
GLI SBARCHI DI ISLAMICI, IL SILENZIO DEL MONDO EBRAICO E LA DOTTRINA DEI TERREMOTI
Manlio Lo Presti

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Cosa dire del silenzio della comunità ebraica sulla questione islamica? Sul tema degli sbarchi di islamici sulle nostre coste gli esponenti della ridetta comunità non hanno battuto ciglio.
Fingono tranquillità ma hanno allertato gli oscuri pretoriani della sezione Kidon pronti ad agire nel territorio della ex-italia in caso di complicazioni, sulla base delle determinazioni della sezione Tzomet?
Aggiungerei la singolare ma apparente inerzia dei servizi USA che agiscono in coordinazione con il Mossad. Come si stanno muovendo i servizi russi e quelli cinesi? Tutto tace mentre gli sbarchi non hanno alcuna interruzione!
Tutto lascia supporre che si tratti di una calma apparente. Lo scenario è molto particolare: Roma è una capitale occidentale complicatissima. Una città unica al mondo dove risiedono ed agiscono due e anche tre ambasciate dello stesso Paese.
In politica estera, la penisola subisce gli effetti della sua posizione geografica collocata al centro del Mediterraneo. Alcuni politici lungimiranti hanno tentato di trasformare in vantaggio geopolitico questa localizzazione senza riuscirci perché assassinati prima di compiere il loro disegno.
Nel frattempo, avvengono sbarchi biblici sulle coste spagnole. I servitori e i fantocci urlano, arringano per la difesa dell’accoglienza senza condizioni. Altri invece si barricano dietro la difesa dell’identità nazionale. Sarebbe interessante conoscere il parere della comunità ebraica spagnola di cui nessuno parla. Sarebbe anche interessante sapere perché i servizi spagnoli non hanno avuto una percezione preventiva degli sbarchi. Si tratta di un’operazione dei migranti pilotata da oscure forze iberiche nemiche dell’attuale capo del governo da screditare in quanto colpevole di non aver aderito alle strategie NATO e al riarmo europeo? I servizi spagnoli hanno frazioni ostili all’attuale governo? Lo stesso schema, ripetutamente adottato dagli angloamericani in altri quadranti geografici, lo fa pensare. Come sta accadendo ripetutamente, un Paese diventa bersaglio di eventi “improvvisi” a cui seguono a breve e casualmente disastri ambientali, preferibilmente terremoti. I finanziamenti americani arrivano rapidamente per la ricostruzione eseguita da imprese USA, ovviamente. Gli stessi colpevoli offrono la soluzione!
Lo schema “sudamericano” ingegnerizzato dagli USA ai danni dei vassalli sudamericani ha avuto successo. Nulla vieta di esportarlo in tutte le nazioni dove sussiste la presenza di Paesi non vassalli come la Russia e la Cina. Si tratta di creare caos per disturbare e/o ritardare il processo di colonizzazione di queste due potenze mondiali che non possono essere colpite direttamente perché non ci sarebbe nessun vincitore. Ancora è efficace il principio della deterrenza basata sulla forza di devastazione di Russia e Cina. Non esistono ragioni politiche e di giustizia dei popoli i cui danni e i genocidi sono visti come “danni collaterali” rispetto gli obiettivi di una nuova versione del “grande gioco”.
All’orizzonte si sta profilando una specie di “Dottrina dei terremoti” da utilizzare come martello di Dio contro i nemici un tempo definiti “Stati canaglia”. Questa supposizione non esclude la certezza che la Spagna possa essere a breve essere colpita da una sequenza di terremoti. Aspettiamo…
In assenza di informazioni condivise, la presenza di questa strategia “sismica” offre una chiave di lettura per decrittare il colloso e persistente silenzio delle comunità ebraiche d’Europa sul fenomeno degli sbarchi di cosiddetti migranti. Emerge il sospetto che la geopolitica degli USA sia controllata o perfino direttamente gestita da Israele grazie alla rete di ricatti costruita sulla montagna di documenti di Epstein? Per queto motivo, le comunità ebraiche italiane e spagnole non osano criticare gli sbarchi che rientrano nel vasto disegno realizzato da Israele per il controllo totale degli USA?
Mentre si è scatenata la solita sperimentata claque organizzata dai soliti pennivendoli con spietata puntualità dai canali informativi di terra, di mare, di aria coordinati da ben precisi schieramenti politici, da cittadino della strada non ho visto un intervento in queste trasmissioni di esponenti delle comunità ebraiche italiche, spagnole, ecc. Un silenzio insolito per esponenti abilissimi comunicatori e propagandisti nel momento giusto!
Costoro sanno qualcosa che a noi, comuni mortali, sfugge, o i motivi sono quelli appena ipotizzati?
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