RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 10 SETTEMBRE 2021

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RASSEGNA STAMPA DETTI E SCRITTI 10 SETTEMBRE 2021

A cura di Manlio Lo Presti

Esergo

I buoni pianificano in precedenza le cose devono fare.

(Confucio)

THOMAS CLEARY, La saggezza di Confucio, Mondadori, 1994, pag. 46

 

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SOMMARIO

Come nel mondo sta mancando tutto
Vaccini Covid nella Verdura e nel Latte
“Maschi e femmine hanno cromosomi diversi”. E il prof viene sospeso
Conservare la libertà senza andare verso un socialismo sanitario
Ha fatto più danni il lockdown che la pandemia
Si potrà vivere senza green pass?
UNA STRATEGIA PER DESTABILIZZARE LO XINJIANG?
LA FISIOLOGIA OCCULTA DI SATURNO
Bio-tracciamento universale, il Green Pass è solo l’inizio
COVID Sistema di Potere
Lavrov “avverte”: esperimenti su uomini non saranno dimenticati
L’ATTIVITA’ DI IMPRESA IN ITALIA
Camorra a Roma, arrestato anche il fratello di Monica Cirinnà senatrice del Pd
Draghi: l’errore clamoroso sugli sbarchi per difendere Lamorgese
L’Europa si prepara ad affrontare lo tsunami dei migranti afghani
Autodichia
Annibale
Pass e terrorismo di stato
Oggetti pericolosi in casa
TAMPONI GRATIS
Il grande prestigio di cui Draghi gode in Europa
Biden lascia che la Cina la faccia franca con il crimine del secolo
Bizzi: aiuti Usa, ma solo se l’Italia torna alla democrazia?
Autodichia, l’incredibile mondo parallelo delle Camere
DIVIDI ET IMPERA, come l’antisistema favorisce il sistema
FDA – Dimissioni ad alto livello dopo le decisioni della Casa Bianca

 

 

IN EVIDENZA

Come nel mondo sta mancando tutto

Un mio amico lettore mi twitta. “Ho parlato oggi con un grosso spedizioniere. Dice che in giro anche in Europa è un casino perché mancano gli autisti (non si vaccinano ecc.) . A parte questo mancano acciaio, alluminio e componenti per l’elettronica perché i cinesi stanno tenendo tutto per loro. Mi ha detto che tempo due mesi si blocca tutta l’industria in Europa, non arrivano materie prime.

Se si deve additare la causa di tanto disastro, bisogna denunciare uno degli accorgimenti apparentemente più “creativi” ed “efficienti” che ha adottato la produzione industriale: il risparmio delle spese di magazzino.

E’ ormai d agli anni Cinquanta che Toyota, la casa automobilistica giapponese che l’ha inventata, ha adottato la produzione “Just In Time”, in cui le parti e le componenti vengono consegnate dai sub-fornitori alla linea di montaggio proprio e solo quando servono, riducendo al minimo la necessità di tenerne a disposizione tante, riducendo – o azzerando – i costi di magazzino.

Nell’ultimo mezzo secolo, questo approccio è stato adottato da praticamente tutti settori industriali: dall’abbigliamento alla lavorazione degli alimentari fino ai prodotti farmaceutici, le aziende hanno adottato Just In Time per rimanere agili, consentendo loro di adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato, riducendo al contempo i costi.

Naturalmente questo suppone una titanica rete di spedizioni e trasporti – logistica – colossale e fluente come olio attraverso i tre oceani e i continenti per terra, treno, strada, mare ed aria. Per un po’ ha funzionato…

Ma il lockdown mondiale ordinato dal Grand Reset ha messo in discussione i meriti della riduzione estrema delle scorte; le industrie siano andate troppo oltre, ciò che le espone a interruzioni della produzione. E a aumenti dei prezzi senza precedenti rispetto ai precedenti “risparmi”. La pandemia ha seminato il caos nelle spedizioni globali; molte economie in tutto il mondo sono state afflitte dalla carenza di una vasta gamma di merci, dall’elettronica al legname all’abbigliamento. Dai risparmi ottenuti col Just in Time ora devono affrontare rincari enormi delle spese di spedizione e materie prime cruciali, e persino il duro fatto di non riuscire a procurarsi le componenti e materie prime importate a nessun prezzzo.

“È una catena di approvvigionamento impazzita”, ha affermato al New York Times Willy C. Shih, esperto di commercio internazionale presso la Harvard Business School. “In una corsa per arrivare al minor costo ho concentrato il mio rischio. Siamo alla logica conclusione di tutto questo».

La manifestazione più importante dell’eccessiva dipendenza da Just In Time si trova proprio nell’industria che l’ha inventata: le case automobilistiche sono paralizzate da una carenza di chip per computer, componenti vitali per auto che sono prodotti principalmente in Asia, e che l’Asia non riesce –o non vuole – fare arrivare perché (fra l’altro) c’è scarsità di containers in Estremo Oriente, che sono bloccati in Occidente e intasano i porti americani. Senza abbastanza chip a disposizione, le fabbriche di automobili di Germania, India e Stati Uniti, e Brasile sono costrette a fermare le linee di assemblaggio.

Ma anche Nike e altri marchi di abbigliamento fanno fatica a rifornire i punti vendita delle loro merci. Le imprese edilizie hanno difficoltà ad acquistare vernici e sigillanti. Ma più inquietante la carenza delle materie prime. Mancano rame, minerale di ferro e acciaio. Mais, caffè, grano e soia. Legname, plastica e cartone per imballaggi. Il mondo è apparentemente scarso di tutto. “Fai un nome, e ne abbiamo carenza”, ha detto Tom Linebarger, CEO del produttore di motori e generatori Cummins Inc clienti “cercano di ottenere tutto ciò che possono perché vedono una forte domanda”.

Anche i prezzi del cibo stanno aumentando drammaticamente. Un indicatore delle Nazioni Unite dei costi alimentari mondiali è salito per l’undicesimo mese consecutivo , l’aumento più alto degli ultimi sette anni. La cattiva gestione delle materie prime agricole negli Stati Uniti, i problemi meteorologici e la “corsa all’acquisto di colture” in Cina hanno portato a picchi di prezzo più continui di quelli osservati in oltre un decennio.

Le carenze sollevano dubbi sul fatto che troppe aziende siano state troppo efficienti nel fare risparmi tagliando le scorte. “Sono gli investimenti che non fanno”, ha detto William Lazonick, economista dell’Università del Massachusetts al giornale americano. E dà un esempio:

Intel, il produttore di chip americano, sembra che abbia finalmente deciso di investire 20 miliardi di dollari per costruire nuovi impianti di produzione reale in Arizona invece che importarli dalla Corea . “Ma sono meno dei 26 miliardi di dollari che Intel ha speso per il riacquisto di azioni proprie nel 2018 e nel 2019, denaro che l’azienda avrebbe potuto utilizzare per espandere la capacità”, afferma Lazonick.

Nel giugno scorso, la Tedesca Bosch ha annunciato di aprire un impianto di chip da 1 miliardo di euro a Dresda, un investimento record per il gruppo automotive che punta ad equipaggiare la nuova generazione di auto elettriche e a guida autonoma. Ma la Reuters ha spiegato che “la fabbrica di semiconduttori tuttavia non farà fronte alla carenza di prodotti come i microcontroller, che ha costretto le industrie automobilistiche a fermare la produzione e che secondo gli analisti e i dirigenti del settore proseguirà fino al prossimo anno.

Secondo il Libro Beige redatto dai governatori di distretto della Federal Reserve, gli Stati Uniti stanno per subire una “ carenza diffusa di tutto”, con rincari che impoveriranno la popolazione. Avverrà anche in Europa.

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/come-nel-mondo-sta-mancando-tutto/

Vaccini Covid nella Verdura e nel Latte

Fonte: Gazeta.uz/GovoritMoskva.ru [1][2]

Non abbiamo più scampo. Il Regime Mondiale ha deciso di contaminare anche la verdura fresca, il latte e lo yogurt con i trattamenti genici sperimentali. Scacco matto. Anche gli ultimi resistenti verranno avvelenati, sterilizzati e uccisi, inclusi i bambini in tenera età con un importante fabbisogno di latte.

Avete aspettato, siete stati a guardare, e ora non resta che morire. Buonanotte popolo.

* * *

Tra due mesi in questo vaso si raccoglieranno pomodori freschi. Vi vaccinerete contro il COVID19 mangiandoli.

“Se mangiamo questo pomodoro maturo, entra nel nostro stomaco. Nel nostro stomaco le cellule del pomodoro si scindono, si forma un antigene all’interno delle cellule”.

Gli scienziati del Centro di Genomica e Bioinformatica dell’Accademia delle Scienze dell’Uzbekistan stanno lavorando al vaccino da Gennaio.

“Abbiamo preso il Coronavirus trovato in Uzbekistan, clonato una parte della corona, e l’abbiamo inserita nella cellula della pianta. Abbiamo testato e scoperto che il vaccino viene effettivamente rilasciato dalle cellule della pianta”.

La pratica della vaccinazione attraverso il cibo, secondo l’esperto, è utilizzata in prodotti come latte e mais in Russia e Canada, anche le loro sperimentazioni cliniche sono terminate.

“In Canada sarà assunto con un piatto di mais, in Russia con il Biokefir (probiotico), sarà assunto con i latticini. Se lo consumiamo nello yogurt, passa attraverso il nostro stomaco nell’intestino, e come risultato della assorbimento degli anticorpi nell’intestino, e per il funzionamento del sistema immunitario lì, sviluppiamo l’immunità contro il Coronavirus”.

Prodotti come pomodori, meloni e cetrioli non sono stati scelti a caso. Non vengono riscaldati. Quando i prodotti vengono cotti ad alte temperature, il vaccino che produce anticorpi si decompone.

Il ministro dello Sviluppo e Innovazione Ibrahim Abdurahmanov ha affermato che è in corso un altro progetto per sviluppare vaccini, “Con la partecipazione del Centro Internazionale di Allergologia Molecolare, in collaborazione con l’Università di Vienna, abbiamo in corso un grande progetto. Quando una mucca viene vaccinata con i vaccini per il Coronavirus l’immunoglobulina A viene prodotta nel suo latte. Se questo latte viene bevuto senza pastorizzazione, l’immunoglobulina A nel latte combatte il Coronavirus nel corpo”.

Questo vaccino consumabile, secondo i funzionari, è uno dei due vaccini inclusi nell’elenco dei candidati dell’OMS.

FONTE: https://www.contronews.org/vaccini-covid-nella-verdura-e-nel-latte/

 

 

 

ARTE MUSICA TEATRO CINEMA

 

ATTUALITÀ SOCIETÀ COSTUME

“Maschi e femmine hanno cromosomi diversi”. E il prof viene sospeso

Il docente non avrebbe fatto altro che spiegare la differenza tra cromosomi XY e XX, che determinano la diversità genetica tra maschi e femmine

È polemica in Spagna per la vicenda di un docente di biologia e geologia presso un istituto d’educazione superiore, con il docente che è stato sospeso dal servizio per avere spiegato ai suoi studenti che uomini e donne, sul piano cromosomico, sono “diversi“. La notizia in questione è stata diffusa dagli organi di informazione iberici martedì e, in base alle ricostruzioni, il fatto si sarebbe consumato nel comune di Alcalá de Henares, nella Comunità autonoma di Madrid. Il docente finito nella bufera era in servizio presso l’Istituto pubblico di formazione secondaria IES Complutense.

A costare una sospensione di sei mesi al professore sarebbe stato il semplice fatto che egli avrebbe esposto in classe il tema della differenza genetica tra maschi e femmine, attenendosi strettamente ai dati scientifici per cui gli uomini nascono con cromosomi XY e le donne con cromosomi XX, ossia con un identikit natuale immodificabile. Per tale spiegazione assolutamente ineccepibile, il docente, sostengono i suoi avvocati, sarebbe stato sottoposto dai vertici dell’Istituto a un vero e proprio “interrogatorio” sulle sue convinzioni politiche e religiose, in quanto sia il direttore della scuola sia l’ispettore che avrebbe interrogato l’insegnante “rispondono all’ideologia del collettivo LGTBI“. Contro la sospensione, il professore, affermano i media spagnoli, sarebbe pronto a fare ricorso, mentre diverse associazioni cristiane hanno lanciato una raccolta firme per sollecitare il ministro dell’Istruzione della Comunità di Madrid, Enrique Ossorio, a licenziare la direttrice dell’Ies Complutense, Ilenia Megías Chico, e l’ispettore scolastico che avrebbe condotto l’interrogatorio contro il docente. Quest’ultimo sta venendo presentato dalle medesime associazioni confessionali come un individuo che è stato “intimidito e discriminato” per avere soltanto detto “verità scientifiche”.

La notizia della sospensione del professore, evidenziano gli stessi media, è stata confermata dai vertici della Pubblica istruzione nella Comunità autonoma, con un fascicolo che sarebbe stato subito aperto sulla vicenda dal servizio ispettivo educativo. Tuttavia, i dirigenti dell’IES Complutense hanno reagito alle contestazioni diffondendo un comunicato in cui forniscono alcune precisazioni sul caso. Nel documento citato, i vertici scolastici sostengono infatti che l’insegnante in questione non sarebbe stato sospeso per il semplice fatto di avere detto che, sul piano bologico, esistono solo due sessi, ma per alcune controverse “pratiche didattiche” dello stesso. La nota dell’istituto accusa quindi la stampa locale di avere subito dato credito alla versione del professore senza minimamente contattare l’ente educativo per chiarimenti e maggiori dettagli sull’episodio.

FONTE: https://www.ilgiornale.it/news/mondo/maschi-e-femmine-sono-geneticamente-diversi-e-docente-1958962.html

 

 

 

Conservare la libertà senza andare verso un socialismo sanitario

Foto di leo2014 da Pixabay

Quando ho sentito un noto virologo da piccolo schermo dire che “il vaccino è di sinistra” ho pensato: ecco raggiunto il grado zero del pensiero politico. Neanche il Gaber di Destra sinistra era giunto, nel suo sarcasmo divinatorio, a immaginare tanto.

La destra – ribadiamolo ad nauseam – non è affatto ostile ai vaccini: basti pensare che un grande pensatore controrivoluzionario come Monaldo Leopardi fu il primo a farli diffondere, nelle Marche di inizio OttocentoE che a spingere per le campagne vaccinali sono stati governi di destra come quello inglese, quello israeliano e anche quello di Trump, si.

Sgombrato il caso inesistente del nesso tra destra e no vax, bisognerà pur dire che la destra è molto più sensibile della attuale sinistra nel riconoscere che le misure messe in atto o promosse, dal Green pass all’obbligo vaccinale, sono discutibili assai. l’uomo di destra è prima di tutto un realista. E guarda infatti con fastidio al linguaggio insurrezionale dei cosiddetti no vax e anche no Green pass, intriso di retorica sinistrorsa, a cominciare dalla invocazione alla Costituzione più bella del mondo.

Purtuttavia, in Italia come in molti paesi occidentali, c’è un pensiero di destra che teme per la deriva presa dalla gestione della pandemia – e lo troviamo sulla stampa britannica come su quella francese, su quella statunitense come su quella tedesca, paesi in cui un pensiero di destra si è costituto in maniera più strutturata che in Italia. Ovvio che con destra intendiamo qui quella moderna e di governo, cioè i conservatori: esiste infatti una destra “rivoluzionaria” e anti sistema e persino una anarchica (si), ma si tratta di fenomeni minoritari che qui ora non interessano.

Ebbene i pensatori e gli intellettuali conservatori di tutti i paesi occidentali temono esattamente quello che per la sinistra è invece normale fin dalla sua origine, e che Letta ha esplicitato: “la sicurezza viene prima della libertà”. Temono quella che molti editorialisti del “Telegraph”, il principale quotidiano conservatore inglese, chiamano “biosorveglianza”, temono che attraverso il passaporto vaccinale si alterino le procedure della democrazia (ieri Paolo Gentiloni ha detto che bisogna “togliere la cittadinanza politica” ai non vaccinati), temono che si arrivi presto a forme di controllo e di “tessere di credito sociale” come in Cina, vedere ad esempio in Australia, che già ne è succube per ragioni di prossimità geografica, temono il potenziamento ulteriore di uno “Stato amministrativo” costituito da un tecno-burocrazia, sempre più intrusiva nelle vite dei cittadini e nella loro privacy. I conservatori non sono libertari o meglio pensano che libertà individuale e comunità debbano disporsi in un equilibrio corretto. La comunità però non è lo Stato o per meglio dire la sua burocrazia, che controlla e vessa gli individui. Che sostituisce il patto comunitario originale (libertà in cambio di sicurezza) con un nuovo “contratto”: se tu mi cedi il tuo corpo, io ti consento di muoverti. Sono questioni non banali, che meritano attenzione e rispetto e su cui i virologi digiuni di filosofia non hanno nulla da dire.

FONTE: https://culturaidentita.it/conservare-la-liberta-senza-andare-verso-un-socialismo-sanitario/

 

 

 

BELPAESE DA SALVARE

Ha fatto più danni il lockdown che la pandemia

Dal  giornale spagnolo La Prensa. 

Il covid e i lockdown: la catastrofe che cercano di nascondere
Nuovi studi avvertono che, lungi dal proteggere la popolazione, erano associati a un maggiore eccesso di mortalità. I danni collaterali di queste misure includono la salute, l’istruzione, l’economia e persino la sicurezza. Sebbene i governi non ne parlino, sono sempre più evidenti. Quando la “soluzione” è il problema.

La metà della popolazione mondiale in più di 90 paesi è rimasta intrappolata in una qualche forma di isolamento nell’aprile 2020 . La misura è stata imposta dai governi come politica per far fronte a un virus che provoca un’infezione che – secondo quanto confermato – sopravvive tra il 99,998% e il 94,5% , a seconda della fascia di età in questione. Ora un nuovo studio avverte che, lungi dal proteggere le popolazioni, le quarantene sono associate a un aumento della mortalità in eccesso. 

L’eccesso di mortalità viene calcolato confrontando il numero di decessi per tutte le cause in una data area geografica, in un dato momento, con i decessi previsti per tutte le cause sulla base di dati storici.

Dall’inizio dell’attuazione delle quarantene, ci sono stati scienziati prestigiosi con una lunga storia che hanno avvertito dei profondi danni che queste quarantene avrebbero causato. Tuttavia, non solo non sono stati ascoltati, ma si è cercato di screditare con tutti i mezzi. Nel frattempo, le misure si sono trascinate anche se gli effetti collaterali erano prevedibili e sono diventati sempre più evidenti.

Tra i lavori più recenti che hanno analizzato le conseguenze dei confinamenti c’è quello svolto da Virat Agrawal, Jonathan H. Cantor, Neeraj Sood e Christopher M. Whaley, pubblicato dallo United States National Bureau of Economic Research, con il titolo “The impatto della pandemia di covid-19 e risposte politiche sull’eccesso di mortalità”.

Lo studio ha utilizzato i dati di 43 paesi che hanno applicato politiche di contenimento e dei 50 stati degli Stati Uniti. “Utilizzare i decessi in eccesso come risultato chiave cattura sia la potenziale riduzione dei decessi per COVID-19 sia il potenziale aumento dei decessi non correlati al COVID. Inoltre, l’utilizzo di decessi in eccesso, invece di decessi confermati per COVID-19, elimina anche le preoccupazioni sulla classificazione precisa dei decessi per COVID-19″ , spiegano gli autori.

“In entrambi i casi, non abbiamo scoperto che le politiche di rifugio sul posto (SIP) hanno salvato vite. Al contrario, abbiamo trovato un’associazione positiva tra queste politiche e l’eccesso di morti”, avvertono gli autori. Lo studio non solo ha scoperto che dopo l’applicazione delle  SIP, l’eccesso di mortalità aumenta, ma anche che nel confronto internazionale l’aumento dell’eccesso di mortalità è statisticamente significativo nelle settimane immediatamente successive all’applicazione del SIP.

