
SANO_GOOGLE
SANO: Che gode della piena efficienza funzionale del proprio organismo,
👉 identificabile nell’IMMUNITÀ da malattie, lesioni, alterazioni, disturbi di carattere fisico o psichico (contrapposto a malato )
DEFINIZIONI TRECCANI
SANO_TRECCANI
SANO agg. [lat. sanus]. – 1. a. Di persona, o di animale, che è in buone condizioni di salute,
che non ha malattie organiche, lesioni, alterazioni o disturbi funzionali (contrapp. in genere a malato)
💥LA COSA È TALMENTE SPUDORATA CHE HANNO AGGIUNTO LA PAROLA “IMMUNITÀ”
ALLA DEFINIZIONE CLASSICA SENZA ACCORGERSI  DI AVER SCRITTO ASSURDITÀ…
COME SI PUÒ ESSERE “IMMUNI” A “lesioni, alterazioni” ??
COME SI PUÒ ESSERE “IMMUNI” A “disturbi di carattere fisico o psichico” ??
FONTE: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=207116777989766&id=100060743364202

 

 

 

L’Innominato

Federica Francesconi 6 09 2021

 

Dopo mesi di silenzio, l’Innominato ieri è uscito dall’urna cineraria per esalare le seguenti fetide dichiarazioni: i controvaccinari non hanno il diritto di invocare la libertà per sottrarsi alla vaccinazione e mettere così in pericolo la vita degli altri; inoltre, contro la violenza dei controvaccinari è necessario il rigore delle sanzioni.
Mai letta così tanta malafede concentrata in poche righe. Sono parole che rappresentano la sintesi, la quintessenza della falsa idea di libertà frutto avvelenato della democrazia liberale post-’45.
Intanto l’entità innominabile dovrebbe avere la decenza di fornire al popolo italiano le prove inconfutabili che la vaccinazione di massa azzera l’indice del contagio. Mi pare che tale certezza inconfutabile per il momento non ci sia. Al contrario, come dimostrano i casi di Israele, Regno Unito e Islanda, la vaccinazione di massa ha portato a un’ escalation di contagi. Se ci fosse questo miracoloso calo dei contagi, l’Ema, l’Agenzia del Farmaco europea, due giorni fa non avrebbe procrastinato l’obbligo vaccinale di due anni in quanto i dati parziali della sperimentazione non consentono di dare l’ok alla vendita incondizionata dei vaccini. Non potrebbe essere altrimenti: i dati ufficiali parlano di 20 mila morti dirette e 1 milioni di feriti gravi per reazioni allergiche ai vaccini registrati nei paesi UE. Ma questa notizia deve essere sfuggita all’entità che vive arroccato nel suo palazzo al riparo da pezzenti e poracci, cioè dalla gente comune, che non ha la fortuna di avere una proprietà a Capalbio.
Secondo. L’entità ventriloquo, mossa certamente da chi non ha a cuore l’interesse della Patria ma quello di Big Pharma, deve fornire al popolo italiano le prove inconfutabili della violenza di cui si starebbero macchiando milioni di cittadini che nelle ultime settimane sono scesi in piazza. A parte qualche tafferuglio di lieve entità con le Forze dell’Ordine nelle grandi città, non mi pare che nelle piazze siano andati in scena episodi di assalti a palazzi, incendi di auto, lancio di molotov ecc. Al contrario, sono state finora manifestazioni di protesta caratterizzate da un alto senso civico. Ma questo, l’entità che vive lontano dai problemi, quelli veri, della gente normale, non può saperlo.
Che ne sa, infatti, uno che vive chiuso dentro un cippo funerario, di lavoratori che da un giorno all’altro vengono licenziati, magari via mail senza uno straccio di motivazione valida?
Che ne sa di malati gravi che non possono accedere alle cure mediche e alle strutture sanitarie pubbliche per le file interminabili a esami diagnostici per i quali bisogna aspettare anche 8 mesi?
Che ne sa di cittadini che vivono in quartieri ghetto degradati, dove se non hai il Green Pass rischi la multa, ma se uno spacciatore offre della droga a tuo figlio la sfanga?
Che ne sa di milioni di italiani che se non avessero le famiglie d’origine a sostenerli economicamente finirebbero a dormire sotto un ponte?
Che ne sa lui dei problemi veri della gente che deve lottare ogni giorno per sopravvivere all’umiliazione, al senso di sconfitta, alla disperazione? Che ne sa di un paese smembrato, fatto a pezzi, invaso e conquistato non con i carrarmati ma con le armi dell’Alta Finanza, e per ultimo con una p***emia gonfiata ad arte per creare un diversivo e dirottare così la paura della gente?
La verità? Questo sistema, marcio fino al midollo, fondato sulla democrazia liberal progressista, di cui l’entità è gran cerimoniere in Italia, è la più grande truffa fatta ai danni del popolo italiano. Viviamo da 80 anni in una bolla di menzogna che non scoppia ma diventa sempre più grande grazie soprattutto all’ignavia e al tradimento delle entità che hanno occupato indegnamente le istituzioni.
Finirà male? No, è già finita male.
FONTE: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10222755169805592&id=1165264657

 

 

CHIAMATEMI OTELMA
Tonio de Pascali 5 09 2021
In questi giorni mi sono trattenuto. Al contrario di quanto faccio da due mesi a questa parte per eventi sportivi e culturali non ho pronosticato che avremmo vinto gli europei femminili di volley.
Perchè era impossibile nonostante tutto si fosse già deciso.
S’era deciso che avremmo dovuto vincere gli europei ma vincere contro la Serbia era chiedere troppo anche al Fato.
La Serbia è una squadra di fuoriclasse. Fortissima. Potentissima. Con un’opposta, Boscovic, fortissima come mai nessuna nella storia della pallavolo.
Abbiamo vinto contro la Serbia.
Con un’opposta, la Egonu, che è donna, nera, figlia di immigrati e gay, una miscela esplosiva per una vedette del mainstream.
Una che quando gioca fa più smorfie che schiacciate con punto.
Una che si parla solo di lei anche quando per colpa sua usciamo dalle olimpiadi.
Insomma quel Fato che ci sta facendo vincere tutto da qualche mese ha voluto che vincessimo anche gli europei di volley femminile.
Contro ogni evidenza e decenza. A questo punto è d’obbligo “pronosticare” la vittoria agli europi di volley anche da parte dei maschietti.
Ricordiamoci però che queste medaglie le pagheranno tutte i nostri figli. Sono le caramelle in cambio delle supposte del Recovery Fund.
FONTE: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1054752628395545&id=100015824534248

 

 

Come affrontare un autunno di resistenza: 18 imperativi

Un vademecum comportamentale per affrontare l’autunno di lotta che ci attende

Raffaele Varvara
Comitato Di Sana e Robusta Costituzione,.

I 18 imperativi per affrontare l’autunno di resistenza che ci attende.

  1. METTI IN PREVENTIVO TUTTO: bisogna entrare nell’ottica che quando si scende in piazza non è come andare in gita dal Papa; da ora in poi bisogna mettere in preventivo tutto, dal semplice riconoscimento (ricorda di limitarti a fornire le tue generalità), a denunce, attacchi, repressione, financo (purtroppo) scontri.
  2. DIFFIDA INTELLIGENTEMENTE: diffidare dai movimenti sociali che hanno una rapidissima ascesa perché servono soltanto a dirottare il dissenso; abbiamo visto in passato che i movimenti che hanno una rapida ascesa, poi hanno un’altrettanta rapida discesa (per es. gillet arancioni di Pappalardo oppure il M5S). “Basta dittatura” ha fatto migliaia di iscritti sul loro canale telegram in pochissime ore ma si è rivelato un gruppo farlocco, con il flop del blocco delle ferrovie. L’iniziativa è andata disertata perchè i veri manifestanti hanno capito che gli admin anonimi hanno organizzato l’iniziativa solo per creare caos così da legittimare la repressione ad opera dei nemici. Non possiamo lasciare a lungo che questi personaggi facciano passerelle in combutta col potere. I movimenti veramente rivoluzionari nascono piccoli e indifesi ma conservano dentro di sé un potenziale di energie rivoluzionarie in grado di rendere cenere della storia tutto l’“ancien regime”. I movimenti rivoluzionari nascono piccoli e poi crescono gradualmente, proprio come un organismo vivente. I movimenti che hanno una rapidissima ascesa sono da paragonare a un bambino che viene partorito già all’età di 18 anni, ovvero mostri!
  3. INDIRIZZA BENE IL TUO TEMPO: il nostro tempo è la risorsa più importante, più dei soldi perché questi vanno e vengono, il tempo va in un’unica direzione. Paragonando il tempo ai soldi, vi sognereste mai di fare un investimento a bassa resa o addirittura a perdere? NO! Invece con il nostro tempo facciamo proprio così, lo disperdiamo in azioni che non ci torneranno utili, come la ricerca compulsiva di notizie sensazionali da postare nei vari gruppi whatsapp, credendo di contribuire all’informazione. In realtà non abbiamo bisogno di entrare nello specifico delle notizie, di spaccare il capello in 4 delle evidenze scientifiche relativamente ai vaccini, ai tamponi salivari ecc…così facendo il nostro tempo lo si disperde in azioni che non tornano utili, il nostro tempo invece deve essere investito in azioni ad alto rendimento come l’organizzazione concreta delle iniziative di lotta. Badiamo bene: non è che non serve ricercare notizie, è stato un lavoro indispensabile in questo anno che ha consentito il risveglio di tanta gente, ma adesso urge voltare pagina, innalzare il livello delle rivendicazioni, con l’organizzazione. Altro aspetto relativo al tempo: non sprecarlo con coloro che sono totalmente pro-regime. In una maxiemergenza, tipo il crollo di un palazzo, il soccorritore deve indirizzare il proprio tempo verso coloro che hanno possibilità di vita, lasciando andare chi purtroppo non ce le ha. Ecco noi dobbiamo fare la stessa cosa: lasciar andare chi è totalmente anestetizzato e concentrare la nostra più importante risorsa esclusivamente a fare in modo che da una moltitudine caotica ed eterogenea, nasca un blocco sociale rivoluzionario.
  4. PRENDI TEMPO PER TE: il nostro tempo deve essere anche indirizzato a ritrovare giorno per giorno le energie psicofisiche necessarie per affrontare una lunga stagione di lotta; quindi fare tutto quello che serve per purificare la nostra mente da tutte le scorie che troviamo in giro, cosi per focalizzarla unicamente sulla rivoluzione che ci attende. Quindi uscire, ascoltare musica, rilassarsi, fare pratiche meditative laiche o religiose che siano non ha importanza, ha importanza fare tutti i giorni un allenamento mentale per mantenerci lucidi, proprio come chi vuole gli addominali scolpiti deve allenarli tutti i giorni.
  5. NON PRENDERE SCORCIATOIE: tipo lasciapassare verde falso, o pseudocertificati di esonero vaccinale. Non dobbiamo MAI piegarci a chi ci propone (per venirci in contro) tamponi gratis o salivari…Non è questo il terreno della trattativa. Una norma incostituzionale e liberticida deve essere ripudiata in toto; Non bisogna mai tentare di sanare le contraddizioni che quelle norme producono, al contrario si devono fomentare le contraddizioni per farle emergere in modo da essere legittimati a rigettare tutto il castello di menzogne che le ha prodotte.
  6. SI VIS VITAM PARA MORTEM: se vuoi tornare a vivere preparati a morire. Cosa deve morire? Dobbiamo far morire quell’ io egoico, individualista e materialista che rimane attaccato alle cose che possiede all’interno del suo metro quadro. Noi siamo per natura solidali e tendiamo ad agire per il bene collettivo, ma quell’io egoico che ora prevale dentro di noi è la vittoria del potere che ci vuole tutti disintegrati ed è la principale fonte di consenso di questa dittatura. La rivoluzione contemporanea è strettamente collegata ad un piano interiore, quindi se non muore quell’io egoico, facendo nascere dalle ceneri di esso, un io in connessione, la rivoluzione non potrà mai dirsi avviata. Perdo il lavoro? CORAGGIO, stiamo costruendo reti solidali per accogliere tutti coloro che faranno questo passo.
  7. PENSARE A NUOVE FORME DI CONTESTAZIONE: dalla consapevolezza che la rivoluzione è strettamente connessa a un processo di liberazione interiore, dobbiamo dar vita a forme di manifestazione nuove che esprimano questa connessione. Non più manifestazioni violente, con scontri e cariche, incendi di cassonetti e vetrine spaccate. No! I nemici vogliono questo per essere legittimati a sopprimerci ma invece noi li dobbiamo spiazzare e far impazzire! Ci vuole un formato di manifestazione che consenta di liberarci delle tensioni, delle paure, dei condizionamenti ed al contempo ci faccia caricare di energie positive, necessarie per vivere la rivoluzione tutti i giorni. La piazza deve diventare un vero e proprio “dispositivo del dissenso” allestito ad hoc per mobilitare, vocalizzandole, le passioni tristi; i manifestanti devono manifestare, appunto, le proprie ansie, paure e condizionamenti e così, condividendole, esse si trasformano in divertimento, aggregazione ed orgoglio d’appartenenza ad una storia comune. In questo modo il dispositivo del dissenso, assume un valore terapeutico poichè consente da un lato di scaricare le passioni tristi e dall’altro di nutrire le anime di energie positive necessarie per vivere la rivoluzione in maniera permanente tutta la settimana. La piazza deve essere un luogo, come a teatro, in chiesa, allo stadio, di ristoro per l’animo e al contempo deve essere un atto politico forte, radicale, democratico e possibilmente non violento. Mobilitando con la propria voce il dissenso, il singolo sente che il proprio contributo è utile ad una causa collettiva; il manifestante sente che la sua voce si fonde con la voce degli altri, ritrovando così l’idea di un popolo unito. Non solo, vocalizzando, per esempio: “Noi resisteremo” il singolo si sente responsabilizzato, ed è come se stringesse un patto con gli altri sodali manifestanti. In questo modo il dispositivo del dissenso sarà un centro propulsore di energie ed emozioni che si propagheranno fino a coinvolgere e travolgere le masse dormienti. In definitiva, urge escogitare un modo di manifestare che sia l’espressione del motto “liberazione interiore, trasformazione del mondo”.
  8. NON CREDERE NELL’AUTOSUFFICIENZA DELLE SINGOLE AZIONI DI LOTTA: la manifestazione del sabato deve essere un evento straordinario, un evento che deve sprigionare energie rivoluzionarie, per questo sono indispensabili nuovi riti, simboli, segni e motti. La manifestazione del sabato deve essere concepita come tappa finale di una serie di altre iniziative poste in essere durante la settimana come presidi sotto gli obiettivi sensibili (ordine dei medici, ordine degli infermieri, ordine dei giornalisti, sede del PD) oppure flash mob, affissione di striscioni e adesivi. ATTENZIONE! Basta dire: “non servono i flash mob, non servono le manifestazioni, non serve questo e quell’altro” Nessuna iniziativa di lotta è autosufficiente, cioè nessuna DA SOLA potrà sortire un risultato, ma funziona l’effetto sinergico di tutte queste azioni, a patto che siano organizzate e coordinate tra di loro. Promuovendo varie forme di iniziative, potremo inserire tutti nella lotta, a seconda del livello di attivismo che ciascuno sceglie di avere, diversamente se decidiamo di fare per esempio solo occupazioni, avremo tagliato fuori parte degli attivisti intenzionati a dare il proprio contributo in altre forme contestative.
  9. NON CREDERE NELL’ AUTOSUFFICIENZA DELLA RAPPRESENTANZA: nelle azioni di lotta (es. occupazione università), le rappresentanze interessate (studenti) sono costituite da poche centinaia di persone. Siamo le minoranze di tutte le categorie, dobbiamo muoverci con la formula “avanguardia + popolo”. Cioè nelle azioni di lotta ci deve essere sempre un’avanguardia di rappresentanti promotori di quell’azione + il sostegno del popolo della rivoluzione. La lotta contro l’infame lasciapassare verde in università o a scuola, non interessa solo gli studenti, ma interessa in generale il diritto allo studio che verrà difeso tramite gli studenti con l’appoggio del popolo difensore della Costituzione. Allo stesso modo, la lotta contro l’ordine degli infermieri non interessa solo gli infermieri ma interessa il diritto alla salute che viene difeso tramite un’avanguardia di infermieri + il popolo a sostegno. Quindi nessuna rappresentanza di una categoria è autosufficiente a se, perché non sono più rivendicazioni di categoria ma è la nuova battaglia del popolo italiano unito!
  10. COMBATTERE LA VIOLENZA DEL POTERE: la violenza del potere è un qualcosa che subiamo ogni giorno, prima era il ricatto economico, adesso il ricatto alla nostra libertà e alla nostra inviolabilità quale esseri umani. Combatti ogni forma di discriminazione e di oppressione promuovendo la cultura e la partecipazione, anche a costo di contravvenire a norme ingiuste in antitesi coi principi della nostra Costituzione.
  11. SPEZZA LE ABITUDINI: i nemici stanno producendo leggi intrise di irregolarità e cariche di minacce per fare in modo che le nuove regole della socialità post-covid si sedimentino nella consuetudine (che è fonte di diritto anch’essa). Per esempio, non c’è una legge che vieta ad una persona di andare a lavorare in costume da bagno, tuttavia c’è la consuetudine che dice che così non si fa. Loro ci vogliono portare a questo, a fare in modo che la consuetudine si sostituisca alle leggi in modo tale che non ci sarà neanche più bisogno di legiferare sulle nuove regole di comportamento distopico. Siamo al centro di un vero e proprio esperimento sociale e noi dobbiamo attivarci ORA a spezzare queste dinamiche prima che diventino consuetudine. Quindi per esempio andare a fare la spesa senza mascherina, è un atto che spezza l’abitudine.
  12. TROVA UN ORDINE E UNA DISCIPLINA INTERIORE: siamo tutti disgregati interiormente, nei nostri animi vige un caos infernale, in cui oscillano fasi depressive caratterizzate da momenti di struggente percezione di impotenza e fasi ipereccitanti in cui si vuole andare a invadere il parlamento. Vincerà chi si sarà dotato di menti lucide e nervi d’acciaio oltre che a tanto coraggio. Urge ordine interiore, tra tutte le parti che compongono il nostro io; in pratica uno stato dell’io che è sovrano delle sue parti, delle proprie schiavitù interiori. Ci vogliono regole e disciplina. Siamo tutti inseriti in centinaia di gruppi tra whatsapp e telegram, che il più delle volte sono rassegne di link e notizie pubblicate compulsivamente o tribune delle frustrazioni di ciascuno di noi. Bisogna elevare il livello delle discussioni, NO a frustrazioni, SI a idee per immaginare il futuro…bisogna allenarsi a visualizzare un futuro nuovo e sognare la vittoria, perché questi sono atti rivoluzionari contro il potere che ha metastatizzato le nostre menti facendoci credere che non c’è altro mondo all’infuori di questo.
  13. CONDIVIDI LA STRATEGIA GRADUALE DELLA LOTTA: prima di arrivare a schiacciare la testa del mostro, bisogna spezzare uno a uno tutti i suoi tentacoli. Dunque per arrivare a rovesciare l’oligarchia dominante, dobbiamo neutralizzare tutti gli strumenti e le istituzioni di cui si serve. Quindi una nuova strategia di azione che non contempli la sfilata sotto il parlamento ma che inauguri il conflitto con gli obiettivi sensibili, ovvero gli organi intermedi dello Stato, per intimarli all’obbedienza costituzionale, quindi alla disobbedienza civile.
  14. PREFERISCI SEMPRE GLI INCONTRI DAL VIVO: non abusiamo delle piattaforme di videoconferenze, perché sono un’arma a doppio taglio che il potere ci ha messo a disposizione apparentemente per facilitarci gli incontri, in realtà per allontanarci sempre di più. Ci sono persone che prima erano disposte a percorrere 10km per un incontro fisico ma che adesso preferiscono l’incontro a distanza perché si sono accomodate troppo. Urge spezzare questa nuova consuetudine perché ne va della qualità delle relazioni. Attenzione a queste trappole seduttive del potere che hanno effetto anche su di noi “risvegliati”.
  15. METTI DA PARTE IL DIBATTITO SCIENTIFICO: dal momento che il piano scientifico è completamente staccato dal piano politico, urge concentrare tutte le nostre energie psicofisiche sull’analisi e sulla contestazione della deriva politico autoritaria che sta prendendo la storia contemporanea. I nemici fanno apposta a proporci quei dibattiti sull’efficacia scientifica della terza dose o dei tamponi salivari. Queste argomentazioni fungono da cortina fumogena per portare il terreno del dibattito su un piano scientifico poiché essendo la scienza divisa al proprio interno, anche i dibattiti che ne derivano, sono forieri di ulteriori divisioni. Dunque lasciamo “scornare” gli scienziati sul dibattito scientifico e noi come popolo concentriamoci su ciò che ci unisce: la necessità di un’organizzazione politica rivoluzionaria in difesa della Costituzione.
  16. RIANIMA LO SPIRITO RIVOLUZIONARIO DENTRO DI TE: si sentono in giro proposte emancipative individuali, come l’autodeterminazione, la sovranità individuale, il fuggire all’estero o il rifugiarsi sulla cima di qualche montagna. Del resto, la mente di un io egoico-materialista e individualista può partorire solo proposte emancipative del genere. La mente di un io in connessione con le energie dell’universo, con la potenza artistica, creatrice e divina che risiede in ciascuno di noi, invece potrà partorire vere idee rivoluzionarie che siano veramente emancipative di tutta una collettività. Il problema dei problemi, quindi, è proprio rianimare lo spirito rivoluzionario che ha da sempre mosso i popoli e scandito la storia in nome libertà, ma che invece in questa generazione fatta di eghi materialisti e individualisti, sembra essere ibernato. Quindi bisogna promuovere, oltre le piazze, contesti aggregativi intermedi come locali, pub, ristoranti in cui ci si vede (non è da escludere la possibile futura natura clandestina di questi incontri) e si parla. Contesti aggregativi che fungano da luoghi di riparo, di mutuo soccorso solidale e da “camere” di rianimazione del pensiero rivoluzionario.
  17.  PENSARE A NUOVE FORME DI UNIONE: in molti invocano l’unione di tutti i movimenti, partiti, comitati e associazioni che hanno organizzato nel corso di quest’anno mobilitazioni in tutta Italia. Ma l’unione tanto ambita, è più facile a dirsi che a farsi. È materialmente impossibile unire persone disgregate al proprio interno, frammentate nell’animo, dove l’io egoico prevale sempre ed ostacola i processi aggregativi con gli altri. Persone disgregate al proprio interno non possono che dar luogo a configurazioni sociali (per es. confederazioni) altrettanto disgregate e disgreganti. Come si fa a materializzarsi l’unione se dentro di noi siamo disgregati? Dunque l’unione di pezzi disgregati non funziona. Altro elemento ostacolante l’unione è il prevalere divisioni superficiali (fascisti Vs antifascisti) che non si riescono a sanare. Evidentemente, quindi, i processi di unione devono essere più profondi, devono materializzarsi nell’interiorità, a partire dalla consapevolezza che la prima controindicazione all’unione è proprio il prevalere dell’io egoico, frutto del dominio mentale che il potere ha avuto su di noi, da 40 anni. Infine, le unioni tra configurazioni sociali di vario genere, fatte a tavolino, si sono dimostrate non funzionanti; altresì l’unione vera destinata a durare negli anni è quella che si genera a partire da un’avanguardia che sprigiona energie rivoluzionarie destinate poi ad attrarre elettivamente tutti gli altri soggetti. È come il matrimonio: un matrimonio combinato a tavolino è destinato a durare poco, un matrimonio in cui arde l’amore vero e la passione, è destinato a durare per sempre.
  1. CONVERGI SU ROMA: la capitale è il centro delle lotte. Fare di tutto per concentrare le lotte qui, prendere gli ultimi risparmi, usare tutti gli istituti contrattuali previsti (ferie, aspettative, ecc) per mollare tutto e venire a Roma. Noi trionferemo quando rivoluzione sarà tutt’uno con la nostra vita!

