NOTIZIARIO STAMPA DETTI E SCRITTI 16 AGOSTO 2018

Privatizzazioni italiane

NOTIZIARIO STAMPA DETTI E SCRITTI 16 AGOSTO 2018

A cura di Manlio Lo Presti

Esergo

Chi diviene consapevole o si illumina o si brucia

Fabrizio Bonanni Saraceno (un caro amico, durante una conversazione)

 

http://www.dettiescritti.com/

https://www.facebook.com/Detti-e-Scritti-958631984255522/

 

Le opinioni degli autori citati possono non coincidere con la posizione del curatore della presente Rassegna.

 

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EDITORIALE

Il ponte di Bologna e il ponte Morandi di Genova

Manlio Lo Presti – 15 agosto 2018

Anche questa volta, si ripete la miseranda e mal recitata sceneggiata della marea di ipocriti finti addolorati per il crollo del ponte genovese.

Continua l’opera di demolizione della ex-italia, come ordinato esecutivamente dai PIANI ALTI ATLANTICI e della cosiddetta UNIONE EUROPEA.

Per interrompere il cinico scempio causato da questa gang di sterminatori DEMOFOBI, sarebbe da allestire un nuovo processo di Norimberga con punizioni esemplari.

Questa cricca di criminali seriali è a conoscenza IN OTTUPLICE COPIA dello stato generalizzato di degrado delle infrastrutture della ex-italia di cui a loro non frega nulla.

I nostri amati politici sono occupati

  1. Ad esportare capitali,
    2. a delocalizzare le imprese DOPO AVER PRESO I SOLDI DELLO STATO,
    3. a cercare di far riprendere gli sbarchi per i lucrosi utili non per la finta umanità fin troppo strombazzata.

Possono avere il tempo di dedicarsi alla poco lucrosa attività di sana amministrazione? Non ci pensano minimamente.

 

CHE GLI ITALIANI SI FOTTANO! (La sopra citata DEMOFOBIA, appunto).

Non c’è la minima speranza che questo maleodorante branco di spietati sciacalli farà qualcosa di risolutivo per sanare la situazione gravissima degli edifici scolastici il cui 70percento è a rischio crollo dei soffitti.

Tutti, ripeto TUTTI I GRUPPI POLITICI, conoscono IN OTTUPLICE COPIA il disastro delle fatiscenti strutture scolastiche, ma stanno zitti.

Altro clamore ipocrita ci sarà quando vi saranno centinaia di bambini schiacciati da tonnellate di detriti.

Fra venticinque giorni – come da copione quarantennale – assisteremo a queste sceneggiate non appena riaprono le scuole di ogni ordine e grado con il consueto caos apocalittico …

 

Inoltre, il crollo del ponte di Bologna (città colpita sanguinosamente dal terrorismo anni fa e quindi a forte valenza simbolica) e quello di Genova sono avvenuti in sequenza temporale troppo ravvicinata  e, guarda caso, troppo a ridosso delle azioni anti immigrazioniste dell’attuale governo che va quindi a colpire una titanica fonte di guadagno (adesso 6.000 euro ogni immigrato accolto) incassato dalle solite strutture di accoglienza, con il beneplacito delle attuali 8 (otto) mafie che taglieggiano il nostro martoriato Paese, con l benedizione di un sempre più ingombrante Stato teocratico che si ritiene legittimato ad intromettersi nella vita di uno Stato straniero, con evidente mancato guadagno da parte di moltissimi fiancheggiatori e componenti del precedente governo della ex-italia.

 

Una sequenza troppo vicina per non destare sospetti di infiltrazioni internazionali a danno della nostra sicurezza nazionale. Il sospetto mi viene dall’eccessivo affannato impegno dei 500 giornali e delle 60 televisione a conclamare lo stato di usura del ponte. Un atteggiamento insolito in un Paese dove si cerca di tacere e di nascondere tutto per decenni. La stessa tecnica diversiva usata per le indagini sull’assassinio di D. Rossi: pubblicizzare prove (che dovrebbero essere sotto segreto istruttorio) per fuorviare e depistare.

 

Considerando non del tutto infondata l’affermazione di un esponente dell’attuale governo sulla certezza assiomatica che il nostro Paese sarà bersaglio di una violentissima ostilità da parte di tutta l’Europa già da settembre.

 

La ex-italia è attualmente sotto tiro:

 

  1. a) dal DEEP STATE DE’ NOANTRI che è costituito dall’insieme degli interessi dei gruppi sopra elencati;
  2. b) dai colossi farmaceutici che non hanno gradito la messa in discussione della necessità di vaccinare (contro 17 DICIASSETTE ceppi infettivi) enormi masse di popolazione italiana diventata improvvisamente infetta da malattie ormai scomparse dal almeno 50 anni e usando anche metodi costrittivi da nazismo con il sequestro dei bambini non vaccinati dai genitori. Guarda caso questa mostrificazione delirante avviene a ridosso della immigrazione incontrollata lucrosa per pochi ma con costi sociali (epidemie, violenze carnali di massa, spaccio di droghe, riciclaggio, terrorismo, prostituzione, antropofagia, ecc.) esclusivamente a carico degli italiani. La Casta che ha provocato tutto questo se ne fotte altamente, protetta da centinaia di pagatissimi (a nostre spese) pretoriani intorno alle loro ville e residenze. Utilizzando la batteria infernale congiunta di 300 giornali e 50 canali televisivi, in gran parte finanziati dalla Presidenza del Consiglio, la vulgata neomaccartista, antifa, autorazzista contro i propri connazionali, cerca da tempo di far accettare forzosamente agli italiani tutto questo come: b1) risorse che ci pagano le pensioni nonostante i salari da ottavo mondo; b2) come modello di vita che dovremo seguire; b3) come rimpiazzo ad una sterilità ormai endemica del popolo italiano al quale è stato fatto di tutto e con ogni mezzo per ostacolare una giusta ed affettuosa natalità con il colpevole silenzio della chiesa; b4) come modello di multiculturalità e di integrazione di una popolazione esogena totalmente islamica, anticristiana, antioccidentale che non vuole affatto integrarsi ma imporre il proprio modello tribale e talvolta cannibale; b5) come atto umanitario cercando di suscitare sensi di colpa con campagne pubblicitarie diffuse nelle ore di pranzo e cena per indottrinare gli italiani che continuano a non capire o ad opporsi e quindi sono fascisti, da sostituire etnicamente al più presto;
  3. c) dal settore degli armamenti a seguito di una, finora timida volontà, di riconsiderare la presenza dell’esercito italiano su tutti i 35 teatri di guerra provocati dall’amministrazione del Nobel della pace Obama. Una partecipazione che ci vede totalmente servi e vittime delle unilaterali decisioni di embarghi decisi dagli USA e ognuno dei quali provoca danni alle nostre esportazioni per centinaia di miliardi di euro senza alcuna contropartita compensativa, oltre alla spesa militare stimata media di € 20.000.000.000 annui (https://notizie.tiscali.it/politica/articoli/guerre-35-italia-costano-20-miliardi-anno/ ), che porta utili esclusivamente a ben note società tecnologiche e ad altre ben note agenzie private di mercenari guidate da ex esponenti della Difesa;
  4. d) dalla magistratura che sarà usata come MALLEUS MALEFICARUM per sterminare l’attuale governo con la solita via giudiziaria ben sperimentata dal governo Berlusconi in poi;
  5. e) dallo SPREAD (differenziale fra tasso dei bund tedeschi e quelli dell’Italia) il cui rialzo ha lo scopo di distruggere l’economia nazionale e di abbassare il cosiddetto RATING che fa alzare l’interesse per il collocamento del debito pubblico, con guadagno per le banche anglofrancotedeschesvizzere, con ciò dimostrando che nessuno in Europa vuole una Italia risanata e capace di fare concorrenza;
  6. f) dai francesi;
  7. g) dagli inglesi che da secoli cercano, invano, di sterminarci perché ostacoliamo nel Mediterraneo i loro giochini colonialistici;
  8. h) dai tedeschi, che hanno tutto l’interesse a vederci sul lastrico per pagare a loro interessi sempre più alti;
  9. i) dagli USA, che ci vogliono come staterello servile e di appoggio alle loro 26 guerre e che accetti supinamente i danni economici dei loro embarghi;
  10. j) dall’UNIONE EUROPEA, che vuole trasformare l’Italia in un deposito razziale che faccia da ammortizzatore europeo delle prossime ondate di cosiddetti immigrati;
  11. k) della finanza nazionale e mondiale, ridicolmente definita “i mercati” esaltata dal mantra #celochiedeleuropa e dall’ormai famoso “FATE PRESTO”.

