NOTIZIARIO STAMPA DETTI E SCRITTI 20 DICEMBRE 2019

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NOTIZIARIO STAMPA DETTI E SCRITTI 20 DICEMBRE 2019

A cura di Manlio Lo Presti

Esergo

Dio ama i poveri e dà ai ricchi

(Proverbio ebreo)

ROLAND JACCARD, Dizionario del perfetto cinico, Excelsior 1881, 2007, pag. 51

 

 

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SOMMARIO

 

2017-2019. Trovate le differenze

Dal Canada alla Francia nuovi, raccapriccianti attacchi

Greta Thunberg, ecco tutti i finanziatori dell’attivista svedese: allarmismo calcolato?. 1

Greta Thunberg, la clamorosa inchiesta del geopolitico americano: “Investimenti milionari, chi la sfrutta”. 1

La teologia “meticcia” di papa Francesco

Spinelli: le Sardine contro la libertà, un incubo orwelliano. 1

Commissione UE: “L’Orchesta Soros” condanna l’Ungheria. 1

TUTTI I POLITICI UE DEL PLUTARCA SOROS. 1

Lincoln ha incarcerato oltre 13.000 giornalisti. Solo Roosevelt gli è andato vicino. 1

Riconoscimento facciale, per aggirarlo basta una foto o una maschera. 1

Magaldi: Draghi vuol fare una rivoluzione. Guai, se mente. 1

Nave Gregoretti, Il caso in Giunta al senato. E Sea Watch3 torna in mare  1

Brexit, Sapelli: asse coi tedeschi, o la Francia ci stritolerà. 1

L’impeachment visto in controluce negli Usa la retorica è mimetizzata nei sacri principi

COME SI FA IL POPULISTA.. 1

SE ERDOGAN INTERVIENE IN LIBIA – NOI CHE SI FA?

Oggi strilla chi voleva sostituire il fascismo con lo stalinismo

Se i poliziotti vendono nel dark web l’accesso alle telecamere di sicurezza

Joseph Paul Goebbels, Discorso della guerra totale

 

 

 

 

EDITORIALE

2017-2019: trovate le differenze

Nel 2017 ho scritto riflessioni che riporto in copia qui sotto.

Rispetto al 2017, la situazione si è aggravata per i seguenti motivi:

  • È aumentata vistosamente la deindustrializzazione italiana, con oltre 400 contratti nazionali non rinnovati, aziende che chiudono con aumento vertiginoso delle espulsioni dal lavoro: Alitalia, Ilva, fuga definitiva dall’Italia della FCA mediante fusione “alla pari” con aziende francesi che hanno dimensioni inferiori del 50percento, centinaia di imprese che chiudono, Tav mai finita e di cui non si parla più e contro la quale non registriamo rivolte un tempo quasi quotidiane (ma forse erano pilotate? Chissà), disoccupazione alle stelle,
  • Continue crisi bancarie che in pochi anni, sospettosamente, registrano impennate di crediti inesigibili, ora chiamati NPL per creare scientificamente confusione. Possibile che i dirigenti delle banche siano diventati imbecilli di colpo e tutti insieme?

Il motivo? Nessuno dice apertamente che a sostegno degli NPL ci sono le garanzie ipotecarie e di firma che consentono ai rastrellatori di crediti, in gran parte diventati deteriorati con la creazione ad hoc di nuove regole bancarie e finanziarie europee in corsa (1), di espropriare beni immobili e valori a prezzi di realizzo pilotati abilmente da aste giudiziarie controllate dai soliti noti, con la corruzione di strutture giudiziarie preposte alla prevenzione degli abusi e alle turbative d’asta!

Adesso forse è più comprensibile perché periodicamente avvengono i fallimenti bancari: sono le garanzie sottostanti e acquistabili a pochi soldi il motivo reale! Attraverso l’escussione rapida da croupiers delle garanzie è possibile rastrellare (più propriamente: requisire) a prezzi modici tutto ciò che il popolo bue paga profumatamente con sacrifici per decenni e che poi non paga per mancanza di lavoro per i redditi dimezzati da crisi pilotate!

  • Precarizzazione del lavoro italiano a tutti i livelli (per i motivi riportati al punto precedente);
  • Svendita di centinaia di marchi industriali ad acquirenti internazionali che delocalizzano presso di loro e provocano ulteriore disoccupazione;
  • Emigrazione aumentata di laureati e di personale qualificato italiano contro importazione di migranti-paganti dequalificati e non ricollocati da un piano nazionale di impiego e quindi manovalanza criminale e terroristica (le relazioni giornaliere dei Servizi e del COPASIR lo riportano quotidianamente al presidente del consiglio che le ignora beatamente, cinicamente e sistematicamente);
  • Aumento del numero di famiglie mafiose criminali che devastano il nostro territorio. Sono in piena operatività ben 8 (otto) mafie teleguidate dai poteri atlantici e da apparati dello Stato (2);

Apparentemente dedite al traffico di droga, in realtà tali strutture criminali sono principalmente usate

  1. a) per riciclare immense somme di danaro utilizzato per finanziare legioni di mercenari (ma la copertura è costituita dal meno lucroso ma più “umanitario” traffico di migranti-paganti);
  2. b) per gestire e controllare con omicidi ad hoc il movimento dei flussi di forze speciali straniere operanti in Italia,
  3. c) per il controllo dei flussi migratori dietro lauto incasso,
  4. d) per la regolazione del lucrosissimo traffico di organi umani. (3);
  5. e) per il remunerativo traffico di bambini violentati ripetutamente durante i viaggi delle ONG e venduti a famiglie e/o pedofili per i loro rituali di morte registrati su Dvd venduti 30.000 ciascuno ad acquirenti facoltosi e con incarichi importanti che cadono così nella tagliola del ricatto diretto, individuale e frontale;
  • Progressivo spostamento di risparmio italiano (attualmente di circa 4.200 miliardi id euro – da solo quasi il doppio del totale esistente in Europa) verso banche tedesche e francesi mediante fusioni, con il silenzio complice dei politici nazionali foraggiati e ricattati e delle numerose autorità di vigilanza bancaria, di borsa, ecc. ecc. ecc.;
  • Progressivo spostamento delle risorse destinate alla sanità pubblica al settore privato (4);
  • Via libera alla eutanasia di massa non solo terapeutica per consentire il suicidio assistito a chi ne faccia richiesta. Una normativa già esistente in vari paesi europei e spacciata in Italia come ulteriore atto di libertà individuale. La sincronicità di tale normativa di morte con lo spostamento dei 40 miliardi al settore banche-assicurazioni-farmaceutiche desta molti sospetti (5);
  • Classe politica italiana, interamente ricattata e per questo totalmente teleguidata, che non rispecchia in parlamento la attuale morfologia della volontà popolare e che trova la sua legittimazione sul sostegno sfacciato dei vertici euroatlantici che non hanno certamente intenzioni amichevoli per l’Italia se non quelli di sterminarla e farla diventare la sacca razziale dell’europa.

