Morte di un vittorioso proconsole scomodo agli USA e ai vertici iraniani

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Morte di un vittorioso proconsole scomodo agli USA e ai vertici iraniani

Manlio Lo Presti – 7 gennaio 2020

La eliminazione del generalissimo iraniano è una ripetizione di un copione che risale dagli imperi dell’antichità. Nulla di nuovo, come sempre.

Abbiamo un generale che si muove con grande abilità nel difficilissimo scenario mediorientale. Sa distillare alleanze e focalizzare avversari. Il suo operato aumenta più che proporzionalmente il suo prestigio e la sua influenza nello scacchiere iracheno-siriano. Viene per questo messo sotto osservazione da:

USA

Vertici religiosi iraniani per i quali nessuno è indispensabile e ne teme la popolarità crescente

Israele

Russia

Turchia.

La miscela omicida è pronta. La storia di Roma insegna. La sua cronaca è lastricata da colpi di mano di generali e del loro assassinio da parte del Senato non appena di ritorno a Roma vittoriosi e a capo di legioni fedelissime e armatissime.

Sempre per non dimenticare MAI che qualsiasi analisi geopolitica deve tenere in grande considerazione i percorsi del denaro, abbiamo la variante della scoperta recente di un giacimento di petrolio pari a circa 53 miliardi di barili!

Come al solito – per sviare da opportune riflessioni complessive – vengono costruite analisi sugli esecutori dell’operazione: Mossad, Cia, traditori all’interno dei vertici iraniani?

Focalizzando invece la pista del danaro (infallibile il detto inglese: follow the money) la visione appare diversa se teniamo conto dell’immenso giacimento di petrolio appena scoperto (1).

Il condottiero appare improvvisamente ingombrante agli USA e ai vertici iraniani ai fini della realizzazione di un maxiaccordo sulla commercializzazione di una enorme quantità di petrolio senza ricorrere ad una guerra. (2)

Contrariamente all’Iraq, l’Iran è meglio strutturato militarmente, possiede veramente armi nucleari in una quantità che è conosciuta solamente da coloro che le hanno fornite lungo il reticolo delle carovaniere asiatiche e non.

 

TUTTO CIO PREMESSO

 

Il copione previsto dai soliti spin doctors adesso prevede:

 

una ondata di proteste per due o tre mesi,

qualche scaramuccia ai confini,

minacce americane e accuse dei democratici.

attentati con varie vittime (il petrolio val bene una scia di morti in qualche aeroporto, scuola, ospedale di una o varie capitali straniere occidentali, vittime di cui non frega una BEATA a nessuno),

bombardamento mediatico di terra, di mare di aria di stampa web e catene televisive mondiali,

dichiarazioni multilaterali, opinioni di centri di ricerca universitari e privati,

200-300 dibattiti televisivi,

contese giuridiche e denunce per querela,

risse variopinte all’ONU,

azioni delle magistrature nazionali per intimidire qualcuno,

qualche omicidio politico,

scontri fra partiti e governi che cambiano,

borse valori in fibrillazione,

utilizzo dello spread come martello pneumatico,

un intervento “pacificatore” dell’ONU,

negoziati mediati da un Paese “terzo” il cui premier riceverà poi il Nobel per la pace,

accordi commerciali,

soldi a valanga,

aperture di sussidiarie Rothschild in Iran e in Siria per la intermediazione (riciclaggio) di una montagna di soldi,

un prossimo film da Hollywood

 

Con varianti imposte inevitabilmente dalla realtà concreta, il tracciato è questo.

 

 

NOTE

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