Raffaele Varvara – Presidente Comitato “Di Sana e Robusta Costituzione”
                        CONTESTAZIONE 

Non c’è divario, fratelli, tra la liberazione interiore

e la contestazione radicale di questo mondo.

Non fatevi ingannare, ragazzi e ragazze del XXI secolo.

Non fatevi tagliare in due

tra anima e mondo, tra psiche e storia,

tra spirito, fede e rivoluzione.

Questo mondo di pura menzogna

resiste proprio perché

gli umani non sanno ancora integrare

le loro parti, le loro emozioni, le loro azioni,

la loro parola, il fuoco del loro anelito

con la danza dei loro giorni. Lo so,

lo sappiamo molto bene, quanto sia arduo

incarnare un moto rivoluzionario nuovo,

che tragga dalle profondità sorgive dell’essere

la propria energia trasformativa. Ma questa

è la via, non ce ne sono altre, e questa via

è quella della vera gioia, e del vero eros,

in quanto il corpo diventa erotico

nella misura in cui incarna

il fuoco sovversivo dello Spirito.

Marco Guzzi – “Dizionario della lingua inaudita, la lingua e la rivoluzione”

FONTE: https://comedonchisciotte.org/come-affrontare-un-autunno-di-resistenza-18-imperativi/

 

 

 

BELPAESE DA SALVARE

A proposito di Benigni 
Da Coccioli  Sandro
Anna C. Broggi 3 09 2021
Vittorio Sgarbi: “Benigni ha fatto il ‘fenomeno’ con frasi non sue, sono di Borges e Nabokov”
“Non è obbligatorio che uno citi delle frasi non sue, per carità. Però è giusto che si sappia che Benigni ha fatto commuovere l’Italia con frasi che non sono sue, ma di Jorge Luis Borges e di Vladimir Nabokov, e in genere è meglio citare la fonte”. Così Vittorio Sgarbi commenta all’Adnkronos il risalto mediatico delle romantiche frasi d’amore che Roberto Benigni ha dedicato alla moglie Nicoletta Braschi nel ricevere il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia. “Conosco solo un modo di misurare il tempo: con te o senza di te”, ha decantato l’attore e regista toscano all’indirizzo della consorte seduta in platea.
Per carità -osserva il critico d’arte- va bene perché la frase è bella, ma Benigni ha interpretato Borges. D’altronde è un attore”.
Ma c’è anche un’altra frase che, rivela Sgarbi, è stata ‘copiata’ da Benigni. “‘Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista’ è una frase che il protagonista di ‘Lolita’ di Nabokov Humbert Humbert dice proprio su Lolita -spiega il critico d’arte- quindi anche questa non è farina del sacco di Benigni, che evidentemente ama ‘per procura’
FONTE: https://www.facebook.com/1325317083/posts/10226443980508889/

 

Obbligo vaccinale, Sileri: “Ultima spiaggia, ma no vax idioti hanno fatto danni”

“3,7 milioni di italiani over 50 ancora non vaccinati, con questi numeri rischio quinta ondata”

L’obbligo vaccinale “deve restare l’ultima spiaggia, ma intanto bisognerà convincere tutti questi milioni di persone a vaccinarsi e servirà uno sforzo enorme perché i no vax, idioti, hanno fatto danni enormi, diffondendo menzogne”. Così, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. “Basta leggere le previsioni dell’Oms: da qui a dicembre in Europa – continua – il Covid potrebbe fare altri 236 mila morti, cioè altri 30 mila da noi. E sapete il motivo? Ci sono 3,7 milioni di italiani over 50 che ancora non sono vaccinati, non hanno ricevuto nemmeno la prima dose. E con questi numeri, se il virus non si ferma, dopo la quarta ondata potremmo avere anche la quinta”.

“Servirà una campagna d’autunno face to face. Medici di famiglia, farmacisti, solo loro possono convincere i dubbiosi perché hanno un contatto diretto con il cittadino”, prosegue Sileri aggiungendo poi che “purtroppo ci sono anche tanti medici no vax che instillano dubbi. Quelli andrebbero cacciati in fretta. E pure i politici, di tutti i partiti,dovrebbero andare in tv e dire: il vaccino salva la vita”. “Sperando che l’obbligo vaccinale col progredire della campagna non diventi necessario, intanto va esteso il green pass, nel pubblico e nel privato, laddove non si creino problemi di applicabilità – osserva il sottosegretario -. Controllarlo a tutti quelli che salgono sul bus, per esempio, mi pare complicato”. “Il green pass è un metodo di screening efficacissimo, perché tiene sotto controllo anche la salute di chi non si vaccina ma che per ottenerlo deve sottoporsi comunque a un tampone – conclude – Ecco, è vero che i prezzi dei tamponi sono già calmierati, ma io una quantità di test gratuiti per famiglia lo garantirei”.

FONTE: https://www.oggitreviso.it/obbligo-vaccinale-sileri-ultima-spiaggia-ma-no-vax-idioti-hanno-fatto-danni-261959

 

 

 

CONFLITTI GEOPOLITICI

Il cinismo degli USA: anche dopo l’ultima ‘Sconfitta’ nei guai sono i civili

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Le immagini trasmesse in questi giorni dai media sulla fuga precipitosa degli statunitensi e dei loro alleati dall’aeroporto di Kabul di fronte all’avanzata vittoriosa dei Talebani e la conseguente presa di potere, ricordano quelle del 1975, quando le truppe americane furono evacuate da Saigon con gli elicotteri, decretando la sconfitta nella Guerra del Vietnam, la prima dopo il 1945. Anche in quel caso furono abbandonate a Saigon al loro destino migliaia di persone, con una pesante scia di ritorsioni sui civili. Quella guerra ha procurato dolore a circa tre milioni di vittime tra militari e civili, senza alcun risultato. Ora, si assiste attoniti alla fuga degli USA da Kabul, alla fuga del presidente Ashraf Ghani in Uzbekistan e al conseguente disastro umanitario, che registra finora più di 80.000 morti militari e quasi 350.000 vittime civili, stime destinate purtroppo ad aumentare vertiginosamente con l’assetto al potere dei Talebani.

La guerra, iniziata e propagandata per “difendere” la democrazia, ha lasciato sul campo solo vittime e una enorme quantità di materiale bellico. Hanno voluto attaccare uno Stato sovrano, situato in una landa sperduta in mezzo all’Asia, per catturare Osama Bin Laden, forse nascosto in un luogo imprecisato di quello sventurato Paese. Gli strateghi del Pentagono si erano dimenticati che anni prima avevano fornito armi e supporto ai combattenti mujaheddin, impegnati nella guerriglia contro l’Armata Rossa (1979) rivelatosi un boomerang. La storia purtroppo si ripete, come nella guerra in Vietnam, che aveva già messo in ginocchio l’armata statunitense, così nel conflitto in Afghanistan. Guerra giustificata con il pretesto degli attentati dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono, che però non aveva visto afgani coinvolti, casomai molti sauditi, che sono intoccabili.

George W. Bush decise di iniziare la guerra ai cosiddetti Stati “Canaglia”, sospettati di finanziare e di proteggere i terroristi di Al Qaida, attaccando l’Afghanistan, il 7 Ottobre 2001. Oggi è evidente che questa tesi è stata solo un pretesto, che ha sorretto un progetto durato vent’anni, ha martoriato senza valida ragione una Nazione che nulla aveva a che fare con la vicenda delle Torri gemelle. A dieci anni dall’invasione, il 2 maggio 2011, le forze statunitensi condussero un’incursione ad Abbottabad, vicino Islamabad in Pakistan, sostenendo di aver ucciso, nel suo rifugio, il leader di al-Qaida, Osama Bin Laden, poi immediatamente fatto sparire. Formalmente, a questo punto, la guerra aveva raggiunto gli obiettivi previsti. Gli USA e gli alleati decisero però di rimanere per sostenere il nuovo governo afghano. Nel maggio del 2021 è stato avviato il ritiro dall’Afghanistan della Coalizione. La sconfitta, lungi dall’essere solo militare, rappresenta l’inadeguatezza dell’Occidente a opporsi in qualche modo ai fondamentalisti islamici, espressione di una cultura rigidamente conservatrice, fortemente maschilista, che confina la donna in un ruolo subalterno all’interno della famiglia e che nega di fatto molte libertà, perché in contrasto con la Shari’a. I Talebani possono contare ora sull’appoggio economico e politico da parte della Russia e della Cina e pertanto la loro posizione internazionale si è consolidata e i rischi di una guerra allargata dalle prospettive imprevedibili, se venissero nuovamente attaccati, sono tutt’altro che remoti. La vera vittima, in tutta questa complessa situazione, rimane il popolo afghano, tradito dalla fuga degli Americani di fronte a un nemico, che 20 anni fa sembrava facile da abbattere. Ora si assiste ad un ingente flusso di afghani che cerca rifugio altrove, spopolando molti territori della regione. Quelli che restano probabilmente saranno prede dei nuovi padroni, a loro toccherà pagare un prezzo altissimo che Biden e l’Europa avranno sulla coscienza.

Glauco Carlo Casarico

FONTE: http://www.civica.one/il-cinismo-degli-usa-dopo-lultima-sconfitta/

 

 

 

CULTURA

Natura e numero fra Rinascimento ed Età Moderna

19-21 ottobre 2020, ore 16

A cura di Iacopo Chiaravalli e Giulio Gisondi

Lunedì 19 ottobre
Sebastiano Gentile (Università di Cassino)

La riscoperta della scienza antica e le traduzioni dal greco nel secolo XV

 

Martedì 20 ottobre
Massimo Bucciantini (Università di Siena)
Galileo e l’ invenzione di un nuovo mondo

Mercoledì 21 ottobre
Niccolò Guicciardini (Università di Milano)

Fortuna e crisi del neo-pitagorismo nel Seicento

Quella che generalmente definiamo ‘modernità’ costituisce uno degli snodi cruciali nella formazione dell’apparato concettuale tramite cui l’umanità si è compresa nel suo rapporto con la natura e con i suoi simili a partire dal XVI secolo. Il senso di ciò che convenzionalmente definiamo ‘moderno’, tuttavia, e il modo in cui si sono costituite le molteplici forme della razionalità moderna restano problematici.

Ciò vale, in modo particolare, per quanto riguarda la formazione del linguaggio matematico delle nuove scienze sperimentali, dove emerge una frattura sia quantitativa, in termini di risultati e metodi tecnici, sia qualitativa, per quanto concerne i concetti impiegati. Risulta allora determinante ripercorrere il modo in cui si è costituito il metodo scientifico moderno impostosi tra XVI e XVIII secolo.

Un arco temporale che vede la riscoperta dei classici greci, con le traduzioni dei testi scientifici antichi, la formulazione della meccanica galileiana e la nascita della sintesi newtoniana.

FONTE: https://www.iisf.it/index.php/istituto/archivio-storico/natura-e-numero-fra-rinascimento-ed-eta-moderna-2.html

 

 

 

CYBERWAR SPIONAGGIO INFORMAZIONE DISINFORMAZIONE

Il Comitato dei 300 e il Nuovo Ordine Mondiale

Trecento uomini, i quali si conoscono l’un l’altro, dirigono il destino economico dell’Europa e scelgono i loro successori tra di loro.

Il Comitato dei 300 è un prodotto del Consiglio della British East India Company di 300. L’East India Company era stata “noleggiata” dalla famiglia reale britannica nel 1600. Ha creato grandi patrimoni, con il traffico di oppio con la Cina ed è diventata la più grande azienda al mondo a suo tempo.

Oggi, attraverso molte potenti alleanze, il Comitato dei 300 regola il mondo ed è la forza trainante del programma criminale per creare un “Nuovo Ordine Mondiale”, sotto un “governo totalitario globale”. Non vi è alcuna necessità di utilizzare “loro” o “il nemico” se non come scorciatoia. Sappiamo che “essi”, sono il nemico.

Il Comitato dei 300 con la sua “aristocrazia”, la proprietà del sistema statunitense della Federal Reserve e di aziende gigantesche nel settore bancario e assicurativo, di fondazioni, reti di comunicazioni, presieduto da una gerarchia di cospiratori, questo è il nemico.

La regina Elisabetta II è il capo del Comitato dei 300.