TUTTO CIO PREMESSO

Quanto appena riportato rende le mie riflessioni del 2017 quasi un giornalino da cartoni animati:

Sta cominciando la svendita a pezzi del nostro Paese

Manlio Lo Presti 17 12 2017 Facebook 

I periti fallimentari saranno i “TECNICI” nominati dal duopolio, con la proroga di Gentiloni.

Seguirà la seconda, ma anche concomitante, fase di cessione di quote di territorio nazionale:

1) accoglimento delle richieste del Sud Tirolo di passare all’Austria (contropartita un numero controllato di c.d. immigrati in Austria???) 

2) avvenuta cessione alla Francia della zona marittima ricca e pescosa al nord della Sardegna (ancora un mistero di cui non si è fatto cenno dal governo)

3) prossima sollevazione siciliana a regia angloamericana, forse con il beneplacito di Israele a condizione che l’isola si trasformi in un immenso campo di raccolta razziale di c.d. immigrati di religione islamica, tutela delle minoranze ebraiche in Italia.

Le elezioni non daranno stabilità all’Italia che:

  • deve agonizzare nel caos permanente
  • deve essere balcanizzata
  • deve essere dissanguata con vendite in massa all’estero di opere d’arte
  • deve iniziare la vendita a due soldi delle prime case di proprietà quando la popolazione sarà costretta dalla crisi economica violentissima che arriverà con il METODO GRECIA
  • eliminazione crescente della sanità pubblica che incrementerà una mortalità che ha superato i morti da bombardamenti della II G.M 
  • demolizione della lingua nazionale con ulteriori e massicci innesti di locuzioni inglesi
  • denatalità provocata da incertezza da crisi economica pilotata che viene usata per il PIANO GOLDMAN di sostituzione etnica che ha generato profitti a:

ONG

Coop

Vaticano

……..ORMAI SOLO UN DIO CI PUÒ SALVARE!

Meditiamo, in attesa di essere bersagliati dalla prossima tempesta teleguidata per impoverirci ed eliminarci in massa …

 

Note

  • mi riferisco alle infinite versioni delle regole dette di Basilea I, II, II ecc.

Mi riferisco alle numerose versioni delle procedure contabili europee aventi definizioni inglesi, nascoste volutamente dietro acronimi impronunciabili (scene già viste: le neolingue devono circolare fra iniziati, il volgo deve essere tenuto a bada, fuori dai recinti).

  • Mi riferisco al pluri-citato “PATTO STATO-MAFIA sottoscritto per tenere l’Italia in uno stato di guerra civile permanente a bassa intensità tramite violenza esogena controllata e iniettata periodicamente.
  • Pare che sia di € 100.000 il ricavo medio per ogni organo espiantato in vita dalle vittime, con il forte sospetto che i ridetti organi siano nascosti nelle stive delle navi ONG. Questo lurido motivo potrebbe spiegare la loro ossessiva insistenza a sbarcare nelle nostre coste (ufficialmente: porti sicuri) e spiegherebbe perché ci sono sovente sbarchi di migranti di notte (motivo ufficiale: per non scatenare odio).
  • Si tratta della gigantesca e attraente somma di 40.000.000.000 (quarantamiliardi) di euro che le banche, le assicurazioni e i colossi farmaceutici potranno spartirsi senza problemi, come hanno già iniziato a fare seguendo la diffusione di messaggi pubblicitari al riguardo.
  • Il sospetto è quello di incoraggiare l’eutanasia di massa, specialmente fra gli anziani.

Come già accade in alcune nazioni, le spese per l’eutanasia sarebbero sostenute direttamente dalle banche e dalle assicurazioni che hanno in pancia assicurazioni sanitarie e Fondi pensione. Sarebbe così possibile eliminare intere fasce di popolazione che è vista solamente come un costo da eliminare rapidamente!

Mi riferisco a pensionati che sfacciatamente non muoiono presto, agli affetti da malattie rare, ai malati terminali (un insieme sociale che i nazisti chiamavano brutalmente nutzlose Münder)

 

 

 

 

IN EVIDENZA

Dal Canada alla Francia nuovi, raccapriccianti attacchi

18 dicembre 2019 – Mauro Faverzani

Proseguono, gravi e violenti, in ogni angolo del mondo gli attacchi alla vita, a qualsiasi età.

Una ferocia demoniaca falcia bimbi ancora nel grembo delle loro madri, priva i malati persino dell’alimentazione e considera gli anziani soltanto un peso ed un costo sociale.

In Canada, ad esempio, intimidazioni sono giunte dal governo della Columbia Britannica alla Delta Hospice Society, che gestisce dieci posti letto presso l’Irene Thomas Hospice a Ladner: la struttura potrebbe esser costretta a chiudere, nel caso continuasse a rifiutarsi di seguire i protocolli di morte “assistita” nei confronti dei propri pazienti, infischiandosene del decreto emesso nel febbraio dell’anno scorso, di segno esattamente opposto.

Addirittura il ministro della Salute, Adrian Dix, dell’Ndp-Nuovo Partito Democratico, ha dato tempo fino a questo giovedì alla clinica per allinearsi e conformarsi alle linee-guida emanate dall’autorità sanitaria già nel 2016 col MAiD-Medical Care on Death, messo a punto dalla Fraser Health Authority e legalizzato dal governo liberista e radicale di Justin Trudeau: tali linee-guida prevedono il ricorso all’eutanasia in tutti i centri ospedalieri, fatta eccezione per quelli gestiti da religiosi, cui è stata lasciata la possibilità di fare obiezione di coscienza. Dal canto suo, la fondatrice e direttrice esecutiva dell’Irene Thomas Hospice, Nancy Macey, ha spiegato come la pratica dell’iniezione letale sia incompatibile con le cure palliative e violi la mission della struttura, che esclude rigorosamente di accelerare il decesso di qualsiasi paziente. Chiunque sia tentato da pratiche eutanasiche, quindi, bussi ad altre porte.

C’è un però: l’Irene Thomas Hospice ha un contratto in essere con la Fraser Health Authority, che gli eroga ogni anno 1,3 milioni di dollari, corrispondenti a poco meno della metà del suo budget operativo, e che è proprietaria del terreno, su cui sorge la clinica. Ora il ministro della Salute, Adrian Dix, ha suggerito di tagliare tutti i contributi pubblici nel caso questo centro si ostinasse nel suo rifiuto all’eutanasia.

Secondo Alex Schadenberg dell’Euthanasia Prevention Coalition, tanto il ministro

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Greta Thunberg, ecco tutti i finanziatori dell’attivista svedese: allarmismo calcolato?

18 Dicembre 2019 di Renato Farina

 

Greta e il clima. Chi ha messo insieme questa coppia? È stato il vento della storia a trasformare questo duo nel padrone della nostra vita? Bisogna leggere un’inchiesta pubblicata https://www.globalresearch.ca firmata da William F. Engdahl per andare alle sorgenti del Nilo che ci ha allagato la vita. Il titolo è “Il capitale finanziario si maschera di verde”. Non è robetta. Non è questione di genitori furbi che trasformano una bambina in una star e la usano come una miniera d’ oro. Qui c’ è di mezzo un gioco immensamente più grande. Engdahl ha analizzato le decisioni dei più importanti cda di multinazionali per cui i trilioni (=migliaia di miliardi) sono noccioline.