I risultati di questo studio americano segnano una tendenza che si ripete in altre parti del mondo e che si è riflessa nelle statistiche. Nel Regno Unito, ad esempio, un articolo pubblicato su “The Times” lo scorso 23 agosto mostra che “i decessi per tutte le cause sono stati al di sopra della media quinquennale per 12 settimane consecutive, ma il coronavirus rappresenta una proporzione decrescente di decessi in quanto il passano le settimane”.

Secondo l’autore della pubblicazione, nelle statistiche ufficiali stanno diventando chiari il costo nascosto della pandemia e i danni collaterali del confinamento: “I decessi in Scozia sono da mesi al di sopra della media, nonostante il calo del covid-19, poiché più e sempre più persone muoiono in casa per infarti, ictus e abuso di sostanze” .

COSTI ELEVATI

Già un rapporto preliminare pubblicato dall’American Institute for Economic Research nel novembre dello scorso anno elencava i costi dei confinamenti e i danni causati dalla chiusura di aziende e scuole, le restrizioni allo svolgimento di riunioni, la sospensione di eventi artistici e sportivi, le restrizioni sui servizi medici e interventi sulla libertà di movimento.

Il documento include un elenco delle conseguenze di queste misure a diversi livelli, che vale la pena riprodurre per comprendere l’entità del danno.

SALUTE MENTALE

  • Ci sono stati più di 81.000 decessi per overdose negli Stati Uniti nei 12 mesi terminati a maggio 2020, il numero più alto mai registrato in un periodo di 12 mesi.
  • Alla fine di giugno 2020, il 40% degli adulti statunitensi ha riferito di avere problemi di salute mentale o di abuso di sostanze.
  • Degli adulti intervistati, il 10,7% ha avuto pensieri suicidi rispetto al 4,3% nel 2018.
  • I sintomi di ansia segnalati erano tre volte superiori rispetto al secondo trimestre del 2019 e i sintomi di depressione erano quattro volte superiori rispetto al secondo trimestre del 2019.
  • Degli individui di età compresa tra 18 e 24 anni, il 25,5% ha considerato il suicidio.
  • Tra aprile e ottobre, la quota di visite di emergenza legate alla salute mentale per i bambini (5-11) è aumentata del 24% e del 31% per i giovani di 12-17 anni rispetto al 2019.
  • Alla fine di giugno, il 13% degli intervistati ha dichiarato di aver iniziato o aumentato l’uso di sostanze per far fronte alla pandemia.
  • I decessi per overdose legati agli oppioidi sintetici sono aumentati del 38,4% nel periodo di 12 mesi fino a giugno 2019 rispetto al periodo di 12 mesi fino a maggio 2020.
  • Circa un individuo su tre ha manifestato sintomi depressivi da lievi a gravi durante i blocchi.
  • I ricoveri e i rinvii ai servizi di salute mentale sono diminuiti dopo il confinamento.

FAME E POVERTÀ

  • La fame causata dalla pandemia è responsabile della morte di 10.000 bambini.
  • Circa 20 milioni di bambini in più (67 milioni in totale) soffriranno di deperimento (indebolimento del corpo attraverso l’emaciamento) nei primi 12 mesi della pandemia.
  • Il numero di persone denutrite nel mondo può aumentare da 690 a 822 milioni di persone.
  • Il tasso di insicurezza alimentare dal 2018 a metà 2020 è più che raddoppiato (dal 14% al 32%) nelle famiglie con bambini.
  • Tra il 9% e il 14% dei genitori riferisce che i propri figli non hanno mangiato a sufficienza perché non possono pagare il cibo.
  • Nel solo marzo 2020, le banche alimentari hanno consegnato il 20% in più di cibo rispetto a un mese medio.
  • Le interruzioni dei servizi di alimentazione scolastica indotte dal COVID-19 hanno aumentato le esperienze di insicurezza alimentare delle famiglie, aumentando la probabilità di saltare un pasto di 9 punti percentuali… e la probabilità di passare un giorno intero senza mangiare di 3 punti percentuali.
  • Tra 88 e 115 milioni di persone  sono cadute in condizioni di estrema povertà nel 2020. Il totale potrebbe salire a 150 milioni nel 2021.
  • Tra il 25 marzo e il 10 aprile 2020, quasi un terzo degli adulti (31,0%) ha riferito che le loro famiglie non potevano pagare l’affitto, il mutuo o le bollette, erano in una situazione di insicurezza alimentare o erano rimaste senza cure mediche a causa dei costi.
  • Il 52% dei giovani americani di età compresa tra 18 e 29 anni vive con i genitori a luglio 2020 (47% a febbraio), un numero record di dati disponibili pari al 48% che viveva con i genitori nel 1939 (durante la Grande Depressione).
  • Tra il 25 marzo e il 10 aprile 2020, il 41,5% degli adulti non anziani ha dichiarato di aver perso il lavoro, di aver ridotto l’orario di lavoro o di avere un reddito inferiore a causa del covid-19.
  • A partire da marzo 2020, si è verificato un calo significativo dell’occupazione e del reddito nei paesi a basso e medio reddito. Le famiglie hanno registrato una diminuzione del reddito compresa tra l’8 e l’87%.

DISOCCUPAZIONE

  • Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato al 14,7% nell’aprile 2020. Questo è il più alto tasso di aumento (10,3%) e il più grande aumento mensile nella storia dei dati disponibili (dal 1948).
  • Le madri di bambini di età pari o inferiore a 12 anni hanno perso 2,2 milioni di posti di lavoro tra febbraio e agosto 2020 (calo del 12%), mentre i genitori di bambini piccoli hanno perso 870.000 posti di lavoro (calo del 4%).
  • Una donna su quattro intervistata ha dichiarato che la perdita del lavoro era dovuta alla mancanza di assistenza all’infanzia.

FORMAZIONE SCOLASTICA

  • Circa 24 milioni di bambini potrebbero abbandonare la scuola nel 2021 a causa dell’impatto economico del blocco.
  • C’è una perdita stimata di 13,8 milioni di anni di vita secondo i dati degli studi statunitensi a causa della chiusura delle scuole elementari in questo paese.
  • 30.806 posti di lavoro sono stati persi a causa di stage (un calo del 52%) tra il 9 marzo e il 13 aprile 2020 negli Stati Uniti.
  • Tra il 9 marzo e il 13 aprile 2020, gli stage nel settore dei viaggi e del turismo sono diminuiti del 92%; quelli di informatica, 76%; quelli di architettura e ingegneria, 65%; e telecomunicazioni, 65%. I tirocini in ragioneria e giurisprudenza sono diminuiti di meno: 22%.
  • La partecipazione all’istruzione prescolare è diminuita drasticamente dal 71% prima della pandemia al 54% durante essa; il calo è stato più pronunciato per i bambini piccoli che vivono in povertà.

ASSISTENZA SANITARIA

  • Entro 10 settimane dal blocco, 2,1 milioni di persone nel Regno Unito erano in attesa di un esame per cancro al seno, al collo dell’utero o all’intestino.
  • La diagnosi di 6 tipi di cancro (seno, colon-retto, polmone, pancreas, gastrico ed esofageo) è diminuita del 46,4% ad agosto 2020 rispetto al 2018.
  • La diagnosi di cancro al pancreas è diminuita del 24,7% ad agosto 2020 rispetto al 2018.
  • La diagnosi di cancro al seno è stata ridotta negli Stati Uniti del 51,8% ad agosto 2020 rispetto al 2018.
  • Il registro dei tumori dei Paesi Bassi ha registrato una riduzione fino al 40% dell’incidenza settimanale del cancro.
  • Prima del covid, la Medical University of South Carolina è passata da 20 chiamate giornaliere relative all’ictus (o 550 al mese) a circa nove a metà aprile 2020.
  • I rinvii per cancro (presumibilmente) nel Regno Unito sono diminuiti del 75% da quando sono state applicate le restrizioni covid-19 fino ad agosto 2020.
  • In Italia le procedure diagnostiche cardiologiche sono diminuite del 56%, gli interventi coronarici percutanei del 48%, gli interventi strutturali dell’81%.
  • I ricoveri per chemioterapia nel Regno Unito sono diminuiti del 45-66%, mentre i rinvii urgenti per la diagnosi precoce del cancro sono diminuiti del 70-89%.
  • Nel mese di aprile 2020 le visite settimanali ai servizi di emergenza sono diminuite del 42% rispetto alla media dell’anno precedente.
  • I tassi di mortalità per malattia di Alzheimer/demenza sono raddoppiati tra il 21 marzo e l’11 aprile e tra il 6 giugno e il 25 luglio.
  • Le notifiche di casi di tubercolosi sono diminuite significativamente in tutto il mondo, del 25-30% nei paesi colpiti (India, Indonesia, Filippine).
  • 69 studi riscontrano un cambiamento nel modello di test di screening del cancro, diagnosi, liste di attesa e trattamenti relativi alle restrizioni durante la pandemia, 14 riscontrano un aumento nella presentazione del cancro in fase avanzata.
  • Gli arresti cardiaci associati a overdose sono aumentati di circa il 40% negli Stati Uniti nel 2020.
  • I ricoveri per i principali gruppi di malattie non covid-19 sono diminuiti durante i blocchi negli Stati Uniti rispetto al periodo di riferimento pre-pandemia.

CRIMINI

  • Durante i primi sei mesi del 2020, gli omicidi sono aumentati del 14,8% e i crimini di aggressione aggravata sono aumentati del 4,6% negli Stati Uniti.
  • I reati contro il patrimonio sono diminuiti del 7,8%; ad eccezione dei furti di autoveicoli, che sono aumentati del 6,2%.
  • Incendio doloso negli Stati Uniti è aumentato del 19,2% nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; e sono aumentati del 52,1% nelle città con una popolazione di 1.000.000 o più.
  • Tra giugno e agosto 2020, gli omicidi sono aumentati del 53% e le aggressioni aggravate del 14% rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • Un rapporto dell’organizzazione britannica Refuge dedicata agli abusi domestici ha mostrato un aumento del 25% delle chiamate effettuate alla linea di assistenza dall’inizio dei blocchi.

GASTRONOMIA

  • I dati fino a settembre 2020 indicano che i ristoranti negli Stati Uniti hanno speso ulteriori 7.400 $ in dispositivi di protezione individuale e protocolli di sicurezza migliorati (formazione, pulizia, plexiglass, ecc.) che il 66% delle aziende impiegherà 6 mesi per completarlo.
  • L’industria alimentare perderà $ 240 miliardi di entrate e 8 milioni di dipendenti nel 2020 negli Stati Uniti.
  • L’86% dei ristoranti negli Stati Uniti ha ridotto la propria forza lavoro nel 2020 a causa del covid-19; mentre era previsto che il 40% dei ristoranti chiudesse entro marzo 2021.

 

 

 

Si potrà vivere senza green pass?

Carlo Giacchè – 8 settembre 2021

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FONTE: https://www.facebook.com/1155219847/posts/10224912561978713/

 

 

CONFLITTI GEOPOLITICI

UNA STRATEGIA PER DESTABILIZZARE LO XINJIANG?

SILVANO DANESI 10 09 2021

Solo Giuseppe Conte poteva considerarli distensivi. Certo che il Pd, che pensa ad una grande alleanza con il capo dei grillini che voleva un dialogo serrato e immediato con i talebani distensivi, è davvero un partito alla frutta.

Forse però una logica nelle esternazioni di Giuseppe Conte c’è.

Chi ama Xi Jinping, come il nuovo capo grillino e come D’Alema e gli ulivisti, in fondo non deve trovare disdicevole il regime talebano. Una dittatura vale l’altra.

L’Europa, ossia il nulla pneumatico in politica estera, si lamenta perché il governo annunciato dai talebani non è inclusivo come pensavano il cervelloni di Bruxelles. Pensate a un esercito europeo guidato dalla Von Der Leyen. Verrebbe sconfitto anche dalle Guardie di Torre di San Marino.

L’amministrazione Biden si lamenta perché nel nuovo governo non ci sono le donne. Anche loro si devono essere fumati il cervello e non hanno più il senso del ridicolo.

Rimane, invece, interessante una possibile strategia sotterranea che, al netto della fuga ingloriosa e indegna guidata da Joe Biden, porterebbe direttamente agli accordi di Doha voluti da Trump: destabilizzare lo Xinjiang, aprendo un fronte di destabilizzazione del regime cinese di Xi Jinping.

Il fatto che Turchia e Qatar stiano giocando la carta della mediazione tra talebani e Occidente è di estremo interesse per la sua possibile evoluzione.

La Turchia è pur sempre un membro NATO e, pertanto, potrebbe essere in possesso dei codici per far funzionare o meno le armi lasciate dagli USA in Afghanistan.

Inoltre l’aeroporto di Kabul gestito dalla Turchia sarebbe di fatto in mano a un Paese membro della NATO.

I talebani hanno sempre appoggiato il Movimento islamico del Turkestan orientale, un’organizzazione militare che si batte per gli islamici uiguri, attualmente popolazione di schiavi di Xi Jinping al servizio delle multinazionali.

La questione dello Xinjiang è indubbiamente una spina nel fianco della Cina e, se giocata alimentando l’islamismo radicale del Movimento islamico del Turkestan orientale, potrebbe creare molti fastidi alla Cina, ma anche scoperchiare il vaso di Pandora delle connivenze delle multinazionali USA ed europee, comprese le aziende automobilistiche tedesche.

La partita, in buona sostanza, è complicata e il Grande Gioco è appena cominciato.

Non è un caso che Soros, evidenziando una frattura nelle strategie trentennali della finanza internazionale, abbia avvertito dei rischi a investire in Cina.

Se così fosse, l’accordo di Doha voluto da Trump e gradito alla maggioranza degli americani, si mostrerebbe come una mossa di destabilizzazione della Cina sul fronte interno dello Xinjiang.

Il gioco geopolitico è complesso e rischioso, ma ha un suo possibile senso.

In questo quadro appare davvero ridicola la posizione di chi si è affrettato a chiedere un esercito europeo, senza pensare che l’Italia è membro della NATO, che l’Europa non è uno Stato federale e che, comunque, gli interessi delle aziende europee che producono armamenti sono divergenti.

Il fervore con il quale si cerca di sganciarsi dagli USA denota solo l’allineamento, come sempre, alle politiche della Germania che ha delocalizzato in Cina le produzioni delle auto elettriche.

Non a caso Xi Jinping, nella telefonata a Mario Draghi, oltre ad aver messo in soffitta un G20 straordinario sull’Afghanistan, gli ha detto chiaramente che l’Italia deve favorire un rapporto tra Europa e Cina, giusto in linea con la politica tedesca della Merkel, ormai sul viale del tramonto. In buona sostanza Xi Jinping ha chiesto a Draghi di essere l’erede della Merkel, ma Draghi è notoriamente filo atlantico e chi si è affrettato ad applaudire un esercito europeo gli ha messo una zeppa filo cinese sul percorso.

E torniamo a Conte e al Pd. Non si può essere filo cinesi e trovare distensivi i talebani se la strategia dell’accordo di Doha è quella di destabilizzare lo Xinjiang.

Non si può essere assertori di un europeismo di maniera quando l’Europa riesce solo a lamentarsi perché il nuovo governo talebano non è inclusivo.

Soprattutto non si possono buttare parole al vento in un gioco geopolitico delicato e complesso, dove l’Italia è chiamata a svolgere un ruolo difficile.

Del resto che cosa si può pretendere da leader acquistati al mercato interinale della politica che ha sostituito la reale capacità di esprimere posizioni che nascano dalla realtà del Paese?

FONTE: https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/estero/politica-internazionale/3545-una-strategia-per-destabilizzare-lo-xinjiang.html

 

 

 

