Campagnano celebra la propria storia tra memoria e tradizioneSi è chiusa ieri la sessantaquattresima edizione della sfilata storica delle otto Contrade della città di Campagnano. Per comprenderne il valore è necessaria una breve annotazione storica per offrire una iniziale conoscenza delle origini della città di Campagnano a tutti i lettori.

Ognuna delle otto parti in cui è stato suddiviso il territorio ha rispettato la stessa densità di popolazione nonostante la diversità della rispettiva morfologia territoriale. Ogni Contrada è stata rappresentata dal nome di un animale tipico del luogo, nominato in dialetto locale, e caratterizzata da due colori istituzionali. Evento ideato e voluto nel 1983 da Aldo Monteleone. Dopo una interruzione di venti anni antecedenti il 2010, Oreste Pallucchini, presidente della Pro loco della città, decide di far rinascere la tradizione del Palio e della Festa del Baccanale. Il recupero e il suo fascino e significato storico è stato possibile con il decisivo contributo delle Contrade, ciascuna delle quali si costituisce in associazione che elegge un proprio direttivo con una struttura autonoma alimentata dall’autofinanziamento per sostenere le attività nel corso dell’anno. Si tratta di iniziative benefiche, gastronomiche e di recupero storico delle tradizioni locali.

La città è una tappa importante della via Francigena o Romea. Dall’analisi e dallo studio della documentazione storica disponibile, si rileva la registrazione della nascita del borgo di Sant’Alessandro nell’XI secolo nella Valle del Baccano. Nel 1270 viene redatto uno fra i primi Statuti della Campagna Romana fra la popolazione di Campagnano e il cardinale Annibaldi. Gentile Orsini, acquista dal Senato di Roma la città di Campagnano nel 1410. Con il governo degli Orsini la città vive importanti modifiche urbanistiche. Diventa il luogo di soggiorno di cardinali, di famiglie nobili e del loro seguito mentre a Roma infuria la peste nera. La presenza di questi personaggi costituisce un impulso sociale ed economico dei territori con un rilancio urbanistico con nuovi edifici e con la trasformazione delle aree paludose in estensioni coltivabili.

In questo quadro storico si sviluppa una forte solidarietà sociale fra i componenti di una popolazione ricca e attiva la cui identità viene simboleggiata da azioni sociali, economiche e religiose volte alla realizzazione di una identità culturale che viene tramandata alle generazioni successive anche e soprattutto con la realizzazione di eventi storici.

La Festa del Baccanale del 2024 conferma l’ampia presenza di giovani fra gli oltre cinquecento cittadini che hanno reso possibile e con successo una manifestazione costruita con la collaborazione spontanea e gratuita dei partecipanti. Si tratta di una trasposizione vivente di una ricerca filologica che attiene alla veridicità dei costumi, delle attività economiche quotidiane, del concetto di punibilità con la persecuzione dei movimenti eretici, con la salvezza ed il recupero dell’infanzia abbandonata, con la rievocazione di procedure produttive e distributive dei prodotti locali, ecc. L’elevata quota di giovani è un segnale evidente volontà di conservare e di ripensare il proprio passato alla luce di studi successivi che approfondiscono ed arricchiscono i contenuti già noti con l’ausilio di nuove documentazioni. La bassa età media dei numerosi partecipanti certifica la validità del tramandare la memoria del proprio territorio alle nuove generazioni.

Come in altre città del mondo, la Festa del Baccanale si svolge in un brevissimo spazio temporale. Dietro alla sfilata storica delle Contrade si nasconde il lavoro oscuro ma ininterrotto che copre un anno intero. Il coinvolgimento di tutti, adulti, giovani e bambini è la più concreta espressione del tramandare la memoria storica tempo per tempo rielaborata e “ri-pensata” avvalendosi di contributi documentali nuovi.

Il giorno 5 maggio di ogni anno è il momento che chiude le festività del giorno 3 che prevede la consegna del Palio che verrà assegnato alla Contrada che ha ricevuto maggiori consensi. Si tiene una conferenza di presentazione e di commento del Palio. Si conclude con un corteo notturno delle Contrade con i figuranti che indossano abiti rinascimentali. Il giorno 4 è dedicato all’allestimento di stand con prodotti locali che sono un altro forte simbolo di cultura maturata nei secoli. Infine, il 5 maggio la manifestazione del corteo storico in costume che scorre nel rettilineo di Corso Vittorio Emanuele. L’evento ricorda il matrimonio fra il duca Paolo Giordano Orsino duca di Bracciano con la principessa Isabella de’ Medici nel 1560. Un matrimonio che certifica la elevata potenza economica degli Orsini grazie alla saggia amministrazione dei territori di Campagnano e di Bracciano.

Quest’anno, la giuria ha manifestato il maggiore consenso alla Contrada del “Saiettone” (biscia di terra) per la sua rappresentazione delle attività del Sant’uffizio fondato dal papa Paolo III nel 1542. È stata rappresentata la tensione drammatica delle persecuzioni alle streghe, con tanto di sfilata di boia arcigni e armati. L’aspetto spettacolare ben curato non ha tuttavia trascurato l’attenzione ai dati storici che ne sono il fondamento e l’ispirazione. Il secondo riconoscimento è andato alla Contrada del “Tascio” (il tasso) che ha curato la antichissima tradizione contadina intrisa di influenze pagane e cristiane che si mescolano nel corso dei secoli per propiziare l’abbondanza dei raccolti e la loro benedizione. Molto accurata la figurazione dei raccolti e della socialità che invita agli incontri tra famiglie e a nuovi matrimoni. Il terzo riconoscimento è andato alla Contrada della “Bubbola” (l’upupa) che ha dedicato il suo accurato lavoro al mondo delle cortigiane. Quelle di basso rango circolavano nelle strade mentre le “cortigiane honeste” circolavano con sontuosi abiti nei palazzi del potere, alcune definite “matrema non vole” ed erano capaci di gestire i salotti e i segreti dell’élite.

Ad apertura e alla chiusura dell’evento hanno dato un contributo di bravura, di colore e di abilità acrobatiche il gruppo degli sbandieratori di Foligno. Il Corso Vittorio Emanuele e le vie circostanti erano stracolmi di gente, segno che queste iniziative culturali continuano ad attirare cittadini locali e molti turisti appassionati di storia e di cultura gastronomica.

Il Palio è stato vinto dalla Contrata della Civetta.

Sarà un piacere attendere con curiosità il prossimo 5 maggio.