Leggi anche: “Chi sfrutta Greta Thunberg”: l’inchiesta del geopolitico

Ed ecco in sintesi la documentata tesi: la partita climatica è il settore individuato dalle super-potenze finanziarie per consolidare la loro presa sul mondo. Per far questo occorreva un’icona capace di innescare una propaganda in fondo disonesta: quando mandi avanti una ragazzina affetta da una sindrome particolare, chi eccepisce schiaffeggia un’ innocente. Calcolo riuscito? A quanto pare sì. Qualcuno però se ne sta accorgendo. Il saggio era uscito lo scorso settembre, ed era stato soffocato dal rimbombo universale della claque che ha circondato Greta Thunberg. Ora è stato riproposto il 4 dicembre, prima del forum dei 35 a Madrid, dove qualcosa del meccanismo oliatissimo si è inceppato.

 

MAGHI E STREGONI

Ma sì che eravamo tutti rimasti senza parole davanti al mistero di una ragazza di sedici anni accolta come una madre Teresa all’ Onu e in Vaticano per aver parlato tutti i venerdì davanti alla sua scuola sui rischi climatici globali causati dagli esseri umani nati prima di lei. Spirava lo Spirito Santo in lei? L’ immacolato sapere della scienza? Macché. A fornirle il piedistallo non sono stati geni dell’astrofisica (che litigano su tutto), bensì i maghi degli algoritmi finanziari e gli stregoni delle centrali che tengono in pugno i mercati.

Costoro, dopo aver inventato e imposto i derivati della nostra sventura, sono saltati oltre la linea dell’orizzonte geografico visibile. La globalizzazione sta andando a ramengo, l’accumulo di titoli e bond non trova più sfoghi nel vecchio mondo, la liquidità gira come un turbine intorno alla Terra e rischia di sfracellarsi. Ecco allora di fare atterrare questi flussi per spazzare via il globo come l’abbiamo conosciuto, una specie di distruzione creativa. Il famoso piano quinquennale dell’Urss ha trovato nuovi adepti nella finanza capitalistica. Il programma è di rivoltare il nostro pianeta come un calzino e rifarlo verde: Green! Ecco l’idea: Il clima ci ucciderà in pochi anni! Come Lenin proclamò il terrore rosso, questi ci hanno imposto il terrore verde

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Greta Thunberg, la clamorosa inchiesta del geopolitico americano: “Investimenti milionari, chi la sfrutta”

17 Dicembre 2019

 

Proprio alla vigilia del vertice di Madrid – quello che ha portato al fallimento degli ecologisti – sul sito canadese Global Research è stata postata un’inchiesta di William Engdhal, 75 anni, analista geopolitico americano e autore di best seller sulle guerre del petrolio, il quale, citando nomi e fatti precisi, sostiene una tesi clamorosa.

 

A riportare la lunga analisi è Italiaoggi che parla della grande finanza mondiale. Quest’ultima, alleata per l’occasione con l’Onu e l’Unione europea, si starebbe servendo di Greta Thunberg come icona mediatica per creare allarmismo sul riscaldamento climatico provocato dall’uomo (una fake news, sostiene Engdhal), e innescare di conseguenza il business più redditizio dei prossimi decenni, il cosiddetto Green new deal, la rivoluzione dell’economia verde.

 

Non si parla di pochi quattrini, bensì di investimenti di oltre 100 trilioni

 

Continua qui:

https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/13545143/greta-thunberg-geopolitico-inchiesta-sfruttata-finanza-trilioni-investimenti.html

 

 

 

 

 

 

 

ATTUALITÀ SOCIETÀ COSTUME

La teologia “meticcia” di papa Francesco

18 dicembre 2019 – Roberto de Mattei

Tra le parole più ricorrenti nel linguaggio di papa Francesco c’è quella di “meticciato”. Francesco attribuisce a questo termine un significato son solo etnico, ma politico, culturale e persino teologico. Lo ha fatto il 12 dicembre, affermando che la Madonna «si è voluta meticcia per noi, si è meticciata. E non solo con Juan Dieguito, ma con il popolo. Si è meticciata per essere Madre di tutti, si è meticciata con l’umanità. Perché? Perché ha “meticciato” Dio. Ed è questo è il grande mistero: Maria Madre “meticcia” Dio, vero Dio e vero uomo, nel suo Figlio» (L’Osservatore Romano, 13 dicembre 2019).

Che papa Francesco ne sia consapevole o no, l’origine di questa visione “meticcia” del Mistero dell’Incarnazione sta nell’eresia di Eutiche (378-454), archimandrita di un convento di Costantinopoli, secondo cui, dopo l’unione ipostatica, l’umanità e la divinità di Cristo si sarebbero fuse per formare un tertium quid, un’ibrida mescolanza che non sarebbe propriamente né Dio né uomo. L’eutichianesimo è una forma grossolana di monofisismo perché ammette nel Figlio di Dio incarnato una sola natura risultante da questa confusa unione della divinità con l’umanità. In seguito alla denuncia di Eusebio di Dorilea (lo stesso che vent’anni prima aveva accusato Nestorio), Flaviano, vescovo di Costantinopoli, nel 448 riunì un Sinodo in cui Eutiche fu giudicato eretico e scomunicato. Eutiche però, con l’appoggio del patriarca di Alessandria Dioscoro, riuscì a fare convocare un altro sinodo ad Efeso, in cui fu riabilitato, mentre vennero aggrediti e poi deposti Flaviano, Eusebio ed altri vescovi. Era Papa in quel momento san Leone Magno che sconfessò il sinodo di Efeso, chiamandolo Latrocinium Ephesinum, il brigantaggio di Efeso, nome con cui quel conciliabolo è passato alla storia. Dopo aver mandato a Flaviano una lettera in cui esponeva la dottrina cristologica tradizionale (Denz-H, 290-295), il Papa spinse la nuova imperatrice Pulcheria (399-453) ad organizzare un nuovo concilio nella città di Calcedonia, in Bitinia. Nella terza sessione del concilio fu letta la lettera di papa Leone a Flaviano intorno all’Incarnazione del Verbo; e appena tacque la voce del lettore, tutti i presenti gridarono insieme unanimi: «Questa è la fede dei padri, questa è la fede degli apostoli. Tutti crediamo così, gli ortodossi credono così. Sia scomunicato chi non crede così. Pietro così ha parlato per bocca di Leone» (Mansi, Sacrorum conciliorum nova et amplissima Collectio, VI, 971, Act. II).