CULTURA

LA FISIOLOGIA OCCULTA DI SATURNO  
Elena Paredi  11 06 2021
SATURNO
suo simbolismo deriva dall’unione della croce é della falce lunare, per rappresentare la falce lunare contenuta nella materia.
Anche nella struttura del cervello noi troviamo una falce, costituita dal corpo colloso, che divide in due emisferi il cervello, ed un fornice, che viene rappresentato da una falce (falce di Saturno), che divide il cervello in due parti.
Guardando la figura, notiamo uno spaccato longitudinale, dove si osserva un emisfero cerebrale, con la sua scissura longitudinale, il corpo calloso ed il fornice: sono praticamente le due falci di cui una è il riflesso dell’altra.
Sotto il corpo calloso troviamo il fornice, da cui decorrono tutte le fibre che collegano la pituitaria, la nostra yoni„ con la pineale, il nostro fallo spirituale.
Se poi consideriamo il «peggio come materia primordiale, la famosa vagina che il sacerdote deve lavorare per ottenere del vino buono, allora questa è la luna (falce di Saturno) contenuta all’interno della materia.
Quindi si tratta di un simbolismo che nel caso di Saturno può essere riportato alla carne, cosa che non si verifica per gli altri pianeti.
Il simbolo di questo Archetipo è sicuramente il più complesso e dà adito a tante altre implicazioni. Interpretando la luna come il simbolo della mente, deduciamo che Sa-turno non è altro che il principio mentale all’interno del cervello.
La luna filtra i raggi del sole, come la nostra mente riflette i raggi del sé; la realtà del sé attraverso di essa.
La mente ha la funzione di faro riflettore, ed indica ciò che gli Indù chiamano la calma di Kama-Manas; la dimensione kama-manasica che rappresenta la natura del desiderio.
Essa deve essere perfettamente tranquilla per poter permettere all’immagine i universale e divina di riflettersi agli stadi più bassi della personalità e prenderne la forma.
Come la Luna è variabile nel suo moto satellitare intorno alla terra, cosi la mente ruota simbolicamente intorno ai nostro cuore, al nostro centro di coscienza. La falce, fuoco riflesso contenuto nella terra, è anche sinonimo del fuoco diventato materia.
È per questo motivo che
SAT – URNO
SAT ANA
SAET- TA sono la stessa cosa.
Saetta è fuoco diventato materia, che precipita dall’alto sulla terra ove scarica la sua forza.
Satana – Lucifero, descritto come l’angelo più bello del creato e precipitato sulla terra, è il simbolo del fenomeno celeste: il fuoco, Dio nella sua forma primigenia, come uranos (oupccvoa [ouranos}) che precipitando, perde la propria origine celeste.
Se Urano è il fuoco celeste a livello primordiale (il fuoco che osserviamo nel cielo quando c’è un temporale), Saturno è il fuoco che perde la sua origine celeste perché cade sulla terra.
Quando la Pineale si apre si ode uno schiocco, come avvenisse il contatto di una scarica elettrica. A volte si può anche vedere questo fulmine che cade sulla terra, cioè si viene a creare il contatto tra il sé superiore ed il suo riflesso (la pineale), tra il sole e il sole oscuro (il sole nero che è il nostro Saturno spirituale).
In alcune dispense di A. Angelini si parla di fenomeni legati all’apertura del Terzo Occhio, fenomeni che si manifestano con rumori fragorosi, violenti, molto simili ai tuoni che precedono l’apertura della pineale.
Nella simbologia occidentale Adamo ed Eva vengono scacciati dal Paradiso Terrestre. dove, come guardiano c’è l’Arcangelo Michele, l’angelo della spada fiammeggiante, una delle tante forme di Saturno, che diventa al contempo il nostro liberatore ed il nostro carceriere.
l’emblema della divisione, della caduta, quindi della divisione del Cervello, dei due Sessi.
Questa divisione è avvenuta durante la terza razza, la pre – Atlantidea, in cui l’uomo aveva una forma fisica differente, non aveva gli organi genitali, e riusciva ad autogenerarsi, era maschio e femmina contemporaneamente, era ermafrodita anche sotto il diaframma, che a quel tempo non esisteva.
Ne fa menzione Platone nel Timeo e nel Simposio. Il momento in cui è comparso nell’uomo il fattore mentale, è comparsa anche la divisione dei sessi, perché per comparire la mente, doveva comparire anche la dualità e la prima dualità corrisponde al nostro cervello fisico.
Nel momento in cui compare la falce di Saturno, c’è la caduta, e la separazione dei sessi; la divisione, operata a livello di cervello, si ripercuote in tutto il corpo.
Voglio fare una osservazione sui Cicli in Astrologia: occorre guardare se si tratta di Grandi o Piccoli Cicli.
A questa regola ermetica anche A.Angelini non si è sottratto, come tutti i grandi ermetisti. Quando nei suoi libri si parla della fine dei tempi, non si intende a quale kaliyuga (età del ferro) si riferisca. La piccola o la grande età del ferro?
Possiamo paragonare i cicli alle scatole cinesi: c’è un ciclo più piccolo, compreso in uno più grande. Noi ora siamo sicuramente al termine di un ciclo, ma di un ciclo minore ed abbiamo appena attraversato la metà del Kalyuga maggiore che è iniziato tanti millenni prima del 5.500 A.C..
Come dicono gli Indù, il Kalyuga dura 432.000 anni e, durante le due guerre mondiali, è stato raggiunto il punto più basso. Ora siamo leggermente in salita, quindi il grande Kalyuga, quello vero, è iniziato circa 200.000 anni fa; poi all’interno di uno yuga ci sono tante ere più piccole.
Se osserviamo i fatti più recenti: le vittime della prima e seconda guerra mondiale, dell’olocausto, delle bombe atomiche, della spagnola, e più recentemente dell’Aids, possiamo dire che è un vero e proprio genocidio: questo è Kalyuga, l’era di Kali, l’era della Luna, della dea nera (Kali in Indù vuoi dire “la Nera” o “la Terrifica”), significa anche la divisione; difatti noi non siamo mai stati tanto confusi come ora.
Non è un caso che molti testi sacri siano in pietra, come la piramide di Cheope, cui perimetro moltiplicato per 43.200 rappresenta l’equatore terrestre (la scala è di 1:43.200) mentre l’altezza moltiplicata sempre per 43.200 dà il diametro della sfera terrestre, quindi è la geometrizzazione della sfericità della terra.
In alcune scuole di occultismo questa Piramide è chiamata l’emblema del Kalyuga o il Santuario del Kalyuga, e come la Sfinge, è stata costruita tanto tempo prima di quanto si possa pensare. Nel simbolo di Saturno, la Luna si viene a trovare proprio nel vertice inferiore ed è un indice del Novilunio.
Saturno ha come colore il nero, ovvero l’indaco, colore del il Novilunio
La croce è l’evoluzione della materia nel mondo sublunare, ovvero il ciclo delle Lune.
In alcune scuole di occultismo nel momento esatto del Novilunio vengono eseguiti rituali di natura sessuale, con l’uso dell’aconito: ne parla anche Paracelso e Gentili nel “Volo dei sette Ibis”.
L’aconito preso in maniera omeopatica ha un’azione tale sulla Pineale da far risvegliare determinate zone. Occorre fare attenzione quando si fa uso dell’aconito perché è la pianta più velenosa che esista al mondo, ne è sufficiente una piccola quantità.
La sua assunzione deve avvenire nel Novilunio tra le 6 ore prima e le 6 ore dopo, (quando c’è assenza di luna in cielo). È il momento in cui il cielo è perfettamente oscuro, quando avviene la sigizie, la congiunzione del principio maschile e femminile, la famosa oscurità che precede il concepimento.
Il termine terzo occhio (pineale) viene addirittura usato in medicina: la dimostrazione è a livello di embriologia medica: durante le prime settimane di sviluppo, il feto ha tre occhi. È il ricordo del famoso terzo occhio, che gli uomini avevano prima della loro caduta.
Durante sviluppo embrionale, il terzo occhio si approfonda, forma la vescicola ottica che si invagina a dito di guanto; poi questo canale, durante i mesi seguenti di gesta-zione, si oblitera, perde l’origine con l’esterno ed il fondo di questo tessuto forma la Pineale, che è realmente il terzo occhio, vale a dire la parte spirituale della Pineale.
Il terzo occhio non ha niente a che fare con il centro Agina, al centro della fronte. L’iconografia lo rappresenta in quella posizione per l’ombra proprio sulla fronte che si intravede nelle radiografie del cranio, conseguenza del riflesso della Pineale calcificata (che avviene quando non si è sul sentiero palingenetico).
Il centro Agina (occhio che dirige) rappresenta la visione astrale superiore.
Il sentiero palingenetico è un sentiero disseminato di sabbie mobili, una giungla, non a caso il simbolo dei piani sottili è sempre stato il coccodrillo, perché basta poco per cadere nell’acqua ed essere preda del Maleara, (il serpente astrale Indù).
Agina è importante quando si vuole dare una direzione; se volete che la Vostra opera magica abbia un determinato fine occorre utilizzare l’occhio al centro della fronte.
Il risveglio del terzo occhio avviene con tecniche palingenetiche, per cui è necessario il tempo adatto. Quando avviene l’apertura del terzo occhio ci si trova nell’Albedo.
Il disegno mostra la trasversale del cervello di un bambino con il terzo ventricolo cerebrale ed i due ventricoli, ancora più ristretti. Si vedono i due emisferi cerebrali rappresentati anticamente come due montagne, ed una valle tra le due montagne
Quando spunta il Sole è l’alba iniziatica e accade solo quando il centro Sarastra, posto al di sopra, viene reso attivo
Il sigillo del Conte di Cagliostro, (che non va confuso con Giuseppe Balsamo) è costituito da un serpente trafitto da una freccia, in maniera da formare un 8 (numero sacro di Venere e quindi di Sirio: il ciclo di Venere è di 8 anni).
Questo serpente rappresenta anche il simbolo dell’infinito.
Come fece Dante, che dovette arrivare al centro dell’inferno arrampicarsi sul vello di Lucifero per uscire sulla spiaggia del Purgatorio, dobbiamo passare attraverso la pineale e compiere l’Opera al Nero per ottenere l’Albedo (cioè il Purgatorio).
La combustione occulta deriva da pratiche occulte (che non si vedono).
Il termine “esoterico” (dal greco suotEpoa) e la parola “occulto” sono sinonimi, indicano lo studio
di ciò che non si vede: l’anima
A metà di questo secolo comparve una mistica tedesca cattolica e veggente, Teresa Neumann del Konnessreuth. Le sue visioni, dovevano essere furor di dubbio veritiere, in quanto aveva frequentato solo la terza elementare, ma quando era in estasi, parlava perfettamente l’aramaico e si perdeva in disquisizioni dotte di teologia.
Volle che nel suo paese di Konnessreuth, al centro della Germania, venisse costruita una croce a forma di Y, come quella su cui aveva visto crocifisso nostro Signore (è la croce dove viene crocefisso il nostro sé), il nostro misto filosofico, oro interiore, nato dal connubio del padre celeste e della madre celeste.
Nel 35.000 – 40.000 a.C, periodi dell’epopea egizia, quando si svolgeva il rito dell’iniziazione all’interno delle piramidi, veniva messo l’iniziato sulla croce di Sant’Andrea oppure su una croce a forma di Y. Questo simbolo viene sempre tratto dall’uomo, perché è sempre l’uomo che sta al centro dell’universo.
L’uomo è il divino nella sua essenza, è il riflesso del cielo.
Se volete conoscere l’occultismo dovete conoscere l’uomo, lo dovete guardare con occhi disincantati e soprattutto senza pregiudizi che uccidono la mente.
L’occultista non si può permettere nessuna forma di pregiudizio, dal razziale al morale, per non parlare del sessuale, il più insidioso di tutti.
Dobbiamo fare come diceva il dr. Angelini, un cambio di 180° e sbarazzarci di queste forme di pregiudizio.
FONTE: Facebook.com

 

 

 

CYBERWAR SPIONAGGIO INFORMAZIONE DISINFORMAZIONE

Bio-tracciamento universale, il Green Pass è solo l’inizio

C’è un filo rosso che unisce pandemia, vaccinazione, Green Pass e 5G all’Identità Digitale Universale, ID2020, riservata entro dieci anni ad ogni essere umano vivente sul pianeta.

Esistono precise agende e organismi che, di ID2020, hanno programmato organizzazione e obiettivi: è tutto alla luce del sole, senza complotti e senza misteri. Questi i fatti salienti, dei quali dovrete necessariamente tenere conto. Si tratta di un progetto, redatto da organizzazioni non governative, organico all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e ai successivi sviluppi. Il Green Pass – che, come i fatti dimostrano, si sta espandendo a sempre più categorie – altro non è che un graduale, progressivo avvicinarsi alla attribuzione della Identità Digitale Universale. Si tratta di un codice unico universale, della evoluzione tecnologica dei documenti di identificazione che abbiamo sempre avuto: patente, carta d’identità, codice fiscale, passaporto, e così via.

Il Green Pass, divenuto finalmente ID2020, non sarà più discriminatorio: perché tutti ne saranno in possesso; cadrà quindi questa inutile pregiudiziale. L’identità digitale diverrà il passo ineludibile, per ottenere la piena cittadinanza. Certamente, restringerà in assoluto le maglie Colaodel controllo, perché traccerà tutti gli aspetti della nostra esistenza, 24 ore su 24: dal battito del cuore al conto in banca, dai gusti sessuali al colore della ultima t-shirt acquistata online. ID2020 è parte integrante dell’operazione Grande Reset, detto anche Quarta Rivoluzione Industriale. Garantirà il controllo capillare, in tempo reale – via 5G, “l’Internet delle cose” (umane) – di ogni individuo: geolocalizzazione, spostamenti, dati biomedici, sociali e finanziari. La figura di Vittorio Colao nel governo non è casuale, come non sono casuali la sua amicizia con Bill Gates, la sua organicità al Gavi (l’alleanza vaccinale) e le sue esperienze tecnologiche in Vodafone.

L’ID2020 è doverosamente legato alla vaccinazione universale, perché il tracciamento è realizzato attraverso nanoparticelle e punti quantici iniettati direttamente col siero. Questo spiega il motivo della psico-pandemia Covid, artatamente creata per convincere e costringere la massa ad accettare questo trattamento. Per il controllo dell’animale umano si tratta di una assoluta necessità, visto il numero della popolazione, più simile a una colonia di formiche che a un branco di scimmie. Sarà inevitabile accettarlo, pena l’esclusione dal consorzio civile. A questo ci dobbiamo rassegnare, a meno che non si organizzi una sanguinosa rivolta: ipotesi assolutamente improbabile, vista la natura docile, paurosa e sottomessa della mandria umana. Nascerà così la post-umanità, il simbionte da tempo preconizzato.

ID2020 è una organizzazione non governativa; un consorzio pubblico-privato, nato tra corporazioni globaliste, associazioni non-profit e istituzioni. I soci fondatori sono Microsoft, Rockefeller Foundation, Gavi, Accenture e Ideo-Org, con alleanze allargate ad altre corporazioni tecnologiche e Ong. Nato nel 2015, il progetto venne presentato l’anno successivo alle Nazioni Unite, nell’ambito del “Sustainable Development Goal”, parte integrante della più vasta Agenda 2030 dell’Onu. ID2020 è inoltre collegato all’agenda dell’Oms “Immunization Lorenzin2030” che vide l’Italia capofila, firmataria a Washington nel 2017 della “Global Health Security Agenda”, sottoscritta da Beatrice Lorenzin (allora ministro della salute) e dal presidente Barack Obama. Firma che, come tutti ricorderanno, portò all’approvazione dei 12 vaccini pediatrici obbligatori.

L’azione di ID2020 si basa sul presupposto, totalmente inventato, che tutti gli umani hanno diritto all’identità digitale, sottolineando come – nel mondo – ancora una persona su sette non disponga di documenti identificativi, e come i documenti di identità comunque esistenti siano arcaici, inadeguati e non sicuri, quindi non idonei. ID2020 persegue il rilascio di un codice unico universale, collegato sin dalla nascita alla certificazione vaccinale. Si è creata, a questo proposito, la “ID2020 Alliance”, nella quale il registro vaccinale diviene la piattaforma biomedica di ogni operazione successiva. Il tutto, garantito da un sistema blockchain. I punti quantici e le nanoparticelle iniettate coi vaccini, una pratica già in uso da almeno dieci anni, registrano e trasmettono le nostre condizioni biologiche, ci geolocalizzano e tracciano ogni nostra minima attività (di studio, di lavoro, di consumo, di socializzazione). I dati sono trasmessi – in tempo reale, via 5G – alle Big Data Bank, ma sono rilevabili sempre e comunque anche con banalissimi dispositivi smartphone. L’obiettivo evidente è il tracciamento (e quindi il controllo, attraverso sofisticati e potentissimi algoritmi) di ogni individuo presente sul pianeta.

(Giovanni Angelo Cianti, “Si scrive Green Pass, si legge ID2020”, video-messaggio pubblicato su “Rumble” il 24 agosto 2021).

FONTE: https://www.libreidee.org/2021/08/bio-tracciamento-universale-il-green-pass-e-solo-linizio/

 

 

COVID Sistema di Potere

5 09 2021

Fonte: TeleColor.net [1]

Con poche e pacate parole il Dott. Giuseppe di Bella disseziona lucidamente i perversi meccanismi del COVID Rocky Horror Show, del nuovo sistema di potere italiano e mondiale. La malattia provocata dal Coronavirus si può curare facilmente. I danni provocati dal regime tecno-dittatoriale-sanitario purtroppo sembrano irreparabili, hanno fatto progredire il cancro della dittatura transumana fino allo stadio finale.

La cura? Il cancro della dittatura deve essere asportato d’urgenza, non è più curabile.

* * *

D: Vogliamo iniziare il discorso proprio in riferimento a quanto stiamo vivendo, cioè alla pandemia che è in corso. Qual è la situazione? Stiamo vedendo in questi giorni come il vaccino non sia forse la soluzione, l’unica soluzione quantomeno, e stia creando diversi problemi, addirittura morti.

R: Sì, dunque, sta creando problemi gravi. Il più grave è lo stato confusionale. Un po’ il panico, la disillusione delle persone, un crollo della fiducia verso l’informazione ufficiale, verso le istituzioni che avevano lasciato intendere di avere una soluzione definitiva e rapida al problema del COVID, lasciando intravedere una fine di tutti i blocchi, lockdown di qualsiasi attività, una ripresa legata e condizionata a questo vaccino.

Una regola generale che non è stata osservata è un’estrema prudenza in campo medico. Le esaltazioni, le esagerazioni, le fughe in avanti nella razionalità scientifica e medica non funzionano. È stato un errore grave, molto grave, illudere la gente, dare prospettive che non esistono, amplificare un efficacia che non esisteva. L’hanno amplificata in maniera ossessiva, in maniera continuativa, approfittando di un monopolio praticamente assoluto dell’informazione.

In questo periodo di pandemia, censurando, oscurando e delegittimando qualsiasi parere estraneo ci hanno creato un pensiero unico. Abbiamo avuto persone altamente autorevoli, come il premio Nobel giapponese, ha vinto il Nobel per l’immunoterapia, il professor Giulio Tarro, che non ha vinto il Nobel ma ha un curriculum che è impressionante, un vocabolario, il virologo probabilmente più noto e più apprezzato all’estero, Montagnier, che è un Nobel. Tutti questi personaggi sono stati emarginati. Quando ci sono tutte le celebrazioni, tutti i riti televisivi, quasi continuativi sul virus, sulla pandemia, persone di questo calibro non sono mai state intervistate. Abbiamo avuto uno svolgimento monotematico, difficilmente grandi contrasti di pareri, un parere uniforme, un parere allineato col pensiero unico.

Lo stesso allineamento c’è stato nella valutazione degli eventi avversi, che in un primo tempo sono stati oscurati, sono stati censurati finché hanno potuto. Uno degli aspetti che ha sconcertato di più la gente sono stati gli eventi avversi all’estero, la nostra informazione non li ha riportati, o li ha gravemente minimizzati. Ci sono stati eventi avversi di decine di migliaia di persone all’estero, la nostra informazione li ha un po’ emarginati. Questo è un altro aspetto non grave, gravissimo di disinformazione. Censure di eventi avversi, il fatto che commissioni statali istituzionali hanno continuamente (finché hanno potuto) derubricato dal vaccino eventi avversi, per cui si è creata una specie di reazione monotona, ormai è matematico che qualsiasi evento avverso, qualsiasi decesso (e ce ne sono molti di più di quanto l’informazione abbia riportato sia in Italia che all’estero), regolarmente costantemente e senza eccezioni sono derubricati dal vaccino. È morto, ma il vaccino non c’entra. Ha avuto eventi avversi, ma il vaccino non c’entra.

D: Di fatto Astrazeneca ha sospeso un lotto del vaccino.

R: Ma quando lo ha sospeso? Dopo quanti decessi in Italia e all’estero? All’estero si conoscono, li hanno riportati.

D: In Israele in particolare sono state tante le morti per vaccino, si parla di un numero esorbitante.

R: Sì, danni gravi, tante donne che hanno abortito. Al punto che uno staff di avvocati israeliani ha denunciato lo Stato di Israele alla Corte dei Diritti, chiedendo il risarcimento dei danni perché sono stati in pratica obbligati, costretti con minacce di esclusione sociale, con minacce di perdita del lavoro, sono stati condizionati a fare questo vaccino. Loro stessi in Israele hanno parlato di “Nuovo olocausto”. Cosa vuol dire “Nuovo olocausto”? Che c’è stato un numero di danni assolutamente imprevedibile.

Cosa sta succedendo? C’è la reazione della gente, basata sulle differenze abissali fra quello che hanno promesso e quello che è successo. Le istituzioni non avevano sentore? Non avevano nessun elemento per prevedere quello è che successo? Per quale motivo hanno fatto una propaganda ossessiva a questo vaccino, e hanno spiegato alla gente che era la chiave di volta con cui potevano uscire da questa situazione? Un gruppo di avvocati israeliani ha richiesto che lo Stato, o chi per lo Stato, o le multinazionali debbano fare fronte alle richieste di danni documentati da vaccino. Non solo, hanno considerato anche il fatto che molta gente sia stata obbligata in qualche maniera, spinta da una pressione psicologica continua e eccessiva, da un condizionamento che considerano una causa di risarcimento danni da vaccino.

D: Si è pensato al vaccino come l’unica via d’uscita da questa pandemia. In realtà, insieme a lei e tanti altri medici e scienziati, abbiamo capito che ci sono alternative.

R: Sì, sono state nascoste e censurate, la gente è stata disinformata. Qualcuno ha fatto un esempio, per spiegare meglio, di certe tecniche di pesca o di caccia, che sono state usate nell’informazione. Prima regola, spaventare il più possibile, cosa che hanno fatto amplificando il numero dei decessi che hanno attribuito al COVID, rispetto al numero dei decessi. Quelli attribuiti al COVID sono stati sicuramente amplificati, basta vedere quello che ha dichiarato il professor Tarro, e che hanno dichiarato anche eminenti scienziati tedeschi nel libro che hanno scritto, che è diventato un bestseller in Germania, “Il Grande Inganno”. Il numero dei decessi attribuiti al COVID è amplificato rispetto a quelli che realmente sono morti per COVID.

Questo evidentemente è stato strumentale all’imposizione di alcune scelte politiche, lockdown e blocchi. Su che cosa ha informato la stampa in maniera univoca? C’è stato un pensiero unico, con rare eccezioni che sono state censurate. Uno dei casi più clamorosi, Byoblu, che è stato bloccato. Interviste, messaggi su Facebook, su Youtube sono stati bloccati. Ogni possibilità di cura, anche se evidenza scientifica, anche se documentata e verificata e sperimentata è stata in qualche maniera diffamata. Il caso più clamoroso è la clorochina, con una pubblicazione fasulla sulle banche dati mondiali, è stato smentito a furor di popolo, un falso totale. Ma per quale motivo hanno demonizzato la clorochina, che usiamo già da decenni per la malaria e altre cose? Con tutto un balletto, clorochina sì, clorochina no, poi il medico si deve mettere in vigile attesa.

Infatti a noi hanno insegnato, in sei anni di università, che non dobbiamo curare, dobbiamo guardare, dobbiamo stare in vigile attesa. La Medicina è diventata questa, stare in vigile attesa. Se c’è un incendio mi metto a sedere e guardo l’incendio con vigile attesa, quando l’incendio è arrivato a un certo punto allora io intervengo. Non ho i mezzi per intervenire su un ammalato? Devo aspettare che si aggravi per intervenire? Oppure devo aspettare che guarisca da solo? Perché hanno demonizzato la clorochina? Perché hanno censurato e hanno nascosto la lisozima? Per quale motivo molecole fondamentali come la lattoferrina e le siero proteine del latte non si devono usare? L’ivermectina che ha una grande letteratura, una quantità enorme di pubblicazioni a cura del Nobel Campbell, funziona sui parassiti, funziona sui virus, nelle attuali dosi è tollerata.

