Il Natale è una delle feste più attese dell’anno e una delle più importanti per la religione cristiana. Ogni anno le case si preparano ad accogliere il Signore,nelle chiese si rivivono gli istanti che precedono la sua nascita con novene e semplici rappresentazioni e i negozi iniziano a proporre idee regalo da acquistare per le persone speciali.

A contornare i giorni di festa ci sono tanti simboli, ognuno con significati ben precisi. Dal vischio al ginepro, ogni simbolo del Natale è ricco di riferimenti sacri e profani che si fondono tra loro e che per questo sono diventati parte integrante della nostra tradizione.

Scopriamo quali sono e cosa rappresentano i principali simboli del Natale.

 

Le tradizioni natalizie in Italia

Ogni parte del mondo è ricca di tradizioni che accompagnano questa importante ricorrenza. In Italia, da nord a sud, le curiosità non possono certo mancare. L’8 dicembre, nel giorno in cui si festeggia l’Immacolata Concezione, è la data in cui si devono allestire albero di Natale e presepe. La famiglia si riunisce nel salone, si spacchettano le palline, si srotolano le lucine e si posiziona la capanna del presepe sotto le montagne fatte di carta. Tutti hanno un ruolo ben preciso: c’è chi ha un talento naturale ad accartocciare la carta per le montagne, chi sa posizionare le pecore sul muschio senza farle cadere, chi appende le palline con meticolosità… e chi ha il compito arduo di posizionare la punta dell’albero.

Non tutte le città italiane addobbano albero e presepe l’8 dicembre. Ad esempio, a Bari si allestisce il 6 dicembre, durante la festa di San Nicola, a Milano invece il 7, il giorno di Sant’Ambrogio.

A Roma invece, il vero Natale inizia quando gli zampognari scendono nelle strade e intonano le melodie tipiche natalizie. Sono pastori vestiti con i loro abiti tradizionali che scendono dalle montagne e con le loro zampogne (simili alle cornamusa) intonano canti natalizi.

In Lombardia e in Toscana troviamo il ceppo di Natale, una delle tradizioni più antiche che risale al XII secolo e che si sviluppa a partire dai Paesi del Nord Europa. L’usanza prevede che il capo famiglia, con un brindisi, metteva a bruciare all’interno del camino un grande tronco di legno che veniva lasciato ardere fino al giorno dell’Epifania. Una parte del ceppo veniva poi conservata fino all’anno successivo come simbolo di buon auspicio.

E il cenone? L’Italia si divide in due. Ci sono le regioni che danno più importanza alla notte e quindi alla cena della Vigilia e chi invece preferisce il pranzo. In genere al nord si festeggia il 25 dicembre mentre al centro e al sud si predilige il Cenone della Vigilia. Per quanto riguarda il menu, questo cambia da regione a regione, in base alla tradizione e ai piatti tipici delle città.

I colori del Natale

Il colore del Natale è il rosso, un colore caldo e accogliente. Questo colore è quello dei re, dei papi, dei mantelli, degli arazzi e dell’aristocrazia. Con il rosso si vuole ricordare la sovranità di Gesù poiché esprime vitalità e risveglio energetico. Ci ricorda l’intensità e il calore dei sentimenti che animano la nostra fede per Gesù e l’amore che lui prova per noi.

Ma il rosso non è l’unico colore del Natale. Anche il verde è molto importante all’interno della tradizione natalizia. Pensa ad esempio all’albero e al vischio, dove gli innamorati si scambiano le promesse per il futuro. Il verde è il colore della speranza e per questo, in molte rappresentazioni dell’800 Babbo Natale è vestito di verde poiché con i regali portava speranza nelle case. Questo colore ci ricorda la natura e il suo costante rinnovamento.

Il bianco è simbolo di purezza e spiritualità. Ogni religione usa il bianco per indicare le divinità e per questo, anche nel cristianesimo, viene associato alla luce di una realtà spirituale.