Il Concilio di Calcedonia definì quindi la formula di fede che stabiliva l’unità di Cristo come persona e la dualità delle nature dell’unica Persona di Cristo, perfetto e vero Dio, perfetto e vero uomo, unico soggetto in due nature distinte. La definizione dogmatica di Calcedonia confessa «un solo e medesimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo; perfetto

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BELPAESE DA SALVARE

Spinelli: le Sardine contro la libertà, un incubo orwelliano

Scritto il 20/12/19

 

Attenti: dietro agli slogan superficiali delle Sardine c’è l’incubo di un regime orwelliano. Se la sinistra e i media coccolano Mattia Santori e soci, a lanciare l’allarme è Barbara Spinelli, già europarlamentare della Sinistra Europea e figlia di Altiero Spinelli, storico militante del Pci e pioniere antifascista del federalismo europeo col suo “Manifesto di Ventotene”. «Le Sardine hanno annunciato il loro programma, non economico né sociale, ma incentrato quasi interamente sulla comunicazione e sull’uso nonché controllo dei social network», attacca la Spinelli sul “Fatto Quotidiano”. Vaghi e generici, i propositi delle Sardine – secondo la Spinelli – esprimono un pensiero autoritario: se tradotto in leggi, sarebbe inaccettabile per qualsiasi legislazione democratica europea. «Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica invece che fare campagna elettorale permanente», scrivono le Sardine, “intimando” ai politici di scegliere solo alcuni modi per comunicare. «Pretendiamo che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente su canali istituzionali», aggiungono, per colpire la verve mediatica di Matteo Salvini. «Pretendiamo trasparenza nell’uso che la politica fa dei social network». Aggiungono: «Pretendiamo che il mondo dell’informazione protegga, difenda e si avvicini il più possibile alla verità». Ancora: «Pretendiamo che la violenza, in ogni sua forma, venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica».

Esplicito l’impegno delle Sardine contro la politica securitaria di Salvini: «Chiediamo alla politica di rivedere il concetto di sicurezza, e per questo di abrogare i decreti sicurezza attualmente vigenti», scrivono. «C’è bisogno di leggi che non mettano al centro la paura, ma il desiderio di costruire una società inclusiva, che vedano la diversità come ricchezza e non come minaccia». Di fronte a queste pretese «non posso fare a meno di esprimere disagio», scrive Barbara Spinelli, dopo la manifestazione di Roma in cui il movimento ha stilato i suoi 6 punti programmatici. «Meglio dunque i silenzi e il vuoto di messaggio delle prime manifestazioni di piazza che la nuova Costituzione distopica “pretesa” dalle Sardine (ma da chi, fra le Sardine?) nei 6 punti indicati a San Giovanni», scrive Spinelli, che li richiama «in ordine di gravità». Il più pericoloso? Il numero 5: l’espressione “la violenza verbale venga equiparata a quella fisica”, secondo l’editorialista, «non resisterebbe al giudizio di nessuna Corte: internazionale (Onu), europea o nazionale». Da anni, le corti discutono e sentenziano su quale violenza sia condannabile, nei media: e i verdetti «separano la violenza verbale da quella fisica, pur fissando alcuni paletti molto ben definiti alla violenza verbale», cioè quella che «prelude

 

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CONFLITTI GEOPOLITICI

Commissione UE: “L’Orchesta Soros” condanna l’Ungheria

Maurizio Blondet 12 Dicembre 2019

11.12.2019

Un’audizione sulle accuse della Commissione europea contro il governo ungherese è sfuggita di mano. Le due parti sembrano alienarsi politicamente.

Un’udienza dell’UE contro le limitazioni allo stato di diritto in Ungheria si è conclusa con uno scandalo. I fronti sono rimasti duri alla riunione dei ministri dell’UE per l’Europa a Bruxelles martedì: il ministro della giustizia ungherese Judit Varga ha parlato di una “caccia alle streghe” a causa di un procedimento penale dell’UE in corso contro Budapest. La presidenza finlandese del Consiglio dell’UE ha accusato un portavoce del primo ministro ungherese Viktor Orban di aver espresso antisemitismo su Twitter.

Il governo ungherese è stato accusato da Bruxelles di aver minato i valori fondamentali dell’UE per anni. Oltre a una serie di procedimenti di infrazione, Budapest sta anche svolgendo procedimenti penali che possono portare al ritiro del diritto di voto del paese  a livello dell’UE. Alla riunione dei ministri europei, il paese è stato tenuto per la seconda volta, rappresentato dal ministro della giustizia Varga. Ha insistito sul fatto che i procedimenti penali avviati dal Parlamento europeo si basano su “false accuse” e devono essere chiusi.

La vicepresidente responsabile Vera Jourova ha dichiarato dopo l’incontro che le discussioni nell’ambito della procedura penale ai sensi dell’articolo 7 del trattato UE dovrebbero continuare. “La parte ungherese ha cercato di convincerci che va tutto bene, ho l’impressione che ci siano ancora preoccupazioni”.

Didier Reynders, commissario europeo per la giustizia, ha persino parlato di un “peggioramento” della situazione. Il ministro degli Esteri tedesco Michael Roth (SPD) ha anche affermato prima dell’inizio che le attuali

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TUTTI I POLITICI UE DEL PLUTARCA SOROS

Fabio Giuseppe Carlo Carisio30 Ottobre 2018

TRA GLI EURODEPUTATI DI SINISTRA APPOGGIATI DALLA “OPEN SOCIETY” L’EX SEGRETARIO CGIL COFFERATI, KYENGE E IL DEM PRESIDENTE LGBT. MA ANCHE L’EX TERRORISTA IRA, IL PASTORE LUTERANO PRO GAY E L’AVVOCATO MUSULMANO INGLESE

____di Fabio Giuseppe Carlo Carisio___

PREMESSA. Il reportage si riferisce alla legislatura precedente alle elezioni europee del 26 maggio 2019. E’ in corso di elaborazione il reportage aggiornato.

Ci sono nomi e cognomi di 226 eurodeputati schedati per anzianità parlamentare, curriculum politico essenziale, settori di competenza in ambito UE, aree geopolitiche di operatività, interessi di attivismo sociale, numeri di telefono, e-mail e account Twitter. Un lavoro di schedatura degno di un’intelligence internazionale quello svolto dall’agenzia Kumquat Consult di Bruxelles per conto della Open Society European Policy Institute del magnate ungherese George Soros, plutocrate e sempre più oscuro plutarca (neologismo: chi comanda col denaro), sostenitore di quel Nuovo Ordine Mondiale ideato dagli Illuminati di Baviera su ispirazione di Mayer Amschel Rothschild. Un lavoro che deve essere stato abbastanza semplice da svolgere per questa società belga di strategia e comunicazione “progressista” visto che ha tra i clienti lo stesso Parlamento Europeo… «226 eurodeputati sono provati o probabili alleati dell’Open Society» scrivono gli analisti identificando in un dossier di ben 177 pagine i soggetti ritenuti affidabili: tra loro 14 parlamentari UE italiani, 13 del PD (nel gruppo politico europeo S&D, Socialisti e Democratici), in cui spiccano i nomi dell’ex segretario Cgil Sergio Cofferati, dell’ex ministro Italo-congolese Cécile Kyenge ed a cui si aggiunge quello della giornalista Barbara Spinelli (indipendente della lista Tsipras), pugnace antiberlusconiana dalle colonne de La Repubblica e già presente alle riunioni del Bilderberg.