Quello che è mancato, quello che è stato nascosto, è il concetto primario, che qualsiasi medico deve scegliere il tipo di terapia, col miglior effetto e la minima tossicità. Quello è l’elemento cardine base. Se non viene considerato ci si avvia in una spirale negativa. L’elemento base può essere solo una multiterapia.

D: Perché parliamo di multiterapia?

R: Perché l’organismo non è formato da una sola reazione chimica, è formato da una miriade di reazioni biologiche. Di queste relazioni biologiche il cardine che preserva la vita, che consente di continuare a vivere, è il sistema immunitario. Ovviamente non è l’unico, c’è tutta una mia stasi diversa, per esempio neuroendocrina, però la prima barriera generale, non del COVID, di qualsiasi malattia infettiva, anche dei tumori, è un sistema integrato. Il sistema integrato è l’immunità. Se una città, una nazione ha una barriera, ha delle mura invalicabili, si può presentare il nemico che volete, ma non le supera. La Grande Muraglia Cinese ha salvato generazioni di Cinesi dall’invasione dei Mongoli, senza distinguere quale tribù andasse o meno. Stesso concetto trasferito dalla Storia e Geografia alla Medicina.

D: Parliamo di nuovo di un sistema immunitario che è potenziato, che risponde a qualsiasi attacco.

R: È logico. Il sistema immunitario più è efficiente e più mi difende. Non è che mi difende dalla peste, dal vaiolo, o dal COVID, mi difende punto e basta, più è efficiente e più mi difende.

D: Come facciamo a potenziare questo sistema immunitario? Ne abbiamo parlato tante volte.

R: Basta accedere alle evidenze scientifiche senza nasconderle, basta valorizzare quello che conosciamo, che hanno nascosto, che non hanno valorizzato. Invece di dire ai medici “Ti siedi e aspetti che quello vada in ospedale”, intervieni subito. E una cosa ancora più importante, nella Medicina l’effetto è proporzionale alla precocità del trattamento. È di una logica elementare, non ci vuole un genio per arrivarci. Se io ho un obiettivo, devo mettere fuori uso l’aggressione di un germe, che sia un virus, un batterio o un micete, prima intervengo e meglio è, una volta che ho fatto una diagnosi. Per quale motivo i mezzi che abbiamo, che la fisiologia ormai ha certificato in maniera perfetta, la biochimica e biologia molecolare, perché non li devo usare? Se ci sono i mezzi per potenziare l’immunità avrebbero avuto il dovere morale, etico, medico e scientifico di applicarli, invece di scatenare il panico nella gente.

Quello che è certo, che noi conosciamo, sono evidenze scientifiche incontestabili. Invece di nasconderle, invece di falsificare i dati, come hanno falsificato i dati sulla clorochina. Ma non avrebbe funzionato più il terrorismo, non avrebbe funzionato l’ansia, non avrebbe funzionato l’angoscia, non avrebbero funzionato i provvedimenti coercitivi che diversamente non avrebbero potuto applicare.

D: E torniamo al discorso della caccia e della pesca. Oltre il terrorismo che cosa è stato fatto?

R: Hanno terrorizzato la gente. Tutti paurosi, tutti angosciati, tutti terrorizzati, tutti chiusi in casa. Cosa hanno ottenuto? Il primo postulato per raggiungere un fine. Quando vanno a caccia, quando vanno a pesca, cosa fanno? La prima cosa che fanno è terrorizzare gli animali, li fanno scappare, poi un po’ per volta gli chiudono tutte le vie di fuga, e un po’ per volta gli lasciano soltanto una strada. Perciò la clorochina no, la lisozima no, i retinoidi no, la lattoferrina no. Cosa rimane? Rimane il mitico vaccino, la pietra filosofale, rimane questo miracolo del vaccino, tutto chiuso, rimane l’unica strada da percorrere, in fondo alla tonnara c’è una strada obbligata, ti devi infilare lì per forza.

C’è una riproposizione continua, più che continua ossessiva, un condizionamento a tutti i livelli. Hanno usato le tecniche di promozione commerciale. C’è una gara, lo vogliono tutti, fai presto se no non ce n’è più, questo ce l’ha, quello non ce l’ha, quello monello perché se l’è fatto lui e l’ha tolto gli altri. Sono tecniche di promozione commerciale. È stato presentato un dato al di fuori della realtà, è stato amplificato, ha un’efficacia che non esiste, finalizzata a che cosa?

Si prevede la vendita, come mai in passato, di centinaia e centinaia di milioni, parliamo di un miliardo di consumatori di questo vaccino. Se poi questo vaccino va rifatto, se ci sono delle dosi supplementari, c’è un’amplificazione del fatturato che è stratosferica, è immensa. Si crea un conflitto di interessa che non ha precedenti nella storia. Chi riesce ad appropriarsi di questo mercato ha un potere economico gigantesco, qualche populista, qualche sovranista, qualcuno particolarmente monello, potremmo incominciare ad avere qualche sospetto che ci sia un conflitto di interesse in tutta questa amplificazione continuativa e ossessiva, di questo effetto miracoloso di questo vaccino.

È venuta meno la regola base della Medicina, stare sul dato di fatto. La Medicina non consente amplificazioni, esagerazioni, la prima regola anche di un medico deve essere l’umiltà, non esaltarsi mai, stare esattamente all’interno della realtà, non esagerare, non amplificare.

D: Prudenza ed equilibrio, mi viene da dire una condizione di omeostasi.

R: L’equilibrio di una diagnosi, di una terapia deriva dall’esatta e prudente e regolare valutazione di ogni sintomo, di ogni elemento, senza esaltare niente. Cosa è successo? Li hanno avviati verso un’unica via d’uscita, tutto il resto glielo hanno bloccato. Questa via d’uscita, finché hanno potuto, l’hanno mantenuta nascondendo gli eventi avversi. È possibile? Con tutto quello che succedeva non c’entrava mai il vaccino? Per quale motivo in Italia non siamo stati informati esattamente di quello che succedeva negli Stati Uniti nelle case di riposo, in Europa e in Israele, del numero reale di decessi, del numero reale altissimo di eventi avversi? Si è incominciato a sapere quando ha incominciato a interessare militari e forze dell’ordine. Sta venendo fuori, ma in ritardo.

D: È difficilissimo anche reperirli questi dati, noi come giornalisti facciamo veramente molta fatica.

R: Abbiamo avuto l’AIFA, che prima ha fatto un comunicato dicendo che era stata fatta disinformazione e allarmismo sulla tossicità dei vaccini, e il giorno dopo l’hanno bloccato. Che idea si fa la gente se l’istituzione sanitaria nazionale prima dice che hanno creato allarmismo su questo vaccino, e il giorno dopo lo blocca? Si può pensare a una coerenza, a una attendibilità? Si può avere fiducia in queste condizioni? È sotto gli occhi di tutti. Tanta gente l’ha fatto e sta bene. Però se capita a te che hai un figlio e lo perdi, come va a finire? Se ti capita che ti becchi un Parkinson? Perché tra le varie neuro tossicità ci sono stati anche casi del genere.

D: Siamo individui uno diverso dall’altro, quindi reagiamo in maniera diversa.

R: Si può in qualche maniera diminuire l’incidenza di effetti tossici sapendo se la persona ha già una buona produzione anticorpale per questo virus, oppure se si trova in uno stato infiammatorio.

D: Perché questo è importante?

R: Per quale motivo questo vaccino ha ucciso della gente, fortunatamente pochi ancora, e per quale motivo ha dato una quantità importante di eventi avversi, in una minoranza, nella maggioranza no? Perché sono persone che sono in uno stato di iper reattività, o perché hanno già contratto questo virus e sviluppano una buona reazione anticorpale, o perché si trovano in uno stato di infiammazione. Per esempio una persona fortemente in sovrappeso sarà in uno stato infiammatorio, o se si ha una prevalenza di Omega 6, ci sono tanti motivi, tante situazioni.

Se un individuo con un assetto di iper reattività, o da COVID o di altro genere, quando è a contatto col vaccino, entra a contatto con questa proteina Spike, che è la proteina con cui entra dentro le cellule, entra dentro dei microbi che la veicolano dentro il nostro organismo, a quel punto la “Metabolizzazione” e “Gestione” della proteina Spike è diversa da quella che dovrebbe essere la regola.

In una situazione di grande iper reattività, di attivazione del sistema immunitario, questa può essere veicolata all’interno dei macrofagi, in maniera tale da far partire una reazione di complemento, da dare degli immuno complessi. Questi immuno complessi provocano una cascata di citochine, parte una valanga, parte un domino di reazioni a catena. Portano alla manifestazione di quella tossicità che è già insita dentro la proteina Spike, che ha un’omologia di sequenze di peptidi con diversi animali, con diverse forme viventi, mammiferi e altri. È tossica questa proteina, è cardio tossica e neuro tossica, è una tossina.

Se questa tossina viene gestita in maniera anomala rispetto alla norma, cioè se l’individuo ha già una reazione iper immune, un’alterazione del sistema immunitario, tramite il sistema linfatico, la circolazione linfatica e i macrofagi va ad attivare il complemento, può manifestare i due elementi base di tossicità. Cardio tossicità, ci si può rimanere secchi con un blocco vagale. Neuro tossicità, paralisi di Bell, sindrome neurologica, convulsioni di tipo epilettico, Parkinson.

D: COVID e oncologia, quali sono i problemi, visto che si parla di tessuti infiammati?

R: Sono due maniere che uno può scegliere per andarsene all’altro mondo. Un’autostrada sono i tumori oggi, malgrado l’informazione ufficiale bisogna ricordarsi che a sette anni la sopravvivenza di malati oncologici è il 16%, il resto sono barzellette che il nostro sistema mediatico racconta alla gente. Per quanto riguarda il COVID, sono stati nascosti gli eventi avversi, sono stati censurati, e stanno venendo fuori all’improvviso. Qual è il punto comune?

Primo, la mancata valorizzazione di evidenze scientifiche, mancata valorizzazione della logica medica rigorosa, mancato affrancamento dalla logica esasperata del profitto, è questo il punto. Perché la Medicina funzioni si deve fare una rivoluzione, è diventata troppo soggetta alla logica del profitto.

Uno degli elementi con cui impongono le scelte terapeutiche è il sistema di potere, che governa tutta l’informazione, con rarissime eccezioni che sono sempre più censurate. Hanno un potere di convincimento micidiale, riescono a convincere la gente di quello che vogliono, impongono delle scelte. La prima scelta che impongono è l’elezione del politico, eleggete il politico di cui l’informazione vi parla, se no non l’eleggete, non lo conoscete.

Questo sistema di potere, governando in maniera totale l’informazione, elegge un politico che in qualche maniera è condizionato, il politico elegge le istituzioni nazionali, tra cui quelle sanitarie, quelle che fanno una scelta terapeutica, stabiliscono le linee guide di ricerca, le linee guida della terapia. Si crea una spirale negativa. Un sistema di potere mondiale centralizzato, che regola l’informazione, che fa eleggere i parlamentari, che impone delle scelte terapeutiche tramite delle istituzioni che sono sempre più vincolanti, emarginando la libertà del medico di scegliere secondo scienza e coscienza, cosa succede?

Quello che sta succedendo adesso, la delusione, lo sconcerto della gente, la mancanza di fiducia verso quello che dicono le istituzioni, perché hanno superato ogni decenza.

FONTE: https://www.contronews.org/covid-sistema-di-potere/

 

 

 

DIRITTI UMANI

Lavrov “avverte”: esperimenti su uomini non saranno dimenticati

Allusione a Big Pharma? L’ipotesi di Umberto Pascali

Nel mezzo dell’imposizione dittatoriale di sieri anti Covid sulla popolazione mondiale, il ministro Lavrov dichiara solennemente:

La Russia non permetterà mai di abolire le leggi che condannarono i medici nazisti che condussero i loro mostruosi esperimenti umani con armi chimiche e biologiche

https://tass.com/politics/1334453

6 settembre 2021, 08:22

La Russia impedirà ogni tentativo di riscrivere il risultato universalmente riconosciuto della seconda guerra mondiale, promette il Ministro degli esteri Lavrov

Il massimo diplomatico russo ha sottolineato che i risultati universalmente riconosciuti della seconda guerra mondiale, sanciti dalla carta delle Nazioni Unite, sono sacrosanti

© Alexander Demianchuk/TASS

MOSCA, 6 settembre. / TASS /. La diplomazia russa continuerà a combattere qualsiasi tentativo, da chiunque, di rivedere il risultato della seconda guerra mondiale, ha dichiarato lunedì il ministro degli Esteri Sergey Lavrov.

“Nei prossimi giorni si aprirà a New York la 76esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A questo proposito, vale la pena ricordare che i risultati universalmente riconosciuti della seconda guerra mondiale, sanciti dalla carta dell’organizzazione mondiale, sono sacrosanti. La diplomazia russa continuerà a sopprimere i tentativi di rivederli, non importa quale sia la fonte”, ha detto il massimo diplomatico del paese in un video messaggio ai partecipanti del “Processo di Khabarovsk: Lezioni storiche e sfide contemporanee”.

“Inoltre, alcuni circoli scientifici e di esperti, così come il pubblico in generale, sono chiamati a dare un contributo significativo a questo lavoro, in particolare attraverso eventi come questo forum”, ha sottolineato Lavrov.

Questo forum è dedicato al processo di Khabarovsk del dicembre 1949 contro un gruppo di militari giapponesi colpevoli di aver creato armi chimiche e batteriologiche e di averle testate su persone vive, ha proseguito il ministro degli esteri russo. “I materiali d’archivio presentati alla mostra indicano chiaramente il ruolo del Ministero degli Esteri del nostro paese nell’organizzazione del processo di Khabarovsk. I diplomatici russi hanno efficacemente spiegato alle potenze alleate le ragioni per cui questo processo era necessario. Il principale era che i crimini dell’Unità 731 e di altri appartenenti alle forze di combattimento giapponesi, che si impegnavano in esperimenti inumani sui prigionieri di guerra, non erano stati sufficientemente riflessi nel materiale del Tribunale di Tokyo del 1946-1948″, ha notato Lavrov.

Il ministro degli Esteri russo ha sottolineato che in questo senso, il processo di Khabarovsk è diventato un’importante aggiunta al Tribunale di Tokyo, perché per la prima volta ha testimoniato gli orrori dell’uso di armi biologiche. “[Il processo] ha mostrato al mondo il lato orribile del Giappone militarista. Il verdetto emesso dalla corte ha dato una valutazione obiettiva dei crimini commessi. È essenziale che le generazioni presenti e future ricordino le atrocità dei militaristi giapponesi, che hanno lasciato un segno intriso di sangue nella storia dell’umanità. Non abbiamo il diritto morale di dimenticare questo”, ha sottolineato Lavrov.

Vedi anche:

Putin ha spiegato l’importanza di discutere i risultati del processo di Khabarovsk

06.09.2021

KHABAROVSK, 6 SETT. Il forum internazionale scientifico e pratico “Processo di Khabarovsk: Lezioni storiche e sfide contemporanee” è di particolare importanza dal punto di vista della conservazione della memoria storica e della prevenzione dei crimini contro l’umanità, ha detto il presidente russo Vladimir Putin.

Secondo Putin, al processo di Khabarovsk dei criminali di guerra giapponesi nel 1949, così come ai processi di Norimberga e Tokyo, “è stato emesso un giudizio legale e morale su coloro che hanno scatenato la seconda guerra mondiale, colpevoli di terribili crimini contro l’umanità. ”

“La sua celebrazione è stata l’espressione della posizione di principio del nostro paese sul fatto della grossolana violazione del diritto internazionale, compreso il divieto dell’uso di armi chimiche e biologiche. Il processo di Khabarovsk è stato il primo e significativo passo verso la proibizione di tali armi di distruzione di massa, di fatto il precursore della corrispondente convenzione delle Nazioni Unite del 1972.” , – ha detto Putin.

E quindi, l’attuale riunione rappresentativa ha un particolare significato scientifico e, naturalmente, pratico, ha aggiunto il capo di stato. “La discussione degli eventi di quegli anni si basa su fatti e materiali d’archivio. Una tale posizione onesta e responsabile è molto importante per preservare la memoria storica, al fine di contrastare efficacemente i tentativi di distorcere gli eventi della seconda guerra mondiale e prevenire il loro ripetersi”, ha sottolineato Putin. Il presidente ha espresso la speranza che il forum darà un contributo significativo alla comprensione profonda dell’eredità storica del processo di Khabarovsk e il suo significato per il presente, e le conclusioni tratte dai suoi partecipanti saranno richieste in ulteriori lavori di ricerca: Lezioni storiche e sfide contemporanee” si svolge il 6-7 settembre. È dedicato al processo di Khabarovsk del 1949, che mise fine legalmente alla Seconda Guerra Mondiale, ed è anche in concomitanza con il 75° anniversario del Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente (Tribunale di Tokyo), che ebbe luogo nel 1946-1948. Il forum è sostenuto dal Presidential Grants Fund. RIA Novosti è uno degli organizzatori del forum. Fu durante il processo di Khabarovsk che si venne a conoscenza dei sinistri piani del Giappone militarista come alleato della Germania per fare la guerra contro l’URSS. Su di esso, per la prima volta, il mondo apprese dell’imminente guerra batteriologica, che fu scongiurata dalla rapida avanzata dell’Armata Rossa nella campagna dell’Estremo Oriente nell’agosto 1945.

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https://marketresearchtelecast.com/how-the-ussr-saved-humanity-from-a-bacteriological-apocalypse-prepared-by-japan/144465/

Come l’URSS ha salvato l’umanità da una “apocalisse batteriologica” preparata dal Giappone

Pubblicato da: MRT

Pubblicato il: 1 settembre 2021

I successi dei servizi segreti, le misure precauzionali e la rapida offensiva dell’Armata Rossa hanno evitato che il mondo soffrisse una “apocalisse batteriologica” nel 1945, stima Alexander Zviágintsev, ex procuratore e storico di vari processi giudiziari internazionali del XX secolo. Secondo lui, ci fu una “cospirazione contro il mondo e l’umanità da parte della cricca militarista del Giappone”, come testimoniano alcuni documenti recentemente declassificati in Russia.

In seguito alla creazione della Squadra 731 dell’esercito imperiale giapponese (fondata nel territorio invaso della Manciuria per prepararsi alla guerra batteriologica), la zecca portatrice di encefalite apparve nell’Estremo Oriente russo, “il cosiddetto acaro giapponese che poi proliferò in tutta l’Unione Sovietica, ora in tutta la Russia e raggiunse il nostro confine occidentale”, spiega Zviágintsev. “Non l’avevamo mai avuto prima”, dice, e attribuisce la diffusione dell’antrace al programma giapponese di armi batteriologiche, a causa del fatto che i militari giapponesi hanno rilasciato i loro ceppi negli affluenti dei fiumi Amur.

Il presidente del consiglio di amministrazione della Società Storica Russa, Konstantin Mogilevski, ricorda che i maggiori responsabili di queste azioni furono processati nel dicembre 1949 nella città russa di Khabarovsk. In effetti, Mogilevski ha ricordato questi eventi in una conferenza stampa dedicata alla convocazione questo settembre del forum commemorativo “Processo di Khabarovsk: Lezioni storiche e sfide moderne”.

L’Armata Rossa, come risulta dai documenti storici, “evitò numerose vittime grazie al lavoro dell’intelligence e di altri servizi, poiché i vaccini erano stati inoculati in tempo e l’approvvigionamento idrico era stato organizzato in modo da escludere l’uso di acqua di fiume e fonti locali”. “I giapponesi stessi, ha ricordato Mogilevski,” soffrirono maggiormente per l’uso di queste armi batteriologiche. “Ci furono anche diversi casi di uso dell’arsenale di batteri pericolosi contro cittadini cinesi”.