 

Lo scopo di una ampia ostilità della finanza definita ridicolmente “i mercati”, e di altri nemici appena elencati, è quello di riportare l’Italia nei binari di una totale e supina sudditanza servile alle direttive esecutive anglofrancotedescheUSA che si riassumono sinteticamente in quattro tipologie:

 

1)   l’Italia deve immediatamente ritornare ad essere il deposito razziale europeo tornando ad imbarcare i cosiddetti immigrati, ma stavolta con tassi incrementali esponenziali assieme alla Grecia. Entrambi gli Stati diventano così la cintura di protezione dei paesi del nord Europa imbarcando una prima ondata di 10 o 20.000.000 di cosiddetti immigrati. In questo senso va letto l’intervento la negoziazione della Merkel con i greci, affermando laconicamente e minacciosamente che “con l’Italia c’è ancora da lavorare”;

2)   l’Italia ha il compito di esistere unicamente per pagare alti interessi sul proprio debito pubblico. Per questo, deve piombare in un caos socioeconomico più grave causato dal rialzo violento dello spread ed un abbassamento del rating che fa pagare interessi più gravosi al nostro Paese

3)   l’Italia deve servilmente partecipare – senza alcun ritorno compensativo – a tutte le guerre provocate dagli USA;

4)   l’Italia deve accettare gli embarghi, decisi sempre dagli USA servilmente e senza fiatare, con tutti le centinaia di miliardi di danni alle esportazioni nazionali e alla correlata caduta occupazionale.

 

P.Q.M.

 

Se anche questa volta non ci saranno indagini incisive e coordinate delle forze di sicurezza nazionale e anche dei servizi segreti e dell’antiterrorismo sulla sequenza dei ponti caduti a ridosso di decisioni italiane non allineate ai voleri dei piani alti europei e USA, avremo un incremento esponenziale di attentati a favore di una illegalità diffusa ma AUTORIZZATA che darà la stura ad altri e più sanguinosi attentati in caso di schifosa e sfacciata resistenza degli italiani.

 

Se questa “sordità” dovesse proseguire, si procederà alla attuazione della secessione del territorio italiano i tre tronconi: il nord ad influenza austriaco tedesca (gli austriaci sono pronti a dare già il doppio passaporto agli altoatesini), il centro ad influenza anglofrancese e la Sicilia ad influenza USA per incrementare il numero delle loro basi per la guerra tecnetronica contro la Russia.

 

Credo molto poco all’apertura di indagini e di azioni di resistenza all’asse infernale nordeuropeo e USA, perché il 90 percento dell’attuale classe politica italica è stata da decenni quasi totalmente reclutata ed accuratamente selezionata dagli piani alti atlantici fra gli elementi ricattabili e collusi – per non avere sorprese.

 

Allora sarà provata l’esistenza di una regia internazionale non troppo occulta, che vuole far rimanere la ex-italia nel caos permanente di una guerra civile a bassa intensità perché non abbia la possibilità di rialzarsi.

 

Tutto ciò che veniamo a sapere dalle fonti classiche e dal web (la cui scelta e diffusione è stabilita da strapagatissimi SPIN DOCTOR) è solo uno sciame sismico atto a provocare una dissonanza cognitiva di massa per la percezione una realtà già disegnata.

 

TOTALITARISMO TECNETRONICO, fase avanzata della DITTATURA

 

Tutto questo, ricordiamolo con i soliti mantra martellanti neomaccartisti:

 

#fatepresto

#nellinteressedeglitaliani

#celochiedeleuropa

 

Ne riparleremo fra due settimane!

 

 

IN EVIDENZA

Ma “Segreto di Stato” può voler dire “Tangenti”? (Domanda alla Procura)

Maurizio Blondet 16 agosto 2018 39 commenti

Poiché i Benetton non forniscono allo Stato missili, armamenti avanzati, radar   – perché le concessioni autostradali sono state coperte dal segreto di Stato? E’ una domanda che vorrei porre, da povero cittadino, a giudici, procuratori: quale altro motivo riescono a immaginare per questo segreto – di Stato! – se non occulti scambi e benefici tra i politici che hanno concesso, e quelli che godono della concessione di un monopolio lucrosissimo?  Domando sinceramente: perché io non riesco a immaginare altro.  Magari i giudici e procuratori, invece sì. Hanno un motivo per trovare questo segreto normalissimo.  E per questo non si sono mossi nonostante anche l’Authority dei Trasporti abbia più volte   sottolineato la necessità di rendere pubblici tali contratti, che riguardano un servizio pubblico e il pubblico potere. E benché in qualunque altro paese il ministero dei trasporti rendano consultabili i contratti e gli atti che disciplinano il rapporto tra lo Stato e i gestori delle reti autostradali, come – del resto -di ogni servizio pubblico dato in  concessione.

Si possono ipotizzare tangenti? Pagamenti sottobanco in qualunque forma al partito di governo concessionario? Lo si domanda ingenuamente, visti gli enormi profitti che la società in oggetto ricava dalla gestione del monopolio: quasi il 26 per cento sul fatturato l’utile netto, pari a 1,042 miliardi.