Infatti, la maggior parte degli oltre duecento componenti dell’emiciclo di Bruxelles considerati vicini a Soros – quasi un terzo dei 751 eletti – è espressione di schieramenti di centrosinistra. Nessuno di destra o del movimento populista. Molti di loro sono ex ministri, docenti, giornalisti, avvocati, attivisti di varie associazioni: ma c’è anche un’ex direttore di Polizia premiato dall’Interpol così come un’ex terrorista britannica dell’Ira. Ognuno di essi è impegnato in battaglie politiche, mediatiche e sociali che spaziano dal mondialismo al no-global, dall’antinucleare alla sicurezza internazionale fino ad arrivare ai temi più cari all’Open Society: migrazioni, integrazione multietnica, difesa dei diritti Lgbt ed apologia della teoria No-Gender. Ecco una sintesi del fascicolo con i personaggi più significativi.

LA SINISTRA EUROPEA VICINA A SOROS

Nella Open Society’s list, com’era ovvio immaginarsi, figurano perlopiù esponenti del centrosinistra europeo: oltre allo S&D ci sono moltissimi eurodeputati del GUE/NGL – Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica, dell’ALDE – Gruppo dell’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa, e degli ambientalisti del Green/EFA (o Verdi Ale – Gruppo dei Verdi – Alleanza Libera Europea) ma anche numerosi dei gruppi conservatori EPP Gruppo del Partito Popolare Europeo ed ECR – Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti europei. Nessun parlamentare schedato come amico di Soros

Continua qui: https://www.gospanews.net/2019/09/10/ue-4-commissari-e-73-deputati-nella-soros-list-molti-pro-no-gender/

 

 

 

 

 

 

 

CYBERWAR SPIONAGGIO INFORMAZIONE DISINFORMAZIONE

Lincoln ha incarcerato oltre 13.000 giornalisti. Solo Roosevelt gli è andato vicino

Maurizio Blondet 20 dicembre 2019

Tempo fa la rivista Newsweek Magazine pubblicava un articolo in cui descriveva come il presidente Donald Trump trascorreva il suo giorno del Ringraziamento giocando a golf, cenando con cibo di lusso e twittando cose oltraggiose ai suoi nemici, tutti falsi falsi inventati: in realtà  Trump aveva effettivamente fatto una visita a sorpresa in lZona di guerra in Afghanistan dove ha detto ai soldati statunitensi sotto il suo comando in attesa di tornare a casa, mentre serviva loro le loro cene per il Giorno del Ringraziamento , che aveva riavviato i colloqui di pace con i talebani .

Per chiunque conosca la vera storia degli Stati Uniti , questa guerra mediatica di notizie false contro il presidente Trump non è affatto una novità, con il padre fondatore americano e lo stesso terzo presidente Thomas Jefferson che affermava  che se gli viene data una scelta tra giornali e governo, egli ” sceglierei il governo perché: “ Ora non si può credere a nulla che sia visto in un giornale … La verità stessa diventa sospetta quando viene messa in quel veicolo inquinato. 

Quanto al passato i presidenti americani hanno affrontato le forze mediatiche schierate contro di loro è tanto istruttivo quanto agghiacciante: alcuni degli esempi più spaventosi del presidente Woodrow Wilson , che ha creato una macchina di propaganda chiamata ” il primo ministero dell’informazione della nazione ” che è cambiato L’America per

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Riconoscimento facciale, per aggirarlo basta una foto o una maschera.

 17-12-2019

 

In un mondo che fa sempre più affidamento sulla biometria in generale e, in questi ultimi tempi, sul riconoscimento facciale in particolare, viene da chiedersi quanto accurati e al riparo da errori questi sistemi siano.

La risposta, stando alle indagini di Kneron, è «non molto».

L’azienda (che si occupa di intelligenza artificiale) ha inviato alcuni dei propri esperti in giro per il mondo per mettere alla prova sul campo i sistemi di riconoscimento posti in diversi luoghi, dai negozi agli aeroporti, scoprendo che molti di essi non sono all’altezza del loro compito.

Gli emissari che hanno provato a confondere i sistemi di riconoscimento facciale nei negozi cinesi e asiatici in generale, dove questo sistema biometrico è piuttosto diffuso – hanno per esempio scoperto che una maschera 3D di buona qualità permette di aggirare tranquillamente il controllo.

Sistemi di pagamento come AliPay e WeChat non hanno mosso obiezioni alla presenza della maschera, ritenendo che si trattasse invece di un volto reale. Così, se si ha il modo di realizzare una maschera di qualità, si può fare acquisti indossando il volto di qualcun altro e addebitando a questa persona tutte le proprie spese.

Peggio ancora è andata nell’aeroporto olandese di Schiphol, il maggior aeroporto dei Paesi Bassi: per ingannare i sensori è bastata una foto mostrata sullo schermo di un telefonino. Lo stesso metodo è servito

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ECONOMIA

Magaldi: Draghi vuol fare una rivoluzione. Guai, se mente

Scritto il 20/12/19

 

Confermo: i contatti sono in corso. A noi, massoni progressisti, il “fratello” Mario Draghi continua a dire: datemi fiducia, e io emenderò tutto ciò che ho fatto nel passato e sarò l’artefice di un cambiamento epocale, per l’Italia e per l’Europa. Draghi ha detto e ridetto, giurato e spergiurato che questa è la sua intenzione. Come ricorda Marco Moiso, Draghi si è espresso in questi termini anche pubblicamente. E’ stato uno dei falchi della gestione neoliberista della moneta europea, ma ultimamente ha riconosciuto la difficoltà della Bce nel contribuire a rilanciare l’economia reale, visto che ha immesso capitali quasi solo nell’economia finanziaria. Per questo ha parlato della necessità di legare la Bce a un potere politico, eventualmente il Parlamento Europeo. Ha parlato di eurobond, e persino dell’opportunità di cominciare a considerare modelli economico-monetari radicalmente differenti, addirittura la Modern Money Theory. A noi, esponenti dei circuiti massonici progressisti, Draghi ha dichiarato espressamente di voler essere lui, come “pentito”, uno degli artefici di un cambiamento totale del modello di governance in Europa e in Italia.