Questo è l’elenco dei 300 membri:

Abdullah II, re di Giordania – Abramovich, Roman – Ackermann, Josef – Adeane, Edward – Agius, Marcus – Ahtisaari, Martti – Akerson, Daniel – Alberto II, re del Belgio – Alexander, principe ereditario di Jugoslavia – Amato, Giuliano – Anderson, Carl A. – Andreotti, Giulio – Andrew, duca di York – Anne, Princess Royal – Anstee, Nick – Ash, Timothy Garton – Astor, William Waldorf – Aven, Pyotr – Balkenende, Jan Peter – Ballmer, Steve – Balls, Ed – Barroso, José Manuel – Beatrix, Regina dei Paesi Bassi – Belka, Marek – Bergsten, C. Fred – Berlusconi, Silvio – Bernake, Ben – Bernstein, Nils – Berwick, Donald – Bildt, Carl – Bischoff, Sir Winfried – Blair, Tony – Blankfein, Lloyd – Blavatnik, Leonard – Bloomberg, Michael – Bolkestein, Frits – Bolkiah, Hassanal – Bonello, Michael C – Bonino, Emma – Boren, David L. – Borwin, Duke di Mecklenburg – Bronfman, Charles – Bronfman, Jr. Edgar – Bruton, John – Brzezinski, Zbigniew – Budenberg, Robin – Buffet, Warren – Bush, George HW – Cameron, David – Camilla, Duchessa di Cornovaglia – Cardoso, Fernando Henrique – Carington, Peter – Carl XVI Gustaf, re di Svezia – Carlos, Duca di Parma – Carney, Mark – Carroll, Cynthia – Caruana, Jaime – Castell, Sir William – Chan, Anson – Chan, Margaret – Chan, Norman – Charles, Prince of Wales – Chartres, Richard -Chiaie, Stefano Delle – Chipman, il dottor John – Chodiev, Patokh – Christoph, Prince of Schleswig- Holstein – Cicchitto, Fabrizio – Clark, Wesley – Clarke, Kenneth – Clegg, Nick – Clinton, Bill – Cohen, Abby Joseph – Cohen, Ronald – Cohn, Gary – Colonna di Paliano, Marcantonio, Duca di Paliano – Constantijn, principe dei Paesi Bassi – Costantino II, re di Grecia – Cooksey, David – Cowen, Brian – Craven, Sir John – Crockett, Andrew – Dadush, Uri – D’Aloisio, Tony – Darling, Alistair – Davies, Sir Howard – Davignon, Étienne – Davis, David -de Rothschild, Benjamin – de Rothschild, David René – de Rothschild, Evelyn – de Rothschild, Leopold – Deiss, Joseph – Deripaska, Oleg – Dobson, Michael – Draghi, Mario – Du Plessis, Jan – Dudley, William C. – Duisenberg, Wim – Edward, duca di Kent – Edoardo, conte di Wessex – Elisabetta II, Regina del Regno Unito – Elkann, John – Emanuele, Vittorio, Principe di Napoli – Ernst August, Principe di Hannover – Feldstein, Martin – Festing, Matthew – Fillon, François – Fischer, Heinz – Fischer, Joschka – Fischer, Stanley – FitzGerald, Niall – Franz, duca di Baviera – Fridman, Mikhail – Friso, principe di Orange-Nassau – Gates, Bill – Geidt, Christopher – Geithner, Timothy – Georg Friedrich, Principe di Prussia – Gibson-Smith, il dottor Chris – Gorbaciov, Mikhail – Gore, Al – Gotlieb, Allan – Green, Stephen – Greenspan, Alan – Grosvenor, Gerald, sesto duca di Westminster – Gurría, José Ángel – Hague, William – Hampton, Sir Philip – Hans-Adam II, Principe del Liechtenstein – Harald V, re di Norvegia – Harper, Stephen – Heisbourg, François – Henri, Granduca di Lussemburgo – Hildebrand, Philipp – Hills, Carla Anderson – Holbrooke, Richard – Honohan, Patrick – Howard, Alan – Ibragimov, Alijan – Ingves, Stefan – Isaacson, Walter – Juan Carlos , re di Spagna – Jacobs, Kenneth M. – Julius, Deanne – Juncker, Jean-Claude – Kenen, Peter – Kerry, John – King, Mervyn – Kinnock, Glenys – Kissinger, Henry – Knight, Malcolm – Koon, William H. II – Krugman, Paul – Kufuor, Giovanni – Lajolo, Giovanni (cardinale) – Lake, Anthony – Lambert, Richard – Lamy, Pascal – Landau, Jean-Pierre – Laurence, Timothy – Leigh-Pemberton, James – Leka, Crown Prince of Albania – Leonard , Mark – Levene, Peter – Leviev, Lev – Levitt, Arthur – Levy, Michael – Lieberman, Joe – Livingston, Ian – Loong, Lee Hsien – Lorenz del Belgio, arciduca d’Austria-Este – Alphonse Louis, duca d’Angiò – Louis-Dreyfus, Gérard – Mabel, Principessa di Orange- Nassau – Mandelson, Peter – Manning, Sir David – Margherita, arciduchessa d’Austria-Este – Margrethe II, Regina di Danimarca – Martínez, Guillermo Ortiz – Mashkevitch, Alexander – Massimo, Stefano, Principe di Roccasecca dei Volsci – Massimo-Brancaccio, Fabrizio Principe di Arsoli e Triggiano – McDonough, William Joseph – McLarty, Mack – Mersch, Yves – Michael, principe di Kent – Michael, re di Romania – Miliband, David – Miliband, Ed – Mittal, Lakshmi – Moreno, Glen – Moritz, Prince e langravio di Assia-Kassel – Murdoch, Rupert – Napoléon, Charles – Nasser, Jacques – Niblett, Robin – Nichols, Vincent – Nicolás, Adolfo – Noyer, Christian – Ofer, Sammy – Ogilvy, Alexandra, Lady Ogilvy – Ogilvy, David, Earl 13 Airlie – Ollila, Jorma – Oppenheimer, Nicky – Osborne, George – Oudea, Frederic – Parker, Sir John – Patten, Chris – Pébereau, Michel – Penny, Gareth – Peres, Shimon – Filippo, Duca di Edimburgo – Pio, Dom Duarte, Duca di Braganza – Pöhl, Karl Otto – Powell, Colin – Prokhorov, Mikhail – Quaden, Guy – Rasmussen, Anders Fogh – Ratzinger, Joseph Alois (Papa Benedetto XVI) – Reuben, David – Reuben, Simon – Rhodes , William R. – Rice, Susan – Richard, Duca di Gloucester – Rifkind, Sir Malcolm – Ritblat, Sir John – Roach, Stephen S. – Robinson, Mary – Rockefeller, Jr. David – Rockefeller, Sr. David – Rockefeller, Nicholas – Rodríguez, Javier Echevarría – Rogoff, Kenneth – Roth, Jean-Pierre – Rothschild, Jacob – Rubenstein, David – Rubin, Robert – Ruspoli, Francesco, principe di Cerveteri – Safra, Joseph – Safra, Moises – Sands, Peter – Sarkozy, Nicolas – Sassoon, Isaac – Sassoon, James – Sawers, Sir Robert John – Scardino, Marjorie – Schwab, Klaus – Schwarzenberg , Karel – Schwarzman, Stephen A. – Shapiro, Sidney – Sheinwald, Nigel – Sigismondo, granduca di Toscana , Arciduca d’Austria – Simeone di Sassonia-Coburgo-Gotha – Snowe, Olympia – Sofia, regina di Spagna – Soros, George – Specter, Arlen – Stern, Ernest – Stevenson, Dennis – Steyer, Tom – Stiglitz, Joseph – Strauss-Kahn, Dominique – Straw, Jack – Sutherland, Peter – Tanner, Maria – Tedeschi, Ettore Gotti – Thompson, Mark – Thomson, il dottor James – Tietmeyer, Hans – Trichet, Jean-Claude – Tucker, Paul – Van Rompuy, Herman – Vélez, Álvaro Uribe – Verplaetse, Alfons – Villiger, Kaspar – Vladimirovna, Maria, Granduchessa di Russia – Volcker, Paul – von Habsburg, Otto – Waddaulah, Mu’izzaddin Hassanal Bolkiah, Sultano del Brunei – Walker, Sir David – Wallenberg, Jacob – Walsh, John – Warburg, Max – Weber, Axel Alfred – Weill, Michael David – Wellink, Nout – Whitman, Marina von Neumann – Willem-Alexander, principe d’Orange – Guglielmo Prince of Wales – Williams, Dr Rowan – Williams, Shirley – Wilson, David – Wolfensohn, James – Wolin, Neal S. – Woolf, Harry – Woolsey, R. James Jr . – Worcester, Sir Robert – Wu, Sarah – Zoellick, Robert.

Gli Obiettivi

Quali sono gli obiettivi del gruppo di élite segreta, gli eredi di Illuminismo (Wind Moriah Conquering), Culto di Dionisio, Culto di Iside, Catarismo, Bogomilismo? Questo gruppo di elite che si autoproclama altresì gli Olimpi (credono veramente di essere uguali in potenza e statura agli dei dell’Olimpo leggendari, che hanno, come loro dio Lucifero, si sono posti sopra il nostro vero Dio) credono assolutamente di essere stati incaricati di attuare il seguente piano per diritto divino:

? 1. Unico governo mondiale Nuovo Ordine Mondiale con una chiesa unitaria e sistema monetario sotto la loro direzione. Non molte persone sono consapevoli del fatto che l’unico governo mondiale ha cominciato ad installare la sua “chiesa” negli anni 1920/1930, per si sono resi conto della necessità di una credenza religiosa insita nel genere umano ad avere una presa di corrente e, quindi, istituito un organismo “chiesa” al canale che la fede nella direzione che desiderate.

? 2. Distruzione totale di ogni identità nazionale e l’orgoglio nazionale.

? 3. Distruzione della religione e più in particolare la religione cristiana, con la sola eccezione della creazione di cui sopra.

? 4. Controllo di ogni singola persona attraverso mezzi di controllo mentale e ciò che Brzezinski chiama “technotronics”, che creerebbe umano-come robot e un sistema di terrore, accanto alla quale Terrore Rosso Felix Dzerzinski ha questo aspetto bambini che giocano.

? 5. Fine di tutta l’industrializzazione e la produzione di energia nucleare generata elettricamente in quello che chiamano “post-industriale, crescita zero della società.” Esenti sono le industrie di computer e di servizio. Le industrie degli Stati Uniti che restano saranno esportate in paesi come il Messico dove il lavoro degli schiavi abbondante è disponibile. I non impiegabili sulla scia di distruzione industriale sia diventata l’oppio-eroina e cocaina o tossicodipendenti, o diventare le statistiche nel processo di eliminazione che oggi conosciamo come Global 2000.

? 6. Legalizzazione delle droghe e pornografia.

? 7. Spopolamento delle grandi città secondo la prova di funzionamento effettuata dal regime di Pol Pot in Cambogia. E ‘interessante notare che i piani di genocidio di Pol Pot sono stati elaborati qui negli Stati Uniti da uno dei Club di Roma fondazioni di ricerca. E ‘anche interessante che il Comitato sta attualmente cercando di ripristinare i macellai di Pol Pot in Cambogia.

? 8. Soppressione di tutto lo sviluppo scientifico ad eccezione di quelli considerati vantaggiosi dal comitato. Destinato in particolare è l’energia nucleare per scopi pacifici. In particolare odiava sono gli esperimenti di fusione attualmente in essere disprezzato e ridicolizzato dal Comitato e dei suoi sciacalli della stampa. Sviluppo della torcia di fusione farebbe saltare concezione del Comitato delle “limitate risorse naturali” a destra fuori della finestra. Una torcia di fusione usato correttamente potrebbe creare un numero illimitato di risorse naturali non sfruttate dalle sostanze più comuni. Fusion usi torcia sono legione e che potrebbe beneficiare l’umanità in un modo che è come non è ancora neanche lontanamente compreso dal pubblico.

? 9. Causare per mezzo di guerre limitate nei paesi avanzati, e per mezzo di fame e di malattie nei paesi del Terzo Mondo, la morte di 3 miliardi di persone entro il 2000, le persone chiamate “mangiatori inutili”. Il Comitato dei 300 Cyrus Vance commissionato di scrivere un articolo su questo argomento del modo migliore per realizzare tale genocidio. Il documento è stato prodotto sotto il titolo di “Global 2000 Report” ed è stato accettato e approvato per l’azione dal Presidente Carter, per nome e per conto del governo degli Stati Uniti, e accettato da Edwin Muskie, allora Segretario di Stato. Secondo i termini del Global 2000 Report, la popolazione degli Stati Uniti deve essere ridotto di 100 milioni entro il 2050.

? 10. Indebolire la fibra morale della nazione e per demoralizzare i lavoratori della categoria del lavoro creando disoccupazione di massa. Come i lavori a causa delle politiche industriali post-crescita zero introdotte dal Club di Roma, i lavoratori demoralizzati e scoraggiati faranno ricorso ad alcol e droghe. La gioventù della terra sarà incoraggiata attraverso la musica rock e la droga a ribellarsi contro lo status quo, minando così e alla fine distruggendo il nucleo familiare. A questo proposito il Comitato dei 300 commissionò al Tavistock Institute la preparazione di un progetto su come questo potrebbe essere raggiunto. Tavistock diresse poi Stanford Research a svolgere il lavoro sotto la direzione del professor Willis Harmon. Questo lavoro in seguito divenne noto come “The Aquarian Conspiracy”.

? 11. Mantenere le persone di tutto il mondo nell’impossibilità di decidere il proprio destino per mezzo di una crisi creata dopo l’altra e poi “gestire” tali crisi. Questo confondere e demoralizzare la popolazione nella misura in cui di fronte a troppe scelte, l’apatia su larga scala si diffonderà. Nel caso degli Stati Uniti, un’agenzia per la gestione delle crisi è già in atto. Si chiama la Federal Emergency Management Agency (FEMA), la cui esistenza ho divulgato nel 1980.

? 12. Introdurre nuovi culti e continuare ad aumentare quelli già funzionanti che comprendono “musica” rock, gangster, come quella degenerata di Mick Jagger “Rolling Stones” (un gruppo di gangster molto favorito da Nobiltà Nera europea) e tutti i ” gruppi di rock “, creati dall’Istituto Tavistock, che ha avuto inizio con” The Beatles “. Per continuare a costruire il culto del fondamentalismo cristiano iniziata dal servo del British East India Company, la Darby, che sarà usate per rafforzare lo Stato sionista di Israele attraverso l’identificazione con gli Ebrei attraverso il mito del “popolo eletto di Dio” e donando molto ingenti somme di denaro a quello che essi credono erroneamente sia una causa religiosa nella promozione del cristianesimo.

? 13. Premere per la diffusione di culti religiosi come la Fratellanza musulmana, il fondamentalismo musulmano, i sikh, e di effettuare esperimenti di Jim Jones e “Figlio di Sam” tipo di omicidi. Vale la pena notare che il defunto ayatollah Khomeini era una creazione della British Intelligence Division Military Intelligence 6, comunemente noto come M16, come ho riferito nel mio lavoro 1985, “What Really Happened in Iran.”

? 14. Esportare la “liberazione”, dalle idee religiose di tutto il mondo in modo da minare tutte le religioni esistenti, ma più in particolare la religione cristiana. Questo è iniziato con “Teologia della liberazione dei Gesuiti”, che ha portato alla caduta del dominio della famiglia Somoza in Nicaragua e che oggi distrugge EI Salvador, ormai 25 anni in una “guerra civile”, Costa Rica e Honduras.

Un soggetto molto attivo impegnato nella cosiddetta teologia della liberazione è il comunista orientata Mission Mary Knoll. Questo spiega la grande attenzione dei media per l’omicidio di quattro cosiddette suore Maria Knoll in EI Salvador pochi anni fa. Le quattro suore erano agenti sovversivi comunisti e le loro attività sono state ampiamente documentate da parte del governo di EI Salvador.

La stampa degli Stati Uniti e news dei media hanno rifiutato di dare qualsiasi spazio o copertura per la massa della documentazione in possesso del governo salvadoregno, la documentazione che dimostra che le suore della missione di Maria Knoll stavano facendo nel paese.Knoll Maria è in servizio in molti paesi, e ha svolto un ruolo di primo piano nel portare il comunismo in Rhodesia, Mozambico, Angola e Sud Africa.

? 15. Causare un crollo totale delle economie del mondo e generare il caos totale politico.

? 16. Prendere il controllo di tutte le politiche estere e interne degli Stati Uniti.

? 17. Dare il massimo sostegno alle istituzioni sovranazionali come le Nazioni Unite (ONU), il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca dei regolamenti internazionali (BRI), la Corte mondiale e, per quanto possibile, rendere le istituzioni locali minore effetto di una loro graduale soppressione o portarli sotto il manto delle Nazioni Unite.

? 18. Penetrare e sovvertire tutti i governi, e lavorare dall’interno per distruggere l’integrità sovrana di nazioni da essi rappresentati.

? 19. Organizzare un apparato terroristico mondiale e negoziare con i terroristi quando si svolgono attività terroristiche. Si ricorda che è stato Bettino Craxi, che ha convinto i governi italiani e degli Stati Uniti a negoziare con i rapitori delle Brigate Rosse del Primo Ministro Moro e del generale Dozier. Per inciso, il generale Dozier ha tuttora ordine di non parlare di quello che è successo a lui. Doveva rompere quel silenzio, sarà senza dubbio “un esempio orribile” nel modo in cui Kissinger affrontò Aldo Moro, Ali Bhutto e il generale Zia ul Haq.

? 20. Prendere il controllo della pubblica istruzione in America con l’intento e lo scopo di distruggerla completamente.

Gran parte di questi obiettivi, che ho enumerato nel 1969, da allora sono stati raggiunti o sono sulla buona strada per essere raggiunti. Di particolare interesse nel Comitato dei 300 del programma è il cuore della loro politica economica, che è in gran parte basata sugli insegnamenti di Malthus, il figlio di un pastore di campagna inglese che è stato spinto alla ribalta dal British East India Company su cui il Comitato dei 300 è modellato.

Malthus sosteneva che il progresso dell’uomo è legato alla capacità naturale del pianeta di sostenere un determinato numero di persone, al di là di quel punto le risorse della terra essendo limitate si esaurirebbero rapidamente. Una volta che queste risorse naturali siano state consumate, sarà impossibile la sostituzione.

Quindi Malthus osservò che è necessario limitare le popolazioni entro i confini di diminuzione delle risorse naturali. Inutile dire che l’elite non si lascerà minacciare da una popolazione crescente di “mangiatori inutili”, quindi l’abbattimento deve essere praticato.

Le società segrete esistono mediante l’inganno. Ognuna di esse è una gerarchia con un cerchio interno al vertice, che inganna quelli al di sotto con menzogne, come ad esempio sostenendo un programma nobile e beffando quindi la scala gerarchica inferiore grazie a una rete di complicità compartimentata.

C’è un cerchio interno anche nel Comitato dei 300 ed è l’Ordine della Giarrettiera*, guidata dalla regina Elisabetta II Windsor. E’ interessante notare che i Windsor hanno cambiato il loro nome dal germanico Saxe-Coburg-Gotha durante la prima guerra mondiale, a causa del sentimento anti-tedesco.

Il nemico è chiaramente identificabile come il Comitato dei 300 e delle sue organizzazioni di facciata, come il Royal Institute for International Affairs (Chatham House), il Club di Roma, la NATO, l’ONU, la Nobiltà Nera, il Tavistock Institute, CFR e tutti le organizzazioni affiliate, l think tank e gli istituti di ricerca controllati da Stanford e dall’Istituto Tavistock delle relazioni umane e ultimo, ma certamente non meno importante, l’istituzione militare.

Il Comitato 300 è la società segreta finale, costituita da una classe dirigente intoccabile, che include la Regina del Regno Unito (Elisabetta II), la Regina dei Paesi Bassi, la Regina di Danimarca e le famiglie reali d’Europa.

Questi aristocratici hanno deciso alla morte della regina Vittoria, la matriarca dei guelfi neri veneziani che, al fine di ottenere il controllo in tutto il mondo, sarebbe stato necessario per i suoi membri aristocratici mettersi in affari con membri non-aristocratici, ma leader estremamente potenti del business su scala globale, e così le porte del potere ultimo sono state aperte a ciò cui la regina d’Inghilterra ama riferirsi come a “gente comune”.

Attraverso il loro cartello bancario illecito, questa “gente comune” possiede lo stock della Federal Reserve, che è un ente privato a scopo di lucro, in aperta violazione della Costituzione degli Stati Uniti ed è una delle principali radice del problema.