E un margine operativo lordo che fa dire al giornalista economico Fabio Dragoni la seguente battutaccia: “Un EBITDA di quasi il 68% sul fatturato come quello di #Autostrade credo possa essere superato soltanto dal traffico di stupefacenti”.  E perché Mario Giordano li chiama “Avvoltoi”?

 

Ogni anno gli italiani hanno pagato pedaggi per quasi 6 miliardi di euro, il triplo di quello che pagano con il canone Rai. Di questi soldi, solo una minima parte va allo Stato: 842 milioni.

 

Continua qui: https://www.maurizioblondet.it/ma-segreto-di-stato-puo-voler-dire-tangenti-domanda-alla-procura/

 

 

 

NO, È BRUXELLES CHE HA UCCISO A GENOVA, BENETTON È SOLO UNO SCHERANO. ECCO LA STORIA.

 

 

Perché il ponte Morandi era in mano ai Benetton?

 

Risposte:

Il 7 febbraio 1992, veniva firmato il Trattato di Maastricht, che entrerà in vigore l’anno successivo, nel 1993. Il ’93 è l’anno in cui il governo Ciampi istituisce il Comitato Permanente di Consulenza Globale e di Garanzia per le Privatizzazioni; sempre in quell’anno gli accordi del ministro dell’industria Paolo Savona* con il Commissario europeo alla concorrenza Karel Van Miert e quelli del ministro degli Esteri Beniamino Andreatta con Van Miert, impegnano l’Italia a fare la messa in piega alle aziende di Stato perché divengano appetibili per gli investitori privati”.

A partire dal governo Ciampi del ‘93, come si è detto, le tappe furono serrate: 1) i già citati accordi Italia-Van Miert, che stipulavano la ricapitalizzazione della siderurgia italiana a patto che la si privatizzasse, e l’azzeramento del debito delle aziende di Stato per lo stesso fine, cioè la svendita ai privati. 2) 1997-2000, il grande salto nella svendita dei beni pubblici col centrosinistra, che stabilisce il record europeo delle privatizzazioni (ENI, S. Paolo Torino, Banco di Napoli, SEAT, Telecom, INA, IMI, IRI con SME, Alitalia, ENEL, Comit, Autostrade ecc.)”.

L’Italia doveva farsi la messa in piega, svendersi cioè ai capitali privati, pena l’esclusione dall’euro, come stipulato nero su bianco dagli accordi del Comitato Permanente di Consulenza Globale e di Garanzia per le Privatizzazioni di Ciampi e celebrato poi dal Libro Bianco delle privatizzazioni di Vincenzo Visco”.

E’ così che il ponte Morandi finì poi nelle mani di uno scherano speculatore privato e con termini di concessione scandalosi ma pienamente approvati da Bruxelles nel suo furore d’imporre le privatizzazione all’Italia che ambiva ad entrare nell’Eurozona.

Da allora:

Lo Stato italiano perse ogni possibilità di tutelare l’Interesse Pubblico nella maggioranza degli snodi di sopravvivenza vitali dei suoi cittadini. E qui trovate i veri colpevoli di questa strage, perché…

 

Continua qui: https://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=2100

 

 

Perché non ci ascoltano?

14 agosto 2018

 

Dio lo volesse, che una volta tanto ci dessero ascolto. Invece, ci tocca sempre fare i profeti di sventure annunciate, di pericoli by-passati con un’alzata di spalle, oppure conclusi in chiesa di fronte alle bare.

Non ho mai parlato del “Ponte di Brooklyn” – come lo chiamano a Genova – anziché “Ponte Morandi” ma ho toccato più volte l’argomento in vari articoli, per denunciare la pericolosità delle autostrade liguri. L’ultima volta ponendomi una domanda retorica, ossia: “cosa sarebbe successo se il disastro di Bologna fosse capitato a Genova?” (1) In un’altra occasione, scrivendo una lettera aperta al ministro Toninelli (2), dove spiegavo che non è possibile continuare con le cure ai “pannicelli caldi”: bisogna cambiare radicalmente il nostro sistema di trasporti. Avete capito?!?

 

Un morto che camminava

 

Ogni volta che dovevo passarci, sudavo freddo. Avvertivo il tremito che, dall’asfalto, saliva al mio sedile ogni volta che sorpassavo un autotreno: un rumore come di rotaie, che corrispondeva ai rinforzi metallici posati sulla carreggiata. Inutili.

Per anni, sono stato testimone di lavori infiniti – manco gli Egizi ebbero tempi simili per le piramidi – ossia per “aggiungere ferro” (sotto forma di tiranti d’acciaio) per cercare di farlo stare in piedi, ancora un po’, ancora un pochino…

 

Quando lo passavi, tiravi un sospiro di sollievo ma non avevi il tempo di rilassarti poiché, immediatamente, ti trovavi in una galleria poco illuminata con, allo sbocco, l’uscita/ingresso di Genova Aeroporto, poi una chicane degna di Montecarlo in galleria buia, seguita da un discesone che terminava in curva. A quel punto, anche se andavi piano, ringraziavi Dio, Allah, Jeova, la Trimurti e tutti i Buddha. Ancora una volta, il mio buon karma mi ha salvato.

 

Due parole su cosa può essere successo

 

Continua qui: http://carlobertani.blogspot.com/2018/08/perche-non-ci-ascoltano.html

 

 

Il silenzio dell’UNICEF riguardo € 6.600.000 scomparsi

Manlio Lo Presti – 12 agosto 2018

 

Purtroppo, questa vicenda sarà insabbiata come tante altre simili.

 

Il silenzio dell’UNICEF che ancora non ha denunciato la distrazione dei suoi fondi utilizzati per scopi privati e non caritatevoli, fa pensare ad una operazione di riciclaggio, con finanziamento ai partiti.

 

Soldi che forse hanno preso strade extraterritoriali, lungo le coste mediterranee per scopi che possiamo immaginare, chissà …

 

Spero che non si creda a tutta la coreografia montata con la solita straordinaria perizia dagli spin doctors per farci credere alla storiella degli acquisti in Portogallo. Come ho detto, i motivi sono molto diversi e questo episodio è rivelatore di una montagna sotterranea che, disperatamente, cercano di lasciare immersa. Rivela che l’intera disastrosa vicenda del lavoro delle ONG e la giustificazione VERA della loro esistenza non sia, come al solito vuole farci credere la vulgata buonista (umanità, accoglienza, fratellanza, rimpiazzamento demografico dell’Italia sterile, ed altre finzioni simili) quello di salvare vite umane in mare.

 

Non a caso, spesso – ma cercano di nasconderlo – le ONG sono assaltate in mare dai sedicenti pirati che sono a perfetta conoscenza di quanto può essere stivato nelle loro navi.

 

Ma siamo certi che siano semplici pirati di salgariana memoria?