Ed infine l’oro e l’argento. L’oro è un esaltazione del giallo, un colore elegante che si unisce alla nascita di Gesù, che è luce. È il colore del sole che si attende per rischiarare l’oscurità della notte. L’oro a Natale ha una doppia valenza, da un lato ci permette di onorare la nascita di Gesù Bambino, dall’altra simboleggia la rinascita interiore con una maggiore consapevolezza di sé. L’argento è considerato in egual modo il colore della regalità e viene usato per celebrare la nascita di Cristo.

Ma arriviamo al dunque. Quali sono i simboli del Natale?

I principali simboli natalizi

Una delle cose che rende bello il Natale è la presenza di numerosi simboli che ci permettono di esternare la nostra fede in modo profondo. Ogni simbolo, anche il più piccolo, ha un significato preciso che si ricollega alla tradizione e ha un riferimento forte con la religione. Infatti, a rendere così preziosi questi simboli è il legame con la tradizione popolare e si unisce con quella religiosa in modo indissolubile.

Iniziamo con il vischio, la pianta natalizia per eccellenza. Possiamo trovare dei riferimenti a questa pianta anche in Virgilio nell’Eneide. Le sue virtù magiche la rendono una pianta divina e miracolosa, tanto che solo i sacerdoti potevano raccoglierla utilizzando un falcetto d’oro.

Oggi il vischio è la pianta simbolo di buon augurio, di pace e di protezione.

La rosa di Natale, anche chiamata Rosa d’inverno o delle nevi, è considerata in Inghilterra il fiore natalizio per eccellenza. Secondo la leggenda, questo fiore fu donato al Bambino Gesù da una pastorella. Questa giovane donna era alla ricerca di un’offerta da fare al Bambinello ma faceva troppo freddo e non riusciva a trovare neanche un fiore da offrire. Mentre si disperava, apparve un angelo che le spolverò la neve che aveva sul viso e quando i fiocchi caddero per terra apparvero delle bellissime rose rosse che la ragazza poté portare in dono.

In Italia è più comune la Stella di Natale, un fiore molto diffuso tra gli addobbi e che secondo la tradizione fu donato a Gesù da parte di un bambino che desiderava fargli un dono nel giorno della sua nascita. Poiché il bambino era molto povero, l’unico regalo che riuscì ad offrirgli fu un mazzo di erbacce. Su quei rametti di umili origini cadde una lacrima del bambino e per miracolo comparve uno splendido fiore rosso chiamato Stella di Natale.

Il cero natalizio è il simbolo della luce che, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, arriva tra gli uomini. In Francia e in Inghilterra la tradizione vuole che vengano accesi tre ceri fusi insieme alla base e che simboleggiano la Trinità.

A proposito di ceri, la Corona dell’avvento è un altro simbolo piuttosto diffuso sia all’interno delle chiese che nelle case dei fedeli. Deriva dalla tradizione tedesca di epoca precristiana e dai riti pagani della luce che si festeggiavano nel mese di dicembre. Nel 1500 si diffuse tra i cristiani, diventando il simbolo dei giorni che precedono il Natale. I ceri vengono accesi uno per volta e ad ogni accensione si rivolge una preghiera e un canto a Maria.

Restando sempre in tema piante e fiori non possiamo dimenticarci dell’agrifoglio e del pungitopo, entrambe considerate dei portafortuna. Queste piante si caratterizzano per le loro foglie dure e spinose, simbolo di forza contro i mali. Le bacche rosse che arricchiscono la pianta sono simbolo di luce, promessa di abbondanza e fecondità per il nuovo anno. Secondo la tradizione, le foglie spinose ricordano le spine della corona di Cristo mentre il rosso delle bacche simboleggia il suo sangue.

Ed infine il ginepro, legno usato per realizzare la croce di Gesù. Non solo, una credenza popolare vuole che Maria trovasse rifugio proprio tra i rami di questa pianta. Il ginepro era considerato magico, poiché si pensava che tenesse lontano i serpenti e curasse dal loro morso.

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FONTE: https://www.myriamartesacrastore.it/blog/quali-simboli-natale.html