Le famiglie americane decadenti del partenariato profano, completamente debosciato dallo sguazzare nel denaro contaminato dell’oppio, hanno continuato a diventare ciò che noi oggi conosciamo come l’establishment orientale liberale. I suoi membri, sotto l’attenta guida e la direzione della Corona britannica, e, successivamente, il suo braccio esecutivo della politica estera, il Royal Institute for International Affairs (RIIA), ora noto come Chatham House, con sede in Inghilterra (di fronte a Piazza San Giacomo, dagli Astors), ha percorso gli Stati Uniti da cima a fondo attraverso il loro segreto di livello superiore, il governo parallelo, che è strettamente interconnesso con il Comitato dei 300, la società segreta finale.

Quel segreto, onnipotente governo è ora più in controllo degli Stati Uniti che mai. Nel Comitato dei 300, che ha 150 anni di storia, abbiamo alcuni dei più brillanti intelletti, uniti per formare un tutto totalitario, assolutamente controllato in una società “nuova” solo che non è nuova, dopo aver tratto la maggior parte delle sue idee da Clubs di cultus Diabolicus.

Il Comitato si adopera nel realizzare un governo mondiale nel modo piuttosto ben descritto da uno dei suoi membri in ritardo, HG Wells, nella sua opera commissionata dal Comitato che Wells coraggiosamente intitolò:
The Open Conspiracy: Blue Print per una rivoluzione mondiale”.

La maggior parte del Comitato dei 300 basa la sua immensa ricchezza su quella costituita attraverso il commercio dell’oppio con la Cina e l’India. Profitti osceni sono andati direttamente nelle casse reali e nelle tasche della nobiltà, degli oligarchi e plutocrati, e li ha resi miliardari. La gente comune di Cina, India e Inghilterra non ha avuto benefici nè “ricavi” dal commercio dell’oppio. Allo stesso modo il popolo del Sud Africa, sia bianco che nero, non ha mai beneficiato dell’industria mineraria dell’oro, i cui ricavi sono stati convogliati direttamente nella City of London, a banche e banche d’affari.

Il Comitato dei 300 è responsabile per le guerre di droga fittizie negli Stati Uniti. Queste guerre di droga erano false, per farci portare via i nostri diritti costituzionali. Decadenza Asset è un ottimo esempio, in cui enormi risorse possono essere sequestrate senza processo e nessuna prova di colpevolezza necessari. Il Comitato dei 300 molto tempo fa ha inoltre decretato che “non ci sarà più un mondo piccolo, molto più piccolo e migliore,” cioè, la loro idea di ciò che costituisce un mondo migliore.

Le miriadi di inutili mangiatori che consumano le scarse risorse naturali, dovevano essere abbattuti fino a 99% . Il progresso industriale supporta la crescita della popolazione. Pertanto il comando di moltiplicarsi e soggiogare la terra che si trova nella Genesi doveva essere sovvertito.

Questa la chiamata per un attacco contro il cristianesimo, la disintegrazione lenta ma sicura degli Stati-nazione industriale, la distruzione di miliardi di persone, di cui dal Comitato dei 300 giudica come “popolazione in eccesso”, e la rimozione di qualsiasi leader che abbia osato opporsi alla pianificazione globale del Comitato per raggiungere gli obiettivi precedenti.

Non che il governo USA non lo sapesse, anzi, faceva parte della congiura ed ha contribuito a tenere il coperchio sulle informazioni, piuttosto che lasciare che la verità fosse conosciuta.

Il Comitato dei 300 guarda alle convulsioni sociali su scala globale, seguite da depressioni, come un ammorbidimento tecnico per le grandi cose a venire, come metodo principale per creare masse di persone in tutto il mondo che diventeranno i destinatari del suo futuro ”benessere”.

L’ordine del giorno corrente criminale del Comitato dei 300 è ulteriormente dimostrato dalla recente fuoriuscita dei documenti del Club di Roma, in quanto descrivono il modo in cui si usano droghe per aiutare a soffocare la resistenza al loro regime di Nuovo Ordine Mondiale: “… avendo fallito il cristianesimo, e con la disoccupazione diffusa su ogni lato, coloro che sono stati senza lavoro per cinque anni o più, si allontanano dalla chiesa e cercano conforto nella droga.

Da allora, il pieno controllo del traffico di droga deve essere completato in modo che il governo di tutti i paesi che sono sotto la nostra giurisdizione abbia il monopolio in luogo che ci controllano attraverso il controllo forniture che arrivano sul mercato … le barre di droga si prenderanno cura di ribelli e scontenti.

Gli aspiranti rivoluzionari saranno trasformati in tossicodipendenti innocui, senza volontà propria … ” Le teste coronate d’Europa e delle loro famiglie orientali liberali non tollereranno alcuna vera e propria guerra contro la droga. La guerra alla droga, che l’amministrazione Bush starebbe combattendo, era per la legalizzazione di tutti i tipi e classi di farmaci.

Tali farmaci non sono solo un aberrazione sociale, ma un vero e proprio tentativo di ottenere il controllo delle menti del popolo degli Stati Uniti. Al momento, questo è il compito principale del Comitato dei 300. Nulla è cambiato nel commercio oppio-eroina-cocaina. E ‘ancora nelle mani della stessa “upper class” delle famiglie in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

E’ ancora un “mestiere” incredibilmente remunerativo se quelli che sembrano essere grosse perdite a volte attraverso i sequestri di spedizioni di droga sono in realtà piccoli intrusi che cercano di penetrare le fila della gerarchia del traffico di droga, che sedendo nelle stanze rivestite di boiserie a New York, Hong Kong e Londra si congratula col sigaro in mano per un altro successo nello sradicamento della “concorrenza”.

Incluse nel Comitato dei 300 soci ci sono le vecchie famiglie della Nobiltà Nera europea, l’americano Liberal Eastern Establishment (nella gerarchia massone e l’Ordine della Skull and Bone), gli Illuminati, o come è noto dal comitato “WIND Moriah CONQUISTA , “il Gruppo Mumma, del Consiglio Nazionale e Mondiale delle Chiese, il Circolo degli Iniziati, i nove uomini sconosciuti, Lucis Trust, teologi gesuiti Liberazione, L’Ordine degli Anziani di Sion, i Principi Nasi, Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca dei regolamenti internazionali (BRI), le Nazioni Unite (ONU), la centrale, British Quator Coronati, P2 Massoneria italiana-in particolare quelli in Vaticano gerarchia della Central Intelligence Agency, personale selezionato del Tavistock Institute, vari membri delle fondazioni leader e compagnie di assicurazione, di Hong Kong e Shanghai Bank, il Gruppo Milner-Round Table, Fondazione Cini, la tedesca Marshall Fund, Ditchley Foundation, la NATO, Club di Roma, ambientalisti, L’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, una Chiesa Governo Mondiale, socialista Internazionale, Ordine Nero, Thule Society, Anenherbe-Rosicrucianists, I Grandi Superior e centinaia di altre organizzazioni.

Nel caso di John F. Kennedy, l’assassinio è stato realizzato sotto la pubblicità grande e servile dei media, con la massima brutalità per servire come avvertimento ai leader mondiali di non uscire di linea. Papa Giovanni Paolo I è stato tranquillamente assassinato perché si stava avvicinando al Comitato dei 300 infiltrato attraverso Massoni nella gerarchia vaticana. Il suo successore, Papa Giovanni Paolo II, è stato pubblicamente umiliato come avvertimento di cessare e desistere, cosa che ha fatto. Come vedremo, alcuni esponenti vaticani sono oggi seduti nel Comitato dei 300.

Felix Dzerzinski Sydney Reilly

Il Comitato dei 300 sembra basare gran parte delle sue decisioni importanti che riguardano l’umanità sulla filosofia della aristocratico polacco, Felix Dzerzinski, che considerava l’umanità come leggermente al di sopra del livello del bestiame.

Come un amico intimo dell’agente dell’intelligence britannico Sydney Reilly (Reilly è stato effettivamente il controllore di Dzerzinski durante gli anni formativi della Rivoluzione bolscevica), ha spesso confidato informazioni a Reilly durante le sue bevute. Dzerzinski era, naturalmente, la bestia che gestiva l’apparato del Terrore Rosso.

Una volta Reilly ha detto, mentre i due erano in un binge drinking, che “L’uomo non ha alcuna importanza. Guardate cosa succede quando muore di fame. Comincia a mangiare i suoi compagni morti per sopravvivere. L’uomo è interessato solo la propria sopravvivenza. Questo è tutto ciò che conta. Tutta la roba di Spinoza è un sacco di spazzatura “.

Le radici della Compagnia delle Indie Orientali (noleggiata dalla regina Elisabetta I il 31 dicembre 1600 e sciolto nel 1873) spuntano dalla Nobiltà Nera europea. La Nobiltà Nera sono le famiglie oligarchiche di Venezia e Genova, che nel 12 ° secolo in possesso dei privilegiati diritti commerciali (monopoli). La prima delle tre crociate, 1063-1123, stabilì il potere della Nobiltà Nera veneziana e solidificò il potere della ricca classe dirigente.

L’aristocrazia della Nobiltà Nera raggiunse il controllo completo su Venezia nel 1171, quando la nomina del doge fu trasferita a quello che era conosciuto come il Gran Consiglio, che era composta dai membri dell’aristocrazia commerciale, un trionfo per loro.

Venezia è rimasta nelle loro mani da allora, ma il potere e l’influenza della Nobiltà Nera veneziana si estese ben oltre i suoi confini e oggi si fa sentire in ogni angolo del globo. Nel 1204 la famiglia oligarchica spartì enclaves feudali ai loro membri, e a questa epoca risale il grande edificio del potere e della pressione finché il governo è diventato una società chiusa delle più importanti famiglie della Nobiltà Nera.

E’ importante notare che la Nobiltà Nera europea è responsabile per i grovigli insidiosi di numerose società segrete, logge, e le organizzazioni che sono sostenute con l’alta finanza e potenti agganci politici. Tali organizzazioni includono: Commissione Trilaterale, Bilderberg Group (versione tedesca del CFR), Council on Foreign Relations (CFR), Nazioni Unite (fondata da CFR), per Skull & Bones Illuminati (cerchio interno del CFR), Fondo Monetario Internazionale (FMI ), World Bank, Bank of Settlement International, Club di Roma, Chatham House (formalmente il Royal Institute of International Affairs – RIIA), Tavola Rotonda, Tavistock Institute for Studies umani (think tank di guerra psicologica in Inghilterra), Associated Press, Reuters (monopolio di notizie di proprietà Rothschild utilizzati per il lavaggio del cervello delle masse), e molti altri, i quali, se sono gonzi o meno, lavorano in favore della aristocrazia della Gran Bretagna e il loro unico programma di governo mondiale.

Sebbene ci sia una larga sezione trasversale, tutte le strade portano alla Regina d’Inghilterra. La tecnica per mantenere il loro segreto illecito è lo schema della compartimentalizzazione. Solo le persone nel cerchio interno, che fanno parte della chiave di volta al vertice della piramide, conoscono l’intera estensione della frode. Gli adepti sono pochi e ingannano molti.

Tipicamente, ai creduloni viene detto che il loro coinvolgimento è benevolo, quindi diventano complici inconsapevoli della criminalità. Questo è il motivo per cui è indispensabile esporre questo diabolico anello del potere. Illecite società segrete non possono sopportare la luce del giorno. Dopo l’esposizione, la cabala e i loro scagnozzi cadrà come un castello di carte.

La Nobiltà Nera europea ha guadagnato il suo titolo con sporchi trucchi, in modo che quando la popolazione si ribellò contro i monopoli nel governo, come altrove, i capi della rivolta sono stati rapidamente e brutalmente sequestrati e impiccati.

Usano assassinii segreti, gli omicidi, la bancarotta di cittadini che si oppongono o le imprese, rapimenti e stupri. Tutte le famiglie di cui sono collegati con la Casa di Guelfo, una delle famiglie originarie della Nobiltà Nera di Venezia, da cui la Casa di Windsor e quindi l’attuale Regina del Regno Unito, Elisabetta II, discende.

Note

* L’Ordine della giarrettiera è ancora oggi il più importante ordine cavalleresco inglese. Secondo la tradizione, fu istituito nel 1348 dal re Edoardo III, che pronunciò le parole Honi soit qui mal y pense (“vergogna a chi pensa male”), poi inserite nello stemma di quest’ordine, nel raccogliere una giarrettiera caduta alla contessa di Salisbury, sua favorita.

Aperta anche alle donne. In realtà notizie precise sulle origini dell’istituzione non ce ne sono (all’inizio si chiamava Società della giarrettiera) e anche la data di nascita è incerta: infatti, esistono documenti sicuramente del 1347 nei quali già si parla di abiti guarniti con le insegne dell’ordine. Inizialmente ne facevano parte il re, il principe ereditario e 24 cavalieri, la cui scelta è di competenza esclusiva del sovrano, contrariamente a quanto accade per altri ordini, nei quali il sovrano in genere designa i membri su proposta, anche informale, del primo ministro. Nei decenni e nei secoli successivi fu aperto dapprima anche alla regina e alle mogli dei cavalieri e poi ad altri componenti della famiglia reale. Gli uomini sono conosciuti come Knight Companion, le donne come Lady Companion (non Dame). Eccezionalmente l’Ordine può ammettere membri fuori dal limite di 24 (in questo caso chiamati supernumerary), in genere familiari del sovrano, oppure sovrani stranieri. Data l’esclusività dell’Ordine, esso viene conferito solo a personalità che si siano distinte per altissimi meriti nel servire il Regno Unito.

I membri dell’istituzione si riuniscono nella cappella di San Giorgio, a Londra.

FONTE: https://www.reteccp.org/biblioteca/disponibili/guerraepace/potere/comitato300/comitato3.html

 

 

 

MATTARELLA: IL PRESIDENTE EMERITO DELLA DITTATURA SDOGANA IL TSO

“Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione. Perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui. Chi pretende di non vaccinarsi e comunque di frequentare e svolgere vita normale frequentando luoghi condividi, di lavoro, intrattenimento, svago, in realtà costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà”.

Sergio Mattarella
Dire il peggiore e più squallido presidente delle ultime tre repubbliche è riduttivo. Presiede il CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura quindi dovrebbe conoscere a menadito la Costituzione e i Trattati Internazionali dei Diritti inviolabili dell’Uomo. Niente da fare: per Sergio è vietatissimo invocare la libertà per sottrarsi ad un atto medico.
Quindi legittima il TSO di regime perché se non puoi sottrarti ad un trattamento, questo diventa di fatto obbligatorio…
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🔗DISINFORMAZIONE
FONTE: t.me/marcellopamio/1458

 

 

 

ECONOMIA

Il covid fa crollare la speranza di vita, passo indietro di 10 anni

Il Rapporto sul benessere equo e sostenibile dell’Istat mostra “un Paese in grande difficoltà che, tuttavia, mantiene in vita riserve di speranza”

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 Disoccupato, disoccupazione, lavoro, crisi, ricerca lavoro giovani, giovane (Agf)

AGI – Speranza di vita che crolla, diseguaglianze che aumentano, un sistema economico colpito “in forme e intensità allarmanti e imprevedibili”. Dal rapporto dell’Istat sul Benessere equo e sostenibile, spiega il presidente dell’istituto, Gian Carlo Blangiardo, “emerge un Paese in grande difficoltà che, tuttavia, mantiene in vita riserve di speranza”. le ferite della pandemia necessiteranno di tempo prima di essere rimarginate

Crolla la speranza di vita

“L’evoluzione positiva della speranza di vita alla nascita tra il 2010 e il 2019, pur con evidenti disuguaglianze geografiche e di genere, è stata duramente frenata dal Covid-19 che ha annullato, completamente nel Nord e parzialmente nelle altre aree del Paese, i guadagni in anni di vita attesi maturati nel decennio”. Il dato passa dagli 81,7 anni del 2010 agli 83,2 del 2019 prima di crollare a 82,3 anni nel 2020. In particolare, nel Nord la speranza di vita passa da 82,1 anni nel 2010 a 83,6 nel 2019, per scendere nuovamente a 82 anni nel 2020. Nel Centro passa da 81,9 nel 2010 a 83,1 anni nel 2020 e nel Mezzogiorno da 81,1 a 82,2 anni, con perdite meno consistenti nell’ultimo anno (rispettivamente -0,5 e -0,3 anni). “È un arretramento non ancora concluso, e che richiederà tempo per essere pienamente recuperato”, sottolinea l’Istat.

Con la dad aumenta diseguaglianza, l’8% degli alunni è escluso

“In Italia, nonostante i miglioramenti conseguiti nell’ultimo decennio, non si è ancora in grado di offrire a tutti i giovani le stesse opportunità per un’educazione adeguata. Il livello di istruzione e di competenze che i giovani riescono a raggiungere dipende ancora in larga misura dall’estrazione sociale, dal contesto socio-economico e dal territorio in cui si vive. La pandemia del 2020, con la conseguente chiusura degli istituti scolastici e universitari e lo spostamento verso la didattica a distanza, o integrata, ha acuito le disuguaglianze”. L’8% dei bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado è rimasto escluso da una qualsiasi forma di didattica a distanza e non ha preso parte alle video-lezioni con il gruppo classe. Tale quota sale al 23% tra gli alunni con disabilità.

Pochi laureati, aumenta il divario con l’Europa

Il divario con l’Europa sull’istruzione continua ad ampliarsi: nel secondo trimestre 2020 il 62,6% delle persone di 25-64 anni ha almeno il diploma superiore (54,8% nel 2010); tale quota è inferiore alla media europea di 16 punti percentuali. Tra i giovani di 30-34 anni il 27,9% ha un titolo universitario o terziario (19,8% nel 2010) contro il 42,1% della media Ue27.

Il sistema economico è stato colpito in modo allarmante

“Lo scoppio della pandemia ha colpito il sistema economico italiano in forme e intensità allarmanti e imprevedibili. Il crollo dei livelli di attività economica ha avuto effetti negativi sul reddito, sul potere d’acquisto e soprattutto sulla spesa per consumo. L’aumento della povertà si è concentrato su alcuni segmenti di popolazione e su alcuni territori”. La stima preliminare per il 2020 identifica oltre 5,6 milioni di individui in condizione di povertà assoluta in Italia, con un’incidenza media pari al 9,4%, dal 7,7% del 2019: si tratta dei valori più elevati dal 2005. La povertà cresce soprattutto al Nord, area particolarmente colpita dalla pandemia, dove la percentuale di poveri assoluti passa dal 6,8% al 9,4% degli individui; più contenuta, invece, la crescita al Centro (dal 5,6% al 6,7% degli individui) e nel Mezzogiorno (dal 10,1% all’11,1%). Colpisce, inoltre, prevalentemente le famiglie con bambini e ragazzi: l’incidenza di povertà tra gli individui minori di 18 anni sale di oltre due punti percentuali (da 11,4% a 13,6%, il valore più alto dal 2005) per un totale di 1 milione e 346mila bambini e ragazzi poveri, 209mila in più rispetto all’anno precedente.