Lo affermo in modo solenne: misureremo la sua traiettoria dopo passo, senza fare sconto alcuno. Se non facesse quello che ci ha promesso, sarà letteralmente sommerso dagli scheletri che, dai suoi armadi, danzeranno in modo macabro davanti alla sua figura, fino a costringerlo a correre a gambe levate. Ci metto la firma: ve lo assicuro, che in quel caso ci sarebbe un esito di questo tipo. Quindi: guai, a Mario Draghi, se intende prendere in giro la pubblica opinione e gli stessi “fratelli” progressisti, rispetto ai quali ha detto: io sono pronto a fare questo tipo di lavoro, e altri sono con me. Le reti massoniche progressiste possono costringere Draghi a ritirarsi, come già avvenne con Napolitano, che si dimise anche e soprattutto a seguito della pubblicazione del mio libro “Massoni” e dell’interrogazione parlamentare che ne seguì, da parte del Movimento 5 Stelle (in quel caso, della senatrice

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IMMIGRAZIONI

Nave Gregoretti, Il caso in Giunta al senato. E Sea Watch3 torna in mare

 

“Abbiamo incardinato la procedura che riguarda il caso Gregoretti”, ha spiegato la senatrice M5s Elvira Evangelista. “Visionata la domanda di autorizzazione a procedere, abbiamo fissato quattro convocazioni a gennaio. Al voto il 20”. La Ong Sea Watch vince l’appello e la nave bloccata per 5 mesi in porto può di nuovo navigare

 

di Giampiero Di Santo – 19 dicembre 2019

La Sea Watch annuncia che tornerà in mare dopo 5 mesi. “Sea Watch ha vinto l’appello alla Tribunale Civile di Palermo: la SeaWatch3 è libera! Dopo più di cinque mesi bloccati in porto a Licata, ci stiamo preparando per tornare in mare. La giustizia trionfa sul (ex) decreto sicurezza”, scrive la ong su Twitter. La Sea watch 3 era la nave comandata da Carola Rakete, che forzò il blocco dei porti deciso dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini di concerto con l’allora ministro dei trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. La nave, dopo l’ingresso in porto che provocò quasi lo speronamento di una motovedetta della Guardia di finanza, venne sequestrata e Rakete venne arrestata e poi liberata.

Oggi, intanto, la richiesta del tribunale dei ministri di Catania è arrivata e il presidente della giunta Immunità del senato, Maurizio Gasparri, ha convocato la prima riunione sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro Matteo Salvini per il caso della nave Gregoretti della Guardia Costiera, alla quale venne vietato l’ingresso in porto malgrado sia una nave militare che in quell’occasione, era il luglio scorso e Salvini era ancora al Viminale, trasportava un certo numero di migranti salvati da un naufragio. Per questa vicenda Salvini è stato accusato di abuso di poteri e sequestro di persona e rischia, come ha dichiarato ieri, “quindici anni di carcere” e il Tribunale dei ministri di Catania ha chiesto al senato l’autorizzazione a procedere, richiesta già esaminata oggi. “Abbiamo incardinato la procedura che riguarda il caso Gregoretti”, ha spiegato la senatrice M5s Elvira Evangelista. “abbiamo potuto visionare la domanda di autorizzazione a procedere e abbiamo fissato 4 convocazioni a gennaio. Si andrà sicuramente al voto il 20 gennaio”. “Nel caso in esame, poiché i fatti hanno coinvolto una nave della Guardia Costiera Italiana, e quindi, una nave militare, non trovano applicazione le norme contenute nel cosiddetto Decreto sicurezza bis”, scrive il Tribunale dei ministri. “Il ministro

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PANORAMA INTERNAZIONALE

Brexit, Sapelli: asse coi tedeschi, o la Francia ci stritolerà

Scritto il 20/12/19

 

Il terremoto Boris Johnson è arrivato e la sterlina è schizzata alle stelle. Questo conferma che gli oligopoli finanziari, quelli che fanno girare la giostra dei mercati, premiano soprattutto la stabilità politica. Se c’è, i mercati sono neutrali e molto più democratici della politica economica europea, che in qualche modo dipende dal peso politico degli Stati nazionali. E la sterlina alle stelle vuole anche dire che non si prevedono le massicce fughe di capitali che tutti hanno finora minacciato. L’Europa che deve ritrovare un equilibrio di potenza, come successe dopo il Congresso di Vienna quando gli inglesi, che avevano dovuto occuparsi dell’Europa perché Napoleone era stato sconfitto, decisero poi di disinteressarsene. E non mi pare siano successi grandi sconquassi, se non che il peso della Prussia divenne predominante. Il conflitto tra due nazioni che non possono non andare d’accordo, ossia Francia e Germania, si dispiegherà pienamente. E a farne per prima le spese, a meno che non si faccia una mossa audace (cioè un’alleanza economica e politica con la Germania) sarà l’Italia, perché l’Italia è tradizionalmente esposta sul Mediterraneo.

Se nell’Ottocento era un mare franco-inglese e dopo la Seconda Guerra Mondiale è diventato un lago atlantico dominato dagli americani, oggi abbiamo una Russia prepotentemente in campo con l’appoggio della Turchia, che ha siglato un accordo con la Libia ispirato dai francesi, proprio con l’obiettivo di indebolire la presenza italiana. Quindi o l’Italia si allea in qualche modo con la Germania, che pure non abbandonerà certo i nemici francesi (con cui i tedeschi restano alleati, a partire dall’industria militare), o i francesi ci estrometteranno dal Mediterraneo. Anche perché i francesi sono molto spregiudicati: studiano ancora la “guerre economique”, hanno una diplomazia di rango e una classe dirigente di altissimo profilo. L’Europa è un impero senza Costituzione, dipende dalle Corti di giustizia, dai colpi di mano; però ha una formidabile tecnocrazia, un potere non eletto che può fare tutto quello che vuole. Conterà molto chi influenza questa tecnocrazia, dove i francesi sono molto presenti, così come gli spagnoli e altri paesi piccoli.

Il Parlamento Europeo non fa le leggi: a cosa serve? Lo si vede anche nella questione, molto brutta, del Mes. E’ un trattato internazionale e non un accordo Ue: è stato concepito così, su influenza tedesco-francese, proprio perché non si fidano del Parlamento Europeo. Mentre l’Italia non ha peso nella burocrazia europea, e infatti negli ultimi 30 anni i nostri rappresentanti a Bruxelles sono stati veicolo degli interessi dominanti: Prodi dei francesi e Monti soprattutto dei tedeschi e contro

 

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L’impeachment visto in controluce negli Usa la retorica è mimetizzata nei sacri principi

www.italiaoggi.it  di Antonino D’Anna – 20 DICEMBRE 2019

Seguo online la seduta che la camera dei rappresentanti, e cioè l’equivalente della nostra camera dei Deputati, sta tenendo per decidere oppure no l’impeachment contro Donald Trump. E l’impressione è che si tratti di un tentativo fatto per abbattere un avversario politico, un boomerang che si rivolgerà nei confronti del partito democratico americano stesso.

Perché dietro tutta la retorica (per noi, per loro è qualcosa di sacro) a base di padri fondatori, George Washington, John Kennedy e la chiama dei vari representatives, i deputati (gentlemen, mentre le deputate sono gentleladies) che annunciano la loro dichiarazione di voto, è chiaro che si sente l’odore del sangue. Perché Trump è un traditore che ha minacciato gli ucraini di non dargli gli aiuti militari se non avessero avviato un’inchiesta sul figlio di Joe Biden, vice di Barack Obama e azzoppato candidato contro Trump nel 2020 (prima accusa). E ha impedito al parlamento e alla giustizia di accertare la verità con il suo ostruzionismo (seconda accusa).