Esperimenti umani

Il primo uso di queste armi è stato documentato molto prima del 1945, a metà del 1938, durante la battaglia di Jaljin Gol, nota nella storiografia giapponese come l’incidente di Nomonhan, quando le truppe mongole e sovietiche cercarono di spingere l’esercito giapponese, che aveva invaso la Mongolia orientale, in Manciuria.

Secondo Mogilevski, la diffusione del materiale contagioso avvenne perché i giapponesi dovettero fuggire “mentre le armi batteriologiche erano già state prodotte ed erano pronte”. Fu allora che i batteri finirono nel fiume Jaljin Gol.

I documenti relativi a quel programma militare giapponese sono stati declassificati lo scorso agosto dal Ministero degli Esteri russo in risposta a una richiesta della Società Storica Russa, ha precisato Mogilevski. Durante il prossimo forum, saranno resi pubblici altri documenti, la cui pubblicazione permetterà a molte persone, soprattutto ai giovani, di conoscere eventi di cui praticamente non rimangono testimonianze.

“Anche dopo tutti gli orrori dei campi nazisti di Auschwitz, Majdanek, Treblinka, possiamo operare con le storie di alcuni testimoni, le persone sopravvissute”, ha sottolineato il capo del consiglio di amministrazione della Società storica russa. Allo stesso modo, ha sottolineato che “nessuno è sopravvissuto” nelle strutture simili “dove i boia giapponesi eseguivano esperimenti con persone, con cittadini sovietici, cinesi, i nostri emigranti”. “Non c’era un solo testimone”, ha sottolineato.

Dopo la sconfitta giapponese

Il tribunale di Khabarovsk si è concentrato sulle unità speciali dell’esercito Kwantung, che erano impegnate nella coltivazione di ceppi di peste, colera, antrace, tra gli altri, così come esperimenti umani e preparazioni per la guerra batteriologica. Anche se la Squadra 731 fu creata principalmente per condurre tale guerra contro l’Unione Sovietica, erano anche tra gli obiettivi in Mongolia e Cina, sostengono gli storici.

Dodici soldati giapponesi accusati di queste azioni contrarie alle convenzioni internazionali furono condannati nel 1949 a varie pene detentive, compreso il comandante dell’Armata Kwantung, il generale Otodzoo Yamada. Le sue dichiarazioni nel processo e i ricordi del personale del suddetto distaccamento hanno permesso di collocare il numero di morti durante i test delle armi a circa 3.000 persone. Tuttavia, un libro recentemente pubblicato in Cina sui crimini di guerra del Giappone alza questa cifra. fino a 10.000 vittime.

https://generico.ru/2021/09/06/the-uk-commented-on-the-expansion-of-the-network-of-us-biological-laboratories-near-the-borders-of-russia/

L’espansione della rete di laboratori biologici statunitensi vicino ai confini della Russia

KHABAROVSK, 6 SETT. Alexander Fedorov, vice presidente del Comitato Investigativo, ha commentato la costruzione di laboratori biologici americani lungo il perimetro dei confini russi. , – ha detto al forum internazionale “Processo di Khabarovsk: Lezioni storiche e sfide contemporanee”. Una fonte ha confermato l’esistenza di biolaboratori americani in Ucraina

Il segretario del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrushev in aprile in un’intervista al giornale Kommersant ha sottolineato che sempre più laboratori biologici sotto il controllo americano stanno emergendo nel mondo, soprattutto ai confini di Russia e Cina. Ci sono buone ragioni per credere che lì si stiano sviluppando armi biologiche, ha notato Patrushev. A maggio, il primo vicesegretario del Consiglio di sicurezza della Russia, Yuri Averyanov, in un’intervista a RIA Novosti, ha detto che i microbi mortali di questi laboratori potrebbero, per così dire, entrare accidentalmente in natura e portare alla distruzione di massa delle persone come sul territorio russo e nei paesi vicini.

Ha anche detto che Washington sta sviluppando piani individuali di ricerca biologica per molti paesi, soprattutto militari, e imponendo la loro attuazione attraverso vari programmi congiunti dichiarati come pacifici. Gli Stati Uniti non hanno dato alcuna risposta significativa alle preoccupazioni sulle attività dei loro laboratori biologici, anche se la parte cinese ha ripetutamente invitato gli Stati Uniti a fornire spiegazioni chiare su tali attività, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese Hua Chunying, commentando le parole di Averyanov.

Difesa o esperimenti.

Perché gli americani fanno biolab vicino ai confini della Russia? È stato durante il processo di Khabarovsk, che ha avuto luogo dal 25 al 30 dicembre 1949, che si è saputo dei sinistri piani del Giappone militarista, alleato della Germania, per condurre una guerra contro l’URSS. Su di esso, per la prima volta, il mondo venne a conoscenza dell’imminente guerra batteriologica, che fu evitata dalla rapida avanzata dell’Armata Rossa durante la campagna dell’Estremo Oriente nell’agosto 1945. Il processo di Khabarovsk mise fine legalmente alla seconda guerra mondiale.

Il forum “Il processo di Khabarovsk: Lezioni storiche e sfide contemporanee” coincide anche con il 75° anniversario del Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente (Tribunale di Tokyo), tenutosi nel 1946-1948. Il forum è sostenuto dal Presidential Grants Fund. RIA Novosti è uno degli organizzatori del forum.

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6 Sep, 08:22

Russia to foil any attempts to rewrite universally recognized outcome of WWII, Lavrov vows

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/lavrov-avverte-esperimenti-su-uomini-non-saranno-dimenticati/

 

 

 

ECONOMIA

L’ATTIVITA’ DI IMPRESA IN ITALIA

GIANVITO CALDARARO 10 09 2021
Puntualmente vi è sempre qualcuno che si ricorda della esistenza in Italia dell’attività di impresa e propone l’adozione dello ” Statuto per l’impresa “. Nel mentre esiste lo “Statuto dei lavoratori”, non è stato mai adottato lo ” Statuto dell’impresa “, nonostante i tanti autorevoli annunci. L’ultimo dei quali è stato quello dell’ex presidente del Consiglio, il prof. Conte, appena designato leader del M5S.
Eppure si deve al contributo dei tanti imprenditori dei progressi che sono stati conseguiti in questo nostro Paese, cioè l’Italia. Pensate che nel primo censimento generale del 1951 lavorava in agricoltura circa il 42,2% della popolazione attiva. Dopo anni di distanza, il volto dell’Italia è profondamente cambiato, grazie ad un processo di modernizzazione tanto rapido e intenso. Alcuni dati attestano tale progresso. Infatti, l’Italia diviene la sesta potenza economica mondiale in termini di PIL(Prodotto Interno Lordo) e di reddito pro capite, che alla fine degli anni cinquanta era circa la metà di quello del Regno Unito e che negli anni 1983-87 viene superato.
Un progresso di tali proporzioni è stato conseguito anche grazie alle numerose iniziative imprenditoriali che hanno reso possibile l’affermazione di una economia aperta nel nostro Paese. Tale periodo fu battezzato come ” Miracolo economico italiano ” e consentì all’Italia di entrare a far parte del sistema occidentale di mercato.
Nonostante questo poderoso sforzo degli imprenditori, mai è stato adottato il tanto annunciato “Statuto dell’impresa ” e meno che mai la modifica dell’art. 41 della Costituzione, cioè quello che si limita al primo comma a garantire ” l’attività economica privata è libera “. Una garanzia che consente all’impresa privata la facoltà di scegliere i mezzi più idonei tramite cui produrre beni e servizi da immettere sul mercato. Attività che non può svolgersi in contrasto con ” la utilità sociale e senza arrecare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana “.
Alla luce di tali considerazioni, da più parti è avvertita la necessità di modificare l’art.41 della Costituzione, in modo da introdurre un chiaro ed esplicito riferimento all’impresa, in quanto soggetto insostituibile e centrale per lo sviluppo economico e sociale del Paese ed elemento fondamentale di coesione sociale.
Le diverse iniziative di legge miranti alla modifiche dell’art.41 non hanno mai visto un voto finale. Le proposte puntavano ad introdurre nella Costituzione un secondo comma così formulato :
” La Repubblica riconosce e tutela l’impresa come soggetto centrale della vita economica del Paese, in quanto insostituibile fonte di reddito, di allocazione delle risorse e di coesione sociale per l’intera collettività.
La Repubblica promuove lo sviluppo di un’economia aperta di mercato conformemente alle norme e ai valori propri del diritto comunitario “.
Il riferimento alle norme comunitarie riguarda la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, solennemente proclamata il 7 dicembre 2000 dal Consiglio Europeo , nella quale include la libertà di impresa fra quei valori e principi (indivisibili e universali) condivisi fra gli Stati membri dell’U.E. Infatti, l’art- 16 della Carta garantisce la ” libertà d’impresa, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali “.
Molto acutamente, il presidente Draghi ha evidenziato che il pieno successo del PNRR ( Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) passa anche e soprattutto attraverso il coinvolgimento del mondo imprenditoriale. Auguriamoci che quando vediamo qualcuno darsi da fare e lavora nel rispetto della legge, invece di guardarlo con sospetto e peggio ancora di ostacolarlo, come spesso accade negli uffici pubblici, ci ricordiamo delle parole del presidente Luigi Einaudi, che con le seguenti parole definisce la figura dell’Imprenditore.
“Il personaggio dotato di “vocazione naturale”, ma anche con la sete di guadagno, il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e concretamente ottenere con gli altri impieghi “.

FONTE: https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/economia/3539-l-attivita-di-impresa-in-italia.html

 

 

 

GIUSTIZIA E NORME

Camorra a Roma, arrestato anche il fratello di Monica Cirinnà senatrice del Pd

 Nella maxi-inchiesta contro la “camorra di Roma” c’è anche Claudio Cirinnà, fratello di Monica Cirinnà, senatrice del Pd. La parlamentare, che è anche vista anche come una possibile candidata per il Campidoglio,  secondo quanto risulta è del tutto estranea alla vicenda. Tra i 28 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma su richiesta della Dda che ha smantellato la famiglia Senese, c’è anche il nome di Claudio Cirinnà che in passato era già stato coinvolto in un’inchiesta su traffico di carburante fra vari Paesi europei. Il fratello della senatrice dem è finito in carcere. 

FONTE: https://www.iltempo.it/roma-capitale/2020/07/07/news/camorra-senese-fratello-monica-cirinna-senatrice-pd-claudio-riccardo-nipote-23624635/

 

 

 

IMMIGRAZIONI

Draghi: l’errore clamoroso sugli sbarchi per difendere Lamorgese

 

 

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draghi lamorgese

Draghi – Non sappiamo se definirli «numeri non spaventosi» come dice Mario Draghi. Sappiamo di certo, invece, che con Luciana Lamorgese alla guida del Viminale, il numero degli sbarchi di migranti in Italia è aumentato notevolmente rispetto al periodo pre Covid-19. Come dire, se «non spaventosi» sicuramente sono numeri peggiori che danno il senso di come le nostre coste sono ritornate ad essere sempre più ambite da scafisti senza scrupoli. E chissenefrega della pandemia o delle misure di sicurezza a cui gli italiani sono obbligati ad osservare.

E così gli scafisti vanno avanti, alimentando le cifre certificate dallo stesso ministero dell’Interno a cui il presidente del Consiglio poteva ben attingere, evitando lo scivolone ieri in conferenza stampa. «Lavora molto bene, il problema è molto difficile, e io non ho visto nessuno che abbia la bacchetta magica – ha detto Draghi – I numeri non sono spaventosi, abbiamo avuto anni peggiori e credo che la ministra Lamorgese faccia il suo lavoro e lo faccia bene», sottolineando che sarebbe interessante raffrontare quello che non va oggi con «quello che non andava 3, 4 o 5 anni fa». E sono proprio i numeri del Viminale a far scivolare il premier. Cifre relative agli sbarchi di migranti al 31 agosto di ogni anno, partendo dal 2018, anno che segna 20.077 approdi; nel 2019, se nei contano soltanto 5.135; nel 2020 risalgono a 19.339; mentre nel 2021 si registra l’impennata degli sbarchi, ben 39.082.

Per meglio capire, gli sbarchi avvenuti con la Lamorgese al Viminale rispetto a gennaio-agosto 2019 sono aumentati del 661%; mentre, sempre con l’attuale ministro, gli approdi da gennaio-agosto 2021 sono aumentati del 94,66% rispetto a gennaio-agosto 2018. Cifre che fanno gongolare la Lega che non molla il pressing sulle dimissioni del capo del Viminale. «Il ministro Lamorgese? Lasciamo parlare i numeri – affermano dal Carroccio -. Tralasciando Rave Party abusivi, Baby Gang e violenze diffuse». In ogni caso, per via Bellerio, un incontro con la Lamorgese, Draghi e la Lega «è urgente e necessario».

Ne è convinto anche il presidente del Consiglio: «Se il ministro Lamorgese lo vorrà si farà volentieri, magari non in tv o in streaming». Per contestualizzare le cifre, va ricordato che Matteo Salvini è stato ministro dell’Interno dall’1 giugno 2018 al 5 settembre 2019. Periodo in cui proprio gli sbarchi si sono ridotti a meno di seimila. Intanto, proprio Salvini, incassa il «sì» di Draghi sulla cabina di regia per la «riforma del fisco, riforma degli appalti e della burocrazia, riforma delle pensioni, contrasto all’immigrazione clandestina e infiltrazioni terroristiche, per evitare problemi, litigi e ritardi», per dirla con lo stesso capo del Carroccio.

E così la cabina di regia richiesta da Salvini «ci sarà comunque, perché dobbiamo decidere con il ministro Speranza tante cose, come l’estensione del Green Pass» ha detto il premier. In altri termini, non c’è da decidere «il se» ma «a chi» e «quanto in fretta». Draghi però, al segretario leghista ha mandato anche un messaggio preciso e, in qualche modo, «distensivo»: non ha intenzione di inserirsi nelle divergenze interne tra la Lega cosiddetta di «lotta» e quella di «governo». «Io – ha assicurato il premier – cerco di non fare queste distinzioni nei partiti, perché se vado in questa direzione, ogni partito ha quattro, cinque, sei anime. Quindi la Lega è una e ha un capo che è Matteo Salvini e basta».

FONTE: https://www.iltempo.it/politica/2021/09/03/news/mario-draghi-non-sa-contare-errore-clamoroso-sbarchi-migranti-matteo-salvini-luciana-lamorgese-conferenza-stampa-28533101/

 

 

 

La conquista dell’Afghanistan da parte dei talebani è destinata a innescare un’ondata senza precedenti di flussi migratori afghani verso l’Europa. Nella foto: richiedenti asilo afghani sbarcano da un volo di evacuazione dall’Afghanistan, presso la base aerea di Torrejon de Ardoz in Spagna, il 24 agosto 2021. (Foto di Pierre-Philippe Marcou/AFP via Getty Images)

 

La conquista dell’Afghanistan da parte dei talebani è destinata a innescare un’ondata senza precedenti di flussi migratori afghani verso l’Europa, che si prepara ad affrontare il potenziale arrivo di centinaia di migliaia, forse anche di milioni, di rifugiati e migranti dal Paese devastato dalla guerra.

Il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer, esprimendo un’inquietante apprensione, ha dichiarato che fino a cinque milioni di persone cercheranno di lasciare l’Afghanistan per l’Europa. Tali cifre, se si materializzassero, farebbero impallidire al confronto la precedente crisi migratoria del 2015, quando più di un milione di persone provenienti dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente si diressero verso l’Europa.

Dal 2015, secondo stime dell’Unione Europea, circa 570 mila afghani, quasi esclusivamente giovani uomini, hanno chiesto asilo nei Paesi dell’UE. Nel 2020, l’Afghanistan è stato il secondo Paese con il maggior numero di richiedenti asilo dopo la Siria.

I maschi afghani, per molti dei quali è stata particolarmente difficile l’assimilazione o l’integrazione nella società europea, hanno commesso, negli ultimi anni, centinaia, forse migliaia, di aggressioni sessuali contro donne e ragazze europee autoctone. L’arrivo in Europa di altri milioni di afghani fa presagire notevoli sconvolgimenti sociali futuri.

I 27 Stati membri dell’Unione Europea sono, come al solito divisi su come prepararsi all’imminente diluvio migratorio. I leader di alcuni Paesi affermano di avere l’obbligo umanitario di accettare un gran numero di migranti afghani. Altri sostengono che è tempo che i Paesi islamici se ne facciano carico.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea , il braccio esecutivo dell’Unione Europea, ha affermato che l’UE ha “la responsabilità morale” di accogliere coloro che fuggono dai talebani. I leader di molti Stati membri dell’Unione Europea non sono d’accordo.

In Austria, che negli ultimi anni ha accolto più di 40 mila afghani (il secondo più alto numero in Europa, dopo la Germania, che ne ha ospitati 148 mila), il cancelliere Sebastian Kurz ha promesso che il suo Paese non ne accoglierà altri. In un’intervista all’emittente austriaca Puls 24, Kurz ha dichiarato che l’Austria ha già dato un “contributo sproporzionatamente grande” all’Afghanistan:

“Sono chiaramente contrario ora a ricevere altre persone e ciò non accadrà durante il mio cancellierato. Accogliere persone che poi non possono essere integrate è un grosso problema per noi come Paese”.

Il ministro degli Interni austriaco Karl Nehammer, in una dichiarazione congiunta con il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg, ha auspicato che gli afghani presenti illegalmente in Austria vengano estradati nei Paesi islamici, ora che, secondo il diritto dell’UE, non possono essere rimpatriati in Afghanistan:

“Se le espulsioni non sono più possibili a causa delle restrizioni imposteci dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, devono essere prese in considerazione delle alternative. I centri di espulsione nella regione intorno all’Afghanistan sarebbero una possibilità. Ciò richiede la forza e il sostegno della Commissione Europea”.

Nehammer, in un’intervista all’agenzia di stampa APA, ha ribadito che le espulsioni dovrebbero essere viste come una questione di sicurezza piuttosto che come una questione umanitaria:

“È facile chiedere un divieto generale di espulsione in Afghanistan, ignorando dall’altra parte i movimenti migratori previsti. Chi ha bisogno di protezione deve riceverla il più vicino possibile al proprio Paese di origine.

“Un divieto generale di espulsione è un fattore di attrazione per l’immigrazione illegale e alimenta solo gli affari sconsiderati e cinici dei trafficanti e quindi della criminalità organizzata.

“Da ministro degli Interni, sono principalmente responsabile delle persone che vivono in Austria. Ciò significa soprattutto proteggere a lungo termine la pace sociale e lo stato sociale”.

Schallenberg ha aggiunto:

“La crisi in Afghanistan non si sta svolgendo nel vuoto. Il conflitto e l’instabilità nella regione prima o poi si estenderanno all’Europa e quindi all’Austria”.

Un sondaggio di opinione pubblicato da Österreich 24 ha mostrato che quasi tre quarti degli intervistati appoggiano la linea dura della migrazione afghana del governo austriaco. Il sondaggio ha collegato il sostegno a un caso criminale di spicco in cui quattro afghani, a Vienna, hanno drogato e stuprato una tredicenne che è stata strangolata, ha perso conoscenza ed è morta.

In Germania , la migrazione dall’Afghanistan è risultata essere una delle principali questioni in vista delle elezioni federali previste per il 26 settembre. Paul Ziemiak, segretario generale del Partito dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU) della cancelliera tedesca Angela Merkel, ha affermato che la Germania non dovrebbe adottare la politica della migrazione a porte aperte perseguita nel 2015, quando la Merkel ammise nel Paese più di un milione di migranti provenienti da Africa, Asia e Medio Oriente. In un’intervista all’emittente tedesca n-tv, Ziemiak ha dichiarato:

“Ci è chiaro che quanto accaduto nel 2015 non deve ripetersi. Non riusciremo a risolvere la questione dell’Afghanistan con la migrazione in Germania”.