Migliora la soddisfazione di vita, ma cala la fiducia nel futuro

Nel 2020, meno della metà della popolazione (44,5%) esprime un voto tra 8 e 10 sulla soddisfazione della propria vita, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (43,2%). S mantengono le differenze territoriali, con una maggiore percentuale di soddisfatti per la propria vita al Nord (48,4%), quasi quattro punti percentuali in più della media nazionale, e livelli più bassi al Centro e nel Mezzogiorno (rispettivamente, 43% e 40%). La situazione critica determinata nel Paese dall’epidemia da Covid-19 ha avuto un impatto negativo sulle prospettive future. Dopo anni di aumento, nel 2020 scende al 28,9% la percentuale di persone che prevedono un miglioramento della propria situazione nei prossimi cinque anni (30,1% nel 2019). Contemporaneamente aumenta al Nord e al Centro, dopo anni di riduzione, la quota di quanti ritengono che la propria situazione peggiorerà nei prossimi cinque anni (13,3% al Nord, un punto percentuale in più rispetto al 2019, 14% al Centro, +1,5 punti percentuali).

Una famiglia su 3 senza computer e accesso a Internet

La diffusione dell’Ict tra le famiglie e gli individui si è accresciuta significativamente nel 2020, portando al 69,2% la quota di utenti regolari di Internet (era 43,9% nel 2010).Restano tuttavia ancora indietro le donne (65,8%), i più anziani (44% per la classe di età 65-74; 12,9% per gli ultrasettantacinquenni) e chi vive nel Mezzogiorno, con uno scarto di 9 punti percentuali rispetto ai residenti nel Centro-nord (72,3%). Nel 2020 un terzo delle famiglie italiane non dispone di computer e accesso a Internet da casa. Le differenze sono molto accentuate guardando il titolo di studio: dal 7,2% delle famiglie in cui almeno un componente è laureato si passa al 68,3% di quelle in cui in cui il titolo più elevato è la licenza media. Non dispongono di connessione a Internet e pc il 12,6% delle famiglie in cui è presente almeno un minore e il 70% delle famiglie composte da soli anziani. Aumenta lo svantaggio delle famiglie del Mezzogiorno: nel 2020 il gap rispetto alle famiglie del Nord è di 10 punti percentuali, 3 in più rispetto al 2010.

In quanti temono di perdere il posto di lavoro

La percentuale di lavoratori che si percepiscono come fortemente vulnerabili registra una inversione di tendenza rispetto alla tendenza di costante diminuzione degli ultimi anni: nel secondo trimestre 2020 è pari al 7,8% (+1,9 punti rispetto al secondo trimestre 2019, + 400mila). Sono in tutto quasi 1 milione e 800 mila gli occupati che temono fortemente di perdere il lavoro senza avere la possibilità di sostituirlo. Nel secondo trimestre 2020, l’emergenza sanitaria ha comportato in Italia un forte calo del numero di occupati: sono 788 mila in meno (tra i 20-64 anni) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente; il tasso di occupazione (sempre 20-64 anni) scende al 62%, in diminuzione di 2 punti percentuali. In dieci anni i divari con l’Europa per i tassi di occupazione si sono ulteriormente allargati e sono particolarmente evidenti per le donne. Nel 2010, il tasso di occupazione delle donne di 20-64 anni in Italia era di 11,5 punti più basso rispetto alla media europea, e nel 2020 il distacco arriva a circa 14 punti in meno.

Sempre meno posti in ospedale

Tra il 2010 e il 2018 il numero di posti di letto in ospedale è sceso in media dell’1,8% all’anno fino ad attestarsi a 3,49, tra ordinari e in day hospital, ogni 1.000 abitanti. Si riducono anche i posti letto nei reparti a elevata intensità assistenziale tra il 2010 e il 2018 (da 3,51 per 10mila abitanti a 3,04) e si assiste a una crescita costante del tasso di mobilità per motivi di cura dalle regioni meridionali e dal Centro tra il 2010 e il 2019 (da 9,2 a 10,9 ogni 100 dimissioni di residenti nel Mezzogiorno, da 7,4 a 9 nel Centro).

Nel 2019 sono circa 241.000 i medici (tra specialisti e di base) e i pediatri di libera scelta che svolgono la loro attività nel sistema sanitario italiano pubblico e privato. Con quattro medici ogni 1.000 residenti, il nostro Paese si colloca ai primi posti in Europa ma i medici sono mediamente più “anziani” rispetto ai colleghi di altri Paesi europei (un medico su due ha più di 55 anni). La situazione del personale infermieristico non è altrettanto favorevole, infatti l’Italia è agli ultimi posti in Europa per dotazione di infermieri, circa 6 ogni 1.000 residenti. Nel 2020, un cittadino su 10 ha dichiarato di aver rinunciato, negli ultimi 12 mesi, a prestazioni sanitarie per difficoltà di accesso, pur avendone bisogno. Il forte aumento (6,3% nel 2019) è certamente straordinario: oltre il 50% di chi rinuncia riferisce infatti motivazioni legate alla pandemia da Covid-19.

FONTE: https://www.agi.it/economia/news/2021-03-11/covid-fa-crollare-speranza-vita-11710330/

 

 

 

Il crollo dell’aspettativa di vita

15 MARZO 2021

Non so se la scorsa settimana avete visto i titoli dei giornali sul crollo dell’aspettativa di vita nel 2020: qui sopra vedete quelli di Repubblica e Corriere. Questi dati, ancora preliminari, sono tratti dal BES 2020, il rapporto annuale sul benessere equo e sostenibile in Italia che trovate sul sito Istat. Tralasciamo il titolo errato del Corriere – il calo da 83,6 a 82 anni non è quello dell’Italia ma del solo Nord, dove la scorsa primavera il Covid ha colpito più duramente – e cerchiamo di capire cosa significa questo numeretto che appare negli articoli: l’aspettativa di vita alla nascita.

In statistica ci sono vari numeri che si possono associare a una popolazione, ciascuno dei quali ha un suo significato preciso. Per esempio, la media di un insieme di numeri è semplicemente il valore che si ottiene sommandoli tutti e dividendo per quanti essi sono, mentre la mediana è il valore per il quale metà dei numeri è superiore ad esso e metà inferiore. A seconda di quello che vogliamo misurare sceglieremo uno o l’altro. Per calcolare l’aspettativa di vita (a partire da una certa età: in questo caso la calcoliamo alla nascita, ma per esempio quando si calcola il montante pensionistico lo si fa a partire dall’età in cui si va in pensione) si parte dall’ipotesi che il tasso di mortalità entro un anno dipenda solo dall’età che si ha, e non vari con il tempo. Detto in altre parole, se io ora ho 20 anni so quanti dei miei coetanei sono morti l’anno scorso, ma devo per esempio immaginare che tra trent’anni la percentuale di cinquantenni che morirà nell’anno successivo sarà la stessa dei cinquantenni che sono morti l’anno passato. Fatta quest’assunzione (e alcune minori sulla linearità delle morti durante l’anno) i conti si fanno in fretta. Si parte da una popolazione fittizia di 100000 neonati; si calcola quanti sono ancora in vita dopo 1, 2, 3, … anni; e infine si calcola l’età media con tutti i valori trovati.

Se siete stati attenti, tra le assunzioni che ho fatto c’è quella che afferma che la mortalità non vari col tempo. Naturalmente ciò non è vero, ed è per questo che l’aspettativa di vita cambia con gli anni. In passato, per esempio, la mortalità infantile era molto più alta, e questo impattava pesantemente sull’aspettativa di vita. Per fare un esempio, su Wikipedia in inglese possiamo leggere che nel XIII secolo l’aspettativa di vita alla nascita per un britannico era di 30 anni. Però se quel britannico (maschio) fosse riuscito a raggiungere i 21 anni, la sua aspettativa sarebbe cresciuta a 43 anni, arrivandolo a farlo vivere in media fino a 64 anni. Poi nel secolo successivo sarebbe calata di quasi vent’anni a causa della peste bubbonica… In scala molto minore possiamo vedere qualcosa nei dati ISTAT (presi a partire da qui che mostra una serie più lunga) relativi al 2003, quando ci fu un’ondata di caldo estivo che fece morire molti anziani. Come vedete dalla figura, ci fu un abbassamento dell’aspettativa di vita nel 2003 seguito da un notevole balzo nel 2004, perché in quell’anno le morti ritornarono nella media. In pratica, se noi avessimo guardato le statistiche solo negli anni pari avremmo notato un progressivo crescere dell’aspettativa di vita, dovuto alle migliori cure, senza nessuna particolarità.

Detto in altri termini, la misurazione dell’aspettativa di vita è molto sensibile alle fluttuazioni di un singolo anno. È solo naturale che in un anno con un 15% di morti in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti si veda un brusco suo calo; se poi prendiamo le province più colpite, come qualche mese fa Stefano Mazzuco aveva fatto su scienzainrete, troviamo cinque anni e mezzo di taglio a Cremona e quattro anni e mezzo a Bergamo. E va ancora bene – si fa per dire, naturalmente – che la prima ondata di Covid abbia colpito soprattutto gli anziani; altrimenti ci sarebbe stato un arretramento ancora peggiore, perché le morti da giovani hanno un peso molto maggiore sulla media, facendo calare per un numero maggiore di anni il numero di persone vive su cui si calcolerà la media.

Cosa succederà però nel 2022, se riusciremo davvero ad arrivare all’immunità di gregge e quindi tagliare le morti per Covid? Che ritorneranno i valori simil-2019, se non addirittura leggermente migliori perché molte persone con patologie pregresse saranno purtroppo morte nei due anni precedenti e quindi non entreranno nei conti. E allora che faremo? Grideremo al miracolo per il balzo dell’aspettativa di vita? In definitiva, non solo non è così bello fermarsi alle nude statistiche senza pensare che dietro di esse ci sono persone morte per la pandemia; ma è ancora meno bello farlo senza avere un’idea chiara di quello che si sta facendo.

FONTE: https://www.ilpost.it/mauriziocodogno/2021/03/15/il-crollo-dellaspettativa-di-vita/

 

 

 

GIUSTIZIA E NORME

Due giuristi hanno diffuso la notizia di aver querelato il presidente della Repubblica: “invito ad un’azione pacifica e simbolica presso le Procure”

A CURA DI ROCCO FABIO MUSOLINO | 6 SETTEMBRE 2021

Quest’oggi, intorno alle ore 14.00, i fratelli Marco ed Andrea Zuccaro hanno depositato presso la Questura di Mesagne (Brindisi), con destinazione presso la Procura di Brindisi, una querela nei confronti di Sergio Mattarella. Il desiderio dei due giuristi è quello di invitare tutti i cittadini italiani a procedere nella stessa maniera presso tutte le procure della Repubblica, così da lanciare una azione simbolica che possa giungere all’attenzione delle autorità politiche. “Dopodiché, se tra le varie procure italiane riuscissimo a trovare finanche un solo magistrato desideroso di analizzare con serietà la questione da noi sollevata, ne saremmo ben lieti”, è quanto si legge in un comunicato apparso sui social. “Il testo della querela è riportato di seguito affinché chiunque possa farne uso presso le sedi competenti. Il nostro gesto non deve essere interpretato come un attacco nei confronti dell’attuale Capo dello Stato. Al contrario, abbiamo agito nell’esclusivo interesse della Repubblica e della Presidenza della Repubblica, e domandiamo alla magistratura di tutelare avverso ogni tipo di illecito la massima carica istituzionale, la Costituzione e il popolo italiano.
Sicuri che molti coglieranno lo spirito con il quale abbiamo presentato la nostra richiesta, ci appelliamo al popolo libero e agli amanti della giustizia affinché questa nostra azione sia imitata in tutta la Nazione, come risposta pacifica all’istituzionalizzazione dell’attuale clima d’odio e alle discriminazioni di Stato. Uniamo lì dove altri vorrebbero dividere, ottemperando ai doveri di solidarietà politica, economica e sociale che la nostra Costituzione impone a tutta la popolazione italiana. Di seguito il testo della querela a firma di Marco Zuccaro e Andrea Zuccaro:

“Querela nei confronti di Sergio Mattarella, noto Presidente della Repubblica, per incitamento all’odio.

Il giorno 5 settembre 2021 Sergio Mattarella, intervenendo nel corso dell’evento di apertura dell’anno accademico presso l’Università di Pavia, esprimeva gravissime considerazioni nei confronti di milioni di cittadini italiani, come di seguito riportato:

“Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui. Chi pretende di non vaccinarsi – naturalmente con l’eccezione di coloro che non possono farlo per salute – e comunque di svolgere una vita normale, frequentando luoghi di lavoro, di intrattenimento, di svago, in realtà costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunziare a prospettive di normalità di vita, […] alla possibilità di recuperare in pieno luoghi, modi, tempi di vita”.

L’intervento è notorio e ha goduto di ampia risonanza mediatica, sicché pare superfluo produrre elementi di prova. Ad ogni modo, a titolo di esempio valgano le seguenti testimonianze:

  1. la testimonianza scritta contenuta nel seguente articolo di ANSA: https://www.ansa.it/…/mattarella-sottrarsi-al-vaccino…
  2. la testimonianza video pubblicata sul sito Youtube dal quotidiano La Repubblica: https://youtu.be/zjDWW9PyBbU
    In qualità di giuristi, sempre ricordando l’importanza degli argomenti che hanno ispirato le nostre tesi di laurea (il costituzionalismo per Marco Zuccaro; il diritto costituzionale e la figura del Presidente del Repubblica per Andrea Zuccaro), troviamo semplicemente inaccettabili le parole espresse da Sergio Mattarella, e crediamo che esse abbiano prodotto un danno nei nostri confronti (da ciò la natura di questo atto, che presentiamo non a caso come querela). Quasi superfluo, poi, è dire che questo suo intervento sembra voler quasi istituzionalizzare definitivamente il clima d’odio e di divisione sociale già creatosi (a causa del comportamento dei media e degli stessi attori istituzionali) tra i cittadini italiani.

Peraltro, vista l’insussistenza di un obbligo giuridico di “vaccinazione” anti covid-19 in capo alla popolazione italiana, è lapalissiano che l’ordinamento giuridico, allo stato attuale, tuteli senz’altro la scelta di non vaccinarsi e la posizione di chiunque, come da Regolamento Europeo 953/2021, non possa o non voglia procedere con detto trattamento, il quale – lo ricordiamo – non gode dell’approvazione dell’Agenzia Europea del Farmaco, essendo stato autorizzato mediante una procedura sottoposta a condizioni di vario genere (si citano: la presentazione, nel corso dei prossimi anni, di ulteriori studi sull’efficacia e sulla sicurezza di questi farmaci; l’attuale impossibilità – vera o presunta che sia – di trattare efficacemente la malattia Covid-19 con farmaci già approvati).
In difesa dei nostri diritti e in rappresentanza di milioni di cittadini italiani che non hanno fatto altro che assumere una posizione legittima, stante l’impossibilità di introdurre, all’interno dell’ordinamento italiano, una presunzione legale di pericolosità sociale in capo a soggetti sani, non contagiosi e non pericolosi per il prossimo, desideriamo muovere formale querela nei confronti di Sergio Mattarella e richiediamo all’autorità giudiziaria di verificare quanto segue:

  1. l’intervento del Presidente della Repubblica presso l’Università di Pavia esula dall’esercizio delle Sue funzioni ex art. 87 della Costituzione, sicché egli può essere perseguito per reati comuni al pari di ogni altro cittadino italiano;
  2. l’intervento del Presidente della Repubblica configura la violazione degli articoli 3, 32 e 54 della Costituzione nonché dell’articolo 604-bis del Codice Penale nella parte in cui il suo discorso propaganda un’idea di superiorità etica e morale di una certa categoria di persone (i cittadini italiani “vaccinati”) ai danni di un’altra categoria di persone (i cittadini italiani “non vaccinati”), ovvero nella parte in cui esso istiga alla discriminazione di chi, compiendo una legittima scelta, viene ora parificato – per bocca dello stesso Sergio Mattarella – a un potenziale assassino, qualcuno che “invoca la libertà per ottenere la licenza di mettere a rischio la salute e – in qualche caso – la vita degli altri”.

Riteniamo che il Presidente Mattarella abbia travalicato l’esercizio della libertà di parola ex art. 21 della Costituzione, e crediamo fermamente che vi sia differenza tra la mera espressione di un biasimo e la criminalizzazione di persone innocenti tutelate dalla Costituzione e dall’ordinamento. Ciò vale a maggior ragione se si considera che quanto affermato dal Presidente non corrisponde al vero, non trova riscontro scientifico né può vantare prove a suo sostegno. La comunità accademica e medico-scientifica non ha mai dimostrato che una persona “non vaccinata” contro il Covid-19 sia più contagiosa di una persona “vaccinata” contro il Covid-19; semmai, iniziano a formarsi evidenze empiriche che procedono giusto in senso opposto, per le quali anche il virologo più rinomato al mondo, il Professor Anthony Fauci, ha parlato di “individui vaccinati” e “individui non vaccinati” come portatori della stessa carica virale. Inoltre, ci sembra opportuno ricordare che il dovere civico di contribuire alla tutela della salute pubblica si attua, per volontà dello stesso legislatore, non già con la vaccinazione, bensì con il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale nonché con il rispetto delle misure di igiene e di precauzione.

Pensiamo sia a dir poco paradossale che un Presidente della Repubblica abbia sposato una idea in forza della quale taluni cittadini italiani sarebbero, rispetto ad altri, meno liberi, ovvero meno liberi di invocare la libertà e i diritti che la Costituzione garantisce a tutti. Tale considerazione ci permette di individuare l’ulteriore violazione dell’articolo 87 comma 1 (ricompresa tuttavia nella violazione dell’art. 54, di cui si è già fatta menzione), in quanto Sergio Mattarella è venuto decisamente meno al suo dovere di rappresentare l’unità nazionale. Alla luce di tutto ciò, si rafforza la prospettiva che egli abbia parlato non già nelle vesti di Capo dello Stato in esercizio di funzioni, bensì come privato cittadino. Ad ogni buon conto, se questa stimabile autorità giudiziaria dovesse essere di opinione differente rispetto alla nostra, richiediamo che essa definisca con precisione, con l’eventuale aiuto della Corte costituzionale, ove termina “l’esercizio delle funzioni” del Capo dello Stato e ove inizia l’ambito nel quale detta figura istituzionale può essere giudicata come privato cittadino. Noi querelanti, dal canto nostro, promuoviamo una interpretazione restrittiva che si limiti al dettato della Carta costituzionale, e ciò ci sembra la soluzione migliore affinché la figura del Presidente della Repubblica non rassomigli sempre più pericolosamente a quella di un re.

Oltre ai rilievi già presentati, si richiede al Procuratore di verificare se sussistano elementi per la configurazione di ogni altro reato perseguibile d’ufficio, cosicché l’atteggiamento discriminatorio tenuto da Sergio Mattarella sia sanzionabile secondo la Costituzione e le leggi di questo Stato”.