Se non fosse per la retorica (perché comunque i toni concitati ci sono: i Dem salgono con la Costituzione in mano), sarebbe una normale giornata del parlamento italiano. Ma qui siamo in America, per cui l’atmosfera è da aula di tribunale yankee. Ogni democratico più o meno ripete: Trump ha mentito, ha fatto i fatti suoi, c’è ostruzione alla giustizia. Come Richard Nixon, che si rifiutò di rilasciare le trascrizioni delle sue conversazioni durante il Watergate e venne costretto dalla Corte suprema. Ma se il presidente vi ha rilasciato tutte le trascrizioni di sua spontanea volontà proprio per garantire la trasparenza, rispondono i repubblicani che spesso invocano Dio.

Dio è uno dei protagonisti del dibattito. Lo invocano i repubblicani come i democratici, addirittura Lou Correa, democratico del 46° California (Orange County, per essere topograficamente corretti) pronuncia un discorso prima in inglese e poi in spagnolo in cui (dopo aver detto sì all’impeachment) chiede all’Altissimo di illuminare le menti dei suoi colleghi. E lo fa in spagnolo: gli viene chiesto di fornire adeguata traduzione da mettere agli atti. «Chi vota contro l’impeachment

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COME SI FA IL POPULISTA

www.maurizioblondet.it – 18 dicembre 2019

Boris Johnson ha vietato ai membri del governo di partecipare al Forum di Davos che si terrà il mese prossimo. “Il nostro compito è ottenere risultati per il popolo, non bere champagne coi miliardari” (la fonte di Downing Street).

Nel novembre scorso, ossia prima del successo elettorale, il suo governo ha aperto un’indagine su Georges Soros  e i 3 milioni di sterline che la sua  fondazione ha pagato per una campagna anti-Brexit e per far cadere il capo del governo.

E’ stata adita la Commissione Elettorale perché indaghi sulla illegittimità  di  queste “donazioni”  – le donazioni estere  a organizzazioni politiche  sono vietate per legge – ma  come ha scoperto il Daily Mail,   la Open Society, che ha sede in Usa, ha aggirato il divieto facendo  partite i soldi da un conto di facciata di Londra.

I 3 milioni sono apparsi nel conto di un gruppo pro-UE, chiamato Best for Britain (BfB) che  ha sede in un edificio di uffici a Westminster dove stanno altre  organizzazioni anti-Brexit,  che  hanno nomi come  “Open Britain” ed “European Movement”.

L’offensiva di Johnson contro Soros

Il BfB ha aperto un sito web dove consigliava un sofisticato tipo di “voto tattico”, rivolto agli elettori propensi a  votare per i Verdi, i Liberal Democrats  e il Plaid Cymru (un partito locale gallese) –  formazioni minoritarie, ma (guarda caso) che avevano appena stretto fra  loro un patto,chiamato “Unite To  Remain”: non opporsi l’uno all’altro in 60 circoscrizioni.  Secondo lo steso BfB, se il 30 per cento degli elettori favorevoli al ”remain”  avessero votato in questo modo “tattico”, dei  60 seggi marginali, 44 sarebbero stati “vincibili” da  elementi anti-Brexit.

Si intuisce che anche solo aver elaborato una simile strategia di desistenza ha richiesto una analisi seggio per seggio e  l’identificazione dei  tre partiti  minori quasi voto per voto: anche solo un simile esame  dev’essere  stato costoso, molto sopra i 3 milioni.  La difficoltà era invitare gli elettori dei tre partiti (“perdenti” storici) a seguire questa tattica, e  fargliela capire (anzitutto) e convincerli. A questo  sono serviti i soldi di BfB, che ha speso cifre notevoli, negli ultimi 30 giorni, in inserzioni pubblicitarie .

Non è bastato e non è riuscito.

Sarebbe la foto di Soros quando era “ungherese”. Vera o no …

Adesso vedremo se l’indagine proseguirà, magari non esclusa la indicazione di Soros come persona non grata.  Nel 1992, il finanziere “di origine ungherese” (come badano a ripetere i media) quando attuò la manovra speculativa contro la lira, lo fece anche contro la sterlina.  Da noi aiutato da Ciampi che dissanguò le casse della nazione di 48 miliardi di dollari

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POLITICA

SE ERDOGAN INTERVIENE IN LIBIA – NOI CHE SI FA?

Maurizio Blondet 20 Dicembre 2019 0 commenti

“La Turchia interverrà in Libia?”  – Se lo domanda Bob Woodward, in un articolo che pare riflettere l’incertezza dell’Establishment Usa, sul fatto che Erdogan possa farlo davvero.

E’ successo che gli USA hanno tolto un embargo che durava dal 1987 sulla parte greca di Cipro, come evidente (anche se rozzo) appoggio alle ragioni di Cipro contro le provocazioni turche sulle navi tecniche estere (fra cui l’Eni) a cui Cipro aveva commissionato la prospezione e lo sfruttamento dei noti giacimenti sottomarini; Ankara ha immediatamente reagito male: minacciando la “escalation”   Washington – se davvero cessa l’embargo  a favore di Cipro.  Il tutto va inserito nelle tensioni che Erdogan  non dà alcun segno di voler acquietare:  i suoi F-16  violano di continuo lo spazio aereo ellenico costringendo gli F-16 greci a levarsi per intercettare e allontanare l’intruso; la Grecia vuole comprare tre droni da USA o Israele  “con capacità di sorveglianza dal Mar nero alla Libia”.

Intanto sul mare, la nostra fregata Martinengo partecipa ad una esercitazione con la francese Surcouf e il pattugliatore cipriota Ioannides  nella Zona Economica Esclusiva (ZEE) di Cipro; la Turchia ha parlato d i  allestire  una base navale – in Libia, a difesa e protezione di Al Sarraj, il suo regime e   la ZEE che hanno costituito insieme da  pochi giorni .   E’ dubbio che Erdogan abbia i mezzi per sue così vaste ambizioni, ma…

“Erdogan ha ricevuto  Fayez Al Sarraj domenica,  è  la seconda volta in meno di un mese”, nota Woodward ed  ha evocato l’invio di truppe in Libia: “Noi  proteggeremo i i diritti della Libia e della Turchia

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Oggi strilla chi voleva sostituire il fascismo con lo stalinismo

www.italiaoggi.it

Gianfranco Morra – 20 dicembre 2019

Una parola sacra e sputtanata: antifascismo. Il fascismo non lo vogliamo: Hannah Arendt, nella sua grande opera, ci ha mostrato che fu dittatoriale, autoritario, tirannico: «Il fascismo sino al 1938 non fu un vero regime totalitario, bensì una comune dittatura nazionalistica, nata dalle difficoltà di una democrazia multipartitica» (Le origini del totalitarismo, Comunità, Milano, p. 357). Purtroppo, gli italiani gli dettero dapprima un vasto consenso, ma alla fine, per fortuna, è stato sconfitto dalla democrazia. Che non è certo un regime perfetto, ma almeno sa di non esserlo. Siamo antifascisti, ma non ci piace la parola, fra le più usate e aggressive, «antifascismo».

