IL TRIDENTE ANGLOAMERICANO E LA FINIS EUROPAE

IL TRIDENTE ANGLOAMERICANO E LA FINIS EUROPAE

di Manlio Lo Presti (Scrittore e esperto di banche e finanza)

Suscita molti sospetti l’improvvisa notorietà internazionale delle scorrerie della piccola minoranza Houthi sul mar Rosso, in corso da decenni. È l’ennesima operazione costruita a tavolino per giustificare l’intervento angloamericano nell’area. Questo nuovo conflitto costituisce una parte del tridente geopolitico perseguito ossessivamente dall’attuale governo degli stati uniti.
Il primo è la macelleria ucraina, per tentare invano di logorare la Russia colpita da decine e decine di sanzioni, come già avvenne in modo crudele e selvaggio per quindici anni con milioni di morti in Iraq, e nel silenzio ignobile dell’Onu. Il secondo è la infernale sequenza decennale di scorrerie terroristiche militari angloamericane lungo il confine fra Siria e Iran, con l’aggiunta di assassinii di generali iraniani ed hezbollah, nel tentativo di far intervenire l’Iran. Il terzo è la macelleria di Gaza attuata con l’appoggio nascosto degli Usa, che fingono di non condividere l’eccessiva e sproporzionata reazione che va oltre il diritto di rappresaglia. Nei fatti, Israele è usata dagli Usa per provocare l’Iran ed indurlo ad intervenire, consentendo ai soliti angloamericani di bombardare l’interna nazione per saccheggiare i suoi 23 miliardi di barili di petrolio. Non è dato sapere quanto incida il ricorso ad armi geotermiche con protocollo HAARP per provocare terremoti ad orologeria, soprattutto contro i Paesi che – casualmente – non hanno filiali ed agenzie bancarie angloamericane.
Il primo effetto dell’operazione militare di mare e di aria, con decine di bombardieri nel Mar Rosso, è quello di scatenare rapidamente aumenti dei prezzi del cibo, delle materie prime e dell’energia in Europa, ufficialmente per la percorrenza di itinerari molto più lunghi. Va evidenziato, nel silenzio totale ed abissale delle catene ufficiali di informazione, che i tre canali bellici in corso sono anche e soprattutto canali per riciclare diversi miliardi di dollari e/o euro al giorno verso strutture finanziarie operanti oltremare.
Le conseguenze?
1) Ripresa violenta dell’inflazione; 2) la BCE eleva subito i tassi a più riprese fino al 7% frenando violentemente il processo economico del vecchio continente; 3) l’attuale debole e precario assetto economico europeo si distrugge completamente; 4) la finanza angloamericana può depredare e comprare indisturbata i beni europei a tre soldi con l’attuazione di un piano continentale di selvagge privatizzazioni, modello Fondo Monetario Internazionale usato continuamente in Sudamerica, in Asia e in Africa; 5) conseguente espulsione dal lavoro di oltre 180 milioni di europei; 6) disordini sociali e ribellioni per eccessiva disoccupazione; 7) dichiarazione del primo stato d’emergenza continentale europeo; 8) con voto unanime della Ue si procede alla rapida sospensione dei diritti civili per motivi di “Ordine pubblico”. Un’ottima occasione per applicare a tappeto i controlli nelle città da 15 minuti; 9) attentati pilotati dai vari “Uffici politici” con migliaia di morti accusando gli islamici, soprattutto iraniani; 10) fortissima percussione fiscale sui beni immobili con la scusa di fare cassa per lo stato sociale che poi non avverrà perché bloccato da successive e incalzanti “emergenze a valanga”; 11) inasprimento delle politiche verdi a danno di un’Europa che inquina per il risibile 7% del pianeta. Nessuno parla dell’assenza di politiche ecologiche in Usa, Cina, Russia, Africa, Sud America!
Il quadro prospettato non è pessimista né complottista. Più precisamente, il quadro è “realista”, se lo scorrere degli eventi va nella direzione di una guerra civile europea totale. L’Europa deve saltare in aria con il viatico della Nato che intende aumentare la pressione militare ai confini russi. La demolizione controllata dell’Europa procede con la stessa strategia usata dalla Russia per il lento stritolamento dell’Ucraina. Nulla accade per caso.