FONTE: http://www.strettoweb.com/2021/09/vaccini-due-giuristi-querelano-mattarella/1236392/amp/

 

 

 

Considerazioni etiche e giuridiche sull’obbligatorietà dei vaccini anti Covid-19

Una lettura critica dell’art. 4 del D.L. n. 44/2021 che ha introdotto l’obbligo vaccinale per il personale sanitario

Dario Frassy – Avvocato

L’obbligatorietà della vaccinazione anti COVID-19, introdotto dall’articolo 4 del decreto-legge n. 44/2021 per tutte le professioni e gli operatori del comparto sanitario, fa discutere non soltanto per l’aspetto sanitario, ma soprattutto per le implicazioni di tipo etico e giuridico che comporta.

L’Italia è la prima nazione e per ora l’unica ad aver imposto l’obbligo di vaccinazione anti COVID-19. La norma seppur temporanea, poiché limitata attualmente nella sua operatività alla data limite del 31/12/2021, e circoscritta ad uno specifico settore lavorativo, la sanità, determina importanti riflessi sul rapporto di lavoro per coloro che non intendono accettare l’obbligo di vaccinazione.

Il comma 6 dell’art. 4 sancisce che l’inosservanza dell’obbligo vaccinale da parte di coloro che “svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche o private, nelle farmacie o parafarmacie e negli studi professionali” determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2. Al comma 8 è disposto che “il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse […], con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l’assegnazione a mansioni diverse non è possibile, per il periodo di sospensione […], non è dovuta la retribuzione, emolumento, comunque denominato”. Il precetto normativo, oltre, alle questioni di legittimità e costituzionalità, che affronterò in seguito, crea una macroscopica disparità di conseguenze tra gli operatori del settore sanitario, poiché i soggetti inseriti in strutture organizzate potenzialmente hanno la possibilità di essere destinati a funzioni non a contatto con il pubblico, cosa che evidentemente non è praticabile al singolo professionista che non lavora in strutture organizzate.

L’obbligatorietà dei vaccini in Italia non è tema nuovo in quanto era già stato affrontato nel 2017 con il D.L. 73 che aveva reintrodotto l’obbligo di vaccinazione, soppresso alla fine degli anni ‘90, per determinate malattie. La norma è stata un parziale compromesso tra i fautori del vaccino e i “No Vax”. Il D.L. 73/2017, infatti, prevede una sanzione amministrativa per i genitori che non sottopongono i figli a vaccinazione obbligatoria, la quale inoltre è “requisito di accesso” limitatamente “i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia”.

L’impianto giuridico e il contesto sociale su cui si poggia ora il nuovo obbligo introdotto dal D.L. 44/2021 è peraltro profondamente differente da quello a cui fanno riferimento sia il citato decreto del 2017 sia le pronunce della Corte Costituzionale in materia di obblighi vaccinali.

La legittimità dell’art. 4 del D.L. 44/2021 non può che essere valutata in applicazione dei principi costituzionali e in particolare dell’art. 32 della Costituzione in cui è sancito che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività … Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

La norma costituzionale ha una duplice chiave di lettura, da un lato tutela il cittadino nel suo diritto alla salute e nella sua libertà di scegliere le cure, dall’altro riconosce un interesse pubblico alla salute, che può comportare l’obbligo per i singoli a sottostare a trattamenti disposti solo in forza di legge e nei limiti imposti dal rispetto della persona umana.

La Corte Costituzionale si è pronunciata più volte sulla materia, a partire dalla sentenza n. 258/1994 per giungere alla più recente sentenza n. 5/2018, delineando i presupposti, affinché l’obbligo vaccinale possa ritenersi compatibile con i principi dell’art. 32 della Costituzione. In particolare la Corte Costituzionale ha statuito che ”la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 della Costituzione:

a) “se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale (cfr. sentenza 1990 n. 307);

b) se vi sia “la previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario e, pertanto, tollerabili” (ivi);

c) se nell’ipotesi di danno ulteriore alla salute del soggetto sottoposto al trattamento obbligatorio – ivi compresa la malattia contratta per contagio causato da vaccinazione profilattica – sia prevista comunque la corresponsione di una “equa indennità” in favore del danneggiato (cfr. sentenza 307 cit. e v. ora legge n. 210/1992). E ciò a prescindere dalla parallela tutela risarcitoria, la quale “trova applicazione tutte le volte che le concrete forme di attuazione della legge impositiva del trattamento o di esecuzione materiale di esso non siano accompagnate dalle cautele o condotte secondo le modalità che lo stato delle conoscenze scientifiche e l’arte prescrivono in relazione alla sua natura” (sulla base dei titoli soggettivi di imputazione e con gli effetti risarcitori pieni previsti dall’art. 2043 c.c.: sentenza n. 307/1990 cit.).”

Per la Corte i principi costituzionali subordinano la legittimità dell’obbligo vaccinale all’imprescindibilità di un “corretto bilanciamento tra la tutela della salute del singolo e la concorrente tutela della salute collettiva, entrambe costituzionalmente garantite

La scelta del Governo italiano non sembra trovare alcun riscontro nello scenario mondiale, ove, prescindendo dalle contrastanti analisi e posizioni medico-scientifiche, nessuno stato o istituzione di diritto internazionale si è avventurato sul terreno minato dell’obbligatorietà del vaccino anti COVID-19.

Il Consiglio d’Europa ha affrontato recentemente il tema dei vaccini anti COVID-19 e i relativi riflessi etici e legali, approvando il 27/01/2021 la Risoluzione 2361, nella quale tra l’altro ha espressamente escluso che gli stati possano rendere obbligatoria la vaccinazione anti COVID (punto 7.3.1) e ha inoltre vietato di usarla per discriminare lavoratori o chiunque decida di non avvalersene (punto 7.3.2).

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali italiana ha dichiarato che non è pensabile di poter effettuale un passaporto vaccinale sanitario stante la delicatezza dei dati che vi sarebbe contenuti, la variabilità e temporaneità della certificazione stessa in assenza di presupposti scientifici accertati e certi.

Il recentissimo Rapporto pubblicato il 13/03/2021 dall’I.S.S. e redatto insieme a Ministero, A.I.FA. e I.N.A.I.L. mette in chiara evidenza la totale sperimentalità dei vaccini e le conseguenti incertezze che li accompagnano, rendendo in tale quadro non applicabile la compressione del diritto costituzionale alla scelta sanitaria individuale rispetto al limite del supremo bene della tutela della salute pubblica.

Si legge nel rapporto che “Una persona vaccinata con una o due dosi deve continuare a osservare tutte le misure di prevenzione quali il distanziamento fisico, l’uso delle mascherine e l’igiene delle mani, poiché, come sopra riportato, non è ancora noto se la vaccinazione sia efficace anche nella prevenzione dell’acquisizione dell’infezione e/o della sua trasmissione ad altre persone. … non è ancora noto se le persone vaccinate possano comunque acquisire l’infezione da SARS-CoV-2 ed eventualmente trasmetterla ad altri soggetti. … Infine, è verosimile che alcune varianti possano eludere la risposta immunitaria evocata dalla vaccinazione, e, quindi, infettare i soggetti vaccinati. Segnalazioni preliminari suggeriscono una ridotta attività neutralizzante degli anticorpi di campioni biologici ottenuti da soggetti vaccinati con i vaccini a mRNA nei confronti di alcune VOC, come quella Sudafricana, e un livello di efficacia basso del vaccino di AstraZeneca nel prevenire la malattia di grado lieve o moderato nel contesto epidemico sud-africano. … a persona vaccinata considerata “contatto stretto” deve osservare, purché sempre asintomatica, un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato in decima giornata ”

E’ di queste ore la notizia di fonte israeliana che il vaccino Pfizer, l’unico somministrato in tale nazione, non dia copertura alla variante sudafricana; così come recentissimo lo studio tedesco secondo il quale il DNA libero nel vaccino AstraZeneca scatena anticorpi insoliti all’origine delle complicanze spesso fatali di tipo trombotico; e poi ancora nel valzer delle incertezze l’alternanza delle indicazioni medico-scientifiche sulla somministrazione del vaccino AstraZeneca da prima riservato solo agli under 55 e ora, invece riservato solo agli over 60.

L’art. 4 del D.L. 44/2021 non sembra aver tenuto in conto l’insegnamento delle pronunce della Corte Costituzionale in materia, né dei principi etici e giuridici espressi nelle Convenzioni e nei Trattati internazionali.

Allo stato attuale mancano tutti i presupposti di certezza scientifica per imporre l’obbligatorietà del vaccino, il quale dovrebbe rispondere al duplice obiettivo di tutela della salute pubblica, impedendo il contagio dei pazienti da parte del personale sanitario vaccinato, e di tutela immunitaria del personale sanitario dal virus, nonché dalla complicanze vaccinali.. La situazione di sperimentalità dei vaccini anti COVID-19 non garantisce nessuno di questi due obiettivi: nessuna certezza di non trasmissibilità del virus da parte delle persone vaccinate, nessuna certezza di immunità dal virus; evidenze invece – seppur statisticamente poco rilevanti – di complicanze vaccinali talvolta anche fatali.

La consapevolezza dei dubbi e delle incertezze che ruotano intorno ai vaccini è peraltro manifestata apertamente nel medesimo decreto, che all’art. 3 D.L. 44/2021 introduce un’esimente penale a favore dei sanitari per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose conseguenti a reazioni fatali in sventurati sottoposti a vaccinazione.

In questa situazione di incertezza scientifica e di sperimentalità, caratteristica dell’attuale situazione emergenziale è non solo eticamente doveroso che i vaccini restino una libera scelta del singolo individuo, ma è anche giuridicamente dovuto nel rispetto dei massimi principi posti a tutela della persona. In proposito vanno citati gli artt. 1 e 3 della “Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea” – proclamata a Nizza nel dicembre 2000 e diventata giuridicamente vincolante nella UE con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, a dicembre 2009 – i quali garantiscono la dignità umana e l’integrità fisica e psichica di ciascun individuo, nonché il rispetto del consenso libero e informato della persona in ambito medico e biologico; l’art. 8, comma 1, della “Convenzione per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali” – firmata a Roma il 4/11/1950 – che sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare; l’art. 5 della “Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la biomedicina”, approvata dal Consiglio d’Europa il 4/4/1997 ad Oviedo, in cui è sancito il principio del consenso personale libero e informato ai trattamenti sanitari.

E’ giuridicamente infondato, per l’erroneità del contesto, il tentativo di giustificare l’obbligatorietà della vaccinazione anti COVID-19 richiamando l’art. 2087 cod. civ. e il D.Lgs. 81/2008Entrambe le norme chiamano il datore di lavoro alla responsabilità per omessa adozione delle tutele necessarie a garantire l’integrità fisica dei lavoratori. Tali disposizioni peraltro vanno interpretate in base all’obiettivo che si prefiggono, ossia di tutelare il lavoratore dai rischi inerenti la lavorazione a cui sono addetti, con particolare attenzione all’adeguatezza e sicurezza del processo produttivo e degli stessi ambienti di lavoro. E’ di tutta evidenza pertanto che l’attenzione richiesta al datore di lavoro è in relazione unicamente ai processi produttivi e alle condizioni di lavoro da lui dipendenti. Una pandemia non è sicuramente riconducibile tali principi, in quanto è di tutta evidenza che il datore di lavoro non ha né gli strumenti e le conoscenze per potervi far fronte. A dimostrazione di ciò sono i Protocolli di Sicurezza anti COVID-19 recepiti nella legislazione emergenziale, i quali sono ritenuti necessari e sufficienti per espressa previsione di legge a sgravare il datore di lavoro da ogni responsabilità nel caso di contagio dei propri dipendenti.

Da un punto di vista giuridico, prescindendo da ogni considerazione in materia sanitaria e scientifica, l’incostituzionalità dell’obbligo vaccinale introdotto dall’art. 4 del DL 44/2021 è più che fondata per l’attuale contesto.

Ai professionisti e agli operatori sanitari dissenzienti dall’obbligo di vaccinazione o più semplicemente rivendicanti il diritto di scegliere la tipologia di vaccino non sarà né facile, né veloce tutelare il loro diritto di scelta. Gli Ordini professionali e i datori di lavoro applicheranno, infatti, il disposto dell’art. 4 del D.L. 44/2021 e ai lavoratori così penalizzati non resterà che la via del contenzioso giudiziale innanzi al Giudice del lavoro, che potrà essere loro favorevole sole in presenza del verificarsi di due condizioni. Il Giudice dovrà, infatti, ritenere non manifestamente infondata l’eccezione di incostituzionalità della norma, sospendendo il giudizio di merito in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, che dovrà accertare l’incostituzionalità della norma impositrice dell’obbligo vaccinale.

A conclusione di questa disamina non può non essere ricordato che la Costituzione ha anche funzione di limite al potere di maggioranza governativo ed è presidio posto a tutela della democrazia nella sua accezione più pura e nobile; prevaricarla sistematicamente in nome dell’emergenza sanitaria – si pensi ai tanti dinieghi di valori e diritti costituzionali da un anno a questa parte calpestati, quali la libertà di movimento (confinati a casa), diritto al lavoro (attività chiuse), diritto all’istruzione (scuole e università chiuse), libertà religiosa (funzioni e riti sospesi) – non è sicuramente risolutivo della pandemia, ma foriero di un futuro senza certezze e garanzie per i cittadini. La Costituzione e il suo rispetto, non sono solo concetti giuridici astratti per addetti ai lavori, ma sono soprattutto gli elementi distintivi di una democrazia.

I principi costituzionali e i diritti ivi affermati sono più importanti che mai in tempi di crisi. Il CORONAVIRUS si è portato via molte vite e ci ha sottratto molto del nostro quotidiano, la legislazione emergenziale però ci sta sottraendo i valori fondamentali di una società libera: la certezza del diritto.

FONTE: https://www.altalex.com/documents/news/2021/06/07/considerazioni-etiche-e-giuridiche-sull-obbligatorieta-dei-vaccini-anti-covid-19

 

 

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE 

IL GENERALE IMBROGLIO
Augusto Sinagra 21 08 2021
“Creeranno virus da soli e ti venderanno antidoti e poi faranno finta di aver bisogno di tempo per trovare una soluzione quando già ce l’hanno”. Così disse Muammar Gheddafi nel suo discorso alla 64° Assemblea Generale delle Nazioni Unite tenutasi a New York dal 23 al 29 settembre 2009.
In occasione del suo discorso all’Università Sapienza di Roma disse che senza di lui che faceva da argine, l’Italia sarebbe stata invasa da clandestini africani.
Escluso che il Colonnello Gheddafi avesse doti di preveggenza da medium, evidentemente lui sapeva quel che diceva e lo diceva sulla base di fatti da lui conosciuti.
Tutti ora rinnegano quello che fu il nostro più sicuro alleato e gli stessi che oggi si mettono sotto i piedi la Costituzione e gli accordi internazionali a tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo lo accusano di essere stato lui a soffocarli e a negarli.
La faccia come il culo dei governanti italiani dal dopoguerra in poi è cosa nota ma ora si sta esagerando.
I più importanti quotidiani USA e da noi la stessa ”Repubblica” capofila della disinformazione, sono costretti a rendere noto che i sieri genici non servono a nulla se non a provocare gravi lesioni alla salute e anche la morte, oltre che a provocare un aumento esponenziale dei contagi. Quel che accade in UK e in Israele ne è un esempio.
Del figlio di Bernardo Mattarella e del collaborazionista della Giunta militare in Argentina, non dico nulla. L’evidenza parla per me.
L’ultima notizia proviene dal Prof. Alessandro Meluzzi, uomo di indiscussa integrità morale. Egli ha dichiarato che nelle ”alte sfere” sono stati praticati prodotti miracolosi fasulli e la cosa è stata proposta anche a lui in cambio della sua adesione al generale imbroglio.
Il problema, però, è lo scopo di questo generale imbroglio di cui è vittima il Popolo italiano.
Non credo che lo scopo sia quello di far guadagnare sulla pelle dei danneggiati e dei morti le Case farmaceutiche che hanno incassato finora miliardi – dico miliardi – di euro. Peraltro, chi doveva percepire tangenti già le ha percepite.
Lo scopo certamente è l’annichilimento in tutti i sensi dello Stato e della Nazione nell’interesse di una banda di assassini, espressione della più schifosa feccia dell’umanità, sostenitori di un criminale globalismo.
Il generale imbroglio in Italia, sostenuto a tutti i livelli istituzionali, ha uno scopo strumentale che è quello di sospendere, cioè abrogare, ogni diritto e libertà garantiti dalla Costituzione.
Si governa meglio con la paura che con i carri armati, ma la gente non capisce evidentemente cosa significa vivere.
L‘unico stato di emergenza previsto dalla Costituzione è quello che si instaura con la dichiarazione di guerra.
In Italia si è inventato uno stato di emergenza nazionale e di tempo indeterminato. Lo stato di guerra ha un termine che è la fine della guerra. L’attuale emergenza in Italia non ha un termine ma verrà un giorno anche per chi ha consentito tutto questo a cominciare dal Capo dello Stato, dal Conte Tacchia, dal bancario Mario Draghi, Luciana Lamorgese, Roberto Speranza e tutti i virologi di regime che dovranno rendere conto di quel che hanno fatto.
AUGUSTO SINAGRA
Augusto Sinagra 21 08 2021
FONTE: https://www.facebook.com/100070758812209/posts/121680896867204/

 

 

L’EUROPA POLITICA NEGLI SCENARI ECONOMICI DELLA CONTEMPORANEITÀ

Pubblicato 10 August 2018 | by Alessandro Ferrara

Sommario
Capitolo IPolitica ed economia in Europa dalle Origini ai giorni nostriI.1.   L’Europa dopo la II^ guerra mondiale – I.2.   La ricostruzione economica dell’Europa – I.3.   La stabilità monetaria Europea – I.4.   La nascita dell’U.E.M. – I.5.   L’Unione Monetaria e l’Euro – I.6.   I Trattati Europei e il principio di sussidiarietà.
 Capitolo II, Lo sviluppo dell’economia in EuropaII.1.   La politica dell’Europa dopo il trattato di Lisbona – II.2.   La Banca Centrale Europea – II.3.   Indipendenza e politica dei tassi della BCE  – II.4.   Il controllo sul debito pubblico degli Stati membri – II.5.   L’attenzione dell’UE per le politiche economiche degli Stati membri – II.6.   Europa e crescita: come rilanciare lo sviluppo
Capitolo III, Rapporto tra politica ed economica in EuropaIII.1.   Democrazia e Sovranità in Europa – III.2.   Debito pubblico e Democrazia – III.3.   Dalla crisi economica alla crisi del diritto – III.4.   Il coraggio di una nuova Europa – III.5.   Dal nuovo feudalesimo a federalismo Europeo – III.6.  Verso il federalismo Europeo

 

Capitolo I – Politica ed economia in Europa dalle origini ai giorni nostri

I.1.  L’Europa dopo la seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale sancì la crisi definitiva della supremazia europea e l’emergere di due superpotenze, USA e URSS. Nasceva così un nuovo equilibrio internazionale di tipo bipolare.  Gli orrori della guerra colpirono profondamente l’opinione pubblica e spinsero le potenze vincitrici a cercare basi più stabili e regole nuove per i rapporti internazionali. Il maggior tentativo in tal senso consistette nella creazione dell’ONU (1945). La grande alleanza fra le potenze vincitrici aveva cominciato ad incrinarsi già prima della fine della guerra, in relazione al problema del futuro della Germania e al controllo dell’URSS sui Paesi dell’Europa orientale. Nel ’46-47 i contrasti fra le due superpotenze si accentuarono dando inizio a quella contrapposizione tra i due blocchi che fu definita “guerra fredda”. A tal proposito Wiston Churchill, primo ministro inglese, alla fine della seconda guerra mondiale tenne un discorso nel quale apparivano chiare le motivazioni per cui un’unione europea fosse basilare[1]. Tali motivazioni risiedevano sia in campo economico, poiché essa avrebbe favorito lo sviluppo delle economie dei paesi europei, sia in quello politico, abbassando il rischio di guerre e facendo in modo che un’Europa forte potesse svolgere un `opera di mediazione nella guerra fredda tra Usa e Russia. La maggiore tensione si ebbe nel 1948-1949, quando i sovietici chiusero gli accessi a Berlino: questa crisi si risolse nella nascita della Repubblica Federale tedesca (che inglobava le zone sotto il controllo di americani, inglesi e francesi), cui l’URSS rispose con la creazione della Repubblica democratica tedesca. L’Organizzazione del Patto dell’Atlantico del Nord (NATO), istituita con il Trattato di Washington del 4 aprile 1949 e il Patto di Varsavia del 1955, in contrapposizione tra loro completarono la divisione dell’Europa in due blocchi, inizia ad avvertirsi l’esigenza di un’Europa unita.