Non è l’anti che ci dà fastidio, ma il fascismo, che non c’è più se non in pochi e nostalgici illusi. Come dev’essere. Ma allora perché un uso così sproporzionato del termine «antifascismo»? Perché si tratta di una parola demonizzante delle sinistre, un suo mantra con il quale vengono definiti e ostracizzati tutti coloro che di sinistra non siano. Anche quando col fascismo nulla hanno a che fare. Il fascismo non è oggi, per fortuna, un pericolo, soprattutto in Italia. Me ne sono convinto anche leggendo il recente volume di Bruno Vespa: Perché l’Italia diventò fascista e perché il fascismo non può tornare, Mondadori, pp. 348, euro 20.

Il fascismo non fu, nonostante il nome, un fenomeno solo italiano, ma europeo, conseguenza dei disastri della Prima guerra mondiale, della ribellione dei reduci, della crisi economica, dell’influenza della

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SCIENZE TECNOLOGIE

Se i poliziotti vendono nel dark web l’accesso alle telecamere di sicurezza

Chi sorveglia i sorveglianti?

Il problema è decisamente vecchio, dato che risale almeno a Giovenale e alla sua famosa domanda «Quis custodiet ipsos custodes?»«Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?».

La nostra società si affida sempre più alla videosorveglianza: videocamere spuntano sempre più sovente sia nei luoghi pubblici che nelle case private e, se per queste ultime possiamo confidare che soltanto il proprietario sia in grado di accedere alle immagini (sebbene non sempre sia così), per le prima non si può fare a meno di domandarsi se chi è deputato a controllare le registrazioni sia davvero degno di fiducia.

I casi che minano alla base detta fiducia, dopotutto, non mancano. Il più recente è stato segnalato dal sito russo MBH Media, secondo il quale l’accesso alle 175.000 videocamere di sorveglianza della città di Mosca è tranquillamente in vendita nel dark web.

Tali telecamere fanno parte del sistema a circuito chiuso denominato Città sicura che, come dice il nome stesso, è stato realizzato con l’obiettivo di prevenire e reprimere il crimine. Invece pare che sia usato per

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STORIA

Joseph Paul Goebbels, Discorso della guerra totale

Berlino, 18 febbraio 1943

 

DA LEGGERE ATTENTAMENTE PERCHÉ OGGI CI SIAMO MOLTO VICINO

 

Soltanto tre settimane or sono ero qui per leggere la dichiarazione del Führer per il 10° anniversario della presa del potere e per parlare a voi e al popolo tedesco. La crisi che ora stiamo affrontando sul Fronte Orientale era al proprio apice. Nel pieno delle gravi sventure che la Nazione affrontava nella battaglia sul Volga, ci siamo raccolti in un raduno di massa, il 30 gennaio, per mostrare la nostra unità, la nostra unanimità e la nostra ferma volontà di vincere le difficoltà che fronteggiavamo nel quarto anno di guerra. Fu per me un’esperienza commovente e probabilmente lo fu per tutti voi, essere collegati via radio con gli ultimi, eroici combattenti a Stalingrado durante il nostro possente raduno, qui allo Sportpalast.

Essi ci comunicarono che avevano ascoltato il proclama del Führer e forse per l’ultima volta nella vita si univano a noi con le braccia tese per intonare gli inni nazionali. Quale esempio hanno rappresentato i soldati tedeschi in questa grande epoca! E che obblighi ciò impone a noi tutti, in particolare all’intera madrepatria tedesca! Stalingrado è stata ed è il grande monito del destino alla Nazione tedesca! Una Nazione che ha la forza di sopravvivere ad un tale disastro e vincere, ed in più trarne forza ulteriore, è imbattibile. Nel mio discorso a voi e al popolo tedesco io ricorderò gli eroi di Stalingrado, che hanno lasciato a me e a voi tutti un immenso dovere da compiere. Io non so quanti milioni di persone mi stanno ascoltando stanotte alla radio, a casa e al fronte.

Voglio parlare a tutti voi dal profondo del mio cuore ai vostri cuori. Io credo che l’intero popolo tedesco abbia un appassionato interesse per ciò che ho da dire stanotte. Perciò parlerò con sacra serietà e franchezza, come il momento esige. Il popolo tedesco, risvegliato, istruito e disciplinato dal Nazionalsocialismo, può sopportare tutta la verità. Esso è conscio della serietà della situazione e la sua leadership perciò può chiedergli le dure misure necessarie; sì! perfino i provvedimenti più energici. Noi tedeschi siamo agguerriti contro la debolezza e l’indecisione.

I colpi e le sventure della guerra ci danno solo una forza maggiore, una risoluta determinazione e una volontà spirituale di combattere per vincere tutte le difficoltà e gli ostacoli con impeto rivoluzionario. Questo non è il momento di chiedersi come tutto ciò sia accaduto. Ciò può attendere un altro momento, quando il popolo tedesco e il mondo intero apprenderanno la verità intera sulla sfortuna delle ultime settimane, sul suo profondo e fatale significato. Gli eroici sacrifici d’eroismo dei nostri soldati a Stalingrado hanno avuto un vasto, storico significato per l’intero Fronte Orientale. Non è stato invano.

Il futuro chiarirà perché. Se salto il passato per guardare avanti lo faccio intenzionalmente. Il tempo è scarso! Non ne abbiamo per dibattiti inutili. Dobbiamo agire, immediatamente, approfonditamente e con decisione, alla maniera Nazionalsocialista di sempre. Il movimento, fin dagli inizi, ha operato in questo modo per dominare le molte crisi che affrontava e vincere. Anche lo Stato Nazionalsocialista agiva con decisione quando era di fronte ad una minaccia. Noi non siamo come lo struzzo che caccia la testa nella sabbia per non vedere il pericolo. Siamo sufficientemente coraggiosi per guardare in faccia il pericolo, per prendere provvedimenti con freddezza e durezza e quindi agire con decisione ed a testa alta. Sia come movimento che come Nazione, abbiamo risposto al meglio quando avevamo bisogno di volontà fanatiche e determinate a vincere ed eliminare il pericolo, oppure di forza di carattere sufficiente a sopraffare ogni ostacolo, o d’accanita determinazione per raggiungere il nostro scopo, o d’un cuore d’acciaio in grado di sostenere qualunque battaglia interna e esterna. Così sarà ora.

Il mio compito è di esporvi un’immagine cruda della situazione e di trarre le durre conclusioni che guideranno le azioni del governo tedesco, come del popolo tedesco. Noi stiamo affrontando una grave sfida militare ad Est. La crisi, al momento, è ampia, simile per molti versi ma non identica a quella dell’inverno scorso. Più avanti ne discuteremo le cause. Adesso dobbiamo accettare le cose come sono e scoprire e applicare i modi, e impiegare i mezzi per svolgere le cose di nuovo a nostro favore. Non ha senso mettere in discussione la serietà della situazione. Io non voglio darvi una falsa impressione della situazione che potrebbe condurre a

 

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