Gli effetti delle pandemie e la tecnoscienza che incombe

https://centauraumanista.wordpress.com/2020/03/14/la-maschera-del-medico-della-peste/

Gli effetti delle pandemie e la tecnoscienza che incombe

Manlio Lo Presti – 20 novembre 2020

La storia umana è percorsa da pandemie causate da “avvelenamento dei pozzi”, da incuria, dalla paura, dall’ignoranza e da tutti questi fattori messi insieme.#

Si può notare che il fenomeno epidemico si accompagna sovente con la diffusione di incendi di interi quartieri costituiti da abitazioni in legno accatastate una addosso all’altra.  Dal famoso incendio di Alessandria, con la distruzione della sua immensa biblioteca agli incendi di Roma, di Costantinopoli, delle città elleniche, della Londra del 500, di Parigi – anche di recente con Nôtre Dame, di Lisbona sfregiata come descritto drammaticamente in un libro di Mario Soldati.

La Pandemia è figlia del caos, dell’insipienza e, soprattutto, dell’ignoranza. La situazione igienica peggiora dopo la caduta dell’impero romano. L’umanità precipita in una gabbia settica, un una nube tossica avvolgente. Alcuni storici della scuola di Fernand Braudel raccontavano che i viaggiatori avevano la certezza di arrivare in una città ben venti chilometri prima grazie al terrificante fetore che si percepiva (1).

https://centauraumanista.wordpress.com/2020/03/14/la-maschera-del-medico-della-peste/

L’epidemia per eccellenza, la peste, è sinonimo di paura in tutto l’Occidente. Colpisce senza preavviso, è trasversale raggiungendo tutti i livelli sociali. Continuano ad essere indimenticabili le descrizioni del Manzoni con i PROMESSI SPOSI ambientato in una Europa macellata da una violentissima guerra totale di tutti contro tutti: la Guerra dei Trent’Anni 1618-1648. Altra digressione letteraria di alto livello è LA PESTE di Albert Camus che narra lo sviluppo di una solidarietà dettata dalle necessità mortali che svanisce con l’estinzione del morbo, riportando gli umani ai loro piccoli e ignobili egoismi quotidiani: non si impara nulla perché gli umani sono gli stessi che percorrevano la terra diecimila anni addietro…

Le epidemie seminano paura perchè sono spettacolari e perché – grazie ad un meccanismo cerebrale ben noto – vengono percepite con maggiore ampiezza le notizie negative rispetto a quelle positive. Sempre dietro l’angolo aleggia il DILEMMA DEL PRIGIONIERO per il quale tutti sospettiamo di tutti.

http://matematica.unibocconi.it/news/una-risposta-al-dilemma-del-prigioniero

Le scoperte scientifiche sono la risultante di un grandissimo cumulo di errori che insegnano più dei successi (2)

La grande spinta dei fisiologi di HARVEY sono un illustre esempio. Le ricerche di B. Ramazzini sono un grande passo in avanti nella conoscenza del corpo umano, la struttura più complessa esistente.

Le epidemie divampano anche e soprattutto per la PAURA. La paura è la spinta aggregante di tutte le comunità umane e anche animali di livello superiore in grado di comprendere la forza della cooperazione. Ne parla in maniera eccellente e insuperabile, Elias Canetti nel suo libro MASSA E POTERE (3).

La scienza sta vivendo oggi un pericolo crescente: quello di trasformarsi in tecnoscienza tendente ad abbandonare l’approccio olistico del disallineamento fisico della persona umana e ad eliminare il rapporto medico-malato. Stanno aprendosi varchi di consenso a teorie che si inscrivono nella corrente del Transumanesimo  ipotizzante un trasferimento dei dati di coscienza degli umani dentro una memoria delocalizzata totalitaria, una specie di titanico CLOUD da utilizzare per una successiva reviviscenza del contenuto di una mente dentro altri corpi e/o dispositivi esogeni. Sul tema, fanno pensare le implicazioni tecno-etiche dello scrittore di fantascienza Robert Heinlein nel suo memorabile libro NON TEMERO’ ALCUN MALE nel quale viene narrata la cascata di effetti collaterali rivenienti da un trapianto di cervello di un uomo in un corpo di donna. Il Transumanesimo sta per essere a sua volta sorpassato a sinistra dalla corrente dell’INTRASPECISMO  dove la differenza tra umani e animali scompare in nome della eliminazione del pensiero antropocentrico … (5)

Da semplice lettore, che ha la inveterata abitudine di porsi delle domande e di dubitare, ho steso queste righe di riflessioni pensate davanti ad un caffé, mentre l’umanità brucia le sue tappe pensando ostinatamente alla fine del futuro in favore di un eterno presente a due dimensioni (6)

Nel solco del DUBBIO inteso come verifica ed analisi del procedimento di indagine, è una ottima occasione di conoscenza il Convegno online organizzato dalla Associazione M. Arte sulla storia delle pandemie.

L’interessante convegno online riportato sull’allegato cartoncino di invito è di grande interesse e di attualità.

Si tratteranno temi tecnici e soprattutto storici per la loro inquietante ricorsività.

Consiglio di partecipare attivamente.

Ci vediamo lunedì!!!

NOTE

  1. Corbin, Storia sociale degli odori, Bruno Mondadori, 2005
  2. K. R. Popper, Congetture e confutazioni, Il Mulino, 2009
  3. E. Canetti, Massa e potere, Adelphi, 1981
  4. R. Heinlein, Non temerò alcun male, Bompiani, 1972
  5. Leonardo Caffo, Fragile umanità, Einaudi, 2017
  6. C. H. Hinton, Racconti scientifici, La biblioteca di Babele, F. M. Ricci, 1978

 

 

 

 

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