Il candidato cancelliere della CDU Armin Laschet è rimasto in silenzio sulla questione afghana, così come il candidato cancelliere dei socialdemocratici (SPD) Olaf Scholz. Al contrario, la candidata al cancellierato del Partito dei Verdi, Annalena Baerbock, ha chiesto alla Germania di accoglierne oltre 50 mila. “Dobbiamo fare i conti con questo problema”, ha detto in un’intervista all’emittente televisiva ARD.

Intanto, i criminali afghani, inclusi stupratori e trafficanti di droga, che in precedenza erano stati estradati in Afghanistan, sono ora tornati in Germania con voli di evacuazione. All’arrivo in Germania, hanno immediatamente presentato nuove domande di asilo. Non è uno scenario completamente nuovo che arrivino in Germania persone che in precedenza erano state espulse”, ha affermato un portavoce del ministero degli Interni.

In Francia , il presidente Emmanuel Macron ha chiesto una risposta europea coordinata per prevenire la migrazione di massa dall’Afghanistan:

“La destabilizzazione dell’Afghanistan probabilmente aumenterà il flusso migratorio irregolare verso l’Europa. (…) L’Europa da sola non sarà in grado di assumersi le conseguenze della situazione attuale. Dobbiamo pianificare e proteggerci dai grandi flussi migratori irregolari che mettono in pericolo coloro che sono parte di esse e alimentano traffici di ogni genere”.

Marine Le Pen, che sta correndo testa a testa nei sondaggi con Macron in vista delle elezioni presidenziali francesi fissate per aprile 2022, ha affermato che la Francia dovrebbe dire “no” alla massiccia migrazione di rifugiati afghani. Una petizione sul sito web del suo partito, “Afghanistan: NO a una nuova autostrada migratoria!”, ha dichiarato:

“Siamo pienamente consapevoli delle tragedie umane e dell’evidente disagio di alcuni dei legittimi rifugiati. Ma il diritto di asilo non deve continuare ad essere, come è ora, il cavallo di Troia dell’immigrazione massiccia, non controllata e imposta, dell’islamismo, e in alcuni casi di terrorismo, come è avvenuto per alcuni jihadisti coinvolti negli attentati del 13 novembre 2015 [data in cui hanno avuto luogo a Parigi una serie di attentati jihadisti coordinati in cui sono state uccise più di 130 persone e più di 400 sono rimaste ferite].

“I sindaci di alcune grandi città hanno già annunciato la loro intenzione di accogliere i profughi. È a nostro avviso un rischio evidente per i loro concittadini.

“Ciò che conta per noi prima di tutto è la protezione dei nostri connazionali”.

Nel frattempo, cinque afghani che sono stati trasportati in aereo in Francia sono stati posti sotto sorveglianza antiterrorismo per sospetti legami con i talebani, secondo il ministero degli Interni francese. Uno degli uomini, che lavorava per l’ambasciata francese a Kabul, ha ammesso, sotto interrogatorio, di aver precedentemente gestito un posto di blocco talebano. Altri 20 afghani condotti in Francia sono stati indagati per frode in materia di asilo.

In Grecia , il governo, temendo il ripetersi della crisi migratoria del 2015, ha eretto una recinzione di 40 km (25 miglia) e installato un nuovo sistema di sorveglianza al confine con la Turchia per dissuadere i migranti afghani dal tentativo di raggiungere l’Europa. Negli ultimi anni, la Grecia è stata una porta d’ingresso chiave per l’Europa per i migranti provenienti dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente.

Il ministro dell’Ordine Pubblico Michalis Chrisochoidis ha dichiarato:

“Non possiamo attendere passivamente il possibile impatto. I nostri confini rimarranno sicuri e inviolabili”.

Il ministro greco per la Migrazione e l’Asilo, Notis Mitarachi, ha aggiunto che l’UE deve inviare “i messaggi giusti” per evitare una nuova crisi migratoria “che l’Europa non è in grado di sostenere” e ha rilevato: “Il nostro Paese non sarà una porta d’ingresso in Europa per i migranti afghani illegali”.

In Italia , il presidente del Consiglio Mario Draghi ha invitato il Gruppo delle 20 grandi economie a tenere un vertice sulla situazione in Afghanistan. Il quotidiano italiano La Repubblica ha osservato:

“Il G20 per Draghi ha una valenza strategica: è in quel luogo di confronto che si può e si deve giungere a un impegno che leghi non solo le forze di un Occidente uscito malconcio dalla ventennale missione in Afghanistan, ma anche e soprattutto quei Paesi come Cina, Russia, Arabia Saudita, Turchia che hanno interessi e influenza sull’autoproclamato Stato islamico”.

Nel Regno Unito , il primo ministro Boris Johnson, in una dichiarazione al Parlamento, ha annunciato un piano per accogliere 20 mila migranti afghani:

“Dobbiamo affrontare il mondo così com’è, accettando ciò che abbiamo conseguito e ciò che non abbiamo conseguito…

“Non rimanderemo le persone in Afghanistan e nemmeno permetteremo alle persone di venire dall’Afghanistan in questo Paese in modo indiscriminato.

“Vogliamo essere generosi, ma dobbiamo assicurarci di prenderci cura della nostra sicurezza”.

In Turchia , il governo sta costruendo un muro di 295 km (180 miglia) lungo il confine con l’Iran per impedire un nuovo afflusso di migranti dall’Afghanistan. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha dichiarato che una nuova ondata migratoria è “inevitabile” se Afghanistan e Iran non riusciranno a proteggere i propri confini. E ha aggiunto che la Turchia non diventerà un “magazzino di rifugiati” per gli afghani in fuga:

“Dobbiamo ricordare ai nostri amici europei questo fatto: l’Europa – che è diventata il centro di attrazione per milioni di persone – non può rimanere fuori dal problema dei rifugiati afghani chiudendo le proprie frontiere per proteggere la sicurezza e il benessere dei suoi cittadini. La Turchia non ha alcun dovere, responsabilità o obbligo di essere il magazzino dei rifugiati in Europa”.

Nel frattempo, migliaia di migranti afghani stanno arrivando nei Paesi di tutta Europa, come ad esempio, BelgioCroaziaDmarcaEstoniaFinlandiaUngheriaIrlandaLituaniaLussemburgoNorvegiaPoloniaPortogalloSerbia e Svezia.

AlbaniaMacedonia e Kosovo (si veda quiqui e qui) hanno accettato di accogliere temporaneamente centinaia di afghani che hanno lavorato con le forze militari occidentali di mantenimento della pace e sono ora minacciati dai talebani.

La Spagna si è detta disposta ad ospitare temporaneamente fino a 4 mila migranti afghani in due basi militari utilizzate dagli Stati Uniti.

La Slovenia, che attualmente detiene la presidenza semestrale di turno dell’UE, ha affermato che l’Unione Europea non consentirà un’impennata della migrazione afghana. Il primo ministro Janez Janša ha twittato:

“L’#UE non aprirà nessun corridoio europeo ‘umanitario’ o migratorio per l’#Afghanistan. Non permetteremo che si ripeta l’errore strategico del 2015. Aiuteremo solo le persone che ci hanno aiutato durante l’#Operazione NATO e i Paesi membri dell’UE che proteggono i nostri confini esterni”.

Intanto, decine di migranti afghani sono intrappolati lungo il confine tra Polonia e Bielorussia. La Polonia e gli Stati baltici di Estonia, Lettonia e Lituania hanno dichiarato che la pratica del presidente bielorusso Alexander Lukashenko di inviare migranti attraverso i loro confini è un atto di “guerra ibrida”. Lukashenko è accusato di voler vendicarsi delle sanzioni imposte dall’UE per la sua contestata rielezione e per la repressione delle voci di dissenso.

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, nonostante la sua solidarietà espressa nei confronti dei migranti afghani, ha affermato che i profughi sono “uno strumento nelle mani del signor Lukashenko” e che la Polonia non avrebbe ceduto a “questo tipo di ricatto”.

Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York.

FONTE: https://it.gatestoneinstitute.org/17712/europa-migranti-afghani

 

 

 

LA LINGUA SALVATA

Autodichia

Autodichia (d. cost.)
Particolare prerogativa dei due rami del Parlamento di risolvere, attraverso un organismo giurisdizionale interno, le controversie insorte con i propri dipendenti.
L'(—) rientra nel più ampio concetto di autonomia delle Camere, che ha come obiettivo principale quello di salvaguardare l’organo da qualsiasi ingerenza esterna e trova la sua massima espressione nel potere autoregolamentare loro attribuito [Interna corporis].
La Corte costituzionale ha riconosciuto tale forma di giurisdizione compatibile con il dettato costituzionale, che pone il divieto di istituire giudici speciali, sulla base dell’assunto che deroghe alla giurisdizione sono ammissibili nei confronti degli organi immediatamente partecipi del potere sovrano dello Stato, situati ai vertici dell’ordinamento, in posizione di assoluta autonomia ed indipendenza.
FONTE: https://dizionari.simone.it/1/autodichia

 

 

ANNIBALE
AUGUSTO SINAGRA
Molti mi chiedono come uscire dall’autoritarismo violativo di diritti e libertà.
Molti mi chiedono con quali strumenti e con quali mezzi. 
La mia risposta è: con tutti i mezzi e ricordo quel che disse Annibale impegnato a valicare le Alpi con i suoi elefanti: “Se c’è una strada la percorreremo. Se non c’è una strada la costruiremo”.
E Annibale passò.
È vero che poi vinse Roma ma la gentaglia dei nostri nemici non è paragonabile neppure ad una “crepita” di un Legionario romano.

 

 

Pass e terrorismo di stato

Federica Francesconi 9 09 2021

 

 

 

Oggetti pericolosi in casa

Federica Francesconi 9 09 2021

Messa in allarme dai gendarni del potere, dopo aver controllato il frigo mi sono accorta di avere incautamente accumulato quattro uova scadute. Poi ho anche realizzato che la ciotola del gatto, che non lavo da due giorni, è diventata un potenziale vivaio di batteri e microbi, che potrebbe essere usato come arma batteriologica. Dato che c’ero ho anche dato un’occhiata al calcare che si è accumulato dentro il box doccia, anch’esso una potenziale arma chimica. Infine, tra i miei utensili da cucina ho contato due coltelli lunghi 30 cm, un mattarello e un tritacarne.
Devo temere a ‘sto punto un blitz delle Forze dell’Ordine, dato che nella conferenza di questa mattina i funzionari della Polizia hanno dichiarato che tra le armi improprie sequestrate nelle abitazioni dei No Va* sotto indagine per presunto terrorismo, figurano anche dei coltellacci da cucina e delle uova marce (non è una boutade)?
Ma vi rendete conto di come il potere, pur di perseguire i suoi scopi perversi, si copre di ridicolo?
Comunque, se nei prossimi giorni le Forze dell’Ordine dovessero sfondare la porta d’ingresso del mio appartamento, fate sapere al mondo che con quelle quattro uova marce, se i gendarmi della repressione non mi avessero messo la pulce nell’orecchio, mi sarei fatta tranquillamente una frittatina e dopo sarei diventata io stessa un’arma biologica vivente pronta a farmi esplodere come un kamikaze. Sia lodato il Potere repressivo. Sempre sia lodato.
P.s. Speriamo che i fact checker di Zucchi abbiano un poco di senso dell’ironia, non vorrei che domani Figliuolo in persona sfondasse a calci la porta d’ingresso per sbattermi in prima pagina come uno dei capi del terrorismo no va*.
FONTE: https://www.facebook.com/1165264657/posts/10222770021456874/

 

 

 

LAVORO PENSIONI DIRITTI SOCIALI

 

NOTIZIE DAI SOCIAL WEB

TAMPONI GRATIS

Federica Francesconi 9 09 2021

 

PANORAMA INTERNAZIONALE

Il grande prestigio di cui Draghi gode in Europa

La sanzione Ue affonda Alitalia, a Bruxelles la richiesta di restituire 900 milioni

Ita, c’è il via libera: la compagnia adesso può partire Ita, stipendi medi tagliati del 15% con meno ferie e congedi parentali

Il Mattino di Napoli dà il senso politico della stangata nel modo migliore:

“La doccia fredda, anzi gelata, è piombata su Palazzo Chigi (Draghi) sul ministero dello Sviluppo e sul Tesoro (i suoi yes men). In un momento tra l’altro delicatissimo: la trattativa tra Ita e i sindacati per il contratto di lavoro. E’ evidente che Alitalia non sarà in grado di restituire i 900 milioni avuti in prestito dallo Stati. Lo spetttro del fallimento aleggia già nelle frenetiche telefonate tra i protagonisti della vicenda. Più di un ministro è rimasto sorpreso dalla tempistica: un diretto e volontario colpo alle gambe della compagnia italiana nel momento più delicato non è statoun caso.

Di qui la “sorpresa” dei ministri tecnocrati europeisti: ma come! La UE non ha un occhio di riguardo per l’ex governatore della BCE? Il grande prestigio di cui Draghi gode in UE – come ci ripetono i media italioti – non ha conquistato gli eurocrati? Il peso politico di Draghi, enorme in Italia, è leggerissimo in Europa? Nessun occhio di riguardo? Nessun rispetto per il nostro grande uomo così bravo?

Non è questo il primo bruciante fallimento che subisce Draghi. L’altro è in politica estera: ha voluto che la Cina venissea Roma, in un G20 anticipato rispetto a ottobre, per “parlare di Afghanistan”. Ha cercato Xi al telefono. Xi ha fatto rispondere che augura il miglior successo all’Italia per il G20 che sarà tenuto a Roma in ottobre. Insomma ha risposto picche con cortesia cinese. Sperava di ordinare che la Cina a venisse a Roma prima del tempo a scoprire le sue carte su “l’Afghanistan” ? Per i suoi begli occhi?

Questo insuccesso rivela di più di quel che dice. Rivela in Draghi presunzione unita a velleitarismo, ignoranza delle situazioni internazionali, sottovalutazione dei rapporti di forze reali, superficialità.

Ora, sulla questione Alitalia fatta fallire dalla UE, si rivela la stessa presunzione infondata sui propri mezzi e sul proprio prestigio. I ministri sono “sorpresi”, vuol dire che non hanno entrature in Europa e non sapevano cosa si stava preparando? La cosa è specialmente preoccupante perché l’Italia di Draghi deve addolcire il Patto di Stabilità, quello che ci impone di tornare debito al 60 per cento del Pil. Il Patto rovinoso è ancora vigente; è solo sospeso, e i nordici spilorci in Europa stanno già brontolando che deve tornare in pieno vigore molto presto, forse già a dicembre – quando la BCE comincerà a rallentare l’acquisto di titoli di debito pubblico con cui ci sta “stampando” denaro a decine ci miliardi a tasso zero. Questo innescherà un aumento d ei tassi d’interesse che dovremo pagare noi e le industrie italiane per avere prestiti, il che configura la morte economica .

E’ in grado, Draghi, di trattare l’addolcimento del Patto di Stabilità? Il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità che? Il peso del suo prestigio in Europa si è rivelato inesistente, con Alitalia. E con chi poi trattare, visto che la Merkel non c’è più, per mesi la Germania sarà impegnata a far e un nuovo governo, in un vuoto di potere molto comodo perché è la scusa per non prendere decisioni epocali sul sistema UE? Stiamo perdendo tempo col tormentone di Salvini che vota con la Meloni, con il green pass obbligatorio, e si avvicinano scadenze spaventose per noi.

E’ competente, Mario Draghi?

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/il-grande-prestigio-di-cui-draghi-gode-in-europa/

 

 

 

 

 

 

POLITICA

Bizzi: aiuti Usa, ma solo se l’Italia torna alla democrazia?

Riuscirà Matteo Salvini a inceppare il programma sempre più spaventosamente repressivo del governo Draghi, magari costringendo Mattarella a mettere in piedi un Draghi-bis, dal respiro cortissimo in attesa delle elezioni anticipate e necessariamente limitato alla sola materia economica, quindi senza più l’autorità per imporre restrizioni legate alla campagna vaccinale? Se lo domanda Nicola Bizzi nella trasmissione “L’Orizzonte degli Eventi” (di seguito, gli estratti testuali) interrogandosi sull’improvviso irrigidimento dell’ex capo della Bce: sembrava dovesse accingersi ad allentare la stretta, e invece ha evocato addirittura l’introduzione dell’obbligo vaccinale. Alludendo a fonti di intelligence, Bizzi (che vede nell’azione di Draghi l’ombra del Vaticano) riferisce di uno scontro che sarebbe avvenuto tra Palazzo Chigi e potenti entità finanziarie Usa, legate al Quantum Financial System, di cui si sa ancora pochissimo: il nuovo sistema di credito, vincolato al valore dell’oro, taglierebbe le unghie alla finanza speculativa. Ebbene: l’Italia avrebbe (per ora) rifiutato cospicui aiuti, visto che gli americani – secondo Bizzi – avrebbero preteso, in cambio, il ritorno alla democrazia e allo Stato di diritto, smantellando cioè l’intera narrativa Covid e i relativi decreti autoritari.

«L’incubo che abbiamo di fronte non deve stupire più di tanto: in fondo, quello che sta accadendo oggi è già successo, nella storia, precisamente 1.640 anni fa. Quello fu veramente un Grande Reset, di portata epocale. Alludo all’Editto di Tessalonica emesso nel 380 dopo SalviniCristo dall’imperatore Teodosio, che era un criminale. Rendendo obbligatorio il culto cristiano-paolino, Teodosio metteva fuorilegge – dalla sera alla mattina – l’oltre l’85% dei cittadini dell’impero, che non erano affatto cristiani. Si calcola che la popolazione ammontasse a circa 60 milioni di persone: ebbene, era stato convertito alla nuova religione solo il 15% di esse (spesso con l’intimidazione, la propaganda e le persecuzioni, fino al terrorismo). Teodosio impose un aut-aut: convertirsi da un giorno all’altro, o perdere tutto. Letteralmente: perdere i diritti civili, la cittadinanza romana, la possibilità di esercitare le pubbliche professioni e di accedere agli edifici pubblici. C’era anche il rischio di perdere il lavoro. Vi ricorda qualcosa?

Diciamolo: queste élite che dominano il pianeta operano secondo precise ciclicità storiche, tenendo conto anche di parametri astronomici, ma tutto sommato con poca fantasia: una operazione vincente la ripetono, attualizzandola. Sono estremamente prevedibili: dall’11 Settembre in poi, tutto è stato sempre molto prevedibile (e chiunque abbia occhi per vedere, ormai, se n’è accorto). Anche nel 380 ci furono resistenze, proprio come oggi. Basti pensare che neanche con Giustiniano, due secoli dopo, si arrivò a una conversione completa di tutti i cittadini dell’impero: un 10-15% continuava a sfuggire alla conversione forzata, e quindi a difendere la propria identità e la propria libertà, in questo caso religiosa (ma anche politica, perché la difesa della libertà vale a prescindere, sempre). Oggi, Mario Draghi ha capito benissimo che una quota crescente della popolazione manifesta insofferenza: non è più disposta ad accettare Mario Draghipassivamente questa deriva autoritaria. Alcuni iniziano a porsi troppe domande. Di qui la criminalizzazione dei cosiddetti “no-vax”, come se esistesse la categoria sociale dei “no green pass”.

Io dico: è ora di cambiare vocabolario: archiviamo finalmente le parole “virus” e “pandemia”, e concentriamoci sul tema vero: democrazia, diritti civili. La parola da contrastare non è “virus”: è “totalitarismo”, è “deriva autoritaria”. Questo governo lo sa molto bene, ed è probabile che stia già preparando misure repressive incredibili, per quest’autunno, perché si andrà a uno scontro sociale epocale: scoppierà con la fine del blocco dei licenziamenti e con la chiusura di moltissime attività commerciali, inclusi i ristoranti (che con le prime piogge autunnali si ritroveranno con una clientela più che dimezzata). Tanti chiuderanno, e altri saranno sfrattati: ci sono state tacite riforme anche sulla normativa per le locazioni. In sordina, stanno facendo tutto il male possibile: e lo sanno. Per cui, una crisi di governo, paradossalmente, aprirebbe la porta a scenari imprevedibili.