I.2.  la ricostruzione economica dell’Europa

Sul piano economico, il problema della ricostruzione dell’Europa occidentale avvenne grazie ad un piano di aiuti economico-finanziari americani , c.d. “Piano Marshall”. Ai fini di un’efficiente utilizzazione degli stessi, ma anche per rafforzare la coesione degli Stati continentali nasce a Parigi il 16 aprile 1948 la prima organizzazione europea del dopoguerra, l’OECE (Organizzazione Europea di Cooperazione Economica) – trasformatasi nel 1961 in OCSE. Al di là del campo strettamente economico e di quello militare, il 5 maggio 1949 venne costituito, ad opera di 10 stati (Italia, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Danimarca, Regno Unito, Svezia, Norvegia) il Consiglio D’Europa (CdE) con sede a Strasburgo, un’organizzazione internazionale aperta a tutti gli Stati europei che si sentivano accomunati dagli ideali di democrazia e libertà[2]. Il C.d.E. come le altre organizzazioni nate in quel periodo non avevano il potere di emettere decisioni vincolanti per gli Stati membri. Con la Dichiarazione del 9 maggio 1950 dell’allora Ministro degli esteri francese, Robert Schuman, elaborata da Jean Monnet, nasce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). Il piano Schuman divenne realtà il 18 aprile 1951 quando fu firmato il Trattato che istituiva la CECA al quale aderirono sei paesi: Italia, Francia, Germania, Olanda, Belgio e Lussemburgo. LA CECA fu un tale successo che, nell’arco di pochi anni, gli stessi sei paesi decisero di compiere un passo successivo, integrando altri settori delle proprie economie. Alcuni anni più tardi, anche a causa del fallimento dei più ambiziosi progetti di integrazione politica (Comunità Europea di Difesa e Comunità Politica Europea), si fece strada l’idea del funzionalismo economico, secondo cui si doveva procedere ad una integrazione graduale delle economie per poter porre le basi di una unione economica. Il 25 marzo del 1957, Italia, Repubblica Federale Tedesca, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo firmarono a Roma il trattato con cui furono istituite la Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM) e la Comunità economica europea (CEE), con cui gli Stati membri si prefissero l’obiettivo di rimuovere le barriere commerciali fra loro esistenti per costituire un “mercato comune” . Dopo pochi anni dalla firma dei Trattati di Roma, il funzionalismo economico cominciò a mostrare i propri limiti, causati anche dall’ingresso di nuovi Paesi e dall’interesse della Comunità per nuove politiche di intervento. Il dibattito sui temi fondamentali dell’integrazione europea mise in evidenza, in particolare, due problemi fondamentali:

1) il difetto di legittimità democratica del processo decisionale comunitario (il c.d. gap o deficit democratico), che riproponeva la necessità di quella unione politica che non era stata realizzata;

2) la necessità di effettiva unione economica e monetaria.

Nel 1954 viene stipulata la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, con la conseguente creazione di una Commissione Europea per i diritti europei e una Corte europea a cui ogni cittadino europeo potesse rivolgersi per vedere tutelati i propri diritti violati.

Il periodo 1958-1965 fu importante: vennero infatti gettate le basi per fare in modo che la CEE diventasse il motore per costruire e sviluppare l’Europa unita. In questo periodo furono attivate iniziative in campo economico, sociale e commerciale che miravano a rinforzare la solidarietà e le azioni comuni fra gli Stati europei. Nel 1967 avviene la fusione delle tre Comunità Europee, CECA-CEE-EURATOM, con la conseguenza che da questo momento ci sono una Commissione, un Consiglio dei Ministri, un Parlamento Europeo ed una Corte di Giustizia che operano per tutti i paesi che fanno parte dell’UE[3].

I.3.   La stabilità monetaria Europea

Le politiche europee al fine di permettere una maggiore stabilità monetaria europea  convergono nella creazione dello SME, il Sistema Monetario Europeo, con il quale si rendono molto più stabili i rapporti di cambio tra le monete dei diversi paesi europei.  La CEE divenne ben presto la più importante delle tre: i trattati successivi le aggiungeranno svariate competenze che esulano dalla materia economica, mentre le altre due comunità rimarranno sempre limitate. Dal 2002 la CECA ha cessato di esistere e le sue competenze sono state trasferite alla CE.

L’integrazione economica e politica tra gli Stati membri dell’Unione europea comporta l’obbligo per questi paesi di prendere decisioni congiunte su molte questioni[4]. Essi hanno pertanto elaborato politiche comuni in molteplici settori: dall’agricoltura alla cultura, dalla tutela dei consumatori alla concorrenza, dall’ambiente ed energia ai

LA LETTURA PROSEGUE QUI: http://www.salvisjuribus.it/leuropa-politica-negli-scenari-economici-della-contemporaneita/

 

 

 

STORIA

L’8 settembre e l’osceno concepimento

armistizio_1943Roma, 8 sett – Con la resa incondizionata e la fuga ignobile delle gerarchie militari e politiche, nasce una nuova Italia le cui conseguenze sono davanti agli occhi di tutti, ed i nipotini dei precursori del tradimento continuano tuttora a tramare e a sostenere la sua dissoluzione.
Questa creazione abnorme è stata fecondata artificialmente da due precisi dispositivi: l’internazionalismo e la mafia.
La monarchia è sempre stata legata a doppio filo sentimentale e mercantile con alcune precise potenze straniere, grazie agli apolidi e massonici circoli di corte. A suo sostegno corse con ambivalente interesse e prospettiva quella sinistra che per natura ha sempre avversato tutto ciò che si identificasse con l’idea di Nazione, nella sua grandezza storica e nel suo orgoglioso retaggio. In aggiunta, una Chiesa cosmopolita per vocazione, dedita al pacifismo e al compromesso quando incapace di perpetrare il terrore e la sottomissione forzata.
Tutti uniti a sostenere il capitalismo armato statunitense il quale, già con il suo apparentemente incongruo intervento nella Prima Guerra Mondiale, aveva già identificato l’Europa quale terreno di vendicativa conquista.
Ma tra il 25 luglio e l’8 settembre viene mantenuta in incubazione quella perversa creatura generata dal rapporto immorale tra lo Stato tradito e la mafia. Perché è da decenni ampiamente documentato che la Resistenza era metastatizzata dalla mafia e i mafiosi erano antifascisti.
Come attestato da Aldo Santamaria nel saggio I padrini della patria, Charles Poletti – il primo italo-americano a ricoprire la carica di Governatore – ebbe il contatto iniziale con la criminalità organizzata italiana in America, tanto da costituire il brodo di coltura delle successive inseminazioni. A dimostrazione della buona riuscita dell’operazione, Poletti assunse come suo aiutante ufficiale Vito Genovese, luogotenente di Lucky Luciano, durante il periodo di stanza come responsabile a Napoli.
Negli Stati Uniti, uno degli anelli di collegamento essenziali tra politica e mafia nella collaborazione per l’invasione dell’Italia fu l’avvocato ebreo Moses Polakoff, difensore di Salvatore Lucania, proprio quello che prese il nome d’arte di Lucky Luciano. Carlo Maria Lomartire, in La prima trattativa Stato-mafia, offre un approfondito e incisivo quadro degli avvenimenti dell’epoca.
Lo stesso Moses, nonostante fosse l’avvocato di fiducia del capomafia, disse testualmente a proposito della lotta alla criminalità siciliana condotta del Prefetto Mori “a giudicare dai risultati sei costretto a riconoscere che certi metodi non saranno accettabili in democrazia ma contro la mafia pare che funzionino”.
Gli Stati Uniti mal sopportavano queste presenze delinquenziali particolarmente organizzate, soprattutto un Luciano, considerato a soli 34 anni “il più potente boss criminale del Paese”. Però, ad un certo punto, visti gli atti di sabotaggio alle navi americane e la condizione belligerante con l’Italia, gli organismi giudiziari e politici americani si resero conto di una opportunità: “per vincere questa guerra, con ogni mezzo, anche scendendo a patti con la mafia”.
Fu così che al di fuori di ogni legalità furono pianificati incontri con Luciano ed altri mafiosi in carcere, e così con alte sfere militari e responsabili della giustizia per definire una collaborazione del boss mafioso. Il concetto era chiaro, come specificò il procuratore distrettuale di Manhattan Frank Hogan“[…] in Sicilia capi della mafia siano tendenzialmente antifascisti perché il Duce ha ingaggiato una lotta senza quartiere alle cosche isolane”. E questa iniziale ipotesi venne confermata dallo stesso Luciano tramite il suo avvocato: “Faccia presente ai suoi amici dell’intelligence che le prigioni siciliane sono piene di antifascisti, uomini d’onore, perché gli uomini d’onore sono per forza antifascisti”.
A quel punto l’accordo era fatto e prendeva inizio l’Operazione Underworld, collaborazione “fra la Marina degli Stati Uniti e la mafia di New York”.
Ecco, quindi, il concepimento dell’8 settembre. Lucky Luciano, “un pluriomicida con un curriculum criminale unico nella storia, il più pericoloso gangster”, Frank Costello, gestore degli affari di Genovese nonché capo dell’“Anonima Omicidi”, ufficiali, dirigenti dei servizi segreti, governatori e procuratori americani concordarono che “la collaborazione con la mafia fu totale”. Il resto, dopo lo sbarco di occupazione, fu tutto un percorso in discesa. Vito Genovese, Calogero Vizzini, Genco Russo, Michele Navarracontribuirono a guidare le truppe di invasione, a sistemare i notabili mafiosi nei posti di potere politico dalla Sicilia a Roma, a mettere in rete le forze criminali che avrebbero gestito l’Italia da allora ai giorni nostri.
Se il 25 luglio sancì la morte della Patria, come documentato da Galli Della Loggia, l’8 settembre ratificò la nascita di una nuova Italia, concepita dall’oscena orgia tra massoneria, corte reale, traditori nazionali e doppiogiochisti indigeni, alimentata dai nemici interni della Nazione e dall’indecente connivenza tra l’alleanza capitalista e il comunismo suo servo sciocco e masochista, battezzato da un’organizzazione criminale e dal suo stile mafioso di intendere relazioni e potere.
Per chiunque parli di lotta alla mafia, di antistato, di contrasto alla cultura mafiosa vale la considerazione che Vladimir Bukovskij fece del comunista: o è un cretino o è in malafede, perché nessuna persona intelligente e in buona fede può negare che la mafia è antifascista, la mafia ha santificato questa repubblica resistenziale, la mafia è stata la levatrice e la madrina di questo sistema.
Adriano Segatori
FONTE: https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/l8-settembre-e-losceno-concepimento-29932/

Tutte le trame che hanno portato all’8 settembre

Si è arrivati tramite un lungo percorso in cui i limiti delle forze italiane armate sono stati enfatizzati dagli atteggiamenti degli alti comandi

La «Biblioteca storica» del Giornale da oggi propone l’indagine di Piero Baroni, 8 settembre 1943. Il tradimento. Oggetto delle ricerche, la presenza di spie, fin dallo scoppio del conflitto, nei comandi della Marina e dell’Aeronautica. Il libro getta così nuova luce sull’armistizio di Cassibile.

Se c’è una data simbolo del disastro militare italiano durante la Seconda guerra mondiale, questa data è l’8 settembre del 1943, di cui a breve cade l’anniversario. Ma all’8 settembre si è arrivati attraverso un lungo e complesso percorso in cui i limiti oggettivi delle forze armate italiane sono stati tragicamente enfatizzati da scelte politiche e dagli atteggiamenti degli alti comandi. Ed è proprio questa zona grigia che viene indagata nel saggio in allegato da oggi con il Giornale (a euro 7,50 più il prezzo del quotidiano).

Il giornalista Piero Baroni in 8 settembre 1943. Il tradimento esamina i rapporti intercorsi tra alti ufficiali della Marina e i servizi segreti americani durante il conflitto. Ben prima dell’armistizio di Cassibile.

Quella di Baroni è una tesi forte ma con una sua valida base documentale. Ovvero che all’interno degli alti comandi italiani, soprattutto in Supermarina, ci fossero ufficiali che decisero di mantenere contatti con l’Oss (il servizio segreto americano) e di assecondarne le richieste ben prima del cambio di fronte dell’Italia monarchica. Baroni prende in esame tutta la condotta delle operazioni belliche a partire dal 1940 evidenziando le scelte tattiche o logistiche più dissennate che vennero prese in quegli anni. Tutti errori?

Tra gli esempi citati l’incredibile occasione mancata dalla Marina italiana durante la battaglia di Punta stilo (9 luglio 1940) o la strage dei sommergibili italiani, quasi tutti colpiti da unità in agguato che sembravano conoscerne la rotta. Ma questi episodi sono solo la punta dell’iceberg di una serie di condotte difficilmente spiegabili: sotto utilizzo delle nostre navi più armate, scelte clamorosamente scellerate nel trascurare alcuni armamenti (come gli aerosiluranti o il radar), informazioni vitali non trasmesse da un comando all’altro. Altri volumi oltre a quello di Baroni hanno preso in esame questi elementi, ad esempio Fucilate gli ammiragli (1987) di Gianni Rocca o il lavoro pionieristico di Franco Bandini: Tecnica della sconfitta (1969). Ma Baroni è attento soprattutto ai rapporti segreti tra l’Italia e Washington e all’operato degli agenti americani in Italia. In sostanza Franklin Delano Roosevelt, che aveva sempre guardato con favore al regime fascista, prima pensò di utilizzarlo in chiave anti inglese e poi cercò di andare rapidamente verso una pace separata manovrando tutte le sue «pedine» italiane.

Ovviamente di queste trame in molti casi restano solo indizi. E la discussione storiografica è aperta. Ma indubbiamente il libro di Baroni evidenzia la possibile presenza di una «volontà di sconfitta», o almeno di uscita dal conflitto e di cambio di fronte, che serpeggiava in certi ambienti, che non può essere ignorata.

FONTE: https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/tutte-trame-che-hanno-portato-all8-settembre-1436602.html

 

 

 

25 luglio – 8 settembre 1943: ecco perché noi non possiamo credere né fidarci della classe dirigente

venerdì, 18 giugno 2021, 11:22

di aldo grandi

L’ignoranza e la demenza giovanile che alberga nelle ultime generazioni cresciute all’insegna della tecnologia esasperata e dei social elevati a religione dell’anima e del corpo, non solo non sa che cosa accadde tra il 25 luglio e l’8 settembre 1943, ma, presumibilmente, nemmeno crede che il 1943 sia stato un anno, e che anno!, del nostro disgraziato passato e della nostra, ormai, dimenticata Storia nazionale. Per un popolo e in un paese dove la memoria e l’identità sono stati cancellati progressivamente in nome di un Grand Reset europeo e mondiale, economico e sociale, cosa volete che conti ricordarsi di cosa accadde in quella drammatica estate di 78 anni fa? Noi, invece, che ancora non ci siamo venduti il cervello all’ammasso e rivendichiamo il diritto e il dovere della conoscenza di ciò che siamo stati senza se e senza ma, leggevamo, in questi giorni anzi, rileggevamo per l’ennesima volta, un libro che, per la nostra crescita culturale e interiore, è stato fondamentale: 1943: l’8 settembre, scritto da Ruggero Zangrandi e pubblicato da Feltrinelli apparso negli anni Sessanta in più edizioni. Ehi, gioventù bruciata, sapete che cosa avvenne il 25 luglio 1943? Cadde il fascismo, ma mentre gli italiani festeggiavano per le strade incendiando e distruggendo tutto ciò che era testimonianza di una dittatura che aveva gettato il paese nella tragedia e nella rovina, qualcuno, proprio tra coloro che avevano fornicato con Mussolini sin dall’inizio, cercava di sopravvivere a spese, proprio, del popolo italiano ignaro di cosa sarebbe accaduto di lì a poco.

Il maresciallo Pietro Badoglio, colui che aveva beneficiato del Ventennio, che era complice di tutto ciò che era avvenuto né più né meno del duce, del re e di tutti i ministri fascisti, venne nominato dal re capo del governo e si affrettò a reprimere gli entusiasmi popolari annunciando, via radio, alla nazione che “la guerra continua”. Questo è stato il primo inganno perpetrato nei confronti degli italiani che, a detta del buonsenso e della sua classe dirigente, sarebbero stati protetti da quest’ultima in un momento così difficile. In realtà non si capiva né nessuno disse o spiegò contro chi la guerra doveva continuare se, contro gli Alleati o, magari, contro i tedeschi.

Gli italiani, che avevano patito lutti, distruzioni, fame, dittatura, pensarono fosse giunto il momento di alzare la testa e, finalmente, respirare aria di libertà con un nuovo governo che avrebbe dovuto, nella logica del buonsenso, concedere e permettere tutto quello che, il precedente, aveva negato per due decenni.

Non fu così. Al contrario, Badoglio incaricò polizia e carabinieri, i soliti bracci armati del potere nei momenti cruciali, di reprimere duramente ogni aspirazione collettiva, ogni assembramento, varando misure rigidissime che avrebbero evitare ogni tipo di aspirazione libertaria di un popolo che aveva sofferto e non voleva soffrire più. Furono migliaia le vittime di questa repressione poliziesca decisa da un governo corrotto e vigliacco i cui componenti altri non erano se non gli stessi che, durante il fascismo, avevano convissuto e adulato Mussolini.