 

Piano piano, emerge la VERA motivazione che sta impegnando dietro le quinte i servizi segreti: le ONG sono state fin dall’inizio della loro creazione un vettore di trasposto di stupefacenti, armi in pezzi componibili convenzionali e chimiche, tecnologie, ma soprattutto – e questo è il MOTIVO VERO – trasporto e riciclaggio di miliardi di euro per finanziare le agenzie di mercenari gestite e comandate da ex generalissimi di provenienza atlantica e anche della ex-italia (a tutela delle commesse di ben note aziende de’ noantri produttrici di armamenti, tecnologie militari segretissime che portano il nostro Paese al terzo posto nel mondo per produzione del settore), oltre alla ben nota compagnia nazionale di ricerca e di e di stoccaggio e di petrolio che ha nel suo libro paga una legione di killers professionisti a protezione delle proprie installazioni in tutto il mondo.

 

L’episodio pone in evidenza che l’assedio contro l’Italia non è attuato solo dai nemici storici europei ed atlantici, ma anche da organizzazioni mondiali, dalle ONG i cui scopi finiscono per essere ben altri e veramente sanguinosi.

 

Anche questo sporco episodio fa parte di un lungo processo di dissanguamento carsico della ex-italia a favore di:

 

1)   circa 300.000 politici locali e centrali;

2)   imprese in fuga all’estero delle imprese italiane, dopo aver ottenuto finanziamenti dallo Stato;

3)   esportazione di capitali

4)   400.000 miliardi di evasione fiscale

5)   oltre 56.000 immigrati che sono fuggiti all’estero dopo aver ottenuto la pensione italiana. 

 

A tutto questo, aggiungiamo la fuga fuori confine di oltre 300.000 giovani laureati italiani la cui formazione è andata tutta a carico delle famiglie stremate da una tassazione pesante e malvagia per la sua logica labirintica e volutamente caotica.

 

Nel contempo, sono in arrivo circa 20.000.000 di africani islamici in gran parte semianalfabeti, privi di senso civico, aggressivi perché impuniti e protetti dalla megamacchina buonista che ci ha guadagnato miliardi di euro, molti anche omicidi protetti dalla paranza NEOMACCARTISTA antifa buonista, ed infine, portatori di epidemie di cui sono colpevoli i bambini italiani che devono essere adesso vaccinati in massa con prodotti delle Big Pharma, poi sterminati e pronti ad essere sostituiti.

 

Il genio dei sacerdoti occulti della globalizzazione NWO hanno inventato le seguenti armi per distruggere il Paese di turno preso di mira senza utilizzare l’impegno di eserciti sul posto (che farebbero nascere contestazioni di masso come nel caso Vietnam):

 

–      ONG,

–      buonismo,

–      demolizione delle strutture familiari con innesti forzati e martellanti di politiche quadrisex

–      neomaccartismo per far tacere gli oppositori del “pensiero unico globalista NWO”

–      terrorismo,

–      attentati travestiti come fatalità,

–      criminalità causata da mancata integrazione di cosiddetti immigrati: immigrazione come arma militare (da leggere le tesi terrificanti di Pierre Goldman su: https://www.maurizioblondet.it/terrorismo-islamico-goldman-propone-la-soluzione-30-cento/

–      il web ufficiale e quello profondo

–      le banche-ombra

–      medicalizzazione come arma di sterminio di massa (2.000.000.000 di persone dovranno essere eliminate entro pochi anni. Ascoltare il filmato: https://www.youtube.com/watch?v=PY7u4aXkzNs

 

 

Chapeau per la loro genialità e per il loro profondo odio per l’umanità …

 

 

 

QUELLO CHE NON LEGGERETE SUI GIORNALI. IL CAPITOLO DEL LIBRO DI MARIO GIORDANO, ‘AVVOLTOI’, SULLE AUTOSTRADE

LA GALLINA DELLE UOVA D’ORO CHE DALLO STATO È FINITA A UNA MANCIATA DI PRIVATI: BENETTON E GAVIO (E I LORO SOCI) AMMASSANO MILIARDI SULLE SPALLE DEGLI AUTOMOBILISTI, INVESTENDO MENO DI QUANTO PROMESSO E RINNOVANDO CONCESSIONI ANCHE FINO AL 2050

20 marzo 2018 RILETTURA

 

 

Estratti dal libro ‘’Avvoltoi’’ di Mario Giordano, edizioni Mondadori

 

mario giordano, avvoltoi

 

Per loro una cuccagna, per noi una tassa occulta

 

 

Continua qui: http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/quello-che-non-leggerete-giornali-capitolo-libro-mario-169699.htm

 

 

ATTUALITÀ SOCIETÀ COSTUME

15 agosto, cosa si festeggia il giorno di Ferragosto?

14 agosto 2018 di Chiara Pizzimenti

Il 15 agosto è festa insieme laica e religiosa: le ferie dell’imperatore Augusto e l’Assunzione della Vergine Maria. La gita fuori porta è nata invece negli anni del Fascismo

 

È il culmine dell’estate, ma è una festa religiosa. Il Ferragosto sembra festività laica, così posizionata nel cuore dell’estate, ma che in realtà ha un’origine sacra. Il nome laico della festività del 15 agosto è Ferragosto, per la chiesa è l’Assunzione della Vergine Maria. La festa è tutta italiana, negli altri Paesi la festività estiva per eccellenza è nella notte di San Giovanni, fra il 23 e il 24 giugno.

ASSUNZIONE DI MARIA
La chiesa cattolica ha indicato la festività del 15 agosto, come data dell’Assunzione della Vergine Maria.

È il passaggio diretto, anima e corpo, della madre di Gesù in paradiso al termine della sua vita terrena. Gli ortodossi celebrano in questa data la dormizione di Maria, come se la Vergine non fosse morta, ma fosse caduta in un sonno profondo prima di essere assunta in cielo. I protestanti non credono nell’assunzione, non presente nella Bibbia.

LE FERIE DI AUGUSTO
La storia è però sempre più antica del VII secolo in cui è entrata nella tradizione cattolica. Il termine Ferragosto viene dal latino. Se il mese di agosto prende il nome dall’imperatore Augusto, lo stesso vale per la festività di questo mese che deriva da feriae Augusti, festività istituita sempre da Augusto nel 18 a.C.

Continua qui: https://www.vanityfair.it/news/approfondimenti/2018/08/14/15-agosto-cosa-si-festeggia-il-giorno-di-ferragosto

 

BELPAESE DA SALVARE

Benetton-Spagna grazie ai nostri pedaggi, regalo di D’Alema

Scritto il 16/8/18

«Genova: il crollo è cominciato nel 1999 – scrive “VoxNews” – quando D’Alema ha regalato le autostrade ai Benetton». Oggi si piangono le vittime del viadotto Morandi, collassato per deficit di manutenzione, e secondo l’esecutivo gialloverde per colpa di Autostrade per l’Italia (che avrebbe dovuto, quantomeno, segnalare il pericolo e chiudere l’arteria). Ma se lo Stato non ha più la gestione dell’infrastruttura, e quindi il controllo della sua sicurezza, lo si deve alla grande privatizzazione decisa trent’anni fa dal centrosinistra dalemiano: un esecutivo che vedeva Sergio Mattarella vicepremier e Carlo Azeglio Ciampi al Tesoro, insieme a Giuliano Amato. Poche varianti nel D’Alema-bis: il tecnocrate Franco Bassanini alla funzione pubblica, il boiardo di Stato Antonio Maccanico alle riforme istituzionali e Amato al Tesoro, con Mattarella alla difesa e Vincenzo Visco alle finanze. Erano gli anni ruggenti della “terza via”, il neoliberismo adottato con entusiasmo dalla post-sinistra clintoniana e blairiana: rottamare lo Stato e svendere il patrimonio ai grandi trust privati. Palazzo Chigi trasformato in una merchant bank: lo stesso D’Alema si vantò di aver realizzato il record europeo, in tema di privatizzazioni. Le autostrade? Dall’Iri ai Benetton: l’affare del secolo (ma solo per i Benetton, a quanto pare).