Siamo nel semestre bianco. Il personaggio che siede al Quirinale non può sciogliere le Camere; non ci sono i numeri per una maggioranza alternativa, e stavolta non può nominare il Cottarelli della situazione. Molto plausibilmente, il capo dello Stato tenterebbe di mantenere in sella l’attuale primo ministro con un Draghi-bis, con una maggioranza raffazzonata, magari creata ad hoc con la consueta compravendita di parlamentari. Però sarebbe un governo “facente funzioni”, un governo elettorale: perché una crisi di governo che esplodesse adesso poterebbe inevitabilmente a elezioni in primavera. Ma un Draghi-bis, solo “facente funzioni” e con prerogative prevalentemente economiche, non avrebbe l’autorità morale (oltre che politica) per imporre ulteriori strette, ulteriori decreti liberticidi, o per tentare di Merkelintrodurre deliri quantistici totalitari quali l’obbligo vaccinale. Va sicuramente tenuta d’occhio la Lega di Salvini, che si è appena opposta al Green Pass.

C’è chi ipotizza che la Lega, che come tutti i partiti è a caccia di denaro per sostentarsi, non sia altro che la longa manus della Germania, che in modo occulto contribuirebbe a finanziarla, per tentare di manovrare la politica italiana (e magari competere con il nostro paese per la maxi-torta dei fondi Ue). Sarebbe partita da Berlino, dunque, la richiesta di fermare Draghi? Secondo altre interpretazioni, lo stesso Salvini non può non tener conto della sua base elettorale, molto scontenta: dopo aver assistito allo spettacolo del loro partito, che con il Conte-bis si è limitato a fingere di fare opposizione, oggi agli elettori leghisti (che infatti sono in calo) non piace per niente, la politica di restrizioni che Draghi sta conducendo. Dunque, in teoria, si aprono le porte a scenari inesplorati. L’alternativa all’ipotetico Draghi-bis potrebbe essere una stretta del regime, come quella paventata da certe voci di stampa, cioè un governo militare. Ma io escludo questa possibilità: perché una deriva militare non la potrebbero accettare nemmeno i circoli più retrivi, conservatori e oscurantisti dell’Unione Europea.

C’è solo da sperare che effettivamente i leghisti stacchino la spina a questo governo, in modo da ridimensionarlo nelle sue azioni repressive, che a questo punto – più che dall’Ue – sono spinte dal Vaticano, a mio parere. Questo perché, secondo le informazioni in mio possesso, il Vaticano è stato tagliato fuori dal sistema di pagamenti del Quantum Financial System, che dal 1° settembre sono entrati in una fase avanzata. Una delle mie fonti, che ritengo estremamente attendibile, mi ha rivelato un particolare inquietante: mentre Draghi la scorsa settimana avrebbe detto, in privato, di aspettare soltanto lo svincolo di determinati pacchetti di risorse (chiaramente legate al Quantum Financial System) per poter cominciare a «chiudere questa pagliacciata», cioè la narrazione Covid, a quanto pare c’è stata un’inversione di Bizzirotta. Mi hanno riferito di una video-conferenza fra la Presidenza del Consiglio (non c’era Draghi in persona, ma un funzionario incaricato) con operatori finanziari internazionali, soprattutto statunitensi, che stanno operando nel settore di questi pagamenti, cioè proprio lo svincolo di risorse legate al Qfs. E per l’Italia ne sarebbero state previste veramente tante.

Questi personaggi americani avrebbero posto al funzionario italiano una condizione “democratica”, esponendo l’inquietudine di certi ambienti finanziari statunitensi nei confronti di una certa deriva autoritaria italiana, che potrebbe pregiudicare tutta una serie di investimenti. Al che, qualcuno avrebbe intimato al funzionario di rispondere agli americani: non immischiatevi nelle questioni interne italiane. Gli interlocutori Usa si riferivano chiaramente ai decreti repressivi, totalitari, che in Italia hanno minato in maniera ormai irreversibile lo Stato di diritto e lo stesso ordinamento costituzionale. Così, di fronte al “no” di Palazzo Chigi, gli americani averebbero replicato: ok, allora certi finanziamenti li dirotteremo altrove.

Se tutto questo è vero (non ne ho la prova provata) significa che addirittura, pur di portare avanti questa narrazione – con la pistola puntata alla testa dei cittadini – ora spingono certi presidenti di Regione, come Eugenio Giani in Toscana, a fare delle fughe in avanti che sono folli, deliranti, come già quelle tentate da Musumeci in Sicilia, dichiarando che i non vaccinati dovranno essere esclusi dai pubblici uffici. Ora, il fatto che stiano ricorrendo a certi personaggi, pur di portare avanti questa narrazione, e il fatto stesso che il governo possa rinunciare Bergogliodeliberatamente ad accettare enormi pacchetti di risorse, che a quanto pare sarebbero destinati all’Italia, significa che la situazione è molto pesante. Nel frattempo, Oltretevere, pare siano confermate le voci sulle pessime condizioni di Bergoglio, che avrebbe addirittura subito un’amputazione al piede sinistro per motivi di salute.

Perché però ricorrere al conclave? Bergoglio è sofferente, certo, ma è pur sempre nel pieno possesso delle sue facoltà. Qual è il problema, allora? Si sono forse accorti che Francesco sta procurando danni economici alla Chiesa? Esclusa dal sistema dei pagamenti del Quantum Financial System, la “Vaticano Spa” potrebbe usare il pretesto delle difficili condizioni di salute di Bergoglio per tentare una mossa disperata, cioè rimuovere questo pontefice, per sostituirlo con qualcuno che tenti in extremis di agganciarsi al nuovo carro economico. E’ così? L’importante è non scordare mai che quella che stiamo vivendo è una guerra, a tutti i livelli: una guerra di informazione, una guerra economica, una guerra per la quale si impiegano anche armi batteriologiche».

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate il 2 settembre 2021 nell’ambito della trasmissione “L’Orizzonte degli Eventi”, con Tom Bosco e Matt Mattini, sul canale YouTube “Radio Visione 11.11”).

FONTE: https://www.libreidee.org/2021/09/bizzi-aiuti-usa-ma-solo-se-litalia-torna-alla-democrazia/

Autodichia, l’incredibile mondo parallelo delle Camere

Pubblicato il 5 Gennaio 2017 alle 10:08Autore: Gabriele Maestri
Autodichia, l'incredibile mondo parallelo delle Camere

Immaginate un’istituzione in cui le cause dei dipendenti contro l’amministrazione non sono decise dai tribunali, ma da persone interne all’istituzione stessa; in cui contratti precari altrove non più leciti continuano a essere tollerati; in cui un gruppo ristretto di persone decide se una legge, dettata per tutti, dev’essere o meno applicata all’interno di quell’istituzione; in cui le spese non vengono controllate da un soggetto esterno. Non è una trama partorita da un romanziere: si parla del Parlamento italiano. Quello di Camera e Senato, visto con occhi attenti, sembra davvero un mondo parallelo, in cui molte cose sono del tutto logiche, ma altre sono cose incredibili e non (più) giustificabili.

Alla base di tutto c’è l’istituto dell’autodichia, la potestà che consente alle Camere – come ad altri organi costituzionali – di far giudicare le cause che le oppongono ai loro dipendenti a giudici individuati al proprio interno. Lo stesso principio, però, col tempo ha generato anche l’autocrinìa, per cui Camera e Senato decidono in autonomia quali regole applicare al loro interno, dai contratti dei collaboratori agli appalti, fino alla decisione sugli ingressi nei Palazzi. L’argomento è complesso e ricco di risvolti: a farci da guida è Irene Testa, giornalista e membro della presidenza del congresso del Partito radicale. Lei, dopo essersi già occupata del tema nel volume Parlamento Zona franca (scritto con Alessandro Gerardi), ha da poco pubblicato con Aracne il libro Sotto il tappeto. Autocrinia e altri misteri di palazzo: una raccolta di casi, riferimenti e riflessioni sulle storture dell’autodichia, accompagnate da alcuni pareri di illustri giuristi (Augusto Cerri, Fulvio Pastore, Renato Clarizia, Leonardo Brunetti, Vincenzo Baldini, Nicola Occhiocupo e Ciro Sbailò) su un istituto che rimanda più a onnipotenti corti regie che a una repubblica del Terzo Millennio.

Testa, forse non c’è nulla di meglio dell’autodichia (intesa come giurisdizione domestica) e, in particolare, dell’autocrinìa, intesa come autonormazione, per definire un caso di eterogenesi dei fini. E’ d’accordo?

E’ esattamente così. Siamo in presenza di una norma “pseudocostituzionale” – quella dell’autodichia, quindi l’istituzione della giurisdizione interna delle Camere sui loro dipendenti – che nasce per tutelare il Parlamento dalle ingerenze della magistratura, dunque in senso positivo, ma poi si trasforma. Così, quella giurisdizione domestica è stata estesa anche a tutto l’aspetto amministrativo e contabile, per cui ad esempio nessuna norma stabilisce che gli appalti di Camera e Senato debbano essere affidati con gare chiuse o ristrette: eppure ciò accade e delle decisioni prese all’interno degli apparati amministrativi sappiamo ben poco; allo stesso modo, le norme valide all’interno delle Camere sono di fatto costruite su delibere, frutto di decisioni di una ventina di persone. Il risultato finale, per assurdo, è che tutte le deliberazioni prese, ad esempio sugli ingressi all’interno dei Palazzi, sulle attività che si svolgono all’interno delle Camere, comprese quelle bancarie e postali, godono di una sorta di “immunità” particolare, sconosciuto ad attività analoghe: un po’ per via di un concetto antico di “immunità di sede” di cui quelle sedi godono, un po’ perché di fatto le deliberazioni prese, ad esempio sugli ingressi nei Palazzi, non possono essere sindacate da un giudice “vero”. Al più, chi se ne vuole lamentare può andare a dirlo a dei giudici “domestici”: il risultato è uno status a sé, che rende queste attività sfuggenti ai controlli.

Lei parlava dell’autodichia come istituita da una norma “pseudocostituzionle”, nel senso che quell’istituto non è presente in Costituzione o, per lo meno, non è scritto a chiare lettere…

Diciamo che l’articolo 64 della Costituzione si limita a prevedere l’adozione di un regolamento interno per ciascuna Camera. Su questa disposizione, nel tempo, ci sono state varie giravolte di lettura e proprio da qui si è data vita a una sorta di giungla interpretativa: varie questioni, nate in seno al Parlamento a proposito di questa prerogativa delle Camere, sono arrivate davanti alla Corte di cassazione, alla Corte costituzionale e alla Corte dei conti, nel tentativo di capire a chi spettasse davvero decidere sulla legittimità di determinate situazioni.

autodichia senato

Pur non essendo scritta in Costituzione, l’autocrinìa è praticata in sostanza da sempre, prima in modo silenzioso, poi sempre più esplicito, in opposizione alle richieste di chiarezza, che vengano dai cittadini, dai media o dalla magistratura. Non c’era e non c’è alternativa?

Guardi, basterebbe semplicemente che le Camere – e le altre istituzioni che godono di quest’autonomia – diventassero a tutti gli effetti amministrazioni pubbliche, quando agiscono come tali (rapporti di lavoro, appalti, eccetera): le leggi approvate dal Parlamento ed efficaci all’esterno oggi vengono “piegate” o anche disattese all’interno, quando serve, mentre basterebbe che venissero applicate semplicemente anche all’interno. Le faccio un esempio: la legge anticorruzione al momento può anche non essere applicata ai dipendenti delle Camere, così come non è previsto che le norme proposte sul whistleblowing – cioè sulle denunce di irregolarità o illeciti da parte di lavoratori che di ciò siano venuti a conoscenza nell’ambito del loro rapporto di lavoro e che, per questo, vanno tutelati – siano estesi anche ai dipendenti delle amministrazioni delle Camere, cosa che secondo me è grave.

Autodichia e autocrinìa sono un pacchetto inscindibile o si potrebbero separare, magari mantenendone una parte?

Si potrebbe mantenere la parte istituzionale, che in qualche modo garantisce le Camere dall’ingerenza esterna della magistratura; per quanto riguarda, però, tutta la parte amministrativa e contabile, ma anche il rapporto di lavoro dei dipendenti, l’autodichia non ha più senso, l’Italia è uno dei pochi paesi che continua a tenere in piedi questo sistema. Di fatto le istituzioni che applicano l’autodichia somigliano a delle regge onnipotenti, penso al cerimoniale delle Camere che consente ai Presidenti di avere uno stuolo di commessi al suo seguito e qualcosa di simile vale per i Segretari generali: sono norme di cui non trovo il senso, ma che si possono pure conservare, se proprio l’amministrazione vuole mantenere il proprio status, ma non possono estendersi come un polpo a ogni dettaglio.

Verrebbe quasi la tentazione di dire che, se l’autodichia era nata per difendersi dalle ingerenze della magistratura (specie quando in qualche modo non era indipendente da altri poteri), l’autocrinia è stata creata dal Parlamento per difendersi da se stesso, cioè dalle norme che esso stesso produce…

Credo che sia una sintesi efficace del problema.

Laura Bottici, M5S autodichia

Nel suo libro Sotto il tappeto lei parla anche di altri risvolti dell’autonomia delle Camere, che a volte hanno risvolti incredibili: ad esempio quando ci si occupa delle elargizioni ai soggetti più diversi. Che, secondo il titolo che lei ha dato, a volte somigliano piuttosto a elemosine, e non con riguardo all’entità delle somme donate.

Vede, la prima volta che ho sentito parlare di beneficenze ed elargizioni è stata quando la senatrice questrice Laura Bottici ha denunciato pubblicamente il fatto che le Camere – con riguardo al Senato, il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei questori – potevano destinare a scopi benefici somme anche molto elevate, elargendole a soggetti pubblici e privati: le era stata fornita una distinta sommaria dei beneficiari, ma quando ha insistito, chiedendo chi fossero gli enti terzi o le persone fisiche destinatarie di quelle beneficenze, le è stato detto che quei dati non potevano essere forniti, in base alla normativa sulla privacy. La cosa assurda è che nemmeno un questore, che dovrebbe essere il primo ad avere conoscenza di determinate situazioni all’interno dei palazzi, di fatto può sapere a chi sono andati i soldi, la cui destinazione rimane nella sostanziale discrezionalità del Presidente e di poche altre persone: una cosa che fa pensare molto.

Poi c’è la nota “immunità di sede”, per cui tenere traccia di “chi viene e chi va” a Montecitorio e Palazzo Madama è impossibile persino per la magistratura, a meno di adottare soluzioni “laterali”…

Al centro di tutto, in realtà, c’è soprattutto la tutela per il parlamentare e per la sua attività istituzionale, estesa al punto che a loro nei palazzi delle Camere non vengono controllati borse o trolley ai raggi X, a differenza di quanto accade per ogni altra persona che entra. Per tornare al tema della domanda, aveva fatto scalpore il fatto che Primo Greganti, politico arrestato nel 2014 per tangenti legate all’Expo 2015, avesse agganciato col suo cellulare (due mesi prima dell’arresto) una cella vicinissima a Palazzo Madama e che lui stesso, intercettato poco dopo, avesse detto di aver finito una riunione in Senato; allo stesso modo, a marzo dell’anno scorso i giornali scrissero che Manlio Vitale, già gregario della banda della Magliana e noto come “er Gnappa“, aveva probabilmente incontrato alcune persone direttamente in Senato. Sul primo punto chiese un’indagine interna Michele Giarrusso, sulla seconda notizia si indignò in aula Paola Taverna, ma nei tabulati non si trovò alcun accesso delle due persone indicate.

Com’è potuto avvenire questo?

Il fatto è che all’interno dei palazzi del Senato si può entrare su invito del singolo eletto, ma la tutela del parlamentare può spingersi fino alla mancanza di controllo sull’ospite che entra con un “passi”. Se però quei nomi non ci siano perché non sono stati registrati, perché sono “spariti” o perché quelle persone non sono davvero mai entrate non è dato sapere: “è l’autodichia, bellezza”, non lo sapremo mai. Ed è bene ricordare che le forze dell’ordine, Guardia di Finanza compresa, non possono entrare nei palazzi parlamentari, a meno che non ci sia una richiesta espressa, sottoposta al Presidente del ramo del Parlamento interessato e che l’Ufficio di Presidenza deliberi sul punto: questo, ovviamente, non consente né l’effetto sorpresa né un’azione in tempi rapidi, soprattutto quando il Presidente dovesse ritenere necessaria una delibera dell’Ufficio di Presidenza sul punto.

A proposito di sedi, una parte del volume è dedicata ai palazzi parlamentari diverse da Montecitorio e Palazzo Madama, in cui trovano spazio gli uffici degli eletti: un grande affare, più per i proprietari che per le Camere. 

Se ci si mette nei panni di uno come Sergio Scarpellini, proprietario dei palazzi in cui trovano posto gli uffici di cui parlava, e si ha come interlocutore la Camera dei Deputati, si capisce che c’è tutto l’interesse a trattare e fare affari con quell’istituzione. Visto il regime di autodichia nel suo complesso, sapendo che i conti di quei contratti non possono essere controllati da alcun organo esterno, ciò equivale ad avere una certa garanzia di immunità. Quei contratti, tra l’altro, erano molto onerosi e non prevedevano nemmeno espresse clausole di recesso, l’amministrazione della Camera cercò più volte di sfilarsi in qualche modo, come piuttosto avventurosamente era invece riuscito a fare il Senato. Ma Scarpellini esercitò quello che si potrebbe chiamare un “ricatto”: quell’istituzione aveva e ha bisogno di uffici in quella zona e non ha altri luoghi in cui poterli ricavare, nel “pacchetto” offerto dall’immobiliarista c’era anche il personale, molto meno costoso di quello della Camera (e a rischio licenziamento in caso di disdetta dei contratti), per cui Scarpellini poteva “giocare” come e quanto gli pareva. Anche per questo, Montecitorio non è mai riuscita a liberarsi di lui.

Ammetto poi che fa un certo effetto parlare di questo nei giorni in cui il personaggio chiave del capitolo, l’immobiliarista Sergio Scarpellini, si trova in condizione di arresto, sia pure per tutt’altra vicenda…

Non le nascondo che, apprendendo la notizia, avevo quasi avuto il sospetto che la procura di Roma avesse letto il mio libro! (ride) Tra l’altro, proprio i giornali hanno scritto che lo stesso Scarpellini era “tenuto in pugno” da “er Gnappa” e hanno ritirato fuori la vicenda delle presenze di quest’ultimo in Senato, legate forse a episodi estorsivi: la vicenda non c’entra affatto con la locazione dei palazzi della Camera, ma l’impressione è che il cerchio si chiuda…

Nel libro lei parla anche della condizione precaria, peraltro variegata, di chi lavora all’interno delle Camere senza essere stato assunto dalle stesse, ma essendo soprattutto alle dipendenze dei parlamentari. Anche questa, in qualche modo, rientra tra gli effetti dell’autocrinìa?

Assolutamente sì. Ci sono varie situazioni di criticità, diverse tra loro ma tutte problematiche. Penso innanzitutto al caso delle “contrattiste”, cui spesso erano e sono affidate mansioni da dattilografa: per ottenere il loro lavoro hanno superato un “concorsino”, ma il loro contratto con l’amministrazione viene di fatto rinnovato di anno in anno, dopo qualche giorno di “vacanza” e comunque con stipendi bassi; in una pubblica amministrazione questo non sarebbe possibile, mentre loro vengono rinnovate anche da dieci anni o più. La piramide “a gradoni” del precariato conosce poi vari scalini: nei palazzi, per esempio, entrano molte persone che sono assunte direttamente dai parlamentari, come collaboratori: queste non hanno nessuna tutela, non potendo rivolgersi né ai giudici interni delle Camere – visto che queste si limitano a versare all’eletto il denaro per quell’assunzione, senza altre responsabilità – né in gran parte ai giudici ordinari, visto che l’ombrello della tutela al parlamentare potrebbe portare il giudice a non esprimersi sulla domanda del lavoratore, o quanto meno a non poter accedere liberamente e tempestivamente alle prove del rapporto di lavoro.

Questo si aggiunge ad altri elementi di precariato legati alla vita del collaboratore parlamentare, come addetto alla “segreteria particolare”.