Ma non fu tutto e non fu abbastanza. Furono intavolate in gran segreto, si fa per dire, e in maniera alquanto ipocrita e all’italiana, trattative con gli Alleati al fine di sganciarsi dal conflitto, ma sempre cercando di non far sapere nulla al tedesco alleato che immaginava, ma non riusciva a capire. Fino all’8 settembre 1943, quando la radio annunciò l’armistizio, quando, la mattina del 9, una lunghissima coda di auto portò il re, la famiglia reale, il governo fantoccio e i generali felloni, tutti fuggiaschi e traditori, sulla via Tiburtina in direzione Pescara per imbarcarsi, ad Ortona, e raggiungere il sud dell’Italia ormai liberato dagli Alleati. Lasciando, ovviamente, gli italiani, a se stessi, senza guida, senza direttive, senza qualcuno che fosse in grado di assumersi le responsabilità di governo.

Anche all’epoca i nostri governanti parlavano di prendersi cura del popolo, avevano imposto coprifuoco e divieto di assembramenti o riunioni per tutelare l’ordine pubblico e non irritare il tedesco sospettoso che, per 45 giorni, fece affluire ancora più divisioni di quante già non ne avesse e senza che il nostro Stato Maggiore aprisse bocca per protestare. Alla fine il re, il generale D’Ambrosio e il capo del Governo fantoccio Pietro Badoglio abbandonarono milioni di soldati sparsi in tutta Europa lasciandoli senza direttive alla mercé di un tedesco avvelenato per il tradimento subito. E con loro abbandonarono anche il paese.

Ebbene, da allora fu impossibile, per gli italiani, avere fiducia nella propria classe dirigente divenuta, anno dopo anno, sempre più digerente. E oggi, davanti a chi ci costringe, il 18 giugno con 30 gradi all’ombra o quasi, ad indossare le mascherine, è difficile credere che lo faccia per il nostro bene quanto, piuttosto, per un disegno particolare o per una ignavia e una paura che furono le medesime di tanti anni fa.

Perché, caro lettore, accade sempre questo, a queste latitudini, e cioè che nei momenti cruciali della Storia, i politicanti da strapazzo e la classe digerente senza orgoglio né dignità, mai pensa al popolo, bensì a salvarsi e a nascondere, finché può, i reali termini della situazione, proprio per non correre il rischio di far conoscere alla gente quello che la gente, purtroppo, non deve sapere.

Così, oggi, il Covid è diventato il grimaldello con cui aprire definitivamente, per mezzo della paura, gli animi e le resistenze di chi non può cedere la propria indipendenza di giudizio e l’autonomia di pensiero a un tanto al chilo. Come ha magistralmente scritto nell’articolo di apertura Marina Mascetti, allieva della grandissima Ida Magli, vogliono ridurci allo stato vegetativo, costringerci a rinunciare ad ogni libertà in cambio della promessa, fasulla, della salvezza dal virus e della vita eterna. Stronzate.

A ottobre 2021 ricominceranno le vessazioni e la tortura delle mascherine ammesso che ce le tolgano il 15 agosto. Ci dicono che solo il vaccino e le regole rispettate hanno permesso al virus di lasciarci in questi mesi, mentre anche il porco sa che con 30 gradi ogni virus influenzale se ne va a p…..e.

Con l’autunno torneranno le paure e le precauzioni e la colpa sarà, vedrete, di chi, come noi, non si è vaccinato e non perché non creda nell’esistenza del virus, ma perché non crede nella sua letalità e, soprattutto, crede sia diritto di ognuno scegliere come deve e vuole morire.

Il potere ha sempre in serbo un 25 luglio e un 8 settembre, è nella sua natura e sempre utilizzerà i suoi ‘servi’ per reprimere ogni istanza di libertà anche la più giusta. Non dimenticate che le forze di polizia del fascismo,  salvo sporadiche e inevitabili eccezioni, non vennero mai epurate e gli stessi che avevano servito fedelmente il duce servirono, altrettanto fedelmente, la Repubblica antifascista. Questa non è politica, è storia.

Non ci fidiamo perché non ci possiamo fidare, perché la stupidità di questa classe digerente fa il paio con l’idiozia delle misure anticovid. Ma attenzione, il Potere accetta la contestazione fino a quando non sceglie di stroncarla e quando ciò accade – e accade sempre prima o poi – non c’è spazio per nessuno. Maschereranno la loro vigliaccheria

FONTE: https://www.lagazzettadelserchio.it/ce-n-e-anche-per-cecco-a-cena/2021/06/25-luglio-8-settembre-1943-ecco-perche-noi-non-possiamo-credere-ne-fidarci-della-classe-digerente/

 

 

 

Chi tradì e chi fu tradito, nell’estate del 1943?

di Francesco Lamendola – 16/12/2018

Chi tradì e chi fu tradito, nell’estate del 1943?

Fonte: Accademia nuova Italia

La domanda è sempre la stessa: chi furono i traditori e chi furono i traditi, nell’estate del 1943? Se si vuole capire il presente, se si vuole capire il passato, se si vuole capire gli italiani, bisogna avere il coraggio di tornare a porla: sempre la stessa. Finora, invece, non è stata mai posta: sia i politici, sia gli stessi storici, hanno dato delle mezze risposte, dettate da una motivazione ideologica, non dal rispetto della verità, che è, fondamentalmente, rispetto di se stessi. E alle mezze domande hanno replicato con delle mezze risposte. È stato un gioco delle parti, in cui tutti hanno finto di esser soddisfatti perché tutti avevano qualcosa da nascondere. Ma ora, a oltre settant’anni di distanza, sarebbe ora di affrontare veramente la questione, di porla con l’onestà intellettuale e morale che essa merita. Se non sapremo farlo, dimostreremo a noi stessi e al mondo di essere rimasti sempre gli stessi, quelli dell’estate del 1943: sempre inaffidabili perché sempre insinceri, e sempre insinceri perché sempre interessati.
In linea generale, si può dire che quasi tutti, parlando dei tragici rivolgimenti dell’estate del 1943 – il 25 luglio, la caduta del fascismo, e l’8 settembre, il cambio di fronte nella Seconda guerra mondiale – tendono a evidenziare che gli italiani sono stati traditi; che l’esercito è stato tradito; che le speranze di pace sono state tradite; che il destino del Paese è stato tradito, eccetera. Stranamente, pare che tutti siano stati traditi, ma senza che sia ben chiaro chi sono stati i traditori. I fascisti, naturalmente; però… Il 25 luglio, sono stati proprio i gerarchi del Gran Consiglio a tradire Mussolini. E dopo l’8 settembre, quando ormai era chiaro che la partita era perduta, non sono stati pochi quelli che hanno ancora creduto in Mussolini e hanno deciso di stare con lui, in particolare molti giovanissimi, i quali, fascisti, non lo erano mai stati. Difficile, pertanto, considerarli dei traditori. E infatti, perfino la pubblicistica e la retorica più apertamente faziosa, quella resistenziale di matrice comunista, ha sempre dipinto i fascisti di Salò come dei folli, o dei criminali, o degli illusi, ma non come dei traditori: chi mai avrebbero tradito, salendo a bordo della nave che stava per affondare? Resta, però, un mistero: se tutti furono traditi, come è possibile che nessuno abbia tradito? Ha tradito il re, dice qualcuno, ma senza troppa convinzione. Sì, certamente; ma gli si può addossare l’intera responsabilità dell’immane tradimento che vi è stato nell’estate del 1943? E poi, le scene di giubilo nella tarda serata del 25 luglio, quando si diffuse la notizia della caduta di Mussolini e della nascita del governo Badoglio, dimostrano che gli italiani non consideravano il re un traditore, ma quasi un salvatore della patria: sarebbe dunque diventato un traditore tutto ad un tratto, la mattina dell’8 settembre? Ma il re, firmando l’armistizio con gli angloamericani, aveva fatto quel che la maggioranza del popolo desiderava ardentemente; dunque, perché l’8 settembre sarebbe stato, da pare sua, un tradimento? Era legittimo che lasciasse Roma: a cosa sarebbe servito farsi prendere dai tedeschi?
Un’altra risposta di comodo è questa: ci hanno tradito i tedeschi; tradito e ingannato. Non tanto l’8 settembre del 1943, ma il 1° settembre del 1939, quando invasero la Polonia a nostra insaputa, e dopo aver assicurato Ciano e Mussolini che, per almeno tre anni, non vi sarebbe stata la guerra – il tempo necessario per rimettere in efficienza l’esercito italiano, che aveva quasi svuotato i magazzini con le campagne d’Etiopia e di Spagna. Il primo a sostenere questa tesi fu proprio Ciano, il ministro degli Esteri che aveva firmato, pochi mesi prima, il Patto d’Acciaio con la Germania: tardiva resipiscenza, la sua. La verità è che Ciano era un dilettante, un superficiale e un opportunista, e che a lui la poltrona del ministero degli Esteri stava più a cuore del bene del Paese. Un altro, al suo posto, dopo l’attacco tedesco alla Polonia, avrebbe avuto la decenza di dimettersi, confessando di essersi lasciato raggirare. Ma lui non era solo un dilettante e un opportunista (come si vide il 25 luglio), era anche immensamente vanitoso: non si dimise e marciò coi tedeschi quando il Duce, il 10 giugno del 1940, dichiarò la guerra alla Francia e alla Gran Bretagna.
Così, torniamo sempre al rebus iniziale: tutti traditi, nessuno che ha tradito; strano, molto strano. Sembra quasi un copione surrealista; sembra un giallo senza colpevole: c’è il delitto, ma nessuno che lo abbia compiuto.
L’impostazione più chiara e onesta di questa spinosa problematica l’abbiamo trovata in una pagina del libro di Giuseppe Mammarella e Zeffiro Ciuffoletti Il declino. Le origini storiche della crisi italiana (Milano, Mondadori, 1996, p. 129), là dove cercano di dare una risposta alla incredula osservazione di Hitler, il 26 luglio del 1943: Ma allora cosa è stato questo regime fascista che si è sciolto come neve al sole?

L’operazione di rigetto del fascismo e dell’appartenenza al PNF fu la più colossale operazione trasformistica della storia d’Italia che accomunò i fascisti per necessità familiari a quelli della prima ora. I distintivi del PNF si accumulavamo nei tombini e nelle fogne e i liberatori alleati davanti alle proteste di agnosticismo o di antifascismo dei liberati si chiedevano dove si fossero nascosti i fascisti veri. Non si trattava più del trasformismo di individui e di partiti, come nel passato, ma di quello di un intero popolo. La posta di quell’operazione non era il riciclaggio di alcuni personaggi  di alcune forze politiche, ma di un’intera nazione. L’operazione di salvataggio nazionale era impostata così bene e l’indignazione della gente contro il passato regime così genuina (e lo era in realtà anche per il senso di liberazione dalle sofferenze patite durante la guerra) che sembrava destinata a sicuro successo. Ma ciò che accadde poco più di un mese dopo, quando fu annunziato l’armistizio, rischiò di farla naufragare. L’8 settembre non segnò solo la resa dell’apparato militare, ma anche quella del governo, della monarchia e dello Stato creato dal Risorgimento e dal fascismo e all’insegna del “tutti a casa” rischiava di essere anche la resa di tutto un popolo. Se era vero che il fascismo era stato la provocazione di pochi e che il paese era stato contro la guerra di Mussolini, adesso che l’ex alleato tedesco tentava di imporre la restaurazione del fascismo e la continuazione della guerra, agli italiani non restava altra scelta che la Resistenza.

Altro che 8 settembre come rinascita della Patria; niente affatto, è stata la morte della Patria. E non solo è morta, ma abbiamo speculato anche sul suo cadavere: facendo finta che fosse resuscitata. Resuscitata, per opera di chi? Non certo del re e di Badoglio; su questo siamo d’accordo tutti, o quasi. E allora? Per merito della Resistenza? Ah, certo: questa è la risposta politicamente corretta, elaborata fin da subito, fin da prima che la guerra finisse; e ripetuta poi, come una giaculatoria sempre più vuota e banale, per anni, per decenni, continuamente, ma con sempre minor convinzione. Eppure, c’è ancora chi la prende terribilmente sul serio: provate a metterla in dubbio al cospetto di un intellettuale di sinistra, e lo vedrete montare in furore. Schiumando e digrignando i denti, vi dirà che volete infangare la pagina più bella della storia italiana; che volete riabilitare il fascismo e magari anche il nazismo; che non meritate neppure una risposta storicamente e politicamente strutturata, perché chi vuol mettere in dubbio i fondamenti della repubblica democratica non merita di esser preso sul serio. Già, appunto: i fondamenti della Repubblica democratica. È questo il nervo scoperto che li accomuna tutti, dall’estrema sinistra alla destra moderata: la sacralità del sistema democratico emerso, appunto, dalla lotta al fascismo, e che si è concretizzata nella Resistenza. Che, poi, la lotta al fascismo sia stata un’orribile guerra civile, culminata nella mattanza finale dei vinti, dopo che le ostilità erano ufficialmente terminate; e che a condurla siano stati soprattutto i partigiani e gli assassini comunisti dei G.A.P., la cui ideologia era tutt’altro che democratica ed era, anzi, assai più rigidamente e spietatamente totalitaria di quella dei fascisti che ora combattevano, è una questione di dettaglio, che non bisogna enfatizzare. Meglio, molto meglio sottolineare la concordia d’intenti e la solidarietà militante fra tutte le componenti della Resistenza, prefigurazione di una ritrovata concordia nazionale, naturalmente ad esclusione dei reprobi, allora e in sempiterno: infatti, per circa mezzo secolo, gli eredi dell’esperienza fascista non erano considerati degni di esistere, meno ancora di poter partecipare ad un governo della Repubblica. Anche se la prima repubblica l’avevano creata loro, dopotutto: la Repubblica Sociale Italiana, nata dal voltafaccia del re e dall’armistizio dell’8 settembre.
Ci spiace solo che l’ultimo periodo del brano sopra riportato, a nostro giudizio, scivoli appunto nella retorica della Resistenza come reazione ad un fascismo imposto da pochi e ad una guerra subita malvolentieri da tutti, due premesse discutibili, che rendono fallace la conclusione. Per tutto il resto, però, gli Autori sopra citati hanno delineato, in poche frasi, la vera essenza del problema, e hanno avuto il coraggio e l’onestà di guardare in faccia il lato sgradevole della questione, che quasi nessuno, prima di loro, aveva osato guardare senza finzioni o riserve mentali: quella del 25 luglio fu una gigantesca operazione di trasformismo, con la quale un popolo intero, fino ad allora sostanzialmente acquiescente, se non consenziente, con il ventennale regime al potere, volle prendere le distanze da esso, nel momento della probabile sconfitta e dell’imminente arrivo dei nemici, ora visti in veste di possibili “liberatori”, nonché amici e benefattori.
Il problema, però, è sempre lo stesso: come poté, un popolo intero, non vedere e non capire che quella non era la sconfitta del regime, ma dell’Italia? Che gli angloamericani non erano affatto dei liberatori, ma dei conquistatori? Che i tedeschi, ora dipinti come mostri, avevano combattuto a fianco dei nostri soldati a El Alamein e in tante altre occasioni, sorreggendo lo sforzo bellico italiano e procrastinando di tre anni il tracollo, che ora si annunciava? Tracollo morale, innanzitutto: perché lo sbarco in Sicilia non fu, come ora viene descritto da tutti, un evento fatale e irresistibile, una specie di forza della natura. Era resistibilissimo, invece: non vi era, sul piano militare, una sproporzione di forze tale da giustificare lo sfaldamento dell’esercito, l’inutile sacrificio dell’aviazione e la vergognosa, umiliante inazione della marina (e quanti denari e quanti sacrifici era costata quella magnifica marina, che al momento decisivo non sparò un solo colpo di cannone!). Tutto questo si poteva intuire già da come erano andate le cose a Pantelleria. Come a Caporetto ventisei anni prima, gli italiani non avevano più voglia di battersi: mostravano di credere che una guerra può finire semplicemente gettando il fucile nel fosso e tornandosene ciascuno a casa sua, non quando il nemico ha deciso, da vincitore e da conquistatore, che è finita. Però, quindici giorni dopo Caporetto, l’esercito italiano, sul Piave e sul Monte Grappa, si era già sostanzialmente ripreso; il fronte interno si era compattato; il Parlamento aveva deciso di stringere i denti e non arrendersi, mai, a nessun costo; e così anche il re – che poi era lo stesso del 1943. Invece, quindici giorni dopo lo sbarco angloamericano in Sicilia, c’era stata la notte del Gran Consiglio, la notte del tradimento. Anzi, dei tradimenti: dei gerarchi verso Mussolini (e verso il fascismo, cioè verso se stessi); e del re verso il capo del governo, i cui atti aveva sinora sottoscritto, dal primo all’ultimo: comprese le leggi razziali e la dichiarazione di guerra. Pare incredibile, ma tutti, tranne Mussolini, erano convinti di poter non solo scendere dalla nave prima che affondasse, ma anche ritagliarsi un posto in cabina di comando sull’altra nave, sulla quale si accingevano a imbarcarsi. Perfino Grandi e Bottai, che pure erano uomini intelligenti. Insomma il 25 luglio l’Italia trovò un solo colpevole e un solo traditore, Mussolini; e l’8 settembre vi aggiunse un altro colpevole e un altro traditore: Hitler. Erano loro la causa di tutto; il popolo italiano era innocente. Era stato ingannato e tradito, appunto. Così dicevano Churchill e Roosevelt, così dicevano il re e Badoglio; così diceva Radio Londra, che tutti ascoltavano, non solo al Sud, ma anche al Nord: e la voce melliflua del colonnello Stevens pareva così convincente, così signorile, così veritiera… Al punto che un famoso giornalista italiano, nel 2012, ha avuto la bella pensata di intitolare Qui Radio Londra un suo programma televisivo di commento all’attualità politica. E pensare che Radio Londra era la radio del nemico, quel nemico che bombardava spietatamente le nostre città indifese, prima, durante e dopo l’armistizio dell’8 settembre; e che aveva iniziato i suoi programmi non nel 1943, con l’armistizio di Cassibile, e neanche nel 1940, con l’entrata in guerra dell’Italia, ma fin dal 1938: un anno prima dell’attacco tedesco contro la Polonia. Meno male che la pacifica Gran Bretagna non voleva la guerra e fu colpita dalle azioni di Hitler come da un fulmine a ciel sereno…
Comunque, tornando al programma di Giuliano Ferrara, il fatto che un giornalista intitoli un suo programma televisivo Qui Radio Londra dimostra quanto poco sono cambiate le cose dall’estate del 1943. Siamo rimasti gli stessi, esattamente gli stessi di allora: un popolo senza dignità, senza onore, che mendica la verità e la pace dai suoi nemici, e che scarica ogni responsabilità sul primo capro espiatorio che gli capita sotto mano, invece di prendersi le proprie sulle spalle…

FONTE: https://www.ariannaeditrice.it/articoli/chi-tradi-e-chi-fu-tradito-nell-estate-del-1943

 

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