Gli imprenditori trevigiani erano partiti molti anni fa con l’abbigliamento a buon mercato, ricorda Fabio Pavesi sul “Fatto Quotidiano”, ma hanno scoperto ben presto che i soldi – quelli veri e tanti – si fanno con i business monopolistici: «Quelli regolati da tariffe e dove la concorrenza sui prezzi, che ha morso sempre di più il tessile-abbigliamento, è del tutto inesistente». Oggi il marchio Benetton è in crisi profonda, mentre i business delle infrastrutture (autostrade e aeroporti, fino alla ristorazione con Autogrill) in cui la famiglia di Ponzano Veneto ha pensato bene di investire alla grande, sfavillano di luce propria. Atlantia, la capofila del gruppo nel settore delle autostrade, ha trovato l’accordo con la Acs di Florentino Perez (patron del Real Madrid) e la sua controllata tedesca Hochtief per “papparsi” la spagnola Abertis, su cui Atlantia aveva lanciato un’Opa da 16 miliardi. Il progetto: una holding in cui proprio Atlantia avrà il 50% del capitale, più un’azione. «Il gruppo dei Benetton entra così in Abertis dal piano superiore. Una mossa che la dice lunga sull’abilità della famiglia di Ponzano Veneto di giocarsi alla grande i suoi investimenti».

Del resto, aggiunge Pavesi, il business delle autostrade è da sempre un investimento a prova di rischio, e molto remunerativo.

 

Continua qui: http://www.libreidee.org/2018/08/benetton-spagna-grazie-ai-nostri-pedaggi-regalo-di-dalema/

 

 

 

 

 

PONTE MORANDI

14 agosto 2018 di Roberto PECCHIOLI

 

Non volevamo crederci. Il crollo del Ponte Morandi, che noi genovesi, con una punta di provincialismo da colonizzati chiamavamo ponte di Brooklyn, è una tragedia sconvolgente, per il suo carico di vittime, dolore, distruzione e per le conseguenze terribili che si trascineranno per anni. Non è il tempo degli sciacalli, ma dei soccorsi, del cordoglio, dell’aiuto, della collaborazione. Tuttavia, non si può tacere, tenere a freno la collera per un’altra tragedia sinistramente italiana: un’opera di quell’importanza non può crollare dopo soli 50 anni. Per chi scrive c’è un che di personale, quasi di intimo nel dolore di queste ore. Bambini, partecipammo nel 1967 all’inaugurazione del ponte con tutte le scolaresche di Genova. Muniti di bandierina tricolore, appostati di fronte al palco, seguimmo la cerimonia, vedemmo con la meraviglia dell’età il presidente della repubblica Giuseppe Saragat attorniato da uomini in alta uniforme e dall’imponente figura del grande cardinale Siri, storico arcivescovo della città.

Abbiamo percorso migliaia di volte quel ponte lunghissimo, settanta metri sopra la vallata del torrente Polcevera piena di case popolari e capannoni industriali della ex Superba, ogni giorno per decenni lo abbiamo visto e sfiorato andando al lavoro. Non c’è più ed è colpa di qualcuno. Parlano di fulmini, di un intenso nubifragio e di cedimento strutturale. Aspettiamo a tranciare giudizi, ma nel mattino della vigilia di Ferragosto pioveva e basta. Nessuna alluvione, dagli anni 70 ne ricordiamo almeno sei, devastanti, nella città di Genova. Non sappiamo quanti fulmini si siano abbattuti in mezzo secolo sul manufatto dell’ingegner Morandi (pochi sapevano che a lui fosse intitolata l’opera), né quanta pioggia abbia bagnato da allora le imponenti strutture. Non accettiamo, non riconosceremo mai come valida la sbrigativa giustificazione di queste ore. Sarà qualunquismo da Bar Sport, ma ci risulta che ponti romani siano in piedi da due millenni, e non crediamo nell’incapacità dei progettisti. Però, negli ultimi decenni i crolli sono stati tantissimi, come le tragedie dovute all’incuria, all’insipienza, alla corruzione diffusa.

Continua qui: https://www.maurizioblondet.it/ponte-morandi/

 

CONFLITTI GEOPOLITICI

Mercenari italiani per liberare il Donbass? Qualcosa non torna

01/08/2018 Massimo Bordin

 

Arriva pesante come un mattone la notizia che sei italiani sarebbero stati arrestati con l’accusa di reclutare mercenari per combattere con le milizie separatiste filorusse in Donbass. La stampa nazionale ha anche diffuso il nome del principale organizzatore.

Al di là dell’aspetto tecnico-legale, che sicuramente avrà la credibilità che serve alla magistratura per ordinare una simile operazione, sotto il profilo logico ciò che viene riportato in queste ore desta più di qualche sospetto.

Il primo. I separatisti hanno ingaggiato una lotta senza quartiere contro l’esercito di Kiev. Il governo di Poroshenko è di simpatie chiaramente naziste e la presa del potere è avvenuta nel 2014 grazie ad appoggi esterni allo stato ucraino. A far breccia tra i ribelli di piazza Maidan in Ucraina è stato il nazismo storico che ha come emblema la figura di Stepan Bandera, politico ucraino che durante gli anni della guerra collaborò con i tedeschi per combattere contro l’occupazione dell’Unione Sovietica. Pare strano, anzi, francamente ridicolo, che i reclutatori vengano etichettati come fascisti poiché starebbero con ciò sostenendo un’ideologia contraria allo spirito russo e all’identità russa così caldamente appoggiata dai separatisti del Donbass. In altri termini, secondo la nostra stampa, un gruppo neofascista italiano starebbe aiutando militarmente gli antifascisti del Donbass. Tutto può essere, eh? Però…

 

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CYBERWAR SPIONAGGIO DISINFORMAZIONE

Hanno censurato Alex Jones

 

DMITRY ORLOV – 15 AGOSTO

http://cluborlov.blogspot.com/2018/08/censoring-alex-jones.html

 

 

Recentemente è successa una cosa che un po’ mi ha fatto sentire come una specie in via di estinzione. Un gruppo di aziende transnazionali che operano su Internet, comprendenti Google, Facebook, Apple e diverse altre, hanno rimosso, tutte allo stesso tempo, i contenuti che appartenevano ad infowar.com, il sito gestito da Alex Jones. Questo sincronismo è la prova sicura di una cospirazione, qualcosa di cui Alex Jones parla anche troppo.