Già. Bisogna ricordare che, a questo proposito, ogni parlamentare riceve dall’amministrazione della Camera di appartenenza 4.180 euro mensili a titolo di “rimborso delle spese per l’esercizio del mandato”; di questa somma, la metà da alcuni anni va rendicontata con cadenza quadrimestrale (e la parte non utilizzata dev’essere restituita), mentre per l’altra metà non è prevista alcuna rendicontazione. Con quei soldi si possono fare varie cose: possono essere versati al partito a titolo di contributo, si possono usare per finanziare iniziative, eventi per “curare” il collegio o anche, appunto, per assumere uno o più collaboratori. Negli anni non si è mai riusciti a regolare diversamente lo status del collaboratore parlamentare: più volte si era chiesto di adottare il modello del Parlamento europeo, che paga direttamente il collaboratore, ma il nostro Parlamento continua a dare i soldi al singolo eletto, forse per evitare contenziosi o altri problemi. Si è fatto qualche passo avanti, chiedendo al parlamentare di depositare il contratto del collaboratore, ma non è ancora la norma. Esistono ancora contratti a progetto che coprono lavori da dipendente e non mancano altre storture: quando la legislatura si avvia verso la fine, per esempio, non sono rari i casi in cui i parlamentari scelgono di risparmiare una parte più o meno consistente dei 2mila euro “liberi” o di destinare al partito i soldi da rendicontare, il tutto in vista della campagna elettorale, e decidono per questo di interrompere il rapporto di lavoro – fiduciario – con i loro collaboratori personali.

sotto-il-tappeto autodichia

Questo sistema legato all’autodichia potrebbe essere messo in discussione da un caso sottoposto alla Cassazione e che, ora è davanti alla Corte costituzionale per un conflitto di attribuzione. Lei immaginava che l’organo sarebbe intervenuto sul “caso Lorenzoni” prima della pubblicazione del libro; la sentenza, invece, sembra ancora lontana. Come interpreta questo ritardo, che peraltro ha caratterizzato anche un primo passaggio alla Consulta della vicenda, nella forma del giudizio di legittimità costituzionale?

Tutto è partito dal caso di un dipendente del Senato, demansionato nel 2003 e da allora impegnato nel continuo tentativo di avere giustizia: gli stessi organi domestici hanno riconosciuto la lesione della sua professionalità con un giudicato interno, ma l’amministrazione del Senato non l’ha rispettato. Dopo avere investito per due volte della questione i giudici “domestici” senza avere ottenuto nulla di concreto, lui si è rivolto al vertice della giurisdizione ordinaria, citando i testi legislativi che mettono in dubbio la legittimità dell’autodichia. La decisione che la Consulta dovrà prendere sarà molto delicata, importante e “pesante”. Su questo ritardo possono avere inciso molte variabili: a pensar male, si potrebbe dire che per la Corte sarebbe stato troppo impegnativo esprimersi su questo tema prima del referendum costituzionale. Al di là di questo, da quella decisione potrebbe davvero scoperchiarsi un pentolone dalle dimensioni incalcolabili; la stessa Corte costituzionale, tra l’altro, pratica il regime dell’autodichia.

La sentenza sul “caso Lorenzoni”, in ogni caso, riguarderebbe solo l’autodichia come giurisdizione domestica o anche altri aspetti, come l’autocrinia?

Certamente dei risvolti sull’autocrinia dovrebbe averli, se non altro perché anche Giuliano Amato, già Presidente del Consiglio e ora giudice costituzionale, tempo fa sul suo blog aveva detto che l’autodichia non aveva più senso, ma lo diceva in realtà con riguardo al regime di autocrinìa che – tanto per i dipendenti, quanto a livello amministrativo – era ed è foriero di spese fuori controllo. Anche se la sentenza riguardasse solo l’autodichia in senso stretto, però. sarebbe una cosa importantissima. Oggi un dipendente delle Camere non può rivolgersi a un giudice che sia, e prima ancora appaia, terzo e imparziale, ma deve per forza rivolgersi a un collegio di parlamentari in veste di giudici; se poi tra i ricorrenti, dopo la decisione di Violante del 1998, possono esserci anche ex parlamentari, appaltatori e dipendenti di gruppo parlamentare e di quel gruppo fa parte uno dei parlamentari-giudici, che senso ha tutto questo?

Qualcuno peraltro aveva temuto che la riforma costituzionale, se fosse entrata in vigore, avrebbe blindato per sempre il regime dell’autodichia, grazie alla disposizione finale che recitava: “Restano validi a ogni effetto i rapporti giuridici, attivi e passivi, instaurati [dalle Camere] anche con i terzi”.

Il rischio c’era, perché quel testo avrebbe potuto dare reale copertura costituzionale all’autodichia. Quella frase poteva voler dire tutto e nulla: poteva blindare i rapporti con i fornitori, gli appalti, ma anche gli stessi vitalizi dei parlamentari, che a quel punto nessuno avrebbe più potuto toccare.

Nel suo racconto paradossalmente c’è anche il rovescio della medaglia, tra l’altro su uno dei punti maggiormente in grado di provocare reazioni tra i cittadini: quello delle pensioni/vitalizi agli ex parlamentari. Che non sarebbero affatto diritti quesiti, intoccabili, ma sarebbero nelle mani dei loro successori, magari in vena di tagli. E’ così?

Il fatto è che i vitalizi, o comunque si vogliano chiamare quei trattamenti previdenziali, non sono tecnicamente pensioni, ma sono elargizioni frutto di delibere dell’Ufficio o Consiglio di presidenza: questo ha permesso, tra l’altro, di ridurre o fa cessare gli assegni ai parlamentari condannati, visto che una pensione non è revocabile, ma un’elargizione sì. Il punto però è delicatissimo e ha generato una marea di ricorsi, che sono costati tra l’altro alle Camere molto denaro in consulenze richieste a giuristi, nel tentativo di capire se quelli degli ex parlamentari fossero o meno diritti acquisiti, dunque intoccabili. Pensi però che i vitalizi sono stati istituiti da un “Comitato segreto” del Consiglio di presidenza del Senato – così recita la delibera del 9 aprile 1954 che introdusse quelle provvidenze – di cui non si conoscevano nemmeno i componenti. Al di là di questo, però, ci vorrebbe una regolazione per legge, in modo tale che – ad esempio – in una legislatura successiva non possa esserci una nuova deliberazione del Consiglio di presidenza che restituisce i vitalizi ai condannati, con una procedura che, tra l’altro, ha una visibilità molto minore rispetto al procedimento di discussione e approvazione delle leggi. Di più, consideri che i parlamentari versano contributi alla cassa interna: che succede se l’ex deputato o senatore condannato chiede la restituzione dei contributi? Bisognerebbe fare, sempre per legge, una cassa unica per tutte le istituzioni costituzionali, diversamente prima o poi Camera e Senato andrebbero in default.

L’autore: Gabriele Maestri

Gabriele Maestri (1983), laureato in Giurisprudenza, è giornalista pubblicista e collabora con varie testate occupandosi di cronaca, politica e musica. Dottore di ricerca in Teoria dello Stato e Istituzioni politiche comparate presso l’Università di Roma La Sapienza e di nuovo dottorando in Scienze politiche – Studi di genere all’Università di Roma Tre (dove è stato assegnista di ricerca in Diritto pubblico comparato). E’ inoltre collaboratore della cattedra di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma, dove si occupa di diritto della radiotelevisione, educazione alla cittadinanza, bioetica e diritto dei partiti, con particolare riguardo ai loro emblemi. Ha scritto i libri “I simboli della discordia. Normativa e decisioni sui contrassegni dei partiti” (Giuffrè, 2012), “Per un pugno di simboli. Storie e mattane di una democrazia andata a male” (prefazione di Filippo Ceccarelli, Aracne, 2014) e, con Alberto Bertoli, “Come un uomo” (Infinito edizioni, 2015). Cura il sito www.isimbolidelladiscordia.it; collabora con TP dal 2013.
FONTE: https://www.termometropolitico.it/1239526_autodichia-lincredibile-mondo-parallelo-delle-camere.html

DIVIDI ET IMPERA, come l’antisistema favorisce il sistema

di Ettore Lembo 9 09 2021

Non contenti dell’esperienza grillina, che si professavano antisistema, ma si sono perfettamente adoperati per mantenere il sistema, pur di mantenere le poltrone, cosi l’enormita di numero di liste presentate per le elezioni al Comune di Roma, tanto che ironicamente, ma non tanto, si ipotizza un lenzuolo come scheda elettorale, saranno ben 39 e sortiranno lo stesso effetto.
39 liste, 22 candidati Sindaci, 1.800 i candidati al Consiglio.
Aggiungiamo le liste dei candidati presidenti e consiglieri ad i 15 consigli municipali… Forse possiamo azzardare che quasi in ogni famiglia romana c’è almeno un candidato, quando non sono due o più.
Un sistema democraticamente perfetto affinché il sistema utilizzi l’antisistema per far vincere il sistema.
In pratica si conferma vincente ancora una volta quel “dividi et impera” che I romani sapientemente hanno saputo inventarsi e… Mantenere, “Saecula Seculorum” .
Tra soglie di sbarramento, rivalità oggettive tra le singole liste, numero dei candidati, astensionismi, impossibilità economica di sostenere le liste, ecc… Chi più ne ha più ne metta… Non si fa che disperdere e polverizzare un gran numero di voti, assimilandoli quindi, quasi come non votanti. Così questi faranno proprio il gioco di chi è già nel sistema, e lo rinforza, assicurandosi il mantenimento al governo o all’opposizione, ma avendo virtualmente dato l’apparente stato di democratiche elezioni.
Non è un caso che nessuno parli di programmi, che non verranno attuati, se non all’approssimarsi della conclusione del mandato, ma di proclami. Proclami per appropiziarsi la benevolenza di qualche allocco, che vedrà attuata qualcosa che dovrebbe essere normale manutenzione, ma spacciata per innovazione e miglioramento.
Dopo anni di buche stradali che hanno fatto la felicità di gommisti e meccanici, l’asfaltatura delle strade promossa ed evidenziata negli ultimi mesi, è un concreto esempio.
Ma ritornando ad i 22 sindaci in corsa a Roma, a parte i “soliti noti” dei partiti strutturati di cui solo due andranno al ballottaggio, troppi contribuiranno a disperdere voti in un perverso gioco di antisistema, perfettamente studiato dal sistema, per mantenere lo “status quo”.
Non era forse più efficace e produttivo unire le forze, rinunciando ad inutili personalismi ed esibizionismi?
Così la corsa alla “poltrona” vanifica il pensiero dell’anti sistema, integrandosi perfettamente al sistema…
Contenti e gabbati.

FONTE: https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/3532-dividi-et-impera-come-l-antisistema-favorisce-il-sistema.html

 

 

 

SCIENZE TECNOLOGIE

FDA – Dimissioni ad alto livello dopo le decisioni della Casa Bianca

La Dottoressa Marion Gruber, direttrice dell’ufficio vaccini della U.S. Food and Drug Administration, e il suo vice, il Dottor Philip Krause, hanno dichiarato di non credere che ci siano dati a sostegno della spinta dell’amministrazione Biden ad imporre una terza dose del vaccino COVID.

Megan Redshaw
childrenshealthdefense.org

Due alti funzionari incaricati dell’approvazione dei vaccini da parte della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti lasceranno l’agenzia questo autunno, per aver sollevato domande sulle politiche e sulle modalità con cui l’amministrazione Biden ha messo in disparte l’agenzia.

Secondo un’e-mail inviata martedì dal Dr. Peter Marks, Direttore del Center for Biologics Evaluation and Research (CBER) della FDA, ai membri dello staff, la Dr.ssa Marion Gruber, Direttrice dell’ufficio vaccini della FDA, lascerà alla fine di ottobre, e il suo vice, il Dr. Philip Krause, a novembre.

La Gruber e Krause erano rimasti contrariati dal recente annuncio dell’amministrazione Biden che gli adulti dovrebbero ricevere un richiamo del vaccino COVID otto mesi dopo la somministrazione della seconda dose, secondo quanto riferito al New York Times da persone a conoscenza della decisione.

Nessuno dei due funzionari era del parere che fossero disponibili dati sufficienti per giustificare l’offerta di iniezioni di richiamo, hanno detto le fonti, ed entrambi avrebbero considerato l’annuncio, amplificato dal Presidente Biden, come una pressione sulla FDA per una sua rapida autorizzazione.

I funzionari della FDA sono rimasti sbalorditi dalla notizia, ha riferito la CNN. Una fonte l’ha descritta come una “grande sconfitta” per la FDA e ha fatto notare che [l’annuncio] ha colto la leadership di sorpresa.

Marks ha detto che avrebbe assunto la carica di Direttore ad interim dell’ufficio vaccini, mentre l’agenzia cercava il suo prossimo leader.

La portavoce della FDA, Stephanie Caccomo, ha detto che l’agenzia è “fiduciosa delle competenze e delle capacità del nostro staff di continuare il suo lavoro, essenziale per la salute pubblica.”

Tuttavia, un ex leader senior della FDA ha riferito ad Endpoints News, che la Gruber e Krause se andranno perché sono frustrati dal fatto che i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e il suo panel consultivo – l’ Advisory Committee on Immunizations and Practices  (ACIP) – sono coinvolti in decisioni che ritengono di esclusiva competenza della FDA.

La fonte ha detto di aver sentito che la Gruber e Krause erano arrabbiati con Marks per non aver insistito che queste decisioni fossero mantenute all’interno della FDA e con la Casa Bianca per aver prevaricato la FDA sulla necessità dei richiami.

“Queste due persone sono le massime autorità nel campo della revisione dei prodotti biologici [vaccini] negli Stati Uniti,” ha scritto Rick Bright, ex Direttore della Biomedical Advanced Research and Development Authority, commentando la notizia. “Hanno una grande squadra, ma questi due sono i veri leader del CBER. Un’enorme perdita per tutti se entrambi se ne andranno,” ha detto Bright.

“La Dott.ssa Gruber è molto più che una direttrice,” ha aggiunto Bright. “È una leader globale. Una mente lungimirante dietro la scienza normativa clinica globale per influenza, Ebola, Mers, Zika, Sars-CoV-2, molti altri.”

Intervistato in merito alle defezioni durante la conferenza stampa di martedì , il coordinatore del COVID Response Team della Casa Bianca, Jeff Zients, non ha voluto rispondere alla domanda se fosse preoccupato che le defezioni potessero influenzare il livello di fiducia nelle decisioni della FDA, ha riferito la CNN.

Zients ha detto che la Casa Bianca era “grata per l’instancabile lavoro della squadra senior e di tutto il personale della FDA.”

Come riportato da The Defender all’inizio di questo mese, l’amministrazione Biden ha annunciato un piano per iniziare ad offrire, a partire dalla settimana del 20 settembre, una terza dose di richiamo a tutti coloro che avevano già ricevuto due somministrazioni di un vaccino mRNA.

La Casa Bianca ha citato dati israeliani, secondo cui la protezione dei vaccini diminuisce nel tempo, mentre la dottoressa Rochelle Walensky, Direttrice del CDC, ha detto in una recente conferenza stampa che “la protezione contro le malattie gravi e l’ospedalizzazione è attualmente abbastanza buona” per le persone che hanno ricevuto due dosi.

I regolatori sanitari statunitensi hanno detto che non ci sono abbastanza dati per raccomandare ulteriori dosi di richiamo per la popolazione generale.

Eppure, la Casa Bianca ha proseguito con il suo piano per rendere gli Americani elegibili per una terza dose del vaccino Pfizer o Moderna otto mesi dopo la data della loro seconda iniezione, anche se questo piano, come prima cosa, richiede l’autorizzazione della FDA e del CDC.

“Con il 50% del suo budget complessivo e il 75% del suo budget per i test sui farmaci proveniente dal comparto industriale, la FDA ha, da tempo, guadagnato la fama di essere la più corrotta e flessibile di tutte le agenzie federali,” ha detto il Presidente di Children’s Health Defense, Robert F. Kennedy Jr.

“Ora, la Casa Bianca ha strappato il suo ultimo brandello di integrità ordinando ai suoi funzionari di anteporre la politica alla scienza.”

Kennedy ha affermato che “è paradossale” che la squadra di Biden stia ora “abusando” della FDA, visto che [in precedenza] aveva condannato a gran voce Trump per aver costretto il CDC a bypassare il normale iter amministrativo e le evidenze scientifiche al fine di affrettare una campagna di vaccinazione di massa, “con un prodotto parzialmente testato e di dubbia efficacia unicamente a scopo politico.”

FDA e CDC frustrati sui vaccini

Una fonte a conoscenza della situazione alla FDA ha riferito alla CNN che esistono frustrazioni all’interno dell’agenzia nei riguardi della politica vaccinatoria.

Secondo la fonte, un problema riguarda la preoccupazione che il CDC e il suo comitato consultivo siano in rotta di collisione con la FDA sulla politica vaccinatoria.

Tuttavia, il problema più grande sembra essere che, con il suo  obiettivo dei richiami vaccinali, la “Casa Bianca sta anticipando la scienza e pregiudicando ciò che direbbe la FDA.”

I membri dell’ACIP del CDC, durante la riunione di lunedì, hanno anche espresso frustrazione per il piano dell’amministrazione Biden di iniziare a distribuire i richiami COVID il mese prossimo, sostenendo che l’annuncio ha anticipato i regolatori federali e potrebbe esacerbare l’esitazione vaccinale.

I membri del comitato del CDC hanno chiarito di essere irritati dal fatto che l’annuncio dell’amministrazione Biden fosse arrivato prima che i regolatori federali e gli scienziati avessero formalmente approvato le dosi di richiamo, ha riferito Politico.

L’ACIP ha discusso la necessità di richiami durante la riunione, sostenendo che i dati a sostegno di un’ampia distribuzione [di una dose supplementare] sono limitati. Una presentazione della Dottoressa Sara Oliver ha suggerito che il panel potrebbe limitare la sua approvazione iniziale alle vaccinazioni extra per i gruppi vulnerabili e gli operatori sanitari.

“Questo ha dato luogo a molta confusione,” ha detto la Dottoressa Sandra Adamson Fryhofer dell’American Medical Association durante la discussione del panel sulle dosi di richiamo.

“Molti, molti, molti” ospedali in tutto il sud hanno già iniziato a somministrare terze dosi ai loro operatori sanitari a causa di un’esplosione di casi di COVID legati alla variante Delta, ha detto Helen Keipp Talbot, membro del comitato ACIP e professoressa associata di Medicina alla Vanderbilt University.

“Penso che, dal momento che è stata data una decorrenza, molti abbiano dato per scontato che c’era l’assenso della Casa Bianca e che questo era il passo successivo,” ha detto la Talbot, aggiungendo che quei fornitori si sono “ora si sono assunti un rischio” immunizzando gli individui al di fuori delle raccomandazioni di FDA e CDC.

Demetre Daskalakis, che fa parte del gruppo di risposta COVID del CDC, ha avvertito i membri del comitato che i fornitori di assistenza sanitaria che non seguono le linee guida federali sulla corretta somministrazione dei vaccini potrebbero essere denunciati all’autorità giudiziaria se cercassero di essere rimborsati dal governo federale.

Secondo i dati del CDC, 955.000 Americani hanno ricevuto ulteriori dosi di vaccino, anche se non è chiaro quanti di loro fossero, in teoria, autorizzati.

“Normalmente, quello che si fa è esporre prima i dati e poi dire come i dati supportano la decisione,” ha detto il Dottor Jesse Goodman, che aveva lavorato come Direttore scientifico della FDA per quattro anni durante l’amministrazione Obama.

“Quando la Casa Bianca ha fatto il suo annuncio sui richiami, ha fatto essenzialmente il contrario,” ha detto Goodman a STAT. “Questo è stato un grave errore di gestione.”

Megan Redshaw

Fonte: https://childrenshealthdefense.org

Link: https://childrenshealthdefense.org/defender/2-top-fda-regulators-resign-white-house-approve-boosters/

01.09.2021

FONTE: https://comedonchisciotte.org/fda-dimissioni-ad-alto-livello-dopo-le-decisioni-della-casa-bianca/

 

 

 

STORIA

 

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