Una volta avevo partecipato ad una trasmissione radiofonica condotta da Alex Jones, e lui era riuscito a sintetizzare tutto quello che avevo da dire nella frase “gli Stati Uniti sono sul punto di collassare, proprio come aveva fatto l’URSS,” il che è notevole, visto quanto poco eravamo riusciti a comunicare, non avendo quasi nulla in comune. È un conservatore e un libertario, anche se credo che negli Stati Uniti non esistano conservatori. Che cosa hanno “conservato” di recente, oltre al diritto di portare la pistola? Per quanto riguarda il libertarismo, ritengo il vero libertarismo storico una forma di socialismo, mentre la versione americana è solo divertente: questi rimangono dei libertari unicamente fino a quando non hanno bisogno di un’ambulanza o dei vigili del fuoco, e poi diventano socialisti. Libertari americani come Ayn Rand, secondo me instancabile e pessima scrittrice, in preda a distorsioni cognitive, che però trovo utilissima come cartina di tornasole per [evidenziare] le menti mediocri.

Inoltre, Jones crede nella politica, mentre io rimango dell’idea che la politica interna degli Stati Uniti sia una perdita di tempo. E’ stato statisticamente provato che gli Stati Uniti non sono una democrazia: la volontà popolare in politica vale esattamente zero. Non importa chi sia il presidente, la differenza è solo una questione di stile. Trump è un toro in un negozio di cristallerie, mentre la Clinton sarebbe stata un cervo abbagliato dai fari. Il risultato è lo stesso: gli Stati Uniti sono in bancarotta e l’impero è finito.

Fra Jones e me c’è anche una differenza di fondo. Prima di tutto io sono uno sperimentatore e un saggista; l’esperienza personale e lo stile letterario sono, per me, di vitale importanza, mentre Jones dà poca importanza alla ricerca, lavora sui pettegolezzi, è abbastanza scontato e ripetitivo, ma ha l’istinto giusto dell’agitatore di folle. Si riallaccia alla vecchia tradizione americana dei predicatori itineranti, che declamavano geremiadi, martellavano sulla Bibbia e minacciavano fuoco eterno e punizioni divine. Il contenuto dei suoi discorsi è secolare, ma la sua tecnica retorica è revivalista. Ha un tono predicatorio, stridente ed emozionale. Nella sua formazione culturale c’è anche un po’ dell’imbonitore da baraccone, e, alle volte, non disdegna di spacciare qualche falso rimedio survivalista.

 

Continua qui: https://comedonchisciotte.org/hanno-censurato-alex-jones/

 

 

 

 

 

Creare il caos e creare martiri: Alex Jones ed Erdogan

 

TOM LUONGO – 13.08.2018

Link: https://tomluongo.me/2018/08/13/inviting-chaos-creating-martyrs-alex-jones-erdogan/

 

Il caos politico ha raggiunto l’apice questa settimana, prima con la censura di Alex Jones concordata dai social media, poi col crollo della Lira turca.

Come sono correlate le due cose?

Entrambe rivelano il disperato bisogno di controllo dei potenti.

Dopo l’elezione di Trump, se la sono fatta sotto. I Globalisti di cui Jones parla sempre esistono veramente. Piaccia o non piaccia, è una persona che genera idee scomode, necessarie in una società libera.

È da più di un anno che volevano metterlo a tacere. La cosa però non fa altro che alimentare l’ego suo e di quelli che lo seguono.

Convalida tutto ciò va dicendo da vent’anni.

Non fraintendetemi, adoro Alex Jones.

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DIRITTI UMANI – IMMIGRAZIONI

Il caldo di agosto, sì sa, gioca brutti scherzi, e deve averne giocato uno De Magistris,

 

Federica Francesconi Facebook – 14 agosto 2018

 

uno degli idoli dei radical chic non ancora spazzato via dall’onda “populista”, come spregiativamente la chiamano i megafoni europeisti e sorosiani. L’inossidabile De Magistris, che tra una visita a un centro sociale e un trenino arcobalenato in difesa dei diritti gay, ha  pure il tempo di lanciare proclami di sapore internazionalista in salsa radical chic.

 

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BENEFICENZA 2.0

 

Federica Francesconi Facebook 14 agosto 2018

 

Nel XXI secolo se pronunci la parola “beneficenza” stai in realtà usando un sinonimo di truffa. La mia può sembrare un’affermazione arbitraria, ma, alla luce degli scandali in questo nuovo settore in cui la mafia sta investendo, non lo è affatto. A provarlo sono le megatruffe umanitarie che negli ultimi anni ONLUS, cooperative, società caritatevoli e alcune anime del progressismo umanitario hanno fatto a danni di comuni cittadini ed enti pubblici. Ormai la beneficenza è diventata uno status symbol, un marchio di garanzia senza il quale nella società dell’apparenza e del vuoto nichilista non si conta nulla. Ergersi a difensori del multuculturalismo, dell’umanitarismo e della solidarietà verso i più deboli apre molte porte e, a quanto risulta, anche molte casseforti. Incassare soldi attraverso la beneficenza non è mai stato più facile: finanziamenti pubblici per promuovere iniziative di accoglienza sono manna che cade dal cielo. Lo sapeva bene quel gran criminale di Buzzi, che in una intercettazione telefonica disse che “con gli immigrati si fanno più soldi della droga”. Business, quattrini, business. Questo è il credo della mafia dell’accoglienza e della beneficenza.

 

L’ultimo scandalo vede coinvolti i cognati di Renzi, Alessandro e Luca Conticini, il cui cognome è tutto un programma, che si sono appropriati indebitamente di fondi pari a circa 6 milioni di Euro, che avrebbero dovuto essere destinati alla campagna che l’UNICEF aveva promosso nel 2011 per aiutare i bambini africani ammalati di malaria. Pare, invece, che i due fratelli avessero creato una vera e propria società a delinquere che stornava i fondi destinati all’UNICEF, che i benemeriti avevavo raccolto, nelle tre società di loro proprietà. Una, la Eventi 6, finanziava la Leopolda di Renzi. Inconsapevolmente, quindi, i cittadini che hanno fatto donazioni all’UNICEF hanno finanziato i convegni demenziali del PD.

 

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ECONOMIA

Il neoliberismo è compatibile con la democrazia?

Pubblicato: Mercoledì, 15 Agosto 2018 – Patrizia Scanu

A poche ore dalla tragedia del crollo del viadotto Morandi a Genova, la prima riflessione di molti cittadini italiani sta andando alla questione tutt’altro che secondaria della privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici. I numerosi crolli di viadotti, strade, scuole, infrastrutture del Paese, da sempre giustificata con i vincoli di bilancio, con il debito pubblico, con le richieste di austerity da parte dell’Europa, ci sta mostrando due fatti evidenti: che se non si spende in infrastrutture e manutenzione si mette in pericolo la vita delle persone, il turismo e l’economia di intere zone; e poi che la semplice privatizzazione di infrastrutture lucrose come le autostrade non porta con sé i meravigliosi benefici promessi dalla propaganda neoliberista degli anni ’80 e ’90, con la sua retorica del “privato è bello”, della maggiore efficienza del privato rispetto al pubblico, dei vantaggi per gli utenti.

La verità è che con le privatizzazioni si sono spesso creati monopoli, posizioni di rendita di tipo feudale e ingiustificati guadagni per poche famiglie ricche e strettamente legate con i vertici della politica nazionale e internazionale, a danno dei cittadini, che pagano pedaggi assurdamente costosi, a fronte di un servizio tutt’altro che ineccepibile. In Italia i principali gruppi privati concessionari delle autostrade sono il Gruppo Gavio (che è il quarto operatore al mondo nella gestione di autostrade a pedaggio con un network di circa 4.156 km di rete e che in Italia, attraverso la società SIAS, gestisce circa 1.423 km di rete, fra i quali l’autostrada Genova-Ventimiglia), e il gruppo Atlantia, di proprietà dei Benetton. Un articolo de Il Fatto quotidiano di qualche mese fa, a firma di Fabio Pavesi, metteva in evidenza gli enormi profitti del gruppo Atlantia (le autostrade italiane fino al 1999 furono di proprietà pubblica, del gruppo IRI, con il nome di Società Autostrade,

 

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Disastro privatizzato: così il neoliberismo ci crolla addosso

Scritto il 16/8/18

A poche ore dalla tragedia del crollo del viadotto Morandi a Genova, la prima riflessione di molti cittadini italiani sta andando alla questione tutt’altro che secondaria della privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici. I numerosi crolli di viadotti, strade, scuole, infrastrutture del paese, da sempre giustificata con i vincoli di bilancio, con il debito pubblico, con le richieste di austerity da parte dell’Europa, ci sta mostrando due fatti evidenti: che se non si spende in infrastrutture e manutenzione si mette in pericolo la vita delle persone, il turismo e l’economia di intere zone; e poi che la semplice privatizzazione di infrastrutture lucrose come le autostrade non porta con sé i meravigliosi benefici promessi dalla propaganda neoliberista degli anni ‘80 e ‘90, con la sua retorica del “privato è bello”, della maggiore efficienza del privato rispetto al pubblico, dei vantaggi per gli utenti. La verità è che con le privatizzazioni si sono spesso creati monopoli, posizioni di rendita di tipo feudale e ingiustificati guadagni per poche famiglie ricche e strettamente legate con i vertici della politica nazionale e internazionale, a danno dei cittadini, che pagano pedaggi assurdamente costosi a fronte di un servizio tutt’altro che ineccepibile.

In Italia i principali gruppi privati concessionari delle autostrade sono il Gruppo Gavio (che è il quarto operatore al mondo nella gestione di autostrade a pedaggio con un network di circa 4.156 km di rete e che in Italia, attraverso la società Sias, gestisce circa 1.423 km di rete, fra i quali l’autostrada Genova-Ventimiglia), e il gruppo Atlantia, di proprietà dei Benetton. Un articolo de “Il Fatto Quotidiano” di qualche mese fa, a firma di Fabio Pavesi, metteva in evidenza gli enormi profitti del gruppo Atlantia (le autostrade italiane fino al 1999 furono di proprietà pubblica, del gruppo Iri, con il nome di Società Autostrade, diventata poi nel 2003 Autostrade per l’Italia S.p.A, 100% di proprietà del gruppo Atlantia, che gestisce autostrade a pedaggio anche in altri paesi). Per essere precisi, 1,9 miliardi di utile operativo solo nel 2017 e solo per Autostrade per l’Italia S.p.A e un utile netto di 972 milioni in crescita del 19% sul 2016. Quale vantaggio ne viene ai cittadini italiani? Ovviamente nessuno. La

 

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FINANZA BANCHE ASSICURAZIONI

Prove tecniche per l’attacco monetario d’autunno

10/08/2018Massimo Bordin

 

Troppa confusione viene alimentata quando una valuta scende in modo burrascoso. Nel caso della lira turca, poi, si sprecano i moralismi contro la politica di Erdogan.

La lira turca non sta precipitando perchè Erdogan è un pericoloso oscurantista, ma perchè qualcuno sta “vendendo” Turchia. Questo “qualcuno” lo fa perchè è bello speculare al ribasso. Accadde con il rublo 4 anni fa, ad esempio. I trader dicono, non a caso, che si sale per le scale, ma che – quando si scende – si scende con l’ascensore (cioè velocemente). Le discese veloci di un prodotto finanziario o di una valuta garantiscono agli speculatori lauti guadagni in breve tempo, seguendo e favorendo il nuovo trend in atto.
Non sempre quando tutti vendono un bene c’è dietro la Spectre. Il più delle volte è pura speculazione, com’è capitato nel caso dell’attacco di Soros alla sterlina e alla lira italiana negli anni Novanta.  Soros voleva guadagnarci, e lo ha fatto.
Semmai, sono i media ed i politici a cavalcare questi attacchi speculativi al fine di maturare consenso che vada a loro vantaggio. Nel caso della Turchia la cosa è ovvia.
Erdogan approfitta dell’attacco per parlare di ingerenze americane, mentre i politici occidentali prendono la palla al balzo e dicono all’opinione pubblica: “visto cosa succede a portare avanti politiche autonome con moneta sovrana?”
In realtà, quel che non si finge di non sapere è che al mondo comandano poteri diversi, alcune volte in contrasto tra loro. Questi poteri, chiamati da alcuni deep state, sono rappresentati da grandi multinazionali e apparati difensivi di tipo militare, con tutta la lobby guerrafondaia che ci sta dietro.

 

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GIUSTIZIA E NORME

DI CONSIP NON SI PARLA PIÙ? DI UNO SCANDALO DA 2,7 MILIARDI DI EURO!?

 

Carlo Taormina

 

Un dossier che potrebbe mandare in galera Matteo Renzi. Ipotesi estrema, ma non campata in aria perché la querela di decine di pagine presentata da Luigi Di Maio alla Procura di Napoli sui presunti appalti facili finiti all’imprenditore Massimo Pessina dopo l’acquisto del quotidiano del Pd L’Unità, sottolineava il Giornale, si basa su accuse pesantissime che chiamano in causa direttamente l’ex premier e segretario democratico.

 

Il premier del Movimento 5 Stelle individua reati come istigazione alla corruzione, corruzione internazionale, induzione indebita, turbativa della libertà degli incanti e traffico di influenze illecite. Il conto se accolte? Una decina di anni di carcere. La “segnalazione” di Di Maio rientra nell’inchiesta napoletana (e romana) sull’imprenditore Alfredo Romeo e Consip (con Tiziano Renzi, padre di Matteo, formalmente indagato insieme all’attuale ministro dello Sport ed ex sottosegretario Luca Lotti), ed è stata girata anche all’Anac del commissario Cantone.

 

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HO VINTO LA MIA BATTAGLIA SULL’ART.117 COMMA1

 

Antonio Libero – 6 agosto 2018

 

Finalmente dei parlamentari della REPUBBLICA ITALIANA hanno sentito l’esigenza, in questo periodo storico, di presentare e depositare un disegno di legge di revisione costituzionale , già assegnato, riguardante le modifiche agli articoli 97, 117 comma1 e 119 della Costituzione, concernenti il rapporto tra l’ordinamento italiano e l’ordinamento dell’Unione europea.

 

In particolare, l’Art. 2. del ddl succitato recita:

 

  1. All’articolo 117, primo comma, della

Costituzione, le parole: «, nonché dei vincoli

derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali» sono soppresse.

 

Un atto di volontà’ politico/giuridico/istituzionale concreto ( CHE VA AL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE), che rappresenta l’unico mezzo giuridico per poter iniziare il processo di riconquista della nostra autonomia legislativa a livello costituzionale, che non significa uscita dall’euro zona o dall’Unione Europea, ma ci ridarebbe la dignità’ di Nazione senza essere più sudditi dell’UNIONE EUROPEA, consentendoci, al tempo stesso, la possibilità’ di costruire un Europa più democratica tra tutti gli stati membri.

 

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LA LINGUA SALVATA

Intrudere

in-trù-de-re (io in-trù-do)

SignInserire o introdurre con la forza o indebitamente

voce dotta, recuperata dal latino medievale intrudere, derivato di trudere ‘spingere’ col prefisso intensivo in-.

Eh già, il verbo ‘intrudere’ esiste: il ben più frequentato ‘intruso’ nasce come suo participio passato, che poi si è fatto aggettivo e sostantivo, e ha avuto il suo bel successo, per così dire, lontano dalla casa del verbo, insieme all”intrusione’.

‘Intrudere’ descrive un’azione precisa: l’inserire o con la forza o clandestinamente, specie qualcosa o qualcuno di irregolare e indebito rispetto al contesto. C’è letteralmente uno ‘spingere dentro’ che i suoi sinonimi non conoscono, non l’inserire, che intreccia nel mezzo, non l’introdurre, che guida dentro. Il significato che otteniamo è dei più versatili e incisivi. Il datore di lavoro disonesto fa di tutto per intrudere nel

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PANORAMA INTERNAZIONALE

Prove di neocolonialismo

13 luglio 2018

 

Il 6 luglio 2018 la Commissione europea ha approvato 3 nuovi programmi relativi alla migrazione nell’Africa settentrionale per un totale di oltre 90 milioni di euro.

I nuovi programmi fanno parte del Fondo fiduciario di emergenza dell’UE per l’Africa e “aumenteranno l’assistenza dell’UE ai rifugiati e ai migranti vulnerabili e miglioreranno la capacità dei paesi partner di gestire meglio le loro frontiere.”

  1. Si tratta del programma per la gestione delle frontiere per la regione del Maghreb, con una dotazione di 55 milioni di €, con cuil’Unione europea sosterrà gli sforzi delle istituzioni nazionali del Marocco e della Tunisia volti a ridurre le perdite di vite umane in mare, migliorare la gestione delle frontiere marittime e combattere i trafficanti che operano nella regione. Il programma, sarà attuato dal ministero dell’Interno italiano, di concerto con il Centro internazionale per lo sviluppo delle politiche migratorie (ICMPD.

 

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POLITICA

Mutanti piddini, radical chic e progressisti debosciati,

Federica Francesconi – facebook 14 agosto 2018

 

avete veramente sminuzzato i “cosiddetti” con le vostre prediche volte a scansare le responsabilità dei governi tecnici che avete sostenuto, e che hanno contribuito a far retrocedere l’Italia a Paese del Secondo Mondo.

Ma veniamo al dunque. Il 28 aprile del 2016 un senatore, Maurizio Rossi, fece un’interrogazione parlamentare all’allora Ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Graziano Del Rio, per denunciare il cattivo stato di manutenzione in cui versava il Ponte Morandi. Nel testo si chiede a chiare lettere e senza indugio la totale o parziale chiusura del ponte perché “è stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti”. Per evitare il collasso del sistema stradale genovese si sollecita il ministro a chiedere alla società Autostrade la ripresa immediata dei lavori di costruzione del secondo ponte parallelo, la Gronda, misteriosamente interrotti da anni.

 

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Signor Mattarella,

 

la Sua elezione a Presidente della Repubblica da parte di un gruppo di “Abusivi” mi indusse a sperare in un Suo coerente e dovuto rifiuto o, in alternativa, nella dignitosa e coraggiosa decisione di sciogliere le Camere e licenziare, senza esitazione alcuna, lo squalificato e squalificante Governo dei Renzi, delle Cirinnà, dei Poletti, delle Pinotti e di un po di Soggetti che ripugna anche indicare.

 

Dimenticai che “Pecunia non olet!”: fra le due sole posizioni praticabili, Lei ne scelse una terza.

 

Quella di porsi alla testa di una banda di Guitti e di Cortigiane, avallandone lo scempio istituzionale; contribuendo a guidare il Paese verso ogni sorta di degrado; saldando ogni drammatico evento ad un silenzio incommentabile; lanciandosi, invece, in esternazioni indebite quanto incostituzionali e rivelandoci quanto di lei si ignorava.

 

Prima di tutto: la faziosità.

Un settarismo confermato dallo sprezzo per la Costituzione, con anche la pesante interferenza nella formazione del Governo e con anche le gratuite intromissioni nelle legittime azioni di un Ministro in carica.

 

 

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APPELLO PER ROBERTO SAVIANO

 

Augusto Sinagra Facebook 11 agosto 2018

 

È da molto tempo che ci penso. Si tratta di questo: non c’è giorno che televisioni o giornali non parlino di questo Roberto Saviano. Lui stesso interviene dall’attico di New York (a parte quel che costa, non si capisce cosa faccia là) con messaggi twitter o tramite altri social per esternare sue opinioni e suoi pensieri. Su quel che egli dice si impiantano dibattiti e contese pro e contro.

Tutto questo è inspiegabile: si tratta di un individuo condannato per plagio (cioè per avere copiato e riprodotto articoli di altri), condannato più di una volta per diffamazione e con lui la Casa editrice di Berlusconi (evidentemente i due si apprezzano reciprocamente). Ma questo poco conta.

Letterariamente questo Roberto Saviano non vale niente, e scarsetta è anche la sua conoscenza della lingua italiana quanto a grammatica e sintassi. I “pensieri” che esprime sui social sono di livello infantile, letterariamente parlando; oltre che intellettualmente e politicamente molto discutibili se non palesemente finalizzati a richiamare l’attenzione su di sé. Egli è anche palesemente un narcisista.

 

 

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